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	<title>Levysoft &#187; Tips</title>
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			<item>
		<title>Come rimuovere un Profilo di Fornitura (Ad Hoc Provisioning Profile) da iPhone e iTunes su Mac OS X e Windows</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2010/06/23/come-rimuovere-un-profilo-di-fornitura-ad-hoc-provisioning-profile-da-iphone-e-itunes-su-mac-os-x-e-windows/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2010/06/23/come-rimuovere-un-profilo-di-fornitura-ad-hoc-provisioning-profile-da-iphone-e-itunes-su-mac-os-x-e-windows/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 09:20:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Mac os x]]></category>
		<category><![CDATA[Tips]]></category>
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		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
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		<category><![CDATA[profilo]]></category>
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		<category><![CDATA[sincronizzare]]></category>
		<category><![CDATA[udid]]></category>

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		<description><![CDATA[Se avete mai avuto modo di partecipare a qualche beta privata di applicazioni per iPhone, sicuramente vi sarete chiesti, al termine della fase di beta testing, come rimuovere dal vostro iPhone il relativo Profilo di Fornitura ( Ad Hoc Provisioning Profile). Questa, almeno, è stata la domanda che mi sono posto io. Infatti, anche dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se avete mai avuto modo di partecipare a qualche <strong>beta privata</strong> di <strong>applicazioni per iPhone</strong>, sicuramente vi sarete chiesti, al termine della fase di beta testing, <strong>come rimuovere</strong> dal vostro iPhone il relativo <strong>Profilo di Fornitura</strong> ( <strong>Ad Hoc Provisioning Profile</strong>). Questa, almeno, è stata la domanda che mi sono posto io. Infatti, anche dopo aver fatto il ripristino del mio iPhone per installare il nuovissimo iOS 4, ho scoperto con grande meraviglia che il Profilo era ancora presente. In effetti, <strong>questo viene installato su iTunes e ad ogni sincronizzazione con il dispositivo Apple, viene sempre automaticamente installato</strong>. Ma la cosa particolare è che <strong>non è possibile verificare su iTunes la sua presenza e, eventualmente, cancellarlo</strong>.</p>
<h5>Installazione del Profilo di Fornitura</h5>
<p>Ma andiamo per gradi e cerchiamo di capire <strong>come si diventa tester di una applicazione per iPhone</strong>, prima ancora che questa passi per App Store. Il primo passo è quello di <strong>trovare l&#8217;identificatore unico (UDID) degli iPhone e iPod touch che verranno usati durante il test</strong>.</p>
<p>Per <strong>trovare l&#8217;UDID</strong> di un iPhone o iPod touch:</p>
<ol>
<li>
 Collegare il proprio iPhone o iPod touch al proprio computer (Mac o PC).
</li>
<li>
Aprire iTunes.
</li>
<li>
Nella lista di sorgenti alla sinistra della finestra di iTunes, sotto <strong>Dispositivi</strong>, selezionare col mouse la riga corrispondente al proprio dispositivo.
</li>
<li>
Nella scheda Riepìlogo, <strong>fare clic col mouse sull&#8217;etichetta in grassetto  &#8220;Numero di serie&#8221;</strong> (posto a sinistra del numero di serie). Questo mostrerà, ora, l&#8217;identificatore del dispositivo (che è del tipo: 65def49c088b6bf9b9c2462945df74fs67g54124)
</li>
<li>
Per copiare l&#8217;identificatore negli appunti, scegli dal menu di iTunes <strong>Composizione > Copia</strong> (su Mac) o <strong>Modifica > Copia</strong> (su Windows).
</li>
</ol>
<p>La <strong>registrazione come tester avviene sempre manualmente</strong> e per farlo, di solito, si deve mandare una e-mail al programmatore con gli UDID con i quali si vuol essere registrati. <a href="http://blog.redfin.com/devblog/2009/09/installing_beta_builds_on_iphone.html">Infatti</a>, ogni app dovrà essere compilata dall&#8217;SDK con il relativo file .mobileprovision che è generato a partire dal UDID (Universal Device Identifier). <strong>In  pratica per ogni betatester, dovrà essere generato una app specifica per il suo dispositivo</strong>.</p>
<p>Per ogni applicazione da provare, quindi, <strong>il programmatore dovrà fornire due elementi</strong>:</p>
<ol>
<li>Un <strong>profilo di fornitura</strong>, che consente al dispositivo di eseguire applicazioni. Questo file ha estensione <strong>.mobileprovision</strong>.
</li>
<li>L&#8217;applicazione vera e propria in un <strong>file .ipa</strong> che sarà funzionante solo per il dispositivo che avrà un certo UDID con cui è stata compilata.
</li>
</ol>
<p>Infine, <strong>per installare un&#8217;applicazione, occorre trascina entrambi gli elementi nella libreria iTunes</strong>. <strong> e a questo l&#8217;app comparirà nella sezione Applicazioni della propia libreria iTunes</strong>. A questo punto è possibile <strong>sincronizzare l&#8217;iPhone per trasferire l&#8217;applicazione e il file .mobileprovision su di esso</strong>.</p>
<p>Per controllare che la loro installazione sia avvenuta correttamente, è sufficiente andare, dopo la sincronizzazione, sulle <strong>Impostazioni dell&#8217;iPhone</strong>, e selezionare la voce del menu &#8220;<strong>Generale</strong>&#8221;</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2082_provisioning_profile_2.jpg' alt='Profilo di Fornitura - Ad Hoc Provisioning Profile' /></div>
<p> e <strong>Profili</strong> (questa voce del menu è assente se non è stato installato alcun Profilo di Fornitura)</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2082_provisioning_profile_3.jpg' alt='Profilo di Fornitura - Ad Hoc Provisioning Profile' /></div>
<p>e troveremo una schermata simile:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2082_provisioning_profile_4.jpg' alt='Profilo di Fornitura - Ad Hoc Provisioning Profile' /></div>
<h5>Rimuovere il Profilo di Fornitura</h5>
<p>Come avete visto il file .<strong>mobileprovision è stato installato su iTunes ed è da qui che dovremo eliminarlo</strong>! Per <strong>rimuovere il Profilo di Fornitura</strong> (<strong>Ad Hoc Provisioning Profiles</strong>), <a href="http://discussions.apple.com/thread.jspa?messageID=8315382">occorre</a>:</p>
<ol>
<li>Rimuovere il profilo dal proprio iPhone (<strong>Impostazioni > Generale > Profili</strong>; selezionare il Profilo da cancellare e Rimuoverlo).
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2082_provisioning_profile_5.jpg' alt='Profilo di Fornitura - Ad Hoc Provisioning Profile' /></div>
</li>
<li>Nella home directory dell&#8217;utente di sistema del proprio Mac (<strong>~/Library/MobileDevice/</strong>) troverete la directory: &#8220;<strong>Provisioning Profiles</strong>&#8221; che contiene il file .mobileprovision. Sarà quindi sufficiente cancellare (o spostare) il contenuto della directory.
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2082_provisioning_profile_1.jpg' alt='Profilo di Fornitura - Ad Hoc Provisioning Profile' /></div>
</li>
<li>Quindi <strong>sincronizzate l&#8217;iPhone con iTunes e potrete constatare che il Profilo di Fornitura non verrà più ripristinato</strong>.
</li>
</ol>
<p>Questa procedura vale per i sistemi Mac OS X, ma per i sistemi Windows è analoga e a <a href="http://confluence.gordonturner.ca/display/NOTES/iPhone+provisioning+notes">cambiare</a> è solamente la directory in cui risiede il file .mobileprovision. In particolare (sostituire &#8220;username&#8221; con il proprio nome utente in uso nel sistema):</p>
<p><strong>Mac OS X</strong><br />
<code>/Users/username/Library/MobileDevice</code></p>
<p><strong>Windows XP</strong><br />
<code>C:/Documents and Settings/username/Application Data/Apple Computer/MobileDevice/</code></p>
<p><strong>Windows Vista</strong><br />
<code>C:/Users/username/AppData/Roaming/Apple Computer/MobileDevice/</code>
<p class="akst_link"><a href="http://www.levysoft.it/?p=2082&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_2082" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Come visualizzare correttamente su tutti i browser il gadget per Google Friend Connect su Wordpress</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2010/01/05/come-visualizzare-correttamente-su-tutti-i-browser-il-gadget-per-google-friend-connect-su-wordpress/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2010/01/05/come-visualizzare-correttamente-su-tutti-i-browser-il-gadget-per-google-friend-connect-su-wordpress/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 22:43:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Plugin]]></category>
		<category><![CDATA[Tips]]></category>
		<category><![CDATA[Tips Web]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[Wordpress]]></category>
		<category><![CDATA[google friend connect]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi ho deciso di inserire sul mio blog il widget per Google Friend Connect per provare il servizio di Google pensato per rendere i siti più sociali. Il vantaggio di usare Google Friend Connect è quello di creare una piccola community su cui far convergere i propri utenti (basta che abbiano un semplice account gmail) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ho deciso di inserire sul mio blog il widget per <a href="http://www.google.com/friendconnect"><strong>Google Friend Connect</strong></a> per provare il <strong>servizio di Google pensato per rendere i siti più sociali</strong>. Il vantaggio di usare Google Friend Connect è quello di <strong>creare una piccola community su cui far convergere i propri utenti</strong> (basta che abbiano un semplice account gmail) e <strong>proporre, magari, domande agli utenti</strong> che decidono di entrare a far parte di Friend Connect, in modo da <strong>conoscere meglio i loro interessi</strong>, oppure <strong>scambiarsi messaggi privati tra i membri della stessa community</strong>.<br />
<a href="http://www.motoricerca.net/2009/11/05/google-friend-connect-personalizzabile/">Interessante</a> è anche la <strong>possibilità del proprietario del sito di inviare newsletter agli utenti che partecipano alla community, dividendole anche in base ai loro interessi</strong>. Tutte le informazioni raccolte possono anche essere esportate in formato JSON o XML. E&#8217; probabile che presto <strong>si integrerà con i flussi di informazioni di Google Wave</strong> in modo da alimentare automaticamente la community con nuove discussioni, ma quel che è certo è che uno degli aspetti non proprio secondari è quello di potersi <strong>integrare con Google AdSense in modo da poter visualizzare annunci pubblicitari che tengono conto sia dei contenuti del sito, che degli interessi personali espressi in precedenza dai singoli utenti</strong>.</p>
<h5>Come attivare Google Friend Connect</h5>
<p>Rispetto ai primi tempi in cui il servizio era attivo, <strong>ora non è più necessario scaricare e inserire nella root del proprio sito web i file <em>rpc_relay.html</em> e <em>canvas.html</em></strong> e l&#8217;attivazione è molto semplice. Infatti, <strong>dopo essersi loggati con il proprio account Google</strong> (che equivale al proprio account Gmail), sarà sufficiente accettare i &#8220;<em>Termini di servizio per gli sviluppatori di Friend Connect</em>&#8221;</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_1.jpg' alt='Google Friend Connect - 1' /></div>
<p>e verrete subito mandati ad una pagina in cui potrete <strong>inserire il nome e la url del vostro sito</strong></p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_2.jpg' alt='Google Friend Connect - 2' /></div>
<p>per poter attivare la vostra nuova community!</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_3.jpg' alt='Google Friend Connect - 3' /></div>
<p>Bene, ora non resta altro che <strong>creare un gadget che permetta agli utenti del proprio sito di unirsi alla vostra nuova community</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_4.jpg' alt='Google Friend Connect - 4' /></div>
<p>La procedura è molto semplice e guidata</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_5.jpg' alt='Google Friend Connect - 5' /></div>
<p>e vi permetterà di creare del <strong>codice HTML del tipo</strong>:</p>
<textarea name="code" class="javascript:nogutter" cols="60" rows="10">
<!-- Include the Google Friend Connect javascript library. -->
<script type="text/javascript" src="http://www.google.com/friendconnect/script/friendconnect.js"></script>
<!-- Define the div tag where the gadget will be inserted. -->
<div id="div-234567890123456789" style="width:276px;border:1px solid #cccccc;"></div>
<!-- Render the gadget into a div. -->
<script type="text/javascript">
var skin = {};
skin['BORDER_COLOR'] = '#cccccc';
skin['ENDCAP_BG_COLOR'] = '#e0ecff';
skin['ENDCAP_TEXT_COLOR'] = '#333333';
skin['ENDCAP_LINK_COLOR'] = '#0000cc';
skin['ALTERNATE_BG_COLOR'] = '#ffffff';
skin['CONTENT_BG_COLOR'] = '#ffffff';
skin['CONTENT_LINK_COLOR'] = '#0000cc';
skin['CONTENT_TEXT_COLOR'] = '#333333';
skin['CONTENT_SECONDARY_LINK_COLOR'] = '#7777cc';
skin['CONTENT_SECONDARY_TEXT_COLOR'] = '#666666';
skin['CONTENT_HEADLINE_COLOR'] = '#333333';
skin['NUMBER_ROWS'] = '4';
google.friendconnect.container.setParentUrl('/' /* location of rpc_relay.html and canvas.html */);
google.friendconnect.container.renderMembersGadget(
 { id: 'div-234567890123456789',
   site: '12345678901234567890' },
  skin);
</script>
</textarea>
<p>da <strong>inserire nella vostra sidebar</strong> (di solito corrisponde al file <strong>sidebar.php del vostro tema Wordpress</strong>). Se volete evitare di mettere mano al codice html, <strong>potete installare il seguente widget per Wordpress</strong>: <a href="http://wordpress.org/extend/plugins/google-friendsconnect-widget/"><strong>Google Friends Connect Widget</strong></a>. Dopo averlo attivato dalla pagina dei plugin, nella pagina della Gestione Temi di Wordpress trovate la sezione Widget. Qui basterà spostare, con un semplice drag e drop, il widget interessato nella posizione desiderata</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_6.jpg' alt='Google Friend Connect - 6' /></div>
<p>e <strong>configurare correttamente il proprio &#8220;<em>site id</em>&#8220;</strong> (quello che nel codice html compare in fondo dopo &#8220;<em>site:</em>&#8220;)</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_7.jpg' alt='Google Friend Connect - 7' /></div>
<h5>Problema di visualizzazione del gadget di Google Friend Connect</h5>
<p>In realtà tutto questo è in linea teorica, perché sia usando il widget per Wordpress, sia inserendo il codice html fornito dalla pagina di Google Friend Connect, questo è stato il risultato visualizzabile sui browser che uso solitamente sul mio Macbook Pro: <strong>Safari 4.0.4 e Firefox 3.5.6</strong>. </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_8.jpg' alt='Google Friend Connect - 8' /></div>
<p>Sembra, infatti che <strong>su alcuni browser il gadget di Google non venga visualizzato correttamente</strong> (da quanto <a href="http://www.google.com/support/forum/p/friendconnect/thread?tid=3e594f4a2cd2795a&#038;hl=en">leggo</a> sembra che Firefox avrebbe dovuto visualizzare correttamente il gadget ma probabilmente il browser testato era per Windows).<br />
<strong>Per rendere visibile il gadget su qualsiasi browser di qualsiasi sistema operativo è <a href="http://birdbra.in/2009/fix-empty-blue-google-friend-connect-gfc-bar-in-wordpress/">sufficiente</a> inserire il seguente codice html subito prima del tag di chiusura &lt;/body&gt;</strong> (e quindi, nel caso di un tema standard per Wordpress, troverete il tag richiesto <strong>nel file footer.php della cartella del vostro template</strong>) in moda da <strong>istruire il browser ad usare il parser Prototype JSON invece che quello Native JSON</strong>.</p>
<textarea name="code" class="javascript:nogutter" cols="60" rows="10">
<script>
window.JSON = {
parse: function(st){
return st.evalJSON();
},
stringify: function(obj){
return Object.toJSON(obj);
}
};
</script>
</textarea>
<p>e questo sarà il risultato!</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_9.jpg' alt='Google Friend Connect - 9' /></div>
<p>Ora che finalmente è attiva la funzione di Friend Connect, cosa aspettate: <strong>cliccate sul pulsante “Login” che trovate nella colonna qui a lato ed entrerete anche a voi far parte della community di Levysoft!</strong>
<p class="akst_link"><a href="http://www.levysoft.it/?p=2075&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_2075" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Come disinstallare GoogleSoftwareUpdateAgent installato silenziosamente dal nuovo Google Chrome per Mac OS X</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/12/10/come-disinstallare-googlesoftwareupdateagent-installato-silenziosamente-dal-nuovo-google-chrome-per-mac-os-x/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2009/12/10/come-disinstallare-googlesoftwareupdateagent-installato-silenziosamente-dal-nuovo-google-chrome-per-mac-os-x/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 22:09:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Idea Lab]]></category>
		<category><![CDATA[Mac os x]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[Tips]]></category>
		<category><![CDATA[Tips Mac]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[chrome]]></category>
		<category><![CDATA[mac]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.levysoft.it/?p=2070</guid>
		<description><![CDATA[Come per ogni prodotto Google per Mac OS X, da Picasa a Google Earth, anche l&#8217;attesissimo Google Chrome per la piattaforma della mela morsicata, installa silenziosamente il GoogleSoftwareUpdateAgent (prontamente segnalato dall&#8217;ottimo firewall LittleSnitch) nella cartella Library della propria Home Directory.
Francamente avere qualcosa che gira in background nel mio sistema (anche se magari si attiva solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come per ogni prodotto Google per Mac OS X, da <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2009/01/07/come-disinstallare-il-nuovo-picasa-3-per-mac-os-x/">Picasa</a> a Google Earth, anche l&#8217;attesissimo <a href="http://www.google.com/chrome/?hl=it">Google Chrome</a> per la piattaforma della mela morsicata, <strong>installa silenziosamente</strong> il <strong><strong>GoogleSoftwareUpdateAgent</strong></strong> (prontamente segnalato dall&#8217;ottimo firewall <a href="http://www.obdev.at/products/littlesnitch/index.html">LittleSnitch</a>) nella <strong>cartella Library della propria Home Directory</strong>.</p>
<p>Francamente avere qualcosa che gira in background nel mio sistema (anche se magari si attiva solo all&#8217;avvio della macchina)  che non reputo essenziale (<strong>la presenza di nuovi aggiornamenti di Chrome si può benissimo verificare dal browser stesso</strong>, mentre <strong>GoogleSoftwareUpdateAgent si occupa più che altro degli aggiornamenti di componenti e plugin come Google Gears</strong>) e, perdippiù,  che è stato <strong>installato senza alcun avviso</strong> (probabilmente è stato lo stesso browser ad installarlo poiché l&#8217;installazione di Chrome è avvenuto col classico drag &#038; drop della app nella cartella Applicazioni), è una cosa che non mi piace avere. </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2070_googlesoftwareupdateagent.jpg' alt='GoogleSoftwareUpdateAgent' /></div>
<p>Se anche voi siete della mia stessa idea, allora dovete sapere che <strong>per disinstallare GoogleSoftwareUpdateAgent</strong> <a href="http://fabforce.eu/z/blog/?postid=75">basterà</a> <strong>lanciare questo comando dal Terminale</strong>:</p>
<textarea name="code" class="javascript:nogutter" cols="60" rows="10">
~/Library/Google/GoogleSoftwareUpdate/GoogleSoftwareUpdate.bundle/Contents/Resources/GoogleSoftwareUpdateAgent.app/Contents/Resources/install.py --uninstall
</textarea>
<p>che altro non farà che <strong>cancellare il file risorsa GoogleSoftwareUpdate.bundle</strong> dalla directory ~/Library/Google/GoogleSoftwareUpdate/.</p>
<p>Infatti, questa è la situazione prima:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2070_googlesoftwareupdateagent_1.jpg' alt='GoogleSoftwareUpdateAgent - 1' /></div>
<p>e questa dopo aver lanciato il comando da Terminale:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2070_googlesoftwareupdateagent_2.jpg' alt='GoogleSoftwareUpdateAgent - 2' /></div>
<p>Questo per Google Chrome: pare però che<strong> altri applicativi Google installino i propri componenti sotto la root invece che nella home directory dell&#8217;utente</strong>. In questo caso, sarà sufficiente lanciare il seguente comando con i privilegi da amministratore:</p>
<textarea name="code" class="javascript:nogutter" cols="60" rows="10">
sudo /Library/Google/GoogleSoftwareUpdate/GoogleSoftwareUpdate.bundle/Contents/Resources/GoogleSoftwareUpdateAgent.app/Contents/Resources/install.py --uninstall
</textarea>
<p>Ma <strong>il problema non è ancora risolto</strong>, in quanto <strong>Google Chrome reinstalla l&#8217;update engine ad ogni avvio dell&#8217;applicativo e la prossima volta che avvierete il vostro Mac</strong> (attenzione: dalle mie prove pare che GoogleSoftwareUpdateAgent parte solo una volta al giorno al primo riavvio di sistema) <strong>verrà ricreato il file risorsa GoogleSoftwareUpdate.bundle</strong>!<br />
Quindi, se volete prevenire altri &#8220;incidenti&#8221; di questo tipo, dovremo seguire questa altra semplice <a href="http://blog.raamdev.com/2008/12/19/howto-remove-google-software-update-on-mac-os-x">procedura</a> per non far ricreare più GoogleSoftwareUpdate engine.<br />
In pratica, occorre cancellare la directory ~/Library/Google/GoogleSoftwareUpdate/ e al posto suo <strong>creare un file</strong> (in unix un file e una directory sono la stessa cosa) con lo stesso nome (GoogleSoftwareUpdate)</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2070_googlesoftwareupdateagent_3.jpg' alt='GoogleSoftwareUpdateAgent - 3' /></div>
<p>e dargli i <strong>diritti di root</strong>, </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2070_googlesoftwareupdateagent_4.jpg' alt='GoogleSoftwareUpdateAgent - 4' /></div>
<p>in modo che <strong>la prossima volta che si riapre Google Chrome</strong> (ma anche Google Earth), questi saranno impossibilitati nel ricreare la cartella.</p>
<p>Ecco i comandi da <strong>lanciare sempre nel Terminale, nel caso di engine installato nella home directory dell&#8217;utente</strong> (se fosse presente anche nea root basterà semplicemente avere cura di modificare il percorso dei file):</p>
<textarea name="code" class="javascript:nogutter" cols="60" rows="10">
touch ~/Library/Google/GoogleSoftwareUpdate
sudo chown root ~/Library/Google/GoogleSoftwareUpdate
sudo chmod 644 ~/Library/Google/GoogleSoftwareUpdate
</textarea>
<p>Ora potete finalmente godervi il vostro nuovo browser sul vostro Mac!
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		<title>Get Lyrical: scaricare automaticamente i testi delle canzoni della vostra libreria iTunes su Mac OS X</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 11:42:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa estate, uno dei migliori widget per la Dashboard di Mac OS X, Harmonic 2.3, per la ricerca e il salvataggio automatico dei testi delle canzoni che di volta in volta si ascoltava su iTunes, aveva smesso di funzionare perché il servizio su cui si appoggiava, LyricWiki, un efficiente archivio collaborativo di tipo wiki dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa estate, uno dei migliori widget per la Dashboard di Mac OS X, <strong>Harmonic 2.3</strong>, per la ricerca e il salvataggio automatico dei testi delle canzoni che di volta in volta si ascoltava su iTunes, <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2009/08/04/lyricwiki-si-piega-alle-major-delle-case-discografiche-e-disattiva-le-api-per-scaricare-in-automatico-i-testi-delle-canzoni/">aveva smesso di funzionare</a> perché il servizio su cui si appoggiava, <a href="http://lyrics.wikia.com/Main_Page"><strong>LyricWiki</strong></a>, un <strong>efficiente archivio collaborativo di tipo wiki dei testi delle canzoni</strong>, non metteva più a disposizione le API per la ricerca delle lyrics <a href="http://groups.google.com/group/lyricwiki-api/browse_thread/thread/733ccd919d654040">in quanto</a> non era stato più possibile rinnovare gli accordi di licenza con i più grandi editori dell’industria musicale. Insomma un&#8217;altra vittima della continua guerra delle major discografiche.</p>
<p>Purtroppo il mancato funzionamento di Harmonic, rendeva di fatto inutile la <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2008/05/02/come-trovare-in-automatico-le-lyrics-di-tutte-le-canzoni-presenti-nella-vostra-libreria-itunes-e-sincronizzarle-col-vostro-ipod/">procedura</a> che avevo scritto qualche tempo fa, su come <strong>automatizzare il processo di ricerca di tutti i testi delle canzoni della nostra libreria iTunes</strong>, sfruttando l&#8217;azione combinata del widget <a href="http://mindquirk.com/apps/harmonic/">Harmonic</a> e dell&#8217;applescript per iTunes, <a href="http://dougscripts.com/itunes/scripts/scripts02.php?page=1#needledrop">Needle Drop</a>.</p>
<h5>Get Lyrical</h5>
<p>Nonostante il progetto di <strong>Harmonic</strong>, per cercare di farlo riprendere vita, sia stato <strong>recentemente reso Open Source</strong> e <a href="http://github.com/supapuerco/harmonic">ospitato su GitHub</a>, purtroppo, al momento in cui scrivo, ancora non risulta funzionante. E&#8217; per questo che mi sono messo alla ricerca di una valida alternativa e sono approdato su un ottimo software per Mac OS X: <a href="http://shullian.com/get_lyrical.php"><strong>Get Lyrical</strong></a>. Giunto recentemente alla <strong>versione 3.4 con la localizzazione in italiano</strong>, è una <strong>applicazione gratuita per Leopard e Snow Leopard</strong> de La Shullian Productions che, come Harmonic, permette di aggiungere i testi alle canzoni della vostra libreria iTunes (e salvandoli nel relativo tag dei vostri file mp3) prendendoli sempre dal sito <a href="http://lyrics.wikia.com/Main_Page">LyricWiki</a>, ma senza sfruttare le API bensì, semplicemente, con uno scraping dei dati dal sito (almeno è quello che presumo io dato che le API sono stati disabilitate).</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2066_getlyrical.jpg' alt='Get Lyrical' /></div>
<p>Sicuramente <strong>Get Lyrical è una soluzione migliore di quella Harmonic + Needle Drop</strong>, in quanto è un semplice applicativo che si occupa tutto lui di scansionare i file. Infatti, è <strong>possibile scaricare i testi facendo riferimento ad una selezione di canzoni fatta su iTunes (quindi se volete far partire la scansione su tutti i brani della vostra libreria, non dovete far altro che selezionarli tutti) oppure semplicemente al brano corrente</strong>, mentre se si attiva la modalità &#8220;<strong>Active Tagging</strong>&#8221; il programma <strong>rimane sempre attivo per scaricare automaticamente tutti i testi delle canzoni in riproduzione su iTunes</strong>. Se poi, non è stato possibile scaricare i testi di alcune canzoni, premendo il pulsante <strong>Show Untagged</strong> vi verrà mostrata una <strong>playlist su iTunes che raccoglierà tutti i brani senza lyrics</strong> i cui testi potranno essere <strong>ricercati manualmente su Google</strong> (una funzione che forse mi manca di Harmonic, è un tasto per aprire direttamente il browser con la la chiave di ricerca impostata già su Google)</p>
<p>Ovviamente <strong>tutti i testi scaricati  saranno visualizzati, dopo la sincronizzazione dei brani, anche sul nostro iPhone/iPod Touch</strong>.</p>
<p>Come accade per tutti i programmi di ricerca testi, Get Lyrical, <strong>lavora bene solo se i tag dei file mp3 relativi al titolo della canzone e all’autore sono corretti e completi</strong>. Dalle prove da me effettuate, un buon 90% dei brani veniva riconosciuto, un po&#8217; come su Harmonic (ed era logico dato che la fonte dei dati è la stessa), ma <strong>ha dalla sua una semplicità, un eleganza e una interfaccia minimale senza eguali che lo rendono di diritto uno dei programmi migliori</strong>, per il mondo Mac, nella ricerca automatica delle lyrics importate su iTunes.
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		<title>Convertire da riga di comando in Mac OS X un file icona .ICNS in un file di immagine PNG</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/11/02/convertire-da-riga-di-comando-in-mac-os-x-un-file-icona-icns-in-un-file-di-immagine-png/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 10:46:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A volte capita di usare dei programmi di grafica particolari (spesso su piattaforma Mac OS X) che usano, per il salvataggio, un solo formato di output: l&#8217;ICNS.
Per chi non lo sapesse, il formato Apple Icon Image (ICNS) è il formato standard per le icone utilizzato esclusivamente per Mac OS X e sviluppato dalla Apple stessa. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A volte capita di usare dei programmi di grafica particolari (spesso su piattaforma Mac OS X) che usano, per il salvataggio, un solo formato di output: <strong>l&#8217;ICNS</strong>.<br />
Per chi non lo sapesse, il formato <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Icns"><strong>Apple Icon Image</strong></a> (ICNS) è il formato standard per le icone <strong>utilizzato esclusivamente per Mac OS X e sviluppato dalla Apple stessa</strong>. Questo formato supporta icone di varie dimensioni: <strong>16×16, 32×32, 48×48, 128×128, 256×256 e 512×512 pixels</strong>, oltre che il <strong>canale alfa per la trasparenza</strong> e la <strong>sovrapposizione di più&#8217; immagini</strong> (per ottenere, per esempio, l&#8217;effetto di una cartella aperta e chiusa). Il formato ICNS, in realtà, e&#8217; semplicemente <strong>composto da un massimo di 5 immagini tiff sovrapposte</strong>: spesso sono solo di grandezze diverse altre volte, invece, sono immagini diverse a seconda dello stato che l&#8217;icona deve assumere in relazione al programma che la gestisce.</p>
<p>A differenza del formato ICNS, invece, i <strong>file icona .ICO del sistema operativo Windows sono delle piccole immagini raster</strong> che, nella loro accezione originale, <strong>supportano la trasparenza  e la Multi-risoluzione</strong> 16&#215;16 pixel, 32&#215;32 pixel, 64&#215;64 pixel <strong>fino ad arrivare, solo con Windows Vista, a 256×256 pixel in PNG compresso</strong>.</p>
<p>Come avete potuto intuire, sarà quindi <strong>molto facile imbattersi in grafici professionisti e in programma di grafica che, prediligono il formato ICNS</strong> poiché, è estremamente più potente e flessibile rispetto al classico formato .ICO di Windows (oltre al fatto, forse ovvio, che molti software di grafica sono nati e vivono tuttora nel mondo Mac, la piattaforma migliore, a detta di molti, per sviluppare grafica). Non a caso, infatti, molti dei più importanti siti di grafica professionale usano quasi esclusivamente questo formato.</p>
<p>Ma <strong>le icone .ICNS si possono trovare anche all&#8217;interno dei programmi per Mac OS X</strong>, che altro non sono che <strong>directory con estensioni .app</strong>. Per esempio, se vogliamo visualizzare il file ICNS del calendario di Mac OS X (iCal), basterà aprire il contenuto del pacchetto (tasto destro sull&#8217;applicazione interessata e selezionare dal menu a comparsa &#8220;<em>Mostra contenuto pacchetto</em>&#8220;) e navigare nella cartella <em>Contents/Resources</em> e qui troverete, tra gli altri file, anche una file icona .icns (<em>iCal/Contents/Resources/App-empty.icns</em>) che altro non è che l&#8217;icona visualizzata nel Finder dall&#8217;applicazione stessa.</p>
<p>Se si <strong>apre con Anteprima questo file icona è possibile apprezzare come sia composto da più immagini tiff</strong> (per la precisione 5) di dimensioni diverse. Ecco un esempio per il file icona della applicazione iCal:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2057_ical_icns.jpg' alt='iCal ICNS' /></div>
<p><br/></p>
<h5>Convertire una icona ICNS in PNG da riga di comando</h5>
<p>A volte, però, si potrebbe avere la necessità di dover <strong>convertire il formato ICNS in un più classico formato PNG</strong>, magari se si vuole riutilizzare l&#8217;immagine dell&#8217;icona su un sito web. Oltre a tool online come <a href="http://iconverticons.com/"><strong>iConvert</strong></a> o ad applicativi per Mac OS X come il blasonato <a href="http://www.img2icnsapp.com/"><strong>Img2icns</strong></a>, non tutti sanno che <strong>lo stesso sistema operativo Mac OS X ha un tool da riga di comando che deriva dal BSD</strong>, <a href="http://developer.apple.com/documentation/Darwin/Reference/ManPages/man1/sips.1.html"><strong>sips</strong></a> (<em>scriptable image processing system</em>), che <a href="http://slaptijack.com/graphics-design/converting-mac-os-x-icon-files-to-png/">permette</a> di eseguire questa operazione in completa autonomia, senza dover installare software di terze parti. In realtà <strong>sips è usato correntemente nella suite degli &#8220;Image Events&#8221; di AppleScript</strong>, tanto da poter lancare gli stessi comandi da interfaccia grafica, ma è indubbio che è veramente comodo e veloce avere sempre a disposizione da riga di comando questo programma.</p>
<p>Basterà, quindi, aprire il <strong>Terminale</strong> e digitare la seguente riga:</p>
<p><code>
sips -s format png fileicon.icns --out fileicon.png
</code></p>
<p>e in pochi istanti il file icns verrà convertito, con le stesse dimensioni in pixel, nel formato PNG. Ma le funzionalità di questo programma sono molte: basterà aggiungere l&#8217;opzione <strong>&#8220;&#8211;rotate 90</strong>&#8221; (-rotate degreesCW) per ruotare di 90 gradi l&#8217;immagine PNG corrispondente, mentre aggiungendo &#8220;<strong>-flip horizontal|vertical</strong>&#8221; si potrà a tutti gli effetti rovesciare, ribaltare l&#8217;immagine. Quindi si potrà anche, con l&#8217;opzione &#8220;<strong>&#8211;cropToHeightWidth pixelsH pixelsW</strong>&#8221; eseguire il crop, ovvero il ritaglio della immagine, e quindi con &#8220;<strong>&#8211;resampleHeightWidth pixelsH pixelsW</strong>&#8221; la si potrà ridimensione. Tutto con una sola riga di comando, come nella vecchia ma mai tramontata potente <strong>filosofia unix</strong>.</p>
<h5>Come creare un file ICNS</h5>
<p>Una volta estratta l&#8217;icona ICNS in un formato grafico comune come il PNG potete elaborare l&#8217;immagine e usarla su un sito web oppure potreste voler ricreare di nuovo una nuova icona ICNS per una qualsiasi vostra applicazione. Per farlo potete usare un tool messo a disposizione <strong>gratuitamente da Apple nella suite dell&#8217;SDK per i Developer</strong> (presente in ogni DVD di installazione del sistema operativo o direttamente <a href="http://www.apple.com/downloads/macosx/development_tools/iphonesdk.html">scaricabile anche dal sito Apple</a>): <strong>Icon Composer.app</strong> (<em>/Developer/Applications/Utilities/Icon Composer.app</em>). Il programma è veramente semplice ed intuitivo perché vi mostrerà 5 aree diverse ognuna per ciascuna risoluzione consentita dove potete fare un semplice drag e drop dell&#8217;immagine desiderata da associare.<br />
Vi lascio ad un <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Et-mGfStv8A">video</a> esemplificativo per la spiegazione passo passo:</p>
<div align="center">
<object width="480" height="295"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Et-mGfStv8A&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x2b405b&#038;color2=0x6b8ab6"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Et-mGfStv8A&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x2b405b&#038;color2=0x6b8ab6" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="295"></embed></object>
</div>
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		<title>K-Meleon: la versione Lite di Firefox per Windows adatta per tutti i PC lenti</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 15:43:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ In questi giorni sono costretto ad usare, al posto del mio Macbook Pro (in assistenza per un problema alla scheda video nVidia, fortunatamente riconosciuto da Apple anche se non in garanzia) un vecchio PC con sopra installato Windows XP SP3: un Pentium 4 da 1,6GHz con 256 MB di memoria.
Dopo il primo traumatico impatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p2062_slow_pc.gif' alt='Slow PC' /> In questi giorni sono costretto ad usare, al posto del mio Macbook Pro (in assistenza per un problema alla scheda video nVidia, fortunatamente riconosciuto da Apple anche se non in garanzia) un <strong>vecchio PC</strong> con sopra installato Windows XP SP3: un <strong>Pentium 4 da 1,6GHz con 256 MB di memoria</strong>.<br />
Dopo il primo traumatico impatto iniziale, non tanto per la presenza di Windows XP, quanto per il fatto che il <strong>pc era notevolmente lento</strong> e ogni paio di ore ero costretto a restartarlo (finestre congelate per decine di minuti se aprivo due e o tre applicazioni diverse&#8230; il famoso multitasking sapete&#8230;), mi sono rimboccato le maniche e ho cercato di <strong>alleggerire l&#8217;utilizzo di memoria di alcuni programmi che usavo abitualmente</strong> (la soluzione ottimale forse sarebbe stato <em>installare una distribuzione Linux o il più leggero Windows 2000</em>, ma non volevo perderci troppo tempo). Tra questi, ovviamente, al primo posto vi era il browser. Escludendo a priori <strong>Explorer 8</strong> (veramente troppo lento a caricarsi su un pc sottodimensionato come il mio, senza considerare le varie problematiche che lo affliggono da sempre), ho provato ad installare varie browser alternativi. Ho, ovviamente, iniziato dal beniamino della rete <strong>Firefox</strong> ma, <strong>anche senza installare alcuna estensione, non reggeva la presenza di poche tab aperte</strong>. Allora ho provato le performance di <strong>Chrome di Google</strong> sul mio pc datato e, sebbene tutti ne elogino la <strong>indubbia velocità di rendering delle pagine web</strong>, anche questo, quando si aprivano 2-3 tab, <strong>inizia a rallentare esponenzialmente tanta da freezarsi per diversi minuti</strong> (<em>ovviamente queste considerazioni sulla performance sono valutate sul mio vecchio pc e non sono da intendersi in senso assoluto</em>). Ammetto di non aver provato ad installare Opera ma le ultilme versioni non mi avevano mai convinto in termini di performance.</p>
<h5>Cross-platform vs Native</h5>
<p>Quindi, ben sapendo che <a href="http://reviews.cnet.co.uk/natelanxon/0,139102300,49291726,00.htm#full">molti utenti</a>, lamentavano problemi di pesantezza in memoria di Firefox, ho <a href="http://www.google.it/search?hl=it&#038;source=hp&#038;q=firefox+lite&#038;btnG=Cerca+con+Google&#038;meta=&#038;aq=f&#038;oq=">cercato</a> la presenza di un fantomatico progetto di &#8220;<strong>Firefox lite</strong>&#8221; da far <strong>girare su vecchi PC</strong>, una sorta di <strong>versione &#8220;barebone&#8221; di Firefox</strong> che faccia a meno di tutto ciò che lo può rendere lento. Ed è così che sono giunto a <a href="http://kmeleon.sourceforge.net/">K-Meleon</a>.</p>
<p>Infatti, a giudizio di molti, <strong>Firefox è lento</strong> (anche se nella <em>versione 3.x le cose sono nettamente migliorate</em> ma non così sensibilmente da poter girare senza problemi su pc datati come il mio) <strong>perchè è un progetto multipiattaforma</strong>. Se si vuole creare la propria versione di &#8216;Firefox lite&#8217; è quindi necessario <strong>abbandonare il &#8216;cross-platform&#8217;, per abbracciare il &#8216;native&#8217;</strong>. E&#8217; a questo punto che le alternative si moltiplicano ed è possibile facilmente <strong>eleggere le 3 migliori alternative per le principali piattaforme</strong>: <a href="http://kmeleon.sourceforge.net/"><strong>K-Meleon</strong></a> per Windows (Native Win32), <a href="http://caminobrowser.org/"><strong>Camino</strong></a> per Mac OS X (Native Cocoa) e <a href="http://projects.gnome.org/epiphany/"><strong>Epiphany</strong></a> per Gnome (Native GTK+).</p>
<h5>K-Meleon: il Firefox Lite per Windows</h5>
<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p2062_kmeleon_logo.gif' alt='K-Meleon' /> <a href="http://kmeleon.sourceforge.net/"><strong>K-Meleon</strong></a>, giunto alla versione 1.5.3, è un <strong>browser molto leggero distribuito gratuitamente</strong> (sotto <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/GNU_General_Public_License">licenza GPL</a>) e basato sullo stesso <strong>motore di rendering di Mozilla</strong>, <strong>Gecko 1.8.1.21</strong> (e quindi <strong>completamente compatibile con i più diffusi standard di Internet</strong>).</p>
<p>Dato che al posto di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/XML_User_Interface_Language"><strong>XUL</strong></a> (il linguaggio per le interfacce su cui si base Mozilla Firefox) <strong>viene utilizzata l&#8217;interfaccia nativa di Windows</strong>, questo gli permette di avere una <strong>migliore integrazione con l&#8217;aspetto grafico di Windows e un più veloce avvio del browser rispetto ai vari software con interfaccia XUL</strong>, e lo rende, per forza di cose, <strong>una applicazione in grado di girare solo sulle piattaforme Microsoft Windows a 32 bit</strong>. Ma questo, se da un lato è uno svantaggio per la diffusione del browser su diversi sistemi operativi, è anche un indubbio vantaggio a favore della sua velocità di esecuzione e di gestione della memoria.</p>
<h5>Impressioni su K-Meleon</h5>
<p>Se durante l&#8217;uso di <a href="http://kmeleon.sourceforge.net/">K-Meleon</a> mi sono accorto che <strong>ancora non può vantare la facilità d&#8217;uso, la pulizia dell&#8217;interfaccia e la maturità di Firefox</strong>, sono rimasto <strong>meravigliato dalla sua velocità su pc datati anche quando venivano aperte una decina di tab</strong>.<br />
Infatti, se a prima <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/K-Meleon">vista</a> si può rimanere spiazzati dal fatto che tutti i menu e i pulsanti della toolbar possono essere completamente personalizzati solo attraverso dei file di configurazione (cosa che comunque è utile per creare dei template per diversi ambienti di lavoro) visto che non esiste una interfaccia grafica per la loro personalizzazione (occorre modificare dei file di configurazione per spostare i pulsanti, anche se le barre possono essere semplicemente trascinate), il <strong>browser implementa inoltre tutte le funzionalità che ci si può aspettare da un browser moderno</strong>: <strong>blocco dei pop-up</strong>, temi e skin (non usando XUL non è possibile usare gli stessi temi di Firefox), <strong>navigazione a schede</strong>, <strong>salvataggio delle sessioni</strong>, opzioni per la <strong>privacy</strong>, mouse gestures, personalizzazione dei motori di ricerca e supporto dei <strong>proxy</strong> (quindi è perfetto anche in rete aziendali).</p>
<p>Per quanto riguarda, invece, i <strong>plugin per Java, Flash, QuickTime e Adobe Reader</strong>, K-Meleon, è in grado di <strong>utilizzare, se già installato, quelli di Firefox</strong>.</p>
<p>Nonostante, però, l&#8217;interfaccia sia integralmente localizzabile<strong>, non esiste ancora una versione in italiano</strong>.</p>
<p>Se poi <a href="http://punto-informatico.it/1999449/PI/News/k-meleon-11-sfida-firefox-windows.aspx">volete</a> <strong>aumentare ulteriormente la già rapida velocità di apertura del browser</strong> <a href="http://kmeleon.sourceforge.net/">K-Meleon</a>, allora potete usare un&#8217;altra sua funzionalità peculiare, il <strong>Loader</strong>, un programma che <strong>si posiziona nella system tray di Windows e carica in memoria, ad ogni avvio del sistema, una porzione del browser</strong>: in tal modo i <strong>tempi di esecuzione del software vengono fortemente ridotti</strong>.</p>
<p>In definitiva sono rimasto <strong>piacevolmente meravigliato da questo piccolo ma potente browser</strong> che non conoscevo, poiché non mi ero mai imbattuto nell&#8217;uso di pc così vecchi, e ho così prontamente <strong>eletto il kamaleonte come browser predefinito del mio sistema!</strong>
<p class="akst_link"><a href="http://www.levysoft.it/?p=2062&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_2062" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a></p>
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		<title>Come risolvere il problema del Macbook Pro che a batteria scarica non va in stop ma si spegne improvvisamente</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jul 2009 12:27:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avete presente la rabbia mista a frustrazione di quando il vostro portatile si spegne improvvisamente mentre state lavorando, con l&#8217;inevitabile conseguenze di perdere tutto il lavoro non salvato? Ebbene è una sensazione che ho provato più volte questi giorni in quanto il mio Macbook Pro, quando non era alimentato a corrente, si spegneva improvvisamente in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avete presente la rabbia mista a frustrazione di quando il vostro <strong>portatile si spegne improvvisamente mentre state lavorando</strong>, con l&#8217;inevitabile conseguenze di <strong>perdere tutto il lavoro non salvato</strong>? Ebbene è una sensazione che ho provato più volte questi giorni in quanto <strong>il mio Macbook Pro, quando non era alimentato a corrente, si spegneva improvvisamente in prossimità del termine della carica della batteria</strong>.</p>
<p>Di solito nelle mie sessioni di lavoro, la mattina accendo il portatile e lo lascio alimentato solo dalla batteria. Solo quando Mac OS X mi mostra il popup di avviso che mancano pochi minuti al termine della carica della batteria, mi appresto ad alimentarlo a corrente. Ma spesso, magari perché impegnato, non ho tempo di collegarlo ad una presa di corrente e, <strong>fiducioso nell&#8217;ottima sistema di sospensione del Macbook Pro, lo lascio andare lentamente in stop</strong>. Questa modalità, attivabile anche chiudendo lo schermo del proprio portatile, permette al sistema di <strong>salvare il contenuto della memoria sul disco appena prima di mandare in standby il portatile</strong> (e solo dopo spegne il monitor e arresta del disco rigido) e al successivo accesso, in pochi secondi i dati di sistema, programmi e documenti vengo immediatamente ripristinati come erano stato lasciati. La leggenda dei Mac Users narra del famoso &#8220;<strong>respiro del Mac</strong>&#8220;, quella flebile lucetta che lampeggia variando gradualmente la propria luminosità e che sta ad indicare, senza ombra di dubbio che il Mac sta riposando.</p>
<p>Ovviamente <strong>questo è possibile solo se tutto nel sistema, dalla batteria al sistema di controllo della carica della batteria, funziona a dovere</strong>: perché tutto deve essere <strong>perfettamente sincronizzato</strong>! Quando mancano pochi minuti al termine della carica, il computer passa automaticamente in modalità di sospensione e ciò è possibile solo perché, <strong>anche a batteria scarica è possibile ancora usufruire di una piccola carica di riserva per mantenere il computer in modalità di stop per un determinato periodo</strong>. E&#8217; solo quando la carica della batteria si esaurisce completamente (poiché magari non si è fatto in tempo a trovare una presa di corrente e collegare l&#8217;alimentatore), il computer viene spento definitivamente e solo in questo caso si potrebbero perdere i file aperti.</p>
<p>Il problema nel mio Macbook Pro era che, per qualche motivo che non riuscivo a capire, questa procedura non veniva eseguita in tempo. Dopo alcune prove constatai che <strong>lo spegnimento improvviso del portatile avveniva anche quando mancavano 40-45 minuti al termine della carica della batteria</strong>. In pratica sembrava che o la batteria non riuscisse più a tenere la carica oppure che il sistema di controllo dell&#8217;alimentazione non riuscisse più rilevare la reale carica e ritrovandosi poi con una carica troppo bassa per eseguire le operazioni di salvataggio dei dati in memoria e per entrare in stop.</p>
<h5>Calibrazione della batteria</h5>
<p>Per tentare di risolvere il problema, ho provato, quindi una <a href="http://support.apple.com/kb/HT1490?viewlocale=it_IT"><strong>calibrazione della batteria</strong></a> del mio Macbook Pro, seguendo la seguente procedura:</p>
<blockquote>
<ul>
<li>Collegare l&#8217;alimentatore e caricare completamente la batteria del computer PowerBook fino a quando l&#8217;anello illuminato o il LED sull&#8217;alimentatore non diventa verde e il misuratore nella barra dei menu a video non indica che la batteria è completamente carica.
</li>
<li>Permettere alla batteria di riposare in stato di carica completa per almeno due ore. In questo tempo è possibile utilizzare il computer, purché l&#8217;alimentatore sia collegato.
</li>
<li>Scollega l&#8217;alimentatore con il computer ancora acceso e inizia ad alimentarlo dalla batteria. In questo lasso di tempo puoi utilizzare il computer. Quando la batteria si sta scaricando, viene visualizzato sullo schermo la finestra di avviso di batteria scarica.
</li>
<li>A questo punto, salva il tuo lavoro. Continua a utilizzare il computer; quando la batteria si sarà scaricata, il computer passerà automaticamente in modalità stop.
</li>
<li>Spegnere il computer o lasciarlo inattivo per almeno cinque ore.
</li>
<li>Collegare l&#8217;alimentatore e lasciarlo collegato fino a quando la batteria non è di nuovo completamente carica.</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Purtroppo il problema continuava a persistere. Ho così cominciato a pensare di dover ricomprare una <a href="http://store.apple.com/it/product/MA348G/A?fnode=MTY1NDA2Nw&#038;mco=MjI0NTYxMg">nuova batteria per il mio portatile</a>, ma il costo un po&#8217; eccessivo della stessa (139€), mi ha incoraggiato ad eseguire nuove prove.</p>
<h5>Reset SMC</h5>
<p>Andando sul sito di supporto della Apple, ho trovato due procedure interessanti. La prima che ho eseguito è stata il <a href="http://support.apple.com/kb/HT1411?viewlocale=it_IT&#038;locale=it_IT"><strong>reset del controller di gestione del sistema</strong></a> (<strong>SMC</strong> &#8211; System Management Controller sui Mac Intel, PMU – Power Management Unit sui Mac PowerPC). In pratica, l&#8217;<strong>SMC è un circuito integrato il cui compito è la gestione dell&#8217;alimentazione del computer</strong>. Il circuito controlla la retroilluminazione, la decelerazione del disco rigido, la modalità di stop e attivazione, alcuni aspetti della ricarica, il trackpad e alcune funzioni di ingresso/uscita relative alla modalità di stop del computer.</p>
<p>In <a href="http://morrick.wordpress.com/2009/04/14/pram-power-manager/">linea di massima</a>, <strong>si dovrebbe resettare il Power Manager del Mac se si hanno problemi con impostazioni apparentemente ‘bloccate’ o indicatori non funzionanti</strong>, soprattutto quelli presenti sull’hardware stesso (l’indicatore sull’alimentatore o sulla batteria). In particolare, come riportato su un <a href="http://www.macfixit.com./article.php?story=20090409081833464">articolo di  MacFixIt</a>:</p>
<blockquote>
<ul>
<li>La batteria non si sta caricando in maniera appropriata.</li>
<li>L’illuminazione dello schermo non funziona come dovrebbe.</li>
<li>La retroilluminazione della tastiera non funziona.</li>
<li>Le ventole girano al massimo costantemente.</li>
<li>Il pulsante di accensione/spegnimento non funziona correttamente.</li>
<li>La chiusura/apertura del coperchio non manda in stop/risveglia il Mac portatile.</li>
<li>Le porte non ricevono alimentazione.</li>
<li>I dispositivi esterni collegati al Mac non vengono riconosciuti.</li>
<li>Componenti interne come AirPort e Bluetooth non si attivano.</li>
<li>Il Mac si spegne improvvisamente.</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Secondo la <a href="http://support.apple.com/kb/HT1411?viewlocale=it_IT&#038;locale=it_IT">pagina del supporto Apple</a>, <strong>col tempo, le impostazioni nell&#8217;SMC possono diventare inutilizzabili e questo può causare anomalie di funzionamento nel computer, quali appunto, problemi nell&#8217;uscita/ingresso della modalità Stop</strong>.</p>
<p>Ecco, quindi, <strong>come resettare la SMC su un MacBook Pro</strong>:</p>
<blockquote>
<ul>
<li>Se il computer è acceso, spegnilo.</li>
<li>Stacca l&#8217;alimentatore CA e rimuovi la batteria del computer.</li>
<li>Tieni premuto il pulsante di accensione per 5 secondi, quindi rilascia il pulsante.</li>
<li>Ricollega la batteria e l&#8217;alimentatore CA.</li>
<li>Premi il pulsante di accensione per riavviare il computer.</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Purtroppo, anche se ero fiducioso,  poiché <strong>questa soluzione sembrava risolvere esattamente il problema da cui ero afflitto, il mio Macbook Pro, dopo aver eseguito la procedura, continuava ancora non entrare nella modalità di sospensione</strong>!</p>
<h5>Reset PRAM e NVRAM</h5>
<p>Come ultimo passo, quindi, prima di comprare una nuova e costosa batteria, decisi di eseguire la <a href="http://support.apple.com/kb/HT1379?viewlocale=it_IT"><strong>reimpostazione della PRAM e della NVRAM del mio Macbook Pro</strong></a>. Dovete <a href="http://morrick.wordpress.com/2009/04/14/pram-power-manager/">infatti</a> sapere che <strong>la PRAM</strong> (Parameter Random Access Memory &#8211; RAM Parametrica) è<strong> una piccola porzione di RAM ‘non volatile’ (NVRAM) che mantiene una serie di impostazioni utilizzabili dal sistema prima che il sistema operativo venga caricato</strong>; tali impostazioni vengono <strong>mantenute anche quando si spegne il Mac</strong>, grazie ad una piccola batteria tampone sulla scheda madre del computer.</p>
<p>Questa volta, invece, non ero molto convinto della sua effettiva utilità in quanto, <strong>il consiglio di resettare la PRAM viene sempre dato quando non si sa più che pesci pigliare</strong>. Infatti, dagli albori, quando i Mac presentavano dei problemi, il consiglio più frequente è stato quello di ‘resettare la PRAM’. In realtà il mio problema non sembrava rientrare nel seguente elenco di problemi suggeriti da <a href="http://www.macfixit.com./article.php?story=20090409081833464">articolo di  MacFixIt</a> per cui un reset della PRAM può essere d’aiuto:</p>
<blockquote>
<ul>
<li>Le impostazioni del volume cambiano o non rimangono impostate.</li>
<li>Le risoluzioni video non rimangono impostate o non sono tutte disponibili.</li>
<li>Le impostazioni di orologio e fuso orario non rimangono coerenti.</li>
<li>Il volume di avvio non è impostato (appare per un istante la cartella con il punto interrogativo prima del boot)</li>
<li>Le impostazioni di velocità ripetizione tasti del pannello Tastiera cambiano o non rimangono fissate.</li>
<li>I valori di velocità di spostamento e di doppio clic del mouse cambiano o non rimangono impostati.</li>
<li>Problemi con i font di sistema.</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Ma <strong>dato che non è una procedura dannosa per il Mac</strong> (al massimo è possibile riscontrare una variazione inaspettata delle impostazioni come il cambio del volume di boot, o il volume degli altoparlanti che ritorna ai valori di default, ma anche la velocità del puntatore o la velocità di ripetizione tasti), ho deciso di eseguirla comunque.</p>
<p>Ecco la <strong>procedura per eseguire il reset della PRAM e NVRAM su un Macbook Pro</strong>:</p>
<blockquote>
<ul>
<li>Spegni il computer.</li>
<li>Individua i tasti seguenti sulla tastiera: Comando, Opzione, P e R. Nel passaggio 4 sarà necessario tenerli premuti contemporaneamente.</li>
<li>Accendi il computer.</li>
<li>Premi e tieni premuti i tasti Comando+Opzione+P+R (Mela+Alt+P+R). Premi la combinazione di tasti prima che sia visualizzata la schermata grigia.</li>
<li>Tieni premuti i tasti finché il computer non si è riavviato e finché non senti il suono di avvio per la seconda volta.</li>
<li>Rilascia i tasti.</li>
</ul>
</blockquote>
<p>E con mia grande sorpresa <strong>il mio portatile ha finalmente ripreso a funzionare correttamente, tornando ad entrare in modalità di sospensione automaticamente</strong> come aveva sempre fatto. Il bello è che, <strong>probabilmente, se avessi comprato una nuova batteria il problema sarebbe comunque rimasto in quanto era semplicemente un problema software piuttosto che hardware</strong> (nei vecchi portatili, come si legge dalla <a href="http://support.apple.com/kb/TA20409?viewlocale=it_IT">documentazione Apple</a>, la sostituzione di una batteria mentre il computer è in stop causerebbe anche l&#8217;azzeramento di NVRAM e/o di Power Manager, risolvendo involontariamente il problema software)!
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		<title>iPhone 3GS: come risolvere i problemi della scarsa durata della batteria del nuovo firmware 3.0</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/06/24/iphone-3gs-come-risolvere-i-problemi-della-scarsa-durata-della-batteria-del-nuovo-firmware-3-0/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 09:41:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
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		<description><![CDATA[Ebbene si, non ho resistito e, posso dire finalmente, di possedere il nuovo iPhone 3GS. Questo è il mio primo iPhone (in precedenza mi regalarono un iPod Touch 1G) e devo dire che sono rimasto piacevolmente soddisfatto dell&#8217;acquisto. Il cellulare, come mi aspettavo, è eccezionale e come prestazioni batte considerevolmente i suoi predecessori.
I problemi del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ebbene si, non ho resistito e, posso dire finalmente, di possedere il nuovo <strong>iPhone 3GS</strong>. Questo è il mio primo iPhone (in precedenza mi regalarono un iPod Touch 1G) e devo dire che sono rimasto piacevolmente <strong>soddisfatto dell&#8217;acquisto</strong>. Il cellulare, come mi aspettavo, è eccezionale e come prestazioni batte considerevolmente i suoi predecessori.</p>
<h5>I problemi del mio HTC TyTN II</h5>
<p>Oramai il mio vecchio e amato <strong>HTC TyTN II non reggeva più il confronto</strong>: la <strong>batteria</strong> dopo 2 anni <strong>doveva essere sostituita</strong>, inoltre, nonostante non avessi installato nulla di che, <strong>risultava impietosamente lento</strong> dopo una giornata di utilizzo (anche dopo aver chiuso tutti gli applicativi) tanto che era quasi <strong>impossibile scrivere un sms</strong> decentemente (programmi come <a href="http://www.htcblog.com/2009/06/21/benvenuti-nel-mondo-windows-mobile-senza-soft-reset-con-il-processo-di-ottimizzazione-di-memoria-di-cleanram/">CleanRam</a> erano oramai all&#8217;ordine del giorno sul mio cellulare con Windows Mobile 6): mentre io procedevo spedito sul tastierino virtuale con il mio pennino, l&#8217;output a schermo era molto lento e, molte volte, <strong>perdeva dei caratteri tanto da costringermi a ripetute correzioni</strong>. Insomma, sarà che lo confrontavo troppo spesso con il mio iPod Touch, ma oramai non reggeva più il confronto. Inoltre, sebbene all&#8217;inizio <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2007/09/20/ho-comprato-il-supercellulare-htc-tytn-ii-le-mie-prime-impressioni-e-racconto-di-come-ho-risolto-due-problemi-non-documentati-da-htc-sulle-cadute-di-connessione-della-rete-wi-fi-e-sulla-apertura-auto">avevo valutato</a> come positiva la presenza della <strong>tastiera qwerty a slide</strong>, in realtà dopo alcuni mesi di utilizzo, mi sono accorto che <strong>non la usavo praticamente mai</strong> (forse per i <strong>tasti troppo piccoli e il loro scarso feedback di ritorno</strong>), tanto che per scrivere qualsiasi cosa usavo il pennino. Insomma tutto peso in più che mi portavo dietro!<br />
Infine, forse anche a causa di qualche caduta accidentale, <strong>il microfono non funzionava più molto bene</strong>, tanto che, quando ero al telefono, riuscivo a far stressare chi era dall&#8217;altra parte del ricevitore!</p>
<p>Insomma, un nuovo acquisto era quasi d&#8217;obbligo e, ovviamente, dopo aver provato i vari iPhone di amici e parenti, e aver saggiato più volte le sue potenzialità e dopo essere entrato nel mondo della programmazioni con il potente SDK Apple, non potevo che scegliere il modello di Cupertino. <strong>Ho però voluto aspettare Giugno per l&#8217;acquisto</strong> (era Dicembre quando maturai l&#8217;idea) in modo da poter disporre del miglior modello disponibile (purtroppo anche ad un prezzo maggiorato), anche perché <strong>solo il 3GS, oltre ad ottime prestazioni</strong> (<a href="http://www.melablog.it/post/9037/ipod-touch-2g-vs-iphone-3g-s-il-video-comparativo">iPod Touch 2G vs. iPhone 3G S</a>, <a href="http://www.melablog.it/post/9036/iphone-3g-vs-iphone-3g-s-il-video-comparativo">iPhone 3G vs. iPhone 3G S</a>, <a href="http://www.melablog.it/post/9040/iphone-3g-s-11-piu-veloce-di-palm-pre">iPhone 3G S vs. Palm Pre</a>, <a href="http://ispazio.wordpress.com/2009/06/22/i-giochi-in-3d-girano-fino-a-4-volte-piu-velocemente-sul-nuovo-iphone-3g-s/">giochi 3D 4 volte più veloci</a>, <a href="http://ispazio.wordpress.com/2009/06/23/le-potenzialita-grafiche-delliphone-3gs-4-volte-piu-veloce-del-3g/">comparazione Open GL ES</a>), <strong>ha la possibilità di registrare i video e ha una fotocamera migliorata con il tap focus</strong>.</p>
<p>L&#8217;unica cosa che mi ha stupito è stato che <strong>per usare l&#8217;iPhone occorre prima passare per la fase di attivazione online</strong> con iTunes installato su un PC/MAC altrimenti è possibile solo effettuare chiamate di emergenza: insomma, <strong>è vero che l&#8217;iPhone è un cellulare fuori dal comune, ma a differenza di tutti gli altri cellulari, non è possibile usarlo non appena lo si scarta dalla confezione</strong> (mi chiedo chi non ha un computer come si comporterà).</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_10.jpg' alt='Attivazione iPhone' /></div>
<h5>Problemi con la batteria</h5>
<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p2049_batteria_iphone.jpg' alt='Batteria iPhone' /> Io non sono un <strong>early adopter</strong> (solo con l&#8217;HTC ricaddi nell&#8217;errore di <a href="p://www.levysoft.it/archivio/2007/09/20/ho-comprato-il-supercellulare-htc-tytn-ii-le-mie-prime-impressioni-e-racconto-di-come-ho-risolto-due-problemi-non-documentati-da-htc-sulle-cadute-di-connessione-della-rete-wi-fi-e-sulla-apertura-auto">acquistarlo</a> nella prima settimana di uscita) ma ho deciso di comprarlo nei primi giorni di uscita in Italia perché ero certo che, essendo la 3a generazione di iPhone, oramai la tecnologia fosse abbastanza stabile da potermi permettere un acquisto senza ulteriori attese. In realtà, <strong>sebbene l&#8217;hardware è indubbiamente sublime</strong> (<a href="http://manuals.info.apple.com/it_IT/iPhone_Manuale_utente.pdf">qui</a> trovate il manuale dell&#8217;iPhone 3GS in italiano), è <strong>stato il nuovo Firmware 3.0 a crearmi i primi problemi</strong> (e come me anche a quasi tutti quelli che lo hanno installato sui vecchi iPhone 3G). Pensate che <strong>il primo giorno</strong>, dopo aver lasciato caricare completamente il cellulare, <strong>dopo appena 5 ore di standby</strong> (ero in giro e non avevo modo di usarlo) <strong>aveva consumato l&#8217;80% della batteria</strong> ed inoltre, per tutto il tempo, avevo constatato, con sorpresa, che lo <strong>schermo era quasi sempre caldo</strong> (sintomo che c&#8217;era qualche applicativo in background in continua esecuzione)! A conferma di ciò, se andavo sotto <strong>Impostazioni > Generali > Utilizzo</strong>, l&#8217;applicativo mi segnalava che, dall&#8217;ultima ricarica il cellulare era stato utilizzato per 4 ore 55 minuti  ed era stato in standby  5 ore e 10 minuti: <strong>era evidente che il cellulare, anche in standby, continuava a lavorare</strong>!</p>
<p>Se all&#8217;inizio ho <strong>temuto per un difetto del mio iPhone 3GS</strong>, dopo una <a href="http://ispazio.wordpress.com/2009/06/21/problemi-di-ricezione-per-gli-utenti-iphone-3g-s-e-consumi-di-batteria-troppo-elevati-sul-firmware-3-0/">rapida</a> <a href="http://www.macitynet.it/forum/showthread.php?t=94946">ricerca</a> <a href="http://www.iphoneitalia.com/il-firmwre-3-0-e-la-batteria-che-dura-meno-solo-un-problema-grafico-40422.html">sul web</a>, ho visto che <strong>quasi tutti i possessori del firmware 3.0 avevano i miei stessi problemi</strong> (e come si dice &#8220;<em>mal comune, mezzo gaudio</em>&#8220;).</p>
<h5>Come risolvere i problemi della batteria</h5>
<p>Dopo qualche prova, ero comunque <strong>riuscito a risolvere il problema della scarsa durata della batteria semplicemente disattivando le notifiche Push</strong>: infatti, dopo 3 ore di standby e qualche prova con la fotocamera, la batteria si attestava al 98% e <strong>lo schermo risultava sempre freddo, mentre una notte di 8 ore in standby consumava appena 3%/4% della carica della batteria</strong>, tornando finalmente a valori normali.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_11.jpg' alt='iPhone Disabilitare le Push Notifications' /></div>
<p>Sembra però, dalle segnalazioni di alcuni utenti, che l&#8217;applicativo gratuito Tap Tap Revenge, recentemente aggiornato per supportare le notifiche Push, sia in grado di bypassare (presumo per qualche anomalia del firmware) i controlli del sistema operativo e attivare comunque le notifiche Push. Per cui, se lo avete installato, vi consiglio per il momento di rimuoverlo dalla vostra lista di applicazioni.</p>
<p>Un altro generico <a href="http://www.iphoneitalia.com/unaltra-possibile-soluzione-per-aumentare-la-durata-della-batteria-su-fw-3-0-40757.html">suggerimento</a> trovato su internet per aumentare la durata della batteria col Firmware 3.0, è quello di <strong>limitare la continua ricerca della rete telefonica da parte dell&#8217;iPhone</strong> anche nel caso sia stata già trovata e vi sia connesso: basta andare in <strong>Impostazioni > Gestore</strong> e selezionate manualmente il vostro operatore.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_1.jpg' alt='Operatore iPhone' /></div>
<p>L’unico inconveniente è che a volte si apre un popup che avvisa che la connessione “<em>Nome operatore</em>” è andata persa, ma basta premere su “Interrompi” per far scomparire il messaggio.</p>
<p>In queste ore, comunque, <a href="http://xargonwan.ilbello.com/?p=626">sembra</a> che <strong>Apple abbia chiesto ad alcuni utenti USA di installare una apposita applicazione</strong>, in grado di monitorare (generando anche un log che verrà inviato alla Apple) <strong>la batteria dell’iPhone 3GS</strong>, che sembra soffrire di un consumo elevato, in modo da comprendere se il problema è causato dalla batteria, dai servizi usati o dal dispositivo. Almeno qualcosa si sta muovendo.</p>
<h5>Altri suggerimenti</h5>
<p>Ecco altri <strong>suggerimenti per preservare la carica del vostro iPhone e il credito della vostra scheda telefonica</strong>:</p>
<h2>Disattivare la connessione dati cambiando APN</h2>
<p>La prima cosa che vi suggerisco di fare quando comprate un nuovo iPhone o installate il nuovo firmware 3.0, è quello di <strong>disabilitare la connessione dati sull&#8217;iPhone</strong>. Infatti, di default è sempre attiva e non appena un applicativo richiederà l&#8217;accesso ad internet (come possono fare Mail, Safari, iTunes Store, App Store, Meteo, Mappe, Borsa, Youtube, etc&#8230;), <strong>se non si è sotto copertura di una rete wireless, verrà automaticamente attivata la connessione dati 3G/Edge</strong> molto <strong>onerosa dal punto di visto economico se non avete una contratto per una connessione dati flat!</strong> Siccome non esiste un modo semplice che consente di disattivare/attivare la connessione dati (conosco molti che eseguono il jailbreak sul proprio iPhone solo perché possono così installare applicativi come <a href="http://www.iphoneitalia.com/bossprefs-disabilitare-il-3g-sulliphone-3858.html">BossPrefs</a> che consentono una migliore gestione delle reti dati), è necessario <strong>mettere mano alle impostazioni di configurazione della Rete dati cellulari</strong> andando su <strong>Impostazioni > Generali > Rete > Rete dati cellulare</strong> e <strong>modificando il nome dell&#8217;APN da ibox.tim.it ad uno di vostra fantasia</strong> (potete anche cancellarlo ma io ho preferito mettervi davanti il prefisso NOK in modo da poterlo riusare velocemente in caso di necessità)</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_2.jpg' alt='iPhone APN' /></div>
<h2>3G disabilitato</h2>
<p>Non è necessario, ma molti dicono che, specie nelle zone non coperte dal segnale 3G, la disabilitazione dalle opzioni di Rete, permette di risparmiare la batteria. A confermarlo vi è anche la Apple, nelle <a href="http://www.apple.com/it/batteries/iphone.html">linee guide delle batterie</a>:</p>
<blockquote><p>Disattivate il 3G. L’uso delle reti cellulari 3G permette di caricare i dati più rapidamente, ma <strong>può anche ridurre l’autonomia, specialmente in zone con copertura 3G limitata</strong>. Per disattivare il 3G, dalla schermata Home scegliete Impostazioni > Generale > Network e disattivate l’opzione 3G. Potrete comunque fare e ricevere telefonate e accedere alle reti cellulari per dati via EDGE o GPRS dove disponibili.
</p></blockquote>
<p>Ovviamente<strong> non si può stimare quanto si guadagna disattivando il 3G</strong>, poiché <strong>dipende da molti fattori</strong> come la rete cellulare, l’ubicazione, l’intensità del segnale, la connettività 3G, l’utilizzo e da molti altri fattori.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_3.jpg' alt='iPhone 3G' /></div>
<h2>Disattivare il Bluetooth</h2>
<p>Il Bluetooth, di default, è ad OFF e, a meno che non usiate spesso auricolari, kit vivavoce per auto Bluetooth, potete disattivare questa funzionalità lasciandola ad OFF.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_4.jpg' alt='iPhone Bluetooth' /></div>
<h2>Disattivare il Push</h2>
<p>Il <strong>problema principale della scarsa durata della batteria era l’impostazione “notifiche push in automatico”</strong>: auando le si settano a “manuale” tutto è tornato normale (ricordo che qualcuno ha dovuto cancellare Tap Tap Revenge per disabilitare definitivamente il Push)</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_5.jpg' alt='iPhone Push' /></div>
<p>Ricordatevi che se avete un account .Mac, la modalità di aggiornamento della posta elettronica, è settata di default in Push.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_6.jpg' alt='iPhone .Mac' /></div>
<p>mentre se avete installato applicativi come IM+ 3.0 e Tap Tap Revenge 2.0, questi potrebbero richiedere la presenza delle Push Notification.</p>
<h2>Disabilitare il servizio di localizzazione</h2>
<p>Da <strong>Impostazioni > Generali</strong> è possibile disabilitare il <a href="http://support.apple.com/kb/HT1975?viewlocale=it_IT">servizio di localizzazione</a> costituito dall&#8217;insieme insieme di caratteristiche Wi-Fi, cellulari e GPS <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2009/01/29/quando-le-auto-della-skyhook-hanno-girato-litalia-per-memorizzare-i-mac-address-dei-nostri-access-point-per-il-loro-sistema-di-localizzazione-basato-sul-wi-fi-presente-anche-sugli-iphone-e-ipod-touc/">per determinare la tua posizione</a> (GPS, all&#8217;aperto, funziona in modo ottimale se non vi sono ostacoli verso l&#8217;alto, mentre le modalità Wi-Fi e cellulare funzionano bene al chiuso). In effetti, come scritto nella <a href="http://www.apple.com/it/batteries/iphone.html">linee guida Apple sulle batterie dell&#8217;iPhone</a>:</p>
<blockquote><p>
<strong>Minimizzate l’uso dei servizi di localizzazione. Le applicazioni che usano attivamente i servizi di localizzazione, come Mappe, possono ridurre l’autonomia</strong>. Scegliete <strong>Impostazioni > Generale > Servizi</strong> di localizzazione e disattivateli oppure utilizzateli solo quando serve.
</p></blockquote>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_7.jpg' alt='iPhone GPS' /></div>
<p>Ricordatevi, però, che <strong>quando accedete ad applicativi che richiedono, per funzionare, una connessione GPS attiva per aggiornare la propria posizione</strong> (come il comodo <strong>iNeedFuel</strong>), invece della classica schermata di richiesta autorizzazione </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_8.jpg' alt='iPhone autorizzazione GPS' /></div>
<p>vi comparirà un <strong>avviso che vi richiederà di attivare i servizi di localizzazione</strong> e verrà mostrato il pulsante &#8220;Impostazioni&#8221; per accedere direttamente alla pagine di setting dei servizi di localizzazione:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_9.jpg' alt='iPhone attivazione GPS' /></div>
<p><strong>UPDATE:</strong> <a href="http://www.iphoneitalia.com/firmware-3-0-lapplicazione-mail-si-apre-automaticamente-e-in-continuazione-scopriamo-il-perche-41219.html">Sembra</a> che, anche si disabilitano tutte le impostazioni relative al push e al download automatico delle email, <strong>l’applicazione Mail si apre da sola e gira continuamente in background</strong>. Se si prova a chiuderla forzatamente (premere il pulsante per lo spegnimento, attendere la schermata in cui appare lo slide rosso con la scritta “Spegni” e tenere premuto per circa 3-4 secondi il tasto Home), dopo poco Mail si riapre di nuovo. Il motivo è presto spiegato: se a<strong>prite i Contatti e selezionate un nome, senza chiamarlo, ma solo per vedere il suo numero di telefono, quando uscite dai Contatti potete constatare (con SBSettings) che Mail inizia girare in backgorund, senza che sia stata mai aperta</strong>.<br />
Io posso confermare perché subito dopo aver consultato un numero di telefono, Mail mi ha avvisato di aver scaricato nuova posta. Inizio, però, a sospettare che ciò avvenga solo in presenza di contatti con un indirizzo email salvato nella rubrica. Si tratta indubbiamente di un altro bug del Firmware 3.0.
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		</item>
		<item>
		<title>Tips Mac: come ripristinare la funzionalità di Web Clip di Safari su Mac OS X Leopard</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/06/11/tips-mac-come-ripristinare-la-funzionalita-di-web-clip-di-safari-su-mac-os-x-leopard/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 13:28:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<category><![CDATA[browser]]></category>
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		<category><![CDATA[widget]]></category>

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		<description><![CDATA[Web Clip è una delle piccole funzionalità integrate nel browser Safari 3 e 4 per Mac OS X di cui molti non riescono a fare a meno. Semplice  ma al contempo essenziale, Web Clip permette di creare widgets contenenti porzioni di pagine web da visualizzare nella Dashboard del proprio Mac. Basterà, infatti, aprire la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Web Clip</strong> è una delle piccole funzionalità integrate nel browser Safari 3 e 4 per Mac OS X di cui molti non riescono a fare a meno. Semplice  ma al contempo essenziale, <strong>Web Clip permette di creare widgets contenenti porzioni di pagine web da visualizzare nella Dashboard del proprio Mac</strong>. Basterà, infatti, aprire la pagina internet interessata e, facendo <strong>click sull&#8217;apposito pulsante nella barra degli strumenti di Safari</strong> (quello con su disegnate delle forbici e un rettangolo tratteggiato), </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2044_web_clip_1.jpg' alt='Web Clip - 1' /></div>
<p>quasi tutta la pagina subirà (in maniera molto scenografica) una riduzione di luminosità, mentre ad essere illuminata resterà una <strong>area rettangolare le cui dimensioni si potranno regolare a proprio piacimento</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2044_web_clip_2.jpg' alt='Web Clip - 2' /></div>
<p>Una volta <strong>deciso quale porzione della pagina web sarà interessante monitorare</strong>, è sufficiente <strong>cliccare sul bottone Aggiungi</strong> e Safari <strong>creerà un widget nella Dashboard di Mac OS X</strong>, che mostrerà i dati di nostro interesse.</p>
<h5>Come funziona Web Clip</h5>
<p>Ora questo accade in condizioni normali. Quello che non tutti sanno, però, è che, contrariamente a quello che si potrebbe immaginare, <strong>ogni Web Clip che si creerà da Safari, viene gestito da un singolo widget sviluppato dalla Apple</strong> e che si chiama, ovviamente, &#8220;<strong>Clip web.wdgt</strong>&#8221; (presente <strong>nella cartella /Library/Widgets/</strong>).<br />
Inizialmente credevo che Safari avesse il compito di creare un singolo widget &#8220;ad hoc&#8221; per ogni web clip creato, ma, in realtà, almeno dalle prove da me effettuate, non è accaduto così. Il risultato è stato che, <strong>se si elimina, più o meno accidentalmente, il file &#8220;Clip web.wdgt&#8221;, oltre a rimuovere tutti i web clip creati, sarà anche impossibile crearne di nuovi</strong> da Safari!</p>
<p>Ed è quello che è successo a me, quando, dopo aver creato un Web Clip, questo, per un manovra sbagliata col mouse, si era andato a nascondere nella parte alta della dashboard, tanto che non riuscivo neanche più a visionarlo e a rimuoverlo. Allora, per risolvere il problema, <strong>ho rimosso il file &#8220;Clip web.wdgt&#8221;</strong> e, se anche sembrava avessi risolto il problema, in realtà ne avevo creato uno più grande (ma me ne accorsi solo dopo qualche mese): <strong>cliccando sul pulsante per creare la Web Clip, era ancora possibile selezionare l&#8217;area di interesse della pagina web aperta, ma quando si cliccava sul pulsante &#8220;Aggiungi&#8221;, nella Dashboard non veniva creato alcun nuovo widget</strong>!</p>
<h5>La soluzione</h5>
<p><strong>L&#8217;unica soluzione è quella di ripristinare il widget eliminato</strong>, che di default è installato su Mac OS X Leopard, ma che <strong>non è possibile trovare da nessun&#8217;altra parte sul web, neanche sul sito del supporto della Apple</strong>. Per evitare di reinstallare tutto (ipotesi assurda) o di dover scartabellare tutte le cartelle del DVD di installazione di Leopard alla ricerca del file (non ho potuto verificare se le reinstallazione del browser ripristini anche il widget incriminato), <strong>ho copiato il file &#8220;Clip web.wdgt&#8221; da un altro Mac che avevo a disposizione e tutto si è risolto nel migliore dei modi!</strong></p>
<p>Quindi ho deciso, <strong>per evitarvi affannose ricerche sul web</strong> (non tutti hanno due Mac a casa o amici con a Mac a disposizione), <strong>di mettervi a disposizione per il download il file &#8220;Clip web.wdgt&#8221;</strong> che ho copiato dal mio sistema, in modo da <strong>permettervi il ripristino delle funzionalità di Web Clip</strong>. </p>
<table style="border: 1px solid rgb(153, 204, 255); background: rgb(221, 238, 255) none repeat scroll 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;" border="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td rowspan="2" width="38"><img src="http://www.levysoft.it/images/download.png" alt="download" title="download" border="0"/></td>
<td><a href="http://www.levysoft.it/?dl=clip_web.zip" title="Download Clip Web.wdgt">Download Clip Web.wdgt per Mac OS X Leopard</a></td>
</tr>
<tr>
<td>Size: 601.4 KB</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		</item>
		<item>
		<title>Tips Mac: Ridurre le dimensioni di un file PDF con il filtro Quartz di Anteprima di Mac OS X Leopard</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/05/19/tips-mac-ridurre-le-dimensioni-di-un-file-pdf-con-il-filtro-quartz-di-anteprima-di-mac-os-x-leopard/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 May 2009 10:07:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idea Lab]]></category>
		<category><![CDATA[Mac os x]]></category>
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		<category><![CDATA[Tips Mac]]></category>
		<category><![CDATA[PDF]]></category>
		<category><![CDATA[scanner]]></category>
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		<description><![CDATA[La carta riciclata, specie negli ambienti di lavoro, è oramai di uso comune nella stampa di documenti. E i vantaggi, oltre che ambientali, sono molti, tra cui una più facile lettura rispetto alla carta bianca che, a volte, in determinate condizioni di luce, può risultare anche più faticosa durante la lettura. Ma uno svantaggio che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>carta riciclata</strong>, specie negli ambienti di lavoro, è oramai di uso comune nella stampa di documenti. E i vantaggi, oltre che ambientali, sono molti, tra cui una <strong>più facile lettura rispetto alla carta bianca</strong> che, a volte, in determinate condizioni di luce, può risultare anche più faticosa durante la lettura. Ma uno svantaggio che <strong>ho notato della carta riciclata è quello di aumentare le dimensioni dei file pdf nel momento in cui si vuole scannerizzare</strong> (nonostante questo termine suoni male, l&#8217;Accademia della Crusca ha <a href="http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=4092&#038;ctg_id=44">detto</a> che è oramai lecito e fa parte della lingua italiana) un documento stampato su questa tipologia di carta (è il caso, per  esempio, di <strong>documenti firmati da mandare via email</strong>). Infatti, se si acquisisce con uno scanner un documento su carta bianca come immagine (ovviamente <strong>non posso usare la funzione OCR</strong>, sia perché la firma potrebbe non essere acquisita come immagine, sia <strong>perché un documento firmato dovrebbe essere non modificabile</strong>), la maggior parte dei software di gestione, creano un documento in bianco e nero. Se invece <strong>si acquisisce un documento su carta riciclata, essendo questa, notoriamente, di colore giallo tenue</strong> (almeno la risma che uso io), <strong>il software di gestione, se non si imposta preventivamente la possibilità di acquisirlo in bianco e nero, tende a scansionare il documento a colori, preservandone il colore di sfondo</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2039_originale.jpg' alt='PDF - Originale' /></div>
<p>E la differenza si sente: <strong>152 KB per una pagina di PDF in bianco e nero contro 6,2 MB per una pagina di PDF a colori</strong>. E&#8217; evidente che non tutte le caselle di posta gestiscono allegati così grandi!<br />
Quello che è capitato a me è stato proprio questo: quando a casa ho acquisito il documento, nella fretta, <strong>non ho pensato di scansionarlo in bianco e nero, per cui quando al lavoro, mi sono trovato ad inviarlo per mail mi sono accorto delle dimensioni eccessive</strong> per una singola pagina PDF. Se avessi avuto uno scanner avrei potuto benissimo rieffettuare la scansione ma dove mi trovavo non ho potuto farlo. Così ho <strong>aperto il PDF con Anteprima di Mac OS X Leopard</strong>, e dal menu <strong>Archivio</strong>, cliccare su <strong>Registra col nome&#8230;</strong></p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2039_dimensioni_pdf_1.jpg' alt='PDF - Filtro Quartz - 1' /></div>
<p>nella finestra che si aprirà, è possibile impostare un parametro particolare che fa al caso nostro: il <strong>Filtro Quartz</strong>. Il valore che vi consiglio è di settare la voce &#8220;<strong>Black &#038; White</strong>&#8221; </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2039_dimensioni_pdf_2.jpg' alt='PDF - Filtro Quartz - 2' /></div>
<p>che nel nostro caso, <strong>trasformerà l&#8217;immagine a colori della vostra pagina PDF in una in bianco e nero</strong>, con conseguente riduzione delle dimensioni del file (passato ora a 152 KB).</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2039_bianco_nero.jpg' alt='PDF - Bianco e Nero' /></div>
<p>Non vi consiglio, invece, <strong>l&#8217;opzione del filtro Quartz “Reduce File Size”, in quanto, nonostante le dimensioni passeranno da 6,2 MB a ben 32 KB, il documento risulterà totalmente illeggibile</strong>,poiché il font verrà squadrettato.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2039_reduce.jpg' alt='PDF - Reduce' /></div>
<p class="akst_link"><a href="http://www.levysoft.it/?p=2039&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_2039" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Come velocizzare Safari su Mac OS X cancellando il file plist delle preferenze di Safari</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/05/11/come-velocizzare-safari-su-mac-os-x-cancellando-il-file-plist-delle-preferenze-di-safari/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2009/05/11/come-velocizzare-safari-su-mac-os-x-cancellando-il-file-plist-delle-preferenze-di-safari/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 11 May 2009 10:13:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Plugin]]></category>
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		<description><![CDATA[Da diverse settimane stavo constatando un progressivo rallentamento del browser di casa Apple, Safari 3.2.1, tanto che spesso, esasperato, mi vedevo costretto ad usare l&#8217;ottimo e snello OmniWeb, da poco rilasciato gratuitamente (Firefox, per quanto lo reputo il miglior browser in assoluto, non lo uso molto spesso in quanto l&#8217;ho ben infarcito di estensioni developer [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da diverse settimane stavo constatando un <strong>progressivo rallentamento del browser di casa Apple, Safari 3.2.1</strong>, tanto che spesso, esasperato, mi vedevo costretto ad usare l&#8217;ottimo e snello <a href="http://www.omnigroup.com/applications/omniweb/">OmniWeb</a>, da poco rilasciato gratuitamente (<a href="http://www.mozilla-europe.org/it/firefox/">Firefox</a>, per quanto lo reputo il miglior browser in assoluto, non lo uso molto spesso in quanto l&#8217;ho ben infarcito di estensioni developer molto utili nello sviluppo web).<br />
Per mancanza di tempo non ho mai approfondito il problema anche se devo dire mi risultava alquanto misterioso. Qualche giorno fa, <a href="http://www.macosxhints.com/article.php?story=20050720113322218">dopo</a> aver <a href="http://forums.macosxhints.com/archive/index.php/t-39502.html">speso</a> 5 minuti alla ricerca di soluzioni, sono finalmente venuto a capo del problema. Siccome <strong>ognuno di voi potrebbe avere un problema diverso vi elenco le operazioni da fare in questi casi</strong> e poi vi dirò quale è stata quella risolutiva nel mio caso specifico (che potrebbe comunque essere un caso singolare).</p>
<ol>
<li><strong>Pulire Cache, Cookies e il contenuto dei campi Autofill</strong>: più semplicemente menu &#8220;<em>Safari -> Reinizializza Safari</em>&#8220;</li>
<li><strong>Disabilitare l&#8217;auto-filling dei forms</strong> (&#8220;<em>Safari -> Preferenze</em>&#8220;, selezionare il tab &#8220;<em>Riempimento automatico</em>&#8221; e disabilitare la voce &#8220;<em>Nome utente e password</em>&#8220;)</li>
<li><strong>Rimuovere tutti i plugin di terze parti per Safari</strong>: a seconda del tipo di plugin installato potrebbe esserci una disinstallazione automatica o una rimozione manuale. Nel mio caso avevo installato <a href="http://www.cooliris.com">Cooliris</a>, <a href="http://www.inquisitorx.com/">Inquisitor</a>, <a href="http://www.yazsoft.com/sd/index.html">Speed Download</a> e <a href="http://agilewebsolutions.com/products/1Password">1Password</a>. Di questi ho ritenuto essenziale solo 1Password, mentre tutti gli altri (in particolare Speed Download poiché per molti, nei vari forum che ho girato, era la causa dei rallentamenti del browser) li ho prontamente rimossi (Cooliris l&#8217;ho comunque installato su Firefox, tanto per appesantirlo un altro po&#8217;).<br />
Se non avete idea di quale plugin avete potete dare una occhiata sotto le cartelle <em><strong>/Library/Internet Plug-Ins</strong></em>  (qui trovate anche altri plugin di sistema più importanti come Flash Player, Flip4Mac, Java, Quicktime che consiglio di non rimuovere mai) e <em><strong>~/Library/Internet Plug-Ins</strong></em> (dove è possibile trovare i plugin di terze parti come Cooliris e Inquisitor).<br />
Una volta trovati i relativi file, è possibile <strong>spostarli nel cestino</strong> (talvolta è necessario impostare prima la password di amministrazione)
</li>
<li>Chiudere il browser Safari e <strong>rimuovere il file dove sono contenute le proprietà dell’applicazione Safari</strong>:<br />
&#8220;<strong><em>~/Library/Preferences/com.apple.Safari.plist</em></strong>&#8221;<br />
e anche, se volete, &#8220;<em>com.apple.Safari.RSS.plist</em>&#8220;</li>
</ol>
<p>Nel mio caso, ho eseguito, nell&#8217;ordine, tutti i passi dall&#8217;1 al 4 (e per ognuno ho testato la velocità di esecuzione e di risposta del browser) ma <strong>l&#8217;unica soluzione definitiva è stata per me rimuovere il file .plist di Safari</strong> che, quando è stato ricreato alla prima apertura del browser, <strong>è passato da 24 KB</strong></p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2030_safari_plist_1.jpg' alt='Safari Plist' /></div>
<p><strong>a 4 KB</strong></p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2030_safari_plist_2.jpg' alt='Safari Plist' /></div>
<p><strong>Da quel momento in poi Safari, al suo avvio, ha ripreso a caricarsi velocemente e l&#8217;apertura di più tab avveniva in maniera fluida e senza alcun freeze di applicativo</strong>. Forse questo file era <strong>rimasto sporco da qualche installazione precedente</strong>, magari anche degli stessi plugin che avevo precedentemente rimosso ma che avevano comunque lasciato sporco il file delle preferenze e lo rallentavano, oppure di qualche plugin che avevo rimosso da tempo (come <a href="http://www.macupdate.com/info.php/id/24293">SafariTabs</a> per il ripristino all&#8217;apertura del browser delle schede aperte nella sessione precedente) e che magari, siccome nel plist veniva richiamato, produceva un rallentamento perchè il relativo plugin non veniva trovato.</p>
<p>Dovete però considerare che <strong>rimuovere il file .plist di Safari, comporta un riazzeramento di tutte le personalizzazioni che avevate apportato nelle <em>Preferenze</em> del vostro browser</strong> (ancor più profondamente che non quando avete provato a fare &#8220;Reinizializza Safari&#8221;). In particolare vi verrà <strong>riassegnata la Pagina Iniziale da cui far partire Safari</strong> a &#8220;<em>http://livepage.apple.com/</em>&#8220;; oppure, nel caso l&#8217;aveste abilitata, <strong>potreste perdere la visualizzazione della Barra di Stato presente in basso</strong> (per riattivarla basta selezionare la voce relativa dal menu Vista). Inoltre, cosa di non poca importanza, l&#8217;opzione delle Preferenze<strong> &#8220;<em>Apri link da altre applicazioni</em>&#8221; verrà impostata sulla voce di default &#8220;in una nuova finestra&#8221; anziché in quella più comoda &#8220;in un nuovo pannello nella finestra&#8221;</strong>.<br />
Infine, per chi lo avesse abilitato, viene <strong>inibita anche la possibilità di usare il Web Inspector di Safari</strong>, una ricca serie di <strong>strumenti dedicati agli sviluppatori</strong>, che andrà quindi riabilitato. Per visualizzare il relativo menu nella Barra dei menu occorre <strong>attivare l&#8217;apposita opzione, in basso, nel pannello Avanzate delle Preferenze</strong>.</p>
<p>Quel che è certo è che ora <strong>ho imparato a lasciare Safari senza plugin</strong>: per questo esiste Firefox che svolge già egregiamente i suoi compiti con le sue migliaia di estensioni.
<p class="akst_link"><a href="http://www.levysoft.it/?p=2030&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_2030" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Inserire la propria ToDo list direttamente sul Desktop del vostro Mac con QuickSilver e GeekTool</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/04/27/inserire-la-propria-todo-list-direttamente-sul-desktop-del-vostro-mac-con-quicksilver-e-geektool/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2009/04/27/inserire-la-propria-todo-list-direttamente-sul-desktop-del-vostro-mac-con-quicksilver-e-geektool/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 10:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ToDo]]></category>

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		<description><![CDATA[Devo dire che, per le mie attività quotidiane, uso molto spesso le ToDo list, sia sul mio Mac che sul mio iPod Touch, perché mi aiutano ad organizzarle meglio. Il problema è che, soprattutto quando vado di fretta, ho la tendenza a spargere il Desktop del mio Mac di tanti file txt il cui nome [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Devo dire che, per le mie attività quotidiane, uso molto spesso le <strong>ToDo list</strong>, sia sul mio Mac che sul mio iPod Touch, perché mi aiutano ad <strong>organizzarle</strong> meglio. Il problema è che, soprattutto quando vado di fretta, ho la tendenza a spargere il Desktop del mio Mac di tanti file txt il cui nome è una sintesi di una attività che devo svolgere e che ritengo importante ricordare ogniqualvolta accedo al mio portatile. Ammetto che questa è una cattiva abitudine che mi porto dietro dall&#8217;uso decennale di Windows: <strong>riempire il desktop di icone e di appunti</strong>! Fortuna che, da quando ho un Macbook Pro, riesco ad organizzarmi molto meglio e <strong>il mio desktop è quasi sempre vuoto di icone (lasciando finalmente spazio al wallpaper di turno)</strong> se non fosse per questi appunti in formato txt (<a href="http://www.levysoft.it/archivio/2008/01/14/tips-mac-creare-un-nuovo-documento-di-testo-dal-menu-contestuale-del-finder-con-automator-nufile-o-document-palette/">qui</a> trovate la guida per creare un nuovo documento di testo dal menu contestuale del Finder).</p>
<p>E&#8217; per questo che mi è venuto in <a href="http://mactuner.blogspot.com/2006/11/to-do-list-solution-using-quicksilver.html">mente</a> di usare <a href="http://projects.tynsoe.org/en/geektool/">GeekTool</a> e <a href="http://blacktree.com/?quicksilver">QuickSilver</a> per <strong>visualizzare la lista delle attività da fare direttamente sullo sfondo della scrivania</strong>: se proprio ci devono essere i mie appunti <strong>almeno che non diano fastidio con antiestetiche icone</strong> (ovviamente se avete problemi di privacy questa soluzione  non fa per voi, poiché, potenzialmente, lascerebbe i vostri appunti visibili alla prima persona che vi passa dietro).</p>
<h5>Gli strumenti necessari</h5>
<p><a href="http://projects.tynsoe.org/en/geektool/">GeekTool</a> e <a href="http://blacktree.com/?quicksilver">QuickSilver</a> sono quel genere di <strong>strumenti di cui ogni buon utente Mac non potrebbe fare a meno</strong>: se il primo (che altro non è che un PrefPane, ovvero un <strong>modulo delle Preferenze di Sistema</strong>) permette di <strong>visualizzare sul desktop informazioni testuali o immagini in costante aggiornamento</strong> (<em>sul mio Mac faccio mostrare una lista dei processi attivi, l&#8217;uptime di sistema, l&#8217;ip address pubblico e un tail -f del file System.log</em>), il secondo applicativo rende disponibili, con un semplice combinazione di tasti (CTRL + SPACE), tutti i vostri programmi e file digitando solamente le iniziali (capirete che una volta presa la mano vi velocizzerà notevolmente il lavoro invece che andare a cercare tra i menu l&#8217;applicazione o file che desiderate aprire). Il bello di <strong>QuickSilver (un po&#8217; come Firefox)</strong> è che è possibile <strong>installare plugin aggiuntivi che aumentano le sue potenzialità e compatibilità con altri programmi</strong> (anche se, almeno a prima vista, la documentazione dei plugin non è descritta in modo del tutto immediato per un entry-level user).</p>
<h5>Passi preliminari</h5>
<p>La mia <strong>ToDo List sarà semplicemente costituita da un solo file ascii e null&#8217;altro</strong>. Il motivo è presto spiegato: oltre ad essere il <strong>formato più semplice da gestire</strong>, è <strong>supportato sia da GeekTool</strong> (che lo visualizzerà sul Desktop nella posizione da noi scelta) <strong>sia da QuickSilver</strong> (attraverso l&#8217;installazione di un plugin potremo editarlo o fare l&#8217;append al file di testo).<br />
Il primo passo, quindi, se non lo si è già fatto, è installare GeekTool e QuickSilver. Quindi, dovrete <strong>creare un file di testo nella vostra area Documenti</strong> (o in qualsiasi altro percorso) dal nome: <strong>ToDo.txt</strong>. Se volete potete anche iniziare a popolarlo con qualche item, ma, <strong>se lavorate con TextEdit, fate attenzione che non sia RTF (il formato di default) ma ASCII</strong>, selezionando dal menu &#8220;<em>Formato</em>&#8221; la voce &#8220;<em>Converti in formato Solo testo</em>&#8220;.</p>
<h5>Configurazione di GeekTool</h5>
<p>Se andate nelle Preferenze di Sistema troverete, in basso, l&#8217;icona di GeekTool. Cliccandovi sopra, aprirete il pannello di controllo di GeekTool da cui potrete <strong>creare una nuova entry</strong> (&#8220;<em>New Entry</em>&#8220;) e <em>associarla ad un azione di tipo &#8220;File&#8221; </em>(anziché di tipo Shell o Picture) che ha lo scopo di <strong>visualizzare il contenuto di qualsiasi file di testo</strong> (<strong>aggiornandolo in tempo reale</strong> nel caso venisse modificato).<br />
Quindi <strong>selezionate il vostro file ToDo.txt e, infine, impostate come deve essere visualizzato</strong>: colore, tipo e dimensione del font da usare (<strong>scegliete il colore in base al tipo di sfondo che usate nella vostra Scrivania</strong>, chiaro se il desktop è scuro e viceversa), colore di sfondo (di default è trasparente e secondo me è la soluzione migliore perché si integra meglio e sembra quasi che le scritte facciano parte dello sfondo stesso) ed eventuale cornice (&#8220;Frame&#8221;) da usare.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2034_todo_1.jpg' alt='ToDo.txt' /></div>
<p>Nel mio esempio <strong>ho usato una cornice di tipo &#8220;Bezeled&#8221; per far risaltare meglio il file ToDo.txt dalle altre visualizzazioni</strong>,</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2023_todo_3.jpg' alt='ToDo.txt' /></div>
<p>ma <strong>potreste anche impostarla a &#8220;None&#8221; per avere un maggiore effetto di integrazione con lo sfondo</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2023_todo_4.jpg' alt='ToDo.txt' /></div>
<p>Infine, con la Entry selezionata <strong>potete posizionare a vostro piacimento dove visualizzare il contenuto del file</strong> (scegliete un posto libero sul desktop in modo da non creare confusione durante la lettura) spostando direttamente col mouse il frame relativo. </p>
<p>Terminata questa fase di configurazione preliminare potete uscire chiudendo direttamente la finestra delle Preferenze di Sistema. </p>
<h5>Configurazione di QuickSilver</h5>
<p>Ora potete passare ad impostare la configurazione QuickSilver. <strong>Di default questo applicativo è in grado solo di aprire o salvare un file txt</strong>. Per fargli eseguire operazioni di append occorre <strong>installare il plugin &#8220;<em>Text Manipulation Actions</em>&#8220;</strong>. Basta caricare l&#8217;interfaccia principale con CTRL + SPACE e dalla freccia in alto a destra <strong>cliccare dal menu la voce &#8220;Plug-Ins&#8221;</strong>. Dalla finestra che vi si aprirà <strong>fate il check sul plugin &#8220;Text Manipulation Actions&#8221; e questo verrà automaticamente scaricato e installato</strong>. Da questo momento in poi, tra le vostre opzioni, avrete anche la possibilità di fare l&#8217;append ad un file di testo.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2034_todo_2.jpg' alt='ToDo.txt' /></div>
<h5>Passiamo ai comandi</h5>
<p>Ora quando dovrete inserire un nuovo appunto basterà seguire la seguente procedura:</p>
<ul>
<li><strong>Premere CTRL + SPACE</strong> per invocare QuickSilver.</li>
<li><strong>Premere  &#8220;.&#8221; per entrare nella modalità testo.</strong>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2023_todo_step_1.jpg' alt='ToDo.txt - Step 1' /></div>
</li>
<li>Dopo aver digitato il proprio item da aggiungere alla propria lista, <strong>premere il tasto TAB ed iniziare a scrivere la frase &#8220;<em>Append To&#8230;</em>&#8221; </strong>(vedrete che dopo le prime volte basterà scrivere solo la prima lettera per far comparire a menu la voce interessata).
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2023_todo_step_2.jpg' alt='ToDo.txt - Step 2' /></div>
</li>
<li><strong>Premere nuovamente il tasto TAB per selezionare il file di testo su cui desidero eseguire l&#8217;operazione di Append</strong>; nel nostro caso <strong>iniziamo a scrivere la parolo &#8220;<em>todo</em>&#8220;</strong> (quicksilver non è key sensitive)
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2023_todo_step_3.jpg' alt='ToDo.txt - Step 3' /></div>
</li>
<li><strong>Premere INVIO e Quicksilver aggiungerà una nuova linea di testo al file ToDo.txt</strong> e, contemporaneamente, <strong>verrà aggiornata anche la visualizzazione sul desktop</strong>.
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2023_todo_step_4.jpg' alt='ToDo.txt - Step 4' /></div>
</li>
</ul>
<h5>Conclusioni</h5>
<p>Vi starete chiedendo perché usare Quicksilver con tutta quella combinazione di tasti invece che fare doppio click sull&#8217;icona del file ed editarlo con Textedit. <strong>Ovviamente questa è solo una possibilità che ha lo scopo finale di pulire completamente il Desktop dalle icone inutili</strong>; nulla vieta comunque di <strong>lasciare il file ToDo.txt sulla vostra Scrivania</strong> e fare da li direttamente doppio click per aprirlo ed editarlo. Ma questa soluzione a molti potrebbe sembrare non opportuna dal momento che il file è già visualizzato direttamente sul Desktop: a che pro lasciare visibile anche l&#8217;icona del file? Inoltre <strong>lasciare un file sul Desktop potrebbe metterlo a rischio di cancellazioni accidentali</strong>, mentre potrebbe essere &#8220;più al sicuro&#8221; in una cartella a cui non accedete molto spesso.<br />
Un&#8217;altra soluzione potrebbe essere quella di <strong>lasciare il file ToDo.txt nella cartella Documenti e aprirlo digitando il nome da SpotLight (Mela + Spazio)</strong>. Ovviamente <strong>verrà sempre aperto il file verrà aperto sempre con TextEdit</strong>.<br />
Il <strong>vantaggio di QuickSilver</strong> è quello di mettervi a disposizione degli <strong>strumenti evoluti e flessibili</strong> che, nel nostro caso, vi permettono con pochi comandi, di <strong>appendere ad un file del nuovo testo senza la necessità di aprirlo</strong>. Anche se potrà sembrare strano, <strong>dopo qualche tentativo, la soluzione con QuickSilver vi si rivelerà molto più veloce di tante altre</strong>.
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		<title>Avidemux: l&#8217;alternativa per Mac OS X e Linux del famoso programma di video editing Virtualdub per Windows</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/03/25/avidemux-lalternativa-per-mac-os-x-e-linux-del-famoso-programma-di-video-editing-virtualdub-per-windows/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 13:35:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Mac os x]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
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		<category><![CDATA[licenza_gpl]]></category>
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		<description><![CDATA[Da quando sono passato a Mac OS X, l&#8217;unica cosa di cui sentivo realmente la mancanza era poter usare un programma per l&#8217;editing video flessibile e veloce come Virtualdub per Windows. A volte mi capita di registrare qualche programma televisivo con Vcast in qualità Divx e poi, dopo averlo scaricato (comoda la funzionalità di feed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da quando sono passato a Mac OS X, l&#8217;unica cosa di cui sentivo realmente la mancanza era poter usare un <strong>programma per l&#8217;editing video flessibile e veloce come <a href="http://www.virtualdub.org/">Virtualdub</a> per Windows</strong>. A volte mi capita di registrare qualche programma televisivo con <a href="http://vcast.it/faucetpvr/">Vcast</a> in qualità Divx e poi, dopo averlo scaricato (comoda la funzionalità di feed rss messa a disposizione da Vcast per il download automatico con iTunes a mo&#8217; di personal Podcast) sono solito <strong>eliminare la pubblicità dal file video</strong> (o tutto ciò che ritengo inutile o superfluo) in modo da potermi godere la visione senza interruzioni. <strong>Virtualdub ha dalla sua il vantaggio di essere un programma che, con pochissimi passaggi, permette di tagliare parti video</strong> (ma volendo anche può anche unire più filmati in uno solo) <strong>senza effettuare alcuna ricodifica audio/video</strong> (grazie all&#8217;opzione &#8220;<em>Direct Stream Copy</em>&#8220;).</p>
<p>Ebbene, finalmente sono riuscito a trovare un <strong>degno sostituto a Virtualdub</strong>: si chiama <a href="http://fixounet.free.fr/avidemux/"><strong>Avidemux</strong></a> ed è un <strong>programma di video editing open source rilasciato sotto licenza GPL e  multipiattaforma</strong> (funziona, infatti, per <strong>Windows, Mac OS X, BSD e Linux</strong>) che mette a disposizione un tool di editing video leggero, funzionale e veloce. Dalle funzionalità simili a Virtualdub, <strong>per molti aspetti è anche più intuitivo,  più semplice e completo</strong> della sua controparte, mostrando anche una <strong>interfaccia grafica meno spartana</strong> e un po&#8217; più gradevole (grazie alle librerie GTK).</p>
<p>Tra le sue funzionalità, spiccano quelle di <strong>tagliare, unire, modificare, applicare filtri, e convertire in diversi formati, i video caricati</strong>. Nella sezione <a href="http://www.avidemux.org/admWiki/index.php?title=Main_Page"><strong>Wiki Docs</strong></a> del sito di Avidemux trovate tutte le guide (in inglese) per le funzionalità più importanti. Nonostante, apparentemente, leggendo, per esempio, la dettagliata ed esauriente guida del <a href="http://www.avidemux.org/admWiki/index.php?title=Cutting">Cutting Video</a> possa sembrare una operazione lunga, dovete sapere che sono necessari solo pochi passi.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2020_avidemux.jpg' alt='Avidemux' /></div>
<p>E&#8217; sufficiente, infatti, <strong>lasciare impostate su &#8220;Copy&#8221; le opzioni di ricodifica video e audio</strong> (se si imposta un altro formato, come per esempio, MPEG2 o 3GP, i tempi di salvataggio saliranno proporzionalmente alla durata del filmato da ricodificare), <strong>che corrispondono alle opzioni &#8220;Direct Stream Copy&#8221; di VirtualDub</strong> (impostabili dal menu Video e Audio del programma) e, <strong>dopo aver selezionato, con i tasti A e B la porzione di video da tagliare</strong>, andare sul menu <strong>Edit->Delete per rimuovere la selezione</strong> (se invece si clicca sul pulsante &#8220;Salva&#8221;, senza cancellare nulla, si salverà direttamente la parte di video selezionata) e quindi <strong>cliccare sul tasto &#8220;Salva&#8221; per fare, in pochi secondi, una copia del filmato modificato</strong>.
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		<title>Come estrarre una chiavetta USB senza scollegare l’hardware in modalità sicura facendo attenzione a come formattare la flash drive per non perdere dati</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/03/16/come-estrarre-una-chiavetta-usb-senza-scollegare-l%e2%80%99hardware-in-modalita-sicura-facendo-attenzione-a-come-formattare-la-flash-drive-per-non-perdere-dati/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 13:50:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Tips]]></category>
		<category><![CDATA[Tips Windows 2K/XP]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[Windows]]></category>
		<category><![CDATA[cache]]></category>
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		<category><![CDATA[filesystem]]></category>
		<category><![CDATA[flash]]></category>
		<category><![CDATA[format]]></category>
		<category><![CDATA[ntfs]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;altro giorno ho spiegato come formattare in NTFS una pen drive aggirando le limitazioni di Windows; oggi, invece, voglio spiegarvi come estrarre una chiavetta USB senza scollegare l’hardware in modalità sicura, semplicemente settando correttamente una impostazione di Windows sconosciuta ai più. Questo metodo, implicitamente, vi permetterà, anche di trovare un altro metodo per riuscire a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;altro giorno ho spiegato come <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2009/02/23/come-formattare-una-penna-usb-da-fat32-a-ntfs-su-windows/">formattare in NTFS una pen drive aggirando le limitazioni di Windows</a>; oggi, invece, voglio spiegarvi <strong>come estrarre una chiavetta USB senza scollegare l’hardware in modalità sicura</strong>, semplicemente settando correttamente una impostazione di Windows sconosciuta ai più. Questo metodo, <strong>implicitamente, vi permetterà, anche di trovare un altro metodo per riuscire a formattare da Windows una pennetta USB in NTFS</strong>.</p>
<p>Come noto, quando dobbiamo estrarre un dispositivo di archiviazione USB (una chiavetta flash o un hard disk portatile) dal proprio PC, anche se è vero che le<strong> porte USB sono Plug and Play</strong> e supportano i dispositivi hot swap per la rimozione a caldo delle periferiche, è sempre opportuno avviare la procedura che &#8220;<strong>Scollega l&#8217;hardware in modalità sicura</strong>&#8221; in modo da essere sicuri che <strong>tutte le attività di scrittura vengano terminate, onde evitare possibili perdite di dati e di informazioni</strong>. Ovviamente, il più delle volte <strong>questa operazione potrebbe sembrare noiosa</strong>, e quante volte vi sarà capitato, magari andando di fretta, di non seguire tutta la procedura corretta, con il conseguente messaggio di errore di Windows che vi farà sudare freddo? Personalmente non credo di aver mai perso dati scollegando un dispositivo USB in maniera affrettata, ma il rischio esiste sempre.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2008_usb_9.jpg' alt='Scollegare USB' /></div>
<p>Altre volte, invece, può capitare che, anche quando si va cliccare sull&#8217;icona in basso a destra per la rimozione sicura dell&#8217;hardware, <strong>il sistema operativo potrebbe rispondere che è impossibile disattivare la periferica perché in uso</strong>, e di provare in un secondo momento, nonostante, però non vi sia, almeno apparentemente, alcun trasferimento dati in corso. <strong>Solo dopo 3-4 tentativi, si riuscirà a rimuovere il dispositivo, con evidente perdita di tempo</strong>.</p>
<h5>Come estrarre una chiavetta USB senza scollegare l’hardware in modalità sicura</h5>
<p><a href="http://www.hi-techlife.com/2007/12/18/estrarre-la-chiavetta-usb-senza-scollegare-l’hardware-in-modalita-sicura/">Ebbene</a>, se anche voi siete afflitti da questi problemi, è perché forse non siete a conoscenza del fatto che, <strong>se si disattiva la cache di scrittura sul dispositivo USB, è possibile saltare la fase di disconnessione del hardware in modalità sicura, senza, però, alcuna perdita dei dati</strong>. Per fare ciò, è sufficiente andare sulla voce <strong>Sistema</strong> (<em>System</em> in inglese) del <strong>Pannello di controllo</strong></p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2008_usb_2.jpg' alt='Scollegare USB' /></div>
<p>e cliccare sul tab <strong>Hardware -> Gestione Periferiche</strong> (<em>Device Manager</em>), </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2008_usb_3.jpg' alt='Scollegare USB' /></div>
<p>e quindi selezionare la voce &#8220;<strong>Unità disco</strong>&#8221; (<em>Disk Drives</em>) e con il pulsante destro del mouse cliccare sulla periferica USB desiderata cliccando poi sulla voce <strong>Proprietà</strong> (<em>Properties</em>).</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2008_usb_4.jpg' alt='Scollegare USB' /></div>
<p>Dalla finestra che si aprirà, nella scheda &#8220;<strong>Criteri</strong>&#8221; (<em>Policies</em>) verifichiamo che sia spuntata la voce &#8220;<strong>Ottimizza per la rimozione rapida</strong>&#8221; (<em>Optimize per quick removal</em>) che, di solito, è l&#8217;opzione di default dei sistemi Windows.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2008_usb_5.jpg' alt='Scollegare USB' /></div>
<p>Purtroppo, <strong>questa operazione, andrebbe eseguita su ogni PC su cui si intende collegare il dispositivo e su ciascuna periferica USB a cui si vuole disabilitare la cache in scrittura</strong>, ma una volta impostato, non avrete più necessità di scollegare l&#8217;hardware in modalità sicura.</p>
<h5>Metodo alternativo per abilitare la formattazione NTFS su Windows</h5>
<p>Quello che non tutti sanno, però, è che dalla maschera dei criteri, è possibile anche <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2009/02/23/come-formattare-una-penna-usb-da-fat32-a-ntfs-su-windows/">formattare in NTFS una pen drive aggirando le limitazioni di Windows</a>. Infatti, se si imposta il valore &#8220;<strong>Optimize for performance</strong>&#8220;,</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2008_usb_7.jpg' alt='Scollegare USB' /></div>
<p>nella <strong>maschera di formattazione della periferica USB, comparirà anche la voce NTFS oltre che quella di default FAT32</strong>;</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2008_usb_8.jpg' alt='Scollegare USB' /></div>
<p>mentre se si imposta, come suggerito nella procedura sopra esposta per rimuovere una chiavetta USB senza scollegare l’hardware in modalità sicura, il valore &#8220;<strong>Optimize for quick removal</strong>&#8221;</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2008_usb_5.jpg' alt='Scollegare USB' /></div>
<p>allora <strong>nella maschera di formattazione della periferica USB, comparirà solo la voce di default FAT32</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2008_usb_6.jpg' alt='Scollegare USB' /></div>
<p>Il motivo di questo comportamento, apparentemente anomalo, è presto <a href="http://apcmag.com/Forum.htm?g=posts&#038;t=593">spiegato</a>. Nell&#8217;opzione &#8220;<em>Optimize for quick removal</em>&#8221; la formattazione NTFS non viene mostrata perché <strong>è caldamente sconsigliato effettuare l&#8217;estrazione di una periferica flash formattata NTFS senza eseguire la procedura di estrazione dell’hardware in modalità sicura</strong>, poiché si rischierebbe di <strong>compromettere l&#8217;integrità del file sistem</strong>, in quanto questo particolare file system proprietario Microsoft, <strong>mantiene sempre aggiornato l&#8217;NTFS transaction log</strong> (journal) e, se questo venisse corrotto, si rischia di rendere il contenuto della periferica USB inutilizzato. <a href="http://www.pctipsbox.com/format-a-usb-drive-with-ntfs-file-system/">Insomma</a>, siccome NTFS è un journaling file system, tutti i disk transactions sono loggati separatamente sulla periferica, il che comporta, inevitabilmente, un carico di scrittura maggiore e praticamente invisibile all&#8217;utente.<br />
<strong>Ironicamente, la formattazione FAT32, nonostante più vecchia e con tutte le sue limitazioni, si dimostra essere, nei casi di rimozione improvvisa del drive, molto più sicura</strong>.</p>
<h5>Conclusioni</h5>
<p>Quindi, ricapitolando, <strong>se volete immagazzinare su una chiavetta USB file più grandi di 4GB</strong>, o magari volete criptare i vostri documenti con il tool messo a disposizione da Windows XP Professional (EFS file encryption), assegnare i privilegi ai vari file, o settare i disk quotas,  <strong>allora dovrete necessariamente formattare la pennetta USB con il file system NTFS</strong> (<a href="http://www.levysoft.it/archivio/2009/02/23/come-formattare-una-penna-usb-da-fat32-a-ntfs-su-windows/">usando il tool convert.exe</a>, oppure usando l&#8217;utility gratuita per Windows <a href="http://www.pcworld.com/downloads/file/fid,64963-order,4/description.html">HP USB Disk Storage Format Tool</a>, o, infine, <strong>per usare l&#8217;utility di formattazione di Windows, impostando &#8220;Optimize for performance&#8221; nei criteri di ottimizzazione delle performance</strong>) ma così facendo <strong>non potrete mai disabilitare la cache in scrittura sul drive esterno, pena la corruzione dei dati</strong>.</p>
<p>Se invece, non avete particolari necessità, <strong>potete lasciare la formattazione FAT32</strong> (che di fatto, proprio perché non è proprietaria, è supportata da tutti i sistemi operativi Linux, Mac e Windows, ma anche dai lettori MP3 o dalle cornici digitali, <strong>risultando, in pratica, il minimo comune denominatore di tutti i sistemi</strong>), e <strong>disabilitare senza problemi la scrittura della cache che vi permetterò di rimuovere un drive USB senza passare per la procedura di rimozione dell&#8217;hardware in modalità sicura</strong>. A voi la scelta!
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		<title>Come formattare una penna USB da FAT32 a NTFS su Windows</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 11:54:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Al giorno d&#8217;oggi, trovare una <strong>penna USB grande 8 o 16 GB</strong> è molto facile e i prezzi sono oramai molto contenuti per cui non è raro trovarsi a dover <strong>copiare un file, magari una ISO di un DVD, di dimensioni superiori ai 4 GB</strong>. Oltre al fatto che, almeno per ora, le velocità delle pennette USB di tipo flash memory, sono inferiori rispetto agli hard disk esterni, e quindi, per copiare file di grandi dimensioni, ci si impiega più tempo che non a fare la stessa operazione su un normale hard disk a testina, il problema più grande che normalmente si incontra è che tutte <strong>queste flash drive, per ragioni di retrocompatibilità, sono sempre formattate FAT32</strong>. Se si considera, poi, che <strong>Windows XP non ha, nella sua utility di formattazione, un opzione che prevede la possibilità di inizializzare una pen drive in NTFS</strong>, si capisce bene che, per la maggior parte degli utenti, questo risulta essere un problema insormontabile.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1922_usb_pen_ntfs_1.jpg' alt='Formattare una pen drive in NTFS' /></div>
<p>Quello che non tutti sanno, però, è che questo è solo un evidente <strong>problema di limitazione della utility grafica di Windows XP, perché di fatto è possibile formattare una pendrive come NTFS</strong>.</p>
<h5>Formattare una penna USB in NTFS</h5>
<p>Come noto, di solito, <strong>le pen drive vengono sempre formattate FAT32</strong> e credo sarà sempre così almeno finché i drive non supereranno le dimensioni di 32 GB (mentre, fino a qualche anno fa, <strong>le prime pennette USB avevano addirittura un file system</strong> formattato <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File_Allocation_Table"><strong>FAT16</strong></a>, con un limite di 2 GB). Il <strong>motivo dell&#8217;adozione della partizione FAT32</strong> è semplicemente quello di <strong>evitare problemi di compatibilità con altri sistemi operativi</strong>, dato che il file system <strong>NTFS è una tecnologia proprietaria di Windows</strong> (<em>patented technology</em>) e non tutti i sistemi operativi (come Mac OS X) la supportano nativamente in scrittura.</p>
<p>In realtà, prima di proseguire il discorso, vorrei far chiarezza su una mia affermazione procedente, che a prima vista potrebbe risultare non propriamente esatto. Quando ho asserito che 32 GB era il limite della dimensione di un volume FAT32, in realtà è più giusto dire che questo è solamente un <strong>altro limite arbitrario delle utility di formattazione e partizionamento di Windows 2000/XP/Vista</strong>, ed è per questo che credo che tale file system verrà adottato almeno finché le pen drive non supereranno tali dimensioni, visto che, altrimenti, con i sistemi operativi di casa Redmond non si avrebbe la possibilità di formattare il disco.<br />
In ogni caso <strong>Utility di terze parti</strong> (ma anche il sistema di partizionamento di Mac OS X) <strong>possono tranquillamente creare e gestire partizioni FAT32 fino a 1 TB</strong>; io stesso ho un hard disk esterno da 320 GB formattato FAT32. Quel che invece resta immutato è che, <strong>con il FAT32, la dimensione del singolo file non può essere superiore ai 4 GB!</strong></p>
<p>Quindi, <strong>se l&#8217;uso prevalente della vostra penna USB è sotto Windows e avete la necessità di caricare file di grandi dimensioni (superiori ai 4 GB)</strong>, o semplicemente volete ottimizzare lo spazio usato sul disco riducendo le <a href="http://www.pcself.com/pc/hdisk.html">dimensioni dei cluster</a>, allora dovrete fare in modo di <strong>formattare la vostra flash drive in NTFS</strong>. L&#8217;unico modo <strong>per farlo utilizzando gli strumenti messi a disposizione da Windows</strong>, è quello di <strong>convertire il file system anziché formattarlo!</strong></p>
<p>Per farlo, basterà <strong>aprire il prompt dei comandi del DOS</strong> ed eseguire il comando <strong><em>DOS Convert</em></strong> sull&#8217;unità USB. Quindi, nel caso la <strong>lettera associata alla vostra pen drive sia &#8220;G&#8221;</strong> (la potete verificare andando su Risorse del Computer),</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1922_usb_pen_ntfs_2.jpg' alt='Formattare una pen drive in NTFS' /></div>
<p>allora dovrete lanciare il seguente comando:</p>
<p><code>
convert G: /fs:NTFS
</code></p>
<p><strong>ATTENZIONE</strong>: La procedura inizierà senza chiedere alcuna conferma (a differenza di quanto avviene, invece, se si fa la stessa operazione sul disco di boot).</p>
<p>L&#8217;indubbio <strong>vantaggio nell&#8217;usare il comando &#8220;convert&#8221;</strong>, oltre alla estrema velocità dell&#8217;operazione, è anche quello di <strong>non perdere i dati contenuti nella pennetta, dato che questa applicazione  non formatta il disco</strong> (cosa, invece, che sarebbe accaduta se avessimo una qualsiasi utility di formattazione) bensì converte semplicemente il file system da FAT32 a NTFS (mi sento comunque di consigliarvi un backup prima della conversione).</p>
<p><strong>UPDATE:</strong> <a href="http://www.iwriteaboutit.com/formattare-la-pendrive-in-ntfs-avviabile-al-boot/">Grazie</a> all&#8217;utility gratuita per Windows <strong><a href="http://www.pcworld.com/downloads/file/fid,64963-order,4/description.html">HP USB Disk Storage Format Tool</a></strong> è possibile <strong>formattare una pendrive USB in NTFS e, anche, renderla avviabile in fase di boot</strong>. Sviluppata da HP per le sue pendrive, ma che funziona senza problemi anche con altre, ha dalla sua la semplicità di utilizzo e la comoda funzionalità che permette di rendere la vostra pennetta USB avviabile in fase di Boot del sistema: basterà formattarla, copiarci i file: <em>boot.ini</em>, <em>ntldr</em>, e <em>ntdetect</em>, e, infine, configurare il vostro Bios per permettere l’avvio da USB, ed il gioco è fatto.
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