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	<title>Levysoft &#187; Tips Windows 2K/XP</title>
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	<description>Rev0lut1on 2.0 of my mind engine</description>
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		<title>Come rimuovere un Profilo di Fornitura (Ad Hoc Provisioning Profile) da iPhone e iTunes su Mac OS X e Windows</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2010/06/23/come-rimuovere-un-profilo-di-fornitura-ad-hoc-provisioning-profile-da-iphone-e-itunes-su-mac-os-x-e-windows/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 09:20:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se avete mai avuto modo di partecipare a qualche beta privata di applicazioni per iPhone, sicuramente vi sarete chiesti, al termine della fase di beta testing, come rimuovere dal vostro iPhone il relativo Profilo di Fornitura ( Ad Hoc Provisioning Profile). Questa, almeno, è stata la domanda che mi sono posto io. Infatti, anche dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se avete mai avuto modo di partecipare a qualche <strong>beta privata</strong> di <strong>applicazioni per iPhone</strong>, sicuramente vi sarete chiesti, al termine della fase di beta testing, <strong>come rimuovere</strong> dal vostro iPhone il relativo <strong>Profilo di Fornitura</strong> ( <strong>Ad Hoc Provisioning Profile</strong>). Questa, almeno, è stata la domanda che mi sono posto io. Infatti, anche dopo aver fatto il ripristino del mio iPhone per installare il nuovissimo iOS 4, ho scoperto con grande meraviglia che il Profilo era ancora presente. In effetti, <strong>questo viene installato su iTunes e ad ogni sincronizzazione con il dispositivo Apple, viene sempre automaticamente installato</strong>. Ma la cosa particolare è che <strong>non è possibile verificare su iTunes la sua presenza e, eventualmente, cancellarlo</strong>.</p>
<h5>Installazione del Profilo di Fornitura</h5>
<p>Ma andiamo per gradi e cerchiamo di capire <strong>come si diventa tester di una applicazione per iPhone</strong>, prima ancora che questa passi per App Store. Il primo passo è quello di <strong>trovare l&#8217;identificatore unico (UDID) degli iPhone e iPod touch che verranno usati durante il test</strong>.</p>
<p>Per <strong>trovare l&#8217;UDID</strong> di un iPhone o iPod touch:</p>
<ol>
<li>
 Collegare il proprio iPhone o iPod touch al proprio computer (Mac o PC).
</li>
<li>
Aprire iTunes.
</li>
<li>
Nella lista di sorgenti alla sinistra della finestra di iTunes, sotto <strong>Dispositivi</strong>, selezionare col mouse la riga corrispondente al proprio dispositivo.
</li>
<li>
Nella scheda Riepìlogo, <strong>fare clic col mouse sull&#8217;etichetta in grassetto  &#8220;Numero di serie&#8221;</strong> (posto a sinistra del numero di serie). Questo mostrerà, ora, l&#8217;identificatore del dispositivo (che è del tipo: 65def49c088b6bf9b9c2462945df74fs67g54124)
</li>
<li>
Per copiare l&#8217;identificatore negli appunti, scegli dal menu di iTunes <strong>Composizione > Copia</strong> (su Mac) o <strong>Modifica > Copia</strong> (su Windows).
</li>
</ol>
<p>La <strong>registrazione come tester avviene sempre manualmente</strong> e per farlo, di solito, si deve mandare una e-mail al programmatore con gli UDID con i quali si vuol essere registrati. <a href="http://blog.redfin.com/devblog/2009/09/installing_beta_builds_on_iphone.html">Infatti</a>, ogni app dovrà essere compilata dall&#8217;SDK con il relativo file .mobileprovision che è generato a partire dal UDID (Universal Device Identifier). <strong>In  pratica per ogni betatester, dovrà essere generato una app specifica per il suo dispositivo</strong>.</p>
<p>Per ogni applicazione da provare, quindi, <strong>il programmatore dovrà fornire due elementi</strong>:</p>
<ol>
<li>Un <strong>profilo di fornitura</strong>, che consente al dispositivo di eseguire applicazioni. Questo file ha estensione <strong>.mobileprovision</strong>.
</li>
<li>L&#8217;applicazione vera e propria in un <strong>file .ipa</strong> che sarà funzionante solo per il dispositivo che avrà un certo UDID con cui è stata compilata.
</li>
</ol>
<p>Infine, <strong>per installare un&#8217;applicazione, occorre trascina entrambi gli elementi nella libreria iTunes</strong>. <strong> e a questo l&#8217;app comparirà nella sezione Applicazioni della propia libreria iTunes</strong>. A questo punto è possibile <strong>sincronizzare l&#8217;iPhone per trasferire l&#8217;applicazione e il file .mobileprovision su di esso</strong>.</p>
<p>Per controllare che la loro installazione sia avvenuta correttamente, è sufficiente andare, dopo la sincronizzazione, sulle <strong>Impostazioni dell&#8217;iPhone</strong>, e selezionare la voce del menu &#8220;<strong>Generale</strong>&#8221;</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2082_provisioning_profile_2.jpg' alt='Profilo di Fornitura - Ad Hoc Provisioning Profile' /></div>
<p> e <strong>Profili</strong> (questa voce del menu è assente se non è stato installato alcun Profilo di Fornitura)</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2082_provisioning_profile_3.jpg' alt='Profilo di Fornitura - Ad Hoc Provisioning Profile' /></div>
<p>e troveremo una schermata simile:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2082_provisioning_profile_4.jpg' alt='Profilo di Fornitura - Ad Hoc Provisioning Profile' /></div>
<h5>Rimuovere il Profilo di Fornitura</h5>
<p>Come avete visto il file .<strong>mobileprovision è stato installato su iTunes ed è da qui che dovremo eliminarlo</strong>! Per <strong>rimuovere il Profilo di Fornitura</strong> (<strong>Ad Hoc Provisioning Profiles</strong>), <a href="http://discussions.apple.com/thread.jspa?messageID=8315382">occorre</a>:</p>
<ol>
<li>Rimuovere il profilo dal proprio iPhone (<strong>Impostazioni > Generale > Profili</strong>; selezionare il Profilo da cancellare e Rimuoverlo).
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2082_provisioning_profile_5.jpg' alt='Profilo di Fornitura - Ad Hoc Provisioning Profile' /></div>
</li>
<li>Nella home directory dell&#8217;utente di sistema del proprio Mac (<strong>~/Library/MobileDevice/</strong>) troverete la directory: &#8220;<strong>Provisioning Profiles</strong>&#8221; che contiene il file .mobileprovision. Sarà quindi sufficiente cancellare (o spostare) il contenuto della directory.
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2082_provisioning_profile_1.jpg' alt='Profilo di Fornitura - Ad Hoc Provisioning Profile' /></div>
</li>
<li>Quindi <strong>sincronizzate l&#8217;iPhone con iTunes e potrete constatare che il Profilo di Fornitura non verrà più ripristinato</strong>.
</li>
</ol>
<p>Questa procedura vale per i sistemi Mac OS X, ma per i sistemi Windows è analoga e a <a href="http://confluence.gordonturner.ca/display/NOTES/iPhone+provisioning+notes">cambiare</a> è solamente la directory in cui risiede il file .mobileprovision. In particolare (sostituire &#8220;username&#8221; con il proprio nome utente in uso nel sistema):</p>
<p><strong>Mac OS X</strong><br />
<code>/Users/username/Library/MobileDevice</code></p>
<p><strong>Windows XP</strong><br />
<code>C:/Documents and Settings/username/Application Data/Apple Computer/MobileDevice/</code></p>
<p><strong>Windows Vista</strong><br />
<code>C:/Users/username/AppData/Roaming/Apple Computer/MobileDevice/</code>
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		<item>
		<title>K-Meleon: la versione Lite di Firefox per Windows adatta per tutti i PC lenti</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/09/25/k-meleon-la-versione-lite-di-firefox-per-windows-adatta-per-tutti-i-pc-lenti/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 15:43:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Firefox]]></category>
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		<description><![CDATA[ In questi giorni sono costretto ad usare, al posto del mio Macbook Pro (in assistenza per un problema alla scheda video nVidia, fortunatamente riconosciuto da Apple anche se non in garanzia) un vecchio PC con sopra installato Windows XP SP3: un Pentium 4 da 1,6GHz con 256 MB di memoria.
Dopo il primo traumatico impatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p2062_slow_pc.gif' alt='Slow PC' /> In questi giorni sono costretto ad usare, al posto del mio Macbook Pro (in assistenza per un problema alla scheda video nVidia, fortunatamente riconosciuto da Apple anche se non in garanzia) un <strong>vecchio PC</strong> con sopra installato Windows XP SP3: un <strong>Pentium 4 da 1,6GHz con 256 MB di memoria</strong>.<br />
Dopo il primo traumatico impatto iniziale, non tanto per la presenza di Windows XP, quanto per il fatto che il <strong>pc era notevolmente lento</strong> e ogni paio di ore ero costretto a restartarlo (finestre congelate per decine di minuti se aprivo due e o tre applicazioni diverse&#8230; il famoso multitasking sapete&#8230;), mi sono rimboccato le maniche e ho cercato di <strong>alleggerire l&#8217;utilizzo di memoria di alcuni programmi che usavo abitualmente</strong> (la soluzione ottimale forse sarebbe stato <em>installare una distribuzione Linux o il più leggero Windows 2000</em>, ma non volevo perderci troppo tempo). Tra questi, ovviamente, al primo posto vi era il browser. Escludendo a priori <strong>Explorer 8</strong> (veramente troppo lento a caricarsi su un pc sottodimensionato come il mio, senza considerare le varie problematiche che lo affliggono da sempre), ho provato ad installare varie browser alternativi. Ho, ovviamente, iniziato dal beniamino della rete <strong>Firefox</strong> ma, <strong>anche senza installare alcuna estensione, non reggeva la presenza di poche tab aperte</strong>. Allora ho provato le performance di <strong>Chrome di Google</strong> sul mio pc datato e, sebbene tutti ne elogino la <strong>indubbia velocità di rendering delle pagine web</strong>, anche questo, quando si aprivano 2-3 tab, <strong>inizia a rallentare esponenzialmente tanta da freezarsi per diversi minuti</strong> (<em>ovviamente queste considerazioni sulla performance sono valutate sul mio vecchio pc e non sono da intendersi in senso assoluto</em>). Ammetto di non aver provato ad installare Opera ma le ultilme versioni non mi avevano mai convinto in termini di performance.</p>
<h5>Cross-platform vs Native</h5>
<p>Quindi, ben sapendo che <a href="http://reviews.cnet.co.uk/natelanxon/0,139102300,49291726,00.htm#full">molti utenti</a>, lamentavano problemi di pesantezza in memoria di Firefox, ho <a href="http://www.google.it/search?hl=it&#038;source=hp&#038;q=firefox+lite&#038;btnG=Cerca+con+Google&#038;meta=&#038;aq=f&#038;oq=">cercato</a> la presenza di un fantomatico progetto di &#8220;<strong>Firefox lite</strong>&#8221; da far <strong>girare su vecchi PC</strong>, una sorta di <strong>versione &#8220;barebone&#8221; di Firefox</strong> che faccia a meno di tutto ciò che lo può rendere lento. Ed è così che sono giunto a <a href="http://kmeleon.sourceforge.net/">K-Meleon</a>.</p>
<p>Infatti, a giudizio di molti, <strong>Firefox è lento</strong> (anche se nella <em>versione 3.x le cose sono nettamente migliorate</em> ma non così sensibilmente da poter girare senza problemi su pc datati come il mio) <strong>perchè è un progetto multipiattaforma</strong>. Se si vuole creare la propria versione di &#8216;Firefox lite&#8217; è quindi necessario <strong>abbandonare il &#8216;cross-platform&#8217;, per abbracciare il &#8216;native&#8217;</strong>. E&#8217; a questo punto che le alternative si moltiplicano ed è possibile facilmente <strong>eleggere le 3 migliori alternative per le principali piattaforme</strong>: <a href="http://kmeleon.sourceforge.net/"><strong>K-Meleon</strong></a> per Windows (Native Win32), <a href="http://caminobrowser.org/"><strong>Camino</strong></a> per Mac OS X (Native Cocoa) e <a href="http://projects.gnome.org/epiphany/"><strong>Epiphany</strong></a> per Gnome (Native GTK+).</p>
<h5>K-Meleon: il Firefox Lite per Windows</h5>
<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p2062_kmeleon_logo.gif' alt='K-Meleon' /> <a href="http://kmeleon.sourceforge.net/"><strong>K-Meleon</strong></a>, giunto alla versione 1.5.3, è un <strong>browser molto leggero distribuito gratuitamente</strong> (sotto <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/GNU_General_Public_License">licenza GPL</a>) e basato sullo stesso <strong>motore di rendering di Mozilla</strong>, <strong>Gecko 1.8.1.21</strong> (e quindi <strong>completamente compatibile con i più diffusi standard di Internet</strong>).</p>
<p>Dato che al posto di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/XML_User_Interface_Language"><strong>XUL</strong></a> (il linguaggio per le interfacce su cui si base Mozilla Firefox) <strong>viene utilizzata l&#8217;interfaccia nativa di Windows</strong>, questo gli permette di avere una <strong>migliore integrazione con l&#8217;aspetto grafico di Windows e un più veloce avvio del browser rispetto ai vari software con interfaccia XUL</strong>, e lo rende, per forza di cose, <strong>una applicazione in grado di girare solo sulle piattaforme Microsoft Windows a 32 bit</strong>. Ma questo, se da un lato è uno svantaggio per la diffusione del browser su diversi sistemi operativi, è anche un indubbio vantaggio a favore della sua velocità di esecuzione e di gestione della memoria.</p>
<h5>Impressioni su K-Meleon</h5>
<p>Se durante l&#8217;uso di <a href="http://kmeleon.sourceforge.net/">K-Meleon</a> mi sono accorto che <strong>ancora non può vantare la facilità d&#8217;uso, la pulizia dell&#8217;interfaccia e la maturità di Firefox</strong>, sono rimasto <strong>meravigliato dalla sua velocità su pc datati anche quando venivano aperte una decina di tab</strong>.<br />
Infatti, se a prima <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/K-Meleon">vista</a> si può rimanere spiazzati dal fatto che tutti i menu e i pulsanti della toolbar possono essere completamente personalizzati solo attraverso dei file di configurazione (cosa che comunque è utile per creare dei template per diversi ambienti di lavoro) visto che non esiste una interfaccia grafica per la loro personalizzazione (occorre modificare dei file di configurazione per spostare i pulsanti, anche se le barre possono essere semplicemente trascinate), il <strong>browser implementa inoltre tutte le funzionalità che ci si può aspettare da un browser moderno</strong>: <strong>blocco dei pop-up</strong>, temi e skin (non usando XUL non è possibile usare gli stessi temi di Firefox), <strong>navigazione a schede</strong>, <strong>salvataggio delle sessioni</strong>, opzioni per la <strong>privacy</strong>, mouse gestures, personalizzazione dei motori di ricerca e supporto dei <strong>proxy</strong> (quindi è perfetto anche in rete aziendali).</p>
<p>Per quanto riguarda, invece, i <strong>plugin per Java, Flash, QuickTime e Adobe Reader</strong>, K-Meleon, è in grado di <strong>utilizzare, se già installato, quelli di Firefox</strong>.</p>
<p>Nonostante, però, l&#8217;interfaccia sia integralmente localizzabile<strong>, non esiste ancora una versione in italiano</strong>.</p>
<p>Se poi <a href="http://punto-informatico.it/1999449/PI/News/k-meleon-11-sfida-firefox-windows.aspx">volete</a> <strong>aumentare ulteriormente la già rapida velocità di apertura del browser</strong> <a href="http://kmeleon.sourceforge.net/">K-Meleon</a>, allora potete usare un&#8217;altra sua funzionalità peculiare, il <strong>Loader</strong>, un programma che <strong>si posiziona nella system tray di Windows e carica in memoria, ad ogni avvio del sistema, una porzione del browser</strong>: in tal modo i <strong>tempi di esecuzione del software vengono fortemente ridotti</strong>.</p>
<p>In definitiva sono rimasto <strong>piacevolmente meravigliato da questo piccolo ma potente browser</strong> che non conoscevo, poiché non mi ero mai imbattuto nell&#8217;uso di pc così vecchi, e ho così prontamente <strong>eletto il kamaleonte come browser predefinito del mio sistema!</strong>
<p class="akst_link"><a href="http://www.levysoft.it/?p=2062&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_2062" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a></p>
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		<title>Come estrarre una chiavetta USB senza scollegare l’hardware in modalità sicura facendo attenzione a come formattare la flash drive per non perdere dati</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 13:50:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;altro giorno ho spiegato come formattare in NTFS una pen drive aggirando le limitazioni di Windows; oggi, invece, voglio spiegarvi come estrarre una chiavetta USB senza scollegare l’hardware in modalità sicura, semplicemente settando correttamente una impostazione di Windows sconosciuta ai più. Questo metodo, implicitamente, vi permetterà, anche di trovare un altro metodo per riuscire a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;altro giorno ho spiegato come <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2009/02/23/come-formattare-una-penna-usb-da-fat32-a-ntfs-su-windows/">formattare in NTFS una pen drive aggirando le limitazioni di Windows</a>; oggi, invece, voglio spiegarvi <strong>come estrarre una chiavetta USB senza scollegare l’hardware in modalità sicura</strong>, semplicemente settando correttamente una impostazione di Windows sconosciuta ai più. Questo metodo, <strong>implicitamente, vi permetterà, anche di trovare un altro metodo per riuscire a formattare da Windows una pennetta USB in NTFS</strong>.</p>
<p>Come noto, quando dobbiamo estrarre un dispositivo di archiviazione USB (una chiavetta flash o un hard disk portatile) dal proprio PC, anche se è vero che le<strong> porte USB sono Plug and Play</strong> e supportano i dispositivi hot swap per la rimozione a caldo delle periferiche, è sempre opportuno avviare la procedura che &#8220;<strong>Scollega l&#8217;hardware in modalità sicura</strong>&#8221; in modo da essere sicuri che <strong>tutte le attività di scrittura vengano terminate, onde evitare possibili perdite di dati e di informazioni</strong>. Ovviamente, il più delle volte <strong>questa operazione potrebbe sembrare noiosa</strong>, e quante volte vi sarà capitato, magari andando di fretta, di non seguire tutta la procedura corretta, con il conseguente messaggio di errore di Windows che vi farà sudare freddo? Personalmente non credo di aver mai perso dati scollegando un dispositivo USB in maniera affrettata, ma il rischio esiste sempre.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2008_usb_9.jpg' alt='Scollegare USB' /></div>
<p>Altre volte, invece, può capitare che, anche quando si va cliccare sull&#8217;icona in basso a destra per la rimozione sicura dell&#8217;hardware, <strong>il sistema operativo potrebbe rispondere che è impossibile disattivare la periferica perché in uso</strong>, e di provare in un secondo momento, nonostante, però non vi sia, almeno apparentemente, alcun trasferimento dati in corso. <strong>Solo dopo 3-4 tentativi, si riuscirà a rimuovere il dispositivo, con evidente perdita di tempo</strong>.</p>
<h5>Come estrarre una chiavetta USB senza scollegare l’hardware in modalità sicura</h5>
<p><a href="http://www.hi-techlife.com/2007/12/18/estrarre-la-chiavetta-usb-senza-scollegare-l’hardware-in-modalita-sicura/">Ebbene</a>, se anche voi siete afflitti da questi problemi, è perché forse non siete a conoscenza del fatto che, <strong>se si disattiva la cache di scrittura sul dispositivo USB, è possibile saltare la fase di disconnessione del hardware in modalità sicura, senza, però, alcuna perdita dei dati</strong>. Per fare ciò, è sufficiente andare sulla voce <strong>Sistema</strong> (<em>System</em> in inglese) del <strong>Pannello di controllo</strong></p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2008_usb_2.jpg' alt='Scollegare USB' /></div>
<p>e cliccare sul tab <strong>Hardware -> Gestione Periferiche</strong> (<em>Device Manager</em>), </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2008_usb_3.jpg' alt='Scollegare USB' /></div>
<p>e quindi selezionare la voce &#8220;<strong>Unità disco</strong>&#8221; (<em>Disk Drives</em>) e con il pulsante destro del mouse cliccare sulla periferica USB desiderata cliccando poi sulla voce <strong>Proprietà</strong> (<em>Properties</em>).</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2008_usb_4.jpg' alt='Scollegare USB' /></div>
<p>Dalla finestra che si aprirà, nella scheda &#8220;<strong>Criteri</strong>&#8221; (<em>Policies</em>) verifichiamo che sia spuntata la voce &#8220;<strong>Ottimizza per la rimozione rapida</strong>&#8221; (<em>Optimize per quick removal</em>) che, di solito, è l&#8217;opzione di default dei sistemi Windows.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2008_usb_5.jpg' alt='Scollegare USB' /></div>
<p>Purtroppo, <strong>questa operazione, andrebbe eseguita su ogni PC su cui si intende collegare il dispositivo e su ciascuna periferica USB a cui si vuole disabilitare la cache in scrittura</strong>, ma una volta impostato, non avrete più necessità di scollegare l&#8217;hardware in modalità sicura.</p>
<h5>Metodo alternativo per abilitare la formattazione NTFS su Windows</h5>
<p>Quello che non tutti sanno, però, è che dalla maschera dei criteri, è possibile anche <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2009/02/23/come-formattare-una-penna-usb-da-fat32-a-ntfs-su-windows/">formattare in NTFS una pen drive aggirando le limitazioni di Windows</a>. Infatti, se si imposta il valore &#8220;<strong>Optimize for performance</strong>&#8220;,</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2008_usb_7.jpg' alt='Scollegare USB' /></div>
<p>nella <strong>maschera di formattazione della periferica USB, comparirà anche la voce NTFS oltre che quella di default FAT32</strong>;</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2008_usb_8.jpg' alt='Scollegare USB' /></div>
<p>mentre se si imposta, come suggerito nella procedura sopra esposta per rimuovere una chiavetta USB senza scollegare l’hardware in modalità sicura, il valore &#8220;<strong>Optimize for quick removal</strong>&#8221;</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2008_usb_5.jpg' alt='Scollegare USB' /></div>
<p>allora <strong>nella maschera di formattazione della periferica USB, comparirà solo la voce di default FAT32</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2008_usb_6.jpg' alt='Scollegare USB' /></div>
<p>Il motivo di questo comportamento, apparentemente anomalo, è presto <a href="http://apcmag.com/Forum.htm?g=posts&#038;t=593">spiegato</a>. Nell&#8217;opzione &#8220;<em>Optimize for quick removal</em>&#8221; la formattazione NTFS non viene mostrata perché <strong>è caldamente sconsigliato effettuare l&#8217;estrazione di una periferica flash formattata NTFS senza eseguire la procedura di estrazione dell’hardware in modalità sicura</strong>, poiché si rischierebbe di <strong>compromettere l&#8217;integrità del file sistem</strong>, in quanto questo particolare file system proprietario Microsoft, <strong>mantiene sempre aggiornato l&#8217;NTFS transaction log</strong> (journal) e, se questo venisse corrotto, si rischia di rendere il contenuto della periferica USB inutilizzato. <a href="http://www.pctipsbox.com/format-a-usb-drive-with-ntfs-file-system/">Insomma</a>, siccome NTFS è un journaling file system, tutti i disk transactions sono loggati separatamente sulla periferica, il che comporta, inevitabilmente, un carico di scrittura maggiore e praticamente invisibile all&#8217;utente.<br />
<strong>Ironicamente, la formattazione FAT32, nonostante più vecchia e con tutte le sue limitazioni, si dimostra essere, nei casi di rimozione improvvisa del drive, molto più sicura</strong>.</p>
<h5>Conclusioni</h5>
<p>Quindi, ricapitolando, <strong>se volete immagazzinare su una chiavetta USB file più grandi di 4GB</strong>, o magari volete criptare i vostri documenti con il tool messo a disposizione da Windows XP Professional (EFS file encryption), assegnare i privilegi ai vari file, o settare i disk quotas,  <strong>allora dovrete necessariamente formattare la pennetta USB con il file system NTFS</strong> (<a href="http://www.levysoft.it/archivio/2009/02/23/come-formattare-una-penna-usb-da-fat32-a-ntfs-su-windows/">usando il tool convert.exe</a>, oppure usando l&#8217;utility gratuita per Windows <a href="http://www.pcworld.com/downloads/file/fid,64963-order,4/description.html">HP USB Disk Storage Format Tool</a>, o, infine, <strong>per usare l&#8217;utility di formattazione di Windows, impostando &#8220;Optimize for performance&#8221; nei criteri di ottimizzazione delle performance</strong>) ma così facendo <strong>non potrete mai disabilitare la cache in scrittura sul drive esterno, pena la corruzione dei dati</strong>.</p>
<p>Se invece, non avete particolari necessità, <strong>potete lasciare la formattazione FAT32</strong> (che di fatto, proprio perché non è proprietaria, è supportata da tutti i sistemi operativi Linux, Mac e Windows, ma anche dai lettori MP3 o dalle cornici digitali, <strong>risultando, in pratica, il minimo comune denominatore di tutti i sistemi</strong>), e <strong>disabilitare senza problemi la scrittura della cache che vi permetterò di rimuovere un drive USB senza passare per la procedura di rimozione dell&#8217;hardware in modalità sicura</strong>. A voi la scelta!
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		<title>Come formattare una penna USB da FAT32 a NTFS su Windows</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/02/23/come-formattare-una-penna-usb-da-fat32-a-ntfs-su-windows/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 11:54:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Al giorno d&#8217;oggi, trovare una <strong>penna USB grande 8 o 16 GB</strong> è molto facile e i prezzi sono oramai molto contenuti per cui non è raro trovarsi a dover <strong>copiare un file, magari una ISO di un DVD, di dimensioni superiori ai 4 GB</strong>. Oltre al fatto che, almeno per ora, le velocità delle pennette USB di tipo flash memory, sono inferiori rispetto agli hard disk esterni, e quindi, per copiare file di grandi dimensioni, ci si impiega più tempo che non a fare la stessa operazione su un normale hard disk a testina, il problema più grande che normalmente si incontra è che tutte <strong>queste flash drive, per ragioni di retrocompatibilità, sono sempre formattate FAT32</strong>. Se si considera, poi, che <strong>Windows XP non ha, nella sua utility di formattazione, un opzione che prevede la possibilità di inizializzare una pen drive in NTFS</strong>, si capisce bene che, per la maggior parte degli utenti, questo risulta essere un problema insormontabile.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1922_usb_pen_ntfs_1.jpg' alt='Formattare una pen drive in NTFS' /></div>
<p>Quello che non tutti sanno, però, è che questo è solo un evidente <strong>problema di limitazione della utility grafica di Windows XP, perché di fatto è possibile formattare una pendrive come NTFS</strong>.</p>
<h5>Formattare una penna USB in NTFS</h5>
<p>Come noto, di solito, <strong>le pen drive vengono sempre formattate FAT32</strong> e credo sarà sempre così almeno finché i drive non supereranno le dimensioni di 32 GB (mentre, fino a qualche anno fa, <strong>le prime pennette USB avevano addirittura un file system</strong> formattato <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File_Allocation_Table"><strong>FAT16</strong></a>, con un limite di 2 GB). Il <strong>motivo dell&#8217;adozione della partizione FAT32</strong> è semplicemente quello di <strong>evitare problemi di compatibilità con altri sistemi operativi</strong>, dato che il file system <strong>NTFS è una tecnologia proprietaria di Windows</strong> (<em>patented technology</em>) e non tutti i sistemi operativi (come Mac OS X) la supportano nativamente in scrittura.</p>
<p>In realtà, prima di proseguire il discorso, vorrei far chiarezza su una mia affermazione procedente, che a prima vista potrebbe risultare non propriamente esatto. Quando ho asserito che 32 GB era il limite della dimensione di un volume FAT32, in realtà è più giusto dire che questo è solamente un <strong>altro limite arbitrario delle utility di formattazione e partizionamento di Windows 2000/XP/Vista</strong>, ed è per questo che credo che tale file system verrà adottato almeno finché le pen drive non supereranno tali dimensioni, visto che, altrimenti, con i sistemi operativi di casa Redmond non si avrebbe la possibilità di formattare il disco.<br />
In ogni caso <strong>Utility di terze parti</strong> (ma anche il sistema di partizionamento di Mac OS X) <strong>possono tranquillamente creare e gestire partizioni FAT32 fino a 1 TB</strong>; io stesso ho un hard disk esterno da 320 GB formattato FAT32. Quel che invece resta immutato è che, <strong>con il FAT32, la dimensione del singolo file non può essere superiore ai 4 GB!</strong></p>
<p>Quindi, <strong>se l&#8217;uso prevalente della vostra penna USB è sotto Windows e avete la necessità di caricare file di grandi dimensioni (superiori ai 4 GB)</strong>, o semplicemente volete ottimizzare lo spazio usato sul disco riducendo le <a href="http://www.pcself.com/pc/hdisk.html">dimensioni dei cluster</a>, allora dovrete fare in modo di <strong>formattare la vostra flash drive in NTFS</strong>. L&#8217;unico modo <strong>per farlo utilizzando gli strumenti messi a disposizione da Windows</strong>, è quello di <strong>convertire il file system anziché formattarlo!</strong></p>
<p>Per farlo, basterà <strong>aprire il prompt dei comandi del DOS</strong> ed eseguire il comando <strong><em>DOS Convert</em></strong> sull&#8217;unità USB. Quindi, nel caso la <strong>lettera associata alla vostra pen drive sia &#8220;G&#8221;</strong> (la potete verificare andando su Risorse del Computer),</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1922_usb_pen_ntfs_2.jpg' alt='Formattare una pen drive in NTFS' /></div>
<p>allora dovrete lanciare il seguente comando:</p>
<p><code>
convert G: /fs:NTFS
</code></p>
<p><strong>ATTENZIONE</strong>: La procedura inizierà senza chiedere alcuna conferma (a differenza di quanto avviene, invece, se si fa la stessa operazione sul disco di boot).</p>
<p>L&#8217;indubbio <strong>vantaggio nell&#8217;usare il comando &#8220;convert&#8221;</strong>, oltre alla estrema velocità dell&#8217;operazione, è anche quello di <strong>non perdere i dati contenuti nella pennetta, dato che questa applicazione  non formatta il disco</strong> (cosa, invece, che sarebbe accaduta se avessimo una qualsiasi utility di formattazione) bensì converte semplicemente il file system da FAT32 a NTFS (mi sento comunque di consigliarvi un backup prima della conversione).</p>
<p><strong>UPDATE:</strong> <a href="http://www.iwriteaboutit.com/formattare-la-pendrive-in-ntfs-avviabile-al-boot/">Grazie</a> all&#8217;utility gratuita per Windows <strong><a href="http://www.pcworld.com/downloads/file/fid,64963-order,4/description.html">HP USB Disk Storage Format Tool</a></strong> è possibile <strong>formattare una pendrive USB in NTFS e, anche, renderla avviabile in fase di boot</strong>. Sviluppata da HP per le sue pendrive, ma che funziona senza problemi anche con altre, ha dalla sua la semplicità di utilizzo e la comoda funzionalità che permette di rendere la vostra pennetta USB avviabile in fase di Boot del sistema: basterà formattarla, copiarci i file: <em>boot.ini</em>, <em>ntldr</em>, e <em>ntdetect</em>, e, infine, configurare il vostro Bios per permettere l’avvio da USB, ed il gioco è fatto.
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		<title>L&#8217;importanza della frequenza di aggiornamento del monitor CRT per la salute dei nostri occhi: come evitare lo sfarfallio dello schermo</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/01/15/limportanza-della-frequenza-di-aggiornamento-del-monitor-crt-per-la-salute-dei-nostri-occhi-come-evitare-lo-sfarfallio-dello-schermo/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 10:47:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idea Lab]]></category>
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		<description><![CDATA[La frequenza di aggiornamento dello schermo è uno di quegli argomenti da molti sottovalutato ma in realtà è un elemento essenziale per la salute di chi siede davanti ad un monitor, soprattutto per la salute dei nostri occhi! Io ritengo che una delle cose che bisognerebbe sempre insegnare a chi lavora, per 10 minuti come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>frequenza di aggiornamento dello schermo è uno di quegli argomenti da molti sottovalutato</strong> ma in realtà è un elemento essenziale per la <strong>salute di chi siede davanti ad un monitor</strong>, soprattutto per la <strong>salute dei nostri occhi</strong>! Io ritengo che una delle cose che bisognerebbe sempre insegnare a chi lavora, per 10 minuti come per 8 ore, davanti ad un monitor CRT (ovvero quelli a tubo catodico, mentre quelli LCD non soffrono di questo problema) è di <strong>impostare correttamente la frequenza di refresh</strong> (la frequenza con la quale viene ridisegnata l&#8217;immagine sullo schermo). Mi è capitato più volte di <strong>vedere persone che lavoravano</strong> su monitor da 22&#8221;, 24&#8242; e 30&#8221;, magari anche a risoluzione elevate (1280 × 1024 o 1600 × 1200), ma <strong>con una frequenza di refresh impostata di default a 60HZ!</strong> Una errata impostazione della frequenza di refresh può produrre un <strong>fastidioso sfarfallio dello schermo</strong>, che spesso può essere <strong>causa di mal di testa e affaticamento degli occhi</strong>. Il fenomeno è possibile riscontrarlo anche quando avviamo alcuni videogiochi che sono in grado di settare in modo arbitrario il refresh-rate e/o la risoluzione.</p>
<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p1991_salute_occhi.jpg' alt='La salute degli occhi' />Questo sfarfallio è molto fastidioso e per chi, come me, è abituato a settare sempre la massima frequenza di aggiornamento del proprio monitor, si accorge subito di una impostazione errata del refresh video (quando anni fa usavo le prime distribuzioni Linux mi capitava di non trovare i driver corretti per la mia scheda video ed ero obbligato a lavorare a frequenze basse che dopo 5 minuti mi facevano lacrimare gli occhi!). Ma per chi invece, come spesso si incontrano <strong>nei posti di lavoro</strong>, dove <strong>l&#8217;alfabetizzazione informatica si riduce solo a come usare Outlook e Word</strong>, è abituato a lavorare da sempre con frequenze basse, sarà normale vedere il proprio monitor produrre dello sfarfallio delle immagini e giù a critiche che lavorare tutto il giorno su un monitor a fine giornata stanca gli occhi! <strong>Io credo che, invece, una delle cose importanti da insegnare nei posti di lavoro, sia anche come evitare questo problema!</strong></p>
<h5>Il comportamento di default di Windows e le cause del problema</h5>
<p>In parte credo che il problema sia da imputarsi alle <strong>impostazioni di default di Windows</strong> perché<strong> imposta alla frequenza più bassa il refresh del monitor, nonostante possa gestire tranquillamente quelle più alte</strong>. Inoltre, <strong>l&#8217;opzione di settaggio della frequenza di aggiornamento del monitor è nascosta tra le varie opzioni avanzate dello schermo</strong>, e, mentre quella di impostazione della risoluzione dello schermo è facilmente individuabile, quella per il refresh del monitor, non lo è altrettanto (indice, forse, di una <strong>scarsa usabilità del sistema operativo di casa Microsoft</strong>); probabilmente il motivo di questa scelta è che <strong>si considera, a torto, il settaggio del refresh dello schermo come una impostazione avanzata del sistema</strong> e se si imposta una frequenza troppo alta c&#8217;è il rischio che il monitor si possa rompere, ma francamente non mi è mai capitato che l&#8217;autorilevazione della frequenza di Windows sbagliasse, soprattutto <strong>se si lascia abilitata l&#8217;opzione &#8220;<em>Nascondi modalità non visualizzabili con questo monitor</em>&#8220;</strong>.</p>
<p>In generale vale la regola che <strong>maggiore è la risoluzione, maggiore dovrebbe essere la frequenza di aggiornamento</strong>. Per cui, <strong>ogni volta cambiate risoluzione dello schermo, è necessario anche modificare la frequenza di aggiornamento del monitor</strong>. E credo che sia anche <strong>questa una delle cause di molti problemi nei posti di lavoro</strong>: alla prima installazione, il tecnico preposto setta la risoluzione e la frequenza migliore, poi quando se ne va, l&#8217;operatore, come è logico che sia, inizia ad impostare la propria risoluzione preferita ed ecco che avviene il fattaccio e la frequenza di refresh si imposta automaticamente su quella più bassa!</p>
<h5>Come impostare la frequenza di refresh del monitor CRT</h5>
<p>Se è Windows, in parte, a generare questi problemi, sul sito della Microsoft esistono anche delle ottime guide su come <a href="http://windowshelp.microsoft.com/Windows/it-IT/Help/52f7448b-d524-44e4-b43d-15b5a29685371040.mspx">Regolare lo sfarfallio del monitor</a>, come <a href="http://windowshelp.microsoft.com/Windows/it-IT/Help/0386b009-5f30-45c7-80c8-ff0395cc24091040.mspx">Modificare la risoluzione dello schermo</a> e come <a href="http://windowshelp.microsoft.com/Windows/it-IT/Help/617624ee-08f3-4aff-9713-5e84a9674a261040.mspx">Ottenere la visualizzazione ottimale sui monitor LCD e CRT</a>. Inoltre, se disponete di un monitor LCD, forse vi sarà utile anche consultare la guida sull&#8217;<a href="http://windowshelp.microsoft.com/Windows/it-IT/Help/c3a4da66-c335-45f5-a71f-d162d1b64ed41040.mspx">uso di ClearType per aumentare la leggibilità del testo</a>.</p>
<p>In pratica, però, per <strong>modificare la frequenza di aggiornamento dello schermo</strong>, basta fare clic sul pulsante <strong>Start</strong>, scegliere <strong>Pannello di controllo</strong>, e cliccare sull&#8217;icona <strong>Schermo</strong> che vi porterà direttamente sulla scheda Impostazioni dello schermo, che è la <em>stessa finestra da dove siete soliti modificare la risoluzione dello schermo</em> (oppure, più semplicemente, fare click col tasto destro del mouse sul Desktop e selezionate la voce Proprietà dal menu contestuale che si aprirà; quindi andare nella scheda Impostazioni). Ora dovrete cliccare sul tasto &#8220;<strong>Avanzate</strong>&#8221; presente in basso a destra. Dalla finestra che si aprirà, selezionare la scheda &#8220;<strong>Monitor</strong>&#8221; e da qui sarà possibile <strong>selezionare, da un menu a tendina, una nuova frequenza di aggiornamento</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1991_refresh_monitor.jpg' alt='Refresh Monitor' /></div>
<p><strong>Per la regolazione del monitor occorrerà qualche istante</strong>. Per mantenere le modifiche, fare clic su <strong>Applica</strong>. Se non si applicano le modifiche entro quindici secondi, verrà ripristinata la frequenza di aggiornamento originale (le modifiche apportate alla frequenza di aggiornamento riguardano tutti gli utenti che accedono al computer). Di solito, <strong>per evitare lo sfarfallio, è sufficiente impostare la frequenza più alta tra quelle disponibili nel menu a tendina</strong>, ma potete provare voi stessi fino a che frequenza il fastidioso fenomeno non di presenta. </p>
<h5>Come impostare la frequenza di refresh del monitor LCD</h5>
<p>Altro <a href="http://www.ghostcomputerclub.it/articoli/news/articoligcc.php?titcode=KMUKX-2912005163437">discorso</a> vale invece <strong>per i monitor LCD per i quali esiste hanno una risoluzione nativa fissa</strong>; in sostanza, la vis<strong>ualizzazione ottimale si ottiene solo con una determinata impostazione</strong>. Per esempio, nel caso di monitor da 17&#8243; questa risoluzione di norma è di 1.280 x 1.024 pixel; con un valore diverso lo schermo deve interpolare l&#8217;immagine e si ha una forte perdita della qualità.<br />
<strong>Conviene quindi usare sempre la risoluzione nativa</strong>. Con questi monitor, inoltre, conviene di solito impostare nelle Proprietà dello schermo di Windows la <strong>frequenza di refresh al valore di 60 Hz</strong>. In questo modo il convertitore A/D (analogico/digitale) del monitor ha più tempo per riconoscere i singoli pixel e convertirli in segnali. <strong>Con certi modelli, però, si è verificato che con l&#8217;impostazione a 75 Hz funziona meglio la calibrazione automatica</strong>. E&#8217; preferibile dunque <strong>provare gradualmente le varie frequenze orizzontali</strong>, attivando poi ogni volta la funzione di calibrazione automatica.
<p class="akst_link"><a href="http://www.levysoft.it/?p=1991&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_1991" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a></p>
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		<title>Taskbar Repair Tool Plus: quando nella taskbar di Windows XP non vengono più mostrate le finestre ridotte ad icona</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Nov 2008 11:11:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vi è mai capitato, sul vostro PC Windows, di iconizzare una o più finestre e di non riuscire più a ritrovarle nella barra delle applicazioni? Devo dire che è alquanto sconfortante cercare le finestre iconizzate perché ogni vostro tentativo risulterà vano. Anche se provate a riavviare il PC o a giocare con le opzioni della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi è mai capitato, sul vostro <strong>PC Windows, di iconizzare una o più finestre e di non riuscire più a ritrovarle nella barra delle applicazioni</strong>? Devo dire che è alquanto sconfortante cercare le finestre iconizzate perché ogni vostro tentativo risulterà vano. Anche se provate a riavviare il PC o a giocare con le opzioni della taskbar, il risultato sarà sempre lo stesso: <strong>ogniqualvolta iconizzate una qualsiasi finestra, questa sparirà e non sarà possibile recuperarla</strong>, se non con la combinazione di tasti <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2007/12/19/come-potenziare-le-funzionalita-del-melatab-con-expose-senza-dover-installare-programmi-come-witch/"><strong>Alt+Tab</strong></a>, per scorrere tra le diverse applicazioni aperte (perché <strong>il processo resta comunque attivo</strong>). Non sono riuscito a capire quale sia la causa che genera questo comportamento anomalo di Windows, ma <strong>sembra che sia un problema abbastanza frequente</strong>, tanto che uno sviluppatore indipendente ha realizzato appositamente il tool <a href="http://www.kellys-korner-xp.com/taskbarplus!.htm"><strong>Taskbar Repair Tool Plus!</strong></a>, che tra le varie funzionalità e tweaks che risolvono alcune problematiche con la barre delle applicazioni, la traybar e l&#8217;avvio veloce, ha anche <strong>la possibilità di ripristinare la visualizzazioni delle icone dei programmi minimizzati</strong>.<br />
Nonostante richieda una registrazione di $5 per attivare alcune particolari funzionalità avanzate, per risolvere il nostro problema, <strong>possiamo benissimo procedere senza alcuna registrazione</strong>.</p>
<h5>Procedura</h5>
<p>Sarà, infatti, sufficiente scaricare da <a href="http://www.kellys-korner-xp.com/TaskbarRepairToolPlus!.zip">qui</a> il programma (che <strong>non richiede installazione</strong>) e, una volta aperto, </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1959_taskbartool1.jpg' alt='Taskbar Repair Tool Plus!' /></div>
<p>basterà scegliere, dal primo menu &#8220;<strong>Taskbar Problems</strong>&#8220;, la voce &#8220;<strong>Minimized Programs Missing</strong>&#8221;</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1959_taskbartool2.jpg' alt='Taskbar Repair Tool Plus!' /></div>
<p>e cliccare sul tasto &#8220;<strong>Repair</strong>&#8220;.</p>
<p>Quindi, verrà visualizzato una richiesta di autorizzazione al <strong>restart del processo Windows Shell</strong>, che impiegherà alcuni secondi e <strong>non richiederà alcun logoff o reboot del sistema</strong>:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1959_taskbartool3.jpg' alt='Taskbar Repair Tool Plus!' /></div>
<p>Cliccando sul tasto OK, <strong>la barra delle applicazioni sparirà per qualche secondo, dopodiché, come per magia, riappariranno tutte le finestre iconizzate</strong>!</p>
<p>Per i più curiosi, potete <strong>dare un occhiata al codice Visual Basic Script utilizzato per ripristinare la Taskbar</strong>: <a href="http://www.kellys-korner-xp.com/regs_edits/xp_taskbar_desktop_fixall.vbs"><strong>xp_taskbar_desktop_fixall.vbs</strong></a>. Come vedete, vengono modificate diverse chiavi di registro di Windows, tra cui:</p>
<p><code>HKCU\Software\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Group Policy Objects\LocalUser\Software\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Policies\Explorer\ 
</code></p>
<p><code>HKLM\Software\Microsoft\Windows NT\CurrentVersion\Winlogon\Shell
</code></p>
<p><code>HKCU\Software\Microsoft\Internet Explorer\Explorer Bars\{32683183-48a0-441b-a342-7c2a440a9478}\</code></p>
<p>Se non siete esperti, <strong>non modificate a mano le chiave del registro di configurazione di Windows</strong>, ma eseguite direttamente questo programma, e in pochi secondi avrete ripristinato il vostro sistema.
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		</item>
		<item>
		<title>Come trasformare il proprio portatile in un Hotspot Wi-Fi per collegare il vostro iPod Touch o iPhone ad internet senza spese</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Nov 2008 13:51:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno dei problemi maggiori per chi possiede un iPod Touch (e in parte anche per chi ha un iPhone e non ha un abbonamento Flat per il 3G) è che, in mancanza di una rete Wi-Fi, è impossibile navigare e usare i vari applicativi che hanno bisogno di un accesso diretto alla rete. Inoltre, a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei problemi maggiori per chi possiede un <strong>iPod Touch</strong> (e in parte anche per chi ha un iPhone e non ha un abbonamento Flat per il 3G) è che, <strong>in mancanza di una rete Wi-Fi, è impossibile navigare e usare i vari applicativi che hanno bisogno di un accesso diretto alla rete</strong>. Inoltre, a differenza degli smartphone con Windows Mobile (e il suo Active Sync), <strong>anche se si collega il proprio iPod Touch, attraverso il suo cavo USB, al proprio Mac/PC connesso ad internet</strong> (via cavo se, evidentemente non si ha una connessione Wi-Fi) <strong>non è possibile sfruttare la condivisione delle rete</strong> ma si può solamente sincronizzarlo con iTunes. Inoltre, <strong>se non si ha una rete Wi-Fi, è anche impossibile inviare documenti, o foto al proprio iPod Touch/iPhone</strong> (per usarlo come un vero e proprio hard disk esterno) attraverso applicazioni come <strong>AirSharing, Discover o Files Lite</strong>.<br />
In poche parole, <strong>senza Wi-Fi, il proprio iPod Touch risulta un prodotto menomato</strong>.</p>
<h5>Scegliere un laptop hotspot o un router Wi-Fi</h5>
<p>Oggi, quindi, vi voglio spiegare dettagliatamente come <strong>trasformare il proprio Mac o PC in un hotspot Wi-Fi senza dover spendere dei soldi per acquistare un router wireless</strong>. Ovviamente il proprio computer <strong>dovrà avere anche una scheda wireless (integrata o esterna)</strong>: se dovesse mancare, dovete valutare se acquistarne una o, a questo punto, puntare direttamente sull&#8217;acquisto di un router wireless. Considerate, però, che se avete bisogno di di questa funzionalità, per esempio, <strong>solo a casa, allora mi sento di consigliarvi l&#8217;acquisto di un router Wi-Fi</strong>; se, invece, <strong>siete soliti portare con voi sempre il vostro fidato portatile e volete essere certi di poter navigare</strong>, scaricare aggiornamenti e applicativi da iTunes Store, e sfruttare al meglio le decine di applicazioni che avete installato sul vostro iPod Touch, allora <strong>la scelta migliore è quella di leggere questa guida e configurare un vero hotspot in 2 minuti sul vostro portatile</strong>.</p>
<h5>Configurare il proprio Mac come Hotspot Wi-Fi</h5>
<p>Aprire &#8220;<strong>Preferenze di Sistema</strong>&#8221; e cliccare sull&#8217;icona &#8220;<strong>Condivisione</strong>&#8220;.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1953_laptop_hotspot_1.jpg' alt='Laptop Hotspot 1' /></div>
<p>Si aprirà la seguente schermata:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1953_laptop_hotspot_2.jpg' alt='Laptop Hotspot 2' /></div>
<p>nella lista dei servizi da attivare, in fondo, troverete la voce &#8220;<strong>Condivisione Internet</strong>&#8221; che selezionerete. Quindi alla voce &#8220;<strong>Condividi la tua connessione da</strong>&#8221; selezionate, dal menu a tendina, l&#8217;interfaccia che volete condividere. Nel nostro caso &#8220;<strong>Ethernet</strong>&#8220;.<br />
Infine, alla voce &#8220;<strong>Ai computer che usano</strong>&#8221; selezionate, dalla lista delle porte, la voce &#8220;<strong>Airport</strong>&#8221; (che altro non è che il Wi-Fi):</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1953_laptop_hotspot_3.jpg' alt='Laptop Hotspot 3' /></div>
<p>Ora non ci resta che <strong>configurare i parametri della connessione Wi-Fi</strong>, in particolare il nome della network (che coincide con il nome dell&#8217;hotspot che il vostro iPod, o qualunque altro dispositivo wireless, vedrà disponibile) e che tipo di cifratura usare.<br />
In particolare, cliccate sul tasto &#8220;<strong>Opzioni Airport&#8230;</strong>&#8221; e, nella finestra che apparirà, inserite il &#8220;<strong>Nome network</strong>&#8221; (nel nostro caso &#8220;<em>zen-wifi</em>&#8221; ma è un esempio, potete scegliere, qualunque altro nome di vostra fantasia), lasciate il &#8220;<strong>Canale</strong>&#8221; in &#8220;<strong>Automatico</strong>&#8221; e abilitare la voce &#8220;<strong>Abilita criptatura (utilizzando WEP)</strong>&#8220;, altrimenti chiunque potrebbe accedere alla vostra rete wireless condivisa. Quindi inserite una password di vostra scelta, facendo attenzione che, per una <strong>chiave WEP a 40 bit, è sufficiente  una password di 5 caratteri</strong>, mentre una <strong>chiave WEP a 128 bit, richiede una password di almeno 13 caratteri</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1953_laptop_hotspot_4.jpg' alt='Laptop Hotspot 4' /></div>
<p>E&#8217; <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2007/09/17/craccare-il-wep-in-60-secondi-perche-i-router-wi-fi-usano-ancora-il-wep-nonostante-sia-insicuro-e-consigli-su-come-proteggersi-dal-wardriving-che-non-sempre-puo-essere-considerato-reato/">noto</a> che la <strong>protezione WEP</strong> è da tempo <strong>obsoleta</strong> poichè non offre il massimo della sicurezza sulla cifratura; se, però, <strong>impostate la chiave a 128 bit e la password non è troppo banale</strong> (su <a href="http://www.andrewscompanies.com/tools/wep.asp"><strong>WEP Key Generator</strong></a> potrete trovare un generatore di chiavi WEP a diverse cifrature), allora sicuramente costituirà un <strong>primo ostacolo per i navigatori occasionali</strong> che si dilettano con il <strong>wardriving</strong>.</p>
<p>A questo punto non resta che abilitare la condivisione internet, spuntando la voce &#8220;<strong>Condivisione internet</strong>&#8221; dalla lista dei servizi del pannello delle &#8220;<strong>Condivisioni</strong>&#8220;.</p>
<p>Dopo aver <strong>confermato l&#8217;attivazione del servizio</strong>:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1953_laptop_hotspot_5.jpg' alt='Laptop Hotspot 5' /></div>
<p>finalmente <strong>abbiamo attivato il nostro Hotspot Wi-Fi sul nostro Macbook!</strong></p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1953_laptop_hotspot_6.jpg' alt='Laptop Hotspot 6' /></div>
<p>Vi <strong>accorgerete dell&#8217;attivazione di un hostspot sul vostro portatile perchè</strong>, nella barra dei menu in alto, <strong>comparirà la seguente icona</strong>:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1953_laptop_hotspot_7.jpg' alt='Laptop Hotspot 7' /></div>
<p>Ora ovunque siate (ovviamente solo laddove potete accedere ad una collegamento internet via cavo), <strong>potete attivare la vostra personale rete Wi-Fi</strong>, in modo da poter <strong>utilizzare il vostro iPod Touch o iPhone, ma anche il vostro smartphone Symbian o Windows Mobile, senza spendere soldi</strong> con una connessione 2G/3G o con un abbonamento Wi-Fi pubblico.</p>
<h5>Configurare il proprio PC Windows come Hotspot Wi-Fi</h5>
<p><strong>Per Windows il ragionamento è analogo</strong>. Vi invito, però, a vedere un video creato da <strong>CNET TV</strong> dal titolo: &#8220;<a href="http://cnettv.cnet.com/2001-1_53-28619.html"><strong>Make your laptop a hotspot</strong></a>&#8221; in cui verrà spiegato passo passo, <strong>come configurare un hotspot sul proprio portatile con Vista e con Mac OS X</strong>.</p>
<p>Purtroppo la spiegazione illustrata per i Mac, nella seconda parte del video, è solo per Mac OS X Tiger (anche se molto simile a quella per Leopard): è per questo che deciso di spiegarla, altrettanto dettagliatamente, in questo mio articolo.
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		</item>
		<item>
		<title>iTunes 8 Modding: personalizzare le immagini dei generi musicali e dove poterle trovare, eliminare il link ad iTunes Store, disabilitare il backup automatico, creare un account iTunes senza carta di credito per usare Genius e altri trucchi per iPhone</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2008/09/26/itunes-8-modding-personalizzare-le-immagini-dei-generi-musicali-e-dove-poterle-trovare-eliminare-il-link-ad-itunes-store-disabilitare-il-backup-automatico-creare-un-account-itunes-senza-carta-di-c/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2008/09/26/itunes-8-modding-personalizzare-le-immagini-dei-generi-musicali-e-dove-poterle-trovare-eliminare-il-link-ad-itunes-store-disabilitare-il-backup-automatico-creare-un-account-itunes-senza-carta-di-c/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2008 09:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Mac os x]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[Windows]]></category>
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		<category><![CDATA[backup]]></category>
		<category><![CDATA[flickr]]></category>
		<category><![CDATA[ipod-touch]]></category>
		<category><![CDATA[itunes]]></category>
		<category><![CDATA[paypal]]></category>
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		<description><![CDATA[La nuova release di iTunes, la release 8, oltre ad aver introdotto interessanti caratteristiche come il controverso, per questioni di privacy, Genius e i raggruppamenti per genere musicale, ha anche aggiunto alcune limitazioni che prima non erano presenti. Ecco, quindi, tutta una serie di trucchetti per Mac OS X e per Windows XP/Vista per aggirare alcune caratteristiche di iTunes 8 (e farlo funzionare come il vecchio iTunes 7.x) e per personalizzare le immagini dei generi musicali. Non mancheranno, inoltre, alcun tips per iPhone.

Una delle novità più interessanti di iTunes 8 è quello di poter raggruppare i propri album musicali per genere musicale, in modo da visualizzare con una sola immagini tutte le canzoni appartenenti a quel genere. Nonostante, però, le immagini inserite di default su iTunes 8 siano ben fatte (anche se non rappresentano tutti i generi musicali esistenti) spesso nasce, in ognuno di noi, la necessità di poter personalizzare le varie icone. Ecco come fare su Mac OS X.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La nuova release di iTunes, la versione 8, oltre ad aver introdotto interessanti caratteristiche come il controverso, per questioni di privacy, <strong>Genius</strong> e i raggruppamenti per genere musicale, ha anche aggiunto alcune limitazioni che prima non erano presenti. Ecco, quindi, tutta una serie di trucchetti per Mac OS X e per Windows XP/Vista per aggirare alcune caratteristiche di <strong>iTunes 8</strong> (e farlo funzionare come il vecchio iTunes 7.x) e per personalizzare le immagini dei generi musicali. Non mancheranno, inoltre, alcun <strong>tips per iPhone</strong>.</p>
<h5>Personalizzare le immagini dei generi musicali su iTunes 8</h5>
<p>Una delle novità più interessanti di iTunes 8 è quello di poter <strong>raggruppare i propri album musicali per genere musicale</strong>, in modo da <strong>visualizzare con una sola immagini tutte le canzoni appartenenti a quel genere</strong>. Nonostante, però, le immagini inserite di default su iTunes 8 siano ben fatte (anche se non rappresentano tutti i generi musicali esistenti) spesso nasce, in ognuno di noi, la necessità di poter personalizzare le varie icone. <a href="http://www.macosxhints.com/article.php?story=2008091401425620">Ecco</a> come fare su Mac OS X.</p>
<p>Con il vostro editor di immagini preferito realizzate una immagine del genere musicale da voi scelto nel <strong>formato JPG, grande 256&#215;256 pixel e con risoluzione 72ppi</strong>.<br />
In <a href="http://blog.keiransell.com/blog/2008/9/16/custom-itunes-genres.html">particolare</a>:</p>
<blockquote><p>
Movie Genre Artwork: 171 x 256 pixels<br />
Music Genre Artwork: 256 x 256 pixels
</p></blockquote>
<p>Quindi salvatela con un nome tipo <strong>genre-yourgenrename.jpg</strong> (esempio: <em>genre-newwave.jpg</em>) nel percorso &#8220;<em>/Applications/iTunes/Contents/Resources</em>&#8220;.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1924_itunes_resources.jpg' alt='iTunes Resources' /></div>
<p><a href="http://blogs.oreilly.com/digitalmedia/2008/09/custom-genre-artwork-for-itune.html">Infine</a>, per far si che <strong>iTunes riconosca l&#8217;immagine e la associ al genere musicale scelto</strong>, è necessario editare il file <strong>genres.plist</strong> presente nella directory di iTunes 8 Resources (fare &#8220;<em>Show Package Contents</em>&#8221; sull&#8217;icona di iTunes e navigare fino alla cartella &#8220;<em>/Applications/iTunes/Contents/Resources</em>&#8220;) e aggiungere le seguente righe per ogni immagine:</p>
<textarea name="code" class="php:nogutter" cols="60" rows="10">
<dict>
    <key>matchString</key><string>Newwave</string>
    <key>resourceFile</key><string>genre-newwave.jpg</string>
</dict>
</textarea>
<p>Ovviamente, sostituite <em>Newwave</em> e <em>genre-newwave.jpg</em> con i nomi desiderati per classificare i generi musicali.</p>
<p>Ora, quando aprirete iTunes, <strong>andate nella Vista a Griglia e selezionate la vista per Generi e potete finalmente vedere le vostre artwork così come le avete realizzate</strong>.<br />
Ecco un esempio di come da <a href="http://id8tion.com/cmykthoughts/2008/09/10/i-hacked-itunes-genre-images-and-so-can-you/">CMYK Thoughts</a> ha personalizzato le sue categorie:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://id8tion.com/cmykthoughts/wp-content/uploads/2008/09/picture-5.png' alt='iTunes Resources - Example' /></div>
<p>Se non avete molta fantasia, o semplicemente non avete voglia di dover creare una immagine per ogni genere musicale, allora potete prendere spunto da questo <strong>gruppo di Flickr</strong> dove sono stati raggruppati, e disponibili anche per il download, <strong>tutte le immagini professionali usate per i generi di iTunes 8</strong>: <a href="http://www.flickr.com/groups/itunesgenres/pool/"><strong>Flickr: Pool di iTunes Genres</strong></a> e al momento <strong>ospita ben 369 membri con all&#8217;attivo 265 immagini</strong>!</p>
<p><a href="http://support.apple.com/kb/HT2534">Qui</a> ho trovato anche i <strong>generi musicali e di filmati che iTunes riconosce di default con il relativo badge</strong> (tra parentesi sono indicati i generi equivalenti a cui fanno riferimento alcuni sottogeneri musicali):</p>
<blockquote><p>
<strong>MOVIES</strong><br />
======<br />
action<br />
adventure<br />
classic<br />
comedy<br />
documentary<br />
drama<br />
family (kids)<br />
fantasy (scifi)<br />
holiday<br />
horror<br />
independent<br />
kids<br />
music<br />
romance<br />
sci fi (scifi)<br />
science fiction (scifi)<br />
scifi<br />
short film<br />
shorts (short film)<br />
sports<br />
thriller<br />
western</p>
<p><strong>MUSIC/PODCASTS/TV SHOWS</strong><br />
==================<br />
alternativa (alternative)<br />
alternative<br />
alternrock (alternative)<br />
altrock (alternative)<br />
animation<br />
audiobook (book)<br />
bandas sonoras (soundtrack)<br />
blues<br />
book<br />
children<br />
christian<br />
clasica (classical)<br />
classic (TV show only)<br />
classica (classical)<br />
classical<br />
classique (classical)<br />
colonne sonore (soundtrack)<br />
comedy<br />
country<br />
dance<br />
dance hall (raggae)<br />
drama<br />
electronic<br />
electronica (electronic)<br />
electronica (electronic)<br />
electronique (electronic)<br />
elettronica (electronic)<br />
family (kids)<br />
fantasy (scifi)<br />
filmmusik (soundtrack)<br />
folk<br />
gospel (christian)<br />
hip hop<br />
holiday<br />
house (dance)<br />
j pop (jpop)<br />
jazz<br />
jpop<br />
Kayokyoku<br />
kids<br />
klassik (classical)<br />
latin<br />
latina (latin)<br />
musica internacional (world)<br />
musica latina (latin)<br />
musica para ninos (childrens)<br />
musica per bambini (childrens)<br />
musical score (soundtrack)<br />
musik fur kinder (childrens)<br />
musique de films (soundtrack)<br />
musique latino-americaine (latin)<br />
musique pour enfants (childrens)<br />
musiques du monde (world)<br />
new age<br />
nonfiction<br />
pop<br />
punk (alternative)<br />
r b<br />
rap (hip hop)<br />
reality<br />
reggae<br />
religious (christian)<br />
rhythm (r b)<br />
rock<br />
sci fi (scifi)<br />
science fiction (scifi)<br />
scifi<br />
soul (r b)<br />
soundtrack<br />
spoken<br />
sports<br />
techno (dance)<br />
teen<br />
trance (dance)<br />
vocal<br />
weltmusik (world)<br />
world
</p></blockquote>
<h5>iTunes Store Link Deleter</h5>
<p>Se la Genius Bar si può facilmente nascondere, evitando così quella sorta di pubblicità personalizzata che ci viene proposta, non altrettanto si può <a href="http://www.oneapple.it/19/09/2008/itunes-store-link-deleter/">dire</a>, in iTunes 8, per il <strong>simbolo della freccia che compare accanto ad ogni brano della libreria e costituisce un link all’album presente sullo Store online</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1924_itunes_link.jpg' alt='iTunes Link' /></div>
<p>Infatti, iTunes, oltre ad essere un ottimo applicativo per gestire i propri file multimediali, è anche un programma che si interfaccia direttamente con l&#8217;iTunes Store. A volte, <a href="http://www.imaccanici.org/article.php?story=iTunes_Store_Link_Deleter">però</a>, può risultare <strong>troppo invadente l&#8217;affinità tra iTunes e iTunes Store</strong>, e trovare, per ogni ogni brano selezionato il link immediato del brano che indirizza l&#8217;utente direttamente all&#8217;album presente sullo Store di Apple, può risultare fastidioso. </p>
<p>Con iTunes 7, la sua visualizzazione o meno, poteva essere impostata direttamente dalle Preferenze del programma, mentre su iTunes 8 questa possibilità, inspiegabilmente, non è più presente. Ecco, quindi, che ci viene in aiuto una <strong>utility gratuita, per Mac OS X</strong>, che risolve egregiamente il problema, <strong>eliminando quella invadente piccola freccia che ci invita ad acquistare l’album in riproduzione</strong>: <a href="http://macxtosh.free.fr/en/itsld.html"><strong>iTunes Store Link Deleter</strong></a>. Una volta lanciato, si potrà abilitare la possibilità di scegliere se mostrare o meno il link allo Store musicale, agendo direttamente sul file delle preferenze di iTunes 8 <strong>com.apple.iTunes.plist</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://ns5.freeheberg.com/%7Etotosh/ITSLD/Screen1.png' alt='iTunes Store Link Deleter' /></div>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1924_itunes_no_link.jpg' alt='iTunes Link' /></div>
<p>Ovviamente è possibile anche, <strong>per gli utenti Mac OS X, lanciare un comando da Terminale per non visualizzare i collegamenti all’iTunes Store</strong>:</p>
<textarea name="code" class="php:nogutter" cols="60" rows="10">
defaults write com.apple.iTunes show-store-arrow-links -bool FALSE
</textarea>
<p>Se siete, invece, utenti Windows, <a href="http://www.andtek.org/personal/itunes-8-hack.txt">occorre</a> modificare il file <strong>iTunesPrefs.xml</strong> (presente sotto &#8220;<em>%appdata%\Apple Computer\iTunes</em>&#8220;) inserendo subito dopo la scritta:</p>
<textarea name="code" class="php:nogutter" cols="60" rows="10">
<key>User Preferences</key>
<dict>
</textarea>
<p>la seguente stringa per <strong>rimuovere i link a iTunes Music Store</strong>:</p>
<textarea name="code" class="php:nogutter" cols="60" rows="10">
<key>show-store-arrow-links</key>
<data>
AA==
</data>
</textarea>
<h5>Disabilitare la colonna Genere della vista browser</h5>
<p>Quando con iTunes 8 si <a href="http://www.spider-mac.com/blog/spider-mac/Voci/2008/9/11_iTunes_8%3A_disabilitare_la_colonna_Genere_della_vista_browser.html">sfoglia</a> la propria collezione musicale utilizzando l’<strong>opzione Vista/Mostra browser, appare anche la colonna Genere che apparentemente non può essere disabilitata</strong>. Chi, però, desidera visualizzare solo le colonne Artista e Album può <strong>digitare la seguente stringa nel Terminale di Mac OS X</strong> (Applicazioni/Utility):</p>
<textarea name="code" class="php:nogutter" cols="60" rows="10">
defaults write com.apple.itunes show-genre-when-browsing -bool FALSE
</textarea>
<p>Per ripristinare l’opzione di default è sufficiente riscrivere la stringa avendo cura di sostituire FALSE con TRUE.</p>
<p>Se siete <strong>utenti Windows</strong>, <a href="http://www.andtek.org/personal/itunes-8-hack.txt">occorre</a>, invece, modificare il file <strong>iTunesPrefs.xml</strong> (presente sotto &#8220;<em>%appdata%\Apple Computer\iTunes</em>&#8220;) inserendo subito dopo la scritta:</p>
<textarea name="code" class="php:nogutter" cols="60" rows="10">
<key>User Preferences</key>
<dict>
</textarea>
<p>la seguente stringa per <strong>nascondere il genere durante il browsing</strong>:</p>
<textarea name="code" class="php:nogutter" cols="60" rows="10">
<key>show-genre-when-browsing</key>
<data>
AA==
</data>
</textarea>
<h5>Disabilitare il backup automatico di iTunes per iPhone e iPod</h5>
<p>Con l’introduzione dell&#8217;iPhone 3G e del tanto atteso firmware 2.0, Apple ha <strong>introdotto in iTunes il backup automatico dei dati ogni qual volta si effettui una sincronizzazione dell&#8217;iPhone o dell&#8217;iPod iTouch, rallentando inevitabilmente il processo di sincronizzazione</strong>. Il problema, infatti, è che, spesso, il backup può essere una operazione abbastanza lunga ed impiegare anche diversi minuti, a seconda della quantità di dati da salvare e delle applicazioni installate. Ecco, quindi, che ci viene in aiuto una <strong>utility freeware tutta italiana</strong>, <a href="http://www.maxgallina.it/?p=341"><strong>iPhone/iTouch Backup Disabler (IBD)</strong></a>, un programma <strong>per Mac OS X</strong> che, modificando un parametro di iTunes, permette di <strong>disattivare/riattivare il backup automatico lasciando tuttavia la possibilità di effettuarlo manualmente</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.maxgallina.it/photos/ibd/tumbs/tmb_IBD_01.jpg' alt='iPhone/iTouch Backup Disabler (IBD)' /></div>
<p>Un altra applicazione simile, sempre per Mac OS X, è <a href="http://macupdate.com/info.php/id/28158/backup-disabler"><strong>BackupDisabler</strong></a>.</p>
<p>In pratica, però, per chi fosse <a href="http://www.iphonealley.com/tips-and-tricks/how-to-disable-automatic-iphone-backups">interessato</a>, questi programmi non fanno altro che lanciare questi comandi (e che potete eseguire anche voi dal Terminale):</p>
<p><strong>Disabilitare Backup</strong></p>
<textarea name="code" class="php:nogutter" cols="60" rows="10">
defaults write com.apple.iTunes AutomaticDeviceBackupsDisabled -bool true
</textarea>
<p><strong>Abilitare Backup</strong></p>
<textarea name="code" class="php:nogutter" cols="60" rows="10">
defaults write com.apple.iTunes AutomaticDeviceBackupsDisabled -bool false
</textarea>
<p>Se, invece, <strong>disponete di un PC Windows XP/Vista</strong>, potete <a href="http://backup.myblog.it/archive/2008/08/03/disabilitare-il-backup-dell-iphone-da-itunes-windows.html">modificare manualmente</a> il file <strong>iTunesPrefs.xml</strong> (presente sotto &#8220;<em>%appdata%\Apple Computer\iTunes</em>&#8220;), <a href="http://www.iphonealley.com/tips-and-tricks/how-to-disable-automatic-iphone-backups">andando</a> nella sezione “<strong>User Preferences</strong>” e incollando il seguente testo subito dopo il primo <dict>:</p>
<textarea name="code" class="php:nogutter" cols="60" rows="10">
<key>DeviceBackupsDisabled</key>
<data>
dHJ1ZQ==
</data>
</textarea>
<p>Salvate il file e riavviate iTunes: da questo momento è disabilitato il backup automatico. <strong>Per riabilitarlo di nuovo eliminate il frammento XML dal file iTunesPrefs.xml</strong>.</p>
<p>Un altra alternativa, sicuramente più semplice, è quella di usare un <strong>applicativo per Windows, che esegue per noi tutte queste operazioni</strong> sul file di preferenze iTunesPrefs.xml. Si chiama <a href="http://suondmao.altervista.org/index.php?pag=1"><strong>iTunesBackupDisabler</strong></a> ed è stato realizzato da un altro sviluppatore italiano.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://suondmao.altervista.org/img/iTunesBackupDisabler_screen.png' alt='iTunesBackupDisabler' /></div>
<p>iTunesBackupDisabler è possibile scaricarlo gratuitamente da qui:<br />
<a href="http://suondmao.altervista.org/getfile.php?cat=sources&#038;sez=sources&#038;name=iTunesBackupDisabler_src.zip">iTunesBackupDisabler &#8211; Sorgenti C e progetto VC6</a><br />
<a href="http://suondmao.altervista.org/download/iTunesBackupDisabler.exe">iTunesBackupDisabler &#8211; Eseguibile stand-alone</a>.</p>
<h5>Creare un account iTunes senza carta di credito per usare la funzione Genius</h5>
<p>Per usare la funzione Genius è necessario essere registrati su iTunes Music Store ma per farlo occorre avere una carta di credito. Il problema è che non tutti dispongono di una carta di credito (anche se è sufficiente inserire una carta prepagata come Paypal o una semplice iTunes Gift Card per comprare musica su iTunes Store Music). Quello che non tutti sanno, però, è che è possibile creare un account senza carta di credito, <a href="http://www.melablog.it/post/6746/itunes-8-come-ripristinare-le-impostazioni-rimosse">anche</a> se sarebbe teoricamente fatto solo per le scaricare le applicazioni gratis dall&#8217;App Store per il proprio iPhone o iPod Touch. Basta collegarsi su questo sito: <a href="http://support.apple.com/kb/HT2534">http://support.apple.com/kb/HT2534</a>.</p>
<h5>Gestire il nuovo effetto visivo Magnetosphere di iTunes 8</h5>
<p>Per quanti desiderassero controllare il comportamento del <strong>nuovo effetto visivo Magnetosphere integrato in iTunes 8</strong>, </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1924_magnetosphere.jpg' alt='Magnetosphere' /></div>
<p><a href="http://www.melablog.it/post/6747/controllare-il-nuovo-effetto-visivo-di-itunes-8">ecco</a> la lista dei comandi che è possibile impartire attraverso la tastiera:</p>
<ul>
<li><strong>?</strong>: abilita e disabilita la schermata di aiuto</li>
<li><strong>M</strong>: modifica la modalità di visualizzazione</li>
<li><strong>P</strong>: modifica la gamma</li>
<li><strong>I</strong>: visualizza le informazioni sulla traccia in esecuzione</li>
<li><strong>C</strong>: alterna il ciclo automatico</li>
<li><strong>F</strong>: alterna la modalità di blocco</li>
<li><strong>N</strong>: alterna la Modalità Nebulosa</li>
<li><strong>L</strong>: attiva o disattiva il movimento della camera</li>
</ul>
<p>Per entrare nell’effetto visivo e uscirne è sufficiente il comando Mela+t (o command+t, per chi ha le nuove tastiere). Gli affezionati dei vecchi effetti visivi, invece, possono reimpostarli seguendo il menu <em>Vista</em>, <em>Effetti Visivi</em>, ed abilitando <em>Effetti Visivi iTunes Classic</em>.</p>
<h5>iPhone Configuration Utility</h5>
<p>Per <strong>gestire l’iPhone in un ambiente aziendale</strong> (dove i dipendenti ricevono esemplari aziendali di iPhone) Apple ha rilasciato <a href="http://www.apple.com/support/downloads/iphoneconfigurationutility101formacosx.html"><strong>iPhone Configuration Utility</strong></a> 1.0.1 per Mac OS X e <a href="http://www.apple.com/support/iphone/enterprise/">permette</a> di modificare e <strong>creare profili di configurazione, settare la connessione Wi-Fi, l’APN, creare account Exchange, controllare le impostazioni di posta elettronica</strong> e impostare  i permessi per lavorare con sistemi enterprise. </p>
<h5>Alcuni trucchi per iPhone/iPod Touch</h5>
<p>Ecco una breve <a href="http://www.iltuoiphone.it/iphone/tips-piccola-guida-alle-funzioni-nascoste-dell%E2%80%99iphone">lista</a> di alcune funzioni più o meno nascoste dell’iPhone/iPod Touch:</p>
<ul>
<li><strong>Salvare le immagini in Safari</strong>: quanto troviamo un immagine navigando con Safari è sufficiente cliccarci sopra e tenere premuto per poi selezionare Salva Immagine perché venga salvata nel rullino fotografico.</li>
<li><strong>Fare uno screenshot</strong>: per fare uno screenshot con l’iPhone firmware 2.0 o superiore basta cliccare contemporaneamente il tasto sleep e il tasto home. Lo screenshot verrò automaticamente salvato nel rullino fotografico.</li>
<li><strong>Iniziare un periodo</strong>: quando scriviamo è sufficiente fare doppio click su Spazio perchè venga automaticamente digitato un “.” con relativo spazio (tale funzione può essere disabilitata dalle impostazioni dell’iPhone).</li>
<li><strong>Caratteri alternativi</strong>: tenendo premuto su una lettera della tastiera, visualizzaremo dei caratteri alternativi o le vocali accentate.</li>
<li><strong>Scegliere l’icona dei web-link</strong>: quando aggiungiamo una pagina sulla homa della springboard cliccando su “Aggiungi a Home”, è possibile scegliere l’icona da visualizzare semplicemente zoomando su una particolare porzione della pagina web, in modo da visualizzarla nell’icona che verrà creata.</li>
<li><strong>Aumentare la durata della batteria</strong>: l’iPhone ha un sensore che rileva la luce ambientale. L’iPhone usa questo sensore soltanto una volta per sessione, non appena viene dato lo “sblocco”, per cui se si poggia un dito sul sensore mentre si fa lo “sblocco” del telefono, l’iPhone “crederà” di essere in una stanza buia e diminuirà la luminosità del display. Assicuratevi inoltre di aver disattivato wifi, ssh e bluettooth quando non vengono utilizzati.</li>
<li><strong>Scrivere su una tastiera più grande</strong>: se stiamo usando Safari  è possibile scrivere con una tastiera più grande semplicemente ruotando l’iPhone.</li>
<li><strong>Riavviare l’iPhone</strong>: quando l’iPhone rimane bloccato è possibile forzarne il riavvio tenendo premuti i tasti sleep e home fin quando il dispositivo non si spegne e riaccende (logo mela).</li>
<li><strong>Url Hints</strong>: tramite Safari, tenendo premuto su un link, apparirà l’URL ed il nome del sito relativo.</li>
<li><strong>Scroll veloce</strong>: se stiamo usando un’applicazione, o Safari, e vogliamo ritornare all’inizio della pagina, è sufficiente tenere premuto per qualche secondo il dito sulla barra superiore.</li>
</ul>
<h5>Dove scaricare i firmware per iPod Touch</h5>
<p>Download firmware 2.1: <a href="http://appldnld.apple.com.edgesuite.net/content.info.apple.com/iPod/SBML/osx/bundles/061-5494.20080909.8i9o0/iPod2,1_2.1.1_5F138_Restore.ipsw">iPod2,1_2.1.1_5F138_Restore.ipsw</a><br />
Scarica firmware 2.0.1: <a href="http://appldnld.apple.com.edgesuite.net/content.info.apple.com/ProtectedAsset/iPod/osx/bundles/061-4986.20080729.VftgP%21/iPod1,1_2.0.1_5B108_Restore.ipsw?downloadKey=1219109346_358d3eccf393536c84619354c019e5aa" target="_blank">iPod1,1_2.0.1_5B108_Restore.ipsw</a><br />
Download firmware 2.0.0: <a href="http://appldnld.apple.com.edgesuite.net/content.info.apple.com/iPhone/061-4955.20080710.bgt53/iPhone1,2_2.0_5A347_Restore.ipsw">iPod1,1_2.0_5A347_Restore.ipsw</a></p>
<p>Scarica firmware 1.1: <a href="http://appldnld.apple.com.edgesuite.net/content.info.apple.com/iPod/SBML/osx/bundles/061-3882.20070910.N8uyT/iPod1,1_1.1_3A101a_Restore.ipsw" target="_blank">iPod1,1_1.1_3A101a_Restore.ipsw</a></p>
<p>Download firmware 1.1.1: <a href="http://appldnld.apple.com.edgesuite.net/content.info.apple.com/iPod/SBML/osx/bundles/061-3932.20070927.p23dD/iPod1,1_1.1.1_3A110a_Restore.ipsw" target="_blank">iPod1,1_1.1.1_3A110a_Restore.ipsw</a><br />
Scarica firmware 1.1.2: <a href="http://appldnld.apple.com.edgesuite.net/content.info.apple.com/iPod/SBML/osx/bundles/061-4036.20071107.9g3DF/iPod1,1_1.1.2_3B48b_Restore.ipsw" target="_blank">iPod1,1_1.1.2_3B48b_Restore.ipsw</a><br />
Download firmware&nbsp;1.1.3: <a href="http://appldnld.apple.com.edgesuite.net/content.info.apple.com/iPod/SBML/osx/061-4060.20080115.9Iuh5/iPod1,1_1.1.3_4A93_Restore.ipsw" target="_blank">iPod1,1_1.1.3_4A93_Restore.ipsw</a><br />
Scarica firmware 1.1.4: <a href="http://appldnld.apple.com.edgesuite.net/content.info.apple.com/iPod/SBML/osx/bundles/061-4312.20080226.Btu45/iPod1,1_1.1.4_4A102_Restore.ipsw" target="_blank">iPod1,1_1.1.4_4A102_Restore.ipsw</a><br />
Download firmware 1.1.5: <a href="http://appldnld.apple.com.edgesuite.net/content.info.apple.com/iPod/SBML/osx/bundles/061-4841.20080714.bgy8O/iPod1,1_1.1.5_4B1_Restore.ipsw" target="_blank">iPod1,1_1.1.5_4B1_Restore.ipsw</a></p>
<p>[via <a href="http://www.apple-blog.info/dove-scaricare-i-firmware-per-ipod-touch/">apple-blog.info</a>]</p>
<h5>Dove scaricare i firmware per iPhone 2G e 3G</h5>
<p>Tra parentesi viene indicata la versione del baseband.</p>
<p><strong>Firmware per l’iPhone prima generazione</strong><br />
Download firmware 1.0.0: <a onclick="this.target='blank'" href="http://appldnld.apple.com.edgesuite.net/content.info.apple.com/iPhone/061-3538.20070629.B7vXa/iPhone1,1_1.0_1A543a_Restore.ipsw">iPhone1,1_1.0_1A543a_Restore.ipsw</a> (03.11.02_G)<br />
Scarica firmware 1.0.1: <a onclick="this.target='blank'" href="http://appldnld.apple.com.edgesuite.net/content.info.apple.com/iPhone/061-3614.20070731.Nt6Y7/iPhone1,1_1.0.1_1C25_Restore.ipsw">iPhone1,1_1.0.1_1C25_Restore.ipsw</a> (03.12.08_G)<br />
Download firmware&nbsp;1.0.2: <a onclick="this.target='blank'" href="http://appldnld.apple.com.edgesuite.net/content.info.apple.com/iPhone/061-3823.20070821.vormd/iPhone1,1_1.0.2_1C28_Restore.ipsw">iPhone1,1_1.0.2_1C28_Restore.ipsw</a> (03.14.08_G)</p>
<p>Scarica firmware&nbsp;1.1.1: <a onclick="this.target='blank'" href="http://appldnld.apple.com.edgesuite.net/content.info.apple.com/iPhone/061-3883.20070927.In76t/iPhone1,1_1.1.1_3A109a_Restore.ipsw">iPhone1,1_1.1.1_3A109a_Restore.ipsw</a> (04.01.13_G)<br />
Download firmware&nbsp;1.1.2: <a onclick="this.target='blank'" href="http://appldnld.apple.com.edgesuite.net/content.info.apple.com/iPhone/061-4037.20071107.5Bghn/iPhone1,1_1.1.2_3B48b_Restore.ipsw">iPhone1,1_1.1.2_3B48b_Restore.ipsw</a> (04.02.13_G)</p>
<p>Scarica firmware&nbsp;1.1.3: <a onclick="this.target='blank'" href="http://appldnld.apple.com.edgesuite.net/content.info.apple.com/iPhone/061-4061.20080115.4Fvn7/iPhone1,1_1.1.3_4A93_Restore.ipsw">iPhone1,1_1.1.3_4A93_Restore.ipsw</a> (04.03.13_G)<br />
Download firmware&nbsp;1.1.4: <a onclick="this.target='blank'" href="http://appldnld.apple.com.edgesuite.net/content.info.apple.com/iPhone/061-4313.20080226.Sw39i/iPhone1,1_1.1.4_4A102_Restore.ipsw">iPhone1,1_1.1.4_4A102_Restore.ipsw</a> (04.04.05_G)<br />
Scarica firmware&nbsp;2.0.0: <a onclick="this.target='blank'" href="http://appldnld.apple.com.edgesuite.net/content.info.apple.com/iPhone/061-4956.20080710.V50OI/iPhone1,1_2.0_5A347_Restore.ipsw">iPhone1,1_2.0_5A347_Restore.ipsw</a> (04.05.04_G)</p>
<p>Download firmware&nbsp;2.0.1: <a onclick="this.target='blank'" href="http://appldnld.apple.com.edgesuite.net/content.info.apple.com/iPhone/061-5135.20080729.Vfgtr/iPhone1,1_2.0.1_5B108_Restore.ipsw">iPhone1,1_2.0.1_5B108_Restore.ipsw</a> (04.05.04_G)<br />
Scarica firmware&nbsp;2.0.2: <a onclick="this.target='blank'" href="http://appldnld.apple.com.edgesuite.net/content.info.apple.com/iPhone/061-5246.20080818.2V0hO/iPhone1,1_2.0.2_5C1_Restore.ipsw">iPhone1,1_2.0.2_5C1_Restore.ipsw</a> (04.05.04_G)<br />
Download firmware 2.1:&nbsp;<a href="http://appldnld.apple.com.edgesuite.net/content.info.apple.com/iPhone/061-5202.20080909.gkbEj/iPhone1,1_2.1_5F136_Restore.ipsw">iPhone1,1_2.1_5F136_Restore.ipsw</a></p>
<p><strong>Firmware per il modello 3G dell’iPhone</strong></p>
<p>Download firmware&nbsp;2.0.0 3G: <a onclick="this.target='blank'" href="http://appldnld.apple.com.edgesuite.net/content.info.apple.com/iPhone/061-4955.20080710.bgt53/iPhone1,2_2.0_5A347_Restore.ipsw">iPhone1,2_2.0_5A347_Restore.ipsw</a> (01.45.00)<br />
Scarica firmware&nbsp;2.0.1 3G: <a onclick="this.target='blank'" href="http://appldnld.apple.com.edgesuite.net/content.info.apple.com/iPhone/061-5134.20080729.Q2W3E/iPhone1,2_2.0.1_5B108_Restore.ipsw">iPhone1,2_2.0.1_5B108_Restore.ipsw</a> (01.48.02)<br />
Download firmware&nbsp;2.0.2 3G: <a onclick="this.target='blank'" href="http://appldnld.apple.com.edgesuite.net/content.info.apple.com/iPhone/061-5241.20080818.t5Fv3/iPhone1,2_2.0.2_5C1_Restore.ipsw">iPhone1,2_2.0.2_5C1_Restore.ipsw</a> (02.08.01)</p>
<p>Download firmware 2.1:&nbsp;<a href="http://appldnld.apple.com.edgesuite.net/content.info.apple.com/iPhone/061-5198.20080909.K3294/iPhone1,2_2.1_5F136_Restore.ipsw">iPhone1,2_2.1_5F136_Restore.ipsw</a></p>
<p>[via <a href="http://www.apple-blog.info/dove-scaricare-i-firmware-per-iphone/">apple-blog.info</a>]
<p class="akst_link"><a href="http://www.levysoft.it/?p=1924&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_1924" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a></p>
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			<wfw:commentRss>http://www.levysoft.it/archivio/2008/09/26/itunes-8-modding-personalizzare-le-immagini-dei-generi-musicali-e-dove-poterle-trovare-eliminare-il-link-ad-itunes-store-disabilitare-il-backup-automatico-creare-un-account-itunes-senza-carta-di-c/feed/</wfw:commentRss>
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		<item>
		<title>Tips: come unire più file splittati in ambiente Windows, Linux e Mac OS X tramite una join da riga di comando</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2008/08/19/tips-come-unire-piu-file-splittati-in-ambiente-windows-linux-e-mac-os-x-tramite-una-join-da-riga-di-comando/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Aug 2008 09:30:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idea Lab]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>
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		<category><![CDATA[Windows]]></category>
		<category><![CDATA[join]]></category>
		<category><![CDATA[split]]></category>

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		<description><![CDATA[Il bello di avere un sistema Mac è che si ha sempre a disposizione una potente shell unix; in tal modo, tutti i tips validi per il mondo Linux, sono funzionanti anche per Mac OS X. Tra questi oggi vi voglio segnalare un trucchetto che ha dalla sua una estrema semplicità e al contempo risulta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il bello di avere un sistema Mac è che si ha sempre a disposizione una <strong>potente shell unix</strong>; in tal modo, tutti i tips validi per il mondo Linux, sono funzionanti anche per Mac OS X. Tra questi oggi vi voglio segnalare un trucchetto che ha dalla sua una estrema semplicità e al contempo risulta essere davvero utile.<br />
Spesso capita di <strong>scaricare dei file splittati</strong>, ovvero dei file di grandi dimensioni che, per velocizzarne il download o a causa dei limiti di upload dei server di hosting, sono stati <strong>suddivisi in più parti di dimensioni massime prestabilite</strong>, creando file con <strong>estensioni tipo .001, .002, .003</strong>, etc.</p>
<h5>Join per un utente Windows</h5>
<p>A questo punto, un qualsiasi utente Windows, dopo aver scaricato tutti questi file, per riunirli ha due alternative: o si scarica <a href="http://www.freebyte.com/hjsplit/"><strong>HJSplit</strong></a>, un applicativo che permette, <strong>tramite una intuitiva interfaccia di unire tutti i file in uno unico</strong>, oppure <strong>apre il Command Prompt e digita la seguente riga di comando</strong>:</p>
<p><code>copy /b file.001+file.002+file.003 joinfile.ext</code></p>
<p>Grazie al <strong>argomento &#8220;/b&#8221; del comando &#8220;copy&#8221; è possibile copiare file binary</strong>, mentre <strong>concatenando con il comando + i file è possibile fare il join dei file indicati</strong>. Se fossimo stati sicuri che si trattava di una <strong>semplice file di testo in ASCII, allora avremmo potuto omettere l&#8217;argomento &#8220;/b&#8221;</strong>.<br />
E&#8217; evidente, però, che <strong>eseguire una join di questo tipo prevede di dover scrivere a mano tutti i nomi dei file splittati</strong> (e a volte possono anche essere decine) ed <strong>è per questo che un utente Windows preferisce usare HJSplit per eseguire una Join più rapidamente</strong>.</p>
<h5>Join per un utente Linux e Mac OS X</h5>
<p>Un utente Linux e Mac, invece, ha una <a href="http://garret.netsons.org/unire-dei-files-con-gnu-linux">scelta in più</a>. Se è vero che esiste anche la <a href="http://www.freebyte.com/hjsplit/#linux"><strong>controparte per Linux di HJSplit</strong></a> e un <strong>analogo software per Mac OS X</strong> (<a href="http://www.xs4all.nl/~loekjehe/Split&#038;Concat/"><strong>Split&#038;Concat</strong></a>) è possibile <strong>eseguire il join dei file da riga di comando in maniera molto veloce e senza essere costretti a specificare, ad uno ad uno, i file splittati</strong>.<br />
E&#8217; sufficiente, infatti, usare il comando cat in questo modo:</p>
<p><code>cat file.00* &gt; joinfile.ext</code></p>
<p>In realtà, come ho <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Split_%28Unix%29">scoperto</a>, <strong>il comando split dei sistemi Unix-like</strong>, quando separa un file in più parti, <strong>genera i nomi dei file</strong> (con estensioni tipo con .001, .002, .003) <strong>in modo che possano essere automaticamente determinati e ordinati alfabeticamente</strong>, in modo da poter <strong>ricostruire i dati originari tramite il comando &#8220;cat&#8221; che</strong>, in questo modo,<strong> si trova facilmente tutti i file in sequenza e senza necessità di specificarglieli</strong>.<br />
Analogamente al comando &#8220;copy&#8221; del dos, si <strong>potrebbero anche scrivere tutti i file uno ad uno</strong>, ma <strong>sfruttando appunto la sinergia dei comandi split/cat dell&#8217;ambiente Unix</strong>, si può benissimo usare il <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Metacarattere">wildcard</a> *</strong> in modo da non dover ripetere prima del segno &#8220;>&#8221; tutti i nomi dei files splittati.
<p class="akst_link"><a href="http://www.levysoft.it/?p=1891&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_1891" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a></p>
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		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Come vedere in diretta le Olimpiadi di Pechino 2008 in streaming con VLC su Windows, Linux e Mac OS X grazie alla Playlist degli 8 canali Rai che potete scaricare</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2008/08/13/come-vedere-in-diretta-le-olimpiadi-di-pechino-2008-in-streaming-con-vlc-su-windows-linux-e-mac-os-x-grazie-alla-playlist-degli-8-canali-rai-che-potete-scaricare/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2008/08/13/come-vedere-in-diretta-le-olimpiadi-di-pechino-2008-in-streaming-con-vlc-su-windows-linux-e-mac-os-x-grazie-alla-playlist-degli-8-canali-rai-che-potete-scaricare/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 Aug 2008 08:30:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
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		<description><![CDATA[Per vedere le Olimpiadi di Pechino 2008 esistono numerosi servizi online che danno questa opportunità del tutto gratuitamente: da NBC Olympics on the Go al canale di Yalp dedicato alle Olimpiadi 2008, fino al più completo di tutti, il multicanale internet di Pechino 2008 della Rai, dove è possibile seguire, con 6 flussi video, tutte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per vedere le <strong>Olimpiadi di Pechino 2008</strong> esistono <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2008/08/05/youtube-trasmettera-le-olimpiadi-ai-77-paesi-che-non-hanno-acquistato-i-diritti-televisivi-come-vedere-i-giochi-olimpici-sul-portale-rai-sul-iphone-e-su-windows-vista/"><strong>numerosi servizi online</strong></a> che danno questa opportunità del tutto gratuitamente: da <a href="http://www.nbcolympics.com/">NBC Olympics on the Go</a> al canale di <a href="http://www.yalp.alice.it/video/sport/live/olimpiadi2008/index.html?clkc=clkc_yalp_home_hp__tv_1_lanciocanale">Yalp dedicato alle Olimpiadi 2008</a>, fino al più completo di tutti, il multicanale internet di <a href="http://www.pechino2008.rai.it/">Pechino 2008 della Rai</a>, dove è possibile seguire, con 6 flussi video, tutte le gare della rete olimpica Rai2 e anche quelle in onda su RaiSport Più.</p>
<h5>Soluzione universale per vedere le Olimpiadi su Windows, Linux e Mac OS X</h5>
<p>Il problema è che <strong>tutte queste soluzioni non sono spesso alla portata di tutti ma solo per chi usa un PC con Windows</strong> (dato che tutti questi flussi video <strong>funzionano solo con Windows Media Player o con <a href="http://silverlight.net/">SilverLight</a></strong>) o per chi ha un Mac con installato il plugin per WMV <a href="http://www.flip4mac.com/">Flip4Mac</a>. Ma non tutti sanno che <strong>esiste una soluzione universale per garantire la visione delle Olimpiadi su qualsiasi piattaforma, che sia Windows, Linux o Mac OS X</strong>. Il trucco è stato quello di <strong>estrapolare gli stessi flussi streaming del canale <a href="http://www.pechino2008.rai.it/">Pechino 2008 della Rai</a></strong> e vederli direttamente sul proprio player video, <strong>senza essere costretti a caricare il sito web della Rai per visualizzare i video dal proprio browser</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1894_olimpiadi_streaming_vlc_1.jpg' alt='Olimpiadi in Streaming con VLC' /></div>
<p>In particolare per avere una <strong>soluzione multipiattaforma</strong>, oltre che per avere un player multimediale in grado di visualizzare nativamente (senza la necessità di codec aggiuntivi) filmati wmv in streaming, la scelta è ricaduta, spontaneamente, sull&#8217;adozione di <a href="http://www.videolan.org/vlc/"><strong>VLC</strong></a>, un player gratuito disponibile per <a href="http://www.videolan.org/vlc/download-windows.html">Windows</a>, <a href="http://www.videolan.org/vlc/">Linux</a> e <a href="http://www.videolan.org/vlc/download-macosx.html">Mac OS X</a>.</p>
<p>Una volta installato VLC sul proprio sistema basterà aprirlo e dal menu <strong>File > Apri Rete&#8230;</strong> inserire una delle seguenti <strong>URL per seguire le olimpiadi in streaming</strong>:</p>
<blockquote><p>
mms://212.162.68.201/olimpiadi1<br />
mms://212.162.68.201/olimpiadi2<br />
mms://212.162.68.201/olimpiadi3<br />
mms://212.162.68.201/olimpiadi4<br />
mms://212.162.68.201/olimpiadi5<br />
mms://212.162.68.201/olimpiadi6<br />
mms://212.162.68.201/olimpiadi7 (Rai2)<br />
mms://212.162.68.201/olimpiadi8 (RaiSport Più)
</p></blockquote>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1894_olimpiadi_streaming_vlc_2.jpg' alt='Olimpiadi in Streaming con VLC 2' /></div>
<p>In particolare gli ultimi due permettono di vedere <strong>Rai2</strong> e <strong>RaiSport Più</strong> dove è possibile <strong>vedere praticamente tutti gli eventi più importanti e decisivi delle Olimpiadi</strong>.</p>
<p>Se avete <strong>problemi di lentezza o squadrettamento delle immagini, allora potete usare uno dei seguenti indirizzi IP alternativi</strong> disponibili da sostituire con quelli elencati sopra:</p>
<blockquote><p>
212.162.68.13<br />
212.162.68.42<br />
212.162.68.102<br />
212.162.68.162<br />
212.162.68.163<br />
212.162.68.203<br />
212.162.68.213<br />
212.162.68.231<br />
212.162.68.242
</p></blockquote>
<p>Per i più pigri ho creato una <strong>playlist M3U con tutti gli 8 canali in streaming della Rai</strong>: sarà sufficiente scaricarla e aprirla con il vostro VLC (ma funziona bene anche con Windows Media Player di Windows).</p>
<p><strong>Scarica</strong> <a href="http://www.levysoft.it/?dl=Olimpiadi_Streaming_Rai.m3u">Playlist Olimpiadi Streaming Rai</a>.</p>
<p>Da quello che ho potuto appurare sul mio sistema Mac OS X, sembra che, se si vede il flusso video in streaming direttamente dal proprio player multimediale come VLC, vi sia un <strong>ritardo di poco più di 5 secondi rispetto a quello che si può vedere sul sito web della Rai</strong>. </p>
<p>Ora che sapete come guardare le Olimpiadi non vi resta che andare a consultare il <a href="http://www.pechino2008.coni.it/index.php?id=235&#038;no_cache=1"><strong>Calendario Ufficiale delle Olimpiadi</strong></a> e decidere quali eventi sono da non perdere.
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		</item>
		<item>
		<title>Tips: Come disinstallare o disattivare OfficeScan Antivirus protetto da password</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2008/04/10/tips-disinstallare-o-disattivare-officescan-antivirus-protetto-da-password/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 09:43:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[Tips]]></category>
		<category><![CDATA[Tips Windows 2K/XP]]></category>
		<category><![CDATA[Windows]]></category>
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		<category><![CDATA[Ofcscan]]></category>

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		<description><![CDATA[ L&#8217;altro giorno ho dovuto aiutare un amico a disinstallare l&#8217;antivirus OfficeScan che era stato installato sul suo PC Windows XP con una password ma poi, come è classico, se ne era dimenticato e, al momento di disinstallarlo, si era accorto del tragico errore!
Non è stato molto difficile trovare la soluzione: con il semplice aiuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p1783_officescan.jpg' alt='OfficeScan' /> L&#8217;altro giorno ho dovuto aiutare un amico a <strong>disinstallare l&#8217;antivirus OfficeScan</strong> che era stato installato sul suo PC Windows XP con una password ma poi, come è classico, se ne era dimenticato e, al momento di disinstallarlo, si era accorto del tragico errore!</p>
<p>Non è stato molto difficile trovare la soluzione: con il semplice aiuto di Google il problema è stato risolto nell&#8217;incredulità generale poiché si pensava che la password di accesso all&#8217;antivirus potesse garantirlo da eventuali virus o malware speciali con la peculiarità di riuscire a disabilitare il sistema di protezione dell&#8217;antivirus. In realtà è stato sufficiente mettere mano ad un semplice file ini liberamente accessibile per cancellare la vecchia password (criptata si, ma sempre modificabile) e per <strong>riuscire a scardinare tutte le false sicurezze che questo sistema dava</strong>. Mi domando quindi a <strong>cosa serve mettere una password ad un antivirus se poi non si cura anche la parte di protezione della stessa</strong>.</p>
<p>Per i più curiosi, vi riporto la procedura davvero semplice, che funziona sia per <strong>OfficeScan</strong> che per tutte le versioni di <strong>Trend Micro AntiVirus Corporate</strong> e <strong>PCCillin</strong>:</p>
<h5>Soluzione con il Registro di Configurazione</h5>
<p>Se avete solo intenzione di disinstallare l&#8217;agent dell&#8217;antivirus senza avere la necessità di inserire la password, sarà sufficiente modificare questa chiave di registro:</p>
<p><code>HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\TrendMicro\PC-cillinNTCorp\CurrentVersion\Misc.</code></p>
<p>e settare il parametro</p>
<p><code>Allow Uninstall = 1</code></p>
<h5>Soluzione con il file Ofcscan.ini</h5>
<p>Se invece, volete semplicemente sovrascrivere la password dell&#8217;antivirus con una vostra, per poi avere la possibilità di <strong>disabilitarlo temporaneamente</strong> (Unload OfficeScan) e magari, in seguito, anche <strong>disinstallarlo</strong>, sarà sufficiente che cerchiate il file <strong>Ofcscan.ini</strong> (di solito si trova sotto la directory di Windows &#8220;<em>c:\windows</em>&#8221; o &#8220;<em>c:\winnt</em>&#8221; o nella directory del programma &#8220;<em>Officescan</em>&#8220;), dopodiché apritelo con il vostro Notepad e cercate la sezione</p>
<p><code>[INI_CLIENT_SECTION]</code></p>
<p>Qui troverete la variabile:</p>
<p><code>Uninstall_Pwd=!CRYPT!7163A13...</code></p>
<p>Se al posto del valore criptato inserire un codice a voi noto, potete sovrascrivere la password con una da voi conosciuta. In questo caso <strong>cambiate il valore dopo l&#8217;uguale</strong> (magari prima fate un backup de file ini) <strong>con il valore 70</strong> (che <strong>corrisponde al carattere 1</strong>):</p>
<p><code>Uninstall_Pwd=70</code></p>
<p>Analogamente <strong>potete inserire lo stesso codice nella variabile subito sotto</strong> &#8220;<strong>Unload_Pwd</strong>&#8221; e che permette di <strong>disattivare temporaneamente l&#8217;antivirus</strong>:</p>
<p><code>Unload_Pwd=70</code></p>
<p>Se salvate il file Ofcscan.ini e tentate ora di disinstallare l&#8217;antivirus o di disattivarlo (Unload OfficeScan), quando <strong>vi verrà chiesta una password basterà che inserire il valore &#8220;1&#8243; e avrete l&#8217;intera gestione dell&#8217;applicativo che prima vi era preclusa</strong>.
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		</item>
		<item>
		<title>Risolvere alcuni problemi delle connessioni di rete con il Repairing delle Network Connections di Windows XP e come ricreare la stessa funzione con 6 comandi DOS</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2008/03/18/risolvere-alcuni-problemi-delle-connessioni-di-rete-con-il-repairing-delle-network-connections-di-windows-xp-e-come-ricreare-la-stessa-funzione-con-6-comandi-dos/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Mar 2008 12:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Tips]]></category>
		<category><![CDATA[Tips Windows 2K/XP]]></category>
		<category><![CDATA[Windows]]></category>
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		<category><![CDATA[Lan]]></category>
		<category><![CDATA[multicast]]></category>
		<category><![CDATA[repair]]></category>
		<category><![CDATA[unicast]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.levysoft.it/archivio/2008/03/18/risolvere-alcuni-problemi-delle-connessioni-di-rete-con-il-repairing-delle-network-connections-di-windows-xp-e-come-ricreare-la-stessa-funzione-con-6-comandi-dos/</guid>
		<description><![CDATA[A volte può capitare di imbattersi in problemi di rete su Windows XP che non permettono la normale navigazione sul web o sulla vostra rete aziendale. In questi casi, la maggior parte delle volte, è sufficiente, senza essere dei veri professionisti del TCP/IP e senza leggere alcun manuale di Networking, utilizzare un comodo tool di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A volte può capitare di imbattersi in <strong>problemi di rete su Windows XP che non permettono la normale navigazione sul web</strong> o sulla vostra rete aziendale. In questi casi, la maggior parte delle volte, è sufficiente, <strong>senza essere dei veri professionisti del TCP/IP</strong> e senza leggere alcun manuale di Networking, utilizzare un <strong>comodo tool di troubleshooting delle reti</strong> incluso nella installazione di Windows che può risolvere, in pochi secondi, la maggior parte dei problemi più comuni: sto parlando del <strong>Repair delle Connessioni di Rete</strong>.</p>
<h5>Dove trovare il Repair Network Connections</h5>
<p>Se avete abilitato la visualizzazione nella Tray Area, nell&#8217;angolo in basso a destra, verrà visualizzata l&#8217;icona di notifica delle connessioni di rete; qui sarà <a href="http://www.microsoft.com/windowsxp/using/networking/maintain/repair.mspx">sufficiente</a> andarci col tasto destro del mouse e quindi <strong>cliccare su Repair</strong> (su Windows XP in italiano troverete la voce &#8220;<strong>Ripristina</strong>&#8220;).</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.microsoft.com/library/media/1033/windowsxp/images/using/networking/maintain/68604-click-repair-from-notification-area.gif' alt='Repair Tray Area' /></div>
<p>Altrimenti, bisognerà cliccare sul <strong>Menu Start -> Control Panel</strong> (Pannello di Controllo).</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.microsoft.com/library/media/1033/windowsxp/images/using/networking/maintain/68604-click-control-panel.gif' alt='Repair' /></div>
<p>Quindi, dalla finestra che vi si aprirà, bisognerà selezionare &#8220;<strong>Network and Internet Connections</strong>&#8221;</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.microsoft.com/library/media/1033/windowsxp/images/using/networking/maintain/68604-click-network-and-internet-connections.gif' alt='Repair' /></div>
<p>e infine cliccare sull&#8217;icona &#8220;<strong>Network Connections</strong>&#8221;</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.microsoft.com/library/media/1033/windowsxp/images/using/networking/maintain/68604-click-network-connections.gif' alt='Repair' /></div>
<p>Ora verranno mostrate tutte le connessioni di rete del vostro PC. Nel caso ne disponiate più di una, selezionate quella relativa alla vostra connessione difettosa e, cliccate col tasto destro la voce &#8220;<strong>Repair</strong>&#8220;. Se la voce non fosse disponibile, assicuratevi che il cavo di rete sia collegato alla vostra scheda di rete o che la vostra connessione sia nella <em>stato Enable</em> (Abilitato).</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.microsoft.com/library/media/1033/windowsxp/images/using/networking/maintain/68604-click-repair.gif' alt='Repair' /></div>
<p>A questo punto vi verrà mostrata una finestra a popup che, molto velocemente, vi <strong>elencherà tutte le operazioni di fixing che il sistema esegue</strong>, per poi dare l&#8217;esito positivo con questa finestra.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.microsoft.com/library/media/1033/windowsxp/images/using/networking/maintain/68604-click-close.gif' alt='Repair' /></div>
<h5>I passi che esegue il Repair di Windows</h5>
<p>Sebbene questa operazione sia alla portata di tutti e non invasiva, a molti sarà venuto in mente di chiedersi il significato dell&#8217;elenco delle operazioni di fix sulle Network Connections.<br />
E&#8217; per questo che, basandomi su un esaudiente articolo di <a href="http://searchnetworking.techtarget.it/01NET/HP/0,1254,19_ART_80046,00.html">SearchNewtorking</a>, vorrei esaminare ciascuno degli step che avvengono quando usate la funzione Repair per capire cosa fanno e perché vengono effettuati. Lo scopo è capire cosa fa Windows XP per risolvere i problemi di rete, per poi <strong>eseguire delle operazioni puntuali e magari determinare il vero problema che affligge la vostra connessione di rete</strong>.</p>
<p><strong>1. DHCP Renew</strong><br />
Se il vostro collegamento di rete è configurato per ottenere il suo indirizzo automaticamente tramite <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/DHCP">DHCP</a>, e solo in questo caso, Windows esegue questo primo passo che, in pratica, permette al sistema operativo di <strong>mettersi in contatto con il server DHCP</strong> da cui l&#8217;indirizzo del computer è stato precedentemente acquisito <strong>in modo da confrontare la sua configurazione corrente TCP/IP</strong>.<br />
Se volessimo ripetere la stessa operazione da riga di comando, quello che si avvicina di più è:</p>
<blockquote><p>ipconfig /renew</p></blockquote>
<p>Questo comanda, in realtà, si comporta in modo leggermente diverso dalla funzione Repair; infatti mentre <strong>la funzione Repair manda un messaggio Renew multicast a qualsiasi server DHCP</strong> disponibile in rete (ovvero chiede a tutti i nodi DHCP delle rete), il comando <strong>ipconfig manda un messaggio Renew unicast DHCP</strong> (ovvero solo al server DHCP dal quale il computer ha ottenuto la configurazione del DHCP). Ma in definitiva, dato che nelle reti Lan aziendali, solitamente il server DHCP è unico, i due comandi si possono benissimo equiparare.</p>
<p><strong>2. Svuotare la cache ARP</strong><br />
Il secondo passo della funzione Repair è quello di <strong>svuotare la cache <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Address_Resolution_Protocol">Address Resolution Protocol</a> (ARP)</strong>; in pratica la cache ARP <strong>contiene gli indirizzi MAC definiti più di recente per i nodi IP sulla rete</strong>. Tali indirizzi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Media_Access_Control">MAC</a> sono memorizzati nel computer in modo che possa avvenire la comunicazione con i nodi IP senza avere bisogno di doverli definire ripetutamente. <strong>Se uno o più dei valori presenti nella cache ARP è errato, può venire a mancare la comunicazione della rete</strong> con alcuni nodi IP. Se il valore errato della cache si riferisce al gateway di default verrà a mancare la comunicazione con i nodi sulle sottoreti remote.</p>
<p>Il comando da digitare dalla command line del DOS per eseguire manualmente questo step, è il seguente:</p>
<blockquote><p>arp &#8211; d *</p></blockquote>
<p><strong>3. Svuotare la cache NetBIOS</strong><br />
Questo comando <strong>riporta i contenuti della cache NetBIOS sul computer locale e precarica nella cache ogni valore nel file LMHOSTS</strong>. Infatti nelle reti Windows, anche dove è abilitato il DNS e Acrive Directory, è ancora usata la name resolution del NetBIOS legacy. La cache del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/NetBIOS">NetBIOS</a>, quindi, ha il mapping tra hostname e indirizzo IP, in modo che possano avvenire le comunicazioni con gli host remoti senza avere bisogno di definirli ripetutamente<strong>. Se uno o più dei valori nella cache NetBIOS sono errati, può venire a mancare la comunicazione tra la rete e alcuni host IP</strong> (come il gateway).</p>
<p>Il comando da digitare dalla command line del DOS per eseguire manualmente questo step, è il seguente:</p>
<blockquote><p>nbtstat &#8211; R</p></blockquote>
<p><strong>4. Svuotare la cache di DNS Resolver</strong><br />
Questo comando <strong>riporta il contenuto della cache del resolver DNS sul computer locale. Avviando  tale comando, inoltre, si precarica all&#8217;interno della cache ogni valore nei file HOST</strong>, in modo che possa avvenire la comunicazione con gli host remoti senza avere bisogno di definirli ripetutamente. <strong>Se uno o più dei valori nella cache del resolver <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/DNS">DNS</a> è errato, può venire a mancare la comunicazione della rete</strong> con alcuni host IP sulla rete.</p>
<p>Il comando da digitare dalla command line del DOS per eseguire manualmente questo step, è il seguente:</p>
<blockquote><p>ipconfig /flushdns</p></blockquote>
<p>mentre se volete <strong>osservare i contenuti corretti della cache del resolver DHS</strong>, dovete digitate:</p>
<blockquote><p>ipconfig /displaydns</p></blockquote>
<p><strong>5. Registrarsi di nuovo con WINS</strong><br />
Questo comando tenta di <strong>riregistrare il computer locale nel database WINS sui server WINS</strong>. Ciò significa che tutti i nomi del NetBIOS per il computer locale sono dapprima fatti uscire dal database e poi rinnovati. Naturalmente ciò è valido solamente se la vostra rete ha server <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/WINS">WINS</a>, anche se generalmente la maggior parte delle aziende che hanno <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Active_Directory">Active Directory</a> o <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Microsoft_Exchange">Exchange Server</a> generalmente usano ancora WINS.</p>
<p>Quando un computer Windows è spento in modo corretto, dovrebbe rilasciare i suoi record dal database WINS. <strong>Se un computer non è spento in modo corretto, i suoi record WINS non sono rimossi dal database</strong>. I vecchi record presenti nel database di WINS <strong>possono causare problemi di comunicazione della rete</strong>, in particolare nel caso dei computer portatili che possono essere scollegati da una rete e collegati in un&#8217;altra. Usando la funzione Repair spesso si possono <strong>risolvere questi problemi forzando il computer a riregistrarsi con WINS</strong>.</p>
<p>Il comando da digitare dalla command line del DOS per eseguire manualmente questo step, è il seguente:</p>
<blockquote><p>nbtstat &#8211; RR</p></blockquote>
<p><strong>6. Registrarsi di nuovo con DNS</strong><br />
Questo comando tenta di <strong>riregistrare il computer locale nel database DNS sui server name</strong>. Ciò significa che tutti i nomi di DNS per il computer locale sono dapprima fatti uscire dal database DNS e poi rinnovati.</p>
<p>Il comando da digitare dalla command line del DOS per eseguire manualmente questo step, è il seguente:</p>
<blockquote><p>ipconfig /registerdns</p></blockquote>
<h5>Ottimizzare il Repair con un file batch</h5>
<p>Quindi, in definitiva, <strong>il Repair delle Connessioni di Rete di Windows XP, non fa altro che eseguire la seguente serie di 6 comandi Dos in cascata</strong>:</p>
<blockquote><p>ipconfig /renew<br />
arp &#8211; d *<br />
nbtstat &#8211; R<br />
ipconfig /flushdns<br />
nbtstat &#8211; RR<br />
ipconfig /registerdns</p></blockquote>
<p>Ricordatevi che <strong>il DHCP Renew lanciato da linea di comando, a differenza della funzione inclusa nel Repair di Windows, avviene in maniera Unicast</strong> ma, normalmente, un pc in una rete Lan aziendale vede un solo server DHCP, per cui possiamo affermare, a tutti gli effetti, che <strong>se creassimo un file batch con tutti i 6 comandi sopra riportati, ricreeremmo la funzione Repair di Windows XP</strong>.</p>
<p>Ma <strong>a cosa servirebbe riprodurre in forma di script la funzione Repair di Windows, se abbiamo già comodamente, a portata di mouse, una funzione analoga e perfettamente funzionante?</strong> Ebbene, i motivi possono essere vari, ma ne cito solo due:</p>
<ol>
<li><strong>Lanciando un comando alla volta, è possibile capire dove risiede il problema</strong> e, se accadesse frequentemente, è possibile parlare con il vostro amministratore di rete (ovviamente se siete su una rete aziendale) per la risoluzione puntuale del problema.</li>
<li>Nel frattempo che il vostro amministratore di rete venga a capo del problema, è possibile <strong>ottimizzare il fixing e, invece di fare il repair di tutte le configurazioni, sarà sufficiente selezionare gli 1 o 2 comandi che risolvono il vostro problema</strong> e lanciare, attraverso un comodo file batch, solo quelli.</li>
</ol>
<p>Personalmente, tempo fa mi sono imbattuto in un problema di rete che mi costringeva, almeno inizialmente, a lanciare la funzione di Repair della Connessione di Rete. Ma poi, dopo aver fatto qualche prova, ho ridotto le 6 operazioni ad una sola: nel mio caso specifico era <strong>sufficiente lanciare da riga di comando un semplice DHCP Renew per ripristinare il corretto funzionamento della Rete</strong>.</p>
<p>Quindi, come vedete, anche se sembra una fatica inutile cercare di approfondire alcune funzioni di Windows, a volte può essere utile per riuscire a padroneggiare la configurazione della propria macchina Windows, oltre che a dare molte soddisfazioni personali.
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		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Comportamento anomalo nella copia via rete di singoli file tra Mac OS X Leopard e una cartella condivisa su Windows con partizione NTFS</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2008/02/28/comportamento-anomalo-nella-copia-via-rete-di-singoli-file-tra-mac-os-x-leopard-e-una-cartella-condivisa-su-windows-con-partizione-ntfs/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 08:15:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pensavo di aver <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2007/11/29/su-mac-os-x-leopard-se-si-sposta-una-cartella-su-un-percorso-dove-ne-risiede-unaltra-con-lo-stesso-nome-vengono-persi-tutti-i-dati-di-questultima-su-windows-invece-vengono-solo-aggiunti-bug-o-s/">visto davvero tutto</a> sulle differenze tra il mondo Windows e quello Mac e sugli incidenti che possono accadere se si prendono troppo alla leggera alcune situazioni e incompatibilità che a prima vista possono sembrare banali. Ma, purtroppo, non era così poiché ieri sera penso di essermi imbattuto in una anomalia davvero particolare. In pratica <strong>se si copiavano via rete dei singoli file tra Mac OS X Leopard e una cartella condivisa su Windows XP con partizione NTFS, questi a fine trasferimento venivano cancellati, mentre rimanevano se si copiava una cartella con gli stessi file</strong>.

Ma ecco nel dettaglio cosa mi è capitato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p1757_ntfs_partion.jpg' alt='NTFS Partition' /> Pensavo di aver <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2007/11/29/su-mac-os-x-leopard-se-si-sposta-una-cartella-su-un-percorso-dove-ne-risiede-unaltra-con-lo-stesso-nome-vengono-persi-tutti-i-dati-di-questultima-su-windows-invece-vengono-solo-aggiunti-bug-o-s/">visto davvero tutto</a> sulle differenze tra il mondo Windows e quello Mac e sugli incidenti che possono accadere se si prendono troppo alla leggera alcune situazioni e incompatibilità che a prima vista possono sembrare banali. Ma, purtroppo, non era così poiché ieri sera penso di essermi imbattuto in una anomalia davvero particolare. In pratica <strong>se si copiavano via rete dei singoli file tra Mac OS X Leopard e una cartella condivisa su Windows XP con partizione NTFS, questi a fine trasferimento venivano cancellati, mentre rimanevano se si copiava una cartella con gli stessi file</strong>.</p>
<p>Ma ecco nel dettaglio cosa mi è capitato.</p>
<h5>Gli eventi</h5>
<p>Avevo deciso di <strong>spostare via rete Wi-Fi alcun file dal mio Macbook Pro con Mac OS X 10.5.2 Leopard formattato HFS+ su un PC con Windows XP formattato NTFS</strong>. Per l&#8217;occasione avevo <strong>condiviso una cartella sul mio PC e gli avevo assegnato anche i diritti di scrittura</strong>. Premesso che sul mio Macbook Pro non ho installato <a href="http://www.paragon-software.com/">Paragon</a> o <a href="http://code.google.com/p/macfuse/">MacFuse</a> per ottenere il supporto per altri file system oltre a quelli standard di Mac OS X, tra cui anche NTFS, non avevo pensato minimamente che forse questa operazione non si potesse fare, dato che <strong>nativamente Mac OS X non permette la scrittura sulle partizioni NTFS</strong>, a meno che non si voglia <strong>scrivere su un PC in rete con <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Samba_(software)">Samba</a> (che sarebbe l&#8217;unico modo per scrivere su NTFS senza installare software di terze parti)</strong>.</p>
<p>Ammetto di essere stato sovrappensiero ma anche il sistema non mi ha dato una mano. Ingenuamente ho preso un file di oltre 1 GB e l&#8217;ho spostato dal mio Macbook al PC condiviso. Ebbene, l&#8217;operazione è durata 4 minuti e nel mentre controllavo che sul PC il file venisse copiato correttamente&#8230; e così sembrava accadere: ad ogni refresh della finestre di Gestione Risorse il valore in Kilobyte aumentava col tempo. Purtroppo, con mia grande amarezza, <strong>a trasferimento ultimato, ho scoperto che sulla cartella condivisa del mio PC il file era stato cancellato e, avendo spostato il file, invece che copiato, avevo perso anche l&#8217;originale sul mio Mac!</strong> Inizialmente non ho pensato al problema del partizionamento NTFS, e supponevo che, avendo eseguito un collegamento vi wi-fi, forse c&#8217;era stato qualche problema di rete, e quindi ho ritentato il trasferimento di un altro file, <strong>avendo cura, questa volta, di fare una semplice copia</strong>. Ebbene, lo stesso infausto evento si è ripetuto!</p>
<h5>I miei errori</h5>
<p>Ovviamente i miei errori sono stati dettati dalla fretta e sono stati principalmente due:</p>
<ol>
<li><strong>Mai spostare un file su una cartella remota, ma farne semplicemente prima una copia</strong> e poi, dopo aver verificato l&#8217;integrità del file trasferito, cancellare l&#8217;originale</li>
<li><strong>Non è possibile scrivere nativamente su una partizione NTFS con Mac OS X</strong>, sia se presente su una partizione di un hard disk fisicamente collegato al Mac (attraverso un hard disk portatile via USB o partizionando, magari, il proprio disco fisso interno), sia, a questo punto, se condiviso via rete</li>
</ol>
<h5>Analisi del comportamento anomalo di Leopard</h5>
<p>Quello che <strong>mi ha tratto in inganno, però, è stato principalmente il fatto che Leopard non mi ha segnalato in alcun modo che la partizione era NTFS e, quindi, non era scrivibile</strong> dal sistema operativo di Cupertino, come quando normalmente accade se provo a copiare un file su un disco esterno NTFS. Probabilmente il problema risiede nel fatto che, <em>avendo assegnato i diritti di scrittura alla cartella remota, forse Leopard non si è degnato di controllare se era fisicamente possibile scriverci sopra</em>. Oppure può essere che nel <strong>protocollo di comunicazione Samba che usa Mac OS X</strong> 10.5 Leopard , non esiste un flag o una notifica che mi segnala su che tipo di file system vado a scrivere!</p>
<p>In realtà, però il trasferimento da Mac su PC NTFS sembrava comunque procedere regolarmente perché Mac OS X riusciva a scrivere il file sulla directory remota, anche se forse  era corrotto sin dall&#8217;inizio. Almeno era quello che pensavo. Siccome, però, sono curioso per natura, ho fatto diverse prove prima di buttare giù questo articolo e ho quindi potuto appurare di una cosa davvero anomala. Ho copiato immagini ISO e DMG, file AVI grandi e piccoli, immagini JPG e piccoli file TXT e PDF. <strong>Tutti quanti i file, quando venivano spostati singolarmente, a trasferimento avvenuto, venivano inesorabilmente rimossi</strong>. In pochissimi casi, però, se copiavo due file in contemporanea, il primo che terminava veniva preservato sulla directory remota mentre l&#8217;ultimo veniva inesorabilmente cancellato!</p>
<h5>Una inaspettata scoperta: le directory non si cancellano</h5>
<p>E per finire, ecco che <strong>casualmente faccio una interessante scoperta: prendo tutti i file e li raggruppo tutti in una cartella e, questa volta, sposto solo la cartella: ebbene, questa volte, i file vengono tutti mantenuti!</strong> Da buon galileano, ripeto più volte l&#8217;esperimento che, regolarmente, si riproduceva!</p>
<h5>Considerazioni finali</h5>
<p>Non so se questo problema è da imputarsi a Mac OS X (magari solo a Samba) o a Windows XP ma sta di fatto che, <strong>l&#8217;unico modo per copiare dei file via rete tra un Mac OS X e Windows, era trasferirli da dentro una directory!</strong></p>
<p>Purtroppo non ho partizioni FAT32 sul mio PC, per cui non ho potuto verificare se il problema si presentava anche con questo tipo di formattazione (anche se dubito fortemente). Comunque, lo <strong>scopo di questo mio articolo era semplicemente lanciare un monito a tutti i Macusers e segnalare questa presunta anomalia</strong>. Io credo, comunque, che questo sia <strong>indice di una non perfetta compatibilità tra Samba su Mac OS X e NTFS</strong>. Lo si capisce chiaramente quando si lanciano, a distanza di pochi secondi, due trasferimenti di rete, e il primo che termina, a volte, ma non sempre, viene mantenuto (come se, Mac OS, essendo impegnato in una altra copia, non avesse avuto il tempo di eliminare il file remoto): il bello è che se si ripete 10 volte la prova non si avrà mai un risultato univoco!</p>
<p>Io non credo che <strong>questa serie sfortunata di eventi</strong> sia prerogativa della mia rete casalinga o di una qualche sparticolare configurazione sul mio Mac. E&#8217; per questo che vi chiedo: <strong>a voi è mai capitato qualcosa di simile?</strong> Cosa credere sia da imputare questo strano comportamento? Questa anomalia è riproducibile anche sui vostri sistemi?
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		<title>KatMouse: fare lo scrolling delle finestre in secondo piano su Windows</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Feb 2008 10:29:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mac os x]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
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		<description><![CDATA[Ecco un programma freeware che consiglio a tutti i possessori di un PC con Windows e che, una volta installato, non potrete più farne a meno: si chiama KatMouse e tra le sue funzionalità, permette di eseguire lo scroll delle finestre in secondo piano. Sembra una cosa da nulla ma se lo provate, tra praticità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco un programma freeware che consiglio a tutti i possessori di un PC con Windows e che, una volta installato, non potrete più farne a meno: si chiama <a href="http://ehiti.de/katmouse/"><strong>KatMouse</strong></a> e tra le sue funzionalità, <strong>permette di eseguire lo scroll delle finestre in secondo piano</strong>. Sembra una cosa da nulla ma se lo provate, tra <strong>praticità e risparmio di tempo</strong>, troverete sicuramente degli indubbi benefici.</p>
<p>Ho scoperto il vantaggio di una simile utilità da quando ho iniziato ad usare Mac OS X 10.5 Leopard: infatti, da quest&#8217;ultima versione del sistema operativo di casa Apple, è stata abilitato il <strong>supporto alle finestre unfocused, ovvero non selezionate</strong>. In pratica,  <strong>se il vostro cursore è su una finestra, è possibile scrollare a piacere con la rotellina centrale del mouse, anche sulle finestre non selezionate</strong>.<br />
In questo modo potete <em>leggere e scrollare una pagina web posta magari in secondo piano rispetto al vostro programma di messaggistica istantanea</em>, oppure potete <em>consultare un PDF in secondo piano mentre state scrivendo un articolo</em> sul vostro blog oppure, ancora, potete <em>scorrere un tutorial su Photoshop mentre lavorate con il programma di grafica</em> senza per questo dover ogni volta spostare il focus delle finestre.</p>
<p>Le possibilità sono infinite e, quando per lavoro, mi sono ritrovato su una macchina Windows, ho sentito la mancanza, oltre che di Exposè (rimpiazzabile su Windows con il poco fluido graficamente <a href="http://www.oxygen-inc.com/premium/InsaniSoft/iEx.htm">iEx</a> o il più bello ma poco preciso <a href="http://smallwindows.sourceforge.net">SmallWindows</a> oppure con il solo per Vista <a href="http://blogs.labo-dotnet.com/simon/archive/2006/11/08/11485.aspx">My Exposé</a>), anche dello scroll delle finestre in secondo piano.<br />
Fortunatamente ho scoperto <a href="http://ehiti.de/katmouse/">KatMouse</a>, un <strong>programma freeware</strong> (in lingua inglese e <strong>funzionante con Windows 2000/XP/Vista</strong>) che permette lo <strong>scrolling con la rotellina centrale del mouse sulle pagine in background, senza passare da un documento all’altro</strong>.</p>
<div align="center"><img style="float:none; clear:both;" src="http://ehiti.de/katmouse/screen1.gif" alt="KatMouse" /></div>
<p>Ma il <strong>leggerissimo</strong> <a href="http://ehiti.de/katmouse/">KatMouse</a> fa anche molto di più: è possibile, infatti, personalizzare il tasto centrale del mouse in modo da <strong>riordinare le vostre finestre</strong>, passando da un&#8217;applicazione all&#8217;altra, con la semplice pressione del tasto centrale. Inoltre è possibile <strong>personalizzare a piacimento il livello di scroll anche per singole applicazioni</strong>.
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		<title>Startup Delayer: per velocizzare il tempo di caricamento di Windows rallentate la partenza dei programmi all&#8217;avvio!</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Feb 2008 10:14:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A volte l&#8217;avvio di un PC può essere notevolmente lento perché rallentato dalle decine di applicazioni (come antivirus, firewall, barra di office, firewall, gestore del mouse, messaggistica istantanea) che possono partire allo startup del sistema operativo: se appena installato impiegava solo qualche decina di secondi ad essere pronto, dopo qualche mese è facile aspettare anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A volte <strong>l&#8217;avvio di un PC può essere notevolmente lento</strong> perché rallentato dalle decine di applicazioni (come antivirus, firewall, barra di office, firewall, gestore del mouse, messaggistica istantanea) che possono partire allo startup del sistema operativo: se appena installato impiegava solo qualche decina di secondi ad essere pronto, dopo qualche mese è facile aspettare anche oltre un minuto per avere la possibilità di usare il proprio PC Windows. La soluzione più originale che ho trovato per snellire e velocizzare il processo di boot di un pc windows, è stata quella dell&#8217;applicativo <a href="http://www.r2.com.au/software.php?page=2&#038;show=startdelay">Startup Delayer</a>. <strong>Invece di consigliarvi di rimuovere dall&#8217;avvio le applicazioni che usate di meno, questo softwarino freeware, vi chiede di rallentare l&#8217;esecuzione di ogni programma che parte allo startup di Windows</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1737_startupdelayer.jpg' alt='Startup Delayer' /></div>
<p>In <a href="http://www.ilsoftware.it/querydl.asp?ID=788">pratica</a>, secondo gli autori, <strong>per velocizzare Windows <a href="http://www.jockersoft.com/startupdelayer_index.php">occorre</a> rallentare l&#8217;avvio dei programmi in modo da non farli partire tutti insieme, riuscendo così a gestire meglio le risorse di sistema!</strong> Infatti, i condizioni normali Windows fa partire contemporaneamente molti programmi, e come risultato abbiamo che possono passare molti secondi dall&#8217;istante in cui si fa ingresso in Windows, sino al momento in cui è possibile effettivamente utilizzare il sistema poiché ciò <strong>impegna molto il disco fisso a continui salti per andare a prendere i dati di tutti questi programmi, satura la Ram e il processore</strong>.</p>
<p>Con <a href="http://www.r2.com.au/software.php?page=2&#038;show=startdelay">Startup Delayer</a>, invece, è possibile gestire i modo del tutto invisibile e poco invasivo (perché lavora in background) <strong>l&#8217;operazione di avvio automatico dei vari programmi assegnando un tempo di latenza fra l&#8217;esecuzione di ogni applicativo</strong>, in modo da <strong>non sovraccaricare il sistema</strong> e, di conseguenza, <strong>velocizzando drasticamente l&#8217;avvio del sistema operativo</strong>.</p>
<p>Se eseguito in modalità avanzata (<em>Settings, Advanced mode</em>), il programma consente di <strong>eliminare le applicazioni dall&#8217;esecuzione automatica</strong> (attenzione perché non crea copie di backup). Inoltre è possibile decidere come far apparire la finestra del programma caricato (massimizzata, minimizzata, nascosta o normale) e quale priorità dare al processo lanciato (Bassa, inferiore al normale, Normale, Superiore al normale, Alta, Tempo reale).</p>
<p>Ovviamente, a mio parere, è sempre meglio non far partire molti applicativi all&#8217;avvio di Windows, dato che, oltre a rallentarne l&#8217;avvio, pesano costantemente sul sistema, riducendo le prestazioni del proprio PC, anche quando magari quegli applicativi non vengono usati. Se invece non potete fare a meno di caricare tutti i programmi allo startup di Windows, allora Startup Delayer fa per voi!
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