Un mio nuovo progetto: GamerTagMatch, una community online italiana per mettere in contatto tra loro gli utenti Xbox Live

Oggi voglio proporvi un mio piccolo progetto, che ho portato avanti in questi ultimi mesi nei ritagli di tempo, con lo scopo di dare un senso al primo premio vinto come Miglior Blog Tecnico dell’anno 2008-2009, ovvero un piano di hosting Azienda Linux offerto da CodingWeb (la cui assistenza, fino ad oggi, si è sempre dimostrata efficiente e molto rapida).

L’idea

Avevo in mente diversi progetti da portare avanti, ma alla fine ho deciso di puntare su qualcosa di diverso da quello a cui sono solitamente abituato, meno divulgativo di Levysoft e forse più ludico, ma non per questo meno interessante e pieno di stimoli e sfide. Tutto è nato dalla constatazione che, il gioco online, in questi ultimi anni, si sta allargando sempre più nei videogiocatori e in molti paesi dotati di banda larga, sta spopolando. Se prima, chi giocava online era solitamente un utente PC, oggi l’ago della bilancia si sta spostando sempre più verso le console, in primis la Xbox 360 (sia per qualità di servizio offerto, che non per niente è anche a pagamento, che per quantità di giochi, soprattutto FPS, che offrono questa opportunità) e, quindi, a ruota, la PS3 e la WII.

GamerTagMatch

Il problema, però, che ho anche personalmente riscontrato, è che molti videogiocatori hanno difficoltà a trovare qualcuno con cui giocare online, soprattutto se intende sbloccare alcuni particolari obiettivi o semplicemente si vuole giocare in co-op. Su tutti i forum che ho visitato ho sempre letto post di qualcuno che chiedeva chi voleva giocare online con un determinato videogioco, magari in certe fasce orarie. Per chi, invece, non ha particolare esigenze, ogni forum dedica sempre una pagina con la lista di tutti gli utenti e relativi gamertag e, a volte, anche la lista dei giochi con cui si intende giocare online.

Il problema di tutto ciò, però, è che ogni forum è una micro-realtà locale che, se da un lato può garantire maggiore affiatamento, dall’altro risulta essere non del tutto completa. Infatti, oltre ad essere difficile trovare chi sia appassionato dello stesso gioco (a meno che non si tratti di classici come COD o Fifa), è anche vero che non esiste alcuna organizzazione di sorta in queste “megatabelle” di utenti.

La situazione attuale

In ambito internazionale la questione è gestita in varie maniere: dall’enorme leaderboard di MyGamerCard.net, alla lista su Gametap in ambito internazionale a all’interessante clan di AVF Matchmaker Gamertags o quella meno organizzata del sito EA, fino ad arrivare al gruppo su Facebook e su Yahoo! Groups.
Eccetto il caso di un solo sito italiano che offre qualcosa di organizzato (Xbox LIVE Way, mentre è da tempo chiuso gamertag.it), in Italia, almeno dal mio punto di vista la questione è lasciata al singolo forum che si organizza con post a tema (un esempio è la Lista Gamertag Italiani del forum sul sito Xbox.com).

Le esigenze

GamerTagMatch, quindi, non fa altro che rispondere a queste esigenze: realizzare un unico database di giocatori italiani amanti del gioco online, in cui ognuno possa lasciare il proprio gamertag, la propria lista di giochi preferiti per l’online e lasciare, nel proprio profilo, le motivazioni per cui si vuole giocare in Live, per avere subito quanti e quali giocatori hanno lo stesso nostro gioco. Inoltre, ogni volta che qualcuno aggiungerà lo stesso gioco che avremo noi, ci arriverà una mail di notifica che ci avviserà della possibilità di incontrare nuove persone online.

GamerTagMatch - Lista Giochi

Purtroppo, non facendo parte del Xbox Community Developer Program (credo inoltre che serva un sito realizzato in asp), non ho potuto realizzare un sito che comunicasse in tempo reale con la piattaforma di Xbox LIVE, in modo da poter recuperare automaticamente le informazioni dei giocatori online. Ma è anche vero che non era questo lo scopo del mio progetto.

Infatti, GamerTagMatch non è solo un semplice archivio online ma anche un luogo di incontro in cui creare vere comunità di appassionati intorno ad uno o più videogiochi. E’ possibile quindi scambiarsi messaggi tra amici, seguire i flussi wire (una sorta di twitter locale) e commentare i vari giochi.

Data la natura particolare del sito, ho deciso di inserire nel database, solo i giochi che presentassero la possibilità di giocare online, sia in co-op che in vs (al momento ho inserito già 142 titoli). Per cui non troverete capolavori indiscussi (faccio l’esempio di Assassin’s Creed 2) se questi giochi non avranno una componente Multiplayer Live. Questa è una precisa scelta editoriale: essendo un sito dedicato a tutti coloro che vorranno incontrare nuovi amici per giocare in Live, mettere a disposizione anche una lista di giochi che non hanno una componente online era quantomeno confusionario e dispersivo. Infatti, ogni utente non dovrà scegliere tutti i giochi che ha nel proprio scaffale ma soltanto quelli che, al momento, preferisce giocare online. Per cui potrete modificare la vostra lista a piacimento: per esempio, se fino a ieri vi faceva piacere giocare online con Pes 2009 e Pes 2010, oggi potrete decidere di esservi stufati di giocare a Pes 2009 e dedicarvi solo a Pes 2010, per cui basterà togliere dalla propria lista il gioco in questione in modo da essere sicuri che nessun altro potrà contattarvi per quel particolare gioco.

GamerTagMatch - Dettaglio del Gioco
Elgg

Ho provato a creare il sito il più semplice ed immediato possibile, in modo che richiedesse il minor numero di operazioni ma al contempo offrisse il maggior numero di possibilità. Per ottenere ciò mi sono basato sull’ultima versione stabile di Elgg (passando prima in rassegna altri alternative come Dolphin, JomSocial e BuddyPress), un ottimo CMS per la costruzione di social network, opportunamente stravolto e modificato in base alle mie esigenze. Devo dire che è stata una bella esperienza perché sono potuto andare a fondo in molti dettagli dell’applicativo web, apprezzandone al contempo la sua nascosta complessità e la sua flessibilità.

Fase Beta
GamerTagMatch - Homepage

Attualmente GamerTagMatch è ancora in versione beta (la 0.8), il che significa che funziona in tutti i suoi macro aspetti ma ancora devo mettere a punto qualche piccolo dettaglio.

GamerTagMatch, per quanto riguarda i menu e l’interfaccia utente, è localizzato sia in italiano che in inglese, mentre i contenuti (come le descrizioni dei giochi e le news) sono solo in italiano. Se poi questa community riuscirà a crescere potrò iniziare a rendere più internazionale il progetto (che comunque presenta realtà molto complesse e variopinte): ma ovviamente, come ogni progetto, sarete voi a decretarne il successo o la disfatta.

Privacy

All’inizio avevo pensato di lasciare visibile anche ai non iscritti il dettaglio degli utenti che giocavano ad un certo videogioco online, compresa la propria gamertag (in modo da espandere le potenzialità del sito in maniera esponenziale). Ma alla fine ho creduto più utile, però, per preservare la privacy degli utenti, fare un passo alla volta. Quindi, i non iscritti potranno vedere solo i giochi con il numero di utenti che vi giocano, ma non le loro gamertag. Per vedere maggiori dettagli sarà quindi necessario iscriversi, gratuitamente, al sito. Questa è una soluzione intermedia: avrei anche potuto fare in modo che solo chi possiede un gioco potesse vedere le altre gamertag (magari con un moderatore che validasse la lista dei giochi) oppure solo dietro richiesta di amicizia. Ma così facendo avrei tarpato le ali ad un sito che per sua natura doveva essere veloce, snello e rapido da consultare. Ovviamente, in base all’esperienza che maturerò nel corso dei prossimi mesi e alle richieste, ai commenti e ai suggerimenti degli utilizzatori, potrò delineare la giusta strada da percorrere.

GamerTagMatch - User
Perché solo Xbox 360?

Molti mi hanno chiesto perché dedicare un sito solo ai videogiochi per Xbox 360 e non volgere lo sguardo pure ai quelli per PS3 e WII: la risposta è semplice ma anche molteplice. Se quella più ovvia potrebbe essere perché, almeno attualmente, la Xbox 360 mostra la migliore esperienza videoludica per quanto riguarda il gioco online, la sua maturità è tale che PS3 e WII non riescono ancora a competere con questa realtà. Ma è anche vero che la mia scelta è stata dettata dal fatto che per iniziare bene un nuovo progetto, sono voluto andare con i piedi di piombo e approfondire al meglio tutti gli aspetti con una sola tecnologia. Quando poi mi sentirò pronto (e magari anche il mercato lo sarà) potrò pensare di allargare GamerTagMatch verso altri ameni lidi, come i MII (con i Codice Amico Wii) e i Playstation Network Tag della PS3. Ma tutto questo sarà subordinato ai risultati che potrò ottenere con questo nostro nuovo progetto, perché il successo o la disfatta sarete voi a proclamarla!

Un po’ di social network

Ovviamente potete trovare la community di GamerTagMatch anche su Twitter, Facebook e Google Friend Connect:

Twitter: http://twitter.com/GamerTagMatch
Facebook: GamerTagMatch Fan Page
Google Friend Connect: gamertagmatch -AT- gmail.com (sostituire -AT- con @)

Quindi, ogni volta che ci sarà qualche novità sul sito o verranno aggiunti nuovi giochi che gestiscono il Multiplayer in Live, oltre al classico feeder RSS, avrete un altro modo per essere sempre aggiornati!

Cerco Beta Tester

GamerTagMatch è una community italiana che deve la sua esistenza essenzialmente alla vostra presenza e collaborazione tra le sue pagine. Senza utenti una community non può esistere e solo quando il loro numero sarà consistente, lo scopo ultimo di GamerTagMatch potrà essere raggiunto: trovare per ogni gioco quanti più giocatori possibili disposti a giocarci in Live! Ma ricordate: GamerTagMatch è e sarà sempre gratuito!
Anzi, per premiare i miei utenti ho anche intenzione di fare qualche regalo, magari qualche Day One di primo ordine da portare a casa o qualche abbonamento Xbox Live trimestrale/annuale gratis.

Queste sono le mie intenzioni ma ora devo solo rimboccarmi le maniche e partire. Con questo sito ho voluto lanciarmi una sfida, spero che venga accolta calorosamente da tutti coloro che amano il gioco online e che possiate trovarvi bene tra le pagine del mio nuovo sito.

Anche se attualmente il sito è nella fase di beta testing, le iscrizioni sono gratuite e aperte a tutti! E allora, cosa aspettate: correte subito ad iscrivervi a GamerTagMatch e scegliete i vostri giochi preferiti per Xbox Live!

Come visualizzare correttamente su tutti i browser il gadget per Google Friend Connect su Wordpress

Oggi ho deciso di inserire sul mio blog il widget per Google Friend Connect per provare il servizio di Google pensato per rendere i siti più sociali. Il vantaggio di usare Google Friend Connect è quello di creare una piccola community su cui far convergere i propri utenti (basta che abbiano un semplice account gmail) e proporre, magari, domande agli utenti che decidono di entrare a far parte di Friend Connect, in modo da conoscere meglio i loro interessi, oppure scambiarsi messaggi privati tra i membri della stessa community.
Interessante è anche la possibilità del proprietario del sito di inviare newsletter agli utenti che partecipano alla community, dividendole anche in base ai loro interessi. Tutte le informazioni raccolte possono anche essere esportate in formato JSON o XML. E’ probabile che presto si integrerà con i flussi di informazioni di Google Wave in modo da alimentare automaticamente la community con nuove discussioni, ma quel che è certo è che uno degli aspetti non proprio secondari è quello di potersi integrare con Google AdSense in modo da poter visualizzare annunci pubblicitari che tengono conto sia dei contenuti del sito, che degli interessi personali espressi in precedenza dai singoli utenti.

Come attivare Google Friend Connect

Rispetto ai primi tempi in cui il servizio era attivo, ora non è più necessario scaricare e inserire nella root del proprio sito web i file rpc_relay.html e canvas.html e l’attivazione è molto semplice. Infatti, dopo essersi loggati con il proprio account Google (che equivale al proprio account Gmail), sarà sufficiente accettare i “Termini di servizio per gli sviluppatori di Friend Connect

Google Friend Connect - 1

e verrete subito mandati ad una pagina in cui potrete inserire il nome e la url del vostro sito

Google Friend Connect - 2

per poter attivare la vostra nuova community!

Google Friend Connect - 3

Bene, ora non resta altro che creare un gadget che permetta agli utenti del proprio sito di unirsi alla vostra nuova community.

Google Friend Connect - 4

La procedura è molto semplice e guidata

Google Friend Connect - 5

e vi permetterà di creare del codice HTML del tipo:

da inserire nella vostra sidebar (di solito corrisponde al file sidebar.php del vostro tema Wordpress). Se volete evitare di mettere mano al codice html, potete installare il seguente widget per Wordpress: Google Friends Connect Widget. Dopo averlo attivato dalla pagina dei plugin, nella pagina della Gestione Temi di Wordpress trovate la sezione Widget. Qui basterà spostare, con un semplice drag e drop, il widget interessato nella posizione desiderata

Google Friend Connect - 6

e configurare correttamente il proprio “site id (quello che nel codice html compare in fondo dopo “site:“)

Google Friend Connect - 7
Problema di visualizzazione del gadget di Google Friend Connect

In realtà tutto questo è in linea teorica, perché sia usando il widget per Wordpress, sia inserendo il codice html fornito dalla pagina di Google Friend Connect, questo è stato il risultato visualizzabile sui browser che uso solitamente sul mio Macbook Pro: Safari 4.0.4 e Firefox 3.5.6.

Google Friend Connect - 8

Sembra, infatti che su alcuni browser il gadget di Google non venga visualizzato correttamente (da quanto leggo sembra che Firefox avrebbe dovuto visualizzare correttamente il gadget ma probabilmente il browser testato era per Windows).
Per rendere visibile il gadget su qualsiasi browser di qualsiasi sistema operativo è sufficiente inserire il seguente codice html subito prima del tag di chiusura </body> (e quindi, nel caso di un tema standard per Wordpress, troverete il tag richiesto nel file footer.php della cartella del vostro template) in moda da istruire il browser ad usare il parser Prototype JSON invece che quello Native JSON.

e questo sarà il risultato!

Google Friend Connect - 9

Ora che finalmente è attiva la funzione di Friend Connect, cosa aspettate: cliccate sul pulsante “Login” che trovate nella colonna qui a lato ed entrerete anche a voi far parte della community di Levysoft!

Buon Natale a tutti

Finalmente è arrivato il grande giorno atteso da tutti, grandi e piccini, e per l’occasione auguro a tutti quanti voi di passare un sereno e felice Natale!.

Buon Natale

Wordpress 2.9: supporto allo standard oEmbed

Oggi ho upgradato il mio sito alla nuova versione 2.9 di Wordpress con la oramai classica operazione indolore di aggiornamento automatico (una vera manna dal cielo). Tra le novità rilevanti, troviamo la possibilità di aggiornare 10 plugin in un solo passaggio (invece di dover fare vari clic per ognuno di essi), un utile e veloce editor di immagini incorporato che permette di ritagliare, modificare, ruotare invertire e scalare le proprie immagini e la funzionalità di mettere in un ”cestino” i propri post cancellati (in modo da poterli recuperare in un secondo momento), eliminando anche i fastidiosi messaggi di conferma che apparivano ad ogni cancellazione.

Infine, cosa molto utile, è stata aggiunta la funzione di inclusione automatica dei video, semplicemente incollando la URL del video su una sola riga e magicamente questa verrà trasformata nel corretto codice di embed. I siti supportati sono: YouTube, Daily Motion, Blip.tv, Flickr, Hulu, Viddler, Qik, Revision3, Scribd, Google Video, Photobucket, PollDaddy e WordPress.tv.
Per chi non lo sapesse, questa funzionalità è nota col nome di oEmbed, il formato aperto di incorporamento automatico dei video. Infatti, in genere è necessario copiare il codice per l’incorporamento di un video di YouTube dal video stesso e incollarlo nel proprio sito web/blog. Se il sito web supporta oEmbed, però, è possibile incollare l’URL del video anziché l’intero codice per l’incorporamento. Il video verrà comunque visualizzato come incorporato nella pagina.
Quindi, se prima occorreva scrivere il seguente codice per visualizzare un video sul proprio sito:

<object width="425" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/HEheh1BH34Q"></param><embed src="http://www.youtube.com/watch?v=HEheh1BH34Q" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350"></embed></object>

ora, con oEmbed è possibile semplicemente incollare l’URL del video nel proprio blog:

http://www.youtube.com/watch?v=HEheh1BH34Q

Come vedete, oltre a risparmiare codice html, ne risente positivamente la pulizia del codice.

Per testare questa nuova funzionalità offerta da Wordpress 2.9, eccovi un video affascinante che ci fa capire quanto siamo piccoli nell’universo (da mettere i brividi):

Play Boy, Play UBI: come ottenere un buono sconto di 50 euro da spendere presso MediaWorld o Saturn

Questo è un post sponsorizzato: è la prima volta che ne scrivo uno ma volevo provare anche questa possibilità, soprattutto perché il messaggio di fondo credo possa interessare in molti.

Sto parlando della promozione Play Boy, Play UBI, portata avanti da UBI BANCA (un consorzio di banche che unisce otto istituti bancari italiani) e rivolta solo ai giovani con un età compresa tra i 14 ed i 29 anni, offrendo loro un buono sconto da 50 euro (sotto forma di gift card con codice a 16 cifre) per acquistare un lettore multimediale (es. iPod Touch), una console giochi o relativi accessori, presso tutti i punti vendita Saturn e Media World in Italia (ma anche direttamente sul sito Mediaworld Compra Online) se si decide di prendere una carta prepagata gratuita UBI BANCA.

Play Boy, Play UBI

I vantaggi di questa offerta sono innumerevoli: oltre al fatto di disporre di un buono sconto che, sotto il periodo di Natale, non fa mai male, è possibile ricevere un ulteriore buono di 20 euro (anch’esso spendibile presso le catene di elettronica già citate), se si presenta un proprio amico non Cliente. Inoltre la carta prepagata Play Ubi è totalmente gratuita e senza spese di ricarica per i 3 anni di durata della carta, e, se ci si mette pure il fatto che non serve aprire alcun conto corrente (né presso UBI Banca ne presso altri istituti finanziari) e che non è richiesto alcun deposito iniziale (ne tantomeno obblighi di ricarica periodica), allora posso a ragione affermare che la nuova iniziativa di UBI Banca non sia da lasciarsi scappare (peccato che io abbia poco più di 29 anni altrimenti avrei aderito volentieri).

Play Boy, Play UBI

Io attualmente uso una Postepay per le mie spese su internet, in quanto l’uso di una carta di credito prepagata mi offre una maggiore sicurezza durante le transizioni commerciali, in quanto l’eventualità di una sottrazione del codice mette a rischio solo gli importi caricati (di solito molto bassi). L’unico inconveniente che trovo nella Postepay è che (oltre ad avere un piccolo costo di attivazione), ad ogni ricarica devo sempre pagare un 1 euro e siccome il principio con cui io uso una carta prepagata è quello di mettere nel borsellino elettronico il giusto quantitativo di denaro per effettuare una transazione, è evidente che in questo modo, a fronte di una maggiore sicurezza, ho anche una maggiore spesa nel corso dell’anno. E’ per questo che sto iniziando a valutare la carta Play UBI anche da questo punto di vista, dato che non ha spese di attivazione e tutte le ricariche sono totalmente gratuite.

C’è da dire, però che girando un po’ su internet ho letto che, almeno a detta dei primi utilizzatori (per cui sono informazioni di seconda mano magari da verificare direttamente con la banca), questa carta prepagata non può essere utilizzata con servizi come Paypal e, inoltre, sembra che la carta rimanga totalmente gratuita solo se il saldo trimestrale non supera i 77,47€, altrimenti si paga l’imposta di bollo di 1,81€. Ma la sostanza comunque non cambia: l’offerta a me pare comunque buona.

Per cui se vi interessa avere a costo zero una carta prepagata e magari anche un buono di 70 euro (50€+20€) per i vostri regali tecnologici natalizi, ricordatevi solo che l’offerta scade l’8 Gennaio 2010 e, siccome non la si può attivare online, ma solo recandosi in una filiale, qui trovate l’elenco delle filiali UBI Banca.

Come disinstallare GoogleSoftwareUpdateAgent installato silenziosamente dal nuovo Google Chrome per Mac OS X

Come per ogni prodotto Google per Mac OS X, da Picasa a Google Earth, anche l’attesissimo Google Chrome per la piattaforma della mela morsicata, installa silenziosamente il GoogleSoftwareUpdateAgent (prontamente segnalato dall’ottimo firewall LittleSnitch) nella cartella Library della propria Home Directory.

Francamente avere qualcosa che gira in background nel mio sistema (anche se magari si attiva solo all’avvio della macchina) che non reputo essenziale (la presenza di nuovi aggiornamenti di Chrome si può benissimo verificare dal browser stesso, mentre GoogleSoftwareUpdateAgent si occupa più che altro degli aggiornamenti di componenti e plugin come Google Gears) e, perdippiù, che è stato installato senza alcun avviso (probabilmente è stato lo stesso browser ad installarlo poiché l’installazione di Chrome è avvenuto col classico drag & drop della app nella cartella Applicazioni), è una cosa che non mi piace avere.

GoogleSoftwareUpdateAgent

Se anche voi siete della mia stessa idea, allora dovete sapere che per disinstallare GoogleSoftwareUpdateAgent basterà lanciare questo comando dal Terminale:

che altro non farà che cancellare il file risorsa GoogleSoftwareUpdate.bundle dalla directory ~/Library/Google/GoogleSoftwareUpdate/.

Infatti, questa è la situazione prima:

GoogleSoftwareUpdateAgent - 1

e questa dopo aver lanciato il comando da Terminale:

GoogleSoftwareUpdateAgent - 2

Questo per Google Chrome: pare però che altri applicativi Google installino i propri componenti sotto la root invece che nella home directory dell’utente. In questo caso, sarà sufficiente lanciare il seguente comando con i privilegi da amministratore:

Ma il problema non è ancora risolto, in quanto Google Chrome reinstalla l’update engine ad ogni avvio dell’applicativo e la prossima volta che avvierete il vostro Mac (attenzione: dalle mie prove pare che GoogleSoftwareUpdateAgent parte solo una volta al giorno al primo riavvio di sistema) verrà ricreato il file risorsa GoogleSoftwareUpdate.bundle!
Quindi, se volete prevenire altri “incidenti” di questo tipo, dovremo seguire questa altra semplice procedura per non far ricreare più GoogleSoftwareUpdate engine.
In pratica, occorre cancellare la directory ~/Library/Google/GoogleSoftwareUpdate/ e al posto suo creare un file (in unix un file e una directory sono la stessa cosa) con lo stesso nome (GoogleSoftwareUpdate)

GoogleSoftwareUpdateAgent - 3

e dargli i diritti di root,

GoogleSoftwareUpdateAgent - 4

in modo che la prossima volta che si riapre Google Chrome (ma anche Google Earth), questi saranno impossibilitati nel ricreare la cartella.

Ecco i comandi da lanciare sempre nel Terminale, nel caso di engine installato nella home directory dell’utente (se fosse presente anche nea root basterà semplicemente avere cura di modificare il percorso dei file):

Ora potete finalmente godervi il vostro nuovo browser sul vostro Mac!

Disponibili 23 Inviti per la beta pubblica di Google Wave

23 Inviti per la beta pubblica di Google Wave Lo so, non è molto originale, la blogosfera oramai pullula di post che regalano inviti per la beta pubblica Google Wave. Ma, dopo la prima manciata di amici che ancora non avevano ricevuto un invito a provare Google Wave, ho ritenuto giusto regalare i restanti ai primi 23 affezionati lettori di Levysoft! Per cui affrettatevi: lasciate il vostro commento in calce a questo articolo e presto vi arriverà un invito :)

Per chi non lo sapesse ancora, Google Wave è l’innovativo strumento personale di comunicazione e collaborazione messo a punto dall’azienda di Mountain View e considerato, da molti, il futuro della comunicazione online:

Si tratta di una applicazione web, di una piattaforma e di un protocollo di comunicazione pensato per riunire email, messaggistica istantanea, wiki e social network. È fortemente orientato alla collaborazione real-time, supportato da estensioni che possono fornire, ad esempio, un solido controllo ortografico e grammaticale, la traduzione automatica tra 40 diverse lingue, e diverse altre estensioni. Basato sul protocollo XMPP, per far sì che chiunque possa costruire un client o un server, il suo obiettivo è quello integrare il flusso di informazione, che va a generarsi dalle nostre conversazioni, in un unica piattaforma.

Grazie a Google Wave è possibile permettere la comunicazione e collaborazione in tempo reale tra più persone (gli utenti potranno scambiarsi testi, immagini, video, musica e conversare, in real time) con la possibilità di “riavvolgere” la conversazione e vedere quello che è stato discusso nei giorni precedenti.

Per una sintesi delle 15 caratteristiche principali di Google Wave, vi rimando a questo filmato:

La cosa che forse non tutti sanno e che da appassionato di serie di fantascienza mi ha fatto davvero piacere, è che il curioso nome è ispirato alla serie televisiva Firefly dove il nome Wave indica una comunicazione elettronica (spesso riferita a una chiamata o a un messaggio video). Infatti, durante la fase di sviluppo sono stati numerosi i riferimenti a questa serie.

UPDATE: Inviti terminati il 15 dicembre 2009, ma non appena Google me ne concederà altri, sarò ben lieto di distribuirne un altro po’.

Niiu: il primo quotidiano personalizzato d’Europa

Niiu In tempi in cui c’è una evidente crisi internazionale della stampa stampata a tutto favore dell’informazione online e di crisi del ruolo del giornalista confrontato continuamente con quello del blogger, c’è anche chi ama azzardare e andare controcorrente puntando tutto sulla pagina scritta, ma lo fa in maniera originale.

La sua redazione è in Germania e la testata giornalistica, nata il 16 ottobre 2009 dall’idea di due studenti berlinesi di 23 e 27 anni, Wanja Soren Oberhof e Hendrik Tiedemanne, si chiama Niiu ed ha la prerogativa, sinora unica, di allineare l’informazione ai gusti di ogni singolo lettore, recapitando a casa di ciascuno una edizione personalizzata del giornale, scegliendo gli articoli su una selezione di testate locali, nazionali e internazionali, web compreso. Il costo sarà di 1,20€ per gli studenti e di 1,80€ per gli altri (per dare un metro di paragone, un giornale di stampo classico come Bild costa 0,60€, mentre il Tagesspiegel costa 0.95€).

Un esempio d’oltreoceano

Questa inaspettata sinergia tra carta stampata e web, l’abbiamo già ritrovata, se ricordate, ad inizio di quest’anno, quando negli USA è nato The Printed Blog, un giornale gratuito stampato su carta (sei pagine a colori confezionate da una redazione ridotta all’osso), distribuito nelle principali città americane (Chicago, San Francisco, New York), che in grado di aggregare i migliori contenuti locali pubblicati online su blog e social network, secondo il classico modello del crowdsourcing.

La rivoluzione di Niiu

Ma a differenza di The Printed Blog, è stata messa in atto una altra piccola rivoluzione che trasforma il lettore, passivo per natura, in un particolare editore, con un ruolo attivo di merge delle informazioni. Concepito per attirare i giovani alla lettura dei quotidiani, il concetto editoriale su cui Niiu si basa è altamente innovativo, poiché ciascun lettore potrà costruirsi il proprio Niiu, in base alle preferenze segnalate in fase di sottoscrizione sul sito web del giornale, ed è in grado di integrare gli articoli tradizionali (di testate giornalistiche classiche) con contenuti provenienti da blog, reti sociali e RSS feed, magari condito con giochi, andamento delle azioni in borsa e meteo della propria città, il tutto stampato in versione individuale su carta, con una foliazione diversificata, da 8 a 60 pagine, a scelta dei lettori (anche in base al giorno: per esempio otto pagine il lunedì, ma 60 pagine il venerdì). Gli articoli, in lingua inglese e tedesca, possono essere scelti da circa 500 testate con cui sarebbero stati stretti degli accordi.

Le aspettative

Secondo la tesi dei loro ideatori, molti giovani ‘’sono stanchi di informarsi su internet e sono pronti a pagare per un giornale di loro gradimento’’. L’ obbiettivo è quello di raggiungere il traguardo delle 5.000 copie in sei mesi a Berlino e il vantaggio, oltre che per la nuova generazione di lettori, sarà anche per gli inserzionisti perché avranno il vantaggio unico di fare pubblicità estremamente mirata e toccare dei segmenti di consumatori molto precisi.

Ora non resta che rimanere in attesa e vedere se questo esperimento avrà successo e magari chissà se anche noi potremo usufruire di questo nuovo modello di informazione.

Get Lyrical: scaricare automaticamente i testi delle canzoni della vostra libreria iTunes su Mac OS X

Questa estate, uno dei migliori widget per la Dashboard di Mac OS X, Harmonic 2.3, per la ricerca e il salvataggio automatico dei testi delle canzoni che di volta in volta si ascoltava su iTunes, aveva smesso di funzionare perché il servizio su cui si appoggiava, LyricWiki, un efficiente archivio collaborativo di tipo wiki dei testi delle canzoni, non metteva più a disposizione le API per la ricerca delle lyrics in quanto non era stato più possibile rinnovare gli accordi di licenza con i più grandi editori dell’industria musicale. Insomma un’altra vittima della continua guerra delle major discografiche.

Purtroppo il mancato funzionamento di Harmonic, rendeva di fatto inutile la procedura che avevo scritto qualche tempo fa, su come automatizzare il processo di ricerca di tutti i testi delle canzoni della nostra libreria iTunes, sfruttando l’azione combinata del widget Harmonic e dell’applescript per iTunes, Needle Drop.

Get Lyrical

Nonostante il progetto di Harmonic, per cercare di farlo riprendere vita, sia stato recentemente reso Open Source e ospitato su GitHub, purtroppo, al momento in cui scrivo, ancora non risulta funzionante. E’ per questo che mi sono messo alla ricerca di una valida alternativa e sono approdato su un ottimo software per Mac OS X: Get Lyrical. Giunto recentemente alla versione 3.4 con la localizzazione in italiano, è una applicazione gratuita per Leopard e Snow Leopard de La Shullian Productions che, come Harmonic, permette di aggiungere i testi alle canzoni della vostra libreria iTunes (e salvandoli nel relativo tag dei vostri file mp3) prendendoli sempre dal sito LyricWiki, ma senza sfruttare le API bensì, semplicemente, con uno scraping dei dati dal sito (almeno è quello che presumo io dato che le API sono stati disabilitate).

Get Lyrical

Sicuramente Get Lyrical è una soluzione migliore di quella Harmonic + Needle Drop, in quanto è un semplice applicativo che si occupa tutto lui di scansionare i file. Infatti, è possibile scaricare i testi facendo riferimento ad una selezione di canzoni fatta su iTunes (quindi se volete far partire la scansione su tutti i brani della vostra libreria, non dovete far altro che selezionarli tutti) oppure semplicemente al brano corrente, mentre se si attiva la modalità “Active Tagging” il programma rimane sempre attivo per scaricare automaticamente tutti i testi delle canzoni in riproduzione su iTunes. Se poi, non è stato possibile scaricare i testi di alcune canzoni, premendo il pulsante Show Untagged vi verrà mostrata una playlist su iTunes che raccoglierà tutti i brani senza lyrics i cui testi potranno essere ricercati manualmente su Google (una funzione che forse mi manca di Harmonic, è un tasto per aprire direttamente il browser con la la chiave di ricerca impostata già su Google)

Ovviamente tutti i testi scaricati saranno visualizzati, dopo la sincronizzazione dei brani, anche sul nostro iPhone/iPod Touch.

Come accade per tutti i programmi di ricerca testi, Get Lyrical, lavora bene solo se i tag dei file mp3 relativi al titolo della canzone e all’autore sono corretti e completi. Dalle prove da me effettuate, un buon 90% dei brani veniva riconosciuto, un po’ come su Harmonic (ed era logico dato che la fonte dei dati è la stessa), ma ha dalla sua una semplicità, un eleganza e una interfaccia minimale senza eguali che lo rendono di diritto uno dei programmi migliori, per il mondo Mac, nella ricerca automatica delle lyrics importate su iTunes.

TeamViewer: alternativa a VNC per remotizzare il PC di casa dal lavoro senza nessuna configurazione e superando anche i firewall più potenti

Sinora, per controllare e amministrare il proprio computer a distanza, accedendo ai vari servizi disponibili su di esso, ho sempre puntato a servizi come VNC (con le sue varianti RealVNC, UltraVNC, TightVNC), il software di controllo remoto per eccellenza, o in caso di presenza di Windows XP Pro, al più performante (almeno nelle intranet) e reattivo protocollo RDP, con il suo Remote Desktop Connection di Microsoft. Se però questo genere di soluzione risulta essere ottimale nelle LAN (casalinghe o aziendali che siano) i primi problemi si pongono quando si vuole remotizzare una macchina da una postazione che non risiede nella stessa rete. Il caso più tipico è quello di voler remotizzare dalla propria postazione lavorativa il proprio PC di casa, magari anche solo per leggere la posta o per recuperare quella relazione importante che ci si è dimenticati di portarsi al lavoro.

Lo svantaggio di passare tra i router

Infatti, tutte queste tecniche hanno un grosso svantaggio: necessitano la configurazione di un router che deve essere istruito per instradare il traffico verso la macchina da controllare. Se questo risulta essere uno svantaggio per i neofiti delle rete (con qualche guida su internet è comunque facile superare il problema), risulta un problema insormontabile se si dispone anche di un router con un firmware vecchio o buggato (o semplicemente bloccato come molti di quelli che fornisce Alice ADSL) che non permettono il NAT delle porte (tipicamente il port forwarding di 5800 e 5900). Per finire, dato che solitamente al PC viene assegnato un indirizzo IP pubblico dinamico, occorrerà usare servizi come quelli offerti da No-Ip (o lo storico DynDNS) in modo da avere associato ad un dominio di terzo livello come xxx.no-ip.com il vostro ip dinamico, con lo scopo di avere uno pesudo “ip” statico a cui far puntare il nostro client VNC. Insomma, ricapitolando, occorre almeno installare due software (VNC per la remotizzazione e No-IpDUC per risolvere un indirizzo ip dinamico con un dominio di terzo livello) e quindi configurare correttamente le porte sul router/firewall.

Se non avessi avuto problemi con il mio router sicuramente avrei adottato la soluzione VNC/NO-IP ma dopo vari giorni di prove avevo finalmente capito che esisteva un particolare bug nel firmware del mio router (e mai patchato) che mi impediva di procedere con questa tecnica, laboriosa ma al contempo consolidata.

EchoVNC

In realtà, esistono anche altri sistemi in grado di saltare il filtro di qualsiasi router o firewall. Uno tra questi è il progetto opensource EchoVNC (basato sulle DLL opensource echoWare) in grado di garantire l’uso del software di controllo remoto VNC anche tra macchine protette da un firewall. In pratica, grazie ad EchoVNC è possibile raggiungere a distanza un pc anche attraverso internet senza dover configurare il reindirizzamento di porte sul router o di creare eccezioni sul firewall. Ma da quanto ho potuto leggere, per usare EchoVNC è necessario disporre di un “echoserver” che funge da nodo per le connessioni tra viewer e server. L’echoserver altro non è che un programmino di pochi kb che si mette in ascolto su una porta (occorre però fare in modo che sia raggiungibile dall’esterno e quindi aprire le corrispondenti porte sul router/firewall). Ma il vantaggio è che è possibile installarlo dove si vuole: sul pc che si usi per connettersi al server, sul server stesso che deve essere raggiunto oppure su un terzo pc.

Se è vero questa soluzione è definita Firewall Friendly, poiché anche se necessita comunque di una configurazione sul Router/Firewall (l’unica cosa che deve essere vista da internet è l’echoserver), questa, però, può essere fatta su qualsiasi macchina che è collegata ad una rete su cui si ha il controllo, nel mio caso questa soluzione era inadeguata in quanto ho il router bloccato e la rete aziendale da cui solitamente accedo ha delle policy molto restrittive. Inoltre, mentre il server ed il viewer sono free (licenza GPL) l’echoserver è soggetto a limitazioni (10 minuti per connessione) se non si fa la registrazione (50$ per avere utilizzo illimitato ed a vita in ambiente non commerciale). Inoltre, uno svantaggio da non sottovalutare è che la soluzione con EchoVNC risulta essere piuttosto lenta poiché di fatto le connessioni viaggiano alla velocità di upload dove si è installato l’echoserver (e di solito in ambito home, l’upload è sempre carente).

TeamViewer

Fortunatamente, ho scoperto che esiste anche una alternativa semplice e veloce al classico VNC e all’evoluto EchoVNC: si chiama TeamViewer e sono rimasto davvero sbalordito dalla sua facilità di utilizzo e dalle sue prestazioni. In realtà Teamviewer è analogo a EchoVNC (poiché di fatto ne ricalca l’architettura di base) ma ha dalla sua una semplicità disarmante (riesce a collegarsi anche a computer che si trovano dietro i firewall più potenti) e il fatto di essere completamente gratuito per gli usi non commerciali. Il produttore dichiara che il programma utilizza un algoritmo di protezione a 256 bit per lo scambio dei dati, il che rende le connessioni piuttosto sicure. Per finire Teamviewer è disponibile sia per la piattaforma Windows che per quella Mac OS X.

TeamViewer Start Screen

Il programma server è molto leggero e gira tranquillamente su pc datati o sottodimensionati (come può essere un computer della serie Asus EeeBox) e funziona anche senza usare un account con privilegi di Amministratore. La versione Free permette di gestire una sessione alla volta (più che sufficienti per i miei scopi) e visualizza un popup ad ogni collegamento che vi avverte che state usando una versione non per usi commerciali (niente di fastidioso).

TeamViewer Popup

In ogni caso, tutte le versioni TeamViewer consentono il trasferimento completo dei dati, vale a dire intere cartelle e strutture di directory (sembra che per aumentare la velocità, tutti i file vengano automaticamente compressi prima della trasmissione).

TeamViewer File Transfer

Infine, richiede una larghezza di banda di appena 8 KB/s nella Qualità Standard di visualizzazione del desktop remoto!

La prima volta che si lancia TeamViewer, verrà generato un identificativo numerico (ID) di 9 cifre (univoco per macchina e che resterà sempre lo stesso) e una password che cambia ogni volta che si riavvia il programma da comunicare alla persona che deve prendere il controllo remoto. Ho letto che il fatto che la password cambi ad ogni avvio, ha un po’ spiazzato molti utilizzatori perché, sebbene si possa settare il programma in modo che parta ad ogni avvio di Windows, se il codice di accesso cambia ogni volta è necessario che qualcuno stia li a leggere la nuova password per permettere l’accesso da remoto. In realtà, è sufficiente che si entri nelle preferenze del programma ed è possibile impostare una password statica anziché dinamica, ed il gioco è fatto!

TeamViewer Opzioni Password

Infine, cosa non da poco (alcune versioni di VNC infatti non lo gestiscono) prevede la funzione di copia e incolla tra il server e client.

L’unico dubbio che inizialmente mi sono posto era se fosse sicuro passare per un server di terze parti privato: ma se è vero che il programma utilizza un algoritmo di protezione a 256 bit per lo scambio dei dati, allora non ci dovrebbero essere problemi per la propria privacy. Invece, l’indubbio vantaggio di usare un server proprietario è che, a differenza della architettura offerta da EchoVNC, qui abbiamo un server centrale (che ovviamente non è un semplice PC) che non costituisce alcun collo di bottiglia per l’upload dal server, il che rende la trasmissione dati (che già dispone di una banda molto bassa) molto veloce.

Se vi state chiedendo come mai TeamViewer non necessità di alcuna configurazione sul router/firewall la risposta è semplice: il servizio si poggia sulla porta 80 per comunicare i dati e visto che questa è la porta di default per il protocollo HTTP, viene sempre lasciata aperta su tutti i router/firewall!

Se volete approfondire l’argomento dovete comunque sapere che TeamViewer non è l’unico programma per la condivisione desktop con queste caratteristiche: tra tutti posso citare i vari LogMeIn, CrossLoop e Mikogo. Ognuno ha i suoi vantaggi e svantaggi (qui e qui potete avere qualche raffronto), ma quel che è certo è che TeamViewer è veramente facile da configurare e funziona egregiamente nell’architettura di rete che ho a disposizione.


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