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	<title>Levysoft &#187; Video</title>
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	<description>Rev0lut1on 2.0 of my mind engine</description>
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		<title>Wordpress 2.9: supporto allo standard oEmbed</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 15:27:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Scienze]]></category>
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		<category><![CDATA[Web TV]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi ho upgradato il mio sito alla nuova versione 2.9 di Wordpress con la oramai classica operazione indolore di aggiornamento automatico (una vera manna dal cielo). Tra le novità rilevanti, troviamo la possibilità di aggiornare 10 plugin in un solo passaggio (invece di dover fare vari clic per ognuno di essi), un utile e veloce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ho upgradato il mio sito alla nuova <strong>versione 2.9 di Wordpress</strong> con la oramai classica operazione indolore di aggiornamento automatico (una vera manna dal cielo). Tra le <a href="http://www.wordpress-it.it/2009/12/22/wordpress-2-9-in-italiano-carmen/">novità</a> rilevanti, troviamo la possibilità di <strong>aggiornare 10 plugin in un solo passaggio</strong> (invece di dover fare vari clic per ognuno di essi), un utile e veloce <strong>editor di immagini incorporato</strong> che permette di ritagliare, modificare, ruotare invertire e scalare le proprie immagini e la funzionalità di <strong>mettere in un ”cestino” i propri post cancellati</strong> (in modo da poterli recuperare in un secondo momento), eliminando anche i fastidiosi messaggi di conferma che apparivano ad ogni cancellazione.</p>
<p>Infine, cosa molto utile, è stata <strong>aggiunta la funzione di inclusione automatica dei video, semplicemente incollando la URL del video</strong> su una sola riga e magicamente questa verrà trasformata nel corretto codice di embed. I siti supportati sono: <strong>YouTube, Daily Motion, Blip.tv, Flickr, Hulu, Viddler, Qik, Revision3, Scribd, Google Video, Photobucket, PollDaddy e WordPress.tv</strong>.<br />
Per chi non lo sapesse, questa funzionalità è nota col nome di <a href="http://oembed.com/"><strong>oEmbed</strong></a>, il <strong>formato aperto di incorporamento automatico dei video</strong>. <a href="http://www.google.com/support/youtube/bin/answer.py?hl=it&#038;answer=164669">Infatti</a>, in genere è necessario copiare il codice per l&#8217;incorporamento di un video di YouTube dal video stesso e incollarlo nel proprio sito web/blog. Se il sito web supporta <a href="http://www.oembed.com/">oEmbed</a>, però, è possibile incollare l&#8217;URL del video anziché l&#8217;intero codice per l&#8217;incorporamento. Il video verrà comunque visualizzato come incorporato nella pagina.<br />
Quindi, se prima occorreva scrivere il seguente codice per visualizzare un video sul proprio sito:</p>
<p><code>&lt;object width="425" height="350"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/HEheh1BH34Q"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/watch?v=HEheh1BH34Q" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt; 
</code></p>
<p>ora, con oEmbed è possibile semplicemente incollare l&#8217;URL del video nel proprio blog:</p>
<p><code>
http://www.youtube.com/watch?v=HEheh1BH34Q
</code></p>
<p>Come vedete, <strong>oltre a risparmiare codice html, ne risente positivamente la pulizia del codice</strong>.</p>
<p>Per testare questa nuova funzionalità offerta da Wordpress 2.9, <a href="http://noneun.tumblr.com/post/295052275">eccovi</a> un video<strong> affascinante che ci fa capire quanto siamo piccoli nell&#8217;universo</strong> (da mettere i brividi):</p>
<p><object width="500" height="306"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/HEheh1BH34Q&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/HEheh1BH34Q&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="306" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<item>
		<title>L&#8217;idea ecologica di Nokia: l&#8217;alimentazione a consumo zero che sfrutta le onde elettromagnetiche dell&#8217;etere. Le analogie con le idee di Nikola Tesla e il film sulla sua vita e invenzioni</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/06/12/lidea-ecologica-di-nokia-lalimentazione-a-consumo-zero-che-sfrutta-le-onde-elettromagnetiche-delletere-le-analogie-con-le-idee-di-nikola-tesla-e-il-film-sulla-sua-vita-e-invenzioni/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 10:58:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film]]></category>
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		<description><![CDATA[Che nelle nostre città vi sia inquinamento elettromagnetico è cosa oramai risaputa: in bassa frequenza (ELF) l&#8217;elettrosmog  è solitamente prodotto da tralicci di elettrodotti o trasformatori a 50Hz, mentre in alta frequenza è prodotto da antenne, trasmettitori, telefonini cellulari, radar e ripetitori. Quello che invece è innovativo, è leggere che la nota società finlandese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che nelle nostre città vi sia <strong>inquinamento elettromagnetico</strong> è cosa oramai risaputa: in <strong>bassa frequenza</strong> (ELF) <strong>l&#8217;elettrosmog</strong>  è solitamente prodotto da tralicci di elettrodotti o trasformatori a 50Hz, mentre in <strong>alta frequenza</strong> è prodotto da antenne, trasmettitori, telefonini cellulari, radar e ripetitori. Quello che invece è innovativo, è leggere che la nota società finlandese produttrice di telefonini, <strong>Nokia</strong>,  ha ben pensato di <strong>sfruttare questo etere di onde elettromagnetiche che permea la nostra atmosfera, per ricaricare i cellulari</strong>! Il principio è lo stesso di quello di <strong>ricarica wireless</strong>, ovvero del <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2007/12/31/trasferimento-senza-fili-di-energia-come-funziona-i-problemi-da-risolvere-e-i-primi-caricabatterie-wireless-in-uscita-sul-mercato/">trasferimento senza fili di energia</a> sviluppato per la prima volta dal <a href="http://web.mit.edu/">MIT</a>, culla da anni dell&#8217;innovazione tecnologica.</p>
<h5>Gli esperimenti di Nokia</h5>
<p>In pratica, gli esperimenti di Nokia, si basano sullo stesso principio dei <strong>chip RFID</strong>, allo scopo di <strong>convertire le onde elettromagnetiche da cui attingere energia, in elettricità tramite due circuiti passivi</strong>.<br />
Gli esperimenti sinora eseguiti con dei prototipi, hanno mostrato che <strong>le onde radio sono capaci di portare una potenza da 3,5 a 5 milliwatt</strong>. L&#8217;obiettivo, però, per riuscire a ricaricare del tutto un telefono spento, è di <strong>arrivare a 50 milliwatt</strong>, <strong>ampliando la gamma di frequenze</strong> dalle quali sarebbe possibile &#8220;assorbire energia&#8221;, nello spettro da 500 MHz ai 10 GHz, e <strong>riuscendo ad agganciare un migliaio di segnali forti di varie frequenze</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2045_nokia_wireless_energy.jpg' alt='Nokia e la energia wireless' /></div>
<p>Tuttavia, i responsabili del progetto, sul <a href="http://conversations.nokia.com/">Nokia Conversation Blog</a>, ci tengono a specificare che si tratta di <strong>esperimenti su prototipi</strong>, e che potrebbero passare anni prima di vedere applicazioni commerciali, anche se l&#8217;<a href="http://www.tomshw.it/news.php?newsid=18442">idea</a> è davvero interessante perché è in grado di sfruttare tecnologie e infrastrutture esistenti per <strong>creare energia, con un approccio del tutto verde al consumo energetico, con un costo ed impatto zero</strong>.</p>
<h5>Nikola Tesla</h5>
<p>Quando si parla di free energy non posso fare a meno di pensare a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nikola_Tesla">Nikola Tesla</a>. A più di 60 anni dalla morte del grande fisico serbo forse l&#8217;umanità sta finalmente arrivando a questa importante meta: definito dai suoi ammiratori come &#8220;<em>l&#8217;uomo che inventò il Ventesimo secolo</em>&#8221; (il suo lavoro, tra i tanti, è alla base del generatore di corrente alternata), <strong>Tesla fu il primo a teorizzare questo approccio di immagazzinamento dell&#8217;energia direttamente dall&#8217;etere</strong>. Lo scienziato, infatti,  <strong>intendeva utilizzare le vibrazioni elettriche naturali (ionosfera) per ricavare energia elettrica a costo zero e che avrebbe potuto fornire energia illimitata all’uomo</strong> (qualcuno ipotizzò che sarebbe anche riuscito a costruire dei dispositivi ricevitori di questa energia che avrebbe <a href="http://www.disinformazione.it/automobiletesla.htm">utilizzato per muovere un’autovettura</a>, ma non se ne seppe più nulla).</p>
<p>Della storia di Tesla mi ha colpito molto la sua profonda umanità oltre che per le innumerevoli invenzioni che ogni giorno usiamo senza neanche saperlo!  Volete alcuni esempi?</p>
<ul>
<li>Fu il fu il primo uomo a scoprire le onde radio dallo spazio: <strong>scoprì i raggi cosmici decenni prima di Millikan</strong> ma, banalmente, li scambiò per messaggi provenienti da Marte.
</li>
<li><strong>Inventò il primo motore a induzione di corrente alternata</strong>, in pratica, un generatore di corrente alternata (<em>fino ad allora si utilizzava solo quello a corrente continua di Edison, fiero sostenitore della tecnologia relativa alla corrente diretta</em>, con cui ebbe molto da dire).<br />
<strong>Inventò la bobina di Tesla</strong> (un trasformatore ad alta frequenza, che è uno strumento indispensabile per la trasmissione, e quindi la <strong>fornitura a case ed industrie, della corrente alternata</strong>). Per tali merito, con il suo nome è stata chiamata <strong>l&#8217;unità di misura dell&#8217;induzione magnetica</strong>.
</li>
<li>Tesla sosteneva, inoltre, <strong>l&#8217;esistenza in natura, di campi energetici, di &#8220;energia gratuita&#8221; cui diede il nome di etere</strong>. E attraverso l&#8217;etere, si potevano trasmettere, ad esempio, altre forme di energia. Da qui <strong>scaturì il concetto di radio che Marconi, prendendo spunto dalle scoperte di tesla, applicò nella sua famosa prima trasmissione attaverso gli oceani</strong>. Quindi Tesla può essere considerato a ragione il <strong>padre della radiotelegrafia e del radiocomando a distanza</strong>.
</li>
<li>Tesla <strong>costruì anche la prima stazione al mondo di energia idroelettrica</strong> (alle Cascata del Niagara), il tachimetro, l&#8217;iniettore, gli altoparlanti, il tubo catodico ma è stato pure lo <strong>scopritore dell’illuminazione a fluorescenza</strong>, della sismologia e fu il primo ad immaginare una rete di comunicazione di dati su scala mondiale.
</li>
<li>Comunque, la scoperta potenzialmente più significativa di Nikola Tesla fu che <strong>l&#8217;energia elettrica può essere propagata attraverso  la Terra  ed anche attorno ad essa</strong> in una zona atmosferica chiamata cavità di Schumann. Essa si estende dalla superficie del pianeta fino alla ionosfera, all&#8217;altezza di circa  80 chilometri. Le onde elettromagnetiche di frequenza estremamente bassa, attorno agli 8 hertz (la risonanza di Schumann, ovvero la pulsazione del campo magnetico terrestre) viaggiano, praticamente senza perdite, verso ogni punto del pianeta. <strong>Il sistema di distribuzione dell&#8217;energia di Tesla e la sua dedizione alla free energy significavano che con l&#8217;appropriato dispositivo elettrico sintonizzato correttamente sulla trasmissione dell&#8217;energia, chiunque nel mondo avrebbe potuto attingere dal suo sistema</strong>.</li>
</ul>
<p>Nikola Tesla, fu senza dubbio lo sconosciuto eroe della scienza del XX° secolo, uno <strong>scienziato brillante ma che il suo tempo non fu in grado di comprendere</strong>, tanto da <a href="http://italia.etleboro.com/?read=14851">ricevere</a> solamente <strong>ostracismo da parte della scienza ufficiale</strong> (con la conseguente svalutazione del suo nome nei libri di storia) che lo portò dalla posizione di superstar della scienza nel 1895, ad un &#8220;signor nessuno&#8221;, costretto a piccoli esperimenti scientifici in solitudine, nel 1917.</p>
<h5>Il segreto di Nikola Tesla</h5>
<p>Se siete interessati alla storia di questo personaggio poliedrico e affascinante, vi consiglio la visione di questo film croato (ex Jugoslavia) del 1980: <strong>Il segreto di Nikola Tesla</strong>. Il lungometraggio <strong>narra la vita del grande scienziato “dimenticato”</strong>: dal suo arrivo negli Stati Uniti al suo rapporto turbolento con Thomas Edison e quello con il grande capitalista J.Morgan, interpretato qui da uno straordinario <strong>Orson Welles</strong>.</p>
<p><strong>Il film è molto bello, un po&#8217; lento in alcune sue parti, ma sinora è l&#8217;unico documentario-biografia su questo straordinario inventore e sicuramente vi farà capire meglio la sua intelligente sensibilità</strong>.<br />
Purtroppo il film è <strong>parlato in inglese e solo sottotitolato in italiano</strong> (su <a href="http://it.truveo.com/IlSegretoDiNikolaTeslaIlFilmavi-sott-Italiano/id/2619949752">truveo.com lo trovate per intero</a>, mentre su Youtube è possibile trovarlo ma diviso in più parti), ma secondo me non incontrerete nessun problema perché <strong>vi affascinerà come nessun altro film hollywoodiano</strong>.</p>
<div align="center">
<embed style="width: 425px;height: 353px;" type="application/x-shockwave-flash" src="http://xml.truveo.com/eb/i/2624035820/a/799366cc96485352c98224edbd8acbd8/p/1" id="VideoPlayback" align="middle"  quality="best" bgcolor="#ffffff" scale="noScale" salign="TL"  FlashVars="playerMode=embedded"></embed>
</div>
<p>Per terminare questa dissertazione sul genio dimenticato Tesla, mi pare giusto terminare questo articolo ricordando la frase che era solito dire e che può riassumere degnamente il suo essere:</p>
<blockquote><p>
La scienza non è nient&#8217;altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell&#8217; umanità.
</p></blockquote>
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		<title>Peters Vs Mercatore: quando le cartine geografiche che conosciamo sono sbagliate. Alla ricerca della migliore rappresentazione dei continenti del nostro pianeta</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 13:55:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi inizierò questo articolo con una domanda: tra Europa e Sud America, quale delle due ha la superficie più ampia? Se non avete una buona memoria vi metto a disposizione una cartina geografica da consultare, di quelle che avete sempre visto nei libri di scuola:

La risposta, ovviamente, è Sud America che ha una superficie quasi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi inizierò questo articolo con una domanda: <strong>tra Europa e Sud America, quale delle due ha la superficie più ampia</strong>? Se non avete una buona memoria vi metto a disposizione una cartina geografica da consultare, di quelle che avete sempre visto nei libri di scuola:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2041_peters_vs_mercatore_1.jpg' alt='Peters Vs Mercatore - 1' /></div>
<p>La risposta, ovviamente, è <strong>Sud America che ha una superficie quasi 2 volte più estesa del nostro vecchio continente</strong>! </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2041_peters_vs_mercatore_2.jpg' alt='Peters Vs Mercatore - 2' /></div>
<p>Come, la vostra risposta non è stata questa? La cartina sembra dire tutt&#8217;altro? Vi starete domandando se vi ho messo una cartina finta o se vi abbia dato una risposta volutamente errata, inventandomi i dati? Tranquilli, nessuno vi sta prendendo in giro, o almeno non volutamente. Quella che vi ho mostrato è semplicemente la <strong>classica carta geografica presente nei libri, nelle riviste, negli atlanti, nei giornali  di tutto il mondo</strong> e <strong>perfino su Google Maps</strong>, ed è chiamata <strong>Carta di Mercatore</strong>. E&#8217; sicuramente una bella cartina, ma come ogni mappa di proiezione che tenta di rappresentare una superficie curva su un foglio piano, <strong>la forma della mappa stessa altro non è che una distorsione della reale forma della superficie terrestre</strong>; nel nostro caso, la<strong> distorsione influenza le proporzioni dei continenti, tanto che siete stati tratti in inganno facilmente</strong>. Ma nonostante questo oramai <strong>fa parte del nostro immaginario collettivo</strong>, poiché si è trasformata in una <strong>proiezione mentale standard</strong> per il mondo occidentale.</p>
<p>Ora un altra curiosità: <strong>dove è posizionata la Germania?</strong> Se ci fate caso <strong>è esattamente al centro della cartina geografica</strong>. Vi siete mai chiesti come mai? E&#8217; quella la sua reale posizione sul globo terrestre? Ebbene, se vi dicessi di no, forse ora non vi stupireste più di tanto, soprattutto quando vi farò notare che <strong>la Carta Mercatore è stata disegnata nel 1569 da</strong> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gerard_De_Kremer"><strong>Gerard De Kremer</strong></a> (nome in seguito latinizzato in Gerardus Mercator), <strong>un cartografo tedesco</strong> (fiammingo di nascita ma di famiglia di origine tedesca, tanto che visse gran parte della sua vita in Germania), ch<strong>e ovviamente ha messo il proprio paese al centro del mondo!</strong> Ma se la Germania è esattamente al centro, <strong>l&#8217;Equatore</strong> che, per <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Equatore">definizione</a> (&#8220;<em>L&#8217;equatore è la circonferenza massima della superficie di un corpo celeste perpendicolare all&#8217;asse di rotazione e quindi equidistante dai poli</em>&#8220;), <strong>doveva essere al centro, è, per forza di cose, spostato molto più in basso!</strong></p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2041_peters_vs_mercatore_3.jpg' alt='Peters Vs Mercatore - 3' /></div>
<p>Ora, dopo avervi, smontato il mito della cartina geografica come visione reale del mondo, <strong>devo proporvi anche una soluzione, offrendovi una proiezione che meglio si adatti alla reale conformazione, posizione e dimensione dei continenti</strong>. Come potete verificare voi stessi, siccome <strong>la terra è una sfera</strong> (o quasi), la più grande sfida per i cartografi è sempre stata <strong>poterla rappresentare in una superficie piana</strong>. Esistono infatti <strong>centinaia proiezioni diverse, ciascuna con i propri vantaggi e difetti</strong>. Per diversi anni sono state sviluppate diverse proiezioni ed anche se qualcuna ha avuto più successo delle altre, t<strong>utte contengono errori e deformazioni</strong>. Su WIkipedia, ho <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Equatore">trovato</a> questa cartina che, rispettando maggiormente le varie proporzioni e posizione, mostra comunque una terra leggermente curva ai poli</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2041_peters_vs_mercatore_5.jpg' alt='Peters Vs Mercatore - 5' /></div>
<p>in cui la riga celeste sta ad indicare l&#8217;Equatore mentre le due righe blu scuro stanno ad indicare i due tropici (<em>Tropico del Cancro e Tropico del Capricorno</em>).</p>
<p>E&#8217; a questo punto che, nel <strong>1973</strong>, entra in scena  <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Arno_Peters"><strong>Arno Peters</strong></a>, uno storico e <strong>cartografo tedesco</strong>, <strong>sensibile dell&#8217;equità economica e politica per tutte le popolazioni mondiali</strong>, che, vedendo che ogni proiezione porta con sè delle inevitabili discrepanze rispetto alla realtà, propose una <strong>nuova proiezione cartografica della terra, in contrapposizione a quella, più utilizzata, di Mercatore</strong>, denominata appunto &#8220;<strong>Carta di Peters</strong>&#8220;, in cui vengono <strong>rispettate le proporzioni tra le superifci dei continenti, ponendo, in tal modo, sullo stesso piano paesi industrializzati con quelli del Terzo Mondo</strong>.<br />
Ecco, infine, come si vedrebbe il mondo con la Carta di Peters:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2041_peters_vs_mercatore_4.jpg' alt='Peters Vs Mercatore - 4' /></div>
<p><br/></p>
<h5>La Carta di Mercatore</h5>
<p>La <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Proiezione_di_Mercatore">proiezione di Mercatore</a> è una <strong>proiezione cartografica conforme e cilindrica</strong>. Essa è diventata la proiezione cartografica più usata per le mappe nautiche per la sua proprietà di <strong>rappresentare linee di costante angolo di rotta</strong> (linee lossodromiche) <strong>con segmenti rettilinei</strong>. Mentre la scala delle distanze è costante in ogni direzione attorno ad ogni punto, conservando allora gli angoli e le forme di piccoli oggetti (il che rende la proiezione conforme), <strong>la proiezione di Mercatore distorce sempre più la dimensione e le forme degli oggetti estesi passando dall&#8217;equatore ai poli, in corrispondenza dei quali la scala della mappa aumenta a valori infiniti</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2041_mercatore.gif' alt='Carta Mercatore' /></div>
<p><strong>Come in ogni proiezione cilindrica, paralleli e meridiani sono rappresentati da linee rette perpendicolari tra loro</strong>. Realizzando questo, <strong>l&#8217;inevitabile distorsione est-ovest della mappa, che aumenta con la distanza dall&#8217;equatore, è accompagnata da una identica distorsione nord-sud</strong>, tale che in ogni punto di posizione, la scala delle distanze est-ovest è la stessa della scala nord-sud, rendendo la proiezione conforme. <strong>Una mappa di Mercatore pertanto non può mai coprire pienamente le aree in prossimità dei poli, in quanto qui la scala delle distanze assume valori infiniti</strong>. Essendo una proiezione conforme, gli angoli sono preservati a partire da ogni posizione, mentre la scala delle distanze varia da punto a punto, distorcendo la forma degli oggetti geografici. In particolare, <strong>le aree prossime ai poli ne sono più affette, rendendo una immagine del pianeta tanto più distorta quanto più ci si avvicini ai poli</strong>. In pratica, <strong>a latitudini maggiori di 70° nord o sud, la proiezione di Mercatore è praticamente inutilizzabile</strong>!</p>
<p>Queste proprietà, però, rende <strong>la proiezione di Mercatore particolarmente adatta alla navigazione marica: rotte e puntamenti sono misurare mediante rosa dei venti e goniometro</strong>, e le corrispondenti <strong>direzioni sono facilmente trasferite da punto a punto della mappa con l&#8217;aiuto di un regolo parallelo o un paio di squadrette di navigazione</strong>.</p>
<h5>Distorsioni della Carta di Mercatore</h5>
<p>La <strong>sfericità della Terra rende difficile rappresentarne l&#8217;intera superficie su un&#8217;unica cartina</strong> (detta appunto &#8220;<em>plani-sfero</em>&#8220;). <strong>La proiezione di Mercatore</strong>, dovendo rappresentare una superficie curva su un foglio piano, ha il <strong>problema di esagerare le dimensioni delle aree lontane dall&#8217;equatore</strong>. Ecco una rappresentazione dell&#8217;effetto di distorsione delle aree della Carta di Mercatore.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2041_distorsione_mercatore.jpg' alt='Distorsione della Carta di Mercatore' /></div>
<p>Da qui si evince, per esempio, che:</p>
<ul>
<li>la <strong>Groenlandia</strong> è rappresenta con <strong>un&#8217;area equivalente a quella dell&#8217;intero territorio dell&#8217;Africa</strong>, quando <strong>in realtà l&#8217;area di quest&#8217;ultima è approssimativamente 14 volte quella della Groenlandia</strong>.</li>
<li><strong>l&#8217;Alaska è rappresentata con un&#8217;area simile se non superiore a quella del Brasile</strong>, quando l&#8217;area del Brasile è <strong>in realtà più di 5 volte quella dell&#8217;Alaska</strong>.</li>
<li>la <strong>Finlandia è rappresenta avente una estensione Nord-Sud più grande di quella dell&#8217;India, quando nella realtà è vero il contrario</strong>.</li>
</ul>
<p>Su <a href="http://www.petersmap.com/">Peters Map</a> trovate altri esempi con le relative cartine geografiche.</p>
<p>Benché la <strong>proiezione di Mercatore è ancora di uso comune per i naviganti</strong>, dovuto alle sue proprietà uniche, i <strong>cartografi sono d&#8217;accordo nel ritenere che essa non è adatta ad una rappresentazione globale dell&#8217;intero pianeta</strong>, dovuta ai suoi effetti di distorsione delle aree. In conseguenze di tali critiche, <strong>i moderni atlanti geografici non usano più la proiezione di Mercatore per le mappe dell&#8217;intero pianeta e per aree distanti dall&#8217;equatore, preferendo altre proiezioni cilindriche o qualche forma di proiezione sinusoidali (area uguale)</strong>. In <a href="http://www.giovaniemissione.it/mondo/cartografia.htm">generale</a> si può dire che le <em>proiezioni cilindriche siano efficaci per rappresentare le zone comprese tra i Tropici, le coniche per le latitudini medie e le prospettiche invece per le latitudini alte</em>. La proiezione di Mercatore, invece, è ancora comunque comunemente usata per aree vicino all&#8217;equatore dove la distorsione è minima.</p>
<h5>La Carta di Mercatore e Google Maps</h5>
<p>Pensate che, però, perfino <a href="http://maps.google.it/"><strong>Google Maps</strong></a> (ma anche <a href="http://maps.live.com/">Virtual Earth</a> di Microsoft), attualmente, non è immune da errori ed <strong>usa una proiezione di Mercatore per le sue immagini</strong> (in <a href="http://www.sharpgis.net/post/2008/05/SphericalWeb-Mercator-EPSG-code-3785.aspx">particolare</a> usa la <em>Mercatore Sferica</em>, mentre ha usato una proiezione equirettangolare fino a 22 Luglio 2005). Infatti, <strong>nonostante la sua distorsione di scala relativa, la Mercatore si adatta bene per una mappa del mondo interattiva che può essere spostata e scalata senza cuciture di giunzione su mappe locali</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2041_google_maps_mercatore.jpg' alt='Mercatore su Google Maps' /></div>
<p><br/></p>
<h5>La Carta di Peters</h5>
<p>Visto che la la Carta di Mercatore, è stata concepita essenzialmente per agevolare il tracciamento di rotte sulla superficie terrestre e che, per le sue modalità di costruzione, non mantiene le effettive proporzioni tra le superfici dei vari continenti, la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carta_di_Peters"><strong>Carta di Peters</strong></a>, invece, è stata realizzata per mantenere tali proporzioni, attraverso una <strong>scomposizione del mondo in 100 parti orizzontali e 100 verticali</strong> per un rapporto di scala di 1:635.500.000 (ossia un centimetro quadrato equivale a 63.500 km quadrati di superficie reale) e a una <strong>rappresentazione che mantiene sempre ortogonali, su un piano a due dimensioni, i meridiani e i paralleli, a scapito però della precisione nella rappresentazione delle distanze verticali</strong>. In particolare, la Carta di Peters <strong>mantiene corretto il rapporto della distanza di qualsiasi punto dall’equatore</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2041_carta_peters.jpg' alt='Carta di Peters' /></div>
<p><br/></p>
<h5>Le ragioni di Arno Peters</h5>
<p><a href="http://www.dssp.uniroma1.it/convegni/Documentazione_Corso_ADE_Salute_ Globale_ed_Equità_in_Salute/12.../Carta_Peters.doc">Quando</a> in Germania nel 1974 <strong>Arno Peters</strong> convocò la conferenza stampa per annunciare al mondo la sua nuova rappresentazione del mondo (la proiezione ancora nota come <a href="http://www.petersmap.com/">Carta di Peters</a>) il <strong>dibattito esplose</strong>.</p>
<p>Inizialmente, poiché la proiezione di Peters mostrò più esattamente le dimensioni dei paesi in via di sviluppo, <strong>le organizzazioni caritatevoli  gli diedero il loro sostegno</strong>, tanto che taluni avevano avuto anche <strong>l&#8217;ardire di richiedere il divieto di usare, con tutti i mezzi a disposizione, la proiezione di Mercatore</strong>, poiché, oltre ad essere antiquato e inesatto nel rappresentare le masse continentali del mondo, si credeva che fosse un<strong> simbolo superato del colonialismo</strong>.</p>
<p><strong>Era l&#8217;epoca delle grandi scoperte geografiche</strong>: l&#8217;Europa intraprendeva vasti commerci con le Indie e con il Nuovo Mondo, a proprio vantaggio, ma a<strong> svantaggio delle popolazioni africane, americane e asiatiche, che si trovarono a subire pesanti processi di colonizzazione e sfruttamento</strong>. Il disegno del mondo realizzato da <strong>Mercatore sacrifica l&#8217;esattezza delle superfici a vantaggio della precisione degli angoli, e quindi della distanza delle rotte</strong>: pone quindi sulla carta l&#8217;idea dell&#8217;<strong>Europa come centro economico e politico del pianeta</strong>, tanto che riesce a dare, involontariamente, una <strong>immagine del mondo totalmente falsata</strong>: i <strong>continenti dell&#8217;emisfero Nord (Boreale) appaiono molto più grandi di quelli dell&#8217;emisfero Sud (Australe)</strong>. Ad esempio, l&#8217;Europa sembra più vasta dell&#8217;America Latina, che invece ha una superficie più che doppia; la Scandinavia sembra più grande dell&#8217;India, che in realtà è tre volte più estesa. Ne consegue che <strong>la rappresentazione del mondo che siamo abituati a vedere fa sembrare più importanti i paesi in cui prevale la razza bianca: si tratta, in sostanza, di una visione &#8220;eurocentrica&#8221;</strong>. Ed era proprio questo che <strong>Peters credeva: che questo errore aveva condotto molti nel mondo sviluppato ad ignorare le lotte e i problemi di grandi nazioni vicino all&#8217;Equatore.</strong></p>
<p>Peters, quindi, affermava che <strong>la sua mappa per ‘aree equivalenti’</strong> &#8211; in cui cioè i paesi del mondo sono raffigurati mantenendo i loro reciproci rapporti di superficie, quindi la loro corretta proporzione equivalente &#8211; <strong>rendeva giustizia ai paesi del mondo (e in particolare a quelli del continente africano), in quanto ne rappresentava la superficie in modo accurato</strong>, contrariamente a quanto facesse la proiezione di Mercatore. In questo modo <strong>si evidenziava il ruolo importante che il Sud del mondo svolge nell&#8217;economia del pianeta e, indirettamente, si afferma che tutte le culture e tutti i popoli hanno pari dignità ed importanza</strong>.</p>
<p>A sostegno di queste tesi, c&#8217;era anche chi <strong>azzardò a proporre una carta di Peters con un altro punto di vista: capovolta!</strong> Una mappa in cui l&#8217;Australia si trovava in alto a nord e l&#8217;Europa in basso a sud, <strong>capovolgendo di fatto la posizione dei poli</strong>. Chi dice che il Polo Nord deve stare per forza in alto? Ecco come vedevano loro il mondo:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2041_upside_down_map.jpg' alt='Upside down map' /></div>
<p>Questa mostrata non è la versione upside down map di una proiezione di Peters ma una proiezione Van der Grinten che comunque rende l&#8217;idea. Ho comunque estratto da un fotogramma di un episodio di The West Wing (vedi l&#8217;ultimo paragrafo) la carta di Peters capovolta:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2041_peters_capovolta.jpg' alt='Carta di Peters capovolta' /></div>
<p><br/></p>
<h5>Gli errori di Arno Peters</h5>
<p>Tuttavia, i sostenitori della cartografia di Peters, avevano in parte torto, in quanto <strong>non consideravano il periodo storico in cui fu creata la Carta di Mercatore</strong> e il <strong>motivo per cui fu realizzata</strong>. Quello che Peters e i suoi sostenitori, volevano ignorare è che <strong>la proiezione di Mercatore era stata concepita, essenzialmente, come strumento di navigazione dei marinai europei</strong>, agevolando, di fatto, il tracciamento delle rotte sulla superficie terrestre. Quindi, <strong>poiché la proiezione è stata realizzata per essere usata dai navigatori europei, era logico e molto più sensato mostrare l&#8217;Europa più grande di quello che realmente era</strong>. In pratica, questa scelta, <strong>non era una dichiarazione politica ma semplicemente una decisione presa per facilità di uso</strong>.</p>
<p>La <a href="http://www.petersmap.com/">Carta di Peters</a> continua ad avere grandi sostenitori e accaniti detrattori. Tra i detrattori troviamo chi voleva <strong>togliere la paternità della proiezione  ad &#8220;aree equivalenti&#8221; ad Arno Peters</strong>, in quanto, era <strong>essenzialmente la stessa mappa inventata nel 1855 da un cartografo</strong> chiamato <strong>James la Gall</strong>. In effetti, molti riconobbero  questa somiglianza e da qualche anno la proiezione di Peters viene più giustamente definita la <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gall-Peters_projection">proiezione di “Gall-Peters&#8221;</a> (su Wikipedia <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gall-Peters_projection">trovate</a> in inglese una esaustiva trattazione a riguardo).</p>
<p>Oggi la polemica è oramai <a href="http://www.iconocast.com/B000000000000123_Italy/L4/News1.htm">sfumata</a>, in quanto entrambe le proiezioni sono difettose ed entrambe sono cadute in disuso sostituite da proiezioni più precise: nelle aule di scuola, oggi, probabilmente vedrete, appese alle pareti, le <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Proiezione_di_Robinson">proiezioni di Robinson</a></strong> (<a href="http://www.arcetri.astro.it/~ranfagni/CD/CD_TESTI/PROIEZ.HTM">proiezione modificata</a> utile nel rappresentare l&#8217;intero globo)</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2041_proiezione_robinson.gif' alt='Proiezione Robinson' /></div>
<p>o la <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Winkel_Tripel_projection">proiezione di Winkel Tripel</a></strong>. </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2041_proiezione_winkel_tripel.gif' alt='Proiezione di Winkel Tripel' /></div>
<p><a href="http://www.uniroma2.it/didattica/Analisi_spaziale_/deposito/La_cartografia_come_manipolazione_politica-_Mercatore_e_Peters.doc">Infatti</a>, <strong>anche se per nobili fini, allo scopo dare una visione del mondo socialmente meno ingiusta</strong>, la <strong>carta di Peters</strong>, come qualsiasi altra proiezione, <strong>contiene errori e deformazioni</strong>, e, probabilmente, è la dimostrazione che anche la carta di Peters è <strong>frutto di una manipolazione politica</strong>! Ciò lo si può intuire se si considera il <strong>contesto storico in cui visse Arno Peters</strong>: erano gli <strong>anni sessanta</strong> e settanta del novecento: <strong>gli anni della contestazione, del pacifismo, della guerra in Vietnam e degli oppositori delle grandi potenze</strong>; l’opinione pubblica era stanca della guerra fredda, del clima di terrore, era in atto la terza ondata di decolonizzazione. Si può, quindi, dire che Peters abbia creato la carta giusta al momento giusto, perché con <strong>la sua carta riflette perfettamente quella situazione, la sua proiezione è l’immagine di quella situazione, è la rivincita dei vinti</strong>!</p>
<h5>Il merito della Carta di Peters</h5>
<p>Vale, però, la pena ricordare che <strong>la cartografia di Peters ha avuto l&#8217;indubbio merito di aver spiegato in maniera semplice e visuale ad un pubblico di non-geografi o cartografi, come ogni carta geografica sia l’inevitabile frutto di scelte e compromessi</strong>. Non esiste una proiezione migliore di un’altra, nessuna lo è in senso assoluto, poiché <strong>dipende da cosa uno ritiene importante rappresentare</strong>.</p>
<p>Con la cartografia di Peters, <strong>anche l&#8217;uomo comune ha appreso che le nostre conoscenze geografiche si basano sul lavoro fatto secoli fa da dei cartografi</strong>, che rappresentarono il mondo come <strong>quando era dominato degli europei nel 1500</strong>. Ancora oggi le carte geografiche sono lo specchio di una dominazione che è già terminata molti anni fa. L’esempio più eclatante di questo tipo di <strong>dominazione compare nei termini utilizzati dagli europei in cartografia</strong>. <strong>L’espressione “<em>medio oriente</em>” fu coniata dagli europei per riferirsi alla penisola  arabica</strong>. Questa terminologia riflette una <strong>visione eurocentrica</strong>, che considera l’Europa come il punto di riferimento centrale per il resto del mondo. <strong>E’ stato a partire dall’Europa che si è deciso cosa era il nord, il sud, l’est e l’ovest ed anche le distanze</strong>: <em>vicino oriente, medio oriente, estremo oriente</em>. L’influenza europea è tanto forte che ancora ai nostri giorni si utilizzano queste espressioni.</p>
<h5>The West Wing</h5>
<p>Spero che non vi siate annoiati nella lettura di questo articolo. Se siete arrivati a leggere fin qui, allora vi meritate un premio. In una puntata della serie televisiva <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/The_West_Wing"><strong>The West Wing</strong></a> (in particolare <em>nell&#8217;episodio 16 della Stagione 2 dal titolo &#8220;Alto tradimento&#8221;</em>) vi è una simpatica scenetta dove <strong>lo staff del Presidente degli Stati Uniti</strong>, nel giorno dedicato al ricordo del <a href="http://prop1.org/conchita/vigil/italian.htm">grosso blocco di formaggio di Andrew Jackson</a> (quando per un giorno aprì le porte della Casa Bianca al popolo) <strong>incontra un gruppo di Cartografi che propongono al Presidente di cambiare tutte le cartine  di Mercalli con quella più consona di Peters</strong>. In questi due video <strong>troverete, sintetizzati, tutti gli argomenti che vi ho trattato</strong>, <strong>dalla visione eurocentrica, alla pari dignità dei continenti fino all&#8217;assurda richiesta di capovolgere tutte le cartine!</strong> Su Youtube trovai solo una <a href="http://www.youtube.com/watch?v=n8zBC2dvERM">versione inglese</a>, ma fortunatamente sono riuscito a reperire anche l&#8217;episodio in italiano (includendo una versione più lunga della scenetta) e l&#8217;ho caricato su Youtube. Buona visione!</p>
<p><strong>Parte 1</strong><br />
<object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/9ERWx08kkjw&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;color1=0x2b405b&#038;color2=0x6b8ab6"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/9ERWx08kkjw&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;color1=0x2b405b&#038;color2=0x6b8ab6" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
<p><strong>Parte 2</strong><br />
<object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/hAb69NZh8m8&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;color1=0x2b405b&#038;color2=0x6b8ab6"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/hAb69NZh8m8&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;color1=0x2b405b&#038;color2=0x6b8ab6" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object>
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		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Prime impressioni dopo la visione al cinema del film in 3D &#8216;Mostri contro Alieni&#8217;: una straordinaria esperienza visiva da consigliare ma con qualche piccolo svantaggio</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/04/29/prime-impressioni-dopo-la-visione-al-cinema-del-film-in-3d-mostri-contro-alieni-una-straordinaria-esperienza-visiva-da-consigliare-ma-con-qualche-piccolo-svantaggio/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 11:18:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri sono andato al cinema a vedere Mostri contro Alieni (Monsters vs. Aliens), un film d&#8217;animazione prodotto dalla DreamWorks proiettato in una sala che supportava la rinata tecnologia 3D (in Italia sono 107 gli schermi adattati alla visione tridimensionale poiché, con le tecniche utilizzate oggi, la sala deve disporre di due proiettori distinti). Conscio del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sono andato al cinema a vedere <strong>Mostri contro Alieni</strong> (Monsters vs. Aliens), un film d&#8217;animazione prodotto dalla DreamWorks proiettato in una sala che supportava la rinata <strong>tecnologia 3D</strong> (in Italia sono 107 gli schermi adattati alla visione tridimensionale <a href="http://www.ainu.it/varie/viaggio-al-centro-della-terra-3d/">poiché</a>, con le tecniche utilizzate oggi, <strong>la sala deve disporre di due proiettori distinti</strong>). Conscio del fatto che è <strong>difficile descrivere a parole quello si può vedere con un paio di occhialetti stereoscopici</strong> e che a supporto non possono venirci in aiuto neanche i video sparsi per la rete, mi accingo a darvi <strong>le mie prime impressioni sincere e, ovviamente, del tutto soggettive</strong> ma che sono state comunque condivise anche da chi mi sedeva a fianco.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2036_mostri_alieni.jpg' alt='Mostri contro alieni' /></div>
<h5>Vantaggi della visione 3D</h5>
<ol>
<li>Bellissime le scene della mano che si allunga <strong>fino a quasi a toccare lo spettatore</strong>, o quelle delle antenne o del cannone laser, o della pallina che rimbalza; credo che si possano <strong>contare sulle dita di una mano tutte le scene in cui il 3D era così spinto</strong>; il resto erano piccole &#8220;fuoriscite dallo schermo&#8221; mentre <strong>tutto il film metteva in risalto la capacità della tecnica a dare maggiore corposità agli oggetti e una maggiore profondità di campo</strong>. Tanto per capirci: si capiva benissimo e nettamente quali oggetti erano dietro ad altri.</li>
<li>I <strong>momenti più suggestivi</strong> del film sono stati quelli ambientati nello spazio in cui i vari pianeti e <strong>corpi celesti si stagliavano in profondità sulle nere vastità del cosmo</strong>.</li>
<li>Molto belle anche le scene apparentemente secondarie in 3D: <strong>foglie mosse dal vento che sembravano quasi stare nella sala e il pulviscolo atmosferico illuminato dal sole che sembrava stare veramente davanti agli occhi</strong>.</li>
<li>Siccome non capita molto spesso di vedere film 3D, <strong>la maggior parte del tempo ero intento a vedere cosa era in 3D e cosa no</strong>, tanto che per alcuni tratti la trama, per quanto semplice, è passata in secondo piano. Credo che <strong>per il momento i film di animazione siano la massima espressione per sviluppare questa tecnologia</strong>; ho visto, però, che presto trasmetteranno anche film d&#8217;horror in 3D (tra tutti &#8220;Piranha 3D&#8221;), e penso che sarà un bel passo avanti per gli amanti del brivido.</li>
<li>Vedere oggetti 3D stagliarsi davanti agi occhi fino ad arrivare ad un palmo dal proprio naso, è una <strong>situazione inusuale, buffa, e fa tornare bambini</strong>: non facevamo altro che ridere, commentare, e fare versetti di approvazione, oltre che, ovviamente, <strong>allungare la mano per provare a toccare gli oggetti che si avvicinavano o magari scansarsi di colpo per evitare di essere colpiti</strong>.</li>
<li>Ogni tanto toglievo gli occhiali per capire come si svolgevano le scene in assenza delle lenti polarizzate. Ebbene, in taluni episodi sembrava quasi di stare a vedere un normale film di animazione, ma poi, all&#8217;improvviso, <strong>un oggetto in primo piano si sdoppiava e ogni parte assumeva un colore diverso</strong> (il termine corretto è <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anaglifo">anaglifo</a>) : <strong>rosso e verde</strong>. Poi, ogni tanto, la quasi totalità degli elementi si sdoppiava. <strong>E&#8217; evidente che senza occhiali è impossibile vedere il film</strong>!</li>
</ol>
<h5>Svantaggi della visione 3D</h5>
<ol>
<li>Il <strong>biglietto di ingresso è maggiorato: nel cinema dove sono stato (all&#8217;Andromeda a Roma) aveva un prezzo unico di 10 euro</strong> (in quel cinema i biglietti possono variare da 4,50€ a 7 €) e per usufruire degli occhiali occorreva <strong>consegnare la propria carta di identità</strong> e nel caso di smarrimento o rottura dei suddetti, andava corrisposta una penale di 50€.</li>
<li><strong>Se fosse stato proiettato su uno schermo più grande</strong> (nella sala dove ero io era di medie dimensioni) sarebbe stato meglio perché avrebbe potuto dare un maggiore continuità spaziale con il resto della sala: <strong>troppe scene che avevano lo scopo di far sembrare gli oggetti del film un tutt&#8217;uno con la sala erano confinati in quel riquadro nero davanti agli occhi e si perdeva la magia del momento</strong>. Se invece fosse stato proiettato in uno dei quei mega schermi, l&#8217;occhio non avrebbe percepito in un tutt&#8217;uno il bordo, e l&#8217;effetto sarebbe stato di maggior impatto.</li>
<li>La parte più dolente, forse anche per via dello schermo cinematografico non troppo grande, era che <strong>quasi tutti gli oggetti alle estremità laterali della ripresa si vedevano sfocati</strong>, mentre per <strong>quelli al centro dello schermo era un tripudio di emozioni</strong>. Credo che il problema sia da imputarsi alla <strong>messa a fuoco di un oggetto</strong> (di solito quelli messi a fuoco sono sempre presenti nella parte centrale dello schermo) </li>
<li>A volte <strong>si perdeva un po&#8217; il fuoco degli oggetti in 3D che si muovevano velocemente tanto che talvolte era difficile seguire la scena</strong>. Stesso problema se si spostava lo sguardo su un oggetto fuori fuoco.</li>
<li>In certi momenti, forse dovuto alla stanchezza, <strong>non riuscivo più a percepire la visione stereoscopica: forse mi stavo assuefando alla tecnica?</strong> Non saprei ma la sensazione durava una decina di angosciosi secondi e poi, dopo essermi sistemato le lenti, ho ripreso la visione 3D. Forse le lenti dovevano essere ben allineate?</li>
<li><strong>E&#8217; faticoso vedere un intero film in 3D</strong> (questo durava 94 minuti) perché gli <strong>occhiali</strong> che danno in dotazione <strong>non sono molto comodi ed ergonomici</strong>: a fine film ti rimane il segno sul naso della stecchetta nonostante ogni tanto cadessero giù. Gli <strong>occhiali stereoscopici</strong> in dotazione, sono <strong>di plastica nera rigida con lenti polarizzate a specchio</strong>, in cui la <strong>lente di destra ha una leggera dominante cromatica verso il verde mentre quella sinistra verso il rosso</strong>.<br />
Ecco a voi un paio di foto scattate con un cellulare (perdonate la scarsa qualità ma non c&#8217;era molta luce) degli occhiali che ci hanno dato:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2036_mostri_alieni_occhiali_1.jpg' alt='Occhiali 3D Dolby' /></div>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2036_mostri_alieni_occhiali_2.jpg' alt='Occhiali 3D Dolby' /></div>
</li>
<li><strong>E&#8217; faticoso vedere un intero film in 3D, non solo per la scomodità degli occhiali, ma anche per la vista poiché, secondo la mia esperienza, tende a stancarsi molto facilmente</strong>. Se, durante la visione, <strong>provavo a chiudere gli occhi</strong> (su suggerimento di mia moglie) <strong>notavo che le pupille tendevano a convergere verso la parte interna dell&#8217;occhio</strong>. A fine film ho constatato una certa <strong>stanchezza visiva</strong>, quasi un affaticamento della vista che si concentrava al centro della fronte, comunque passata dopo dieci minuti di passeggiata al sole.</li>
</ol>
<h5>Conclusioni</h5>
<p>In definitiva posso dire che <strong>la visione dei film in 3D è da consigliare a chiunque perché è una esperienza da vivere ogni tanto</strong>, visto che la <strong>sensazione che gli oggetti emergano dallo schermo è molto realistica, a tratti iper-realistica</strong>. C&#8217;è chi ha <a href="http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/tecnologia/cinema-3d/cinema-3d/cinema-3d.html?rss">osato</a> spingersi oltre, dichiarando che il 3D nelle sale cinematografiche (e molto presto anche nei nostri salotti, magari con i videogame), &#8220;<strong>sarà come l&#8217;avvento del sonoro o del colore</strong>&#8220;.</p>
<p>Ma quello che nessuno dice, nelle varie recensioni che si leggono, è che c&#8217;è anche un <strong>piccolo svantaggio</strong>: a lungo andare, <strong>durante questa coinvolgente immersione in un ambiente tridimensionale, la vista si stanca, poiché probabilmente la visione stereoscopica è forzata e innaturale</strong>.</p>
<p>A questo punto, credo, che, <strong>perché possa emergere definitivamente, questa tecnologia debba essere ancora un po&#8217; perfezionata per evitare lo stress visivo a cui sono stato sottoposto</strong>. Ho <a href="http://www.ainu.it/varie/viaggio-al-centro-della-terra-3d/">letto</a> di tecniche che darebbero lo stesso risultato senza occhialetti (abbandonando di fatto il sistema duo color) o di <strong>nuovi occhiali elettronici con lenti LCD oscurate in sincronia con le immagini dello schermo che dovrebbero essere esenti da stanchezza visiva</strong>: forse questa potrebbe essere la strada giusta!</p>
<p>Certo è che se ci si affida al 3D per <strong>strappare gli spettatori più giovani dalla distribuzione illegale di film appena usciti nei cinema</strong>, la strada potrebbe essere quella corretta, anche se <strong>bisogna fare i conti con i gusti dei consumatori, che alla lunga potrebbero perdere interesse nella novità</strong>.</p>
<h5>Trailer e alcune immagini stereoscopiche tratte dal film</h5>
<p>Per chi fosse curioso di sapere di cosa parla il film, <strong>ecco un bel trailer, ovviamente in rigorosa visione bidimensionale</strong>:</p>
<div align="center">
<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/dvFHF3zFazs&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=en&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/dvFHF3zFazs&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=en&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object>
</div>
<p>Se invece volete avere un <strong>assaggio della visione stereoscopica di alcune scene del film</strong> (dovete però avere gli occhiali Dolby3D) o <strong>semplicemente vedere come si vedrebbe il film senza occhialetti, ecco 3 immagini di alcuni personaggi del film</strong> <a href="http://www.mymovies.it/cinemanews/2009/5265/?pagina=1">tratte da MyMovies</a>.</p>
<p><strong>Il gelatinoso B.O.B.</strong>:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2036_mostri_alieni_3d_1.jpg' alt='B.O.B' /></div>
<p><strong>Anello Mancante (The Missing Link: metà scimmia e metà pesce)</strong>:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2036_mostri_alieni_3d_2.jpg' alt='Anello Mancante' /></div>
<p><strong>Dottor Professor Scarafaggio (doppiato da Hugh Laurie di Dr. House)</strong>:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2036_mostri_alieni_3d_3.jpg' alt='Dottor Professor Scarafaggio' /></div>
<p class="akst_link"><a href="http://www.levysoft.it/?p=2036&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_2036" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>YouTube Mobile Application: è uscito il client ufficiale per Symbian S60 e Windows Mobile! Ecco la guida passo passo su come installarlo su uno smartphone con Windows Mobile 6</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/03/27/youtube-mobile-application-e-uscito-il-client-ufficiale-per-symbian-s60-e-windows-mobile-ecco-la-guida-passo-passo-su-come-installarlo-su-uno-smartphone-con-windows-mobile-6/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2009/03/27/youtube-mobile-application-e-uscito-il-client-ufficiale-per-symbian-s60-e-windows-mobile-ecco-la-guida-passo-passo-su-come-installarlo-su-uno-smartphone-con-windows-mobile-6/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 15:29:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finalmente Youtube ha rilasciato gratuitamente un client per Windows Mobile 6.x e Symbian S60 3rd Edition (qui la lista dei dispositivi Nokia supportati) per permettere di accedere a YouTube da quasi tutti i palmari e smartphone in commercio. Se fino a poco tempo fa era possibile farlo nativamente solo da un iPhone/iPod Touch o da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente Youtube ha <a href="http://www.youtube.com/blog?entry=tWasC8HWSnI">rilasciato gratuitamente</a> un client per <strong>Windows Mobile 6.x e Symbian S60 3rd Edition (<a href="http://help.youtube.com/support/youtube/bin/answer.py?answer=142850&#038;topic=20992">qui</a> la lista dei dispositivi Nokia supportati)</strong> per permettere di <strong>accedere a <a href="http://www.youtube.it">YouTube</a> da quasi tutti i palmari e smartphone</strong> in commercio. Se fino a poco tempo fa era possibile farlo nativamente solo da un <em>iPhone/iPod Touch</em> o da un <em>HTC Touch Diamond</em> (tanto che su <a href="http://www.windowsmobileitaly.com/forum.xda-developers.com">xda-developers</a> erano riusciti ad estrarre dalla ROM HTC l&#8217;applicazione per metterla a disposizione, più o meno legalmente, su tutti i dispositivi con Windows Mobile) o attraverso <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2007/10/18/come-visualizzare-i-video-divx-e-i-filmati-di-youtube-sui-dispositivi-con-windows-mobile/">qualche piccolo tip</a>, ora la nuova versione 2.0.2 dell&#8217;applicativo ufficiale <strong>YouTube Mobile Application</strong> amplierà lo spettro di clienti <strong>rendendo fruibile il portale di video praticamente a quasi tutti i dispositivi mobili avanzati esistenti in commercio</strong> (con pieno supporto agli schermi ad alta risoluzione VGA e simili), offrendo una <strong>migliore qualità video, velocizzando lo streaming</strong> grazie alla <strong>ottimizzazione per le reti mobili Wi-Fi o 3G</strong>, rendendo di fatto meno complicato vedere i video di YouTube sul proprio telefonino.</p>
<p>Già qualche mese fa, YouTube aveva <a href="http://www.youtube.com/blog?entry=sDFlZe7FwJI">comunicato</a> di aver reso disponibile all&#8217;indirizzo <a href="http://m.youtube.com/">m.youtube.com/</a> il supporto ad <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2007/10/09/la-rivoluzione-di-adobe-flash-lite-3-per-vedere-i-video-di-youtube-sui-cellulari-peccato-che-non-e-possibile-scaricarlo-ma-sara-in-bundle-con-la-rom-del-dispositivo/">Adobe Flash Lite 3</a> (supportato, al momento, solo dai cellulari più recenti), ma <strong>l&#8217;apertura del portale a due delle principali piattaforme mobili sul mercato, è un evento rivoluzionario sul fronte accessibilità e ci ricorda quanto Google abbia la volontà di offrire la migliore esperienza di fruizione di YouTube su qualsiasi dispositivo, computer, televisore o telefono cellulare</strong>. In quest&#8217;ottica rientra anche <a href="http://www.youtube.com/tv/"><strong>YouTube TV</strong></a>, il servizio che permette di <strong>visualizzare i video e gestire i comandi direttamente dal telecomando della nostra console WII o Playstation 3</strong>, simulabile dal proprio browser Safari (abilitando il menu <strong>Sviluppo -> User Agent -> Altro&#8230;</strong>) o Firefox (installando il plugin <a href="https://addons.mozilla.org/en-US/firefox/addon/59"><strong>User Agent Switcher</strong></a>) impostando uno dei due seguenti User Agent:</p>
<blockquote><p>Mozilla/5.0 (PLAYSTATION 3; 2.00)<br />
oppure<br />
Opera/9.23 (Nintendo Wii; U; ; 1038-58; Wii Internet Channel/1.0; en)
</p></blockquote>
<p>Tornando a <strong>YouTube Mobile Application</strong>, c&#8217;è però da dire che, purtroppo l&#8217;applicazione <strong>non è per ora disponibile per l&#8217;Italia ma soltanto per Australia, Irlanda, Nuova Zelanda, Regno Unito e Stati Uniti</strong>; è comunque possibile scaricarla ugualmente collegandosi dal browser del proprio device mobile all&#8217;indirizzo <a href="http://m.youtube.com/">http://m.youtube.com</a> e <strong>cambiando la propria lingua predefinita in Inglese, in attesa di un rilascio in lingua italiana</strong>.</p>
<div align="center">
<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/o0ljWtG1xOM&#038;rel=0&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=it&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/o0ljWtG1xOM&#038;rel=0&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=it&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object>
</div>
<p></p>
<h5>Come installare YouTube Mobile Application su Windows Mobile</h5>
<p>Aprire dal browser del proprio smartphone la pagina: <a href="http://m.youtube.com/">http://m.youtube.com</a></p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_01.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 01' /></div>
<p>Verrà mostrata la <strong>versione di Youtube ottimizzata per i dispositivi mobili</strong>. Sotto al campo di ricerca troverete un link da cliccare: &#8220;<strong>Guarda Youtube sul tuo cellulare</strong>&#8220;:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_02.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 2' /></div>
<p>Almeno finché non verrà rilasciato da Google una versione per l&#8217;Italia, al momento, dopo aver cliccato sul link sopra indicato verrà <strong>mostrata questa pagina che  ci avverte che non è disponibile la versione per il nostro dispositivo</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_03.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 3' /></div>
<p>In realtà questa <strong>schermata potrebbe trarre in inganno chiunque perché non si dice che non è disponibile una versione per la lingua italiana</strong> dell&#8217;applicativo (e ovviamente anche il conseguente supporto alla localizzazione italiana di YouTube.it) ma <strong>sembra quasi che la versione del nostro sistema operativo non sia supportata</strong>. Sarà, invece, sufficiente cliccare sul link in basso: &#8220;<strong>Cambia lingua</strong>&#8221; per accedere alla seguente schermata:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_04.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 4' /></div>
<p>dove basterà <strong>cliccare sul link &#8220;English&#8221;</strong> per essere rediretti verso la seguente pagina per il download automatico dell&#8217;applicativo.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_05.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 5' /></div>
<p>Dopo qualche secondo di attesa si aprirà a popup un messaggio che vi <strong>chiederà conferma del download in corso</strong>. </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_06.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 6' /></div>
<p>Cliccando sul tasto &#8220;<strong>Salva con nome&#8230;</strong>&#8221; potrete decidere dove salvare il file (che altro non è che un <strong>file .CAB installabile su tutti i terminali con Windows Mobile</strong>)</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_07.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 7' /></div>
<p>Essendo un file .CAB <strong>si aprirà automaticamente la schermata di istallazione dell&#8217;applicativo</strong> (altrimenti basterà posizionarsi sulla cartella in cui si è salvata l&#8217;installazione dell&#8217;applicativo e fare doppio click sul file .cab) che chiederà dove installarlo (sul <em>Dispositivo</em> o sulla <em>Scheda di Memoria</em>): a voi la scelta in base alle vostre esigenze e allo spazio libero a disposizione sulla periferica.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_08.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 8' /></div>
<p>Dopo che ha effettuato la copia dei file nella directory di destinazione desiderata, <strong>l&#8217;installazione sarà portata a termine in pochi secondi</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_09.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 9' /></div>
<p>Ora sarà sufficiente <strong>andare nella cartella Programmi del proprio dispositivo mobile</strong>, dove troverete l&#8217;icona dell&#8217;applicazione appena installata:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_10.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 10' /></div>
<p>Quando si lancerà per la prima volta l&#8217;applicazione YouTube Mobile Application verrà chiesto di selezionare la propria regione di appartenenza: <strong>selezionate <em>United Kingdom</em> o <em>United States</em></strong></p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_11.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 11' /></div>
<p>e vi verranno <strong>mostrati, in inglese, i termini e le condizioni da accettare prima di poter proseguire</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_12.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 12' /></div>
<p>Infine, vi verrà mostrata una ultima schermata di avviso che vi avvertirà che <strong>se non accediamo con connessione wireless, dal momento che lo streaming consuma un gran quantità di dati, prima di usarlo è necessario avere un abbonamento flat per il proprio terminale mobile</strong>, altrimenti si rischia di spendere molte decine di euro per visionare qualche minuto di filmato.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_13.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 13' /></div>
<p>Finalmente ora potrete accedere alla schermata principale dell&#8217;applicativo YouTube Mobile Application dove <strong>potrete trovare un campo per ricercare i video</strong>, con lo <strong>storico delle parole chiave</strong> già immesse, oppure potrete selezionare <strong>i contenuti più visti</strong>, quelli che hanno ricevuto maggior gradimento e gli ultimi caricati.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_14.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 14' /></div>
<p>Simpatica la <strong>visualizzazione a scorrimento laterale delle anteprime dei video ricercati</strong> (a mo&#8217; di CoverFlow semplificato). Una volta scelto il video, si accede alla pagina che lo descrive brevemente</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_15.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 15' /></div>
<p>e dal quale è possibile <strong>lanciare la visualizzazione, che va automaticamente a schermo intero e in modalità landscape, con prevenzione dello spegnimento del dispositivo durante il playback</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_16.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 16' /></div>
<p>Come potete notare il <strong>player mostra la barra di scorrimento del video, permette la visione a pieno schermo con un doppio click ed assomiglia molto a quello che si visualizza dal browser del proprio pc</strong>.</p>
<h5>Suggerimenti per migliorare l&#8217;applicazione</h5>
<p>Al momento, le uniche <strong>pecche di YouTube Mobile Application sono</strong>, oltre al <strong>mancato supporto ufficiale per l&#8217;italiano</strong> (che ci costringe, per eseguire l’installazione sui nostri device, di accontentarsi della versione inglese del programma e di non poter accedere alla versione localizzata di Youtube.it), anche la <strong>mancanza della possibilità di loggarsi con il proprio account</strong> in modo da accedere ai servizi più avanzati del noto portale, e <strong>l&#8217;impossibilità di accedere ai Canali di Youtube</strong>. Si sente anche molto la <strong>mancanza di un link per scaricare i video in modo da poterli guardarli offline</strong> (<a href="http://www.levysoft.it/archivio/2007/10/18/come-visualizzare-i-video-divx-e-i-filmati-di-youtube-sui-dispositivi-con-windows-mobile/">qui</a> trovate un modo alternativo per farlo con il sito <a href="http://www.mobytube.net/"><strong>MobyTube</strong></a>) e <strong>l&#8217;impossibilità di visualizzare i suggerimenti ai video simili</strong>.<br />
Google, comunque, <a href="http://www.youtube.com/blog?entry=tWasC8HWSnI">ha garantito</a> che <strong>saranno a breve disponibili diversi aggiornamenti dell&#8217;applicativo, che saranno notificati automaticamente dal programma</strong>.
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		<title>Avidemux: l&#8217;alternativa per Mac OS X e Linux del famoso programma di video editing Virtualdub per Windows</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/03/25/avidemux-lalternativa-per-mac-os-x-e-linux-del-famoso-programma-di-video-editing-virtualdub-per-windows/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 13:35:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da quando sono passato a Mac OS X, l&#8217;unica cosa di cui sentivo realmente la mancanza era poter usare un programma per l&#8217;editing video flessibile e veloce come Virtualdub per Windows. A volte mi capita di registrare qualche programma televisivo con Vcast in qualità Divx e poi, dopo averlo scaricato (comoda la funzionalità di feed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da quando sono passato a Mac OS X, l&#8217;unica cosa di cui sentivo realmente la mancanza era poter usare un <strong>programma per l&#8217;editing video flessibile e veloce come <a href="http://www.virtualdub.org/">Virtualdub</a> per Windows</strong>. A volte mi capita di registrare qualche programma televisivo con <a href="http://vcast.it/faucetpvr/">Vcast</a> in qualità Divx e poi, dopo averlo scaricato (comoda la funzionalità di feed rss messa a disposizione da Vcast per il download automatico con iTunes a mo&#8217; di personal Podcast) sono solito <strong>eliminare la pubblicità dal file video</strong> (o tutto ciò che ritengo inutile o superfluo) in modo da potermi godere la visione senza interruzioni. <strong>Virtualdub ha dalla sua il vantaggio di essere un programma che, con pochissimi passaggi, permette di tagliare parti video</strong> (ma volendo anche può anche unire più filmati in uno solo) <strong>senza effettuare alcuna ricodifica audio/video</strong> (grazie all&#8217;opzione &#8220;<em>Direct Stream Copy</em>&#8220;).</p>
<p>Ebbene, finalmente sono riuscito a trovare un <strong>degno sostituto a Virtualdub</strong>: si chiama <a href="http://fixounet.free.fr/avidemux/"><strong>Avidemux</strong></a> ed è un <strong>programma di video editing open source rilasciato sotto licenza GPL e  multipiattaforma</strong> (funziona, infatti, per <strong>Windows, Mac OS X, BSD e Linux</strong>) che mette a disposizione un tool di editing video leggero, funzionale e veloce. Dalle funzionalità simili a Virtualdub, <strong>per molti aspetti è anche più intuitivo,  più semplice e completo</strong> della sua controparte, mostrando anche una <strong>interfaccia grafica meno spartana</strong> e un po&#8217; più gradevole (grazie alle librerie GTK).</p>
<p>Tra le sue funzionalità, spiccano quelle di <strong>tagliare, unire, modificare, applicare filtri, e convertire in diversi formati, i video caricati</strong>. Nella sezione <a href="http://www.avidemux.org/admWiki/index.php?title=Main_Page"><strong>Wiki Docs</strong></a> del sito di Avidemux trovate tutte le guide (in inglese) per le funzionalità più importanti. Nonostante, apparentemente, leggendo, per esempio, la dettagliata ed esauriente guida del <a href="http://www.avidemux.org/admWiki/index.php?title=Cutting">Cutting Video</a> possa sembrare una operazione lunga, dovete sapere che sono necessari solo pochi passi.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2020_avidemux.jpg' alt='Avidemux' /></div>
<p>E&#8217; sufficiente, infatti, <strong>lasciare impostate su &#8220;Copy&#8221; le opzioni di ricodifica video e audio</strong> (se si imposta un altro formato, come per esempio, MPEG2 o 3GP, i tempi di salvataggio saliranno proporzionalmente alla durata del filmato da ricodificare), <strong>che corrispondono alle opzioni &#8220;Direct Stream Copy&#8221; di VirtualDub</strong> (impostabili dal menu Video e Audio del programma) e, <strong>dopo aver selezionato, con i tasti A e B la porzione di video da tagliare</strong>, andare sul menu <strong>Edit->Delete per rimuovere la selezione</strong> (se invece si clicca sul pulsante &#8220;Salva&#8221;, senza cancellare nulla, si salverà direttamente la parte di video selezionata) e quindi <strong>cliccare sul tasto &#8220;Salva&#8221; per fare, in pochi secondi, una copia del filmato modificato</strong>.
<p class="akst_link"><a href="http://www.levysoft.it/?p=2020&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_2020" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a></p>
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			<wfw:commentRss>http://www.levysoft.it/archivio/2009/03/25/avidemux-lalternativa-per-mac-os-x-e-linux-del-famoso-programma-di-video-editing-virtualdub-per-windows/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Addio al formato 16:9, in arrivo il 21:9 super widescreen sul nuovo Philips Cinema 21:9 HDTV. Niente più bande nere durante la visione dei film in DVD</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/02/04/addio-al-formato-169-in-arrivo-il-219-super-widescreen-sul-nuovo-philips-cinema-219-hdtv-niente-piu-bande-nere-durante-la-visione-dei-film-in-dvd/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2009/02/04/addio-al-formato-169-in-arrivo-il-219-super-widescreen-sul-nuovo-philips-cinema-219-hdtv-niente-piu-bande-nere-durante-la-visione-dei-film-in-dvd/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2009 13:27:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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		<description><![CDATA[La notizia devo ammettere mi ha un po&#8217; spiazzato: pare, infatti, che i televisori 16:9 siano diventati oramai obsoleti se confrontati col nuovo formato proposto da Philips: il 21:9. Il vantaggio? Niente più bande nere durante la visione dei film in DVD e Bluray.
In effetti, quello che maggiormente angustia i possessori di televisori in formato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La notizia devo ammettere mi ha un po&#8217; spiazzato: pare, infatti, che <strong>i televisori 16:9 siano diventati oramai obsoleti se confrontati col nuovo formato proposto da Philips: il 21:9</strong>. Il vantaggio? <strong>Niente più bande nere durante la visione dei film in DVD e Bluray</strong>.<br />
In effetti, quello che maggiormente angustia i possessori di televisori in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/16:9">formato panoramico standard 16:9</a> è la possibilità di <strong>non potersi godere appieno la visione di un film in DVD poiché la parte superiore e inferiore viene quasi sempre riempita dalle quantomai fastidiose bande nere</strong>, a causa del famoso effetto <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Letterbox">letterbox</a> (per i formati 2.35:1).</p>
<h5>Le caratteristiche del Philips Cinema 21:9</h5>
<p>In realtà <strong>Philips è solo il primo grande nome che si affaccia nel nuovo formato dei grandi Televisori ad Alta Definizione</strong>, i famosi <strong>HDTV</strong> che raggiungono il <strong>rapporto di 21:9</strong>, ossia con un <strong>formato di 2.35:1 contro i 1.78:1 del precedente standard</strong> <a href="http://www.tecnocino.it/articolo/cinema-21-9-philips/12686/">usato</a> dalla maggior parte dei programmi satellitari o della Tv Digitale in HD trasmessa in formato 16:9.<br />
Purtroppo, però, come è noto a tutti, <strong>molte opere cinematografiche sono girate nativamente nel rapporto 2.35:1 widescreen anamorfico</strong> visualizzabili perfettamente solo dai possessori di proiettori di fascia alta, ma in genere <strong>sui televisori si passa sempre attraverso un adattamento al formato 16:9, cosa che invece non avviene per il nuovo 56&#8221; della Philips poiché si adatterebbe perfettamente al pannello 21:9</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2005_philips_21_9_a.jpg' alt='TV LCD Philips Cinema 21:9 HDTV Super Widescreen' /></div>
<p>Il modello di HDTV LCD in formato 21:9 proposto dalla Philips ha una <strong>diagonale di 56 pollici ed è tale che la sua lunghezza è più del doppio rispetto all’altezza</strong>, per una visione panoramica che sempre più si avvicina a quella del cinema. In matematica, semplificando il rapporto delle dimensioni delle tv, si otterrebbe un valore di 7:3, ma in questo caso <strong>valgono solo le leggi del marketing e lasciare un ratio di 21:9 rende maggiormente l&#8217;idea che è stata allargata la lunghezza e lasciata inalterata l&#8217;altezza dello schermo</strong> (per essere compatibile con l’attuale standard Full-HD), rendendo più facile il confronto.</p>
<p>Sebbene non siano state rilasciate informazioni riguardo alla risoluzione del pannello, si può provare ad immaginare che, facendo una proporzione con il formato Full-HD, possa facilmente raggiungere una <strong>risoluzione di 2560&#215;1080 pixel</strong>. <a href="http://www.techradar.com/news/television/philips-extends-your-eyeballs-with-cinema-21-9-515079">Techradar</a>, secondo le sue fonti, afferma che sarà dotato del sistema proprietario Ambilight Spectra oltre al Pixel Perfect Engine, ma non sarà retroilluminato a LED e lo schermo avrà un <strong>refresh di appena 0,1 ms</strong>. Inoltre, sembra che disporrà di ben <strong>cinque porte HDMI</strong>, <strong>una Ethernet, Wi-Fi</strong> e compatibilità <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Digital_Living_Network_Alliance">DLNA</a> (Digital Living Network Alliance).</p>
<p>Il nuovo <strong>Philips Cinema 21:9 è atteso per questa Primavera</strong>, con un prezzo al momento sconosciuto, ma che si dovrebbe aggirare, considerando il costo degli ultimi LCD da 50&#8243; Philips, intorno ai 3.000/4.000 euro.</p>
<p>Qui di seguito un <strong>confronto video  tra il 16:9 tradizionale e il formato cinematografico 21:9</strong>.</p>
<div align="center">
<object width="480" height="295"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/0_eu6OI36Us&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/0_eu6OI36Us&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="295"></embed></object>
</div>
<p><br/></p>
<h5>Perché si tende ad allargare le dimensioni dei televisori?</h5>
<p>Se vi state chiedendo, quindi, <strong>quale vantaggio si otterrebbe dall&#8217;allargare il campo in orizzontale</strong>, lasciando inalterato quello verticale, dovete <a href="http://www.tecnocino.it/articolo/cinema-21-9-philips/12686/">sapere</a> che questo <strong>è l&#8217;unico modo per rendere la visuale più simile al campo visivo di un essere umano</strong> che, nella vita quotidiana, normalmente usa la visione periferica destra/sinistra piuttosto che quella alto/basso. Come è facile intuire noi tutti viviamo in un mondo abbastanza piatto, in cui <strong>quello che ci circonda si sviluppa orizzontalmente</strong>. La stessa cosa accade nei film: <em>se ci sono più attori su una scena è più facile che siano disposti orizzontalmente piuttosto che uno sopra all’altro</em>!</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2005_philips_21_9_b.jpg' alt='TV LCD Philips Cinema 21:9 HDTV Super Widescreen' /></div>
<p><br/></p>
<h5>Gli svantaggi</h5>
<p>Sebbene <a href="http://www.tomshw.it/news.php?newsid=16684">secondo</a> l&#8217;azienda, la sua proposta <strong>non implica nessun problema di retro compatibilità, poiché tutti i contenuti 16:9 sono adattabili</strong> (<a href="http://www.gadgetblog.it/post/7191/tv-lcd-philips-219-in-azione">tramite</a> uno speciale algoritmo che schiaccerà solo le zone più esterne, senza evidenti problemi di visualizzazione, mantenendo quindi l’integrità nella parte centrale, mentre gli “obsoleti” 4:3 verranno invece convertiti in 16:9 con tanto di bande nere laterali), è logico immaginare che <strong>ci ritroveremmo con gli stessi problemi che prima avevamo solo con alcuni DVD girati nel formato 2.35:1 widescreen anamorfico</strong>, ma <a href="http://www.gizmodo.it/2009/01/16/il-nuovo-56-pollici-di-philips-mostra-le-immagini-in-219.html">questa volta</a> <strong>su tutti i film girati nel formato 16:9</strong> (con aspect ratio di 1.78:1, e non sono pochi) e su tutte le normali trasmissioni televisive (i cui programmi nascono in 16:9, e oramai raramente in 4:3). Il risultato è che, <strong>per la maggior parte delle volte che dovremmo usare il nostro HDTV, dovremmo scegliere se guardare la televisione deformata o perdere una parte dello schermo, dato che i 5/9 dello schermo saranno inutilizzati</strong> (riempiti dagli antiestetici bordi neri) <strong>guardando la tv tradizionale</strong>.<br />
Ovviamente questo discorso varrà <strong>fino a quando il formato 21:9 non diverrà lo standard de facto dei televisori e della trasmissioni televisive</strong>.
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		<title>Codec Cappelli: il rivoluzionario sistema di compressione di foto e video made in Italy. Dubbi e riflessioni sulla sua possibilità di diffusione</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 13:19:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri è stato presentato a Roma nella sala capitolare del Senato un nuovo codec per la compressione digitale made in Italy: lo standard di compressione &#8220;Cappelli&#8221; (in omaggio al suo ideatore Claudio Cappelli che è anche presidente della società napoletana Eco Controllo) che, a detta degli esperti, ha una capacità di archiviazione di foto e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri è stato presentato a Roma nella sala capitolare del Senato un <strong>nuovo codec per la compressione digitale made in Italy</strong>: lo standard di <strong>compressione &#8220;Cappelli&#8221;</strong> (in omaggio al suo ideatore Claudio Cappelli che è anche presidente della società napoletana <a href="http://www.ecocontrollo.com/">Eco Controllo</a>) che, a detta degli esperti, ha una <strong>capacità di archiviazione di foto e video 3-4 volte superiore agli standard normali</strong>. Se l&#8217;invenzione del codec MP3 ha permesso l&#8217;avvento della musica digitale e il codec MPEG2/4 quello del video digitale, il <strong>codec Cappelli promette di fare miracoli</strong>: si legge che è <strong>possibile comprimere, nell&#8217;esiguo spazio di 1,44 MB di un floppy disk ben 20 minuti di un filmato ad alta qualità</strong> (su alcune <a href="http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=41864&#038;sez=SCIENZA">fonti</a> si parla di qualità DVD ma non credo che la qualità MPEG 2 possa arrivare ad occupare così tanto per appena 20 minuti di filmato visto che un film da due ore entra appena in un DVD da 4,7GB!) <strong>dal peso complessivo di 3,1 Gigabyte!</strong><br />
Di fatto, <strong>il nuovo codec è superiore a qualsiasi altro sistema di compressione in vigore</strong>, ivi compresi quelli di ultimissima generazione denominati <strong>H264 ed Mpeg4</strong>, tanto che sarà possibile archiviare molte più di ore di video sugli stessi supporti multimediali di adesso. Ma il nuovo sistema permette anche di <strong>ottenere immagini compresse di qualità media più elevata rispetto agli altri codec attualmente in circolazione</strong>. Tale capacità è <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=320662">data</a> dall’ottimizzazione dell’organizzazione dei dati che si traduce anche in un uso più efficiente delle bande su cui viaggiano i dati per la tv digitale. «Con la possibilità &#8211; prosegue Cappelli – di <strong>moltiplicare i canali digitali e la tv interattiva</strong>».</p>
<p>Ma, sebbene molte società dell&#8217;IT Technologies siano interessate a comprare i diritti di questo nuovo formati, <strong>Claudio Cappelli ha dichiarato di non avere alcuna intenzione di cedere il brevetto e punta a mantenere il marchio in Italia</strong>. Attualmente ancora <strong>non è disponibile in commercio</strong> ma tra le prime applicazioni si punta alla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/IPTV"><strong>IPTV</strong></a>, la televisione via Internet. Il sistema, garantisce Cappelli, permette la <strong>fruizione dei programmi via web senza disturbi e distorsioni causati dall’elevata compressione, che rendono la tv via Internet spesso poco soddisfacente</strong>»</p>
<p>Questi i dati del codec Castelli o codec Eco Controllo: il programma è stato realizzato da <strong>12 programmatori in 1 anno e mezzo di lavoro</strong> in collaborazione con alcune Università campane (il consorzio <a href="http://www.cerict.it/">Cerict</a> che associa cinque università campane, il Cnr, la Fondazione Pascale e il Cini, il Consorzio interuniversitario per l&#8217;informatica, ha testato e validato il sistema) e 5<strong> milioni di euro investiti nel progetto</strong>, di cui il 60% finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico.</p>
<h5>Qualche dubbio</h5>
<p>Sebbene ci si da rimanere finalmente <strong>orgogliosi di questo successo tutto italiano</strong> (non se ne vedevano forse da anni) che mette in luce come <strong>la ricerca in Italia funziona</strong> (tanto da dire la sua anche in campo internazionale) ma <strong>merita solo di essere maggiormente finanziata</strong>, nutro qualche dubbio sui dati passati dalle testate giornalistiche. Dire prima che il codec Cappelli ha una capacità di archiviazione di foto e video 3-4 volte superiore agli standard normali e poi asserire che in un floppy disk da 1,44 MB possono essere compressi ben 20 minuti,  di un filmato ad alta qualità, <strong>mi sembra un po&#8217; esagerato se si vuole mantenere la stessa buona qualità di immagine</strong>. E&#8217; possibile comprimere 20 minuti di filmato in un divx da 4 MB (col giusto rapporto di compressione), per cui, se è vero che il codec Cappelli comprime anche 3-4 volte un codec Mpeg4, allora arriviamo ad occupare poco meno di 1,44 MB. <strong>Ma il problema è la qualità: sarà accettabile?</strong> Sono curioso di visionare qualche video di prova per valutare la bontà del nuovo codec. Al momento è disponibile solo un complicato <strong>draft in italiano</strong> che snocciola cifre e numeri su un&#8217;<a href="http://www.ecocontrollo.com/links/draft_tr_cc_v2.pdf"><strong>analisi comparativa del codec video “Eco Controllo”</strong></a>. </p>
<h5>Errata Corrige della Eco Controllo</h5>
<p>E in effetti, mentre stavo scrivendo questo articolo, sul sito della <a href="http://www.ecocontrollo.com/">Eco Controllo</a> è comparsa questa <strong>Errata Corrige</strong>:</p>
<blockquote><p>13 gennaio 2009</p>
<p>UNA PRECISAZIONE DAL PRESIDENTE<br />
DELLA ECO CONTROLLO</p>
<p>In merito alla notizia apparsa su alcuni organi di informazione si precisa quanto segue: “Nel corso della conferenza stampa, tenutasi ieri, 12 gennaio 2009 alla Sala Capitolare del Senato della Repubblica, il dr. Claudio Cappelli, presidente della Eco Controllo SpA, ha portato l’esempio di un video in alta definizione a 1080i, della durata di 20 secondi, archiviato su un floppy da 1,44 MB. Evidentemente la notizia di un filmato di 20 minuti è frutto di un equivoco”.
</p></blockquote>
<p><strong>Quindi non si tratta di 20 minuti, bensì di 20 secondi, il che è già più accettabile!</strong><br />
Peccato non specifici i dati reali del filmato di esempio utilizzato. Sul draft si legge di <a href="http://www.ecocontrollo.com/links/draft_tr_cc_v2.pdf">Test Oggettivi e Soggettivi su Video 720P e PAL</a>; in particolare in merito ai test soggettivi:</p>
<blockquote><p>
Mediante un’estrazione sono stati selezionati 8 video proiettati in tre differenti bitrate (1000,2000 e 3000Kbps) a 16 valutatori. I valutatori sono stati suddivisi in due gruppi e per ogni gruppo è stata svolta una distinta sessione di test della durata di 30 minuti.<br />
[...]<br />
Sono stati selezionati solo video in formato 720P, cioè ad una risoluzione di 1280&#215;720 Pixel, con cadenza di 25 e 50Hz. Tale scelta è motivata dal fatto che questi parametri sono quelli scelti per la cosidetta Televisione Digitale ad alta deﬁnizione (HDTV) in tutti quei paesi, Italia inclusa, che tradizionalmente sono legati al sistema di trasmissione PAL e SECAM.<br />
[...]<br />
Come previsto dalla metodologia DSIS, le persone sono state collocate in una sala confortevole e posizionate  in modo tale da avere sempre l’angolo di visualizzazione ottimale per il dispositivo di visualizzazione adottato, consistente nella fattispecie in un televisore al plasma FullHD. Ai partecipanti è richiesto di descrivere la qualità da loro percepita utilizzando una scala lineare continua costituita da 5 regioni etichettate con i seguenti aggettivi: </p>
<p>• nessun difetto<br />
• difetti visibili, ma non fastidiosi<br />
• difetti leggermente fastidiosi<br />
• difetti fastidiosi<br />
• difetti molto fastidiosi </p>
<p>I soggetti sono stati selezionati tra una popolazione eterogenea composta da studenti e lavoratori. Ognuno di essi è stato preventivamente sottoposto al test di Ishihara per la percezione dei colori. Quest’ultimo è un test pubblicato nel 1917 dal Prof. Shinobu Ishihara, e consiste nel sottoporre all’utente un numero di dischi colorati, chiamati dischi di Ishihara, ognuno contenente un cerchio di punti di taglie e colori diversi disposti a caso. L’insieme dei punti forma un numero visibile a coloro che hanno una visione normale, ed invisibile o difﬁcile da vedere per quelli che hanno problemi di visione, in particolare nella percezione del colore rosso-verde.</p>
<p>I risultati ottenuti confermano sostanzialmente quanto osservato con le metriche oggettive, anche se il divario tra i differenti codec, in questo caso, appare maggiormente marcato. Il supporto dell’indice di conﬁdenza, sembra evidenziare una maggiore stabilita dell’algoritmo Cappelli. Anche in questo caso se si considera il voto medio massimo, gli algoritmi H.264 e Cappelli ottengono lo stesso risultato, evidentemente questo deriva dal fatto che in alcune circostanze, particolarmente favorevoli a tutti i codec, gli utenti non percepiscono signiﬁcativi difetti. Tuttavia, nel caso peggiore e medio l’algoritmo Cappelli ottiene voti caratterizzati da una maggiore precisione, ciò e una variabilit inferiore agli altri codec, e questo ci fa dedurre che la qualità di questo codec nelle condizioni riprodotte di test adottate ha performance signiﬁcativamente superiori.
</p></blockquote>
<h5>Diffusione del codec</h5>
<p>Nutro altri dubbi sulla fattiva diffusione di questo codec. <strong>Perché possa divenire uno standard deve essere accettato</strong> dalle Major dell&#8217;IT Tecnhnologies ma molti, per comodità e per far fruttare gli investimenti passati, tendono a usare le tecnologie che già possiedono: <strong>i soli codec H264 e Mpeg4 sono ottimi e già diffusissimi</strong>. L&#8217;unica speranza sarebbe quella di liberare da royalties il nuovo codec e <strong>lasciarlo libero alla comunità di sviluppatori Open Source</strong> (come per il codec XviD, nato in contrapposizione al chiuso codec DivX), relegando la società di Eco Controllo ad ente di consulenza.</p>
<p>Purtroppo <strong>di codec meravigliosi, più potenti e maggiormente performanti per la trasmissione sul web ne ho visti molti ma quasi nessuno di questi ha avuto sullo strapotere dell&#8217;MPEG2/4 e dell&#8217;H264</strong>. Staremo a vedere come andrà a finire.</p>
<p><strong>UPDATE:</strong> Sul sito di <a href="http://attivissimo.blogspot.com/2009/01/ansa-144-mb-x-3-316-gb.html">Attivissimo</a> si susseguono interessanti commenti di critica e analisi all&#8217;articolo errato dell&#8217;ANSA, ripreso poi da diverse testate giornalistiche, riguardo i 20 minuti di filmati su un floppy disk da 1,44 MB (invece che 20 secondi).</p>
<p><strong>UPDATE 2</strong>: Nella sezione <a href="http://www.ecocontrollo.com/tecnologia.htm">Tecnologia del sito di Eco Controllo</a>, c&#8217;è il <strong>Rapporto Tecnico Finale</strong> al al progetto “<strong>Nuove Tecnologie nel Campo della Compressione delle Immagini Digitali</strong>”  in cui sono presenti ulteriori dettagli sul funzionamento di questo codec. Il caso strano è che <strong>risale addirittura al Maggio 2008!</strong>
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		<title>Come trasformare il proprio portatile in un Hotspot Wi-Fi per collegare il vostro iPod Touch o iPhone ad internet senza spese</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Nov 2008 13:51:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno dei problemi maggiori per chi possiede un iPod Touch (e in parte anche per chi ha un iPhone e non ha un abbonamento Flat per il 3G) è che, in mancanza di una rete Wi-Fi, è impossibile navigare e usare i vari applicativi che hanno bisogno di un accesso diretto alla rete. Inoltre, a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei problemi maggiori per chi possiede un <strong>iPod Touch</strong> (e in parte anche per chi ha un iPhone e non ha un abbonamento Flat per il 3G) è che, <strong>in mancanza di una rete Wi-Fi, è impossibile navigare e usare i vari applicativi che hanno bisogno di un accesso diretto alla rete</strong>. Inoltre, a differenza degli smartphone con Windows Mobile (e il suo Active Sync), <strong>anche se si collega il proprio iPod Touch, attraverso il suo cavo USB, al proprio Mac/PC connesso ad internet</strong> (via cavo se, evidentemente non si ha una connessione Wi-Fi) <strong>non è possibile sfruttare la condivisione delle rete</strong> ma si può solamente sincronizzarlo con iTunes. Inoltre, <strong>se non si ha una rete Wi-Fi, è anche impossibile inviare documenti, o foto al proprio iPod Touch/iPhone</strong> (per usarlo come un vero e proprio hard disk esterno) attraverso applicazioni come <strong>AirSharing, Discover o Files Lite</strong>.<br />
In poche parole, <strong>senza Wi-Fi, il proprio iPod Touch risulta un prodotto menomato</strong>.</p>
<h5>Scegliere un laptop hotspot o un router Wi-Fi</h5>
<p>Oggi, quindi, vi voglio spiegare dettagliatamente come <strong>trasformare il proprio Mac o PC in un hotspot Wi-Fi senza dover spendere dei soldi per acquistare un router wireless</strong>. Ovviamente il proprio computer <strong>dovrà avere anche una scheda wireless (integrata o esterna)</strong>: se dovesse mancare, dovete valutare se acquistarne una o, a questo punto, puntare direttamente sull&#8217;acquisto di un router wireless. Considerate, però, che se avete bisogno di di questa funzionalità, per esempio, <strong>solo a casa, allora mi sento di consigliarvi l&#8217;acquisto di un router Wi-Fi</strong>; se, invece, <strong>siete soliti portare con voi sempre il vostro fidato portatile e volete essere certi di poter navigare</strong>, scaricare aggiornamenti e applicativi da iTunes Store, e sfruttare al meglio le decine di applicazioni che avete installato sul vostro iPod Touch, allora <strong>la scelta migliore è quella di leggere questa guida e configurare un vero hotspot in 2 minuti sul vostro portatile</strong>.</p>
<h5>Configurare il proprio Mac come Hotspot Wi-Fi</h5>
<p>Aprire &#8220;<strong>Preferenze di Sistema</strong>&#8221; e cliccare sull&#8217;icona &#8220;<strong>Condivisione</strong>&#8220;.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1953_laptop_hotspot_1.jpg' alt='Laptop Hotspot 1' /></div>
<p>Si aprirà la seguente schermata:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1953_laptop_hotspot_2.jpg' alt='Laptop Hotspot 2' /></div>
<p>nella lista dei servizi da attivare, in fondo, troverete la voce &#8220;<strong>Condivisione Internet</strong>&#8221; che selezionerete. Quindi alla voce &#8220;<strong>Condividi la tua connessione da</strong>&#8221; selezionate, dal menu a tendina, l&#8217;interfaccia che volete condividere. Nel nostro caso &#8220;<strong>Ethernet</strong>&#8220;.<br />
Infine, alla voce &#8220;<strong>Ai computer che usano</strong>&#8221; selezionate, dalla lista delle porte, la voce &#8220;<strong>Airport</strong>&#8221; (che altro non è che il Wi-Fi):</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1953_laptop_hotspot_3.jpg' alt='Laptop Hotspot 3' /></div>
<p>Ora non ci resta che <strong>configurare i parametri della connessione Wi-Fi</strong>, in particolare il nome della network (che coincide con il nome dell&#8217;hotspot che il vostro iPod, o qualunque altro dispositivo wireless, vedrà disponibile) e che tipo di cifratura usare.<br />
In particolare, cliccate sul tasto &#8220;<strong>Opzioni Airport&#8230;</strong>&#8221; e, nella finestra che apparirà, inserite il &#8220;<strong>Nome network</strong>&#8221; (nel nostro caso &#8220;<em>zen-wifi</em>&#8221; ma è un esempio, potete scegliere, qualunque altro nome di vostra fantasia), lasciate il &#8220;<strong>Canale</strong>&#8221; in &#8220;<strong>Automatico</strong>&#8221; e abilitare la voce &#8220;<strong>Abilita criptatura (utilizzando WEP)</strong>&#8220;, altrimenti chiunque potrebbe accedere alla vostra rete wireless condivisa. Quindi inserite una password di vostra scelta, facendo attenzione che, per una <strong>chiave WEP a 40 bit, è sufficiente  una password di 5 caratteri</strong>, mentre una <strong>chiave WEP a 128 bit, richiede una password di almeno 13 caratteri</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1953_laptop_hotspot_4.jpg' alt='Laptop Hotspot 4' /></div>
<p>E&#8217; <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2007/09/17/craccare-il-wep-in-60-secondi-perche-i-router-wi-fi-usano-ancora-il-wep-nonostante-sia-insicuro-e-consigli-su-come-proteggersi-dal-wardriving-che-non-sempre-puo-essere-considerato-reato/">noto</a> che la <strong>protezione WEP</strong> è da tempo <strong>obsoleta</strong> poichè non offre il massimo della sicurezza sulla cifratura; se, però, <strong>impostate la chiave a 128 bit e la password non è troppo banale</strong> (su <a href="http://www.andrewscompanies.com/tools/wep.asp"><strong>WEP Key Generator</strong></a> potrete trovare un generatore di chiavi WEP a diverse cifrature), allora sicuramente costituirà un <strong>primo ostacolo per i navigatori occasionali</strong> che si dilettano con il <strong>wardriving</strong>.</p>
<p>A questo punto non resta che abilitare la condivisione internet, spuntando la voce &#8220;<strong>Condivisione internet</strong>&#8221; dalla lista dei servizi del pannello delle &#8220;<strong>Condivisioni</strong>&#8220;.</p>
<p>Dopo aver <strong>confermato l&#8217;attivazione del servizio</strong>:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1953_laptop_hotspot_5.jpg' alt='Laptop Hotspot 5' /></div>
<p>finalmente <strong>abbiamo attivato il nostro Hotspot Wi-Fi sul nostro Macbook!</strong></p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1953_laptop_hotspot_6.jpg' alt='Laptop Hotspot 6' /></div>
<p>Vi <strong>accorgerete dell&#8217;attivazione di un hostspot sul vostro portatile perchè</strong>, nella barra dei menu in alto, <strong>comparirà la seguente icona</strong>:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1953_laptop_hotspot_7.jpg' alt='Laptop Hotspot 7' /></div>
<p>Ora ovunque siate (ovviamente solo laddove potete accedere ad una collegamento internet via cavo), <strong>potete attivare la vostra personale rete Wi-Fi</strong>, in modo da poter <strong>utilizzare il vostro iPod Touch o iPhone, ma anche il vostro smartphone Symbian o Windows Mobile, senza spendere soldi</strong> con una connessione 2G/3G o con un abbonamento Wi-Fi pubblico.</p>
<h5>Configurare il proprio PC Windows come Hotspot Wi-Fi</h5>
<p><strong>Per Windows il ragionamento è analogo</strong>. Vi invito, però, a vedere un video creato da <strong>CNET TV</strong> dal titolo: &#8220;<a href="http://cnettv.cnet.com/2001-1_53-28619.html"><strong>Make your laptop a hotspot</strong></a>&#8221; in cui verrà spiegato passo passo, <strong>come configurare un hotspot sul proprio portatile con Vista e con Mac OS X</strong>.</p>
<p>Purtroppo la spiegazione illustrata per i Mac, nella seconda parte del video, è solo per Mac OS X Tiger (anche se molto simile a quella per Leopard): è per questo che deciso di spiegarla, altrettanto dettagliatamente, in questo mio articolo.
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		</item>
		<item>
		<title>Per un presidente degli Stati Uniti 2.0 la CNN sfodera l&#8217;inviata virtuale 3D con un collegamento olografico</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2008/11/06/per-un-presidente-degli-stati-uniti-20-la-cnn-sfodera-linviata-virtuale-3d-con-un-collegamento-olografico/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 Nov 2008 11:20:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sarà stata colpa dell&#8217;influenza mediatica delle elezioni americane, o sarà stato a causa della nomina del primo vero presidente 2.0 della storia americana, perché presente in tutte le sue forme virtuali, dal suo sito ufficiale a Second Life, da Facebook ai blog, resta il fatto che la CNN non è stata a guardare è ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà stata colpa dell&#8217;influenza mediatica delle elezioni americane, o sarà stato a causa della nomina del <strong>primo vero presidente 2.0 della storia americana</strong>, perché presente in tutte le sue forme virtuali, dal suo sito ufficiale a <a href="http://www.secondlife.com">Second Life</a>, da <a href="http://www.facebook.com/">Facebook</a> ai blog, resta il fatto che la <a href="http://www.cnn.com/">CNN</a> non è stata a guardare è ha sfoderato un effetto speciale, tanto stupefacente quanto, probabilmente inutile, <strong>degno della saga di Guerre Stellari</strong>: gli <strong>ologrammi</strong>.</p>
<h5>L&#8217;ologramma dell&#8217;inviata in 3D</h5>
<p>In una <strong>maratona elettorale</strong> dove i media di tutto il mondo hanno messo in campo i migliori strumenti messi a disposizione dalla tecnologia (come, per esempio, gli schermi touchscreen) e da internet (con blog, messaggeria,  twitter, mappe, contributi generati degli utenti), il conduttore Wolf Blitzer, della CNN,  si è collegato con Chicago dallo studio virtuale per discutere con l’inviata Jessica Yellin delle reazioni alla vittoria di Barack Obama. Ma, a stupire i telespettatori, non c’era nessuno schermo in studio, bensì l’<strong>immagine tridimensionale della Yellin che è stata virtualmente teletrasportata nello studio centrale</strong> a pochi metri da Blitzer. La Yellin, come ha spiegato ai telespettatori, in quel momento veniva <strong>ripresa, al centro di uno studio semicircolare, da 44 telecamere in alta definizione con angoli diversi</strong>, e da 15 raggi infrarossi che ne hanno registrato i movimenti della corrispondente, le cui immagini poi venivano <strong>ricostruite, sincronizzate, trasmesse via satellite e, infine, rielaborate e “proiettate” nello studio centrale di Atlanta da ben 22 computer</strong>. Il video della <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2007/09/12/ologrammi-e-giochi-di-specchio-dai-gorillaz-a-kate-moss-la-tecnica-di-proiezione-3d-si-sta-sempre-piu-affinando-sino-ad-arrivare-allincredibile-siggraph-2007/"><strong>novella Principessa Leila</strong></a> della CNN, ovviamente, ha fatto presto il giro del mondo. Eccolo qui:</p>
<div align="center">
<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/0SIS2ZwkWDg&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=en&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/0SIS2ZwkWDg&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=en&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object>
</div>
<p><br/></p>
<h5>Motivazioni e costi del collegamento olografico</h5>
<p>Molti si chiedono l&#8217;<strong>utilità di questo collegamento 3D</strong>. Io sospetto che, forse, in <strong>un&#8217;America sgangherata e disorientata dalla crisi economica e da una guerra senza fine</strong>, l&#8217;elezione di un presidente diverso da tutti i suoi 43 predecessori doveva servire ad <strong>infondere nuovi vitalità alla nazione</strong>. E quale incoraggiamento potevano ricevere gli elettori, quegli <strong>stessi elettori di Barack Obama che guardavano al futuro con un occhio diverso e che guardavano al web come ad un efficace strumento</strong> con la capacità di aggregare masse disomogenee, se non una <strong>dimostrazione della potenza tecnologia degli Stati Uniti proiettata come non mai verso un ridente e prosperoso futuro</strong>?</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1951_leila_cnn.jpg' alt='Leila 3D CNN' /></div>
<p>Ma molti, però, come il <a href="http://www.chicagotribune.com/features/lifestyle/chi-election-question-cnn-1106nov06,0,7728952.story">Chicago Tribune</a>, si <strong>chiedono quanto sia venuto a costare questo collegamento di pochi minuti con un ologramma in 3D</strong>. Il network della CNN non ha ancora voluto rivelare i costi per implementare questa tecnologia, ma Andrew Orloff, il creative director di <a href="http://www.zoicstudios.com/">Zoic Studios</a>, una società specializzata in effetti speciale per la TV, film e videogames, ha dichiarato che <strong>il solo computer dedicato al rendering delle immagini e alla gestione dei 43 flussi multipli, costa non meno di 70.000$</strong>.  Inoltre, per una nuova compagnia che dovesse comprare tutto l&#8217;hardware (come le telecamere) e il software dedicato, la spesa si avvicinerebbe ai vari milioni di dollari, ma <strong>dato che la CNN dispone già di una infrastruttura numerosa di telecamera</strong>, è probabile che il costo del collegamento olografico nella notte del primo presidente nero,  si aggiri <strong>intorno i 300.000$-400.000$</strong>.</p>
<h5>Conclusione</h5>
<p>Per cui è parere umanime che, nonostante il collegamento olografico sia stato <strong>molto affascinante, per molti è stato anche perfettamente inutile, oltre che eccessivamente dispendioso</strong>; magari <strong>nel 2012 sarà normale vedere il TG1 che si collega con i propri inviati in tecnologia olografica</strong> dalle più remote località della Terra, ma al momento attuale, come già detto prima, <strong>risulta solo un tentativo, non troppo riuscito</strong> (anche se il fatto che tutti ne parlano, in parte ha sortito un effetto positivo), <strong>di sfoggiare la superpotenza tecnologica dell&#8217;America</strong>.</p>
<p><strong>UPDATE:</strong> <a href="http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/scienza_e_tecnologia/ologramma-tv/ologramma-tv/ologramma-tv.html">Secondo</a> il professore di fisica teoretica e esperto di olografia, Hans Jürgen Kreuzer, <strong>non si tratterebbe di ologrammi</strong> ma di &#8220;<strong>tomogrammi</strong>&#8220;, poiché l&#8217;intervistatore non stava parlando realmente a un&#8217;immagine tridimensionale proiettata davanti a lui, ma a uno spazio vuoto, e <strong>solo gli spettatori in tv potevano vedere la corrispondente interagire e rispondere</strong>.<br />
Un <strong>tomogramma</strong> è <strong>un&#8217;immagine</strong> che viene catturata da tutti i lati, ricostruita dal computer e quindi <strong>proiettata su uno schermo</strong>. L&#8217;<strong>ologramma</strong>, invece, viene <strong>proiettato nello spazio</strong>. Le immagini olografiche vengono generalmente realizzate usando luci come quelle del laser, ma per poter catturare l&#8217;immagine di una persona <strong>ci sarebbe stato bisogno di utilizzare un laser di grandissime dimensioni, la cui luce, però, avrebbe accecato l&#8217;intervistato</strong>.<br />
Insomma <strong>era semplicemente un effetto speciale</strong>!
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		</item>
		<item>
		<title>La psicologia del risparmio: analogie tra l&#8217;ardita scommessa di Codeweavers e l&#8217;isterismo di massa all&#8217;apertura del nuovo Trony della Romanina a Roma</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2008/11/03/la-psicologia-del-risparmio-analogie-tra-lardita-scommessa-di-codeweavers-e-listerismo-di-massa-allapertura-del-nuovo-trony-della-romanina-a-roma/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2008/11/03/la-psicologia-del-risparmio-analogie-tra-lardita-scommessa-di-codeweavers-e-listerismo-di-massa-allapertura-del-nuovo-trony-della-romanina-a-roma/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 14:27:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[CodeWeavers è la software house che ha sviluppato CrossOver, un tool basato su W.I.N.E., che serve ad eseguire software Windows su sistemi Mac e Linux, senza la necessità di virtualizzare il sistema operativo di Redmond con programmi tipo VMware Fusion o Parallels, o usando Boot Camp.
L&#8217;ardita scommessa di CodeWeavers
Nel Luglio 2008 la software house, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.codeweavers.com/">CodeWeavers</a> è la software house che ha sviluppato <strong>CrossOver</strong>, un tool basato su <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wine">W.I.N.E.</a>, che serve ad <strong>eseguire software Windows su sistemi Mac e Linux</strong>, senza la necessità di virtualizzare il sistema operativo di Redmond con programmi tipo <a href="http://www.vmware.com/products/fusion/">VMware Fusion</a> o <a href="http://www.parallels.com/">Parallels</a>, o usando <a href="http://www.apple.com/it/macosx/features/bootcamp.html">Boot Camp</a>.</p>
<h5>L&#8217;ardita scommessa di CodeWeavers</h5>
<p>Nel Luglio 2008 la software house, <strong>per pubblicizzare il proprio prodotto</strong>, <a href="http://www.theapplelounge.com/cultura-societa/divertenti/oggi-codeweavers-reagala-crossover-grazie-a-bush/">indisse</a> <strong>un’iniziativa singolare</strong>, il “<a href="http://lameduck.codeweavers.com/"><strong>Great American Lame Duck Presidential Challenge</strong></a>“, promettendo che <strong>avrebbe regalato per un giorno, Crossover Linux Pro e Crossover Mac Pro</strong> (i software di punta dell’azienda che normalmente costano dai 37 ai 64 dollari), se il Presidente Bush, prima della fine del proprio mandato, fosse riuscito a raggiungere almeno uno degli obbiettivi d’interesse nazionale prefissati dall’azienda.<br />
Fra questi obiettivi da raggiungere c’era anche <strong>l’abbassamento del prezzo della benzina, che sarebbe dovuto calare di almeno un dollaro, da 3.79$ a 2,79$ il gallone</strong>.</p>
<p>Ebbene, contro ogni previsione, <strong>a causa dell’andamento dell’economia mondiale e senza alcun intervento di Bush, il prezzo è sceso sotto i 2,79 dollari al gallone</strong> (almeno nel Minnesota dove ha sede la società) e CodeWeavers, mantenendo la sua promessa, il <strong>28 Ottobre 2008 ha quindi reso disponibile una form tramite cui ottenere il proprio seriale</strong>.</p>
<p>Come era facile attendersi, il giorno in cui fu indetto il <strong>Giveaway Day</strong>, il <strong>sito è stato ovviamente preso d&#8217;assalto e, per l&#8217;intenso traffico, è risultato irraggiungibile per gran parte della giornata</strong> (in seguito è stata allestita una pagina temporanea per continuare la promozione).</p>
<p>I risultati sono <a href="http://www.downloadblog.it/post/8069/codeweavers-e-la-potenza-del-web">ora</a> sotto gli occhi di tutti: <strong>in sole 24 ore sono state regalate qualcosa come 750.000 licenze che sono costate quasi 45 milioni di dollari!</strong><br />
Ma ciò, ovviamente, ha prodotto anche <strong>un aumento del 400% della base di utilizzatori e potenziali clienti di ulteriori upgrade</strong>.</p>
<p>Ciò a fatto si che la <strong>Codeweavers è stata costretta a cancellare tutte le altre scommesse</strong> (se il costo delle case fosse sceso, se la disoccupazione fosse diminuita o se Bin Laden fosse stato catturato) per scongiurare altri fatali Giveaway Day.</p>
<p><strong>Ovviamente la cifra di 45 milioni di dollari di mancato fatturato è del tutto teorica</strong> perché credo che tra gli oltre 750.000 utenti, pochissimi avrebbero realmente acquistato la licenza ufficiale.</p>
<p>Io, per esempio, ho provato le demo di Crossover, anche l&#8217;ultima 7.1, ma <strong>non sono mai stato soddisfatto in quanto supporta troppe poche applicazione</strong>. Per cui <strong>non ho ritenuto vantaggioso prendere la licenza di un prodotto che, al momento, considero immaturo</strong>. Ma tanti altri, invece, si sono prodigati nel download per il solo motivo di avere una versione gratuita di un software a pagamento, anche se poi non sapevano che farsene. Sono venuto a conoscenza di <strong>alcuni utenti Windows che si sono affrettati a scaricarsi la licenza, scoprendo poi che i programmi funzionavano solo in ambiente Linux o Mac OS X</strong>.</p>
<h5>L&#8217;isterismo di massa all&#8217;apertura del nuovo Trony della Romanina a Roma</h5>
<p>Questa corsa all&#8217;oro mi ha fatto venire in mente una scena che mi rimarrà in mente per molto tempo: <strong>l&#8217;isterismo di massa all&#8217;apertura del nuovo Trony presso il centro commerciale Domus della Romanina a Roma</strong>. L&#8217;<strong>evento di ordinaria follia</strong> è accaduto, sarà un caso, <strong>esattamente il giorno dopo il Giveway Day della Codeweavers, ovvero il 29 Ottobre 2008</strong>.</p>
<p>Io ho avuto la sfortunata idea di farci un salto il primo giorno di apertura. <strong>Ho visto scene che mai avrei immaginato</strong>: gente che, in attesa anche dalla sera prima, <strong>scavalcava i cancelli per essere tra i primi ad entrare</strong>, <strong>porte a vetri rotte</strong> pochi secondi dopo l&#8217;apertura del centro commerciale, <strong>signore con le mani insanguinate perché spinte dalla folla delirante verso quelle porte</strong> di vetro rotte. E ancora <strong>folli corse per accaparrarsi l&#8217;ultimo pezzo superscontato</strong>, sia di ragazzini, che di anziani con in mano la macchinetta del caffè scontata di 80 euro. Quindi <strong>2-3 ore di fila per pagare alla cassa il proprio bottino</strong>. Ho visto gente che aveva riempito, letteralmente, intere buste con i prodotti scontati e, anche, <strong>chi voleva portarsi a casa il televisore LCD di esposizione perché erano finiti quelli in promozione</strong>.</p>
<p>Ma quello che più mi ha colpito è <strong>vedere come la gente potesse essere presa dal raptus del cieco acquisto</strong>: ho visto gente che, una volta terminata la Xbox 360 Arcade in promozione a 99 euro, prendeva in tutta corsa, senza neanche informarsi, la Xbox 360 normale che costava 239 euro (saggiamente posizionata dagli inservienti Trony affianco a quelle scontate). Ho visto anche gente che, siccome non potevano comprare due prodotti dello stesso tipo in promozione (dato l&#8217;esiguo numero disponibile), li abbandonava nei dintorni delle casse, e <strong>persone che le afferavano senza neanche domandarsi quanto costavano e se erano, effettivamente in offerta</strong>. Ho visto gente chiedere alla cassa e alle persone in fila se qualcuno avesse lasciato qualsiasi cosa, dal navigatore satellitare al cellulare. Ho visto gente afferrare dagli espositori quanta più roba poteva, senza minimamente controllare il prezzo.</p>
<p>L’idea di poter comprare merce a prezzi stracciati (fino all’esaurimento di questi prodotti) ha attirato migliaia di persone sin dalla sera prima. Alle cinque del mattino erano un centinaio in fila e alle nove, come le cavallette, erano oltre cinquemila, a <strong>fine serata più di quattordicimila</strong>. </p>
<p>Ora, <strong>dopo aver visto queste scene, non mi meraviglio che vi sia stato un afflusso di oltre 750.000 persone per un software gratuito che solo un piccolissima parte userà realmente!</strong></p>
<div align="center">
<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/PNtwwsps_YE&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/PNtwwsps_YE&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/X8UmHJAXFDs&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/X8UmHJAXFDs&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/6ZizC53YvUM&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/6ZizC53YvUM&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object>
</div>
<p class="akst_link"><a href="http://www.levysoft.it/?p=1949&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_1949" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a></p>
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		<title>Dopo la rimozione della clausola di segretezza sull&#8217;SDK iPhone in arrivo libri, video tutorial e corsi online. Il successo dell&#8217;App Store e elenco dei siti per imparare a programmare l&#8217;iPhone</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2008/10/15/dopo-la-rimozione-della-clausola-di-segretezza-sullsdk-iphone-in-arrivo-libri-video-tutorial-e-corsi-online-il-successo-dellapp-store-e-elenco-dei-siti-per-imparare-a-programmare-liphone/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2008/10/15/dopo-la-rimozione-della-clausola-di-segretezza-sullsdk-iphone-in-arrivo-libri-video-tutorial-e-corsi-online-il-successo-dellapp-store-e-elenco-dei-siti-per-imparare-a-programmare-liphone/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 11:56:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Fino a qualche tempo, per rispettare i vincoli di segretezza dell’SDK dell&#8217;iPhone, era impossibile pubblicare tutorial o libri su come programmare su questo dispositivo, tanto che l’editore The Pragmatic Programmers fu costretto cancellare la pubblicazione di un libro sulla programmazione su iPhone.
Dovete sapere, però, che questo genere di vincolo è cosa molto comune e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p1935_iphone_sdk.jpg' alt='iPhone SDK' /> Fino a qualche tempo, per rispettare i <strong>vincoli di segretezza dell’SDK dell&#8217;iPhone</strong>, era <strong>impossibile pubblicare tutorial o libri su come programmare su questo dispositivo</strong>, tanto che l’editore <em>The Pragmatic Programmers</em> fu costretto cancellare la pubblicazione di un libro sulla programmazione su iPhone.<br />
Dovete sapere, però, che questo genere di vincolo è cosa molto comune e diffuso nel settore informatico, ma, di solito, subito dopo il rilascio del prodotto, tale vincolo viene rimosso proprio per permettere la naturale diffusione di conoscenza del prodotto. Il perdurare di questo vincolo di segretezza, quindi, ha prodotto, su siti come <a href="http://www.amazon.com">Amazon</a>, una <strong>quantità notevole di libri relativi alla programmazione su iPhone in pre-ordine</strong>.</p>
<h5>Censura e clausole di segretezza</h5>
<p>Oltre a questo problema si aggiunse anche la forte <strong>censura di Apple per applicazioni che non superavano il test di validazione o replicavano</strong> (creando confusione tra gli utenti) <strong>le funzioni native dell&#8217;iPhone</strong>: sono stati casi eclatanti applicativi come <em>NetShare</em> (che permetteva il tethering, ovvero l’uso di iPhone come modem per collegarsi in rete con il pc), <em>Podcaster</em> (per la gestione e il download dei podcast direttamente dal proprio iPhone) e <em>MailWrangler</em> (una utility che fa il login automatico sulla webmail di Google). Se siete interessati, <a href="http://boredzo.org/killed-iphone-apps/">qui</a> trovate la <strong>lista aggiornata di tutte le applicazioni eliminate dall’AppStore</strong> per volontà della Apple e senza far sapere nulla agli sviluppatori.</p>
<p>Il fondo Apple lo toccò quando, a seguito delle lamentele di tutti i programmatori a cui erano stati rifiutati gli applicativi (su cui avevano lavorato anche per mesi), <strong>Apple ebbe l&#8217;ardire di ricordare ai programmatori che anche le lettere di rifiuto di Apple ricadevano sotto il “non disclosure agreement”, e quindi non potevano in nessun caso essere pubblicate</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1935_iphone.jpg' alt='iPhone SDK' /></div>
<h5>App Store: l&#8217;Eldorado degli sviluppatori e di Apple</h5>
<p>E&#8217; anche vero, però, che il <strong>nuovo modello di vendita delle applicazioni nell’App Store</strong>, sembrava quasi essere la <strong>nuova Eldorado degli sviluppatori di tutto il mondo</strong>: a fronte di una <strong>visibilità mondiale di iTunes e di una banda illimitata per la gestione del download</strong> degli applicativi e dei relativi update, il <strong>programmatore poteva guadagnare il 70% del costo dell&#8217;applicazione</strong>, e ciò si tramutò, per molti, in guadagni stratosferici: da 2.000$ al giorno per la sviluppatrice di 2 Across (un gioco di cruciverba), a  250.000$ in 60 giorni a fronte di un costo per copia di 2,39 €, per un gioco a incastri come Trism.</p>
<p>Così, <strong>da quando Apple inaugurò l’App Store su iTunes Store, sono stati scaricati oltre 60 milioni di programmi</strong> per il cellulare, <strong>vendendo applicazioni per un milione di dollari al giorno solo grazie a App Store</strong>. Considerando che Cupertino ha una percentuale pari al 30% sulle somme ricavate dalle vendite delle applicazioni, mentre il 70% resta ai rispettivi sviluppatori, potete capire come sia facile considerare l&#8217;App Store una Eldorado per i programmatori!</p>
<p>Tutto ciò, abbinato al successo planetario degli iPhone 3G e all&#8217;incremento continuo delle vendite dei Mac, <strong><a href="http://www.apple-blog.info/il-valore-di-mercato-di-apple-ha-superato-quello-di-google/">portò</a> il valore di mercato di Apple al 3° posto</strong> (AAPL $157,012,662,240), superando quello di Google che cadeva al 4° posto (GOOG $156,392,862,560). E pensare che il CEO di DELL, durante la crisi di Apple degli anni ‘90, suggerì di liquidare la società e dare i soldi agli azionisti.</p>
<h5>La rimozione della clausola NDA</h5>
<p>Sarà stato l&#8217;enorme successo delle vendite su AppStore o, semplicemente, le troppe critiche provenienti da programmatori e giornalisti, che finalmente, la strategia della Apple iniziò a cambiare rotta, tanto che la società <strong>decise di rimuovere le clausole di segretezza NDA (non disclosure agreement) dal contratto di sviluppo dell’iPhone</strong>. Tramite un <a href="http://developer.apple.com/iphone/program/">annuncio ufficiale</a> nella sezione dedicata agli sviluppatori, l’azienda rende noto che veniva rilasciato un nuovo contratto privo delle clausole NDA per tutte le applicazioni già rilasciate. Nella nota, <strong>Apple si è giustificò</strong> dichiarando di aver imposto così <strong>stringenti vincoli al fine di proteggere</strong>, unitamente ai brevetti, <strong>le innovazioni dell’azienda</strong>, riconoscendo nelle <strong>NDA una seria minaccia per gli sviluppatori</strong>.</p>
<h5>I libri per programmare con l&#8217;iPhone</h5>
<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p1935_iphonedev_book.jpg' alt='iPhone Developer’s Cookbook, The: Building Applications with the iPhone SDK' /> Da questo punto in poi, la strada è stata tutta in discesa per gli sviluppatori poiché, <em>finalmente, è stato possibile pubblicare libri e condividere informazioni sulle tecnologie di iPhone al fine di agevolare la condivisione delle conoscenze</em> sulla programmazione di questo dispositivo mobile. In breve tempo sono <strong>iniziati ad apparire i primi libri</strong> sullo sviluppo di applicazioni per iPhone e iPod Touch. Tra questi, quelli probabilmente più attesi, sono stati, entrambi in lingua inglese, “<strong>iPhone SDK Development</strong>”, realizzato da The Pragmatic Programmers (acquistabile <a href="http://www.pragprog.com/titles/amiphd/iphone-sdk-development">qui</a> in formato elettronico o cartaceo) e  “<strong>iPhone Developer’s Cookbook, The: Building Applications with the iPhone SDK</strong>”, di Erica Sadun, (acquistabile <a href="http://www.informit.com/store/product.aspx?isbn=0321553519">qui</a> sia in formato elettronico che cartaceo).<br />
Un altro libro interessante è anche: <a href="http://www.apress.com/book/view/1430216263">Beginning iPhone Development: Exploring the iPhone SDK</a>, con tanto di <a href="http://www.apress.com/book/downloadfile/4185">codice sorgente degli esempi</a> da scaricare e un <a href="http://www.apress.com/book/downloadfile/4160">capitolo</a> da leggere.</p>
<p>Quindi, l&#8217;editore The Pragmatic Programmers, pubblicò anche un interessante <strong>video introduttivo gratuito, della durata di 22 minuti</strong>, liberamente scaricabile <a href="http://pragprog.com/screencasts/v-bdiphone/writing-your-first-iphone-application">qui</a>, sulla programmazione con l&#8217;iPhone e mettendo a pagamento i successivi video più specifici.</p>
<h5>Apple&#8217;s iPhone Tech Talk World Tour</h5>
<p>Infine, il 9 Ottobre 2008, Apple lanciò in grande stile l&#8217;<a href="http://developer.apple.com/events/iphone/techtalks/"><strong>Apple&#8217;s iPhone Tech Talk World Tour</strong></a>, una sorta di <strong>seminario speciale made in Cupertino</strong> che avrà una tappa nelle 24 città più importanti del mondo (tra cui, il 19 Novembre anche Roma per l&#8217;Italia), con lo scopo di <strong>fornire le basi per quanto riguarda la programmazione con XCode e quindi su come creare Applicazioni per iPhone</strong>. Come si legge dalle note, sembra che i corsi siano rivolti non soltanto ai veterani, ma anche ai novizi ed ai professionisti dell’IT. La <strong>partecipazione è gratuita, ma il numero di posti è limitato</strong> (io mi sono iscritto nella speranza che mi accettino), ed è dedicata <strong>soltanto alle persone che hanno un account da developer sul sito Apple</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1935_iphone_techtalk.jpg' alt='Apple's iPhone Tech Talk World Tour' /></div>
<h5>Siti che pubblicando tutorial per programmare con iPhone</h5>
<p>Se <strong>desiderate imparare a programmare l&#8217;iPhone</strong>, magari per andare preparati al seminario Apple di Roma o semplicemente per guadagnare qualcosina dalla vendita dei vostri applicativi, vi <a href="http://www.oneapple.it/14/10/2008/tutorial-per-lsdk-delliphone/">consiglio</a>, oltre che a scaricare l&#8217;<a href="http://developer.apple.com/iphone/program/">SDK</a>, anche un paio di siti interessanti. Il primo è di <a href="http://www.appsamuck.com/"><strong>Apps Amuck</strong></a> che ha lanciato un’iniziativa unica: <strong>per 31 giorni pubblicherà un tutorial giornaliero (comprensivo anche di esempio pratico funzionante) in cui illustrerà un progetto per piattaforma iPhone e iPod Touch</strong>. Ognuno dei mini progetti illustra una diversa funzione presente nell’SDK, mostrando anche tecnologie che normalmente non vengono trattate dai libri.<br />
Il secondo sito che voglio suggerirvi è, invece, la <strong>migliore proposta italiana per sviluppare con l&#8217;SDK dell&#8217;iPhone</strong>: <a href="http://www.iphoneandgo.it/"><strong>iPhone and Go</strong></a> (prima <a href="http://iphoneandgo.wordpress.com/">residente</a> su piattaforma Wordpress), <strong>un blog che, giorno dopo giorno, vi insegna a programmare per questa affascinante piattaforma Touch</strong>.</p>
<p>Altri riferimenti utili per <strong>programmare con XCode</strong> sono, senza dubbio, <a href="http://www.xcodeitalia.com/portale/"><strong>XCode Italia</strong></a>, la <strong>comunità italiana per gli sviluppatori di XCode</strong> (e quindi, non solo per iPhone, ma per tutto l&#8217;ambiente di programmazione di Mac OS X).</p>
<p>Per finire, se amate gli <strong>screencast</strong>, allora vi suggerisco <a href="http://www.iphonedevcentral.org/home.php"><strong>iPhone Development Central Website</strong></a>, un sito che, <strong>tramite utili video tutorial in inglese</strong> (divisi per tra fasi di apprendimento: <a href="http://www.iphonedevcentral.org/viewtutorials.php?page=Tutorials&#038;cmd=ViewAll&#038;number=1">Beginner</a>, <a href="http://www.iphonedevcentral.org/viewtutorials.php?page=Tutorials&#038;cmd=ViewAll&#038;number=2">Intermediate</a> e <a href="http://www.iphonedevcentral.org/viewtutorials.php?page=Tutorials&#038;cmd=ViewAll&#038;number=3">Advanced</a>), <strong>vi spiega come programmare con l&#8217;iPhone SDK</strong>.</p>
<p><strong>UPDATE:</strong> L’Università di Stanford ha iniziato, pochi mesi fa, un <strong>corso relativo allo sviluppo delle applicazioni su iPhone</strong>, chiamato “<a href="http://www.stanford.edu/class/cs193p/cgi-bin/index.php"><strong>iPhone Application Programming</strong></a>”. Da ieri sono disponibili i <strong>PDF di questo corso</strong>; vi <a href="http://www.iphoneandgo.it/2008/11/02/lezioni-di-iphone-development-grazie-ai-nuovi-corsi-di-stanford-university-on-line-dalla-california/">elenco</a> qui le lezioni da scaricare divise per argomentazioni:</p>
<p><strong>Slide :</strong><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/01-Introduction.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">01-Introduction.pdf</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/02-ObjectiveC.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">02-ObjectiveC.pdf</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/03-CustomClasses.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">03-CustomClasses.pdf</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/04-ModelViewController.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">04-ModelViewController.pdf</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/05-ViewsAnimation.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">05-ViewsAnimation.pdf</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/06-MoreViewsAndAutorelease.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">06-MoreViewsAndAutorelease.pdf</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/07-ViewControllers.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">07-ViewControllers.pdf</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/08-NavigationTabBarControllers.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">08-NavigationTabBarControllers.pdf</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/09-TableViews.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">09-TableViews.pdf</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/10-Data.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">10-Data.pdf</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/11-Performance.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">11-Performance.pdf</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/12-TextInputPresentModal.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">12-TextInputPresentModal.pdf</a></p>
<p><strong>Compiti :</strong><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/Assignment1B.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">Assignment1B.pdf</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/Assignment1A.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">Assignment1A.pdf</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/Assignment2A.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">Assignment2A.pdf</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/Assignment2B.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">Assignment2B.pdf</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/Assignment2B-Walkthrough.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">Assignment2B-Walkthrough.pdf</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/Assignment3.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">Assignment3.pdf</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/AssignmentPresence1.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">AssignmentPresence1.pdf</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/Presence2Files.zip" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">Presence2Files.zip</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/AssignmentPresence2.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">AssignmentPresence2.pdf</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/Presence3Files.zip" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">Presence3Files.zip</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/AssignmentPresence3.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">AssignmentPresence3.pdf</a></p>
<p><strong>Progetti d&#8217;esempio</strong><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/ViewsExample.zip" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">ViewsExample.zip</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/08-MyTabBar.zip" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">08-MyTabBar.zip</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/09-MyTableView.zip" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">09-MyTableView.zip</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/09-Scroll.zip" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">09-Scroll.zip</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/10-MySQLiteTableView.zip" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">10-MySQLiteTableView.zip</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/10-MyFlickrTableView.zip" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">10-MyFlickrTableView.zip</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/11-LetsMakeAThread.zip" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">11-LetsMakeAThread.zip</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/11-ThreadedFlickrTableView.zip" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">11-ThreadedFlickrTableView.zip</a></p>
<p>Potete trovare i <strong>nuovi aggiornamenti e seguire le lezioni</strong> al seguente <a href="http://www.stanford.edu/class/cs193p/cgi-bin/index.php" title="standford iphone" target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.stanford.edu');">link.</a></p>
<p class="akst_link"><a href="http://www.levysoft.it/?p=1935&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_1935" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a></p>
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		<item>
		<title>VLC 0.9.2 ora è in grado di riprodurre i video di Youtube, Google Video e Daily Motion inserendo direttamente la sua URL senza aprire la finestra del browser</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2008/09/24/vlc-092-ora-e-in-grado-di-riprodurre-i-video-di-youtube-google-video-e-daily-motion-inserendo-direttamente-la-sua-url-senza-aprire-la-finestra-del-browser/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Sep 2008 12:03:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[kiwi]]></category>
		<category><![CDATA[last.fm]]></category>
		<category><![CDATA[streaming]]></category>
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		<category><![CDATA[youtube]]></category>

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		<description><![CDATA[Con la nuova versione 0.9.2 di VLC, tra le innumerevoli novità (che potete trovare qui), come, tra tutte, l&#8217;introduzione di una nuova interfaccia per Windows, Mac e Linux (grazie alle librerie QT) e l&#8217;integrazione con Last.fm, è presente anche una interessante caratteristica: la possibilità di riprodurre i video di YouTube, Google Video e di Daily [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con la nuova versione <a href="http://it.wikinews.org/wiki/Rilasciata_la_versione_0.9.2_di_VLC"><strong>0.9.2 di VLC</strong></a>, tra le innumerevoli novità (che potete trovare <a href="http://wiki.videolan.org/What_is_cool_in_0.9">qui</a>), come, tra tutte, l&#8217;introduzione di una <strong>nuova interfaccia</strong> per Windows, Mac e Linux (grazie alle <strong>librerie QT</strong>) e l&#8217;integrazione con <a href="http://www.lastfm.it/">Last.fm</a>, è presente anche una interessante caratteristica: la possibilità di riprodurre i video di <a href="http://www.youtube.it">YouTube</a>, <a href="http://video.google.it/">Google Video</a> e di <a href="http://dailymotion.alice.it/it">Daily Motion</a>  semplicemente inserendo l’ URL del filmato dal menu “<strong>Media -> Apri Rete</strong>”.</p>
<p>Infatti, dopo aver risolto i precedenti problemi di freeze della release 0.8 nella riproduzione di un video in format flash .FLV, soprattutto quando si tentava l’avanzamento rapido o la riproduzione da un determinato punto o quando si tentava di visualizzare il filmato in modalità full screen, ora il player multimediale open source <strong>è in grado di riprodurli direttamente online senza prima dover scaricare il file FLV relativo, e senza aprire una finestra del browser</strong>.<br />
Quindi, se volete vedere un video, come, per esempio, <a href="http://it.youtube.com/watch?v=sdUUx5FdySs">Kiwi!</a>, basterà copiare la url relativa:</p>
<p><code>http://it.youtube.com/watch?v=sdUUx5FdySs</code>  </p>
<p>nel campo testuale del menu <strong>Apri Rete</strong></p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1916_vlc_youtube_1.jpg' alt='VLC legge Youtube' /></div>
<p>e il filmato verrà riprodotto in streaming:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1916_vlc_youtube_2.jpg' alt='VLC legge Youtube' /></div>
<p>Se volete <strong>vedere in azione la nuova versione di VLC</strong>, prima di installarlo, allora guardate questo video che riassume tutte le novità di questo lettore multimediale open source:</p>
<div align="center">
<object width="400" height="302"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=1732418&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /><embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=1732418&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="400" height="302"></embed></object><br /><a href="http://vimeo.com/1732418?pg=embed&amp;sec=1732418">VLC media player 0.9.2 &#8211; Grishenko</a> from <a href="http://vimeo.com/user750991?pg=embed&amp;sec=1732418">Antoine Cellerier</a> on <a href="http://vimeo.com?pg=embed&amp;sec=1732418">Vimeo</a>.
</div>
<p class="akst_link"><a href="http://www.levysoft.it/?p=1916&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_1916" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.levysoft.it/archivio/2008/09/24/vlc-092-ora-e-in-grado-di-riprodurre-i-video-di-youtube-google-video-e-daily-motion-inserendo-direttamente-la-sua-url-senza-aprire-la-finestra-del-browser/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>Il Corpus Clock o Cronofago: l&#8217;inutility dell&#8217;orologio cavalletta con le luci al posto delle lancette e l&#8217;ora esatta segnata solo ogni 5 minuti che però consuma solo 180 Watt in 250 anni</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2008/09/22/il-corpus-clock-o-cronofago-linutility-dellorologio-cavalletta-con-le-luci-al-posto-delle-lancette-e-lora-esatta-segnata-solo-ogni-5-minuti-che-pero-consuma-solo-180-watt-in-250-anni/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2008/09/22/il-corpus-clock-o-cronofago-linutility-dellorologio-cavalletta-con-le-luci-al-posto-delle-lancette-e-lora-esatta-segnata-solo-ogni-5-minuti-che-pero-consuma-solo-180-watt-in-250-anni/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 12:10:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[binario]]></category>
		<category><![CDATA[clock]]></category>
		<category><![CDATA[cronometro]]></category>
		<category><![CDATA[internet time]]></category>
		<category><![CDATA[inventore]]></category>
		<category><![CDATA[orologio]]></category>
		<category><![CDATA[Stephen Hawking]]></category>

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		<description><![CDATA[L’uomo ha da sempre inventato nuovi strumenti per misurare il tempo: dalla meridiana alla clessidra, dall’orologio ad acqua al pendolo dall’orologio al quarzo al cronometro fino all’orologio atomico.
Solo recentemente qualcuno si è spinto a creare nuovi metodi di rappresentazione del tempo con l’Internet Time della Swatch o il più recente orologio con i numeri in binario (come l’affascinante Binary Time della The One).
Ma questa volta un inventore, John Taylor (supportato dall’autorevole presenza di Stephen Hawking), ha superato tutte le più assurde idee inventando un orologio che, secondo me, è stato reso complesso solo per il gusto di sfidare se stessi. Se fosse un software a ragione lo avrebbero battezzato come “inutility” ma loro lo hanno chiamato, invece, “Cronofago” con un singolare richiamo etologico alla cavalletta che tutto distrugge, o “Corpus Clock” in onore dell’Università a cui è stato donato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;uomo ha da sempre inventato nuovi <strong>strumenti per misurare il tempo</strong>: dalla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Meridiana">meridiana</a> alla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Clessidra">clessidra</a>, dall&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Orologio_ad_acqua">orologio ad acqua</a> al <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pendolo">pendolo</a> dall&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Orologio_al_quarzo">orologio al quarzo</a> al <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cronometro">cronometro</a> fino all&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Orologio_atomico">orologio atomico</a>.<br />
Solo recentemente qualcuno si è spinto a creare nuovi metodi di rappresentazione del tempo con l&#8217;<a href="http://www.levysoft.it/archivio/2007/12/04/internet-time-una-nuova-concezione-di-tempo-globale-senza-nessun-confine-geografico-e-fuso-orario/"><strong>Internet Time della Swatch</strong></a> o il più recente <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Orologio_binario"><strong>orologio con i numeri in binario</strong></a> (come l&#8217;affascinante <a href="http://www.01theone.com/">Binary Time della The One</a>).<br />
Ma questa volta un inventore, <strong>John Taylor</strong> (supportato dall&#8217;autorevole presenza di Stephen Hawking), ha superato tutte le più assurde idee inventando un <strong>orologio che, secondo me, è stato reso complesso solo per il gusto di sfidare se stessi</strong>. Se fosse un software a ragione lo avrebbero battezzato come &#8220;<strong>inutility</strong>&#8221; ma loro lo hanno chiamato, invece, &#8220;<strong>Cronofago</strong>&#8221; con un singolare richiamo etologico alla cavalletta che tutto distrugge, o &#8220;<strong>Corpus Clock</strong>&#8221; in onore dell&#8217;Università a cui è stato donato.</p>
<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p1920_corpus_clock.jpg' alt='Cronografo o Corpus Clock' /> Dal <strong>diametro di quasi 1,5 metri</strong>, l&#8217;<strong>orologio d&#8217;oro a 24 carati</strong> sul quale <strong>si muove la mega-cavalletta &#8220;mangiatrice del tempo&#8221; è stato realizzato in cinque anni</strong> grazie a <a href="http://www.guardian.co.uk/artanddesign/2008/sep/18/corpus.clock"><strong>sei diverse tecnologie brevettate</strong></a>, un affare che ha richiesto <strong>un milione di sterline</strong>, e che John Taylor ha <strong>donato al celebre ateneo britannico del <a href="http://www.corpus.cam.ac.uk/">Corpus Christi College</a></strong> e destinato ad essere piazzato all&#8217;esterno della biblioteca del college.<br />
Lo <a href="http://punto-informatico.it/2411883/PI/News/hawking-orologio-insetto.aspx">scopo</a> di Taylor è stato quello <strong>cercare un modo per continuare a rendere interessante &#8220;il tenere traccia del tempo&#8221; in quanto &#8220;gli orologi con le lancette sono noiosi&#8221;,</strong> rendendo anche tributo a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_Harrison">John Harrison</a>, grande orologiaio del XVIII secolo che rivoluzionò la navigazione marittima dell&#8217;epoca.</p>
<h5>Caratteristiche</h5>
<p>Il Cronofago <strong>si muove come un pendolo, al ritmo del movimento dell&#8217;insetto</strong> che vi poggia sopra (invece del troppo classico cucù), mentre un complesso sistema di luci, o meglio di tagli luminosi, indica secondi, minuti ed ore che implacabili si susseguono. Ecco un video che <a href="http://www.admin.cam.ac.uk/offices/communications/1522.html">forse</a> renderà bene l&#8217;idea di <a href="http://www.guardian.co.uk/artanddesign/2008/sep/18/corpus.clock">come funziona</a>:</p>
<div align="center">
<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/pHO1JTNPPOU&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=en&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/pHO1JTNPPOU&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=en&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object>
</div>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/scienza_e_tecnologia/orologio-hawking/orologio-hawking/orologio-hawking.html?rss">Insomma</a> <strong>luci al posto delle lancette e ora esatta segnata solo ogni cinque minuti</strong>! E&#8217; facile, quindi, comprendere per quale motivo è stato definito come l&#8217;<strong>orologio più strano del mondo</strong>, sfidando tutti i preconcetti e le consuetudini riguardo alla misurazione del tempo. Non ha lancette né numeri digitali e l&#8217;ora viene visualizzata attraverso una serie di luci che rappresentano ore, minuti e secondi. Inoltre, il meccanismo è stato <strong>progettato specificamente per correre in maniera imprevedibile, rallentando e accelerando di tanto in tanto</strong>.</p>
<p>Molto interessante invece la sua autonomia, visto che il suo <strong>funzionamento è garantito da un motore elettrico che dovrebbe durare almeno 250 anni e che consuma l&#8217;equivalente di tre lampadine da 60 watt</strong>.</p>
<h5>Curiosità sul ruolo di Hawking</h5>
<p>Curioso invece come la notizia sia stata diffusa, su <a href="http://punto-informatico.it/2411883/PI/News/hawking-orologio-insetto.aspx">numerose</a>  testate <a href="http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/scienza_e_tecnologia/orologio-hawking/orologio-hawking/orologio-hawking.html?rss">giornalistiche</a>, come l&#8217;orologio di <strong>Stephen Hawking: in realtà lui lo ha solo presentato ai giornalisti, mentre l&#8217;inventore e colui che lo ha pagato e donato, viene solamente citato tra le righe dell&#8217;articolo</strong>. E&#8217; probabile che, se non ci fosse stata la sua presenza, <strong>forse questo orologio sarebbe stato classificato come una delle tante stramberie del genere umano</strong>, e comparendo nelle ultime pagine dei giornali, <strong>sarebbe stata presto dimenticata</strong>. Invece, con un mentore di tale portata la notizia ha avuto, forse ingiustamente, risonanza mondiale ed eterna memoria.</p>
<p>Altrettanto <strong>curiosa è l&#8217;<a href="http://punto-informatico.it/2411883/PI/News/hawking-orologio-insetto.aspx">interpretazione</a> che ne da lo stesso Taylor</strong>, nel corso della conferenza stampa di presentazione della sua nuova invenzione, <strong>riguardo la cavalletta che sormonta l&#8217;orologio</strong>.</p>
<blockquote><p>&#8220;Lo so è terrorizzante, come deve essere, perché io non vedo il tempo come qualcosa che gioca dalla nostra parte. È qualcosa che mangia ogni minuto della nostra vita, e non appena ne mangia uno già ha l&#8217;acquolina in bocca per far fuori quello successivo. Non è sbagliato ricordarlo agli studenti. In realtà non mi sono mai accorto di questo fino a quando non mi sono svegliato in occasione del mio 70esimo compleanno, folgorato all&#8217;idea di quanto volevo ancora fare e di quanto poco tempo avessi ancora a disposizione. Carpe Diem!&#8221;</p></blockquote>
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		<title>Asus Eee Box B202: è nato il rivale low cost del Mac Mini? Piccolo come un libro, silenzioso ma non supporta i filmati HD e non ha drive ottico</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 10:49:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Dall&#8217;8 Settembre 2008 è iniziata la commercializzazione del nuovo Asus Eee Box B202 basato su piattaforma Intel Centrino Atom e mi sto interessando al prodotto per avere una soluzione low-cost di un PC piccolo e silenzioso da lasciare in salotto sotto al mio televisore LCD da 32&#8221; per attività di background. Avevo anche pensato all&#8217;acquisto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dall&#8217;8 Settembre 2008 è iniziata la commercializzazione del nuovo <a href="http://www.asus.it/products.aspx?l1=24&#038;l2=165&#038;l3=0&#038;l4=0&#038;model=2289&#038;modelmenu=1"><strong>Asus Eee Box B202</strong></a> basato su piattaforma <strong>Intel Centrino Atom</strong> e mi sto interessando al prodotto per avere una <strong>soluzione low-cost di un PC piccolo e silenzioso</strong> da lasciare in salotto sotto al mio televisore LCD da 32&#8221; per attività di background. Avevo anche pensato all&#8217;acquisto di un <a href="http://www.apple.com/it/macmini/">Mac Mini</a>, ma il costo dell&#8217;Asus Eee Box (il cui design, comunque, ricorda più un Apple TV che un Mac Mini) è nettamente inferiore (anche perché probabilmente lo sono anche le sue prestazioni rispetto al piccoletto della Apple): <strong>249€ dell&#8217;Asus Eee Box contro i 499€ del Mac Mini</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1917_eeebox.jpg' alt='EEE Box' /></div>
<h5>Caratteristiche</h5>
<p>Da come si <a href="http://notebook.asus.it/upload/pricelist/EeeFamilysept08.pdf">legge sul sito del produttore</a>, l&#8217;Asus Eee Box B202 <strong>pesa solamente un chilogrammo ed è piccolo come un comune libro</strong> (<em>215.9 x 177.8 x 25.4 mm</em>); è equipaggiato con un processore <strong>Intel® ATOM N270 1.6 GHz</strong>, <strong>1GB di RAM DDR2</strong>, <strong>80GB di HardDisk da 5400 RPM</strong> ed una <strong>scheda video integrata GMA950</strong> con connettività garantita dal <strong>Wi-Fi 802.11n</strong> e<strong> 1 Gigabit LAN</strong>. Inoltre ha una <strong>uscita DVI-I</strong>, un&#8217;uscita <strong>audio S/PDIF</strong> e una per cuffia, un <strong>lettore di card 5 in 1</strong>, <strong>4 porte USB 2.0</strong> e sistema operativo <strong>Microsoft Windows XP Home</strong> (è compatibile comunque con Linux mentre <em>il prezzo del prodotto comprende anche i 30 dollari della licenza di XP</em>).</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1917_eeebox_fronte_retro.jpg' alt='Asus Eee Box Fronte &amp; Retro' /></div>
<p>Con la tecnologia <strong>ASUS Express Gate</strong> permette un tempo di <strong>avvio di soli 7 secondi</strong>; è estremamente <strong>silenzioso</strong> e rispettoso dell’ambiente, poiché <strong>genera al massimo 26 decibel di rumorosità</strong> e consuma fino al <strong>90% in meno di energia rispetto ad un PC desktop tradizionale</strong>. Inoltre, utilizza uno <strong>speciale modulo di dissipazione del calore</strong> dotato di una <strong>ventola la cui velocità viene regolata automaticamente in base alla temperatura interna</strong>.</p>
<p>L’estrema attenzione per l’ambiente di Eee Box è poi ribadita anche dall’utilizzo di <strong>materiali eco-compatibili</strong> in conformità con gli standard RoHS e WEEE per la massima tutela ambientale. Con il <strong>supporto VESA standard 75/100 è facilmente installabile dietro qualsiasi display LCD ed è disponibile in due colori: bianco e nero</strong>.</p>
<table width="500" border="1" cellspacing="1" cellpadding="6" align="center">
<tr bgcolor="#CCCCFF">
<td colspan="2">
<div align="center"> <strong>Caratteristiche Asus Eee Box B202</strong></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#CCFFFF"> <strong>OS</strong></td>
<td bgcolor="#CCFFCC"> Windows XP Home</td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#CCFFFF"> <strong>Processore</strong></td>
<td bgcolor="#CCFFCC"> Intel Atom N270 (1.6 GHz, FSB 533, 512KB cache L2)</td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#CCFFFF"> <strong>Memoria</strong></td>
<td bgcolor="#CCFFCC"> DDRII 1 GB </td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#CCFFFF"> <strong>Hard Disk</strong></td>
<td bgcolor="#CCFFCC"> 80 GB </td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#CCFFFF"> <strong>Chipset</strong></td>
<td bgcolor="#CCFFCC"> 945GSE + ICH7M</td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#CCFFFF"> <strong>Scheda Video</strong></td>
<td bgcolor="#CCFFCC"> IGP Intel GMA 950 integrata, 1600 x 1200 risoluzione massima </td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#CCFFFF"> <strong>Connettività</strong> </td>
<td bgcolor="#CCFFCC"> 10/100/1000 Mbps LAN, WiFi 802.11a/b/g/n , Bluetooth opzionale </td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#CCFFFF"> <strong>Card Reader</strong></td>
<td bgcolor="#CCFFCC"> SD, SDHC, Mini SD, (Micro SD con adattatore) ; MMC,<br />
      MMC plus, MMC4.x, RS MMC, RSMMC4.x (MMC mobile con adattatore);MS,MS PRO</td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#CCFFFF"> <strong>Scheda Audio</strong></td>
<td bgcolor="#CCFFCC"> Azalia ALC888 Audio Chip</td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#CCFFFF"> <strong>Porte Frontali</strong></td>
<td bgcolor="#CCFFCC"> 2 x USB 2.0<br />
    1 x Headphone-out jack (WO/SPDIF)<br />
    1 x MIC<br />
    1 x Card Reader; SD, SDHC, Mini SD, (Micro SD con adattatore) ; MMC, MMC plus, MMC4.x, RS MMC, RSMMC4.x (MMC con adattatore);MS,MS PRO]    </td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#CCFFFF"> <strong>Porte Posteriori</strong></td>
<td bgcolor="#CCFFCC"> 2 x USB 2.0<br />
    1 x Gigabit LAN RJ45<br />
    1 x DVI out<br />
    1 x Line-Out (L/R) con S/PDIF<br />
    antenna WiFi</td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#CCFFFF"> <strong>Accessori</strong></td>
<td bgcolor="#CCFFCC"> alimentatore 19Vdc, 4.74A, 65W<br />
      Mouse (opzionale)<br />
      Keyboard (opzionale)<br />
      VESA mount (opzionale)<br />
      WiFi antenna</td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#CCFFFF"> <strong>Dimensioni</strong></td>
<td bgcolor="#CCFFCC"> 215.9 x 177.8 x 25.4 mm</td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#CCFFFF"> <strong>Peso</strong></td>
<td bgcolor="#CCFFCC"> Peso netto: 1 Kg<br />
Peso lordo: 3 Kg
 </td>
</tr>
</table>
<p>Ecco una video recensione di <a href="http://hothardware.com/">HotHardware</a>:</p>
<div align="center">
<object classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" width="437" height="288" id="viddler"><param name="movie" value="http://www.viddler.com/player/d26e413c/" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="wmode" value="transparent"/><embed src="http://www.viddler.com/player/d26e413c/" width="437" height="288" type="application/x-shockwave-flash" allowScriptAccess="always" allowFullScreen="true" wmode="transparent" name="viddler" ></embed></object>
</div>
<p><br/></p>
<h5>ASUS Express Gate</h5>
<p>Fedele alla filosofia ‘eee’ (Easy – Exciting – Excellent), Eee Box saprà conquistare il pubblico per la sua facilità ed immediatezza di utilizzo, <a href="http://www.electronista.com/articles/08/05/30/asus.eee.box.leak/">grazie</a> in particolare ad <strong>ASUS Express Gate,</strong> una tecnologia esclusiva di ASUS, che consente un <strong>accesso praticamente istantaneo</strong> (circa <strong>7 secondi dall&#8217;accensione</strong>) ed estremamente semplice a web, posta elettronica, instant messanging, contenuti multimediali e molto altro ancora, <strong>senza dover attendere l’avvio del sistema operativo</strong>. In pratica, però, l&#8217;ASUS Express Gate altro non è che una <strong>speciale distribuzione Linux</strong> sviluppata da <a href="http://www.devicevm.com/">DeviceVM</a> e chiamata <a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2083074">Splashtop</a> che utilizza il file system compresso SquashFS (lo stesso impiegato da quasi tutti i LiveCD).</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1917_splashtop.jpg' alt='Splashtop' /></div>
<p>I vantaggi principali di una soluzione di questo tipo <a href="http://notebookitalia.it/asus-express-gate-notebook-online-in-pochi-secondi-con-splashtop-2573.html">sono</a> quello di essere teoricamente <strong>immune da virus</strong> e quello che viene promosso come &#8220;<strong>instant-on</strong>&#8220;. Significa che il sistema viene caricato in modo quasi istantaneo, impiegando solo pochi secondi.</p>
<div align="center">
<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/w41vS3UcZdk&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x2b405b&#038;color2=0x6b8ab6"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/w41vS3UcZdk&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x2b405b&#038;color2=0x6b8ab6" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object>
</div>
<p><br/></p>
<h5>Design</h5>
<p>Grazie al <strong>design particolarmente accattivante</strong> ed al contempo raffinato, Eee Box rappresenta, inoltre, un <strong>originale complemento d’arredo</strong> in grado di integrarsi armoniosamente in qualsiasi ambiente, non solo in un ufficio o in un negozio, ma anche a casa, in salotto, nello studio.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1917_eeebox_bianco.jpg' alt='Asus Eee Box Fronte &amp; Retro' /></div>
<p>Un punto a favore è la cura nel design <a href="http://punto-informatico.it/2329190/PI/News/asus-annuncia-ufficialmente-eee-box.aspx">soprattutto</a> nella realizzazione del <strong>pulsante di accensione che è a sfioramento, poiché data l&#8217;estrema leggerezza del sistema, la pressione di dito sul pulsante di accensione meccanico, rischierebbe di spostare all&#8217;indietro l&#8217;Eee Box</strong>.</p>
<h5>Prestazioni</h5>
<p>Dai test di <a href="http://www.silentpcreview.com/article867-page1.html">Silent PC</a> si <a href="http://www.theinquirer.it/2008/09/12/asus-eeebox-un-desktop-molto-portatile.html">evince</a> che le <strong>prestazioni dell&#8217;Asus Eee Box B202</strong> non sono comunque paragonabili ad un <strong>media center di basso costo</strong>, specialmente se si vuole vedere <strong>filmati HD</strong>. Per diventare un media center <strong>servirebbe un Atom dual core (in arrivo) e un chipset con accelerazione video decente</strong>.</p>
<p>Ecco i <strong>Pro e i Contro</strong> di <a href="http://www.silentpcreview.com/article867-page6.html">Silent PC</a> (con qualche mia integrazione):</p>
<div align="center">
<table width="420" border="1" cellspacing="1" cellpadding="4" height="114" align="center">
<tr>
<td width="210" bgcolor="#ccff99" height="83"> <strong>PRO</strong></p>
<p>      * Consumi energetici ridotti fino al 90%<br />
      * Molto silenzioso (26db con un massimo di 37db)<br />
      * Buone performance<br />
      * Wi-Fi integrato<br />
      * SPDIF out<br />
      * Design curato, piccolo ed è possibile montarlo dietro un monitor LCD con attacco VESA</td>
<td bgcolor="#ffff99" width="210" height="83" valign="top"> <strong>CONTRO</strong></p>
<p>      * Non supporta la riproduzione dei video HD 1080P<br />
      * CPU leggermente lenta<br />
      * No HDMI<br />
      * No DVD / Blu-ray drive<br />
      * No Bluetooth (opzionale)</td>
</tr>
</table>
</div>
<p><br/></p>
<h5>Conclusioni</h5>
<p>Insomma ci troviamo di fronte ad un <strong>pc dal design accattivante, silenzioso e abbastanza potente, ma non tanto da poterlo usare come un vero e proprio Media Center, per riprodurre filmati in alta definizione</strong>, senza supporto (almeno non di default) del Bluetooth integrato (anche se si potrebbero usare una delle 4 porte USB 2.0 per collegarci una antenna wi-fi di quelle micro da 12€) e <strong>privo di lettore ottico integrato</strong> (si potrebbe rimediare acquistando un drive esterno, da collegare ad una delle 4 porte USB).<br />
Insomma, in definitiva, <strong>si tratta di un vero e proprio nettop</strong>, secondo la visione di Asus, e che, <strong>sostanzialmente differisce dall&#8217;EeePC laptop principalmente per la mancanza della batteria e del drive allo stato solido SDD per lo storage</strong>.
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]]></content:encoded>
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	</channel>
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