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	<title>Levysoft &#187; Tutorial</title>
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	<description>Rev0lut1on 2.0 of my mind engine</description>
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		<title>Sviluppo di Applicazioni per iOS: videocorso della Università di Pisa disponibile gratuitamente su iTunesU</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2011/06/01/sviluppo-di-applicazioni-per-ios-videocorso-della-universita-di-pisa-disponibile-gratuitamente-su-itunesu/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 15:06:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel periodo dall’8 Marzo al 19 Aprile 2011, al Dipartimento di Informatica dell&#8217;Università di Pisa, in collaborazione con Apple Italia e Data Port, si è tenuto un corso di “Sviluppo di Applicazioni per iOS” (tutti i Martedì,Giovedì e Venerdì dalle ore 16.00 alle ore 18.00), rivolto principalmente a tutti gli studenti di informatica ed ingegneria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel periodo dall’8 Marzo al 19 Aprile 2011, al <a href="http://www.unipi.it/studenti/news/archivio/febbraio/app.htm_cvt.htm">Dipartimento di Informatica</a> dell&#8217;Università di Pisa, in collaborazione con Apple Italia e Data Port, si è tenuto un corso di “<strong><a href="http://iu.di.unipi.it/iApp/">Sviluppo di Applicazioni per iOS</a></strong>” (tutti i Martedì,Giovedì e Venerdì dalle ore 16.00 alle ore 18.00), rivolto principalmente a tutti gli studenti di informatica ed ingegneria informatica. La notizia è che, da qualche giorno, <a href="http://itunes.apple.com/itunes-u/corso-ios/id434824250">tutto il </a>corso è <strong>disponibile anche nella sezione iTunesU</strong>, della stessa Università di Pisa. Potete scaricare, ovviamente <strong>gratuitamente</strong>, tutto il materiale (<strong>Audio, Video HD, Video SD e PDF</strong>) da questo <a href="http://itunes.apple.com/itunes-u/corso-ios/id434824250">link</a>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2098_corso_ios_itunesu.jpg' alt='Corso iOS su iTunesU' /></div>
<p>Il corso tratta gli aspetti metodologici e gli strumenti per lo sviluppo di applicazioni per dispositivi mobili iOS (iPhone, iPad, iPod Touch), incluse le <strong>nuove modalità di interazione basate su tecnologie multi-touch</strong>. In particolare:</p>
<ul>
<li><strong>progettazione object-oriented</strong> secondo il paradigma model-view-controller (MVC);</li>
<li>il linguaggio <strong>Objective-C</strong>;</li>
<li>gli strumenti di sviluppo per iOS su Mac OS X (<strong>iOS SDK</strong>);</li>
<li><strong>persistenza dei dati, gestione dei sensori, geo-localizzazione, servizi di networking</strong>;</li>
<li>presentazione di <strong>buone pratiche di programmazione</strong>.</li>
</ul>
<p>Questa <strong>è la prima volta che un corso di programmazione iOS è disponibile in Italiano e reso accessibile a tutti gratuitamente</strong>. Se, quindi, avete intenzione di approfondire la la programmazione per dispositivi iPhone/iPad, allora non potete lasciarvi sfuggire questa opportunità.
<p class="akst_link"><a href="http://www.levysoft.it/?p=2098&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_2098" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Come rimuovere un Profilo di Fornitura (Ad Hoc Provisioning Profile) da iPhone e iTunes su Mac OS X e Windows</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2010/06/23/come-rimuovere-un-profilo-di-fornitura-ad-hoc-provisioning-profile-da-iphone-e-itunes-su-mac-os-x-e-windows/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 09:20:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Mac os x]]></category>
		<category><![CDATA[Tips]]></category>
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		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
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		<category><![CDATA[itunes]]></category>
		<category><![CDATA[profilo]]></category>
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		<category><![CDATA[sincronizzare]]></category>
		<category><![CDATA[udid]]></category>

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		<description><![CDATA[Se avete mai avuto modo di partecipare a qualche beta privata di applicazioni per iPhone, sicuramente vi sarete chiesti, al termine della fase di beta testing, come rimuovere dal vostro iPhone il relativo Profilo di Fornitura ( Ad Hoc Provisioning Profile). Questa, almeno, è stata la domanda che mi sono posto io. Infatti, anche dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se avete mai avuto modo di partecipare a qualche <strong>beta privata</strong> di <strong>applicazioni per iPhone</strong>, sicuramente vi sarete chiesti, al termine della fase di beta testing, <strong>come rimuovere</strong> dal vostro iPhone il relativo <strong>Profilo di Fornitura</strong> ( <strong>Ad Hoc Provisioning Profile</strong>). Questa, almeno, è stata la domanda che mi sono posto io. Infatti, anche dopo aver fatto il ripristino del mio iPhone per installare il nuovissimo iOS 4, ho scoperto con grande meraviglia che il Profilo era ancora presente. In effetti, <strong>questo viene installato su iTunes e ad ogni sincronizzazione con il dispositivo Apple, viene sempre automaticamente installato</strong>. Ma la cosa particolare è che <strong>non è possibile verificare su iTunes la sua presenza e, eventualmente, cancellarlo</strong>.</p>
<h5>Installazione del Profilo di Fornitura</h5>
<p>Ma andiamo per gradi e cerchiamo di capire <strong>come si diventa tester di una applicazione per iPhone</strong>, prima ancora che questa passi per App Store. Il primo passo è quello di <strong>trovare l&#8217;identificatore unico (UDID) degli iPhone e iPod touch che verranno usati durante il test</strong>.</p>
<p>Per <strong>trovare l&#8217;UDID</strong> di un iPhone o iPod touch:</p>
<ol>
<li>
 Collegare il proprio iPhone o iPod touch al proprio computer (Mac o PC).
</li>
<li>
Aprire iTunes.
</li>
<li>
Nella lista di sorgenti alla sinistra della finestra di iTunes, sotto <strong>Dispositivi</strong>, selezionare col mouse la riga corrispondente al proprio dispositivo.
</li>
<li>
Nella scheda Riepìlogo, <strong>fare clic col mouse sull&#8217;etichetta in grassetto  &#8220;Numero di serie&#8221;</strong> (posto a sinistra del numero di serie). Questo mostrerà, ora, l&#8217;identificatore del dispositivo (che è del tipo: 65def49c088b6bf9b9c2462945df74fs67g54124)
</li>
<li>
Per copiare l&#8217;identificatore negli appunti, scegli dal menu di iTunes <strong>Composizione > Copia</strong> (su Mac) o <strong>Modifica > Copia</strong> (su Windows).
</li>
</ol>
<p>La <strong>registrazione come tester avviene sempre manualmente</strong> e per farlo, di solito, si deve mandare una e-mail al programmatore con gli UDID con i quali si vuol essere registrati. <a href="http://blog.redfin.com/devblog/2009/09/installing_beta_builds_on_iphone.html">Infatti</a>, ogni app dovrà essere compilata dall&#8217;SDK con il relativo file .mobileprovision che è generato a partire dal UDID (Universal Device Identifier). <strong>In  pratica per ogni betatester, dovrà essere generato una app specifica per il suo dispositivo</strong>.</p>
<p>Per ogni applicazione da provare, quindi, <strong>il programmatore dovrà fornire due elementi</strong>:</p>
<ol>
<li>Un <strong>profilo di fornitura</strong>, che consente al dispositivo di eseguire applicazioni. Questo file ha estensione <strong>.mobileprovision</strong>.
</li>
<li>L&#8217;applicazione vera e propria in un <strong>file .ipa</strong> che sarà funzionante solo per il dispositivo che avrà un certo UDID con cui è stata compilata.
</li>
</ol>
<p>Infine, <strong>per installare un&#8217;applicazione, occorre trascina entrambi gli elementi nella libreria iTunes</strong>. <strong> e a questo l&#8217;app comparirà nella sezione Applicazioni della propia libreria iTunes</strong>. A questo punto è possibile <strong>sincronizzare l&#8217;iPhone per trasferire l&#8217;applicazione e il file .mobileprovision su di esso</strong>.</p>
<p>Per controllare che la loro installazione sia avvenuta correttamente, è sufficiente andare, dopo la sincronizzazione, sulle <strong>Impostazioni dell&#8217;iPhone</strong>, e selezionare la voce del menu &#8220;<strong>Generale</strong>&#8221;</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2082_provisioning_profile_2.jpg' alt='Profilo di Fornitura - Ad Hoc Provisioning Profile' /></div>
<p> e <strong>Profili</strong> (questa voce del menu è assente se non è stato installato alcun Profilo di Fornitura)</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2082_provisioning_profile_3.jpg' alt='Profilo di Fornitura - Ad Hoc Provisioning Profile' /></div>
<p>e troveremo una schermata simile:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2082_provisioning_profile_4.jpg' alt='Profilo di Fornitura - Ad Hoc Provisioning Profile' /></div>
<h5>Rimuovere il Profilo di Fornitura</h5>
<p>Come avete visto il file .<strong>mobileprovision è stato installato su iTunes ed è da qui che dovremo eliminarlo</strong>! Per <strong>rimuovere il Profilo di Fornitura</strong> (<strong>Ad Hoc Provisioning Profiles</strong>), <a href="http://discussions.apple.com/thread.jspa?messageID=8315382">occorre</a>:</p>
<ol>
<li>Rimuovere il profilo dal proprio iPhone (<strong>Impostazioni > Generale > Profili</strong>; selezionare il Profilo da cancellare e Rimuoverlo).
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2082_provisioning_profile_5.jpg' alt='Profilo di Fornitura - Ad Hoc Provisioning Profile' /></div>
</li>
<li>Nella home directory dell&#8217;utente di sistema del proprio Mac (<strong>~/Library/MobileDevice/</strong>) troverete la directory: &#8220;<strong>Provisioning Profiles</strong>&#8221; che contiene il file .mobileprovision. Sarà quindi sufficiente cancellare (o spostare) il contenuto della directory.
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2082_provisioning_profile_1.jpg' alt='Profilo di Fornitura - Ad Hoc Provisioning Profile' /></div>
</li>
<li>Quindi <strong>sincronizzate l&#8217;iPhone con iTunes e potrete constatare che il Profilo di Fornitura non verrà più ripristinato</strong>.
</li>
</ol>
<p>Questa procedura vale per i sistemi Mac OS X, ma per i sistemi Windows è analoga e a <a href="http://confluence.gordonturner.ca/display/NOTES/iPhone+provisioning+notes">cambiare</a> è solamente la directory in cui risiede il file .mobileprovision. In particolare (sostituire &#8220;username&#8221; con il proprio nome utente in uso nel sistema):</p>
<p><strong>Mac OS X</strong><br />
<code>/Users/username/Library/MobileDevice</code></p>
<p><strong>Windows XP</strong><br />
<code>C:/Documents and Settings/username/Application Data/Apple Computer/MobileDevice/</code></p>
<p><strong>Windows Vista</strong><br />
<code>C:/Users/username/AppData/Roaming/Apple Computer/MobileDevice/</code>
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		</item>
		<item>
		<title>Come visualizzare correttamente su tutti i browser il gadget per Google Friend Connect su Wordpress</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2010/01/05/come-visualizzare-correttamente-su-tutti-i-browser-il-gadget-per-google-friend-connect-su-wordpress/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 22:43:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Plugin]]></category>
		<category><![CDATA[Tips]]></category>
		<category><![CDATA[Tips Web]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi ho deciso di inserire sul mio blog il widget per Google Friend Connect per provare il servizio di Google pensato per rendere i siti più sociali. Il vantaggio di usare Google Friend Connect è quello di creare una piccola community su cui far convergere i propri utenti (basta che abbiano un semplice account gmail) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ho deciso di inserire sul mio blog il widget per <a href="http://www.google.com/friendconnect"><strong>Google Friend Connect</strong></a> per provare il <strong>servizio di Google pensato per rendere i siti più sociali</strong>. Il vantaggio di usare Google Friend Connect è quello di <strong>creare una piccola community su cui far convergere i propri utenti</strong> (basta che abbiano un semplice account gmail) e <strong>proporre, magari, domande agli utenti</strong> che decidono di entrare a far parte di Friend Connect, in modo da <strong>conoscere meglio i loro interessi</strong>, oppure <strong>scambiarsi messaggi privati tra i membri della stessa community</strong>.<br />
<a href="http://www.motoricerca.net/2009/11/05/google-friend-connect-personalizzabile/">Interessante</a> è anche la <strong>possibilità del proprietario del sito di inviare newsletter agli utenti che partecipano alla community, dividendole anche in base ai loro interessi</strong>. Tutte le informazioni raccolte possono anche essere esportate in formato JSON o XML. E&#8217; probabile che presto <strong>si integrerà con i flussi di informazioni di Google Wave</strong> in modo da alimentare automaticamente la community con nuove discussioni, ma quel che è certo è che uno degli aspetti non proprio secondari è quello di potersi <strong>integrare con Google AdSense in modo da poter visualizzare annunci pubblicitari che tengono conto sia dei contenuti del sito, che degli interessi personali espressi in precedenza dai singoli utenti</strong>.</p>
<h5>Come attivare Google Friend Connect</h5>
<p>Rispetto ai primi tempi in cui il servizio era attivo, <strong>ora non è più necessario scaricare e inserire nella root del proprio sito web i file <em>rpc_relay.html</em> e <em>canvas.html</em></strong> e l&#8217;attivazione è molto semplice. Infatti, <strong>dopo essersi loggati con il proprio account Google</strong> (che equivale al proprio account Gmail), sarà sufficiente accettare i &#8220;<em>Termini di servizio per gli sviluppatori di Friend Connect</em>&#8221;</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_1.jpg' alt='Google Friend Connect - 1' /></div>
<p>e verrete subito mandati ad una pagina in cui potrete <strong>inserire il nome e la url del vostro sito</strong></p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_2.jpg' alt='Google Friend Connect - 2' /></div>
<p>per poter attivare la vostra nuova community!</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_3.jpg' alt='Google Friend Connect - 3' /></div>
<p>Bene, ora non resta altro che <strong>creare un gadget che permetta agli utenti del proprio sito di unirsi alla vostra nuova community</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_4.jpg' alt='Google Friend Connect - 4' /></div>
<p>La procedura è molto semplice e guidata</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_5.jpg' alt='Google Friend Connect - 5' /></div>
<p>e vi permetterà di creare del <strong>codice HTML del tipo</strong>:</p>
<textarea name="code" class="javascript:nogutter" cols="60" rows="10">
<!-- Include the Google Friend Connect javascript library. -->
<script type="text/javascript" src="http://www.google.com/friendconnect/script/friendconnect.js"></script>
<!-- Define the div tag where the gadget will be inserted. -->
<div id="div-234567890123456789" style="width:276px;border:1px solid #cccccc;"></div>
<!-- Render the gadget into a div. -->
<script type="text/javascript">
var skin = {};
skin['BORDER_COLOR'] = '#cccccc';
skin['ENDCAP_BG_COLOR'] = '#e0ecff';
skin['ENDCAP_TEXT_COLOR'] = '#333333';
skin['ENDCAP_LINK_COLOR'] = '#0000cc';
skin['ALTERNATE_BG_COLOR'] = '#ffffff';
skin['CONTENT_BG_COLOR'] = '#ffffff';
skin['CONTENT_LINK_COLOR'] = '#0000cc';
skin['CONTENT_TEXT_COLOR'] = '#333333';
skin['CONTENT_SECONDARY_LINK_COLOR'] = '#7777cc';
skin['CONTENT_SECONDARY_TEXT_COLOR'] = '#666666';
skin['CONTENT_HEADLINE_COLOR'] = '#333333';
skin['NUMBER_ROWS'] = '4';
google.friendconnect.container.setParentUrl('/' /* location of rpc_relay.html and canvas.html */);
google.friendconnect.container.renderMembersGadget(
 { id: 'div-234567890123456789',
   site: '12345678901234567890' },
  skin);
</script>
</textarea>
<p>da <strong>inserire nella vostra sidebar</strong> (di solito corrisponde al file <strong>sidebar.php del vostro tema Wordpress</strong>). Se volete evitare di mettere mano al codice html, <strong>potete installare il seguente widget per Wordpress</strong>: <a href="http://wordpress.org/extend/plugins/google-friendsconnect-widget/"><strong>Google Friends Connect Widget</strong></a>. Dopo averlo attivato dalla pagina dei plugin, nella pagina della Gestione Temi di Wordpress trovate la sezione Widget. Qui basterà spostare, con un semplice drag e drop, il widget interessato nella posizione desiderata</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_6.jpg' alt='Google Friend Connect - 6' /></div>
<p>e <strong>configurare correttamente il proprio &#8220;<em>site id</em>&#8220;</strong> (quello che nel codice html compare in fondo dopo &#8220;<em>site:</em>&#8220;)</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_7.jpg' alt='Google Friend Connect - 7' /></div>
<h5>Problema di visualizzazione del gadget di Google Friend Connect</h5>
<p>In realtà tutto questo è in linea teorica, perché sia usando il widget per Wordpress, sia inserendo il codice html fornito dalla pagina di Google Friend Connect, questo è stato il risultato visualizzabile sui browser che uso solitamente sul mio Macbook Pro: <strong>Safari 4.0.4 e Firefox 3.5.6</strong>. </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_8.jpg' alt='Google Friend Connect - 8' /></div>
<p>Sembra, infatti che <strong>su alcuni browser il gadget di Google non venga visualizzato correttamente</strong> (da quanto <a href="http://www.google.com/support/forum/p/friendconnect/thread?tid=3e594f4a2cd2795a&#038;hl=en">leggo</a> sembra che Firefox avrebbe dovuto visualizzare correttamente il gadget ma probabilmente il browser testato era per Windows).<br />
<strong>Per rendere visibile il gadget su qualsiasi browser di qualsiasi sistema operativo è <a href="http://birdbra.in/2009/fix-empty-blue-google-friend-connect-gfc-bar-in-wordpress/">sufficiente</a> inserire il seguente codice html subito prima del tag di chiusura &lt;/body&gt;</strong> (e quindi, nel caso di un tema standard per Wordpress, troverete il tag richiesto <strong>nel file footer.php della cartella del vostro template</strong>) in moda da <strong>istruire il browser ad usare il parser Prototype JSON invece che quello Native JSON</strong>.</p>
<textarea name="code" class="javascript:nogutter" cols="60" rows="10">
<script>
window.JSON = {
parse: function(st){
return st.evalJSON();
},
stringify: function(obj){
return Object.toJSON(obj);
}
};
</script>
</textarea>
<p>e questo sarà il risultato!</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_9.jpg' alt='Google Friend Connect - 9' /></div>
<p>Ora che finalmente è attiva la funzione di Friend Connect, cosa aspettate: <strong>cliccate sul pulsante “Login” che trovate nella colonna qui a lato ed entrerete anche a voi far parte della community di Levysoft!</strong>
<p class="akst_link"><a href="http://www.levysoft.it/?p=2075&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_2075" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.levysoft.it/archivio/2010/01/05/come-visualizzare-correttamente-su-tutti-i-browser-il-gadget-per-google-friend-connect-su-wordpress/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Come disinstallare GoogleSoftwareUpdateAgent installato silenziosamente dal nuovo Google Chrome per Mac OS X</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/12/10/come-disinstallare-googlesoftwareupdateagent-installato-silenziosamente-dal-nuovo-google-chrome-per-mac-os-x/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2009/12/10/come-disinstallare-googlesoftwareupdateagent-installato-silenziosamente-dal-nuovo-google-chrome-per-mac-os-x/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 22:09:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Idea Lab]]></category>
		<category><![CDATA[Mac os x]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[Tips]]></category>
		<category><![CDATA[Tips Mac]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[chrome]]></category>
		<category><![CDATA[mac]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.levysoft.it/?p=2070</guid>
		<description><![CDATA[Come per ogni prodotto Google per Mac OS X, da Picasa a Google Earth, anche l&#8217;attesissimo Google Chrome per la piattaforma della mela morsicata, installa silenziosamente il GoogleSoftwareUpdateAgent (prontamente segnalato dall&#8217;ottimo firewall LittleSnitch) nella cartella Library della propria Home Directory.
Francamente avere qualcosa che gira in background nel mio sistema (anche se magari si attiva solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come per ogni prodotto Google per Mac OS X, da <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2009/01/07/come-disinstallare-il-nuovo-picasa-3-per-mac-os-x/">Picasa</a> a Google Earth, anche l&#8217;attesissimo <a href="http://www.google.com/chrome/?hl=it">Google Chrome</a> per la piattaforma della mela morsicata, <strong>installa silenziosamente</strong> il <strong><strong>GoogleSoftwareUpdateAgent</strong></strong> (prontamente segnalato dall&#8217;ottimo firewall <a href="http://www.obdev.at/products/littlesnitch/index.html">LittleSnitch</a>) nella <strong>cartella Library della propria Home Directory</strong>.</p>
<p>Francamente avere qualcosa che gira in background nel mio sistema (anche se magari si attiva solo all&#8217;avvio della macchina)  che non reputo essenziale (<strong>la presenza di nuovi aggiornamenti di Chrome si può benissimo verificare dal browser stesso</strong>, mentre <strong>GoogleSoftwareUpdateAgent si occupa più che altro degli aggiornamenti di componenti e plugin come Google Gears</strong>) e, perdippiù,  che è stato <strong>installato senza alcun avviso</strong> (probabilmente è stato lo stesso browser ad installarlo poiché l&#8217;installazione di Chrome è avvenuto col classico drag &#038; drop della app nella cartella Applicazioni), è una cosa che non mi piace avere. </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2070_googlesoftwareupdateagent.jpg' alt='GoogleSoftwareUpdateAgent' /></div>
<p>Se anche voi siete della mia stessa idea, allora dovete sapere che <strong>per disinstallare GoogleSoftwareUpdateAgent</strong> <a href="http://fabforce.eu/z/blog/?postid=75">basterà</a> <strong>lanciare questo comando dal Terminale</strong>:</p>
<textarea name="code" class="javascript:nogutter" cols="60" rows="10">
~/Library/Google/GoogleSoftwareUpdate/GoogleSoftwareUpdate.bundle/Contents/Resources/GoogleSoftwareUpdateAgent.app/Contents/Resources/install.py --uninstall
</textarea>
<p>che altro non farà che <strong>cancellare il file risorsa GoogleSoftwareUpdate.bundle</strong> dalla directory ~/Library/Google/GoogleSoftwareUpdate/.</p>
<p>Infatti, questa è la situazione prima:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2070_googlesoftwareupdateagent_1.jpg' alt='GoogleSoftwareUpdateAgent - 1' /></div>
<p>e questa dopo aver lanciato il comando da Terminale:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2070_googlesoftwareupdateagent_2.jpg' alt='GoogleSoftwareUpdateAgent - 2' /></div>
<p>Questo per Google Chrome: pare però che<strong> altri applicativi Google installino i propri componenti sotto la root invece che nella home directory dell&#8217;utente</strong>. In questo caso, sarà sufficiente lanciare il seguente comando con i privilegi da amministratore:</p>
<textarea name="code" class="javascript:nogutter" cols="60" rows="10">
sudo /Library/Google/GoogleSoftwareUpdate/GoogleSoftwareUpdate.bundle/Contents/Resources/GoogleSoftwareUpdateAgent.app/Contents/Resources/install.py --uninstall
</textarea>
<p>Ma <strong>il problema non è ancora risolto</strong>, in quanto <strong>Google Chrome reinstalla l&#8217;update engine ad ogni avvio dell&#8217;applicativo e la prossima volta che avvierete il vostro Mac</strong> (attenzione: dalle mie prove pare che GoogleSoftwareUpdateAgent parte solo una volta al giorno al primo riavvio di sistema) <strong>verrà ricreato il file risorsa GoogleSoftwareUpdate.bundle</strong>!<br />
Quindi, se volete prevenire altri &#8220;incidenti&#8221; di questo tipo, dovremo seguire questa altra semplice <a href="http://blog.raamdev.com/2008/12/19/howto-remove-google-software-update-on-mac-os-x">procedura</a> per non far ricreare più GoogleSoftwareUpdate engine.<br />
In pratica, occorre cancellare la directory ~/Library/Google/GoogleSoftwareUpdate/ e al posto suo <strong>creare un file</strong> (in unix un file e una directory sono la stessa cosa) con lo stesso nome (GoogleSoftwareUpdate)</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2070_googlesoftwareupdateagent_3.jpg' alt='GoogleSoftwareUpdateAgent - 3' /></div>
<p>e dargli i <strong>diritti di root</strong>, </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2070_googlesoftwareupdateagent_4.jpg' alt='GoogleSoftwareUpdateAgent - 4' /></div>
<p>in modo che <strong>la prossima volta che si riapre Google Chrome</strong> (ma anche Google Earth), questi saranno impossibilitati nel ricreare la cartella.</p>
<p>Ecco i comandi da <strong>lanciare sempre nel Terminale, nel caso di engine installato nella home directory dell&#8217;utente</strong> (se fosse presente anche nea root basterà semplicemente avere cura di modificare il percorso dei file):</p>
<textarea name="code" class="javascript:nogutter" cols="60" rows="10">
touch ~/Library/Google/GoogleSoftwareUpdate
sudo chown root ~/Library/Google/GoogleSoftwareUpdate
sudo chmod 644 ~/Library/Google/GoogleSoftwareUpdate
</textarea>
<p>Ora potete finalmente godervi il vostro nuovo browser sul vostro Mac!
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		</item>
		<item>
		<title>Come creare facilmente flowchart in ASCII</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/07/29/come-creare-facilmente-flowchart-in-ascii/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2009/07/29/come-creare-facilmente-flowchart-in-ascii/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 09:30:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[ascii]]></category>
		<category><![CDATA[flowchart]]></category>

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		<description><![CDATA[Oramai trovare documentazione scritta in puro ASCII non è più così facile come qualche anno fa, soppiantata da pagine html e file pdf, anche se comunque questo metodo rimane molto in voga in svariati settori per la sua immediatezza, semplicità e per il fatto di potersi svincolare da qualsiasi formato proprietario tanto da poter essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oramai trovare <strong>documentazione scritta in puro ASCII</strong> non è più così facile come qualche anno fa, soppiantata da pagine html e file pdf, anche se comunque questo metodo rimane molto in voga in svariati settori per la sua immediatezza, semplicità e per il fatto di potersi svincolare da qualsiasi formato proprietario tanto da poter essere riprodotto con un qualsiasi semplice editor di testo. Analogamente è anche <strong>più difficile trovare chi si diletta ad inserire nei file txt</strong> (magari a corredo di un programma unix), <strong>diagrammi a blocchi, per puro scopo di documentazione</strong>.<br />
Bisogna comunque ammettere che qualche atavica traccia ancora resiste al progresso nella sua <strong>forma più famosa di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/ASCII_art">ASCII Art</a></strong>, ovvero quelle <strong>immagini prodotte componendo insieme i caratteri ASCII</strong>. Nate con il semplice scopo di <strong>sopperire alle scarse possibilità grafiche delle prime generazioni di stampanti</strong>, ricorrendo all&#8217;uso di caratteri alfabetici al posto dei segni grafici, sono divenute molto in voga nelle <strong>BBS testuali intorno agli anni Novanta</strong>, fino a quando la diffusione di Internet e del World Wide Web (che supportava nativamente la grafica) non ha soppiantato questo principale mezzo di comunicazione fra appassionati di computer.</p>
<p>Se escludiamo <strong>esperimenti più arditi dell&#8217;ASCII Art atti a riprodurre veri e propri filmati</strong>, grazie al driver video per Linux <a href="http://aa-project.sourceforge.net/aalib/"><strong>AAlib</strong></a> (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/AAlib">ASCII art library</a>) in grado di convertire automaticamente immagini e video in ASCII art, oggigiorno è possibile ancora <strong>trovare l&#8217;ASCII Art, oltre che nel sempre eterno Televideo, anche all&#8217;interno del codice sorgente di alcuni programmi per computer</strong>, per rappresentare dei logo di prodotti o società, o per includere diagrammi di controllo di flusso a scopo di documentazione e, per esteso, qualsiasi mappa concettuale. </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2054_flowchart_ascii.jpg' alt='Flow Chart Ascii' /></div>
<p>Quindi, anche se raro, è possibile che <strong>qualche programmatore abbia bisogno di mostrare un flow chart su un terminale ascii linux, poiché magari lavora su un server senza interfaccia grafica</strong>. E&#8217; indubbio che il vantaggio di questo metodo di scrittura è quello di <strong>poter essere creata con un semplice editor di testo, dal vi o eMacs fino al Notepad di WIndows</strong>, ma <strong>mettersi a creare manualmente tutta una serie di blocchetti ASCII, spostandoli con gli spazi ognivolta si vuole inserire un nuovo blocco, in modo da allinearli tra di loro, è un lavoro certosino che non invidio a nessuno</strong> (e ho visto anche qualcuno che, con molta pazienza, si dilettava in questa amena attività).<br />
Se siete tra quei pochi che hanno bisogno di svolgere questo genere di lavoro, allora vi consiglio un interessante <strong>modulo per Perl</strong> (un linguaggio di programmazione presente in tutte le distribuzioni linux): <a href="http://search.cpan.org/dist/Graph-Easy/"><strong>Graph::Easy</strong></a>. Similmente a <a href="http://www.graphviz.org/">GraphViz</a> è in grado di <strong>creare, attraverso una semplice sintassi, flowchart, grafici e schemi a blocchi</strong>; dalla sua però, ha l&#8217;indubbio vantaggio di effettuare, per tutti gli amanti di Emacs, anche il <strong>rendering di strutture grafiche più o meno complesse in formato Ascii</strong>, <strong>con tanto di blocchi, nodi e freccette</strong>.<br />
I formati supportati sono: <em>HTML, ASCII art, Unicode boxart, SVG e graphviz png</em>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2054_flowchart_graphviz.jpg' alt='Flow Chart Graph Viz' /></div>
<p><a href="http://bloodgate.com/perl/graph/">Qui</a> potete trovare la pagina di supporto al progetto, con tanto di <a href="http://bloodgate.com/perl/graph/manual/">manuale introduttivo</a> e di <a href="http://bloodgate.com/graph-demo"><strong>demo</strong></a>. Ed è proprio quest&#8217;ultimo link che vi consiglio di appuntarvi, poiché vi <strong>consentirà di sfruttare tutta la potenza del modulo Graph::Easy dovunque siate e senza installare alcunché sulla vostra macchina Unix</strong>.<br />
Vi basterà imparare la <strong>semplice ed intuitiva sintassi per realizzare i vostri complessi schemi a blocchi</strong> e che si semplicherà ulteriormente se dovete creare solo flowchart in ASCII perché, evidentemente, potrete fare a meno di tutta la sezione dei colori dei blocchi e della formattazione del testo.</p>
<p>Per esempio se nella pagina della <a href="http://bloodgate.com/graph-demo">demo di Graph::Easy</a> scrivete il seguente codice:</p>
<p><code>
[ Bonn ] --&gt; [ Berlin ] { shape: circle; }
  ..&gt; [ Ulm ] { shape: circle; }
[ Berlin ] == train ==&gt; [ Koblenz ] { shape: rounded; }
 = &gt; [ Bautzen ] { border: solid dotted; }
</code></p>
<p>darà come risultato questo grafico ASCII:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2054_flowchart_ascii2.jpg' alt='Flow Chart Ascii' /></div>
<p><strong>UPDATE:</strong> Un <a href="http://www.maestroalberto.it/2009/10/29/asciipaint-disegnare-in-ascii-online/">altro</a> interessante servizio online gratuito che potrebbe essere usato per disegnare flowchart in ASCII è <a href="http://www.asciipaint.com/">ASCIIPaint</a>: &#8220;<em>Si sceglie un carattere e lo si disegna a mano libera nel foglio bianco, oppure inserendo frecce, linee e forme geometriche. C’è perfino il classico secchiello per il riempimento e i tool per cancellare tutto o tornare indietro di un’azione</em>&#8220;.
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		</item>
		<item>
		<title>Come risolvere il problema del Macbook Pro che a batteria scarica non va in stop ma si spegne improvvisamente</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/07/17/come-risolvere-il-problema-del-macbook-pro-che-a-batteria-scarica-non-va-in-stop-ma-si-spegne-improvvisamente/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 Jul 2009 12:27:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Mac os x]]></category>
		<category><![CDATA[Tips]]></category>
		<category><![CDATA[Tips Mac]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[batteria]]></category>
		<category><![CDATA[macbook pro]]></category>

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		<description><![CDATA[Avete presente la rabbia mista a frustrazione di quando il vostro portatile si spegne improvvisamente mentre state lavorando, con l&#8217;inevitabile conseguenze di perdere tutto il lavoro non salvato? Ebbene è una sensazione che ho provato più volte questi giorni in quanto il mio Macbook Pro, quando non era alimentato a corrente, si spegneva improvvisamente in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avete presente la rabbia mista a frustrazione di quando il vostro <strong>portatile si spegne improvvisamente mentre state lavorando</strong>, con l&#8217;inevitabile conseguenze di <strong>perdere tutto il lavoro non salvato</strong>? Ebbene è una sensazione che ho provato più volte questi giorni in quanto <strong>il mio Macbook Pro, quando non era alimentato a corrente, si spegneva improvvisamente in prossimità del termine della carica della batteria</strong>.</p>
<p>Di solito nelle mie sessioni di lavoro, la mattina accendo il portatile e lo lascio alimentato solo dalla batteria. Solo quando Mac OS X mi mostra il popup di avviso che mancano pochi minuti al termine della carica della batteria, mi appresto ad alimentarlo a corrente. Ma spesso, magari perché impegnato, non ho tempo di collegarlo ad una presa di corrente e, <strong>fiducioso nell&#8217;ottima sistema di sospensione del Macbook Pro, lo lascio andare lentamente in stop</strong>. Questa modalità, attivabile anche chiudendo lo schermo del proprio portatile, permette al sistema di <strong>salvare il contenuto della memoria sul disco appena prima di mandare in standby il portatile</strong> (e solo dopo spegne il monitor e arresta del disco rigido) e al successivo accesso, in pochi secondi i dati di sistema, programmi e documenti vengo immediatamente ripristinati come erano stato lasciati. La leggenda dei Mac Users narra del famoso &#8220;<strong>respiro del Mac</strong>&#8220;, quella flebile lucetta che lampeggia variando gradualmente la propria luminosità e che sta ad indicare, senza ombra di dubbio che il Mac sta riposando.</p>
<p>Ovviamente <strong>questo è possibile solo se tutto nel sistema, dalla batteria al sistema di controllo della carica della batteria, funziona a dovere</strong>: perché tutto deve essere <strong>perfettamente sincronizzato</strong>! Quando mancano pochi minuti al termine della carica, il computer passa automaticamente in modalità di sospensione e ciò è possibile solo perché, <strong>anche a batteria scarica è possibile ancora usufruire di una piccola carica di riserva per mantenere il computer in modalità di stop per un determinato periodo</strong>. E&#8217; solo quando la carica della batteria si esaurisce completamente (poiché magari non si è fatto in tempo a trovare una presa di corrente e collegare l&#8217;alimentatore), il computer viene spento definitivamente e solo in questo caso si potrebbero perdere i file aperti.</p>
<p>Il problema nel mio Macbook Pro era che, per qualche motivo che non riuscivo a capire, questa procedura non veniva eseguita in tempo. Dopo alcune prove constatai che <strong>lo spegnimento improvviso del portatile avveniva anche quando mancavano 40-45 minuti al termine della carica della batteria</strong>. In pratica sembrava che o la batteria non riuscisse più a tenere la carica oppure che il sistema di controllo dell&#8217;alimentazione non riuscisse più rilevare la reale carica e ritrovandosi poi con una carica troppo bassa per eseguire le operazioni di salvataggio dei dati in memoria e per entrare in stop.</p>
<h5>Calibrazione della batteria</h5>
<p>Per tentare di risolvere il problema, ho provato, quindi una <a href="http://support.apple.com/kb/HT1490?viewlocale=it_IT"><strong>calibrazione della batteria</strong></a> del mio Macbook Pro, seguendo la seguente procedura:</p>
<blockquote>
<ul>
<li>Collegare l&#8217;alimentatore e caricare completamente la batteria del computer PowerBook fino a quando l&#8217;anello illuminato o il LED sull&#8217;alimentatore non diventa verde e il misuratore nella barra dei menu a video non indica che la batteria è completamente carica.
</li>
<li>Permettere alla batteria di riposare in stato di carica completa per almeno due ore. In questo tempo è possibile utilizzare il computer, purché l&#8217;alimentatore sia collegato.
</li>
<li>Scollega l&#8217;alimentatore con il computer ancora acceso e inizia ad alimentarlo dalla batteria. In questo lasso di tempo puoi utilizzare il computer. Quando la batteria si sta scaricando, viene visualizzato sullo schermo la finestra di avviso di batteria scarica.
</li>
<li>A questo punto, salva il tuo lavoro. Continua a utilizzare il computer; quando la batteria si sarà scaricata, il computer passerà automaticamente in modalità stop.
</li>
<li>Spegnere il computer o lasciarlo inattivo per almeno cinque ore.
</li>
<li>Collegare l&#8217;alimentatore e lasciarlo collegato fino a quando la batteria non è di nuovo completamente carica.</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Purtroppo il problema continuava a persistere. Ho così cominciato a pensare di dover ricomprare una <a href="http://store.apple.com/it/product/MA348G/A?fnode=MTY1NDA2Nw&#038;mco=MjI0NTYxMg">nuova batteria per il mio portatile</a>, ma il costo un po&#8217; eccessivo della stessa (139€), mi ha incoraggiato ad eseguire nuove prove.</p>
<h5>Reset SMC</h5>
<p>Andando sul sito di supporto della Apple, ho trovato due procedure interessanti. La prima che ho eseguito è stata il <a href="http://support.apple.com/kb/HT1411?viewlocale=it_IT&#038;locale=it_IT"><strong>reset del controller di gestione del sistema</strong></a> (<strong>SMC</strong> &#8211; System Management Controller sui Mac Intel, PMU – Power Management Unit sui Mac PowerPC). In pratica, l&#8217;<strong>SMC è un circuito integrato il cui compito è la gestione dell&#8217;alimentazione del computer</strong>. Il circuito controlla la retroilluminazione, la decelerazione del disco rigido, la modalità di stop e attivazione, alcuni aspetti della ricarica, il trackpad e alcune funzioni di ingresso/uscita relative alla modalità di stop del computer.</p>
<p>In <a href="http://morrick.wordpress.com/2009/04/14/pram-power-manager/">linea di massima</a>, <strong>si dovrebbe resettare il Power Manager del Mac se si hanno problemi con impostazioni apparentemente ‘bloccate’ o indicatori non funzionanti</strong>, soprattutto quelli presenti sull’hardware stesso (l’indicatore sull’alimentatore o sulla batteria). In particolare, come riportato su un <a href="http://www.macfixit.com./article.php?story=20090409081833464">articolo di  MacFixIt</a>:</p>
<blockquote>
<ul>
<li>La batteria non si sta caricando in maniera appropriata.</li>
<li>L’illuminazione dello schermo non funziona come dovrebbe.</li>
<li>La retroilluminazione della tastiera non funziona.</li>
<li>Le ventole girano al massimo costantemente.</li>
<li>Il pulsante di accensione/spegnimento non funziona correttamente.</li>
<li>La chiusura/apertura del coperchio non manda in stop/risveglia il Mac portatile.</li>
<li>Le porte non ricevono alimentazione.</li>
<li>I dispositivi esterni collegati al Mac non vengono riconosciuti.</li>
<li>Componenti interne come AirPort e Bluetooth non si attivano.</li>
<li>Il Mac si spegne improvvisamente.</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Secondo la <a href="http://support.apple.com/kb/HT1411?viewlocale=it_IT&#038;locale=it_IT">pagina del supporto Apple</a>, <strong>col tempo, le impostazioni nell&#8217;SMC possono diventare inutilizzabili e questo può causare anomalie di funzionamento nel computer, quali appunto, problemi nell&#8217;uscita/ingresso della modalità Stop</strong>.</p>
<p>Ecco, quindi, <strong>come resettare la SMC su un MacBook Pro</strong>:</p>
<blockquote>
<ul>
<li>Se il computer è acceso, spegnilo.</li>
<li>Stacca l&#8217;alimentatore CA e rimuovi la batteria del computer.</li>
<li>Tieni premuto il pulsante di accensione per 5 secondi, quindi rilascia il pulsante.</li>
<li>Ricollega la batteria e l&#8217;alimentatore CA.</li>
<li>Premi il pulsante di accensione per riavviare il computer.</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Purtroppo, anche se ero fiducioso,  poiché <strong>questa soluzione sembrava risolvere esattamente il problema da cui ero afflitto, il mio Macbook Pro, dopo aver eseguito la procedura, continuava ancora non entrare nella modalità di sospensione</strong>!</p>
<h5>Reset PRAM e NVRAM</h5>
<p>Come ultimo passo, quindi, prima di comprare una nuova e costosa batteria, decisi di eseguire la <a href="http://support.apple.com/kb/HT1379?viewlocale=it_IT"><strong>reimpostazione della PRAM e della NVRAM del mio Macbook Pro</strong></a>. Dovete <a href="http://morrick.wordpress.com/2009/04/14/pram-power-manager/">infatti</a> sapere che <strong>la PRAM</strong> (Parameter Random Access Memory &#8211; RAM Parametrica) è<strong> una piccola porzione di RAM ‘non volatile’ (NVRAM) che mantiene una serie di impostazioni utilizzabili dal sistema prima che il sistema operativo venga caricato</strong>; tali impostazioni vengono <strong>mantenute anche quando si spegne il Mac</strong>, grazie ad una piccola batteria tampone sulla scheda madre del computer.</p>
<p>Questa volta, invece, non ero molto convinto della sua effettiva utilità in quanto, <strong>il consiglio di resettare la PRAM viene sempre dato quando non si sa più che pesci pigliare</strong>. Infatti, dagli albori, quando i Mac presentavano dei problemi, il consiglio più frequente è stato quello di ‘resettare la PRAM’. In realtà il mio problema non sembrava rientrare nel seguente elenco di problemi suggeriti da <a href="http://www.macfixit.com./article.php?story=20090409081833464">articolo di  MacFixIt</a> per cui un reset della PRAM può essere d’aiuto:</p>
<blockquote>
<ul>
<li>Le impostazioni del volume cambiano o non rimangono impostate.</li>
<li>Le risoluzioni video non rimangono impostate o non sono tutte disponibili.</li>
<li>Le impostazioni di orologio e fuso orario non rimangono coerenti.</li>
<li>Il volume di avvio non è impostato (appare per un istante la cartella con il punto interrogativo prima del boot)</li>
<li>Le impostazioni di velocità ripetizione tasti del pannello Tastiera cambiano o non rimangono fissate.</li>
<li>I valori di velocità di spostamento e di doppio clic del mouse cambiano o non rimangono impostati.</li>
<li>Problemi con i font di sistema.</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Ma <strong>dato che non è una procedura dannosa per il Mac</strong> (al massimo è possibile riscontrare una variazione inaspettata delle impostazioni come il cambio del volume di boot, o il volume degli altoparlanti che ritorna ai valori di default, ma anche la velocità del puntatore o la velocità di ripetizione tasti), ho deciso di eseguirla comunque.</p>
<p>Ecco la <strong>procedura per eseguire il reset della PRAM e NVRAM su un Macbook Pro</strong>:</p>
<blockquote>
<ul>
<li>Spegni il computer.</li>
<li>Individua i tasti seguenti sulla tastiera: Comando, Opzione, P e R. Nel passaggio 4 sarà necessario tenerli premuti contemporaneamente.</li>
<li>Accendi il computer.</li>
<li>Premi e tieni premuti i tasti Comando+Opzione+P+R (Mela+Alt+P+R). Premi la combinazione di tasti prima che sia visualizzata la schermata grigia.</li>
<li>Tieni premuti i tasti finché il computer non si è riavviato e finché non senti il suono di avvio per la seconda volta.</li>
<li>Rilascia i tasti.</li>
</ul>
</blockquote>
<p>E con mia grande sorpresa <strong>il mio portatile ha finalmente ripreso a funzionare correttamente, tornando ad entrare in modalità di sospensione automaticamente</strong> come aveva sempre fatto. Il bello è che, <strong>probabilmente, se avessi comprato una nuova batteria il problema sarebbe comunque rimasto in quanto era semplicemente un problema software piuttosto che hardware</strong> (nei vecchi portatili, come si legge dalla <a href="http://support.apple.com/kb/TA20409?viewlocale=it_IT">documentazione Apple</a>, la sostituzione di una batteria mentre il computer è in stop causerebbe anche l&#8217;azzeramento di NVRAM e/o di Power Manager, risolvendo involontariamente il problema software)!
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		</item>
		<item>
		<title>Tips Mac: come ripristinare la funzionalità di Web Clip di Safari su Mac OS X Leopard</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/06/11/tips-mac-come-ripristinare-la-funzionalita-di-web-clip-di-safari-su-mac-os-x-leopard/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 13:28:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Idea Lab]]></category>
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		<category><![CDATA[Tips Mac]]></category>
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		<description><![CDATA[Web Clip è una delle piccole funzionalità integrate nel browser Safari 3 e 4 per Mac OS X di cui molti non riescono a fare a meno. Semplice  ma al contempo essenziale, Web Clip permette di creare widgets contenenti porzioni di pagine web da visualizzare nella Dashboard del proprio Mac. Basterà, infatti, aprire la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Web Clip</strong> è una delle piccole funzionalità integrate nel browser Safari 3 e 4 per Mac OS X di cui molti non riescono a fare a meno. Semplice  ma al contempo essenziale, <strong>Web Clip permette di creare widgets contenenti porzioni di pagine web da visualizzare nella Dashboard del proprio Mac</strong>. Basterà, infatti, aprire la pagina internet interessata e, facendo <strong>click sull&#8217;apposito pulsante nella barra degli strumenti di Safari</strong> (quello con su disegnate delle forbici e un rettangolo tratteggiato), </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2044_web_clip_1.jpg' alt='Web Clip - 1' /></div>
<p>quasi tutta la pagina subirà (in maniera molto scenografica) una riduzione di luminosità, mentre ad essere illuminata resterà una <strong>area rettangolare le cui dimensioni si potranno regolare a proprio piacimento</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2044_web_clip_2.jpg' alt='Web Clip - 2' /></div>
<p>Una volta <strong>deciso quale porzione della pagina web sarà interessante monitorare</strong>, è sufficiente <strong>cliccare sul bottone Aggiungi</strong> e Safari <strong>creerà un widget nella Dashboard di Mac OS X</strong>, che mostrerà i dati di nostro interesse.</p>
<h5>Come funziona Web Clip</h5>
<p>Ora questo accade in condizioni normali. Quello che non tutti sanno, però, è che, contrariamente a quello che si potrebbe immaginare, <strong>ogni Web Clip che si creerà da Safari, viene gestito da un singolo widget sviluppato dalla Apple</strong> e che si chiama, ovviamente, &#8220;<strong>Clip web.wdgt</strong>&#8221; (presente <strong>nella cartella /Library/Widgets/</strong>).<br />
Inizialmente credevo che Safari avesse il compito di creare un singolo widget &#8220;ad hoc&#8221; per ogni web clip creato, ma, in realtà, almeno dalle prove da me effettuate, non è accaduto così. Il risultato è stato che, <strong>se si elimina, più o meno accidentalmente, il file &#8220;Clip web.wdgt&#8221;, oltre a rimuovere tutti i web clip creati, sarà anche impossibile crearne di nuovi</strong> da Safari!</p>
<p>Ed è quello che è successo a me, quando, dopo aver creato un Web Clip, questo, per un manovra sbagliata col mouse, si era andato a nascondere nella parte alta della dashboard, tanto che non riuscivo neanche più a visionarlo e a rimuoverlo. Allora, per risolvere il problema, <strong>ho rimosso il file &#8220;Clip web.wdgt&#8221;</strong> e, se anche sembrava avessi risolto il problema, in realtà ne avevo creato uno più grande (ma me ne accorsi solo dopo qualche mese): <strong>cliccando sul pulsante per creare la Web Clip, era ancora possibile selezionare l&#8217;area di interesse della pagina web aperta, ma quando si cliccava sul pulsante &#8220;Aggiungi&#8221;, nella Dashboard non veniva creato alcun nuovo widget</strong>!</p>
<h5>La soluzione</h5>
<p><strong>L&#8217;unica soluzione è quella di ripristinare il widget eliminato</strong>, che di default è installato su Mac OS X Leopard, ma che <strong>non è possibile trovare da nessun&#8217;altra parte sul web, neanche sul sito del supporto della Apple</strong>. Per evitare di reinstallare tutto (ipotesi assurda) o di dover scartabellare tutte le cartelle del DVD di installazione di Leopard alla ricerca del file (non ho potuto verificare se le reinstallazione del browser ripristini anche il widget incriminato), <strong>ho copiato il file &#8220;Clip web.wdgt&#8221; da un altro Mac che avevo a disposizione e tutto si è risolto nel migliore dei modi!</strong></p>
<p>Quindi ho deciso, <strong>per evitarvi affannose ricerche sul web</strong> (non tutti hanno due Mac a casa o amici con a Mac a disposizione), <strong>di mettervi a disposizione per il download il file &#8220;Clip web.wdgt&#8221;</strong> che ho copiato dal mio sistema, in modo da <strong>permettervi il ripristino delle funzionalità di Web Clip</strong>. </p>
<table style="border: 1px solid rgb(153, 204, 255); background: rgb(221, 238, 255) none repeat scroll 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;" border="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td rowspan="2" width="38"><img src="http://www.levysoft.it/images/download.png" alt="download" title="download" border="0"/></td>
<td><a href="http://www.levysoft.it/?dl=clip_web.zip" title="Download Clip Web.wdgt">Download Clip Web.wdgt per Mac OS X Leopard</a></td>
</tr>
<tr>
<td>Size: 601.4 KB</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		</item>
		<item>
		<title>Come velocizzare Safari su Mac OS X cancellando il file plist delle preferenze di Safari</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/05/11/come-velocizzare-safari-su-mac-os-x-cancellando-il-file-plist-delle-preferenze-di-safari/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2009 10:13:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idea Lab]]></category>
		<category><![CDATA[Mac os x]]></category>
		<category><![CDATA[Plugin]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[Tips]]></category>
		<category><![CDATA[Tips Mac]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[cache]]></category>
		<category><![CDATA[firefox]]></category>
		<category><![CDATA[mac]]></category>
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		<category><![CDATA[safari]]></category>

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		<description><![CDATA[Da diverse settimane stavo constatando un progressivo rallentamento del browser di casa Apple, Safari 3.2.1, tanto che spesso, esasperato, mi vedevo costretto ad usare l&#8217;ottimo e snello OmniWeb, da poco rilasciato gratuitamente (Firefox, per quanto lo reputo il miglior browser in assoluto, non lo uso molto spesso in quanto l&#8217;ho ben infarcito di estensioni developer [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da diverse settimane stavo constatando un <strong>progressivo rallentamento del browser di casa Apple, Safari 3.2.1</strong>, tanto che spesso, esasperato, mi vedevo costretto ad usare l&#8217;ottimo e snello <a href="http://www.omnigroup.com/applications/omniweb/">OmniWeb</a>, da poco rilasciato gratuitamente (<a href="http://www.mozilla-europe.org/it/firefox/">Firefox</a>, per quanto lo reputo il miglior browser in assoluto, non lo uso molto spesso in quanto l&#8217;ho ben infarcito di estensioni developer molto utili nello sviluppo web).<br />
Per mancanza di tempo non ho mai approfondito il problema anche se devo dire mi risultava alquanto misterioso. Qualche giorno fa, <a href="http://www.macosxhints.com/article.php?story=20050720113322218">dopo</a> aver <a href="http://forums.macosxhints.com/archive/index.php/t-39502.html">speso</a> 5 minuti alla ricerca di soluzioni, sono finalmente venuto a capo del problema. Siccome <strong>ognuno di voi potrebbe avere un problema diverso vi elenco le operazioni da fare in questi casi</strong> e poi vi dirò quale è stata quella risolutiva nel mio caso specifico (che potrebbe comunque essere un caso singolare).</p>
<ol>
<li><strong>Pulire Cache, Cookies e il contenuto dei campi Autofill</strong>: più semplicemente menu &#8220;<em>Safari -> Reinizializza Safari</em>&#8220;</li>
<li><strong>Disabilitare l&#8217;auto-filling dei forms</strong> (&#8220;<em>Safari -> Preferenze</em>&#8220;, selezionare il tab &#8220;<em>Riempimento automatico</em>&#8221; e disabilitare la voce &#8220;<em>Nome utente e password</em>&#8220;)</li>
<li><strong>Rimuovere tutti i plugin di terze parti per Safari</strong>: a seconda del tipo di plugin installato potrebbe esserci una disinstallazione automatica o una rimozione manuale. Nel mio caso avevo installato <a href="http://www.cooliris.com">Cooliris</a>, <a href="http://www.inquisitorx.com/">Inquisitor</a>, <a href="http://www.yazsoft.com/sd/index.html">Speed Download</a> e <a href="http://agilewebsolutions.com/products/1Password">1Password</a>. Di questi ho ritenuto essenziale solo 1Password, mentre tutti gli altri (in particolare Speed Download poiché per molti, nei vari forum che ho girato, era la causa dei rallentamenti del browser) li ho prontamente rimossi (Cooliris l&#8217;ho comunque installato su Firefox, tanto per appesantirlo un altro po&#8217;).<br />
Se non avete idea di quale plugin avete potete dare una occhiata sotto le cartelle <em><strong>/Library/Internet Plug-Ins</strong></em>  (qui trovate anche altri plugin di sistema più importanti come Flash Player, Flip4Mac, Java, Quicktime che consiglio di non rimuovere mai) e <em><strong>~/Library/Internet Plug-Ins</strong></em> (dove è possibile trovare i plugin di terze parti come Cooliris e Inquisitor).<br />
Una volta trovati i relativi file, è possibile <strong>spostarli nel cestino</strong> (talvolta è necessario impostare prima la password di amministrazione)
</li>
<li>Chiudere il browser Safari e <strong>rimuovere il file dove sono contenute le proprietà dell’applicazione Safari</strong>:<br />
&#8220;<strong><em>~/Library/Preferences/com.apple.Safari.plist</em></strong>&#8221;<br />
e anche, se volete, &#8220;<em>com.apple.Safari.RSS.plist</em>&#8220;</li>
</ol>
<p>Nel mio caso, ho eseguito, nell&#8217;ordine, tutti i passi dall&#8217;1 al 4 (e per ognuno ho testato la velocità di esecuzione e di risposta del browser) ma <strong>l&#8217;unica soluzione definitiva è stata per me rimuovere il file .plist di Safari</strong> che, quando è stato ricreato alla prima apertura del browser, <strong>è passato da 24 KB</strong></p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2030_safari_plist_1.jpg' alt='Safari Plist' /></div>
<p><strong>a 4 KB</strong></p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2030_safari_plist_2.jpg' alt='Safari Plist' /></div>
<p><strong>Da quel momento in poi Safari, al suo avvio, ha ripreso a caricarsi velocemente e l&#8217;apertura di più tab avveniva in maniera fluida e senza alcun freeze di applicativo</strong>. Forse questo file era <strong>rimasto sporco da qualche installazione precedente</strong>, magari anche degli stessi plugin che avevo precedentemente rimosso ma che avevano comunque lasciato sporco il file delle preferenze e lo rallentavano, oppure di qualche plugin che avevo rimosso da tempo (come <a href="http://www.macupdate.com/info.php/id/24293">SafariTabs</a> per il ripristino all&#8217;apertura del browser delle schede aperte nella sessione precedente) e che magari, siccome nel plist veniva richiamato, produceva un rallentamento perchè il relativo plugin non veniva trovato.</p>
<p>Dovete però considerare che <strong>rimuovere il file .plist di Safari, comporta un riazzeramento di tutte le personalizzazioni che avevate apportato nelle <em>Preferenze</em> del vostro browser</strong> (ancor più profondamente che non quando avete provato a fare &#8220;Reinizializza Safari&#8221;). In particolare vi verrà <strong>riassegnata la Pagina Iniziale da cui far partire Safari</strong> a &#8220;<em>http://livepage.apple.com/</em>&#8220;; oppure, nel caso l&#8217;aveste abilitata, <strong>potreste perdere la visualizzazione della Barra di Stato presente in basso</strong> (per riattivarla basta selezionare la voce relativa dal menu Vista). Inoltre, cosa di non poca importanza, l&#8217;opzione delle Preferenze<strong> &#8220;<em>Apri link da altre applicazioni</em>&#8221; verrà impostata sulla voce di default &#8220;in una nuova finestra&#8221; anziché in quella più comoda &#8220;in un nuovo pannello nella finestra&#8221;</strong>.<br />
Infine, per chi lo avesse abilitato, viene <strong>inibita anche la possibilità di usare il Web Inspector di Safari</strong>, una ricca serie di <strong>strumenti dedicati agli sviluppatori</strong>, che andrà quindi riabilitato. Per visualizzare il relativo menu nella Barra dei menu occorre <strong>attivare l&#8217;apposita opzione, in basso, nel pannello Avanzate delle Preferenze</strong>.</p>
<p>Quel che è certo è che ora <strong>ho imparato a lasciare Safari senza plugin</strong>: per questo esiste Firefox che svolge già egregiamente i suoi compiti con le sue migliaia di estensioni.
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		</item>
		<item>
		<title>Inserire la propria ToDo list direttamente sul Desktop del vostro Mac con QuickSilver e GeekTool</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/04/27/inserire-la-propria-todo-list-direttamente-sul-desktop-del-vostro-mac-con-quicksilver-e-geektool/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 10:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Idea Lab]]></category>
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		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[Tips]]></category>
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		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[ascii]]></category>
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		<category><![CDATA[guida]]></category>
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		<category><![CDATA[Plugin]]></category>
		<category><![CDATA[QuickSilver]]></category>
		<category><![CDATA[ToDo]]></category>

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		<description><![CDATA[Devo dire che, per le mie attività quotidiane, uso molto spesso le ToDo list, sia sul mio Mac che sul mio iPod Touch, perché mi aiutano ad organizzarle meglio. Il problema è che, soprattutto quando vado di fretta, ho la tendenza a spargere il Desktop del mio Mac di tanti file txt il cui nome [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Devo dire che, per le mie attività quotidiane, uso molto spesso le <strong>ToDo list</strong>, sia sul mio Mac che sul mio iPod Touch, perché mi aiutano ad <strong>organizzarle</strong> meglio. Il problema è che, soprattutto quando vado di fretta, ho la tendenza a spargere il Desktop del mio Mac di tanti file txt il cui nome è una sintesi di una attività che devo svolgere e che ritengo importante ricordare ogniqualvolta accedo al mio portatile. Ammetto che questa è una cattiva abitudine che mi porto dietro dall&#8217;uso decennale di Windows: <strong>riempire il desktop di icone e di appunti</strong>! Fortuna che, da quando ho un Macbook Pro, riesco ad organizzarmi molto meglio e <strong>il mio desktop è quasi sempre vuoto di icone (lasciando finalmente spazio al wallpaper di turno)</strong> se non fosse per questi appunti in formato txt (<a href="http://www.levysoft.it/archivio/2008/01/14/tips-mac-creare-un-nuovo-documento-di-testo-dal-menu-contestuale-del-finder-con-automator-nufile-o-document-palette/">qui</a> trovate la guida per creare un nuovo documento di testo dal menu contestuale del Finder).</p>
<p>E&#8217; per questo che mi è venuto in <a href="http://mactuner.blogspot.com/2006/11/to-do-list-solution-using-quicksilver.html">mente</a> di usare <a href="http://projects.tynsoe.org/en/geektool/">GeekTool</a> e <a href="http://blacktree.com/?quicksilver">QuickSilver</a> per <strong>visualizzare la lista delle attività da fare direttamente sullo sfondo della scrivania</strong>: se proprio ci devono essere i mie appunti <strong>almeno che non diano fastidio con antiestetiche icone</strong> (ovviamente se avete problemi di privacy questa soluzione  non fa per voi, poiché, potenzialmente, lascerebbe i vostri appunti visibili alla prima persona che vi passa dietro).</p>
<h5>Gli strumenti necessari</h5>
<p><a href="http://projects.tynsoe.org/en/geektool/">GeekTool</a> e <a href="http://blacktree.com/?quicksilver">QuickSilver</a> sono quel genere di <strong>strumenti di cui ogni buon utente Mac non potrebbe fare a meno</strong>: se il primo (che altro non è che un PrefPane, ovvero un <strong>modulo delle Preferenze di Sistema</strong>) permette di <strong>visualizzare sul desktop informazioni testuali o immagini in costante aggiornamento</strong> (<em>sul mio Mac faccio mostrare una lista dei processi attivi, l&#8217;uptime di sistema, l&#8217;ip address pubblico e un tail -f del file System.log</em>), il secondo applicativo rende disponibili, con un semplice combinazione di tasti (CTRL + SPACE), tutti i vostri programmi e file digitando solamente le iniziali (capirete che una volta presa la mano vi velocizzerà notevolmente il lavoro invece che andare a cercare tra i menu l&#8217;applicazione o file che desiderate aprire). Il bello di <strong>QuickSilver (un po&#8217; come Firefox)</strong> è che è possibile <strong>installare plugin aggiuntivi che aumentano le sue potenzialità e compatibilità con altri programmi</strong> (anche se, almeno a prima vista, la documentazione dei plugin non è descritta in modo del tutto immediato per un entry-level user).</p>
<h5>Passi preliminari</h5>
<p>La mia <strong>ToDo List sarà semplicemente costituita da un solo file ascii e null&#8217;altro</strong>. Il motivo è presto spiegato: oltre ad essere il <strong>formato più semplice da gestire</strong>, è <strong>supportato sia da GeekTool</strong> (che lo visualizzerà sul Desktop nella posizione da noi scelta) <strong>sia da QuickSilver</strong> (attraverso l&#8217;installazione di un plugin potremo editarlo o fare l&#8217;append al file di testo).<br />
Il primo passo, quindi, se non lo si è già fatto, è installare GeekTool e QuickSilver. Quindi, dovrete <strong>creare un file di testo nella vostra area Documenti</strong> (o in qualsiasi altro percorso) dal nome: <strong>ToDo.txt</strong>. Se volete potete anche iniziare a popolarlo con qualche item, ma, <strong>se lavorate con TextEdit, fate attenzione che non sia RTF (il formato di default) ma ASCII</strong>, selezionando dal menu &#8220;<em>Formato</em>&#8221; la voce &#8220;<em>Converti in formato Solo testo</em>&#8220;.</p>
<h5>Configurazione di GeekTool</h5>
<p>Se andate nelle Preferenze di Sistema troverete, in basso, l&#8217;icona di GeekTool. Cliccandovi sopra, aprirete il pannello di controllo di GeekTool da cui potrete <strong>creare una nuova entry</strong> (&#8220;<em>New Entry</em>&#8220;) e <em>associarla ad un azione di tipo &#8220;File&#8221; </em>(anziché di tipo Shell o Picture) che ha lo scopo di <strong>visualizzare il contenuto di qualsiasi file di testo</strong> (<strong>aggiornandolo in tempo reale</strong> nel caso venisse modificato).<br />
Quindi <strong>selezionate il vostro file ToDo.txt e, infine, impostate come deve essere visualizzato</strong>: colore, tipo e dimensione del font da usare (<strong>scegliete il colore in base al tipo di sfondo che usate nella vostra Scrivania</strong>, chiaro se il desktop è scuro e viceversa), colore di sfondo (di default è trasparente e secondo me è la soluzione migliore perché si integra meglio e sembra quasi che le scritte facciano parte dello sfondo stesso) ed eventuale cornice (&#8220;Frame&#8221;) da usare.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2034_todo_1.jpg' alt='ToDo.txt' /></div>
<p>Nel mio esempio <strong>ho usato una cornice di tipo &#8220;Bezeled&#8221; per far risaltare meglio il file ToDo.txt dalle altre visualizzazioni</strong>,</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2023_todo_3.jpg' alt='ToDo.txt' /></div>
<p>ma <strong>potreste anche impostarla a &#8220;None&#8221; per avere un maggiore effetto di integrazione con lo sfondo</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2023_todo_4.jpg' alt='ToDo.txt' /></div>
<p>Infine, con la Entry selezionata <strong>potete posizionare a vostro piacimento dove visualizzare il contenuto del file</strong> (scegliete un posto libero sul desktop in modo da non creare confusione durante la lettura) spostando direttamente col mouse il frame relativo. </p>
<p>Terminata questa fase di configurazione preliminare potete uscire chiudendo direttamente la finestra delle Preferenze di Sistema. </p>
<h5>Configurazione di QuickSilver</h5>
<p>Ora potete passare ad impostare la configurazione QuickSilver. <strong>Di default questo applicativo è in grado solo di aprire o salvare un file txt</strong>. Per fargli eseguire operazioni di append occorre <strong>installare il plugin &#8220;<em>Text Manipulation Actions</em>&#8220;</strong>. Basta caricare l&#8217;interfaccia principale con CTRL + SPACE e dalla freccia in alto a destra <strong>cliccare dal menu la voce &#8220;Plug-Ins&#8221;</strong>. Dalla finestra che vi si aprirà <strong>fate il check sul plugin &#8220;Text Manipulation Actions&#8221; e questo verrà automaticamente scaricato e installato</strong>. Da questo momento in poi, tra le vostre opzioni, avrete anche la possibilità di fare l&#8217;append ad un file di testo.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2034_todo_2.jpg' alt='ToDo.txt' /></div>
<h5>Passiamo ai comandi</h5>
<p>Ora quando dovrete inserire un nuovo appunto basterà seguire la seguente procedura:</p>
<ul>
<li><strong>Premere CTRL + SPACE</strong> per invocare QuickSilver.</li>
<li><strong>Premere  &#8220;.&#8221; per entrare nella modalità testo.</strong>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2023_todo_step_1.jpg' alt='ToDo.txt - Step 1' /></div>
</li>
<li>Dopo aver digitato il proprio item da aggiungere alla propria lista, <strong>premere il tasto TAB ed iniziare a scrivere la frase &#8220;<em>Append To&#8230;</em>&#8221; </strong>(vedrete che dopo le prime volte basterà scrivere solo la prima lettera per far comparire a menu la voce interessata).
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2023_todo_step_2.jpg' alt='ToDo.txt - Step 2' /></div>
</li>
<li><strong>Premere nuovamente il tasto TAB per selezionare il file di testo su cui desidero eseguire l&#8217;operazione di Append</strong>; nel nostro caso <strong>iniziamo a scrivere la parolo &#8220;<em>todo</em>&#8220;</strong> (quicksilver non è key sensitive)
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2023_todo_step_3.jpg' alt='ToDo.txt - Step 3' /></div>
</li>
<li><strong>Premere INVIO e Quicksilver aggiungerà una nuova linea di testo al file ToDo.txt</strong> e, contemporaneamente, <strong>verrà aggiornata anche la visualizzazione sul desktop</strong>.
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2023_todo_step_4.jpg' alt='ToDo.txt - Step 4' /></div>
</li>
</ul>
<h5>Conclusioni</h5>
<p>Vi starete chiedendo perché usare Quicksilver con tutta quella combinazione di tasti invece che fare doppio click sull&#8217;icona del file ed editarlo con Textedit. <strong>Ovviamente questa è solo una possibilità che ha lo scopo finale di pulire completamente il Desktop dalle icone inutili</strong>; nulla vieta comunque di <strong>lasciare il file ToDo.txt sulla vostra Scrivania</strong> e fare da li direttamente doppio click per aprirlo ed editarlo. Ma questa soluzione a molti potrebbe sembrare non opportuna dal momento che il file è già visualizzato direttamente sul Desktop: a che pro lasciare visibile anche l&#8217;icona del file? Inoltre <strong>lasciare un file sul Desktop potrebbe metterlo a rischio di cancellazioni accidentali</strong>, mentre potrebbe essere &#8220;più al sicuro&#8221; in una cartella a cui non accedete molto spesso.<br />
Un&#8217;altra soluzione potrebbe essere quella di <strong>lasciare il file ToDo.txt nella cartella Documenti e aprirlo digitando il nome da SpotLight (Mela + Spazio)</strong>. Ovviamente <strong>verrà sempre aperto il file verrà aperto sempre con TextEdit</strong>.<br />
Il <strong>vantaggio di QuickSilver</strong> è quello di mettervi a disposizione degli <strong>strumenti evoluti e flessibili</strong> che, nel nostro caso, vi permettono con pochi comandi, di <strong>appendere ad un file del nuovo testo senza la necessità di aprirlo</strong>. Anche se potrà sembrare strano, <strong>dopo qualche tentativo, la soluzione con QuickSilver vi si rivelerà molto più veloce di tante altre</strong>.
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		<item>
		<title>Il paradosso del Problema di Monty Hall</title>
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		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2009/04/03/il-paradosso-del-problema-di-monty-hall/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2009 11:44:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Matematica]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[paradosso]]></category>
		<category><![CDATA[probabilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri sera ho visto il film 21 che narra la storia, a quanto pare vera, di uno studente del MIT con problemi finanziari che, grazie al suo talento per numeri e calcoli entra nel team di blackjack della scuola che ha elaborato un complesso sistema di conteggio delle carte da gioco, che gli permetterà di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera ho visto il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/21_(film)">film 21</a> che narra la storia, a quanto pare vera, di uno studente del <a href="http://web.mit.edu/">MIT</a> con problemi finanziari che, <strong>grazie al suo talento per numeri e calcoli entra nel team di blackjack della scuola che ha elaborato un complesso sistema di conteggio delle carte da gioco</strong>, che gli permetterà di sbancare i tavoli di blackjack di Las Vegas.<br />
Nelle fasi iniziali del lungometraggio, si assiste ad una lezione di un professore di matematica, che propone al protagonista il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Problema_di_Monty_Hall"><strong>Problema di Monty Hall</strong></a>, un noto <strong>paradosso della teoria della probabilità con una soluzione del tutto controintuitiva</strong>, sebbene il problema non conduca a una contraddizione logica.</p>
<h5>Problema</h5>
<p>In questo gioco, vengono mostrate a un giocatore <strong>tre porte chiuse; al di là di una c&#8217;è un&#8217;automobile e dietro ciascuna delle altre due si nasconde una capra</strong>. Al giocatore è permesso aprire una porta, e tenersi ciò che si trova di là da essa. Ad ogni modo, <strong>dopo che il giocatore ha selezionato una porta, ma non l&#8217;ha ancora aperta, il conduttore dello show</strong> (che conosce ciò che si trova dietro ogni porta) <strong>apre un&#8217;altra porta, rivelando una delle due capre, e offre al giocatore la possibilità di cambiare la propria scelta iniziale</strong>, passando all&#8217;unica porta restante. Passare all&#8217;altra porta migliora le chance del giocatore di vincere l&#8217;automobile? La risposta è, controintuitivamente, sì: <strong>le probabilità di vittoria passano da 1/3 a 2/3, raddoppiando di fatto le probabilità di trovare l&#8217;automobile</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2022_paradosso_monty_hall.jpg' alt='Monty Hall' /></div>
<h5>La soluzione</h5>
<p>La soluzione può essere illustrata come segue. <strong>Ci sono tre scenari possibili, ciascuno avente probabilità 1/3</strong>:</p>
<ul>
<li>Il giocatore sceglie la capra numero 1. Il conduttore sceglie l&#8217;altra capra. Cambiando, il giocatore vince l&#8217;auto.</li>
<li>Il giocatore sceglie la capra numero 2. Il conduttore sceglie l&#8217;altra capra. Cambiando, il giocatore vince l&#8217;auto.</li>
<li>Il giocatore sceglie l&#8217;auto. Il conduttore sceglie una capra, non importa quale. Cambiando, il giocatore trova l&#8217;altra capra.</li>
</ul>
<p>Nei primi due scenari, cambiando il giocatore vince l&#8217;auto; nel terzo scenario il giocatore che cambia non vince. <strong>Dal momento che la strategia &#8220;cambiare&#8221; porta alla vittoria in due casi su tre, le chance di vittoria adottando la strategia sono 2/3</strong>.</p>
<h5>L&#8217;errore comune</h5>
<p>L&#8217;obiezione più comune alla soluzione è fornita dall&#8217;idea che, per varie ragioni, <strong>il passato possa essere ignorato quando si valutano delle probabilità</strong>. Dunque, la scelta della prima porta e il ragionamento del conduttore circa quale porta aprire si possono trascurare; dal momento che si può scegliere tra due porte, <strong>la probabilità di scegliere quella giusta dovrebbe essere pari al 50%</strong>.</p>
<p>Per dimostrare l&#8217;inesattezza di questa convinzione è possibile porci una domanda. Ipotizziamo che un giocatore adotti la strategia di non accettare mai l&#8217;offerta del conduttore, qualunque essa sia. Se le probabilità di vincita all&#8217;inizio sono del 33%, ha senso pensare che queste passino automaticamente al 50% solo perché il conduttore ha chiesto qualcosa che il giocatore non ascolta neanche? Ovviamente no.<br />
<strong>Sebbene ignorare il passato funzioni in certi giochi, come ad esempio nel lancio di una moneta</strong>, non funziona necessariamente in tutti i giochi. Un rilevante controesempio è fornito dal <strong>conteggio delle carte uscite in certi giochi</strong> di carte (come appunto il <strong>blackjack</strong>), che consente ai giocatori di <strong>sfruttare a proprio vantaggio l&#8217;informazione riguardante eventi passati</strong>. </p>
<h5>Conclusione</h5>
<p>In altri termini, la probabilità di scegliere la capra (insuccesso) all&#8217;inizio è di 2/3. Assumendo che come prima scelta si incappi &#8220;sempre&#8221; (2/3 delle volte) nella capra, si dovrà solo attendere che venga scoperta l&#8217;altra porta con la capra, per poi cambiare la propria scelta con quella con maggiore probabilità di successo.</p>
<p><strong>In altre parole, assumendo di aver scelto coscientemente uno dei due errori possibili, attendo che mi si mostri il secondo e cambio scelta. Così facendo, su un numero infinito di partite se ne vincono SEMPRE 2/3.</strong></p>
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		</item>
		<item>
		<title>YouTube Mobile Application: è uscito il client ufficiale per Symbian S60 e Windows Mobile! Ecco la guida passo passo su come installarlo su uno smartphone con Windows Mobile 6</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/03/27/youtube-mobile-application-e-uscito-il-client-ufficiale-per-symbian-s60-e-windows-mobile-ecco-la-guida-passo-passo-su-come-installarlo-su-uno-smartphone-con-windows-mobile-6/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 15:29:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finalmente Youtube ha rilasciato gratuitamente un client per Windows Mobile 6.x e Symbian S60 3rd Edition (qui la lista dei dispositivi Nokia supportati) per permettere di accedere a YouTube da quasi tutti i palmari e smartphone in commercio. Se fino a poco tempo fa era possibile farlo nativamente solo da un iPhone/iPod Touch o da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente Youtube ha <a href="http://www.youtube.com/blog?entry=tWasC8HWSnI">rilasciato gratuitamente</a> un client per <strong>Windows Mobile 6.x e Symbian S60 3rd Edition (<a href="http://help.youtube.com/support/youtube/bin/answer.py?answer=142850&#038;topic=20992">qui</a> la lista dei dispositivi Nokia supportati)</strong> per permettere di <strong>accedere a <a href="http://www.youtube.it">YouTube</a> da quasi tutti i palmari e smartphone</strong> in commercio. Se fino a poco tempo fa era possibile farlo nativamente solo da un <em>iPhone/iPod Touch</em> o da un <em>HTC Touch Diamond</em> (tanto che su <a href="http://www.windowsmobileitaly.com/forum.xda-developers.com">xda-developers</a> erano riusciti ad estrarre dalla ROM HTC l&#8217;applicazione per metterla a disposizione, più o meno legalmente, su tutti i dispositivi con Windows Mobile) o attraverso <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2007/10/18/come-visualizzare-i-video-divx-e-i-filmati-di-youtube-sui-dispositivi-con-windows-mobile/">qualche piccolo tip</a>, ora la nuova versione 2.0.2 dell&#8217;applicativo ufficiale <strong>YouTube Mobile Application</strong> amplierà lo spettro di clienti <strong>rendendo fruibile il portale di video praticamente a quasi tutti i dispositivi mobili avanzati esistenti in commercio</strong> (con pieno supporto agli schermi ad alta risoluzione VGA e simili), offrendo una <strong>migliore qualità video, velocizzando lo streaming</strong> grazie alla <strong>ottimizzazione per le reti mobili Wi-Fi o 3G</strong>, rendendo di fatto meno complicato vedere i video di YouTube sul proprio telefonino.</p>
<p>Già qualche mese fa, YouTube aveva <a href="http://www.youtube.com/blog?entry=sDFlZe7FwJI">comunicato</a> di aver reso disponibile all&#8217;indirizzo <a href="http://m.youtube.com/">m.youtube.com/</a> il supporto ad <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2007/10/09/la-rivoluzione-di-adobe-flash-lite-3-per-vedere-i-video-di-youtube-sui-cellulari-peccato-che-non-e-possibile-scaricarlo-ma-sara-in-bundle-con-la-rom-del-dispositivo/">Adobe Flash Lite 3</a> (supportato, al momento, solo dai cellulari più recenti), ma <strong>l&#8217;apertura del portale a due delle principali piattaforme mobili sul mercato, è un evento rivoluzionario sul fronte accessibilità e ci ricorda quanto Google abbia la volontà di offrire la migliore esperienza di fruizione di YouTube su qualsiasi dispositivo, computer, televisore o telefono cellulare</strong>. In quest&#8217;ottica rientra anche <a href="http://www.youtube.com/tv/"><strong>YouTube TV</strong></a>, il servizio che permette di <strong>visualizzare i video e gestire i comandi direttamente dal telecomando della nostra console WII o Playstation 3</strong>, simulabile dal proprio browser Safari (abilitando il menu <strong>Sviluppo -> User Agent -> Altro&#8230;</strong>) o Firefox (installando il plugin <a href="https://addons.mozilla.org/en-US/firefox/addon/59"><strong>User Agent Switcher</strong></a>) impostando uno dei due seguenti User Agent:</p>
<blockquote><p>Mozilla/5.0 (PLAYSTATION 3; 2.00)<br />
oppure<br />
Opera/9.23 (Nintendo Wii; U; ; 1038-58; Wii Internet Channel/1.0; en)
</p></blockquote>
<p>Tornando a <strong>YouTube Mobile Application</strong>, c&#8217;è però da dire che, purtroppo l&#8217;applicazione <strong>non è per ora disponibile per l&#8217;Italia ma soltanto per Australia, Irlanda, Nuova Zelanda, Regno Unito e Stati Uniti</strong>; è comunque possibile scaricarla ugualmente collegandosi dal browser del proprio device mobile all&#8217;indirizzo <a href="http://m.youtube.com/">http://m.youtube.com</a> e <strong>cambiando la propria lingua predefinita in Inglese, in attesa di un rilascio in lingua italiana</strong>.</p>
<div align="center">
<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/o0ljWtG1xOM&#038;rel=0&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=it&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/o0ljWtG1xOM&#038;rel=0&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=it&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object>
</div>
<p></p>
<h5>Come installare YouTube Mobile Application su Windows Mobile</h5>
<p>Aprire dal browser del proprio smartphone la pagina: <a href="http://m.youtube.com/">http://m.youtube.com</a></p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_01.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 01' /></div>
<p>Verrà mostrata la <strong>versione di Youtube ottimizzata per i dispositivi mobili</strong>. Sotto al campo di ricerca troverete un link da cliccare: &#8220;<strong>Guarda Youtube sul tuo cellulare</strong>&#8220;:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_02.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 2' /></div>
<p>Almeno finché non verrà rilasciato da Google una versione per l&#8217;Italia, al momento, dopo aver cliccato sul link sopra indicato verrà <strong>mostrata questa pagina che  ci avverte che non è disponibile la versione per il nostro dispositivo</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_03.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 3' /></div>
<p>In realtà questa <strong>schermata potrebbe trarre in inganno chiunque perché non si dice che non è disponibile una versione per la lingua italiana</strong> dell&#8217;applicativo (e ovviamente anche il conseguente supporto alla localizzazione italiana di YouTube.it) ma <strong>sembra quasi che la versione del nostro sistema operativo non sia supportata</strong>. Sarà, invece, sufficiente cliccare sul link in basso: &#8220;<strong>Cambia lingua</strong>&#8221; per accedere alla seguente schermata:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_04.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 4' /></div>
<p>dove basterà <strong>cliccare sul link &#8220;English&#8221;</strong> per essere rediretti verso la seguente pagina per il download automatico dell&#8217;applicativo.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_05.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 5' /></div>
<p>Dopo qualche secondo di attesa si aprirà a popup un messaggio che vi <strong>chiederà conferma del download in corso</strong>. </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_06.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 6' /></div>
<p>Cliccando sul tasto &#8220;<strong>Salva con nome&#8230;</strong>&#8221; potrete decidere dove salvare il file (che altro non è che un <strong>file .CAB installabile su tutti i terminali con Windows Mobile</strong>)</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_07.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 7' /></div>
<p>Essendo un file .CAB <strong>si aprirà automaticamente la schermata di istallazione dell&#8217;applicativo</strong> (altrimenti basterà posizionarsi sulla cartella in cui si è salvata l&#8217;installazione dell&#8217;applicativo e fare doppio click sul file .cab) che chiederà dove installarlo (sul <em>Dispositivo</em> o sulla <em>Scheda di Memoria</em>): a voi la scelta in base alle vostre esigenze e allo spazio libero a disposizione sulla periferica.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_08.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 8' /></div>
<p>Dopo che ha effettuato la copia dei file nella directory di destinazione desiderata, <strong>l&#8217;installazione sarà portata a termine in pochi secondi</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_09.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 9' /></div>
<p>Ora sarà sufficiente <strong>andare nella cartella Programmi del proprio dispositivo mobile</strong>, dove troverete l&#8217;icona dell&#8217;applicazione appena installata:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_10.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 10' /></div>
<p>Quando si lancerà per la prima volta l&#8217;applicazione YouTube Mobile Application verrà chiesto di selezionare la propria regione di appartenenza: <strong>selezionate <em>United Kingdom</em> o <em>United States</em></strong></p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_11.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 11' /></div>
<p>e vi verranno <strong>mostrati, in inglese, i termini e le condizioni da accettare prima di poter proseguire</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_12.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 12' /></div>
<p>Infine, vi verrà mostrata una ultima schermata di avviso che vi avvertirà che <strong>se non accediamo con connessione wireless, dal momento che lo streaming consuma un gran quantità di dati, prima di usarlo è necessario avere un abbonamento flat per il proprio terminale mobile</strong>, altrimenti si rischia di spendere molte decine di euro per visionare qualche minuto di filmato.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_13.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 13' /></div>
<p>Finalmente ora potrete accedere alla schermata principale dell&#8217;applicativo YouTube Mobile Application dove <strong>potrete trovare un campo per ricercare i video</strong>, con lo <strong>storico delle parole chiave</strong> già immesse, oppure potrete selezionare <strong>i contenuti più visti</strong>, quelli che hanno ricevuto maggior gradimento e gli ultimi caricati.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_14.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 14' /></div>
<p>Simpatica la <strong>visualizzazione a scorrimento laterale delle anteprime dei video ricercati</strong> (a mo&#8217; di CoverFlow semplificato). Una volta scelto il video, si accede alla pagina che lo descrive brevemente</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_15.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 15' /></div>
<p>e dal quale è possibile <strong>lanciare la visualizzazione, che va automaticamente a schermo intero e in modalità landscape, con prevenzione dello spegnimento del dispositivo durante il playback</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_16.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 16' /></div>
<p>Come potete notare il <strong>player mostra la barra di scorrimento del video, permette la visione a pieno schermo con un doppio click ed assomiglia molto a quello che si visualizza dal browser del proprio pc</strong>.</p>
<h5>Suggerimenti per migliorare l&#8217;applicazione</h5>
<p>Al momento, le uniche <strong>pecche di YouTube Mobile Application sono</strong>, oltre al <strong>mancato supporto ufficiale per l&#8217;italiano</strong> (che ci costringe, per eseguire l’installazione sui nostri device, di accontentarsi della versione inglese del programma e di non poter accedere alla versione localizzata di Youtube.it), anche la <strong>mancanza della possibilità di loggarsi con il proprio account</strong> in modo da accedere ai servizi più avanzati del noto portale, e <strong>l&#8217;impossibilità di accedere ai Canali di Youtube</strong>. Si sente anche molto la <strong>mancanza di un link per scaricare i video in modo da poterli guardarli offline</strong> (<a href="http://www.levysoft.it/archivio/2007/10/18/come-visualizzare-i-video-divx-e-i-filmati-di-youtube-sui-dispositivi-con-windows-mobile/">qui</a> trovate un modo alternativo per farlo con il sito <a href="http://www.mobytube.net/"><strong>MobyTube</strong></a>) e <strong>l&#8217;impossibilità di visualizzare i suggerimenti ai video simili</strong>.<br />
Google, comunque, <a href="http://www.youtube.com/blog?entry=tWasC8HWSnI">ha garantito</a> che <strong>saranno a breve disponibili diversi aggiornamenti dell&#8217;applicativo, che saranno notificati automaticamente dal programma</strong>.
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		<title>Avidemux: l&#8217;alternativa per Mac OS X e Linux del famoso programma di video editing Virtualdub per Windows</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/03/25/avidemux-lalternativa-per-mac-os-x-e-linux-del-famoso-programma-di-video-editing-virtualdub-per-windows/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 13:35:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Mac os x]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Tips]]></category>
		<category><![CDATA[Tips Mac]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
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		<category><![CDATA[avidemux]]></category>
		<category><![CDATA[licenza_gpl]]></category>
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		<description><![CDATA[Da quando sono passato a Mac OS X, l&#8217;unica cosa di cui sentivo realmente la mancanza era poter usare un programma per l&#8217;editing video flessibile e veloce come Virtualdub per Windows. A volte mi capita di registrare qualche programma televisivo con Vcast in qualità Divx e poi, dopo averlo scaricato (comoda la funzionalità di feed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da quando sono passato a Mac OS X, l&#8217;unica cosa di cui sentivo realmente la mancanza era poter usare un <strong>programma per l&#8217;editing video flessibile e veloce come <a href="http://www.virtualdub.org/">Virtualdub</a> per Windows</strong>. A volte mi capita di registrare qualche programma televisivo con <a href="http://vcast.it/faucetpvr/">Vcast</a> in qualità Divx e poi, dopo averlo scaricato (comoda la funzionalità di feed rss messa a disposizione da Vcast per il download automatico con iTunes a mo&#8217; di personal Podcast) sono solito <strong>eliminare la pubblicità dal file video</strong> (o tutto ciò che ritengo inutile o superfluo) in modo da potermi godere la visione senza interruzioni. <strong>Virtualdub ha dalla sua il vantaggio di essere un programma che, con pochissimi passaggi, permette di tagliare parti video</strong> (ma volendo anche può anche unire più filmati in uno solo) <strong>senza effettuare alcuna ricodifica audio/video</strong> (grazie all&#8217;opzione &#8220;<em>Direct Stream Copy</em>&#8220;).</p>
<p>Ebbene, finalmente sono riuscito a trovare un <strong>degno sostituto a Virtualdub</strong>: si chiama <a href="http://fixounet.free.fr/avidemux/"><strong>Avidemux</strong></a> ed è un <strong>programma di video editing open source rilasciato sotto licenza GPL e  multipiattaforma</strong> (funziona, infatti, per <strong>Windows, Mac OS X, BSD e Linux</strong>) che mette a disposizione un tool di editing video leggero, funzionale e veloce. Dalle funzionalità simili a Virtualdub, <strong>per molti aspetti è anche più intuitivo,  più semplice e completo</strong> della sua controparte, mostrando anche una <strong>interfaccia grafica meno spartana</strong> e un po&#8217; più gradevole (grazie alle librerie GTK).</p>
<p>Tra le sue funzionalità, spiccano quelle di <strong>tagliare, unire, modificare, applicare filtri, e convertire in diversi formati, i video caricati</strong>. Nella sezione <a href="http://www.avidemux.org/admWiki/index.php?title=Main_Page"><strong>Wiki Docs</strong></a> del sito di Avidemux trovate tutte le guide (in inglese) per le funzionalità più importanti. Nonostante, apparentemente, leggendo, per esempio, la dettagliata ed esauriente guida del <a href="http://www.avidemux.org/admWiki/index.php?title=Cutting">Cutting Video</a> possa sembrare una operazione lunga, dovete sapere che sono necessari solo pochi passi.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2020_avidemux.jpg' alt='Avidemux' /></div>
<p>E&#8217; sufficiente, infatti, <strong>lasciare impostate su &#8220;Copy&#8221; le opzioni di ricodifica video e audio</strong> (se si imposta un altro formato, come per esempio, MPEG2 o 3GP, i tempi di salvataggio saliranno proporzionalmente alla durata del filmato da ricodificare), <strong>che corrispondono alle opzioni &#8220;Direct Stream Copy&#8221; di VirtualDub</strong> (impostabili dal menu Video e Audio del programma) e, <strong>dopo aver selezionato, con i tasti A e B la porzione di video da tagliare</strong>, andare sul menu <strong>Edit->Delete per rimuovere la selezione</strong> (se invece si clicca sul pulsante &#8220;Salva&#8221;, senza cancellare nulla, si salverà direttamente la parte di video selezionata) e quindi <strong>cliccare sul tasto &#8220;Salva&#8221; per fare, in pochi secondi, una copia del filmato modificato</strong>.
<p class="akst_link"><a href="http://www.levysoft.it/?p=2020&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_2020" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a></p>
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		<title>Come estrarre una chiavetta USB senza scollegare l’hardware in modalità sicura facendo attenzione a come formattare la flash drive per non perdere dati</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/03/16/come-estrarre-una-chiavetta-usb-senza-scollegare-l%e2%80%99hardware-in-modalita-sicura-facendo-attenzione-a-come-formattare-la-flash-drive-per-non-perdere-dati/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 13:50:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;altro giorno ho spiegato come formattare in NTFS una pen drive aggirando le limitazioni di Windows; oggi, invece, voglio spiegarvi come estrarre una chiavetta USB senza scollegare l’hardware in modalità sicura, semplicemente settando correttamente una impostazione di Windows sconosciuta ai più. Questo metodo, implicitamente, vi permetterà, anche di trovare un altro metodo per riuscire a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;altro giorno ho spiegato come <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2009/02/23/come-formattare-una-penna-usb-da-fat32-a-ntfs-su-windows/">formattare in NTFS una pen drive aggirando le limitazioni di Windows</a>; oggi, invece, voglio spiegarvi <strong>come estrarre una chiavetta USB senza scollegare l’hardware in modalità sicura</strong>, semplicemente settando correttamente una impostazione di Windows sconosciuta ai più. Questo metodo, <strong>implicitamente, vi permetterà, anche di trovare un altro metodo per riuscire a formattare da Windows una pennetta USB in NTFS</strong>.</p>
<p>Come noto, quando dobbiamo estrarre un dispositivo di archiviazione USB (una chiavetta flash o un hard disk portatile) dal proprio PC, anche se è vero che le<strong> porte USB sono Plug and Play</strong> e supportano i dispositivi hot swap per la rimozione a caldo delle periferiche, è sempre opportuno avviare la procedura che &#8220;<strong>Scollega l&#8217;hardware in modalità sicura</strong>&#8221; in modo da essere sicuri che <strong>tutte le attività di scrittura vengano terminate, onde evitare possibili perdite di dati e di informazioni</strong>. Ovviamente, il più delle volte <strong>questa operazione potrebbe sembrare noiosa</strong>, e quante volte vi sarà capitato, magari andando di fretta, di non seguire tutta la procedura corretta, con il conseguente messaggio di errore di Windows che vi farà sudare freddo? Personalmente non credo di aver mai perso dati scollegando un dispositivo USB in maniera affrettata, ma il rischio esiste sempre.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2008_usb_9.jpg' alt='Scollegare USB' /></div>
<p>Altre volte, invece, può capitare che, anche quando si va cliccare sull&#8217;icona in basso a destra per la rimozione sicura dell&#8217;hardware, <strong>il sistema operativo potrebbe rispondere che è impossibile disattivare la periferica perché in uso</strong>, e di provare in un secondo momento, nonostante, però non vi sia, almeno apparentemente, alcun trasferimento dati in corso. <strong>Solo dopo 3-4 tentativi, si riuscirà a rimuovere il dispositivo, con evidente perdita di tempo</strong>.</p>
<h5>Come estrarre una chiavetta USB senza scollegare l’hardware in modalità sicura</h5>
<p><a href="http://www.hi-techlife.com/2007/12/18/estrarre-la-chiavetta-usb-senza-scollegare-l’hardware-in-modalita-sicura/">Ebbene</a>, se anche voi siete afflitti da questi problemi, è perché forse non siete a conoscenza del fatto che, <strong>se si disattiva la cache di scrittura sul dispositivo USB, è possibile saltare la fase di disconnessione del hardware in modalità sicura, senza, però, alcuna perdita dei dati</strong>. Per fare ciò, è sufficiente andare sulla voce <strong>Sistema</strong> (<em>System</em> in inglese) del <strong>Pannello di controllo</strong></p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2008_usb_2.jpg' alt='Scollegare USB' /></div>
<p>e cliccare sul tab <strong>Hardware -> Gestione Periferiche</strong> (<em>Device Manager</em>), </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2008_usb_3.jpg' alt='Scollegare USB' /></div>
<p>e quindi selezionare la voce &#8220;<strong>Unità disco</strong>&#8221; (<em>Disk Drives</em>) e con il pulsante destro del mouse cliccare sulla periferica USB desiderata cliccando poi sulla voce <strong>Proprietà</strong> (<em>Properties</em>).</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2008_usb_4.jpg' alt='Scollegare USB' /></div>
<p>Dalla finestra che si aprirà, nella scheda &#8220;<strong>Criteri</strong>&#8221; (<em>Policies</em>) verifichiamo che sia spuntata la voce &#8220;<strong>Ottimizza per la rimozione rapida</strong>&#8221; (<em>Optimize per quick removal</em>) che, di solito, è l&#8217;opzione di default dei sistemi Windows.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2008_usb_5.jpg' alt='Scollegare USB' /></div>
<p>Purtroppo, <strong>questa operazione, andrebbe eseguita su ogni PC su cui si intende collegare il dispositivo e su ciascuna periferica USB a cui si vuole disabilitare la cache in scrittura</strong>, ma una volta impostato, non avrete più necessità di scollegare l&#8217;hardware in modalità sicura.</p>
<h5>Metodo alternativo per abilitare la formattazione NTFS su Windows</h5>
<p>Quello che non tutti sanno, però, è che dalla maschera dei criteri, è possibile anche <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2009/02/23/come-formattare-una-penna-usb-da-fat32-a-ntfs-su-windows/">formattare in NTFS una pen drive aggirando le limitazioni di Windows</a>. Infatti, se si imposta il valore &#8220;<strong>Optimize for performance</strong>&#8220;,</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2008_usb_7.jpg' alt='Scollegare USB' /></div>
<p>nella <strong>maschera di formattazione della periferica USB, comparirà anche la voce NTFS oltre che quella di default FAT32</strong>;</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2008_usb_8.jpg' alt='Scollegare USB' /></div>
<p>mentre se si imposta, come suggerito nella procedura sopra esposta per rimuovere una chiavetta USB senza scollegare l’hardware in modalità sicura, il valore &#8220;<strong>Optimize for quick removal</strong>&#8221;</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2008_usb_5.jpg' alt='Scollegare USB' /></div>
<p>allora <strong>nella maschera di formattazione della periferica USB, comparirà solo la voce di default FAT32</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2008_usb_6.jpg' alt='Scollegare USB' /></div>
<p>Il motivo di questo comportamento, apparentemente anomalo, è presto <a href="http://apcmag.com/Forum.htm?g=posts&#038;t=593">spiegato</a>. Nell&#8217;opzione &#8220;<em>Optimize for quick removal</em>&#8221; la formattazione NTFS non viene mostrata perché <strong>è caldamente sconsigliato effettuare l&#8217;estrazione di una periferica flash formattata NTFS senza eseguire la procedura di estrazione dell’hardware in modalità sicura</strong>, poiché si rischierebbe di <strong>compromettere l&#8217;integrità del file sistem</strong>, in quanto questo particolare file system proprietario Microsoft, <strong>mantiene sempre aggiornato l&#8217;NTFS transaction log</strong> (journal) e, se questo venisse corrotto, si rischia di rendere il contenuto della periferica USB inutilizzato. <a href="http://www.pctipsbox.com/format-a-usb-drive-with-ntfs-file-system/">Insomma</a>, siccome NTFS è un journaling file system, tutti i disk transactions sono loggati separatamente sulla periferica, il che comporta, inevitabilmente, un carico di scrittura maggiore e praticamente invisibile all&#8217;utente.<br />
<strong>Ironicamente, la formattazione FAT32, nonostante più vecchia e con tutte le sue limitazioni, si dimostra essere, nei casi di rimozione improvvisa del drive, molto più sicura</strong>.</p>
<h5>Conclusioni</h5>
<p>Quindi, ricapitolando, <strong>se volete immagazzinare su una chiavetta USB file più grandi di 4GB</strong>, o magari volete criptare i vostri documenti con il tool messo a disposizione da Windows XP Professional (EFS file encryption), assegnare i privilegi ai vari file, o settare i disk quotas,  <strong>allora dovrete necessariamente formattare la pennetta USB con il file system NTFS</strong> (<a href="http://www.levysoft.it/archivio/2009/02/23/come-formattare-una-penna-usb-da-fat32-a-ntfs-su-windows/">usando il tool convert.exe</a>, oppure usando l&#8217;utility gratuita per Windows <a href="http://www.pcworld.com/downloads/file/fid,64963-order,4/description.html">HP USB Disk Storage Format Tool</a>, o, infine, <strong>per usare l&#8217;utility di formattazione di Windows, impostando &#8220;Optimize for performance&#8221; nei criteri di ottimizzazione delle performance</strong>) ma così facendo <strong>non potrete mai disabilitare la cache in scrittura sul drive esterno, pena la corruzione dei dati</strong>.</p>
<p>Se invece, non avete particolari necessità, <strong>potete lasciare la formattazione FAT32</strong> (che di fatto, proprio perché non è proprietaria, è supportata da tutti i sistemi operativi Linux, Mac e Windows, ma anche dai lettori MP3 o dalle cornici digitali, <strong>risultando, in pratica, il minimo comune denominatore di tutti i sistemi</strong>), e <strong>disabilitare senza problemi la scrittura della cache che vi permetterò di rimuovere un drive USB senza passare per la procedura di rimozione dell&#8217;hardware in modalità sicura</strong>. A voi la scelta!
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		<title>Come formattare una penna USB da FAT32 a NTFS su Windows</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 11:54:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al giorno d&#8217;oggi, trovare una penna USB grande 8 o 16 GB è molto facile e i prezzi sono oramai molto contenuti per cui non è raro trovarsi a dover copiare un file, magari una ISO di un DVD, di dimensioni superiori ai 4 GB. Oltre al fatto che, almeno per ora, le velocità delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al giorno d&#8217;oggi, trovare una <strong>penna USB grande 8 o 16 GB</strong> è molto facile e i prezzi sono oramai molto contenuti per cui non è raro trovarsi a dover <strong>copiare un file, magari una ISO di un DVD, di dimensioni superiori ai 4 GB</strong>. Oltre al fatto che, almeno per ora, le velocità delle pennette USB di tipo flash memory, sono inferiori rispetto agli hard disk esterni, e quindi, per copiare file di grandi dimensioni, ci si impiega più tempo che non a fare la stessa operazione su un normale hard disk a testina, il problema più grande che normalmente si incontra è che tutte <strong>queste flash drive, per ragioni di retrocompatibilità, sono sempre formattate FAT32</strong>. Se si considera, poi, che <strong>Windows XP non ha, nella sua utility di formattazione, un opzione che prevede la possibilità di inizializzare una pen drive in NTFS</strong>, si capisce bene che, per la maggior parte degli utenti, questo risulta essere un problema insormontabile.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1922_usb_pen_ntfs_1.jpg' alt='Formattare una pen drive in NTFS' /></div>
<p>Quello che non tutti sanno, però, è che questo è solo un evidente <strong>problema di limitazione della utility grafica di Windows XP, perché di fatto è possibile formattare una pendrive come NTFS</strong>.</p>
<h5>Formattare una penna USB in NTFS</h5>
<p>Come noto, di solito, <strong>le pen drive vengono sempre formattate FAT32</strong> e credo sarà sempre così almeno finché i drive non supereranno le dimensioni di 32 GB (mentre, fino a qualche anno fa, <strong>le prime pennette USB avevano addirittura un file system</strong> formattato <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File_Allocation_Table"><strong>FAT16</strong></a>, con un limite di 2 GB). Il <strong>motivo dell&#8217;adozione della partizione FAT32</strong> è semplicemente quello di <strong>evitare problemi di compatibilità con altri sistemi operativi</strong>, dato che il file system <strong>NTFS è una tecnologia proprietaria di Windows</strong> (<em>patented technology</em>) e non tutti i sistemi operativi (come Mac OS X) la supportano nativamente in scrittura.</p>
<p>In realtà, prima di proseguire il discorso, vorrei far chiarezza su una mia affermazione procedente, che a prima vista potrebbe risultare non propriamente esatto. Quando ho asserito che 32 GB era il limite della dimensione di un volume FAT32, in realtà è più giusto dire che questo è solamente un <strong>altro limite arbitrario delle utility di formattazione e partizionamento di Windows 2000/XP/Vista</strong>, ed è per questo che credo che tale file system verrà adottato almeno finché le pen drive non supereranno tali dimensioni, visto che, altrimenti, con i sistemi operativi di casa Redmond non si avrebbe la possibilità di formattare il disco.<br />
In ogni caso <strong>Utility di terze parti</strong> (ma anche il sistema di partizionamento di Mac OS X) <strong>possono tranquillamente creare e gestire partizioni FAT32 fino a 1 TB</strong>; io stesso ho un hard disk esterno da 320 GB formattato FAT32. Quel che invece resta immutato è che, <strong>con il FAT32, la dimensione del singolo file non può essere superiore ai 4 GB!</strong></p>
<p>Quindi, <strong>se l&#8217;uso prevalente della vostra penna USB è sotto Windows e avete la necessità di caricare file di grandi dimensioni (superiori ai 4 GB)</strong>, o semplicemente volete ottimizzare lo spazio usato sul disco riducendo le <a href="http://www.pcself.com/pc/hdisk.html">dimensioni dei cluster</a>, allora dovrete fare in modo di <strong>formattare la vostra flash drive in NTFS</strong>. L&#8217;unico modo <strong>per farlo utilizzando gli strumenti messi a disposizione da Windows</strong>, è quello di <strong>convertire il file system anziché formattarlo!</strong></p>
<p>Per farlo, basterà <strong>aprire il prompt dei comandi del DOS</strong> ed eseguire il comando <strong><em>DOS Convert</em></strong> sull&#8217;unità USB. Quindi, nel caso la <strong>lettera associata alla vostra pen drive sia &#8220;G&#8221;</strong> (la potete verificare andando su Risorse del Computer),</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1922_usb_pen_ntfs_2.jpg' alt='Formattare una pen drive in NTFS' /></div>
<p>allora dovrete lanciare il seguente comando:</p>
<p><code>
convert G: /fs:NTFS
</code></p>
<p><strong>ATTENZIONE</strong>: La procedura inizierà senza chiedere alcuna conferma (a differenza di quanto avviene, invece, se si fa la stessa operazione sul disco di boot).</p>
<p>L&#8217;indubbio <strong>vantaggio nell&#8217;usare il comando &#8220;convert&#8221;</strong>, oltre alla estrema velocità dell&#8217;operazione, è anche quello di <strong>non perdere i dati contenuti nella pennetta, dato che questa applicazione  non formatta il disco</strong> (cosa, invece, che sarebbe accaduta se avessimo una qualsiasi utility di formattazione) bensì converte semplicemente il file system da FAT32 a NTFS (mi sento comunque di consigliarvi un backup prima della conversione).</p>
<p><strong>UPDATE:</strong> <a href="http://www.iwriteaboutit.com/formattare-la-pendrive-in-ntfs-avviabile-al-boot/">Grazie</a> all&#8217;utility gratuita per Windows <strong><a href="http://www.pcworld.com/downloads/file/fid,64963-order,4/description.html">HP USB Disk Storage Format Tool</a></strong> è possibile <strong>formattare una pendrive USB in NTFS e, anche, renderla avviabile in fase di boot</strong>. Sviluppata da HP per le sue pendrive, ma che funziona senza problemi anche con altre, ha dalla sua la semplicità di utilizzo e la comoda funzionalità che permette di rendere la vostra pennetta USB avviabile in fase di Boot del sistema: basterà formattarla, copiarci i file: <em>boot.ini</em>, <em>ntldr</em>, e <em>ntdetect</em>, e, infine, configurare il vostro Bios per permettere l’avvio da USB, ed il gioco è fatto.
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		</item>
		<item>
		<title>Come configurare un account di posta elettronica Hotmail, Tin.it e Virgilio.it sul proprio iPhone/iPod Touch</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/02/12/come-configurare-un-account-di-posta-elettronica-hotmail-tinit-e-virgilioit-sul-proprio-iphoneipod-touch/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2009/02/12/come-configurare-un-account-di-posta-elettronica-hotmail-tinit-e-virgilioit-sul-proprio-iphoneipod-touch/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 15:01:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone]]></category>
		<category><![CDATA[iPod]]></category>
		<category><![CDATA[hotmail]]></category>
		<category><![CDATA[ipod-touch]]></category>
		<category><![CDATA[tin]]></category>
		<category><![CDATA[virgilio]]></category>

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		<description><![CDATA[A differenza di un account Gmail, la configurazione di un account di posta elettronica Hotmail, Tin.it e Virgilio.it sul proprio iPhone o iPod Touch, necessita di alcune spiegazioni. In particolare, per quanto riguarda Hotmail c&#8217;è da dire che fino a qualche tempo fa non era possibile accedere alla casella di posta elettronica dal proprio terminale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A differenza di un account Gmail, <strong>la configurazione di un account di posta elettronica Hotmail, Tin.it e Virgilio.it sul proprio iPhone o iPod Touch, necessita di alcune spiegazioni</strong>. In particolare, per quanto riguarda Hotmail c&#8217;è da dire che fino a qualche tempo fa <strong>non era possibile accedere alla casella di posta elettronica dal proprio terminale mobile Apple</strong> (ma neanche da qualunque client di posta elettronica, senza dover usare applicazioni di terze parti come <a href="http://www.freepops.org/it/">FreePOPs</a> per Windows o <a href="http://macupdate.com/info.php/id/10842/httpmail-plugin">httpmail-plugin</a> per Mac OS X) <strong>perché non era mai stati messi a disposizione, per gli utenti non Premium</strong> (e quindi che non pagavano un abbonamento anuale), <strong>i server POP3 e SMTP</strong> da cui scaricare i messaggi di posta. Ma oggi, fortunatamente, la situazione è cambiata ed è sufficiente configurare un account POP con i parametri forniti da Microsoft.<br />
Per quanto riguarda, invece, <strong>Tin.it e Virgilio.it, la configurazione è come quella standard</strong> di un qualsiasi client di posta elettronica, solamente che, <strong>durante il controllo dei dati, ci si imbatte in un errore di mancata connessione SSL</strong>, che in taluni casi può <strong>può ripetersi per 3-4 volte prima di passare ad una connessione senza SSL</strong> e validare la configurazione, <strong>ingannando così l&#8217;utente che, già al secondo tentativo può rinunciare alla configurazione dell&#8217;account</strong>.</p>
<p>Come potrete constatare in seguito, qualsiasi configurazione di un account di posta elettronica sul vostro iPhone/iPod Touch <strong>setta automaticamente di default la possibilità di non rimuovere i messaggi dal server</strong>; questa cosa <strong>risulta utile se si è soliti scaricare la posta da proprio PC e si usa il terminale mobile solamente per consultare velocemente le caselle postali</strong>, senza incorrere nel rischio (se non si è soliti sincronizzare anche i messaggi di posta elettronica tramite iTunes) di perdersi alcuni messaggi dal proprio PC perché scaricati solo sull&#8217;iPhone/iPod Touch.</p>
<h5>Configurare un account di posta elettronica Hotmail su iPhone</h5>
<p><strong>Per configurare un account di posta elettronica Hotmail sul proprio iPhone</strong> dovete seguire la seguente procedura.</p>
<p>Andare dalla Home, su &#8220;<strong>Impostazioni</strong>&#8221; -> &#8220;<strong>Email, contatti, calendari</strong>&#8221; e premere su &#8220;<strong>Aggiungi account&#8230;</strong>&#8221; e arriverete alla seguente schermata di configurazione dell’account di tipo IMAP o POP:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2003_iphone_hotmail_1.jpg' alt='Configurare Hotmail su iPhone' /></div>
<p>Premere sulla voce &#8220;<strong>Altro</strong>&#8221; ed inserire i dati del proprio account come <strong>Nome</strong>(il nome dell’utente così come si vuole che compaia nell’intestazione delle e-mail inviate), <strong>indirizzo email</strong> (del tipo <em>hotmail.com, hotmail.it, live.com</em>), <strong>Password</strong> e <strong>Descrizione</strong> (la modifica di tale campo è opzionale; tale valore sarà poi utilizzato nella lista degli account sul cellulare per individuare l’account)::</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2003_iphone_hotmail_2.jpg' alt='Configurare Hotmail su iPhone' /></div>
<p>Premere sul tasto Salva in alto a destra. Dopo una breve fase di ricerca delle informazioni dell’account, occorre aggiungere le informazioni dell’account. Scegliere prima di tutto se si tratta di account IMAP o POP. Nel caso di account Hotmail selezionare la voce POP poiché questo genere di casella postale supporta solo POP3.</p>
<p>Inserire i dati nella sezione Server di posta in arrivo (<strong>POP3</strong>) secondo quanto segue:</p>
<ul>
<li><strong>Nome Host</strong>: pop3.live.com</li>
<li><strong>Nome Utente</strong>: indirizzo email completo (nome@hotmail.com)</li>
<li><strong>Password</strong>: la password dell’account email (non è necessario inserire nuovamente la password poiché viene mantenuta la password inserita precedentemente)</li>
</ul>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2003_iphone_hotmail_3.jpg' alt='Configurare Hotmail su iPhone' /></div>
<p>Quindi inserire i dati nella sezione Server di posta in uscita (<strong>SMTP</strong>) secondo quanto segue:</p>
<ul>
<li><strong>Nome Host</strong>: smtp.live.com</li>
<li><strong>Nome Utente</strong>: indirizzo email completo (nome@hotmail.com)</li>
<li><strong>Password</strong>: la password dell’account email (non è necessario inserire nuovamente la password poiché viene mantenuta la password inserita precedentemente)</li>
</ul>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2003_iphone_hotmail_4.jpg' alt='Configurare Hotmail su iPhone' /></div>
<p>In particolare occorre prestare particolare attenzione sulle <strong>impostazioni della posta in entrata</strong> (la voce &#8220;<strong>SMTP</strong>&#8220;), in cui occorre <strong>abilitare l&#8217;opzione &#8220;Usa SSL&#8221; e impostare la porta server a &#8220;995&#8243;</strong>:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2003_iphone_hotmail_5.jpg' alt='Configurare Hotmail su iPhone' /></div>
<h5>Configurare un account di posta elettronica Tin.it o Virgilio.it su iPhone</h5>
<p>Per configurare un account di posta elettronica Tin.it o Virgilio.it sul proprio iPhone, mi sono basato sulle guide in PDF che è possibile scaricare dal sito della TIM. In particolare:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.tim.it/showfile/70414.pdf">iPhone 3G &#8211; Configurazione manuale dell’account di posta Tin.it</a></li>
<li><a href="http://www.tim.it/showfile/70415.pdf">iPhone 3G &#8211; Configurazione manuale dell’account di posta Virgilio</a></li>
</ul>
<p>In questa sede vorrei solo spiegare la configurazione per un account TIN visto che quella per Virgilio è analoga. In particolare sul vostro iPhone/iPod Touch dovete seguire la seguente procedura.</p>
<p>Andare dalla Home, su &#8220;<strong>Impostazioni</strong>&#8221; -> &#8220;<strong>Email, contatti, calendari</strong>&#8221; e premere su &#8220;<strong>Aggiungi account&#8230;</strong>&#8221; e arriverete alla seguente schermata di configurazione dell’account di tipo IMAP o POP:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2003_iphone_tin_1.jpg' alt='Configurare Tin.it su iPhone' /></div>
<p>Premere sulla voce &#8220;<strong>Altro</strong>&#8221; ed inserire i dati del proprio account come <strong>Nome</strong> (il nome dell’utente così come si vuole che compaia nell’intestazione delle e-mail inviate), <strong>indirizzo email</strong> (ad esempio mario.rossi@tin.it), <strong>Password</strong> e <strong>Descrizione</strong> (ad esempio Tin.it; la modifica di tale campo è opzionale; tale valore sarà poi utilizzato nella lista degli account sul cellulare per individuare l’account):</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2003_iphone_tin_4.jpg' alt='Configurare Tin.it su iPhone' /></div>
<p>Premere sul tasto <strong>Salva</strong> in alto a destra. Dopo una breve fase di ricerca delle informazioni dell’account, <strong>occorre aggiungere le informazioni dell’account</strong>. Scegliere prima di tutto se si tratta di account IMAP o POP. Nel caso di account Tin.it selezionare la voce POP poiché l’account Tin.it supporta solo POP3. </p>
<p>Inserire i dati nella sezione Server di posta in arrivo (<strong>POP3</strong>) secondo quanto segue:</p>
<ul>
<li><strong>Nome Host</strong>: box.tin.it</li>
<li><strong>Nome Utente</strong>: indirizzo email completo (nome@tin.it)</li>
<li><strong>Password</strong>: la password dell’account email (non è necessario inserire nuovamente la password poiché viene mantenuta la password inserita precedentemente)</li>
</ul>
<p>Quindi inserire i dati nella sezione Server di posta in uscita (<strong>SMTP</strong>) secondo quanto segue:</p>
<ul>
<li><strong>Nome Host</strong>: mail.tin.it</li>
<li><strong>Nome Utente</strong>: Inserire OPZIONALMENTE il nome utente dell’account Tin.it</li>
<li><strong>Password</strong>: Inserire OPZIONALMENTE la password (non è necessario inserire nuovamente la password poiché viene mantenuta la password inserita precedentemente)</li>
</ul>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2003_iphone_tin_2.jpg' alt='Configurare Tin.it su iPhone' /></div>
<p>Premere sul tasto <strong>Salva</strong> in alto a destra.</p>
<p>Il cellulare si collega per verificare che le informazioni dell’account appena inserite sono corrette, connettendosi al server Tin.it indicato. Dopo qualche secondo, il Wizard di configurazione mostra il seguente messaggio:</p>
<p><strong>“Impossibile connettersi utilizzando SSL. Vuoi provare a configurare l’account senza SSL?”</strong></p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2003_iphone_tin_3.jpg' alt='Configurare Tin.it su iPhone' /></div>
<p>Selezionare la voce <strong>Sì</strong>. </p>
<p>Il cellulare continua a verificare le informazioni dell’account, utilizzando una connessione senza SSL. <strong>Se dovesse comparire il messaggio di errore, dovete continuare a rispondere Sì per continuare ad utilizzare una connessione senza SSL</strong>. Personalmente ho dovuto ripetere questa operazione 3-4 volte prima che mi accettasse la configurazione.</p>
<p>Se i dati inseriti sono corretti e la verifica va a buon fine, si accede alla posta in Entrata dell’account Tin.it e, nella schermata del menù &#8220;E-mail, contatti, calendario&#8221;, compare la voce Tin.it (o il nome della Descrizione scelta) alla fine della lista degli Account configurati.</p>
<p>Nel caso in cui, durante la verifica delle informazioni dell’account da parte del Wizard di configurazione, ci fossero <strong>problemi di connettività con il server Mail</strong> (apparirà un messaggio di segnalazione di impossibilità di connessione con il server), <strong>oppure scegliete Annulla alla richiesta di configurazione dell’account senza SSL</strong> descritta sopra, allora, dovete <strong>premere il tasto</strong> Salva in alto a destra per salvare la configurazione ed uscire dal Wizard di configurazione per <strong>procedere con la seguente procedura manuale</strong>: </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2003_iphone_tin_5.jpg' alt='Configurare Tin.it su iPhone' /></div>
<ol>
<li>Andare nel <strong>Menu Impostazioni > E-mail, contatti, calendario</strong> e selezionare Tin.it (o il nome della Descrizione scelta) nella lista degli account sotto la sezione <strong>Account</strong>.</li>
<li>Selezionare <strong>Avanzate</strong>. </li>
<li>Nella sezione <strong>Impostazioni posta in entrata</strong> del menu <strong>Avanzate</strong> controllare le seguenti impostazioni:<br />
<strong>Usa SSL</strong>: La voce deve essere disabilitata facendo comparire il valore <strong>O</strong>.<br />
<strong>Porta server</strong>: Assicurarsi che il valore sia <strong>110</strong>.</li>
<li>Selezionare Tin.it (o il nome della Descrizione scelta) in alto a sinistra per tornare nel menu precedente.</li>
<li>Nel menu Tin.it (o il nome della Descrizione scelta) selezionare <strong>SMTP</strong> presente sotto la sezione <strong>Server posta in uscita</strong></li>
<li>Nel menu <strong>SMTP</strong> selezionare mail.tin.it presente sotto la sezione <strong>Server principale</strong></li>
<li>Nella sezione <strong>Server posta in entrata</strong> del menu mail.tin.it controllare le seguenti impostazioni:<br />
<strong>Usa SSL</strong>: La voce deve essere disabilitata facendo comparire il valore O.<br />
<strong>Porta server</strong>: Assicurarsi che il valore sia <strong>25</strong>.</li>
</ol>
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