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	<title>Levysoft &#187; Tecnologia</title>
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		<title>Riflessioni sulla innovazione tecnologica e la convergenza mediale</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jul 2009 13:54:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cosa rende un prodotto tecnologico maggiormente appettibile rispetto ad un altro? Non è facile rispondere alla domanda, perchè il risultato dell&#8217;equazione altro non è che un mix tra la possibilità di offrire maggiori caratteristiche rispetto ad un altro prodotto, a come questo si presenta al pubblico in modo da risultare più trendy e di tendenza. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cosa rende un prodotto tecnologico maggiormente appettibile rispetto ad un altro?</strong> Non è facile rispondere alla domanda, perchè il risultato dell&#8217;equazione altro non è che un mix tra la possibilità di offrire maggiori caratteristiche rispetto ad un altro prodotto, a come questo si presenta al pubblico in modo da risultare più trendy e di tendenza. Al giorno d&#8217;oggi <strong>l&#8217;innovazione tecnologica è in grado di regalarci nuove possibilità</strong> e la sfida, ora, non è più quello di offrire di più a meno, ma è quella di <strong>offrire meno a più, ma includendovi, anche, una esperienza d&#8217;uso maggiore rispetto al passato</strong>. Mi spiego meglio: grazie alla evoluzione della tecnologia è facile, oramai, <strong>veicolare a costi sempre più ridotti più servizi su una stessa infrastruttura</strong>. E&#8217; in questo caso che si parla della famosa &#8220;<strong>convergenza</strong>&#8221; che, inesorabilmente, porta all&#8217;equazione <strong>più servizi e prodotti a prezzi ridotti</strong>. Basti pensare a tutte le <strong>offerte &#8220;triple&#8221; e &#8220;quad-play&#8221;, IPTV compresa, in grado di attuare la convergenza voce-internet</strong>, vale a dire <strong>l&#8217;offerta congiunta di voce, dati, video e telefonia mobile in un solo servizio</strong> (gli analisti tendono a chiamarla anche &#8220;<strong>convergenza multimediale su IP</strong>&#8220;) Qualcosa che fino a qualche anno fa era impensabile! Lo stesso si può dire per il <strong>digitale terrestre (DTT) che, all&#8217;insegna della convergenza fra tlc, multimedia e broadcasting, è in grado di contenere i costi, aumentare i servizi e garantire elevate performance</strong> (almeno teoricamente).</p>
<h5>La visione di Negroponte</h5>
<p>Il primo grande teorico che per primo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Convergenza_(multimedialità)">affrontò il tema della convergenza</a> nell&#8217;ambito della multimedialità (era il lontano 1979), è stato <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nicholas_Negroponte"><strong>Nicholas Negroponte</strong></a> che dettò le <strong>5 Leggi fondamentali che regolano la convergenza</strong>, vista come mix tra telecomunicazioni, informatica e media sulla base della tecnologia digitale:</p>
<ol>
<li>tutte le informazioni possono essere convertite in forma digitale e soggette alla convergenza</li>
<li>la convergenza è la base della multimedialità ed elimina la distinzione fra i mezzi di comunicazione</li>
<li>la natura stessa della convergenza rende obsoleta in partenza l&#8217;imposizione di qualsiasi regola artificiale</li>
<li>la convergenza ha le sue proprie regole naturali</li>
<li>la convergenza è indipendente dai confini dello Stato.</li>
</ol>
<h5>La trasformazione del consumatore</h5>
<p>Ma quello che non tutti sanno è che <strong>a favorire la cultura convergente è stata fondamentale la trasformazione</strong> che ha vissuto, e sta tuttora <a href="http://www.tesionline.com/intl/pdfpublicview.jsp?url=../__PDF/26865/26865p.pdf">vivendo</a>, la<br />
<strong>figura del consumatore</strong>. Infatti, esso <strong>non è più visto come uno spettatore passivo ma è uno strumento attivo, critico ed estremamente sociale, sempre alla ricerca di modi nuovi per interagire e disposto anche a migrare su un nuovo media pur di ottenere ciò che cerca</strong>. Queste sue nuove proprietà hanno <strong>permesso il successo di siti come Facebook, Twitter e Flickr</strong>, ma hanno anche <strong>mutato il rapporto che l&#8217;uomo ha con la tecnologia</strong>.</p>
<h5>La fusione tra il vecchio e il nuovo</h5>
<p>Un altro aspetto molto importante della <strong>convergenza mediale</strong>, è stato che il lungo processo che ha portato a questo <strong>nuovo status della tecnologia</strong>, <strong>non ha precluso i vecchi media, ma li ha semplicemente fusi insieme ai nuovi</strong>, in modo da creare un <strong>nuovo flusso informativo in grado di creare contenuti transmediali innovativi</strong>. In definitiva, <strong>non esiste più il concetto di media associato ad una sola ed esclusiva funzione</strong> (la televisione, la radio, il telefono sono strumenti con un solo scopo unidirezionale) ma esiste <strong>un unico grande flusso informativo e mediatico in grado di svolgere più funzioni contemporaneamente</strong>. Pensate ad esempio quando volete chiamare un amico: per farlo potere usare il caro vecchio telefono su doppino telefonico, oppure il vostro cellulare su rete GSM/EDGE/UMTS, oppure dalla vostra linea digitale con il vostro telefono VOIP, o magari con Skype. <strong>Ma questi stessi strumenti possono effettuare, oltre alla telefonate, anche decine di altre funzionalità</strong>: pensate ad un telefono come l&#8217;iPhone.</p>
<p>Lo stesso Nicholas Negroponte, nel suo  bestseller del 1990 “<em><strong>Essere digitali</strong></em>”, <strong>tracciava una netta distinzione tra “i vecchi media passivi” e “i nuovi media interattivi”</strong>, prevedendo che a breve queste due tipologie si sarebbero <strong>separate nettamente</strong>. Evidentemente nulla lasciava presagire, invece, nemmeno ad un visionario come Negroponte (ricordiamo che è stato uno sostenitore dell&#8217;ambizioso progetto umanitario <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/One_Laptop_per_Child">OLPC &#8211; One Laptop per Child</a>), che <strong>si sarebbero fusi insieme</strong>!</p>
<h5>I vantaggi per il consumatore e per l&#8217;industria</h5>
<p>Tutto questo, ovviamente, se a prima vista è un <strong>innegabile vantaggio per il consumatore finale</strong>, lo è sicuramente <strong>meno per tutto il comparto dell&#8217;offerta che vedrà, all&#8217;improvviso, il suo potenziale valore nettamente diminuito</strong>. Ma il trucco sta nell&#8217;<strong>offrire di più, facendolo pagare di meno in modo da assicurarsi una maggiore fetta di mercat</strong>o in modo che il maggior numero di clienti possa riequilibrare le perdite che se si fosse adattato il vecchio metodo di proporre servizi e tecnologie diverse e separate.<br />
E il vantaggio è sotto gli occhi di tutti: <strong> prestazioni migliori, costi decrescenti e una percezione di maggiore valore in un prodotto/servizio derivante dall&#8217;aggregazione più valori</strong>.</p>
<p>L&#8217;offerta sul mercato di tutto questo <strong>valore aggiunto</strong> è frutto della <strong>innovazione tecnologica e della convergenza mediale</strong> e, nonostante lo stiamo continuamente  vivendo, è un <strong>fenomeno invisibile a più, ma che procede inesorabile verso mete di integrazione ancora difficili da immaginare</strong>.
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		<title>iPhone 3GS: come risolvere i problemi della scarsa durata della batteria del nuovo firmware 3.0</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 09:41:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
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		<description><![CDATA[Ebbene si, non ho resistito e, posso dire finalmente, di possedere il nuovo iPhone 3GS. Questo è il mio primo iPhone (in precedenza mi regalarono un iPod Touch 1G) e devo dire che sono rimasto piacevolmente soddisfatto dell&#8217;acquisto. Il cellulare, come mi aspettavo, è eccezionale e come prestazioni batte considerevolmente i suoi predecessori.
I problemi del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ebbene si, non ho resistito e, posso dire finalmente, di possedere il nuovo <strong>iPhone 3GS</strong>. Questo è il mio primo iPhone (in precedenza mi regalarono un iPod Touch 1G) e devo dire che sono rimasto piacevolmente <strong>soddisfatto dell&#8217;acquisto</strong>. Il cellulare, come mi aspettavo, è eccezionale e come prestazioni batte considerevolmente i suoi predecessori.</p>
<h5>I problemi del mio HTC TyTN II</h5>
<p>Oramai il mio vecchio e amato <strong>HTC TyTN II non reggeva più il confronto</strong>: la <strong>batteria</strong> dopo 2 anni <strong>doveva essere sostituita</strong>, inoltre, nonostante non avessi installato nulla di che, <strong>risultava impietosamente lento</strong> dopo una giornata di utilizzo (anche dopo aver chiuso tutti gli applicativi) tanto che era quasi <strong>impossibile scrivere un sms</strong> decentemente (programmi come <a href="http://www.htcblog.com/2009/06/21/benvenuti-nel-mondo-windows-mobile-senza-soft-reset-con-il-processo-di-ottimizzazione-di-memoria-di-cleanram/">CleanRam</a> erano oramai all&#8217;ordine del giorno sul mio cellulare con Windows Mobile 6): mentre io procedevo spedito sul tastierino virtuale con il mio pennino, l&#8217;output a schermo era molto lento e, molte volte, <strong>perdeva dei caratteri tanto da costringermi a ripetute correzioni</strong>. Insomma, sarà che lo confrontavo troppo spesso con il mio iPod Touch, ma oramai non reggeva più il confronto. Inoltre, sebbene all&#8217;inizio <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2007/09/20/ho-comprato-il-supercellulare-htc-tytn-ii-le-mie-prime-impressioni-e-racconto-di-come-ho-risolto-due-problemi-non-documentati-da-htc-sulle-cadute-di-connessione-della-rete-wi-fi-e-sulla-apertura-auto">avevo valutato</a> come positiva la presenza della <strong>tastiera qwerty a slide</strong>, in realtà dopo alcuni mesi di utilizzo, mi sono accorto che <strong>non la usavo praticamente mai</strong> (forse per i <strong>tasti troppo piccoli e il loro scarso feedback di ritorno</strong>), tanto che per scrivere qualsiasi cosa usavo il pennino. Insomma tutto peso in più che mi portavo dietro!<br />
Infine, forse anche a causa di qualche caduta accidentale, <strong>il microfono non funzionava più molto bene</strong>, tanto che, quando ero al telefono, riuscivo a far stressare chi era dall&#8217;altra parte del ricevitore!</p>
<p>Insomma, un nuovo acquisto era quasi d&#8217;obbligo e, ovviamente, dopo aver provato i vari iPhone di amici e parenti, e aver saggiato più volte le sue potenzialità e dopo essere entrato nel mondo della programmazioni con il potente SDK Apple, non potevo che scegliere il modello di Cupertino. <strong>Ho però voluto aspettare Giugno per l&#8217;acquisto</strong> (era Dicembre quando maturai l&#8217;idea) in modo da poter disporre del miglior modello disponibile (purtroppo anche ad un prezzo maggiorato), anche perché <strong>solo il 3GS, oltre ad ottime prestazioni</strong> (<a href="http://www.melablog.it/post/9037/ipod-touch-2g-vs-iphone-3g-s-il-video-comparativo">iPod Touch 2G vs. iPhone 3G S</a>, <a href="http://www.melablog.it/post/9036/iphone-3g-vs-iphone-3g-s-il-video-comparativo">iPhone 3G vs. iPhone 3G S</a>, <a href="http://www.melablog.it/post/9040/iphone-3g-s-11-piu-veloce-di-palm-pre">iPhone 3G S vs. Palm Pre</a>, <a href="http://ispazio.wordpress.com/2009/06/22/i-giochi-in-3d-girano-fino-a-4-volte-piu-velocemente-sul-nuovo-iphone-3g-s/">giochi 3D 4 volte più veloci</a>, <a href="http://ispazio.wordpress.com/2009/06/23/le-potenzialita-grafiche-delliphone-3gs-4-volte-piu-veloce-del-3g/">comparazione Open GL ES</a>), <strong>ha la possibilità di registrare i video e ha una fotocamera migliorata con il tap focus</strong>.</p>
<p>L&#8217;unica cosa che mi ha stupito è stato che <strong>per usare l&#8217;iPhone occorre prima passare per la fase di attivazione online</strong> con iTunes installato su un PC/MAC altrimenti è possibile solo effettuare chiamate di emergenza: insomma, <strong>è vero che l&#8217;iPhone è un cellulare fuori dal comune, ma a differenza di tutti gli altri cellulari, non è possibile usarlo non appena lo si scarta dalla confezione</strong> (mi chiedo chi non ha un computer come si comporterà).</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_10.jpg' alt='Attivazione iPhone' /></div>
<h5>Problemi con la batteria</h5>
<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p2049_batteria_iphone.jpg' alt='Batteria iPhone' /> Io non sono un <strong>early adopter</strong> (solo con l&#8217;HTC ricaddi nell&#8217;errore di <a href="p://www.levysoft.it/archivio/2007/09/20/ho-comprato-il-supercellulare-htc-tytn-ii-le-mie-prime-impressioni-e-racconto-di-come-ho-risolto-due-problemi-non-documentati-da-htc-sulle-cadute-di-connessione-della-rete-wi-fi-e-sulla-apertura-auto">acquistarlo</a> nella prima settimana di uscita) ma ho deciso di comprarlo nei primi giorni di uscita in Italia perché ero certo che, essendo la 3a generazione di iPhone, oramai la tecnologia fosse abbastanza stabile da potermi permettere un acquisto senza ulteriori attese. In realtà, <strong>sebbene l&#8217;hardware è indubbiamente sublime</strong> (<a href="http://manuals.info.apple.com/it_IT/iPhone_Manuale_utente.pdf">qui</a> trovate il manuale dell&#8217;iPhone 3GS in italiano), è <strong>stato il nuovo Firmware 3.0 a crearmi i primi problemi</strong> (e come me anche a quasi tutti quelli che lo hanno installato sui vecchi iPhone 3G). Pensate che <strong>il primo giorno</strong>, dopo aver lasciato caricare completamente il cellulare, <strong>dopo appena 5 ore di standby</strong> (ero in giro e non avevo modo di usarlo) <strong>aveva consumato l&#8217;80% della batteria</strong> ed inoltre, per tutto il tempo, avevo constatato, con sorpresa, che lo <strong>schermo era quasi sempre caldo</strong> (sintomo che c&#8217;era qualche applicativo in background in continua esecuzione)! A conferma di ciò, se andavo sotto <strong>Impostazioni > Generali > Utilizzo</strong>, l&#8217;applicativo mi segnalava che, dall&#8217;ultima ricarica il cellulare era stato utilizzato per 4 ore 55 minuti  ed era stato in standby  5 ore e 10 minuti: <strong>era evidente che il cellulare, anche in standby, continuava a lavorare</strong>!</p>
<p>Se all&#8217;inizio ho <strong>temuto per un difetto del mio iPhone 3GS</strong>, dopo una <a href="http://ispazio.wordpress.com/2009/06/21/problemi-di-ricezione-per-gli-utenti-iphone-3g-s-e-consumi-di-batteria-troppo-elevati-sul-firmware-3-0/">rapida</a> <a href="http://www.macitynet.it/forum/showthread.php?t=94946">ricerca</a> <a href="http://www.iphoneitalia.com/il-firmwre-3-0-e-la-batteria-che-dura-meno-solo-un-problema-grafico-40422.html">sul web</a>, ho visto che <strong>quasi tutti i possessori del firmware 3.0 avevano i miei stessi problemi</strong> (e come si dice &#8220;<em>mal comune, mezzo gaudio</em>&#8220;).</p>
<h5>Come risolvere i problemi della batteria</h5>
<p>Dopo qualche prova, ero comunque <strong>riuscito a risolvere il problema della scarsa durata della batteria semplicemente disattivando le notifiche Push</strong>: infatti, dopo 3 ore di standby e qualche prova con la fotocamera, la batteria si attestava al 98% e <strong>lo schermo risultava sempre freddo, mentre una notte di 8 ore in standby consumava appena 3%/4% della carica della batteria</strong>, tornando finalmente a valori normali.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_11.jpg' alt='iPhone Disabilitare le Push Notifications' /></div>
<p>Sembra però, dalle segnalazioni di alcuni utenti, che l&#8217;applicativo gratuito Tap Tap Revenge, recentemente aggiornato per supportare le notifiche Push, sia in grado di bypassare (presumo per qualche anomalia del firmware) i controlli del sistema operativo e attivare comunque le notifiche Push. Per cui, se lo avete installato, vi consiglio per il momento di rimuoverlo dalla vostra lista di applicazioni.</p>
<p>Un altro generico <a href="http://www.iphoneitalia.com/unaltra-possibile-soluzione-per-aumentare-la-durata-della-batteria-su-fw-3-0-40757.html">suggerimento</a> trovato su internet per aumentare la durata della batteria col Firmware 3.0, è quello di <strong>limitare la continua ricerca della rete telefonica da parte dell&#8217;iPhone</strong> anche nel caso sia stata già trovata e vi sia connesso: basta andare in <strong>Impostazioni > Gestore</strong> e selezionate manualmente il vostro operatore.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_1.jpg' alt='Operatore iPhone' /></div>
<p>L’unico inconveniente è che a volte si apre un popup che avvisa che la connessione “<em>Nome operatore</em>” è andata persa, ma basta premere su “Interrompi” per far scomparire il messaggio.</p>
<p>In queste ore, comunque, <a href="http://xargonwan.ilbello.com/?p=626">sembra</a> che <strong>Apple abbia chiesto ad alcuni utenti USA di installare una apposita applicazione</strong>, in grado di monitorare (generando anche un log che verrà inviato alla Apple) <strong>la batteria dell’iPhone 3GS</strong>, che sembra soffrire di un consumo elevato, in modo da comprendere se il problema è causato dalla batteria, dai servizi usati o dal dispositivo. Almeno qualcosa si sta muovendo.</p>
<h5>Altri suggerimenti</h5>
<p>Ecco altri <strong>suggerimenti per preservare la carica del vostro iPhone e il credito della vostra scheda telefonica</strong>:</p>
<h2>Disattivare la connessione dati cambiando APN</h2>
<p>La prima cosa che vi suggerisco di fare quando comprate un nuovo iPhone o installate il nuovo firmware 3.0, è quello di <strong>disabilitare la connessione dati sull&#8217;iPhone</strong>. Infatti, di default è sempre attiva e non appena un applicativo richiederà l&#8217;accesso ad internet (come possono fare Mail, Safari, iTunes Store, App Store, Meteo, Mappe, Borsa, Youtube, etc&#8230;), <strong>se non si è sotto copertura di una rete wireless, verrà automaticamente attivata la connessione dati 3G/Edge</strong> molto <strong>onerosa dal punto di visto economico se non avete una contratto per una connessione dati flat!</strong> Siccome non esiste un modo semplice che consente di disattivare/attivare la connessione dati (conosco molti che eseguono il jailbreak sul proprio iPhone solo perché possono così installare applicativi come <a href="http://www.iphoneitalia.com/bossprefs-disabilitare-il-3g-sulliphone-3858.html">BossPrefs</a> che consentono una migliore gestione delle reti dati), è necessario <strong>mettere mano alle impostazioni di configurazione della Rete dati cellulari</strong> andando su <strong>Impostazioni > Generali > Rete > Rete dati cellulare</strong> e <strong>modificando il nome dell&#8217;APN da ibox.tim.it ad uno di vostra fantasia</strong> (potete anche cancellarlo ma io ho preferito mettervi davanti il prefisso NOK in modo da poterlo riusare velocemente in caso di necessità)</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_2.jpg' alt='iPhone APN' /></div>
<h2>3G disabilitato</h2>
<p>Non è necessario, ma molti dicono che, specie nelle zone non coperte dal segnale 3G, la disabilitazione dalle opzioni di Rete, permette di risparmiare la batteria. A confermarlo vi è anche la Apple, nelle <a href="http://www.apple.com/it/batteries/iphone.html">linee guide delle batterie</a>:</p>
<blockquote><p>Disattivate il 3G. L’uso delle reti cellulari 3G permette di caricare i dati più rapidamente, ma <strong>può anche ridurre l’autonomia, specialmente in zone con copertura 3G limitata</strong>. Per disattivare il 3G, dalla schermata Home scegliete Impostazioni > Generale > Network e disattivate l’opzione 3G. Potrete comunque fare e ricevere telefonate e accedere alle reti cellulari per dati via EDGE o GPRS dove disponibili.
</p></blockquote>
<p>Ovviamente<strong> non si può stimare quanto si guadagna disattivando il 3G</strong>, poiché <strong>dipende da molti fattori</strong> come la rete cellulare, l’ubicazione, l’intensità del segnale, la connettività 3G, l’utilizzo e da molti altri fattori.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_3.jpg' alt='iPhone 3G' /></div>
<h2>Disattivare il Bluetooth</h2>
<p>Il Bluetooth, di default, è ad OFF e, a meno che non usiate spesso auricolari, kit vivavoce per auto Bluetooth, potete disattivare questa funzionalità lasciandola ad OFF.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_4.jpg' alt='iPhone Bluetooth' /></div>
<h2>Disattivare il Push</h2>
<p>Il <strong>problema principale della scarsa durata della batteria era l’impostazione “notifiche push in automatico”</strong>: auando le si settano a “manuale” tutto è tornato normale (ricordo che qualcuno ha dovuto cancellare Tap Tap Revenge per disabilitare definitivamente il Push)</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_5.jpg' alt='iPhone Push' /></div>
<p>Ricordatevi che se avete un account .Mac, la modalità di aggiornamento della posta elettronica, è settata di default in Push.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_6.jpg' alt='iPhone .Mac' /></div>
<p>mentre se avete installato applicativi come IM+ 3.0 e Tap Tap Revenge 2.0, questi potrebbero richiedere la presenza delle Push Notification.</p>
<h2>Disabilitare il servizio di localizzazione</h2>
<p>Da <strong>Impostazioni > Generali</strong> è possibile disabilitare il <a href="http://support.apple.com/kb/HT1975?viewlocale=it_IT">servizio di localizzazione</a> costituito dall&#8217;insieme insieme di caratteristiche Wi-Fi, cellulari e GPS <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2009/01/29/quando-le-auto-della-skyhook-hanno-girato-litalia-per-memorizzare-i-mac-address-dei-nostri-access-point-per-il-loro-sistema-di-localizzazione-basato-sul-wi-fi-presente-anche-sugli-iphone-e-ipod-touc/">per determinare la tua posizione</a> (GPS, all&#8217;aperto, funziona in modo ottimale se non vi sono ostacoli verso l&#8217;alto, mentre le modalità Wi-Fi e cellulare funzionano bene al chiuso). In effetti, come scritto nella <a href="http://www.apple.com/it/batteries/iphone.html">linee guida Apple sulle batterie dell&#8217;iPhone</a>:</p>
<blockquote><p>
<strong>Minimizzate l’uso dei servizi di localizzazione. Le applicazioni che usano attivamente i servizi di localizzazione, come Mappe, possono ridurre l’autonomia</strong>. Scegliete <strong>Impostazioni > Generale > Servizi</strong> di localizzazione e disattivateli oppure utilizzateli solo quando serve.
</p></blockquote>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_7.jpg' alt='iPhone GPS' /></div>
<p>Ricordatevi, però, che <strong>quando accedete ad applicativi che richiedono, per funzionare, una connessione GPS attiva per aggiornare la propria posizione</strong> (come il comodo <strong>iNeedFuel</strong>), invece della classica schermata di richiesta autorizzazione </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_8.jpg' alt='iPhone autorizzazione GPS' /></div>
<p>vi comparirà un <strong>avviso che vi richiederà di attivare i servizi di localizzazione</strong> e verrà mostrato il pulsante &#8220;Impostazioni&#8221; per accedere direttamente alla pagine di setting dei servizi di localizzazione:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_9.jpg' alt='iPhone attivazione GPS' /></div>
<p><strong>UPDATE:</strong> <a href="http://www.iphoneitalia.com/firmware-3-0-lapplicazione-mail-si-apre-automaticamente-e-in-continuazione-scopriamo-il-perche-41219.html">Sembra</a> che, anche si disabilitano tutte le impostazioni relative al push e al download automatico delle email, <strong>l’applicazione Mail si apre da sola e gira continuamente in background</strong>. Se si prova a chiuderla forzatamente (premere il pulsante per lo spegnimento, attendere la schermata in cui appare lo slide rosso con la scritta “Spegni” e tenere premuto per circa 3-4 secondi il tasto Home), dopo poco Mail si riapre di nuovo. Il motivo è presto spiegato: se a<strong>prite i Contatti e selezionate un nome, senza chiamarlo, ma solo per vedere il suo numero di telefono, quando uscite dai Contatti potete constatare (con SBSettings) che Mail inizia girare in backgorund, senza che sia stata mai aperta</strong>.<br />
Io posso confermare perché subito dopo aver consultato un numero di telefono, Mail mi ha avvisato di aver scaricato nuova posta. Inizio, però, a sospettare che ciò avvenga solo in presenza di contatti con un indirizzo email salvato nella rubrica. Si tratta indubbiamente di un altro bug del Firmware 3.0.
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		<item>
		<title>L&#8217;idea ecologica di Nokia: l&#8217;alimentazione a consumo zero che sfrutta le onde elettromagnetiche dell&#8217;etere. Le analogie con le idee di Nikola Tesla e il film sulla sua vita e invenzioni</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/06/12/lidea-ecologica-di-nokia-lalimentazione-a-consumo-zero-che-sfrutta-le-onde-elettromagnetiche-delletere-le-analogie-con-le-idee-di-nikola-tesla-e-il-film-sulla-sua-vita-e-invenzioni/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 10:58:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che nelle nostre città vi sia inquinamento elettromagnetico è cosa oramai risaputa: in bassa frequenza (ELF) l&#8217;elettrosmog  è solitamente prodotto da tralicci di elettrodotti o trasformatori a 50Hz, mentre in alta frequenza è prodotto da antenne, trasmettitori, telefonini cellulari, radar e ripetitori. Quello che invece è innovativo, è leggere che la nota società finlandese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che nelle nostre città vi sia <strong>inquinamento elettromagnetico</strong> è cosa oramai risaputa: in <strong>bassa frequenza</strong> (ELF) <strong>l&#8217;elettrosmog</strong>  è solitamente prodotto da tralicci di elettrodotti o trasformatori a 50Hz, mentre in <strong>alta frequenza</strong> è prodotto da antenne, trasmettitori, telefonini cellulari, radar e ripetitori. Quello che invece è innovativo, è leggere che la nota società finlandese produttrice di telefonini, <strong>Nokia</strong>,  ha ben pensato di <strong>sfruttare questo etere di onde elettromagnetiche che permea la nostra atmosfera, per ricaricare i cellulari</strong>! Il principio è lo stesso di quello di <strong>ricarica wireless</strong>, ovvero del <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2007/12/31/trasferimento-senza-fili-di-energia-come-funziona-i-problemi-da-risolvere-e-i-primi-caricabatterie-wireless-in-uscita-sul-mercato/">trasferimento senza fili di energia</a> sviluppato per la prima volta dal <a href="http://web.mit.edu/">MIT</a>, culla da anni dell&#8217;innovazione tecnologica.</p>
<h5>Gli esperimenti di Nokia</h5>
<p>In pratica, gli esperimenti di Nokia, si basano sullo stesso principio dei <strong>chip RFID</strong>, allo scopo di <strong>convertire le onde elettromagnetiche da cui attingere energia, in elettricità tramite due circuiti passivi</strong>.<br />
Gli esperimenti sinora eseguiti con dei prototipi, hanno mostrato che <strong>le onde radio sono capaci di portare una potenza da 3,5 a 5 milliwatt</strong>. L&#8217;obiettivo, però, per riuscire a ricaricare del tutto un telefono spento, è di <strong>arrivare a 50 milliwatt</strong>, <strong>ampliando la gamma di frequenze</strong> dalle quali sarebbe possibile &#8220;assorbire energia&#8221;, nello spettro da 500 MHz ai 10 GHz, e <strong>riuscendo ad agganciare un migliaio di segnali forti di varie frequenze</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2045_nokia_wireless_energy.jpg' alt='Nokia e la energia wireless' /></div>
<p>Tuttavia, i responsabili del progetto, sul <a href="http://conversations.nokia.com/">Nokia Conversation Blog</a>, ci tengono a specificare che si tratta di <strong>esperimenti su prototipi</strong>, e che potrebbero passare anni prima di vedere applicazioni commerciali, anche se l&#8217;<a href="http://www.tomshw.it/news.php?newsid=18442">idea</a> è davvero interessante perché è in grado di sfruttare tecnologie e infrastrutture esistenti per <strong>creare energia, con un approccio del tutto verde al consumo energetico, con un costo ed impatto zero</strong>.</p>
<h5>Nikola Tesla</h5>
<p>Quando si parla di free energy non posso fare a meno di pensare a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nikola_Tesla">Nikola Tesla</a>. A più di 60 anni dalla morte del grande fisico serbo forse l&#8217;umanità sta finalmente arrivando a questa importante meta: definito dai suoi ammiratori come &#8220;<em>l&#8217;uomo che inventò il Ventesimo secolo</em>&#8221; (il suo lavoro, tra i tanti, è alla base del generatore di corrente alternata), <strong>Tesla fu il primo a teorizzare questo approccio di immagazzinamento dell&#8217;energia direttamente dall&#8217;etere</strong>. Lo scienziato, infatti,  <strong>intendeva utilizzare le vibrazioni elettriche naturali (ionosfera) per ricavare energia elettrica a costo zero e che avrebbe potuto fornire energia illimitata all’uomo</strong> (qualcuno ipotizzò che sarebbe anche riuscito a costruire dei dispositivi ricevitori di questa energia che avrebbe <a href="http://www.disinformazione.it/automobiletesla.htm">utilizzato per muovere un’autovettura</a>, ma non se ne seppe più nulla).</p>
<p>Della storia di Tesla mi ha colpito molto la sua profonda umanità oltre che per le innumerevoli invenzioni che ogni giorno usiamo senza neanche saperlo!  Volete alcuni esempi?</p>
<ul>
<li>Fu il fu il primo uomo a scoprire le onde radio dallo spazio: <strong>scoprì i raggi cosmici decenni prima di Millikan</strong> ma, banalmente, li scambiò per messaggi provenienti da Marte.
</li>
<li><strong>Inventò il primo motore a induzione di corrente alternata</strong>, in pratica, un generatore di corrente alternata (<em>fino ad allora si utilizzava solo quello a corrente continua di Edison, fiero sostenitore della tecnologia relativa alla corrente diretta</em>, con cui ebbe molto da dire).<br />
<strong>Inventò la bobina di Tesla</strong> (un trasformatore ad alta frequenza, che è uno strumento indispensabile per la trasmissione, e quindi la <strong>fornitura a case ed industrie, della corrente alternata</strong>). Per tali merito, con il suo nome è stata chiamata <strong>l&#8217;unità di misura dell&#8217;induzione magnetica</strong>.
</li>
<li>Tesla sosteneva, inoltre, <strong>l&#8217;esistenza in natura, di campi energetici, di &#8220;energia gratuita&#8221; cui diede il nome di etere</strong>. E attraverso l&#8217;etere, si potevano trasmettere, ad esempio, altre forme di energia. Da qui <strong>scaturì il concetto di radio che Marconi, prendendo spunto dalle scoperte di tesla, applicò nella sua famosa prima trasmissione attaverso gli oceani</strong>. Quindi Tesla può essere considerato a ragione il <strong>padre della radiotelegrafia e del radiocomando a distanza</strong>.
</li>
<li>Tesla <strong>costruì anche la prima stazione al mondo di energia idroelettrica</strong> (alle Cascata del Niagara), il tachimetro, l&#8217;iniettore, gli altoparlanti, il tubo catodico ma è stato pure lo <strong>scopritore dell’illuminazione a fluorescenza</strong>, della sismologia e fu il primo ad immaginare una rete di comunicazione di dati su scala mondiale.
</li>
<li>Comunque, la scoperta potenzialmente più significativa di Nikola Tesla fu che <strong>l&#8217;energia elettrica può essere propagata attraverso  la Terra  ed anche attorno ad essa</strong> in una zona atmosferica chiamata cavità di Schumann. Essa si estende dalla superficie del pianeta fino alla ionosfera, all&#8217;altezza di circa  80 chilometri. Le onde elettromagnetiche di frequenza estremamente bassa, attorno agli 8 hertz (la risonanza di Schumann, ovvero la pulsazione del campo magnetico terrestre) viaggiano, praticamente senza perdite, verso ogni punto del pianeta. <strong>Il sistema di distribuzione dell&#8217;energia di Tesla e la sua dedizione alla free energy significavano che con l&#8217;appropriato dispositivo elettrico sintonizzato correttamente sulla trasmissione dell&#8217;energia, chiunque nel mondo avrebbe potuto attingere dal suo sistema</strong>.</li>
</ul>
<p>Nikola Tesla, fu senza dubbio lo sconosciuto eroe della scienza del XX° secolo, uno <strong>scienziato brillante ma che il suo tempo non fu in grado di comprendere</strong>, tanto da <a href="http://italia.etleboro.com/?read=14851">ricevere</a> solamente <strong>ostracismo da parte della scienza ufficiale</strong> (con la conseguente svalutazione del suo nome nei libri di storia) che lo portò dalla posizione di superstar della scienza nel 1895, ad un &#8220;signor nessuno&#8221;, costretto a piccoli esperimenti scientifici in solitudine, nel 1917.</p>
<h5>Il segreto di Nikola Tesla</h5>
<p>Se siete interessati alla storia di questo personaggio poliedrico e affascinante, vi consiglio la visione di questo film croato (ex Jugoslavia) del 1980: <strong>Il segreto di Nikola Tesla</strong>. Il lungometraggio <strong>narra la vita del grande scienziato “dimenticato”</strong>: dal suo arrivo negli Stati Uniti al suo rapporto turbolento con Thomas Edison e quello con il grande capitalista J.Morgan, interpretato qui da uno straordinario <strong>Orson Welles</strong>.</p>
<p><strong>Il film è molto bello, un po&#8217; lento in alcune sue parti, ma sinora è l&#8217;unico documentario-biografia su questo straordinario inventore e sicuramente vi farà capire meglio la sua intelligente sensibilità</strong>.<br />
Purtroppo il film è <strong>parlato in inglese e solo sottotitolato in italiano</strong> (su <a href="http://it.truveo.com/IlSegretoDiNikolaTeslaIlFilmavi-sott-Italiano/id/2619949752">truveo.com lo trovate per intero</a>, mentre su Youtube è possibile trovarlo ma diviso in più parti), ma secondo me non incontrerete nessun problema perché <strong>vi affascinerà come nessun altro film hollywoodiano</strong>.</p>
<div align="center">
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</div>
<p>Per terminare questa dissertazione sul genio dimenticato Tesla, mi pare giusto terminare questo articolo ricordando la frase che era solito dire e che può riassumere degnamente il suo essere:</p>
<blockquote><p>
La scienza non è nient&#8217;altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell&#8217; umanità.
</p></blockquote>
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		</item>
		<item>
		<title>Prime impressioni dopo la visione al cinema del film in 3D &#8216;Mostri contro Alieni&#8217;: una straordinaria esperienza visiva da consigliare ma con qualche piccolo svantaggio</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/04/29/prime-impressioni-dopo-la-visione-al-cinema-del-film-in-3d-mostri-contro-alieni-una-straordinaria-esperienza-visiva-da-consigliare-ma-con-qualche-piccolo-svantaggio/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2009/04/29/prime-impressioni-dopo-la-visione-al-cinema-del-film-in-3d-mostri-contro-alieni-una-straordinaria-esperienza-visiva-da-consigliare-ma-con-qualche-piccolo-svantaggio/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 11:18:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri sono andato al cinema a vedere Mostri contro Alieni (Monsters vs. Aliens), un film d&#8217;animazione prodotto dalla DreamWorks proiettato in una sala che supportava la rinata tecnologia 3D (in Italia sono 107 gli schermi adattati alla visione tridimensionale poiché, con le tecniche utilizzate oggi, la sala deve disporre di due proiettori distinti). Conscio del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sono andato al cinema a vedere <strong>Mostri contro Alieni</strong> (Monsters vs. Aliens), un film d&#8217;animazione prodotto dalla DreamWorks proiettato in una sala che supportava la rinata <strong>tecnologia 3D</strong> (in Italia sono 107 gli schermi adattati alla visione tridimensionale <a href="http://www.ainu.it/varie/viaggio-al-centro-della-terra-3d/">poiché</a>, con le tecniche utilizzate oggi, <strong>la sala deve disporre di due proiettori distinti</strong>). Conscio del fatto che è <strong>difficile descrivere a parole quello si può vedere con un paio di occhialetti stereoscopici</strong> e che a supporto non possono venirci in aiuto neanche i video sparsi per la rete, mi accingo a darvi <strong>le mie prime impressioni sincere e, ovviamente, del tutto soggettive</strong> ma che sono state comunque condivise anche da chi mi sedeva a fianco.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2036_mostri_alieni.jpg' alt='Mostri contro alieni' /></div>
<h5>Vantaggi della visione 3D</h5>
<ol>
<li>Bellissime le scene della mano che si allunga <strong>fino a quasi a toccare lo spettatore</strong>, o quelle delle antenne o del cannone laser, o della pallina che rimbalza; credo che si possano <strong>contare sulle dita di una mano tutte le scene in cui il 3D era così spinto</strong>; il resto erano piccole &#8220;fuoriscite dallo schermo&#8221; mentre <strong>tutto il film metteva in risalto la capacità della tecnica a dare maggiore corposità agli oggetti e una maggiore profondità di campo</strong>. Tanto per capirci: si capiva benissimo e nettamente quali oggetti erano dietro ad altri.</li>
<li>I <strong>momenti più suggestivi</strong> del film sono stati quelli ambientati nello spazio in cui i vari pianeti e <strong>corpi celesti si stagliavano in profondità sulle nere vastità del cosmo</strong>.</li>
<li>Molto belle anche le scene apparentemente secondarie in 3D: <strong>foglie mosse dal vento che sembravano quasi stare nella sala e il pulviscolo atmosferico illuminato dal sole che sembrava stare veramente davanti agli occhi</strong>.</li>
<li>Siccome non capita molto spesso di vedere film 3D, <strong>la maggior parte del tempo ero intento a vedere cosa era in 3D e cosa no</strong>, tanto che per alcuni tratti la trama, per quanto semplice, è passata in secondo piano. Credo che <strong>per il momento i film di animazione siano la massima espressione per sviluppare questa tecnologia</strong>; ho visto, però, che presto trasmetteranno anche film d&#8217;horror in 3D (tra tutti &#8220;Piranha 3D&#8221;), e penso che sarà un bel passo avanti per gli amanti del brivido.</li>
<li>Vedere oggetti 3D stagliarsi davanti agi occhi fino ad arrivare ad un palmo dal proprio naso, è una <strong>situazione inusuale, buffa, e fa tornare bambini</strong>: non facevamo altro che ridere, commentare, e fare versetti di approvazione, oltre che, ovviamente, <strong>allungare la mano per provare a toccare gli oggetti che si avvicinavano o magari scansarsi di colpo per evitare di essere colpiti</strong>.</li>
<li>Ogni tanto toglievo gli occhiali per capire come si svolgevano le scene in assenza delle lenti polarizzate. Ebbene, in taluni episodi sembrava quasi di stare a vedere un normale film di animazione, ma poi, all&#8217;improvviso, <strong>un oggetto in primo piano si sdoppiava e ogni parte assumeva un colore diverso</strong> (il termine corretto è <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anaglifo">anaglifo</a>) : <strong>rosso e verde</strong>. Poi, ogni tanto, la quasi totalità degli elementi si sdoppiava. <strong>E&#8217; evidente che senza occhiali è impossibile vedere il film</strong>!</li>
</ol>
<h5>Svantaggi della visione 3D</h5>
<ol>
<li>Il <strong>biglietto di ingresso è maggiorato: nel cinema dove sono stato (all&#8217;Andromeda a Roma) aveva un prezzo unico di 10 euro</strong> (in quel cinema i biglietti possono variare da 4,50€ a 7 €) e per usufruire degli occhiali occorreva <strong>consegnare la propria carta di identità</strong> e nel caso di smarrimento o rottura dei suddetti, andava corrisposta una penale di 50€.</li>
<li><strong>Se fosse stato proiettato su uno schermo più grande</strong> (nella sala dove ero io era di medie dimensioni) sarebbe stato meglio perché avrebbe potuto dare un maggiore continuità spaziale con il resto della sala: <strong>troppe scene che avevano lo scopo di far sembrare gli oggetti del film un tutt&#8217;uno con la sala erano confinati in quel riquadro nero davanti agli occhi e si perdeva la magia del momento</strong>. Se invece fosse stato proiettato in uno dei quei mega schermi, l&#8217;occhio non avrebbe percepito in un tutt&#8217;uno il bordo, e l&#8217;effetto sarebbe stato di maggior impatto.</li>
<li>La parte più dolente, forse anche per via dello schermo cinematografico non troppo grande, era che <strong>quasi tutti gli oggetti alle estremità laterali della ripresa si vedevano sfocati</strong>, mentre per <strong>quelli al centro dello schermo era un tripudio di emozioni</strong>. Credo che il problema sia da imputarsi alla <strong>messa a fuoco di un oggetto</strong> (di solito quelli messi a fuoco sono sempre presenti nella parte centrale dello schermo) </li>
<li>A volte <strong>si perdeva un po&#8217; il fuoco degli oggetti in 3D che si muovevano velocemente tanto che talvolte era difficile seguire la scena</strong>. Stesso problema se si spostava lo sguardo su un oggetto fuori fuoco.</li>
<li>In certi momenti, forse dovuto alla stanchezza, <strong>non riuscivo più a percepire la visione stereoscopica: forse mi stavo assuefando alla tecnica?</strong> Non saprei ma la sensazione durava una decina di angosciosi secondi e poi, dopo essermi sistemato le lenti, ho ripreso la visione 3D. Forse le lenti dovevano essere ben allineate?</li>
<li><strong>E&#8217; faticoso vedere un intero film in 3D</strong> (questo durava 94 minuti) perché gli <strong>occhiali</strong> che danno in dotazione <strong>non sono molto comodi ed ergonomici</strong>: a fine film ti rimane il segno sul naso della stecchetta nonostante ogni tanto cadessero giù. Gli <strong>occhiali stereoscopici</strong> in dotazione, sono <strong>di plastica nera rigida con lenti polarizzate a specchio</strong>, in cui la <strong>lente di destra ha una leggera dominante cromatica verso il verde mentre quella sinistra verso il rosso</strong>.<br />
Ecco a voi un paio di foto scattate con un cellulare (perdonate la scarsa qualità ma non c&#8217;era molta luce) degli occhiali che ci hanno dato:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2036_mostri_alieni_occhiali_1.jpg' alt='Occhiali 3D Dolby' /></div>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2036_mostri_alieni_occhiali_2.jpg' alt='Occhiali 3D Dolby' /></div>
</li>
<li><strong>E&#8217; faticoso vedere un intero film in 3D, non solo per la scomodità degli occhiali, ma anche per la vista poiché, secondo la mia esperienza, tende a stancarsi molto facilmente</strong>. Se, durante la visione, <strong>provavo a chiudere gli occhi</strong> (su suggerimento di mia moglie) <strong>notavo che le pupille tendevano a convergere verso la parte interna dell&#8217;occhio</strong>. A fine film ho constatato una certa <strong>stanchezza visiva</strong>, quasi un affaticamento della vista che si concentrava al centro della fronte, comunque passata dopo dieci minuti di passeggiata al sole.</li>
</ol>
<h5>Conclusioni</h5>
<p>In definitiva posso dire che <strong>la visione dei film in 3D è da consigliare a chiunque perché è una esperienza da vivere ogni tanto</strong>, visto che la <strong>sensazione che gli oggetti emergano dallo schermo è molto realistica, a tratti iper-realistica</strong>. C&#8217;è chi ha <a href="http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/tecnologia/cinema-3d/cinema-3d/cinema-3d.html?rss">osato</a> spingersi oltre, dichiarando che il 3D nelle sale cinematografiche (e molto presto anche nei nostri salotti, magari con i videogame), &#8220;<strong>sarà come l&#8217;avvento del sonoro o del colore</strong>&#8220;.</p>
<p>Ma quello che nessuno dice, nelle varie recensioni che si leggono, è che c&#8217;è anche un <strong>piccolo svantaggio</strong>: a lungo andare, <strong>durante questa coinvolgente immersione in un ambiente tridimensionale, la vista si stanca, poiché probabilmente la visione stereoscopica è forzata e innaturale</strong>.</p>
<p>A questo punto, credo, che, <strong>perché possa emergere definitivamente, questa tecnologia debba essere ancora un po&#8217; perfezionata per evitare lo stress visivo a cui sono stato sottoposto</strong>. Ho <a href="http://www.ainu.it/varie/viaggio-al-centro-della-terra-3d/">letto</a> di tecniche che darebbero lo stesso risultato senza occhialetti (abbandonando di fatto il sistema duo color) o di <strong>nuovi occhiali elettronici con lenti LCD oscurate in sincronia con le immagini dello schermo che dovrebbero essere esenti da stanchezza visiva</strong>: forse questa potrebbe essere la strada giusta!</p>
<p>Certo è che se ci si affida al 3D per <strong>strappare gli spettatori più giovani dalla distribuzione illegale di film appena usciti nei cinema</strong>, la strada potrebbe essere quella corretta, anche se <strong>bisogna fare i conti con i gusti dei consumatori, che alla lunga potrebbero perdere interesse nella novità</strong>.</p>
<h5>Trailer e alcune immagini stereoscopiche tratte dal film</h5>
<p>Per chi fosse curioso di sapere di cosa parla il film, <strong>ecco un bel trailer, ovviamente in rigorosa visione bidimensionale</strong>:</p>
<div align="center">
<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/dvFHF3zFazs&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=en&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/dvFHF3zFazs&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=en&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object>
</div>
<p>Se invece volete avere un <strong>assaggio della visione stereoscopica di alcune scene del film</strong> (dovete però avere gli occhiali Dolby3D) o <strong>semplicemente vedere come si vedrebbe il film senza occhialetti, ecco 3 immagini di alcuni personaggi del film</strong> <a href="http://www.mymovies.it/cinemanews/2009/5265/?pagina=1">tratte da MyMovies</a>.</p>
<p><strong>Il gelatinoso B.O.B.</strong>:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2036_mostri_alieni_3d_1.jpg' alt='B.O.B' /></div>
<p><strong>Anello Mancante (The Missing Link: metà scimmia e metà pesce)</strong>:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2036_mostri_alieni_3d_2.jpg' alt='Anello Mancante' /></div>
<p><strong>Dottor Professor Scarafaggio (doppiato da Hugh Laurie di Dr. House)</strong>:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2036_mostri_alieni_3d_3.jpg' alt='Dottor Professor Scarafaggio' /></div>
<p class="akst_link"><a href="http://www.levysoft.it/?p=2036&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_2036" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.levysoft.it/archivio/2009/04/29/prime-impressioni-dopo-la-visione-al-cinema-del-film-in-3d-mostri-contro-alieni-una-straordinaria-esperienza-visiva-da-consigliare-ma-con-qualche-piccolo-svantaggio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>16</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>AGPS: come funziona e come scaricare manualmente le effemeridi dei satelliti GPS</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/04/23/agps-come-funziona-e-come-scaricare-manualmente-le-effemeridi-dei-satelliti-gps/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 12:56:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Incuriosito da un interessante articolo di Salanet, oggi ho tentato di capire meglio il funzionamento del sistema AGPS, in particolare di come funzionasse il download delle effemeridi dei satelliti GPS sui nostri dispositivi mobili.
Un po&#8217; di teoria
Quando un sistema di navigazione GPS tenta di rilevare la sua posizione esatta, la prima operazione che deve essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Incuriosito da un interessante <a href="http://www.pnpw.com/index.php/2009/03/08/agps-e-zanzare">articolo di Salanet</a>, oggi ho tentato di capire meglio il funzionamento del sistema <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/AGPS"><strong>AGPS</strong></a>, in particolare di come funzionasse il <strong>download delle effemeridi dei satelliti GPS sui nostri dispositivi mobili</strong>.</p>
<h5>Un po&#8217; di teoria</h5>
<p>Quando un sistema di navigazione GPS tenta di rilevare la sua posizione esatta, la prima operazione che deve essere in grado di eseguire è quella di <strong>riuscire ad individuare, nel minor tempo possibile, almeno tre satelliti in orbita</strong> e da questi raccogliere fondamentali indicazioni <strong>come la posizione degli stessi</strong>: è questo il famoso processo conosciuto come “<strong>fixing</strong>&#8220;. Con il fixing, infatti, il dispositivo mobile raccoglie i dati, li elabora, e quando le informazioni sono sufficienti “fissa” i satelliti. Il fixing può avvenire in tempi più o meno rapidi, in funzione della visibilità del cielo e della buona qualità del segnale ricevuto (<em>>28 dB-Hz</em>). Inoltre, siccome <strong>il satellite trasmette la propria posizione al terminale ogni 30 secondi</strong>, e non in ogni istante, se una qualsiasi causa interrompe lo scambio di dati, ad esempio il passaggio sotto un cavalcavia o l’avvicinarsi ad un alto edificio, il dispositivo dovrà attendere altri trenta secondi per riattivare il processo. <a href="http://www.gpspassion.com/forumsen/topic.asp?TOPIC_ID=47602&#038;whichpage=1">Infine</a>, <strong>il fixing dei satelliti, per essere coerente, va ripetuto ogni 4 ore</strong>.</p>
<h5>Il ruolo dell&#8217;AGPS</h5>
<p>Ed è qui che entra in gioco l’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/AGPS"><strong>AGPS</strong></a> che, attraverso una connessione internet (via GPRS, via ActiveSync o via WiFi) , può preventivamente <strong>ottenere le informazioni relative alla posizione dei satelliti nell’orbita terrestre</strong>. Il problema è che, siccome <strong>i satelliti GPS non sono geostazionari</strong>, (orbitano a circa 20200 KM compiendo due orbite al giorno siderale intorno alla Terra) e la loro traiettoria può variare in misura infinitesimale rispetto a quella prestabilita, <strong>i dati scaricati attraverso il sistema AGPS  saranno validi solo per un periodo di tempo limitato</strong> (che può <strong>variare da 3, 7 o 10 giorni</strong>; sul mio HTC TyTN II, per esempio, hanno una validità di 6 giorni e 23 ore) e sono in funzione di una determinata area geografica. In pratica, quindi, <strong>l’AGPS ha lo scopo di saltare la fase intermedia del “fixing&#8221;</strong>, per consentire l’avvio immediato del sistema di navigazione <strong>che non dovrà perdere tempo a cercare i satelliti</strong> (con un <strong>tempo di fixing che può variare da 10 a 30 secondi</strong> in condizioni ottimali, contro i 2-3 minuti senza AGPS)</p>
<h5>Come scaricare manualmente le effemeridi</h5>
<p>Bene, dopo questa spiegazione, mi è venuto spontaneo chiedermi <strong>da quali server il sistema AGPS scarica i dati e in quale formato</strong>. Dopo qualche ricerca su internet, ho capito che le <strong>effemeridi dei satelliti GPS sono contenute in un &#8220;XTRA data file&#8221; di circa 50 KB</strong> e che ha sempre il nome: <strong>xtra.bin</strong> (in qualche caso si potrà chiamare anche <em>packedephemeris.ee</em>).<br />
Di solito, questo file viene <strong>scaricato da particolari server dedicati a cui i dispositivi mobili si collegano</strong> (via GPRS, via ActiveSync o via WiFi). Eccone alcuni prelevati dai registri di configurazione dei cellulari con Windows Mobile (<a href="http://www.levysoft.it/archivio/2008/08/07/come-abilitare-il-geotagging-delle-foto-con-il-gps-del-htc-tytn-ii-e-altri-trucchi-da-attivare-con-kaiser-tweaks/">qui</a> un mio articolo su come ripristinare con un programma i dati dei server AGPS) o Symbian o dal file <em>/etc/gps.conf</em> degli smartphone con Android:</p>
<blockquote><p>
xtra1.gpsonextra.net<br />
xtra2.gpsonextra.net<br />
xtra3.gpsonextra.net<br />
test.agps.com:7275<br />
agps.orange.fr:7275<br />
geoloc2.sfr.fr:7275
</p></blockquote>
<p>Se, però, avete la necessità di <strong>prelevare manualmente un file xtra.bin</strong> è <a href="http://groups.google.com/group/android-framework/browse_thread/thread/9c2a9b8b7c7fb394">sufficiente</a>, per esempio, scaricare il file <a href="http://xtra1.gpsonextra.net/xtra.bin">http://xtra1.gpsonextra.net/xtra.bin</a>. Al momento <strong>solo i server gpsonextra.net permettono il download dei file attraverso la porta 80</strong> (e quindi attraverso un qualsiasi browser); in particolare Android usa questa connessione HTTP sulla porta 80 (come si può appurare dal file <em>/etc/gps.conf</em>), mentre i dispositivi con Windows Mobile credo venga aperto un socket sulla porta 7275 di alcuni server (per cui, da questi server, non potrete scaricare il file xtra.bin direttamente dal browser).</p>
<h5>xtra.bin sul HTC TyTN II</h5>
<p>Dopo queste informazioni sono <a href="http://forum.xda-developers.com/archive/index.php/t-333275.html">riuscito</a> anche a <strong>localizzare il file xtra.bin sul mio smartphone HTC TyTN II</strong>. Infatti, ogni qualvolta lancio l&#8217;applicativo <strong>GPSRapido</strong> (QuickGPS in inglese) e vengono scaricate le effemeridi, </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2032_agps_1.jpg' alt='AGPS - 1' /></div>
<p>il file <strong>xtra.bin viene salvato sotto la cartella di sistema /Temp</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2032_agps_2.jpg' alt='AGPS - 2' /></div>
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		<title>Oracle acquista Sun: che fine faranno MySQL, OpenOffice.org, VirtualBox e NetBeans? Speculazioni su tutti i possibili scenari futuri</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/04/22/oracle-acquista-sun-che-fine-faranno-mysql-openofficeorg-virtualbox-e-netbeans-speculazioni-su-tutti-i-possibili-scenari-futuri/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 10:41:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri si è definitivamente concluso l&#8217;accordo tra Oracle e Sun Microsystems che vede l&#8217;azienda di acquisire di Larry Ellison, in una &#8220;operazione amichevole&#8221;, Sun per la cifra di 5,6 miliardi di dollari al netto del debito, che saliranno a 7,4 miliardi di dollari poiché la Oracle si è fatta carica dei debiti della Sun (9,50 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri si è definitivamente concluso l&#8217;accordo tra <a href="http://www.oracle.com/">Oracle</a> e <a href="http://www.sun.com/">Sun Microsystems</a> che vede l&#8217;azienda di <strong>acquisire</strong> di Larry Ellison, in una &#8220;operazione amichevole&#8221;, <strong>Sun per la cifra di 5,6 miliardi di dollari al netto del debito, che saliranno a 7,4 miliardi di dollari</strong> poiché la Oracle si è fatta carica dei debiti della Sun (9,50 dollari per azione).<br />
Se è ancora prematuro parlare del rischio occupazione per i lavoratori coinvolti (Sun occupa 33 mila persone, Oracle 86 mila) quello che è subito lampante è che con questa operazione <strong>Oracle ne esce nettamente rafforzata nei confronti di <a href="http://www.ibm.com/">IBM</a></strong>, soprattutto perché <strong>Oracle è riuscita laddove il gruppo rivale non è riuscito nei giorni scorsi</strong>: acquisire Sun Microsystem con una proposta di &#8220;soli&#8221; 6,5 miliardi di dollari.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2031_oraclesun.jpg' alt='Oracle-Sun' /></div>
<h5>Che fine farà MySQL?</h5>
<p>Ma i primi dubbi cominciano a serpeggiare per la rete e <strong>Michael “Monty” Widenius</strong>, principale creatore di <a href="http://www.mysql.com/">MySQL</a>, dell’azienda MySQL, in seguito rilevata da Sun Microsystems, dal suo blog ha <a href="http://monty-says.blogspot.com/2009/04/to-be-free-or-not-to-be-free.html">commentato</a> la nuova mossa di Oracle, <strong>parlando liberamente alla comunità Open Source di quello che secondo lui potrebbe accadere a MySQL</strong>.<br />
Secondo quanto <a href="http://www.oneopensource.it/22/04/2009/il-creatore-di-mysql-commenta-duramente-la-mossa-di-oracle/">scrive</a> M.M. Widenius le possibili evoluzioni di MySQL a questo punto potrebbero essere tre:</p>
<ol>
<li>MySQL verrà abbandonato</li>
<li>MySQL verrà venduto</li>
<li>Oracle investirà in MySQL trasferendovi tutta la propria esperienza con i database</li>
</ol>
<p>Certamente, la soluzione ottimale sarebbe l’ultima anche se ad oggi ancora non sono state fornite rassicurazioni sul futuro di MySQL, <a href="http://www.ossblog.it/post/4833/acquisizione-sun-le-risposte-di-oracle">se non fosse</a> che questo progetto viene citato in un <a href="http://www.oracle.com/sun/sun-faq.pdf"><strong>documento pubblicato da Oracle</strong></a>, in cui cerca di rispondere ai molti interrogativi suscitati subito dopo l&#8217;acquisizione di SUN e in cui, oltre a confermare i contratti già stipulati da Sun e l’assistenza a tutti i clienti, si afferma che <strong>MySQL andrà a inserirsi nella gamma di database insieme ad Oracle 11g, TimesTen, BerkeleyDb ed il motore transazionale InnoDB</strong>. Se da una parte questo documento rassicura, dall&#8217;altra <strong>viene il sospetto che l&#8217;affermazione possa essere alquanto vaga e non si sa con precisione in che modalità possa proseguire il progetto</strong>.</p>
<p>In effetti <a href="http://lucadebiase.nova100.ilsole24ore.com/2009/04/oracle-e-sun.html">anche</a> se Oracle ha un business complesso (in  realtà neanche Sun era un player puro open source), <strong>non si intuisce perché non dovrebbe tentare di affiancare alla sua offerta proprietaria anche un servizio opensource</strong>, in considerazione del fatto che all&#8217;offerta opensource potrebbe aggiungere pacchetti proprietari specifici. Poi, come noto, <strong>MySQL da tempo si stava muovendo in direzione Enterprise</strong>, per cui un avvicinamento dei due settori potrebbe essere più facile di quello che si possa pensare.</p>
<p>E&#8217; comunque vero che, <strong>nessuno può essere il padrone di un progetto Open Source</strong>, ma al massimo project leader (quanti fork di progetti open source sono nati per assecondare le diverse visioni degli sviluppatori). <strong>MySQL è nato e ha raggiunto la gloria senza Sun</strong> per cui è molto probabile che il progetto andrà comunque avanti a prescindere dalle decisioni di Oracle; ma <strong>&#8220;Monty&#8221; vuole comunque rassicurare la comunità Open Source accennando ad una possibile ripresa dei lavori su MySQL nel caso questo venga abbandonato da Oracle</strong>.</p>
<h5>Gli scenari futuri</h5>
<p>Ma oltre a MySQL, <strong>Java e Solaris sono gli asset più golosi nel mirino di Oracle</strong>. Infatti, l&#8217;acquisizione di Sun Microsystem da parte di Oracle avrà un <strong>grande impatto su molti comparti dell&#8217;IT</strong>, dai desktop software, ai server, alle tecnologie così come avrà impatto sui segmenti di mercato, per le Pmi ma anche per le grandi aziende.<br />
In <a href="http://www.channelcity.it/news/7162/oracle-sun-quali-gli-scenari-di-mercato-.html">particolare</a>:</p>
<ul>
<li><strong>Database per le imprese</strong>: La piattaforma preferita per i database Oracle è Solaris, basata sull&#8217;architettura SPARC. L&#8217;acquisizione comporterebbe il <strong>consolidamento del predominio di Oracle in questo settore</strong>, perché sarà difficile per le aziende rivali (soprattutto Microsoft, con il proprio server SQL basato su Intel, e SAP) competere con una tecnologia database che contiene i know-how di Oracle e Sun combinati.</li>
<li><strong>Database per privati</strong>: se Oracle manterrà lo sviluppo del database open source MySQL di Sun, ciò la porterà ad avere una <strong>maggior penetrazione nella fascia media di mercato</strong>, mantenendo comunque soluzioni robuste e affidabili.</li>
<li><strong>Java e Sun</strong>: lo stesso Larry Ellison, fondatore e CEO di Oracle, ha dichiarato che sono stati proprio <a href="http://java.sun.com/">Java</a> e <a href="http://www.sun.com/software/solaris/">Solaris</a> i motivi principali che hanno spinto la sua società a volere fortemente la transazione. Infatti se <strong>Java sarà la tecnologia fondamentale</strong> sulla quale puntare per il successo nel settore del middleware, <strong>Solaris è sempre stato la migliore piattaforma su cui far girare il potente database di Oracle</strong>. La speranza è che <strong>Oracle mantenga Java open source</strong> e prosegua nella linea di ricerca della società acquisita, anche se è probabile che Java prenderà la via del settore enterprise.</li>
<li><strong>Open Source</strong>: dopo l&#8217;acquisizione, è evidente a tutti che vi saranno <strong>numerose sovrapposizioni in merito all&#8217;offerta software delle due società</strong>, ed è probabile, quindi, che <strong>alcuni progetti open source</strong> prima supportati attivamente da Sun Microsystems <strong>subiranno un ridimensionamento</strong>. E&#8217; il caso, per esempio, di <a href="http://www.openoffice.org/"><strong>OpenOffice.org</strong></a> che difficilmente troverà una collocazione all&#8217;interno della strategia di Oracle (anche se taluni pensano che Oracle, nota rivale di Microsoft, investirà su OpenOffice.org solo per portare via clienti a Microsoft Office), mentre è plausibile pensare che la tecnologia di <a href="http://www.virtualbox.org/"><strong>VirtualBox</strong></a> vada a confluire in <a href="http://www.oracle.com/technologies/virtualization/index.html">Oracle VM</a>, o ne sia complementare.</li>
<li><strong>Software proprietario</strong>: Oracle possiede già il suo ambiente di sviluppo Java proprietario che si chiama <a href="http://www.oracle.com/technology/products/jdev"><strong>JDeveloper</strong></a> (e partecipa nella fondazione <a href="http://www.eclipse.org/">Eclipse</a>), per cui è probabile che <a href="http://www.netbeans.org/"><strong>NetBeans</strong></a> di Sun verrà ridimensionato o, nel peggiore dei casi, ne verrà cessato lo sviluppo o ceduto a terze parti. Ovviamente <strong>la migliore delle ipotesi sarebbe prendere il meglio dei due prodotti e fare di NetBeans e JDeveloper un unico prodotto</strong>: peccato che tutto questo richiede investimenti che non sappiamo se Oracle avrà voglia di anticipare.</li>
<li><strong>Hardware</strong>: Oracle è un&#8217;azienda che si è sempre ed <strong>unicamente occupata di software. Cosa farà della divisione di Sun dell&#8217;hardware</strong>, in particolare dell&#8217;architettura <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/SPARC">SPARC</a>? Forse Oracle potrebbe differenziare l&#8217;offerta in base ai suoi clienti: grandi clienti <em>Oracle + Solaris + SPARC</em>. Piccoli clienti <em>Linux + MySQL + AMD/Intel</em>.<br />
Di certo <strong>la vendita di hardware sarà un valore aggiunto che Oracle sfrutterà per poter proporre soluzioni complete a prezzi più concorrenziali</strong> rispetto agli altri, anche se è forse difficile pensare ad una evoluzione del processore SPARC, a causa degli onerosi costi di ricerca e sviluppo nel campo delle CPU. E&#8217; quindi <strong>probabile che i server SPARC rimarranno in commercio ancora per qualche anno, ma non verranno più sviluppati, puntando sui processori AMD/Intel</strong> (i cui costi di ricerca e sviluppo, sono a totale carico delle rispettive società).</li>
</ul>
<h5>Nuovi accordi in arrivo per le aziende rivali?</h5>
<p>Secondo <a href="http://www.techup.it/news/microsoft_il_vero_vincitore_nellaccordo_-01782">qualcuno</a>, però, se per molti anni <strong>grosse case di hardware, prima tra tutti <a href="http://www.hp.com">HP</a>, erano stati partner privilegiati di Oracle</strong>, ora l&#8217;arrivo in casa Oracle di Sun (un accordo che darebbe un sistema hardware/software chiavi in mano) creerebbe una <strong>situazione di disagio a partner come HP che potrebbero allontanarsi non potendo trarre beneficio più dei privilegi</strong>. In altri termini, HP (e altri partner di minore impatto) potrebbero cominciare a orientare il loro interesse verso nuovi produttori di software. E, per adesso, <strong>l&#8217;unica vera grande alternativa è rappresentata da Microsoft che a questo punto potrebbe trarre grande vantaggio da questa acquisizione</strong>.</p>
<p>In questa ottica, quindi, <strong>sarebbe un grande errore, da parte di Oracle, abbandonare lo sviluppo dell&#8217;ambiente MySQL</strong>, poiché <strong>offrirebbe a Microsoft SQL Server un più ampio campo di opportunità</strong>, soprattutto in compagnie orientate al Web 2.0 dove, appunto, mySQL è ampiamente rappresentato (al momento MySQL vanta più di 11 milioni di installazioni).<br />
In <a href="http://programmazione.it/index.php?entity=eitem&#038;idItem=41860">definitiva</a>, è <strong>probabile che Oracle continui a sviluppare e puntare su MySQL proponendolo come soluzione entry-level</strong>, aggredendo così il mercato dal basso e <strong>lasciando ad Oracle Database 11g il segmento high-end</strong>.</p>
<h5>Conclusioni</h5>
<p>Queste sono solo alcune <strong>idee e speculazioni</strong>, che da ieri stanno circolando sul web. Ovviamente, in questi casi, <strong>solo il tempo potrà dire quali direzioni prenderà Oracle</strong>. Ma quel che è certo per tutti è che <strong>la società di Larry Ellison ha sicuramente fatto uno dei migliori affari della sua </strong>vita, perché da questo momento Oracle diventa, ancor di più, uno dei più importanti player dell&#8217;intero panorama IT, poiché <strong>potrà fornire soluzioni integrate comprendenti server, storage, sistema operativo, database, middleware e applicazioni</strong>, ponendosi così in diretta concorrenza con colossi come <a href="http://www.ibm.com/">IBM</a>, <a href="http://www.dell.com/">Dell</a> e <a href="http://www.hp.com/">HP</a>.</p>
<p>Termino con una perla di saggezza di <a href="http://www.techcrunch.com/2009/04/20/oracle-wants-to-be-the-apple-of-the-enterprise-but-it-just-became-ibm/">Techcrunch</a> che intitola così un suo articolo sull&#8217;acquisizione Oracle-Sun:</p>
<blockquote><p>
<strong>Oracle Wants To Be The Apple Of The Enterprise, But It Just Became IBM</strong></p>
<p>che in italiano suona pressappoco così:</p>
<p><strong>Oracle vuole essere la Apple del mercato Enteprise, ma è diventata solo IBM</strong>
</p></blockquote>
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		<title>Addio WiMAX, Benvenuto LTE</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 10:04:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; notizia di ieri che Nokia, nonostante sia da sempre membro del WiMax Forum, in questi ultimi mesi ha mostrato il suo pessimismo riguardo la diffusione del WiMAX, la rete che dovrebbe portare internet a banda larga ovunque, tanto da sospendere la produzione del modello N810 Internet Wi-Max Edition, poiché considera questa tecnologia alla stregua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; <a href="http://www.mobileblog.it/post/8254/nokia-il-wimax-fallira">notizia</a> di ieri che Nokia, nonostante sia da sempre membro del <a href="http://www.wimaxforum.org/">WiMax Forum</a>, in questi ultimi mesi ha mostrato il suo pessimismo riguardo la diffusione del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wi-max"><strong>WiMAX</strong></a>, la rete che dovrebbe portare internet a banda larga ovunque, tanto da sospendere la produzione del modello <em>N810 Internet Wi-Max Edition</em>, poiché <strong>considera questa tecnologia alla stregua della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Betamax">Betamax</a></strong>, un supporto video migliore del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/VHS">VHS</a> ma che fu comunque abbandonato (più recentemente possiamo ricordare lo scontro tra Blu-ray e HD DVD per i dischi ad alta definizione).</p>
<p>Secondo Nokia, invece, il futuro è tutto per la tecnologia <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/LTE_(Long_Term_Evolution)"><strong>LTE</strong></a> (<em>Long Term Evolution</em>), chiamato anche convenzionalmente <strong>Super 3G</strong>, e altro non è che che la più recente evoluzione degli standard di telefonia, <strong>collocandosi a metà strada fra gli attuali standard 3G come l&#8217;UMTS e quelli di quarta generazione (4G) </strong>ancora in fase di sviluppo e il cui obiettivo è quello di raggiungere velocità di connessione wireless anche superiori ad 1 Gbps.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2024_3gpp_lte_4g.jpg' alt='3G - LTE - 4G' /></div>
<p>Nonostante <strong>l&#8217;LTE è parte integrante dello standard UMTS</strong>, prevede però numerose modifiche e migliorie, tanto da fargli prendere presto il posto dell&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/High-Speed_Downlink_Packet_Access">HSDPA</a> (si prevede al più tardi entro il 2015), poichè può raggiungere, almeno a livello teorico, <strong>100 Mbps in download e 50 Mbps in upload</strong>. L&#8217;unico svantaggio è che, a differenza dell&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/High-Speed_Packet_Access">HSPA</a>, che utilizza la stessa copertura radio della rete UMTS, nel caso dell&#8217;LTE è <strong>necessario predisporre una copertura radio dedicata, realizzando di fatto una nuova rete aggiuntiva (e quindi nuove antenne) a quella dell&#8217;UMTS</strong>, o di qualsiasi altro sistema di accesso cellulare.</p>
<p>E&#8217; evidente quindi che, la diffusione di tecnologie come HSPA ed LTE, per definizione antogoniste del WiMAX e delle sue evoluzioni, sono un segno che, probabilmente, almeno, nel prossimo futuro, <strong>le prospettive di successo su larga scala del WiMAX si ridurranno di molto</strong>, soprattutto come applicazione in ambito internet e banda larga mobili.</p>
<p>Se poi ci si mette che <a href="http://punto-informatico.it/2313291/PI/News/vero-wireless-wimax-lte-pari-sono.aspx"><strong>WiMAX e LTE usano dei protocolli molto simili</strong></a>, pensati entrambi per l&#8217;accesso broadband in mobilità, che condividono le stesse basi concettuali e la stessa tecnologia di modulazione OFDM, <strong>è chiaro che la sfida tra i due si ridurrà a chi saprà imporsi prima sul mercato</strong>. E, siccome <strong>la tecnologia LTE, a differenza del WiMAX, può contare su una infrastruttura di rete già solida e affermata (quella 3G)</strong>, è molto probabile che, come logica prosecuzione della roadmap di sviluppo delle reti, <strong>tutta l&#8217;utenza UMTS migrerà progressivamente verso LTE</strong>, per poi usarla come come punto di partenza per l&#8217;introduzione della cosiddetta rete di quarta generazione. E&#8217; il caso, per esempio, della scelta adottata dagli operatori a stelle e strisce AT&#038;T e Verizon.</p>
<p>WiMAX, <a href="http://punto-informatico.it/2313291/PI/News/vero-wireless-wimax-lte-pari-sono.aspx">invece</a>, nata per contrastare il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Digital_divide">Digital divide</a> delle aree a bassa densità abitativa ignorate dai provider tradizionali grazie ad una versione diffusa del WiFI (che presto è divenuta una alternativa in diretta concorrenza con le reti cellulari), <strong>dovrebbe mettere in piedi l&#8217;equivalente della rete 3G esistente</strong> e, considerando i costi di realizzazione e gli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wi-max#WiMAX_in_Italia">esorbitanti prezzi raggiunti dalle licenze</a>, non sembra certo che tutti gli assegnatari delle frequenze siano pronti a investire in modo massiccio. A sostenere WiMAX, ci sono Intel, Google e Time Warner, e l&#8217;unico operatore statunitense ad aver scelto questa strada per la banda larga wireless è, al momento, Sprint.</p>
<p>Staremo a vedere cosa ci riserverà il futuro.
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		<title>Come estrarre una chiavetta USB senza scollegare l’hardware in modalità sicura facendo attenzione a come formattare la flash drive per non perdere dati</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/03/16/come-estrarre-una-chiavetta-usb-senza-scollegare-l%e2%80%99hardware-in-modalita-sicura-facendo-attenzione-a-come-formattare-la-flash-drive-per-non-perdere-dati/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 13:50:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Tips]]></category>
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		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[Windows]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;altro giorno ho spiegato come formattare in NTFS una pen drive aggirando le limitazioni di Windows; oggi, invece, voglio spiegarvi come estrarre una chiavetta USB senza scollegare l’hardware in modalità sicura, semplicemente settando correttamente una impostazione di Windows sconosciuta ai più. Questo metodo, implicitamente, vi permetterà, anche di trovare un altro metodo per riuscire a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;altro giorno ho spiegato come <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2009/02/23/come-formattare-una-penna-usb-da-fat32-a-ntfs-su-windows/">formattare in NTFS una pen drive aggirando le limitazioni di Windows</a>; oggi, invece, voglio spiegarvi <strong>come estrarre una chiavetta USB senza scollegare l’hardware in modalità sicura</strong>, semplicemente settando correttamente una impostazione di Windows sconosciuta ai più. Questo metodo, <strong>implicitamente, vi permetterà, anche di trovare un altro metodo per riuscire a formattare da Windows una pennetta USB in NTFS</strong>.</p>
<p>Come noto, quando dobbiamo estrarre un dispositivo di archiviazione USB (una chiavetta flash o un hard disk portatile) dal proprio PC, anche se è vero che le<strong> porte USB sono Plug and Play</strong> e supportano i dispositivi hot swap per la rimozione a caldo delle periferiche, è sempre opportuno avviare la procedura che &#8220;<strong>Scollega l&#8217;hardware in modalità sicura</strong>&#8221; in modo da essere sicuri che <strong>tutte le attività di scrittura vengano terminate, onde evitare possibili perdite di dati e di informazioni</strong>. Ovviamente, il più delle volte <strong>questa operazione potrebbe sembrare noiosa</strong>, e quante volte vi sarà capitato, magari andando di fretta, di non seguire tutta la procedura corretta, con il conseguente messaggio di errore di Windows che vi farà sudare freddo? Personalmente non credo di aver mai perso dati scollegando un dispositivo USB in maniera affrettata, ma il rischio esiste sempre.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2008_usb_9.jpg' alt='Scollegare USB' /></div>
<p>Altre volte, invece, può capitare che, anche quando si va cliccare sull&#8217;icona in basso a destra per la rimozione sicura dell&#8217;hardware, <strong>il sistema operativo potrebbe rispondere che è impossibile disattivare la periferica perché in uso</strong>, e di provare in un secondo momento, nonostante, però non vi sia, almeno apparentemente, alcun trasferimento dati in corso. <strong>Solo dopo 3-4 tentativi, si riuscirà a rimuovere il dispositivo, con evidente perdita di tempo</strong>.</p>
<h5>Come estrarre una chiavetta USB senza scollegare l’hardware in modalità sicura</h5>
<p><a href="http://www.hi-techlife.com/2007/12/18/estrarre-la-chiavetta-usb-senza-scollegare-l’hardware-in-modalita-sicura/">Ebbene</a>, se anche voi siete afflitti da questi problemi, è perché forse non siete a conoscenza del fatto che, <strong>se si disattiva la cache di scrittura sul dispositivo USB, è possibile saltare la fase di disconnessione del hardware in modalità sicura, senza, però, alcuna perdita dei dati</strong>. Per fare ciò, è sufficiente andare sulla voce <strong>Sistema</strong> (<em>System</em> in inglese) del <strong>Pannello di controllo</strong></p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2008_usb_2.jpg' alt='Scollegare USB' /></div>
<p>e cliccare sul tab <strong>Hardware -> Gestione Periferiche</strong> (<em>Device Manager</em>), </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2008_usb_3.jpg' alt='Scollegare USB' /></div>
<p>e quindi selezionare la voce &#8220;<strong>Unità disco</strong>&#8221; (<em>Disk Drives</em>) e con il pulsante destro del mouse cliccare sulla periferica USB desiderata cliccando poi sulla voce <strong>Proprietà</strong> (<em>Properties</em>).</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2008_usb_4.jpg' alt='Scollegare USB' /></div>
<p>Dalla finestra che si aprirà, nella scheda &#8220;<strong>Criteri</strong>&#8221; (<em>Policies</em>) verifichiamo che sia spuntata la voce &#8220;<strong>Ottimizza per la rimozione rapida</strong>&#8221; (<em>Optimize per quick removal</em>) che, di solito, è l&#8217;opzione di default dei sistemi Windows.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2008_usb_5.jpg' alt='Scollegare USB' /></div>
<p>Purtroppo, <strong>questa operazione, andrebbe eseguita su ogni PC su cui si intende collegare il dispositivo e su ciascuna periferica USB a cui si vuole disabilitare la cache in scrittura</strong>, ma una volta impostato, non avrete più necessità di scollegare l&#8217;hardware in modalità sicura.</p>
<h5>Metodo alternativo per abilitare la formattazione NTFS su Windows</h5>
<p>Quello che non tutti sanno, però, è che dalla maschera dei criteri, è possibile anche <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2009/02/23/come-formattare-una-penna-usb-da-fat32-a-ntfs-su-windows/">formattare in NTFS una pen drive aggirando le limitazioni di Windows</a>. Infatti, se si imposta il valore &#8220;<strong>Optimize for performance</strong>&#8220;,</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2008_usb_7.jpg' alt='Scollegare USB' /></div>
<p>nella <strong>maschera di formattazione della periferica USB, comparirà anche la voce NTFS oltre che quella di default FAT32</strong>;</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2008_usb_8.jpg' alt='Scollegare USB' /></div>
<p>mentre se si imposta, come suggerito nella procedura sopra esposta per rimuovere una chiavetta USB senza scollegare l’hardware in modalità sicura, il valore &#8220;<strong>Optimize for quick removal</strong>&#8221;</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2008_usb_5.jpg' alt='Scollegare USB' /></div>
<p>allora <strong>nella maschera di formattazione della periferica USB, comparirà solo la voce di default FAT32</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2008_usb_6.jpg' alt='Scollegare USB' /></div>
<p>Il motivo di questo comportamento, apparentemente anomalo, è presto <a href="http://apcmag.com/Forum.htm?g=posts&#038;t=593">spiegato</a>. Nell&#8217;opzione &#8220;<em>Optimize for quick removal</em>&#8221; la formattazione NTFS non viene mostrata perché <strong>è caldamente sconsigliato effettuare l&#8217;estrazione di una periferica flash formattata NTFS senza eseguire la procedura di estrazione dell’hardware in modalità sicura</strong>, poiché si rischierebbe di <strong>compromettere l&#8217;integrità del file sistem</strong>, in quanto questo particolare file system proprietario Microsoft, <strong>mantiene sempre aggiornato l&#8217;NTFS transaction log</strong> (journal) e, se questo venisse corrotto, si rischia di rendere il contenuto della periferica USB inutilizzato. <a href="http://www.pctipsbox.com/format-a-usb-drive-with-ntfs-file-system/">Insomma</a>, siccome NTFS è un journaling file system, tutti i disk transactions sono loggati separatamente sulla periferica, il che comporta, inevitabilmente, un carico di scrittura maggiore e praticamente invisibile all&#8217;utente.<br />
<strong>Ironicamente, la formattazione FAT32, nonostante più vecchia e con tutte le sue limitazioni, si dimostra essere, nei casi di rimozione improvvisa del drive, molto più sicura</strong>.</p>
<h5>Conclusioni</h5>
<p>Quindi, ricapitolando, <strong>se volete immagazzinare su una chiavetta USB file più grandi di 4GB</strong>, o magari volete criptare i vostri documenti con il tool messo a disposizione da Windows XP Professional (EFS file encryption), assegnare i privilegi ai vari file, o settare i disk quotas,  <strong>allora dovrete necessariamente formattare la pennetta USB con il file system NTFS</strong> (<a href="http://www.levysoft.it/archivio/2009/02/23/come-formattare-una-penna-usb-da-fat32-a-ntfs-su-windows/">usando il tool convert.exe</a>, oppure usando l&#8217;utility gratuita per Windows <a href="http://www.pcworld.com/downloads/file/fid,64963-order,4/description.html">HP USB Disk Storage Format Tool</a>, o, infine, <strong>per usare l&#8217;utility di formattazione di Windows, impostando &#8220;Optimize for performance&#8221; nei criteri di ottimizzazione delle performance</strong>) ma così facendo <strong>non potrete mai disabilitare la cache in scrittura sul drive esterno, pena la corruzione dei dati</strong>.</p>
<p>Se invece, non avete particolari necessità, <strong>potete lasciare la formattazione FAT32</strong> (che di fatto, proprio perché non è proprietaria, è supportata da tutti i sistemi operativi Linux, Mac e Windows, ma anche dai lettori MP3 o dalle cornici digitali, <strong>risultando, in pratica, il minimo comune denominatore di tutti i sistemi</strong>), e <strong>disabilitare senza problemi la scrittura della cache che vi permetterò di rimuovere un drive USB senza passare per la procedura di rimozione dell&#8217;hardware in modalità sicura</strong>. A voi la scelta!
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		<title>L&#8217;importanza del sottile inganno psicologico nel mantenere inalterati i nomi dei prodotti Apple anche dopo il loro aggiornamento hardware</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/03/04/limportanza-del-sottile-inganno-psicologico-nel-mantenere-inalterato-i-nomi-dei-prodotti-apple-anche-dopo-il-loro-aggiornamento-hardware/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 22:37:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Idea Lab]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Asus Eee]]></category>
		<category><![CDATA[backup]]></category>
		<category><![CDATA[macbook]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;altro ieri mi hanno regalato per il mio compleanno una Time Capsule da 500 GB: un oggettino davvero utile e semplicissimo da usare per fare il backup centralizzato e via wireless di tutti i miei Mac casalinghi. E cosa vado a scoprire oggi, leggendo le news del mondo Apple? Che proprio ieri la Apple ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;altro ieri mi hanno regalato per il mio compleanno una <a href="http://www.apple.com/it/timecapsule/">Time Capsule</a> da 500 GB: un oggettino davvero utile e semplicissimo da usare per fare il <strong>backup centralizzato e via wireless</strong> di tutti i miei Mac casalinghi. E cosa vado a scoprire oggi, leggendo le news del mondo Apple? Che <strong>proprio ieri la Apple ha rilasciato la nuova versione della sua Time Capsule</strong>!</p>
<p>Ora, francamente, <strong>le nuove caratteristiche introdotte</strong> da Cupertino per rendere il prodotto, oltre che innovativo, anche maggiormente appetibile (<em>come la Dual band simultanea, il network Guest e il collegamento diretto col vostro account MobileMe</em>), <strong>non hanno destato particolarmente il mio interesse</strong>, dato che sono funzionalità che non userei mai. In particolare, il Time Capsule lo userei solo per la sua funzione primaria: fare i backup da remoto con Time Machine. Quindi, se non fosse stata per una lieve riduzione di prezzo, direi che sono ancora del tutto soddisfatto del mio acquisto.</p>
<h5>Il disagio psicologico di un acquisto affrettato</h5>
<p>Ma, quando ho letto la notizia di tutti questi upgrade hardware, ho provato come una sorta di <strong>disagio psicologico, come se avessi perso una grande occasione a non aver aspettato a comprare la Time Capsule</strong>, e una vocina mi diceva di correre a leggere le novità introdotte. Probabilmente questo accadrà solo a chi piace giocare, budget permettendo, con gli ultimi ritrovati tecnologici: <strong>quanti di voi hanno comprato un Macbook e il giorno dopo hanno scoperto che ne è uscito uno speed bump o, nei peggiori dei casi per un tech-addicted, ad un completo redesign del prodotto?</strong> I più saggi consigliano sempre di comprare i portatili sempre dopo il loro ultimo aggiornamento evitando così di doversi <strong>pentire della troppa fretta o del proprio tempismo sbagliato</strong>!<br />
A testimonianza di ciò, i forum del mondo Apple sono pieni di queste segnalazioni e tra i tanti commenti, si segnalano persone che non soffrono di questo &#8220;incauto&#8221; acquisto fino ad arrivare a persone che corrono subito a riportare indietro il prodotto (sfruttando il diritto di recesso di 15 giorni) per poi acquistare, il giorno dopo, e magari in un altro negozio, la versione aggiornata del loro gioiellino tecnologico. Certo, questi sono casi limite, ma sono <strong>testimonianze di quanto una sofisticata strategia della Apple faccia parlare di sè ad ogni upgrade hardware</strong>.</p>
<h5>Il confronto con Asus</h5>
<p>Infatti, se è vero che, secondo la rivista &#8220;Fortune&#8221;, per il secondo anno consecutivo, la <strong>Apple è la società più ammirata al mondo</strong>, è anche vero che questa azienda è <strong>l&#8217;unica a generare un hype mediatico senza pari</strong> che inizia dai rumors pre-upgrade, fino a sfociare nei commenti, lusinghieri e non, del post-upgrade. Ma tutto ciò, come accennato poco fa, fa parte di un <strong>abile e sottile strategia</strong>, che, tra i vari tasselli che la costituiscono, sicuramente in primo piano vi è quella <strong>tecnica di non cambiare mai i nomi dei prodotti, evitando quelle inutili sigle compresse e poco mnemoniche</strong>.</p>
<p>Faccio un esempio. Tempo fa <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2008/09/17/asus-eee-box-b202-e-nato-il-rivale-low-cost-del-mac-mini-piccolo-come-un-libro-silenzioso-ma-non-supporta-i-filmati-hd-e-non-ha-drive-ottico/">acquistai un Asus Eeebox B202</a> che ho posizionato sotto il mio televisore. Un prodotto eccellente per quello che deve fare ad un prezzo contenuto. Ebbene, <strong>nel frattempo, sono usciti anche i modelli EeeBox B203</strong> con il Celeron, <strong>EeeBox B204 e EeeBox B206</strong> che hanno eliminato l&#8217;uscita DVI per far spazio alla nuova porta HDMI, oltre ad avere aggiunto una scheda video più potente come la ATI della serie Radeon HD3400.</p>
<p>Insomma, tutte modifiche che farebbero gola a chi vuole il top, ma che sfuggono ai più per due semplici motivi. Il primo perché <strong>la risonanza mediatica di un aggiornamento hardware dei modelli Asus penso sia infinitesimalmente più piccola di quella che potrà mai produrre</strong> una società come la Apple. Il secondo, e non ultimo, motivo è che <strong>ogni nuovo aggiornamento hardware costituisce, di fatto un nuovo modello, facendo perdere di fatto l&#8217;identità del prodotto come tale</strong> ma costellandolo di una decina di versioni leggermente diverse che si contraddistinguono tra loro semplicemente da un <strong>acronimo impersonale come B20x</strong>.</p>
<p>Ancora più largo è il comparto dei modelli dei <strong>portatili Asus</strong>: <a href="http://notebookitalia.it/notebook-database/asus.html">qui</a> potete trovare un <strong>database completo di tutti i modelli usciti sino ad oggi</strong>. Per farvi una idea, abbiamo, per la <strong>serie A</strong>, l&#8217; Asus A6Ja, A6Jc, A6M, A6T, A6Tc, A6Je, mentre per <strong>la serie F3 ben 17 modelli</strong> che vanno da F3SG-AP057C a Asus F3Jp. In totale <strong>abbiamo una selva oscura di oltre 251 modelli diversi</strong> (ovviamente distribuiti in diversi anni): provate voi ad affezionarvi ad uno solo di questi modelli!</p>
<p><strong>La Apple</strong>, invece, a differenza di tutti gli altri produttori tecnologici, <strong>assegna solo pochi nomi univoci ai propri prodotti</strong>: <em>Macbook, Macbook Pro, iMac, Time Capsule, iPhone, etc</em>. Le poche caratteristiche diverse che possono contraddistingure i vari modelli coinvolgono quasi sempre la quantità di spazio sul disco rigido, di RAM preinstallata, di potenza della scheda video e di dimensioni dello schermo LCD! <strong>Ovviamente ogni modello avrà un suo particolare codice che lo contraddistinguerà ma questo rimarrà sempre cablato all&#8217;interno del prodotto e non lo troverete mai scritto neanche sul sito della Apple</strong> (per i curiosi, l&#8217;applicativo <a href="http://mactracker.dreamhosters.com/">MacTracker</a> può snocciolarvi tutti i modelli di tutti i prodotti Apple che si sono susseguiti negli anni).</p>
<h5>L&#8217;inganno psicologico</h5>
<p>Insomma, come capirete, è facile affezionarsi al proprio Macbook Pro, perché ha un nome amichevole, è facilmente rintracciabile su Google e, proprio per questo, appena vi è un aggiornamento, lo verrete subito a sapere. <strong>Ed ecco qui che nasce quel fenomeno, tipico solo del mondo Apple, di rimpianto per un acquisto incauto e frettoloso, cosa mai lontanamente immaginabile, per esempio, per i prodotti Asus</strong> dato che, almeno <strong>apparentemente, non siamo di fronte ad uno stesso modello che è stato aggiornato e migliorato, ma ad un prodotto diverso perché ha anche una sigla diversa</strong>. </p>
<p>Ho detto apparentemente, perché, come è ovvio, <strong>in entrambi i casi i prodotti possono essere considerati diversi, ma qui giochiamo sul ruolo di un sottile inganno psicologico</strong>. Io ho comprato un Asus EeeBx B202 e se, dopo un giorno, esce il modello B207 mi pesa sicuramente di meno che non se dopo aver acquistato un Macbook Pro, il giorno dopo, ne esce un altro potenziato ma con lo stesso identico nome: Macbook Pro! <strong>E la prova è che sul sito della Apple vengono sempre messe in luce tutte le nuove caratteristiche dei nuovi prodotti</strong> (col passaggio da Tiger a Leopard furono elencate tutte le oltre 150 novità introdotte), dichiarando che ora <strong>sono ancora più potenti e performanti di prima</strong>, quasi fosse una loro <strong>evoluzione naturale</strong>, che dalla scimmia ha portata ad una specie senziente come l&#8217;uomo. E <strong>come non potersi affezionare ad un prodotto che migliora costantemente nel tempo</strong> (e diventa sempre più bello) <strong>e che, al contempo, può essere costantemente nel tempo identificato come un nome univoco?</strong>
<p class="akst_link"><a href="http://www.levysoft.it/?p=2011&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_2011" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a></p>
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		<title>Come formattare una penna USB da FAT32 a NTFS su Windows</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 11:54:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al giorno d&#8217;oggi, trovare una penna USB grande 8 o 16 GB è molto facile e i prezzi sono oramai molto contenuti per cui non è raro trovarsi a dover copiare un file, magari una ISO di un DVD, di dimensioni superiori ai 4 GB. Oltre al fatto che, almeno per ora, le velocità delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al giorno d&#8217;oggi, trovare una <strong>penna USB grande 8 o 16 GB</strong> è molto facile e i prezzi sono oramai molto contenuti per cui non è raro trovarsi a dover <strong>copiare un file, magari una ISO di un DVD, di dimensioni superiori ai 4 GB</strong>. Oltre al fatto che, almeno per ora, le velocità delle pennette USB di tipo flash memory, sono inferiori rispetto agli hard disk esterni, e quindi, per copiare file di grandi dimensioni, ci si impiega più tempo che non a fare la stessa operazione su un normale hard disk a testina, il problema più grande che normalmente si incontra è che tutte <strong>queste flash drive, per ragioni di retrocompatibilità, sono sempre formattate FAT32</strong>. Se si considera, poi, che <strong>Windows XP non ha, nella sua utility di formattazione, un opzione che prevede la possibilità di inizializzare una pen drive in NTFS</strong>, si capisce bene che, per la maggior parte degli utenti, questo risulta essere un problema insormontabile.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1922_usb_pen_ntfs_1.jpg' alt='Formattare una pen drive in NTFS' /></div>
<p>Quello che non tutti sanno, però, è che questo è solo un evidente <strong>problema di limitazione della utility grafica di Windows XP, perché di fatto è possibile formattare una pendrive come NTFS</strong>.</p>
<h5>Formattare una penna USB in NTFS</h5>
<p>Come noto, di solito, <strong>le pen drive vengono sempre formattate FAT32</strong> e credo sarà sempre così almeno finché i drive non supereranno le dimensioni di 32 GB (mentre, fino a qualche anno fa, <strong>le prime pennette USB avevano addirittura un file system</strong> formattato <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File_Allocation_Table"><strong>FAT16</strong></a>, con un limite di 2 GB). Il <strong>motivo dell&#8217;adozione della partizione FAT32</strong> è semplicemente quello di <strong>evitare problemi di compatibilità con altri sistemi operativi</strong>, dato che il file system <strong>NTFS è una tecnologia proprietaria di Windows</strong> (<em>patented technology</em>) e non tutti i sistemi operativi (come Mac OS X) la supportano nativamente in scrittura.</p>
<p>In realtà, prima di proseguire il discorso, vorrei far chiarezza su una mia affermazione procedente, che a prima vista potrebbe risultare non propriamente esatto. Quando ho asserito che 32 GB era il limite della dimensione di un volume FAT32, in realtà è più giusto dire che questo è solamente un <strong>altro limite arbitrario delle utility di formattazione e partizionamento di Windows 2000/XP/Vista</strong>, ed è per questo che credo che tale file system verrà adottato almeno finché le pen drive non supereranno tali dimensioni, visto che, altrimenti, con i sistemi operativi di casa Redmond non si avrebbe la possibilità di formattare il disco.<br />
In ogni caso <strong>Utility di terze parti</strong> (ma anche il sistema di partizionamento di Mac OS X) <strong>possono tranquillamente creare e gestire partizioni FAT32 fino a 1 TB</strong>; io stesso ho un hard disk esterno da 320 GB formattato FAT32. Quel che invece resta immutato è che, <strong>con il FAT32, la dimensione del singolo file non può essere superiore ai 4 GB!</strong></p>
<p>Quindi, <strong>se l&#8217;uso prevalente della vostra penna USB è sotto Windows e avete la necessità di caricare file di grandi dimensioni (superiori ai 4 GB)</strong>, o semplicemente volete ottimizzare lo spazio usato sul disco riducendo le <a href="http://www.pcself.com/pc/hdisk.html">dimensioni dei cluster</a>, allora dovrete fare in modo di <strong>formattare la vostra flash drive in NTFS</strong>. L&#8217;unico modo <strong>per farlo utilizzando gli strumenti messi a disposizione da Windows</strong>, è quello di <strong>convertire il file system anziché formattarlo!</strong></p>
<p>Per farlo, basterà <strong>aprire il prompt dei comandi del DOS</strong> ed eseguire il comando <strong><em>DOS Convert</em></strong> sull&#8217;unità USB. Quindi, nel caso la <strong>lettera associata alla vostra pen drive sia &#8220;G&#8221;</strong> (la potete verificare andando su Risorse del Computer),</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1922_usb_pen_ntfs_2.jpg' alt='Formattare una pen drive in NTFS' /></div>
<p>allora dovrete lanciare il seguente comando:</p>
<p><code>
convert G: /fs:NTFS
</code></p>
<p><strong>ATTENZIONE</strong>: La procedura inizierà senza chiedere alcuna conferma (a differenza di quanto avviene, invece, se si fa la stessa operazione sul disco di boot).</p>
<p>L&#8217;indubbio <strong>vantaggio nell&#8217;usare il comando &#8220;convert&#8221;</strong>, oltre alla estrema velocità dell&#8217;operazione, è anche quello di <strong>non perdere i dati contenuti nella pennetta, dato che questa applicazione  non formatta il disco</strong> (cosa, invece, che sarebbe accaduta se avessimo una qualsiasi utility di formattazione) bensì converte semplicemente il file system da FAT32 a NTFS (mi sento comunque di consigliarvi un backup prima della conversione).</p>
<p><strong>UPDATE:</strong> <a href="http://www.iwriteaboutit.com/formattare-la-pendrive-in-ntfs-avviabile-al-boot/">Grazie</a> all&#8217;utility gratuita per Windows <strong><a href="http://www.pcworld.com/downloads/file/fid,64963-order,4/description.html">HP USB Disk Storage Format Tool</a></strong> è possibile <strong>formattare una pendrive USB in NTFS e, anche, renderla avviabile in fase di boot</strong>. Sviluppata da HP per le sue pendrive, ma che funziona senza problemi anche con altre, ha dalla sua la semplicità di utilizzo e la comoda funzionalità che permette di rendere la vostra pennetta USB avviabile in fase di Boot del sistema: basterà formattarla, copiarci i file: <em>boot.ini</em>, <em>ntldr</em>, e <em>ntdetect</em>, e, infine, configurare il vostro Bios per permettere l’avvio da USB, ed il gioco è fatto.
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		<item>
		<title>La psicologia della ricorrenza numerica: 1234567890 Day, il Bug del 2038 e altre celebrazioni numeriche</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 15:57:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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		<description><![CDATA[Alle ore 3:31:30 PM  dello scorso venerdi 13 febbraio 2009 (in Italia, a causa del fuso orario, erano le 00:31:30 del 14 Febbraio 2009), l&#8217;orologio interno dei sistemi Unix (e quindi anche Mac OS X) ha raggiunto il valore, non indifferente, di 1234567890 secondi. Infatti, come è noto, nei sistemi operativi Unix e Unix-like [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alle ore 3:31:30 PM  dello scorso venerdi 13 febbraio 2009 (in Italia, a causa del fuso orario, erano le 00:31:30 del 14 Febbraio 2009), <strong>l&#8217;orologio interno dei sistemi Unix</strong> (e quindi anche Mac OS X) ha raggiunto il valore, non indifferente, di <strong>1234567890 secondi</strong>. Infatti, come è noto, nei sistemi operativi Unix e Unix-like <strong>il tempo viene rappresentato come offset in secondi rispetto alla mezzanotte (UTC) del 1º gennaio 1970</strong> (definita epoca o <strong>Epoch Time</strong>). Quindi, contando il tempo a partire dall&#8217;Epoch Time ad oggi sono appunto passati 1.234.567.890 secondi. Questo tipo di rappresentazione ha il vantaggio che, oltre che ad essere <strong>compatta</strong>, è <strong>indipendente dai fusi orari</strong>, ed è quindi direttamente confrontabile anche tra calcolatori situati a grandi distanze geografiche tra loro, ed evita di dover effettuare aggiustamenti nel caso ad esempio di dati trasmessi da un fuso orario all&#8217;altro. L&#8217;unico svantaggio è che, <strong>per averne una rappresentazione sotto forma di data e ora locali, è necessario effettuare una conversione</strong> (sempre comunque lasciata al sistema operativo).</p>
<h5>1234567890 Day</h5>
<p>Sebbene, questo evento non abbia nulla di realmente universale (è stato un convenzione comune decidere di iniziare a far scandire arbitrariamente l&#8217;orologio interno del cuore dei sistemi operativi Unix dalla data del 1970, ma c&#8217;è <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Unix_epoch#Unix_time_in_literature">chi nota</a> come lo scandire dell&#8217;Epoch Time sia approssimativamente vicina allo sbarco sulla Luna), <strong>l&#8217;evento</strong> ha suscitato un valore mediatico minimo, ma, al contempo, <strong>ha coinvolto i geek più puri di tutto il mondo</strong> (dai syadmin ai consulenti IT fino ad arrivare al semplice appassionato di Linux), in una maniera che solo internet può regalare con la <a href="http://www.webmonkey.com/blog/Party_Like_It_s_Unix_Time_1234567890">versione geek</a> del capodanno dell&#8217;anno 2000.</p>
<p>Infatti, questa curiosa ricorrenza ha visto persino dei <strong>festeggiamenti “ufficiali” </strong>da parte di gruppi di utenza e di programmazione in tutto il mondo. Il sito che ha raccolto tutti questi eventi è stato <a href="http://www.1234567890day.com/"><strong>1234567890day.com</strong></a> con tanto di <strong>countdown in homepage</strong>, anche se, per la verità, per molti <strong>questa ricorrenza altro non era che una scusa per organizzare una vera e propria rimpatriata di amici amanti del pinguino</strong>.</p>
<p>La celebrazione di questo particolare evento è stata pianificata in diverse città di tutto il mondo (<em>San Francisco, Vancouver, Seattle, Los Angeles, Nairobi, Vienna, Copenaghen, Budapest, Croazia</em>, etc &#8230; ovviamente è mancata una località italiana).</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1503_geek_party.jpg' alt='Geek Party' /></div>
<p>Per chi, comunque, non era riuscito a festeggiare questa <strong>singolarità numerica in compagnia</strong>, non è mancato il <a href="http://digg.com/linux_unix/It_s_time_to_party_like_it_s_1234567890_n_cause_it_is">supporto di Digg</a> (con oltre 5005 diggs) e di <a href="http://twitter.com/utcwatch">Twitter che ha unito centinaia di followers</a> (423 per l&#8217;appunto) <strong>uniti nei festeggiamenti davanti al proprio monitor</strong>, magari supportati dalla <a href="http://www.thinkgeek.com/homeoffice/lights/a7c5/">Desk clock from ThinkGeek</a>, una sveglia capace di visualizzare la data e l&#8217;ora in diversi formati, tra cui, oltre quello standard, anche Esadecimale, Ottale, Binario, a Numeri Romani e, ovviamente, nel formato Unix Epoch Time.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1503_thinkgeek_clock.jpg' alt='Think Geek Clock' /></div>
<p>In alternativa, il sito <a href="http://coolepochcountdown.com/">Cool Epoch Countdown</a> ha fornito, e fornisce tuttora, in tempo reale lo scandire del tempo in Unix Time.</p>
<p>Se questi festeggiamenti vi sono sembrati assurdi, allora dovete sapere che le <strong>frasi più ricorrenti</strong> che giravano sulla blogosfera fino a qualche giorno primo, erano <strong>tutte di genere apocalittico</strong>, come <a href="http://www.zergwatch.com/Newsfeed-108585/it039s-the-end-of-the-world-as-we-know-it.html">questa</a>:</p>
<blockquote><p>
It&#8217;s The End Of The World As We Know It!<br />
There&#8217;s a fairly good chance the world is going to end tomorrow&#8230;at least the world of Unix
</p></blockquote>
<p>Ovviamente, quando si tratta di cose strane, <strong>anche Google ci mette lo zampino</strong> e per festeggiare il 1234567890 Day, Google ha <a href="http://www.downloadblog.it/post/8957/la-celebrazione-di-google-per-il-1234567890-day">proposto</a> uno dei suoi Doodle riportante la scritta</p>
<blockquote><p>
$ date +%s …<br />
1234567890
</p></blockquote>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1503_google_1234567890.gif' alt='Google 1234567890 Day' /></div>
<p>Per i non addetti ai lavori, &#8220;<strong>date +%s</strong>&#8221; è il comando da lanciare sul vostro terminale linux/unix like/mac os x per vedere visualizzata la data nel formato unix time. Per sapere a che ora e che giorno corrisponde una particolare data in unix time, è sufficiente lanciare questo <strong>script in Perl</strong> (ma potete anche visitare uno dei tanti siti di <a href="http://www.onlineconversion.com/unix_time.htm">conversione data/unix time</a>):</p>
<blockquote><p>perl -e &#8216;print scalar localtime(1234567890),&#8221;\n&#8221;;&#8217;<br />
Sat Feb 14 00:31:30 2009
</p></blockquote>
<h5>Altre celebrazioni numeriche create ad hoc</h5>
<p>E se nel lontano 09 Settembre 2001 (2001-09-09T01:46:40Z) si sono festeggiati a Copenhagen in Danimarca (presso il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Danish_UNIX_User_Group">DKUUG</a>), il primo 1.000.000.000 di secondi, allora vi farà piacere che che nel lontano <strong>18 Maggio 2033 alle ore 03:33:20</strong>, ricorrerà la <strong>celebrazione del Secondo Billenium</strong>: 2000000000!</p>
<blockquote><p>perl -e &#8216;print scalar localtime(2000000000),&#8221;\n&#8221;;&#8217;<br />
Wed May 18 05:33:20 2033
</p></blockquote>
<p>La cosa buffa è che, giocando con questo piccolo script in Perl, ho scoperto che <strong>il 9 Agosto del 2005, è ricorso il Fibonacci Day dei sistemi Unix</strong> (ho sostituito la data in unix time con la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Successione_di_Fibonacci">Successione di Fibonacci</a>, escluso lo zero iniziale, <strong>1123581321</strong>):</p>
<blockquote><p>perl -e &#8216;print scalar localtime(1123581321),&#8221;\n&#8221;;&#8217;<br />
Tue Aug  9 11:55:21 2005
</p></blockquote>
<p><strong>ma nessuno ne ha mai parlato</strong> (o sbaglio?). Forse era una ricorrenza da geek matematici, una specie ancora più rara dei normali geek!</p>
<p>Continuando, possiamo notare che, <strong>il 14 Novembre del 2014, si potrebbe festeggiare il Pi Greco Decimal Day per i sistemi Unix</strong> (prendendo in esame la prima parte decimale del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pi_greco">pi greco</a>):</p>
<blockquote><p>perl -e &#8216;print scalar localtime(1415926535),&#8221;\n&#8221;;&#8217;<br />
Fri Nov 14 01:55:35 2014
</p></blockquote>
<p>Come vedete, <strong>i motivi per festeggiare ce ne saranno molti ed è tutto frutto della psicologia della ricorrenza numerica</strong>. Un comportamento tutto tipico dell&#8217;essere umano, che si è dimostrato in tutta la sua potenza mediatica nell&#8217;anno 2000 (amplificato poi anche dal famoso Millennium Bug). <strong>Per l&#8217;uomo tutte le ricorrenze numeriche sono sempre affascinanti</strong>, come quando si prendono le <em>misure della Piramide di Cheope</em> della piana di Giza in Egitto e si scopre che <em>dividendo il perimetro della Piramide per il doppio dell&#8217;altezza si ottiene un valore molto simile al pi-greco</em>. O quando Joseph Seiss, un ecclesiastico americano, scrisse che le pietre della Piramide contenevano un sistema di numeri che indicavano misure, pesi, angoli, temperature, gradi, problemi geometrici e rilevamenti cosmici. Seiss fu sorpreso dalla ricorrente presenza nei suoi calcoli del numero 5!</p>
<p>E che dire della <strong>sequenza numerica 4 &#8211; 8 &#8211; 15 &#8211; 16 &#8211; 23 &#8211; 42</strong>, nota come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Equazione_di_Valenzetti">Equazione di Valenzetti</a>, che la DHARMA, nel mondo immaginario del serial televisivo Lost, aveva il compito di modificare per evitare la fine dell&#8217;umanità. In poco tempo <strong>finzione e realtà si sono fusi insieme</strong>, <a href="http://www.iisguarasci.it/index.php?option=com_content&#038;task=view&#038;id=51&#038;Itemid=42">girando</a> per internet e <strong>assumendo connotazioni di quasi-realtà</strong>.</p>
<p>Ovviamente <strong>alcune ricorrenze numeriche sono talmente singolari che appaiono dare un significato agli eventi più strani, dando una sorta di potere ai numeri</strong> che si trasformano in <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2006/11/11/einstein-borges-e-la-conversione-del-pi-greco-in-binario/">elementi cabalo-matematici</a>.</p>
<h5>Il Bug del 2038</h5>
<p>Ma vi è un&#8217;altra <strong>data che i programmatori di tutto il mondo stanno aspettando, questa volta, con grande paura</strong> (come quella del Millennium Bug): è il <strong>19 gennaio 2038 alle ore 03:14:07 AM</strong>. Dopo questo momento, <strong>il contatore supererebbe il valore massimo, e verrebbe considerato come un numero negativo</strong>. I <strong>computer leggeranno la data non come 2038 ma come 1901</strong> (precisamente, le 20:45:52 di venerdì 13 dicembre 1901) causando errori di calcolo!</p>
<p>Il problema è noto da tempo a tutti e la causa del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bug_dell'anno_2038">bug informatico dell&#8217;anno 2038</a> (&#8220;<strong>Year 2038</strong>&#8221; è chiamato anche &#8220;Y2038&#8243;, &#8220;Y2K38&#8243;, o &#8220;Y2.038K&#8221; nel linguaggio specialistico) è da imputarsi all&#8217;<strong>architettura a 32 bit di molte macchine unix attualmente esistenti che usano</strong>, come spiegato prima, la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tempo_%28Unix%29"><strong>rappresentazione POSIX</strong></a> per calcolare il tempo (partendo dal numero di secondi a partire dal 1 gennaio 1970). Questo tipo di sistema è lo <strong>standard per i sistemi Unix, e colpisce anche software per altri sistemi operativi che siano stati sviluppati in C</strong>. Sulla maggior parte dei sistemi a 32 bit il valore del dato <strong>time_t</strong> usato per questo calcolo è un <strong>numero intero a 32 bit di tipo signed</strong>.</p>
<p><a href="http://www.ippolita.net/googlewiki/9.html">Infatti</a>, se un programmatore crea una variabile di tipologia intero segnato per memorizzare un valore numerico, <strong>questo può essere come minimo -2147483648 e come massimo 2147483647</strong>. Un numero molto grande, ma che diventa <strong>un valore piccolissimo se lo trasformiamo in secondi</strong>. In 32 bit, infatti, <strong>ci stanno appena 136 anni!</strong> Usando questo sistema, la data più avanzata rappresentabile a partire dalle 00:00:00 del 1/1/1970 sono le <strong>03:14:07 di giovedì 19/01/2038!</strong></p>
<p>La cosa interessante è che <strong>il mondo POSIX comprende, oltre ai sistemi operativi derivati dal sistema UNIX</strong> (GNU/Linux, BSD, Solaris, Mac OS X), <strong>anche tutti i protocolli di rete UNIX style</strong> (http, ftp, etc). In parole povere, se le previsioni nefaste degli addetti ai lavori si avverassero, <strong>sarebbe anche la fine di internet</strong>  (che funziona grazie a protocolli Unix) <strong>e dei principali server del globo</strong> (che utilizzano sistemi operativi derivati da Unix). Dopo quel secondo <strong>saremo proiettati nel 13 dicembre 1901 alle 20:45</strong>. Sicuramente questo sarà un problema da gestire da qui ai prossimi anni e richiederà un cambio epocale nella gestione del tempo e di tutto il resto nei sistemi Unix. <strong>In teoria la soluzione è semplice e già disponibile, e consiste nell’usare solo sistemi a 64 bit, come il 99% dei processori in commercio attualmente</strong>. Infatti, nei sistemi a 32 bit il limite massimo di un intero è <em>(2^32) &#8211; 1</em>, mentre in quelli a 64 bit è <em>(2^64) &#8211; 1</em>.</p>
<p>Come <a href="http://programmazione.it/index.php?entity=eitem&#038;idItem=38378">denunciato</a> anche dal sito ufficiale, <a href="http://www.2038bug.com/">2038bug.com</a>, però, <strong>l&#8217;errore comune è quello di credere che il problema verrà risolto con la semplice adozione dei 64 bit</strong>, non considerando che i molti strumenti che utilizzano <strong>sistemi embedded</strong> (forni a microonde, ascensori, orologi da polso, ecc.), <strong>sono ancora a 8/16 bit e che molti database utilizzano, per i propri campi data, dei Timestamp a 32 bit</strong>.</p>
<p>Un aspetto curioso di questa faccenda è che su questo bug del 2038 è stata costruita la storia di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_Titor">John Titor</a>, un <strong>fantomatico uomo del futuro (2036) tornato nel 1975 per recuperare un esemplare di IBM 5100 come sorta di moderna Stele di Rosetta</strong>, poiché sarebbe l&#8217;unica macchina capace di risolvere il bug che sconvolgerebbe il mondo.</p>
<p>Interessante come, anche in questo caso, Google ci abbia messo lo zampino, perché i più <a href="http://www.ippolita.net/googlewiki/9.html">attenti</a> avranno scoperto che la data di scadenza dei cookie di Google è il 17 gennaio 2038, due giorni prima della fine dell&#8217;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Unix_epoch">Unix Epoch</a> (solo dopo questa data il browser può procedere all&#8217;eliminazione dei dati contenuti nel cookie stesso).</p>
<p>Ovviamente c&#8217;è anche chi, per celebrare l&#8217;evento, ha iniziato <a href="http://unixepoch.com/"><strong>vendere magliette con la fine dell&#8217;Unix Epoch</strong></a>, ma anche <a href="http://www.cafepress.com/unixepoch">tazze e mousepad</a> <strong>per ricordarvi che, la fine dei sistemi operativi come voi li conoscete, è vicina</strong>!</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1503_tshirt_epoch_time.jpg' alt='T-Shirt Epoch Time' /></div>
<p>Se invece, <strong>volete verificare se il vostro sistema è immune o meno da questo bug</strong>, ecco il <a href="http://www.2038bug.com/demo.html">codice C</a> da compilare:</p>
<textarea name="code" class="c++:nogutter" cols="60" rows="10">
#include <stdlib .h>
#include <stdio .h>
#include <unistd .h>
#include <time .h>

int main (int argc, char **argv)
{
    time_t t;
    t = (time_t) 1000000000;
    printf ("%d, %s", (int) t, asctime (gmtime (&#038;t)));
    t = (time_t) (0x7FFFFFFF);
    printf ("%d, %s", (int) t, asctime (gmtime (&#038;t)));
    t++;
    printf ("%d, %s", (int) t, asctime (gmtime (&#038;t)));
    return 0;
}
</textarea>
<p><a href="http://programmazione.it/index.php?entity=eitem&#038;idItem=38378">Questo semplice esempio</a> in C <strong>mostra come l&#8217;aggiunta di un solo secondo al <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Timestamp">Timestamp</a> ”Tue Jan 19 03:14:07 2038” lo tramuti in un sinistro venerdì 13 dicembre 1901</strong>.  Quindi, se il vostro sistema è a 32 bit, dovrebbe produrre questo risultato:</p>
<blockquote><p>
1000000000, Sun Sep  9 01:46:40 2001<br />
2147483647, Tue Jan 19 03:14:07 2038<br />
-2147483648, Fri Dec 13 20:45:52 1901</p></blockquote>
<p>Ecco una <strong>simulazione di quello che accadrebbe nel 2038 ai sistemi unix a 32 bit</strong>:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1503_y2038_simulation.gif' alt='Y2038 Bug Simulation' /></div>
<p><strong>UPDATE</strong>: Ho appena <a href="http://www.wired.it/news/archivio/2009-03/02/festeggioggi-festeggiare-e-un-fattore-matematico,-buona-giornata-della-radice-quadrata!.aspx">scoperto</a> che molti <strong>geek matematici</strong> festeggiano la <strong>giornata della radice quadrata</strong> che viene celebrata nella data in cui, <strong>sia il giorno che il mese, risultano essere la radice delle ultime due cifre dell&#8217;anno</strong>. L&#8217;ultima festività è occorsa il 03 Marzo 2009 (3/3/09 <strong>Square Root Day</strong>), ma <strong>beccare la radice giusta non è facile come sembra</strong> (sembra che capiti <strong>solo 9 volte in un secolo</strong>). Se vogliamo continuare a dare i numeri, l&#8217;ultimo giorno papabile prima di questo è stato infatti il due febbraio del 2004, che casualmente coincideva con il &#8216;giorno della marmotta&#8217; americano. Per festeggiare di nuovo dovremo aspettare ben sette anni, esattamente il quattro aprile del 2016. Il primo a celebrare questo evento è stato, nella lontana radice dell&#8217;81, Ron Gordon.
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		</item>
		<item>
		<title>Come configurare una connessione WAP TIM sugli smartphone con Windows Mobile 6</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/02/11/come-configurare-una-connessione-wap-tim-sugli-smartphone-con-windows-mobile-6/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2009 13:47:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Htc]]></category>
		<category><![CDATA[Pocket PC]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[cellulare]]></category>
		<category><![CDATA[Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[smartphone]]></category>
		<category><![CDATA[TIM]]></category>
		<category><![CDATA[wap]]></category>

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		<description><![CDATA[La tecnologia WAP (Wireless Application Protocol) è un protocollo di connessione ad internet per telefoni cellulari che permette agli utenti di telefoni cellulari GSM o GPRS di accedere a contenuti Internet opportunamente predisposti per essere visualizzati nei minuscoli schermi dei telefonini. Molto in voga fino a qualche anno fa, oramai è considerato da molti obsoleto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La tecnologia <strong>WAP</strong> (<em>Wireless Application Protocol</em>) è un protocollo di connessione ad internet per telefoni cellulari che permette agli utenti di telefoni cellulari GSM o GPRS di accedere a contenuti Internet opportunamente predisposti per essere visualizzati nei minuscoli schermi dei telefonini. Molto in voga fino a qualche anno fa, oramai è <strong>considerato da molti obsoleto</strong>, tanto che molto spesso, <strong>non se ne riesce a trovare traccia nei nuovi smartphone </strong>che, per navigare su internet, usano le reti GPRS, EDGE, UMTS o HSDPA e <strong>non hanno mai configurato di default anche la vecchia connessione WAP</strong>. A causa di ciò l&#8217;accesso alla rete WAP è praticamente scomparso dai nostri terminali mobili avanzati, ma, talvolta, per i motivi più vari, <strong>potrebbe essere utile abilitare la navigazione WAP sul proprio smartphone con Windows Mobile</strong>: nel mio caso l&#8217;esigenza è nata quando ho dovuto usare un applicativo che si raggiungeva solo via WAP dal mio HTC TYTN II, ma potrebbe anche capitare che alcuni gestori di telefonia mobile, propongano convenienti tariffe flat per la navigazione WAP (con le ovvie relative limitazioni).</p>
<p>In ogni caso, se un giorno aveste bisogno di <strong>configurare manualmente una connessione WAP, ecco qui la procedura applicata su un dispositivo smartphone Windows Mobile 6.x</strong>.</p>
<h5>Configurazione della connessione WAP su Windows Mobile 6</h5>
<p>Andare sul Menu &#8220;<strong>Start</strong>&#8221; -> &#8220;<strong>Impostazioni</strong>&#8221; e scegliere l&#8217;applet &#8220;<strong>Connessioni</strong>&#8221; nella scheda &#8220;<strong>Connessioni</strong>&#8220;.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1996_wap_1.jpg' alt='Configurazione WAP su Windows Mobile 6' /></div>
<p>Quindi aprite la scheda &#8220;<strong>Avanzate</strong>&#8221; e cliccate su &#8220;<strong>Selezione reti</strong>&#8220;.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1996_wap_2.jpg' alt='Configurazione WAP su Windows Mobile 6' /></div>
<p>Nel pannello &#8220;<strong>Gestione della rete</strong>&#8221; clicchiamo sul pulsante &#8220;Nuova&#8221; relativo all&#8217;opzione &#8220;<strong>Per i programmi che effettuano la connessione automatica a Internet, utilizzare:</strong>&#8220;.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1996_wap_3.jpg' alt='Configurazione WAP su Windows Mobile 6' /></div>
<p>Nella scheda &#8220;<strong>Generale</strong>&#8220;, troverete un campo di testo del pannello &#8220;Nome ISP&#8221;, dove inserire il <strong>nome da assegnare alle impostazioni</strong>, ad esempio <strong>WAP TIM</strong>:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1996_wap_4.jpg' alt='Configurazione WAP su Windows Mobile 6' /></div>
<p>Passiamo poi alla scheda &#8220;<strong>Modem</strong>&#8221; e creiamo ora la connessione WAP vera e propria, cliccando sul pulsante a schermo &#8220;<strong>Nuova</strong>&#8220;.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1996_wap_5.jpg' alt='Configurazione WAP su Windows Mobile 6' /></div>
<p> In &#8220;<strong>Crea nuova connessione</strong>&#8221; inseriamo un nome per la connessione, che potrà essere anche identico a quello delle impostazioni. Selezioniamo poi, nel campo &#8220;<strong>Selezionare un modem</strong>&#8221; la voce &#8220;<strong>Linea cellulare (GPRS, 3G)</strong>&#8220;.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1996_wap_6.jpg' alt='Configurazione WAP su Windows Mobile 6' /></div>
<p>Quindi clicchiamo su &#8220;<strong>Avanti</strong>&#8221; per inserire il <strong>nome dell&#8217;APN</strong> (<em>Access Point Name</em>) richiesto dal singolo operatore nel campo &#8220;Nome punto di accesso&#8221;. Per TIM inseriamo <strong>wap.tim.it</strong> (per Vodafone <em>wap.omnitel.it</em>, per Wind digitiamo invece <em>mms.wind.it</em> e per Tre inseriamo <em>tre.it</em>).</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1996_wap_7.jpg' alt='Configurazione WAP su Windows Mobile 6' /></div>
<p>Cliccando ancora su &#8220;<strong>Avanti</strong>&#8221; è possibile inserire nome utente e password necessarie alla connessione: possiamo benissimo <strong>lasciare vuoti questi campi</strong>, in quanto non viene quasi mai richiesto dai normali operatori di telefonia mobile.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1996_wap_8.jpg' alt='Configurazione WAP su Windows Mobile 6' /></div>
<p>Cliccando sul pulsante &#8220;<strong>Fine</strong>&#8221; verremo riportati sulla schermata principale della connessione, nella scheda &#8220;<strong>Modem</strong>&#8220;, in cui verrà elencata la nostra connessione WAP appena creata.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1996_wap_9.jpg' alt='Configurazione WAP su Windows Mobile 6' /></div>
<p>Ora non ci resta che cliccare sulla scheda &#8220;<strong>Impostazioni proxy</strong>&#8221; dove potremmo <strong>spuntare le voci</strong> &#8220;<strong>Questa rete dispone di una connessione a Internet</strong>&#8221; e &#8220;<strong>Questa rete utilizza un server proxy per la connessione a Internet</strong>&#8220;, mentre nel campo &#8220;<strong>Server proxy</strong>&#8221; digitiamo l&#8217;indirizzo IP del server, che nel caso di <strong>TIM è 213.26.205.1</strong> (per Vodafone è <em>10.128.201.076</em>, Wind <em>212.245.244.100</em>, Tre <em>62.13.171.3</em>).</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1996_wap_10.jpg' alt='Configurazione WAP su Windows Mobile 6' /></div>
<p>Ora, dopo aver cliccato sul pulsante &#8220;<strong>Avanzate</strong>&#8220;, clicchiamo sulla voce &#8220;<strong>WAP</strong>&#8221; e nel campo &#8220;<strong>Server</strong>&#8221; inseriremo l&#8217;indirizzo IP del Proxy WAP (nel caso di TIM ripetiamo 213.26.205.1) e, nel campo &#8220;<strong>Porta</strong>&#8220;, inseriamo il <strong>numero della porta del proxy</strong>: per <strong>TIM si utilizza la porta 80</strong> (per Vodafone è sempre <em>80</em>, per Wind è <em>8080</em>, mentre per  Tre è <em>8799</em>).</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1996_wap_11.jpg' alt='Configurazione WAP su Windows Mobile 6' /></div>
<p>Cliccando su &#8220;OK&#8221; saremo riportati alla schermata precedente, contenente i valori appena inseriti.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1996_wap_12.jpg' alt='Configurazione WAP su Windows Mobile 6' /></div>
<p>A questo punto, possiamo possiamo verificare la connessione WAP TIM sia stata configurata bene, apriendo Pocket Internet Explorer e collegandoci alla homepage WAP del gestore di telefonia mobile che utilizziamo. Nel caso di TIM la url da digitare sarà <strong>http://wap.tim.it</strong> (per Vodafone è <em>http://wap.vodafone.it</em>, per Wind è <em>http://wap.inwind.it</em>, mentre per Tre è <em>http://mobile.tre.it</em>)</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1996_wap_13.jpg' alt='Configurazione WAP su Windows Mobile 6' /></div>
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		</item>
		<item>
		<title>Cosa valutare nella scelta di un Hard Disk esterno da 3,5&#8221; da 1 o 2 Terabyte della Western Digital</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/02/09/cosa-valutare-nella-scelta-di-un-hard-disk-esterno-da-35-da-1-o-2-terabyte-della-western-digital/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 13:30:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Per effettuare backup dei miei PC e per immagazzinare foto e video, avevo intenzione di comprare un Hard Disk da 1 o 2 Terabyte della Western Digital: sembrano i più affidabili ed, inoltre, al momento, di queste dimensioni, nei negozi sembrano esistere prevalentemente di questa marca. Ho provato anche un modello Lacie ma era estremamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per effettuare backup dei miei PC e per immagazzinare foto e video, avevo intenzione di comprare un <strong>Hard Disk da 1 o 2 Terabyte della Western Digital</strong>: sembrano i più affidabili ed, inoltre, al momento, di queste dimensioni, nei <a href="http://www.westerndigital.com/it/buy/wheretobuy.asp?language=it">negozi</a> sembrano esistere prevalentemente di questa marca. Ho provato anche un <strong>modello Lacie ma era estremamente rumoroso rispetto al corrispettivo modello Western Digital</strong> (decisamente silenzioso durante il funzionamento per l’assenza di ventole), cosa che, per forza di cose, <strong>dovendolo affiancare al mio silenziosissimo iMac</strong>, lo ha fatto escludere dalla selezione.</p>
<h5>Hard Disk esterno da 2 Terabyte</h5>
<p>Inizialmente stavo valutando un <strong>dispositivo di storage da 2 Terabyte</strong> per avere un prodotto definitivo che sarebbe durato nel tempo: il <a href="http://www.westerndigital.com/it/products/products.asp?driveid=466">WDH2U20000E</a>, ovvero il <strong>WESTERN DIGITAL MY BOOK MIRROR 2 TB (DOPPIO DISCO) USB RAID 0-1</strong></p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1918_hdd_2t_wd.jpg' alt='Hard Disk 2 Terabyte della Western Digital' /></div>
<p>Su ePrice avevo anche trovato un <a href="http://www.eprice.it/default.aspx?sku=1926530">buon prezzo</a>: € 289,99.</p>
<p>Ma leggendo il manuale di istruzioni disponibile online e analizzando le sue caratteristiche ho capito che forse non faceva al mio caso. Infatti gli svantaggi erano molti:</p>
<ul>
<li>Essendo un disco mirror, ovvero costituito da <strong>2 HD 3,5&#8221; distinti da 1 Terabyte l&#8217;uno</strong>, occupava il <strong>doppio dello spazio di un comune disco esterno</strong>: 9,8cm di larghezza dei 2TB contro i 5.4cm di larghezza del modello da 1TB</li>
<li>Il modello preso in esame, che è quello di fascia più bassa, <strong>non prevede una porta Firewire ma solo USB 2.0</strong>. Avendo anche computer Mac, che sono dotati di queste interfacce, mi avrebbe fatto comodo usarle in modo da lasciare libere quelle USB 2.0. Il modello, identico a questo ma con anche l&#8217;interfaccia Firewire, è troppo costoso e si <a href="http://www.eprice.it/default.aspx?sku=1374040">aggira</a> sui € 469,99.</li>
<li>Essendo un sistema di <strong>mirror Raid 0/1</strong>, ovviamente, prevede <strong>l&#8217;installazione di un software proprietario per la gestione del mirror dei dischi</strong> (da installare su tutti i sistemi Mac o Win a cui dovrà essere connesso l&#8217;hard disk), anche nel caso si intenda, come nel mio caso, usarlo con configurazione Raid 0, e quindi come se fosse un unico HD da 2 Terabyte, anzi nello specifico, come 2 hard disk su un unico filesystem. Ciò, di fatto, secondo me, non volendo usare il mirroring ma tutto lo spazio a disposizione, costituisce un punto a sfavore.</li>
</ul>
<h5>Hard Disk esterno da 1 Terabyte</h5>
<p>Appurato, quindi, che, al momento delle mie valutazioni, non esisteva alcun hard disk singolo da 2 Terabyte (è recente la notizia che Western Digital ha annunciato il primo hard disk con capacità di ben 2TB, il <a href="http://www.dinoxpc.com/News/news.asp?ID_News=16145&#038;What=News&#038;tt=Il+primo+hard+disk+da+2TB+%E8+firmato+Western+Digital">Caviar Green 2TB</a>, al prezzo di 299$), e non volendo ricadere nel mirroring, <strong>ho optato per la versione da 1 Terabyte sempre della Western Digital</strong>: il <a href="http://www.westerndigital.com/it/products/products.asp?driveid=357">WDH1CS10000E</a>, ovvero il <strong>WESTERN DIGITAL &#8211; My Book Home 1 TB Tripla Interfaccia USB + FW400 + eSATA</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1918_hdd_1t_wd.jpg' alt='Hard Disk 1 Terabyte della Western Digital' /></div>
<p>Su ePrice ho trovato, anche questa volta, un <a href="http://www.eprice.it/default.aspx?sku=1374055">buon prezzo</a> di € 176,99</p>
<p>Questa volta ho trovato, invece, <strong>alcuni vantaggi</strong>:</p>
<ul>
<li>Le <strong>dimensioni sono abbastanza ridotte</strong> e comunque si attestano sui normali valori degli HD esterno da 3,5&#8221;.</li>
<li><strong>Non necessita di alcun software da preinstallare sui sistemi operativi per far funzionare l&#8217;hard disk in modalità RAID 0</strong> (anche se sono consigliati alcuni, non sono obbligatori)</li>
<li>Oltre ad 1 interfaccia <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Universal_Serial_Bus">USB 2.0</a> (la cui velocità di trasferimento arriva anche a 480 Mbit/s), <strong>dispone anche di 2 interfacce <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/IEEE_1394">Firewire 400</a></strong> (che è in grado di raggiungere i 400 Mbit/s), e 1 interfaccia <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/ESATA">eSata</a> (con velocità massima di trasferimento di ben 3 Gb/s) ottima nel caso si debbano elaborare filmati in alta definizione. Vi erano anche hard disk con interfaccia Firewire 800, in grado di innalzare la velocità della connessione a quasi 800 Mbit/s, ma i prezzi, anche questa volta iniziavano a lievitare troppo per un hard disk di 1 Terabyte</li>
</ul>
<h5>Conclusioni</h5>
<p>Insomma, alla luce di queste mie considerazione, ho optato per l&#8217;acquisto del <strong>modello da 1 Terabyte con tripla interfaccia USB + FW400 + eSATA</strong> (<a href="http://www.theosquest.com/2007/07/16/wd-my-book-button-manager-removed-and-some-frustrations/">qui</a> ho trovato una guida su come rimuovere il Button Manager, che non ho installato comunque poiché talvolta può creare qualche problema). Ovviamente <strong>queste erano le mie esigenze particolari</strong> e magari non coincideranno con le vostre. Ho però voluto condividere questi miei pensieri nella speranza possa essere utile a qualcuno nella scelta del vostro hard disk esterno. In realtà esisteva anche il modello MyBook World Edition II da 1 Terabyte con solo una interfaccia ethernet, ma è comunque dotato di una configurazione a doppio drive e di funzionalità RAID 1, cosa che, come spiegato in precedenza, non faceva al caso mio.
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		<title>Addio al formato 16:9, in arrivo il 21:9 super widescreen sul nuovo Philips Cinema 21:9 HDTV. Niente più bande nere durante la visione dei film in DVD</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/02/04/addio-al-formato-169-in-arrivo-il-219-super-widescreen-sul-nuovo-philips-cinema-219-hdtv-niente-piu-bande-nere-durante-la-visione-dei-film-in-dvd/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Feb 2009 13:27:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La notizia devo ammettere mi ha un po&#8217; spiazzato: pare, infatti, che i televisori 16:9 siano diventati oramai obsoleti se confrontati col nuovo formato proposto da Philips: il 21:9. Il vantaggio? Niente più bande nere durante la visione dei film in DVD e Bluray.
In effetti, quello che maggiormente angustia i possessori di televisori in formato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La notizia devo ammettere mi ha un po&#8217; spiazzato: pare, infatti, che <strong>i televisori 16:9 siano diventati oramai obsoleti se confrontati col nuovo formato proposto da Philips: il 21:9</strong>. Il vantaggio? <strong>Niente più bande nere durante la visione dei film in DVD e Bluray</strong>.<br />
In effetti, quello che maggiormente angustia i possessori di televisori in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/16:9">formato panoramico standard 16:9</a> è la possibilità di <strong>non potersi godere appieno la visione di un film in DVD poiché la parte superiore e inferiore viene quasi sempre riempita dalle quantomai fastidiose bande nere</strong>, a causa del famoso effetto <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Letterbox">letterbox</a> (per i formati 2.35:1).</p>
<h5>Le caratteristiche del Philips Cinema 21:9</h5>
<p>In realtà <strong>Philips è solo il primo grande nome che si affaccia nel nuovo formato dei grandi Televisori ad Alta Definizione</strong>, i famosi <strong>HDTV</strong> che raggiungono il <strong>rapporto di 21:9</strong>, ossia con un <strong>formato di 2.35:1 contro i 1.78:1 del precedente standard</strong> <a href="http://www.tecnocino.it/articolo/cinema-21-9-philips/12686/">usato</a> dalla maggior parte dei programmi satellitari o della Tv Digitale in HD trasmessa in formato 16:9.<br />
Purtroppo, però, come è noto a tutti, <strong>molte opere cinematografiche sono girate nativamente nel rapporto 2.35:1 widescreen anamorfico</strong> visualizzabili perfettamente solo dai possessori di proiettori di fascia alta, ma in genere <strong>sui televisori si passa sempre attraverso un adattamento al formato 16:9, cosa che invece non avviene per il nuovo 56&#8221; della Philips poiché si adatterebbe perfettamente al pannello 21:9</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2005_philips_21_9_a.jpg' alt='TV LCD Philips Cinema 21:9 HDTV Super Widescreen' /></div>
<p>Il modello di HDTV LCD in formato 21:9 proposto dalla Philips ha una <strong>diagonale di 56 pollici ed è tale che la sua lunghezza è più del doppio rispetto all’altezza</strong>, per una visione panoramica che sempre più si avvicina a quella del cinema. In matematica, semplificando il rapporto delle dimensioni delle tv, si otterrebbe un valore di 7:3, ma in questo caso <strong>valgono solo le leggi del marketing e lasciare un ratio di 21:9 rende maggiormente l&#8217;idea che è stata allargata la lunghezza e lasciata inalterata l&#8217;altezza dello schermo</strong> (per essere compatibile con l’attuale standard Full-HD), rendendo più facile il confronto.</p>
<p>Sebbene non siano state rilasciate informazioni riguardo alla risoluzione del pannello, si può provare ad immaginare che, facendo una proporzione con il formato Full-HD, possa facilmente raggiungere una <strong>risoluzione di 2560&#215;1080 pixel</strong>. <a href="http://www.techradar.com/news/television/philips-extends-your-eyeballs-with-cinema-21-9-515079">Techradar</a>, secondo le sue fonti, afferma che sarà dotato del sistema proprietario Ambilight Spectra oltre al Pixel Perfect Engine, ma non sarà retroilluminato a LED e lo schermo avrà un <strong>refresh di appena 0,1 ms</strong>. Inoltre, sembra che disporrà di ben <strong>cinque porte HDMI</strong>, <strong>una Ethernet, Wi-Fi</strong> e compatibilità <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Digital_Living_Network_Alliance">DLNA</a> (Digital Living Network Alliance).</p>
<p>Il nuovo <strong>Philips Cinema 21:9 è atteso per questa Primavera</strong>, con un prezzo al momento sconosciuto, ma che si dovrebbe aggirare, considerando il costo degli ultimi LCD da 50&#8243; Philips, intorno ai 3.000/4.000 euro.</p>
<p>Qui di seguito un <strong>confronto video  tra il 16:9 tradizionale e il formato cinematografico 21:9</strong>.</p>
<div align="center">
<object width="480" height="295"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/0_eu6OI36Us&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/0_eu6OI36Us&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="295"></embed></object>
</div>
<p><br/></p>
<h5>Perché si tende ad allargare le dimensioni dei televisori?</h5>
<p>Se vi state chiedendo, quindi, <strong>quale vantaggio si otterrebbe dall&#8217;allargare il campo in orizzontale</strong>, lasciando inalterato quello verticale, dovete <a href="http://www.tecnocino.it/articolo/cinema-21-9-philips/12686/">sapere</a> che questo <strong>è l&#8217;unico modo per rendere la visuale più simile al campo visivo di un essere umano</strong> che, nella vita quotidiana, normalmente usa la visione periferica destra/sinistra piuttosto che quella alto/basso. Come è facile intuire noi tutti viviamo in un mondo abbastanza piatto, in cui <strong>quello che ci circonda si sviluppa orizzontalmente</strong>. La stessa cosa accade nei film: <em>se ci sono più attori su una scena è più facile che siano disposti orizzontalmente piuttosto che uno sopra all’altro</em>!</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2005_philips_21_9_b.jpg' alt='TV LCD Philips Cinema 21:9 HDTV Super Widescreen' /></div>
<p><br/></p>
<h5>Gli svantaggi</h5>
<p>Sebbene <a href="http://www.tomshw.it/news.php?newsid=16684">secondo</a> l&#8217;azienda, la sua proposta <strong>non implica nessun problema di retro compatibilità, poiché tutti i contenuti 16:9 sono adattabili</strong> (<a href="http://www.gadgetblog.it/post/7191/tv-lcd-philips-219-in-azione">tramite</a> uno speciale algoritmo che schiaccerà solo le zone più esterne, senza evidenti problemi di visualizzazione, mantenendo quindi l’integrità nella parte centrale, mentre gli “obsoleti” 4:3 verranno invece convertiti in 16:9 con tanto di bande nere laterali), è logico immaginare che <strong>ci ritroveremmo con gli stessi problemi che prima avevamo solo con alcuni DVD girati nel formato 2.35:1 widescreen anamorfico</strong>, ma <a href="http://www.gizmodo.it/2009/01/16/il-nuovo-56-pollici-di-philips-mostra-le-immagini-in-219.html">questa volta</a> <strong>su tutti i film girati nel formato 16:9</strong> (con aspect ratio di 1.78:1, e non sono pochi) e su tutte le normali trasmissioni televisive (i cui programmi nascono in 16:9, e oramai raramente in 4:3). Il risultato è che, <strong>per la maggior parte delle volte che dovremmo usare il nostro HDTV, dovremmo scegliere se guardare la televisione deformata o perdere una parte dello schermo, dato che i 5/9 dello schermo saranno inutilizzati</strong> (riempiti dagli antiestetici bordi neri) <strong>guardando la tv tradizionale</strong>.<br />
Ovviamente questo discorso varrà <strong>fino a quando il formato 21:9 non diverrà lo standard de facto dei televisori e della trasmissioni televisive</strong>.
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		</item>
		<item>
		<title>Quando le auto della Skyhook hanno girato l&#8217;Italia per memorizzare i MAC Address dei nostri Access Point per il loro sistema di localizzazione basato sul Wi-Fi presente anche sugli iPhone e iPod Touch. E la privacy?</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/01/29/quando-le-auto-della-skyhook-hanno-girato-litalia-per-memorizzare-i-mac-address-dei-nostri-access-point-per-il-loro-sistema-di-localizzazione-basato-sul-wi-fi-presente-anche-sugli-iphone-e-ipod-touc/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2009/01/29/quando-le-auto-della-skyhook-hanno-girato-litalia-per-memorizzare-i-mac-address-dei-nostri-access-point-per-il-loro-sistema-di-localizzazione-basato-sul-wi-fi-presente-anche-sugli-iphone-e-ipod-touc/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 21:52:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ultimamente mi sono accorto come, nonostante il mio iPod Touch, non abbia una antenna GPS integrata, quando uso l&#8217;applicazione Mappe nella mia abitazione con un accesso Wi-Fi attivo, questa riesca comunque ad ottenere, con una precisione davvero certosina la mia posizione geografica. Incuriosito, ho fatto qualche ricerca e guardate cosa ho scoperto.
Come funziona la tecnologia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ultimamente mi sono accorto come, nonostante il mio <strong>iPod Touch, non abbia una antenna GPS integrata</strong>, quando uso l&#8217;applicazione Mappe nella mia abitazione con un accesso Wi-Fi attivo, questa riesca comunque ad ottenere, con una precisione davvero certosina la mia <a href="http://support.apple.com/kb/HT1975?viewlocale=it_IT">posizione geografica</a>. Incuriosito, ho fatto qualche ricerca e <strong>guardate cosa ho scoperto</strong>.</p>
<h5>Come funziona la tecnologia Skyhook e i suoi vantaggi rispetto al GPS</h5>
<p>Forse non tutti sanno che con il <strong>firmware 2.x per iPhone e iPod Touch</strong>, è stata aggiunta, tra gli altri software, anche una nuova applicazione per <strong>l&#8217;individuazione della nostra posizione e senza fare uso di GPS</strong>, ma solo della rete Wi-Fi.<br />
Per fornire questo servizio, la <strong>Apple ha stretto un accordo con <a href="http://www.skyhookwireless.com/">Skyhook Wireless</a></strong>, una società fondata nel 2003, che ha sviluppato una tecnologia proprietaria con lo scopo di sfruttare la crescita esplosiva dei dispositivi Wi-Fi e dei servizi basati sulla localizzazione.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1997_skyhook_1.jpg' alt='Skyhook e l\&#39;iPhone' /></div>
<p>Il principio è <a href="http://www.macitynet.it/macity/aA30816/gancio_cielo_per_ipod_iphone_ecco_come_apple_localizza_nostra_posizione.shtml">semplice</a>: dato che <strong>il GPS basato sulla rete di satelliti geostazionari non funziona quando ci troviamo in interni</strong> (in un appartamento) o in esterni con una scarsa visibilità del cielo tale da rendere difficile &#8220;agganciare&#8221; i satelliti (come nelle strade di città circondate da alti palazzi o nelle gallerie), e che la<strong> triangolazione tramite le stazioni radio dei cellulari</strong> richiede un po&#8217; di tempo e <strong>non è comunque molto precisa</strong> (anche se funziona meglio nelle aree urbane, dove l&#8217;elevato numero di antenne installate rende più preciso il calcolo della posizione, lo scarto in metri tra la posizione calcolata e quella reale aumenta in campagna e nelle zone rurali dove il numero delle antenne è inferiore), la Skyhook Wireless ha pensato bene di <strong>creare un enorme database di 23 milioni di punti di accesso</strong> (<strong>il sistema WPS</strong> dalle iniziali di <strong>Wi-Fi Positioning System</strong>) concentrati <strong>nelle maggiori città USA</strong>. Una operazione immane che ha richiesto oltre 5 anni di lavoro ma che alla fine ha dato i suoi frutti. <strong>Percorrendo in macchina ogni singola via pubblica</strong>, un sistema progettato e costruito ad hoc (in piccolo è possibile replicarlo con applicativi come <a href="http://www.aspecto-software.com/rw/applications/wififofum/index.html">WiFiFoFum</a> per Windows Mobile) <strong>cattura ogni secondo il segnale emesso dai router che l&#8217;auto incontra sul suo cammino, memorizzandone il codice identificativo e la potenza del segnale</strong> in quella data posizione. In <a href="http://www.programmazione.it/index.php?entity=eitem&#038;idItem=39712">particolare</a>, la localizzazione avviene mediante la <strong>scansione degli Access Point Wi-Fi (AP) presenti nell’area, ottenendone il MAC Address</strong>; mediante l’impiego di particolari algoritmi ed il confronto con il database degli AP esistenti, si determina la posizione relativa rispetto a tutti gli AP e di conseguenza la posizione assoluta. In questo modo, i <strong>sistemi di posizionamento WPS sviluppati da Skyhook Wireless</strong>, si sono dimostrati validi per <strong>determinare l’ubicazione geografica con approssimazioni di circa 20-30 metri!</strong></p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1997_skyhook_confronto.jpg' alt='Skyhook Confronto con GPS e Celle della Rete Mobile' /></div>
<p>Il vantaggio del sistema della Skyhook è che per effettuare la localizzazione <strong>il dispositivo mobile non necessita di hardware o antenne aggiuntive</strong>: il sistema ideato da Skyhook <strong>è solo software e per funzionare necessita della sola tecnologia Wi-Fi</strong>, ormai di serie su un numero sempre crescente di dispositivi, iPhone e iPod touch compresi. Quindi, quando apriamo Maps in una delle aree coperte dal servizio, Skyhook <strong>rileva i punti di accesso wireless presenti nella zona che vengono confrontati con il database più aggiornato disponibile per quella zona</strong>, una informazione fornita dai server Skyhook. Il calcolo della posizione e l&#8217;applicazione degli algoritmi proprietari determina la posizione del dispositivo e quindi quella del proprietario con una precisione sorprendente. In ambito urbano, sia outdoor che indoor, questa soluzione si è dimostrata vincente, soprattutto se si pensa all’enorme distribuzione degli AP presenti nelle grandi città USA.</p>
<h5>Il sistema Skyhook funziona anche in Italia</h5>
<p>Questa la teoria del funzionamento della tecnologia Skyhook. Il fatto strano è che quando è uscita la notizia dell&#8217;accordo tra questa società ed Apple, <strong>si sapeva che il sistema funzionava solo in America</strong>, perché fino ad allora erano state mappate solo le grandi città statunitensi. Ma in Italia non ci sperava nessuno, o almeno io non credevo che il sistema avesse mai funzionato. Infatti, ogni qualvolta un applicativo del mio iPod Touch mi chiedeva la posizione geografica, rifiutavo sempre di dargli l&#8217;autorizzazione. E&#8217; stato solo usando l&#8217;applicazione <em>Sky Way 24</em> (che rileva il traffico intorno alla tua posizione attuale) e in seguito con Maps, che mi sono accorto che <strong>aveva individuato perfettamente la mia posizione geografica</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1997_iphone_skyhook_locate.jpg' alt='iPhone Locate' /></div>
<p>Così incuriosito, ho fatto qualche ricerca su Google e, inaspettatamente ho trovato un <a href="http://www.google.com/search?client=safari&#038;rls=it-it&#038;q=skyhook+in+italia&#038;ie=UTF-8&#038;oe=UTF-8">annuncio</a> su Vivastreet di Alice della stessa SkyHook (<a href="http://209.85.129.132/search?q=cache:ODAXQNUWZ_QJ:offerte-lavoro.vivastreet.alice.it/offerte-lavoro%2Bmessina/skyhook-wireless-cerca-piloti-nella-tua-citta---urgente-/8769623+skyhook+in+italia&#038;hl=it&#038;ct=clnk&#038;cd=3&#038;client=safari">qui</a> la trovate nella cache di Google perché l&#8217;annuncio è stato ritirato), risalente al 05 Agosto 2008 per la città di Messina e che annuncia:</p>
<blockquote><p>
<strong>Skyhook Wireless cerca piloti nella tua città &#8211; URGENTE!</strong></p>
<p>Skyhookwireless è la compagnia leader nel settore della tecnologia Wi-Fi sostenuta da investitori importanti e che recentemente ha stipulato partnership con Apple per garantire i punti di accesso wi-fi con locazione per gli iPhone.</p>
<p>Stiamo aggiungendo piloti in molte aree Europee, Italia inclusa.<br />
Il ruolo consiste nel raccogliere segnali wireless durante la guida delle strade nella tua città .<br />
Noi provvediamo a fornire tutto il materiale necessario, mappe dettagliate e uno staff amichevole e disponibile che ti aiuterà a completare il lavoro.</p>
<p>Siamo flessibili su quando guidi sia in termini di ore che di giorni, non ci sono limiti a quante ore puoi guidare ma quello che richiediamo è un minimo di 35 ore a settimana per garantire un progresso costante.</p>
<p>Non devi fare soste, ma solo guidare rispettando i limiti di velocità, al resto penserà il dispositivo. Ai migliori piloti verrnno assegnate delle nuove aree costantemente.</p>
<p>Stiamo reclutando una ampia quantità di piloti percui non esitare a richiedere il posto o anche a raccomandare persone che ritieni possano essere in grado di completare il lavoro.</p>
<p>I piloti devono avere i seguenti requisiti:<br />
*Una macchina assicurata<br />
*Una patente di guida valida in Italia<br />
*Accesso ad un punto Wi-Fi (Wireless) per inviare i dati registrati<br />
*Buona conoscenza delle aree limitrofe<br />
*Conoscenza base della lingua Inglese<br />
*Conoscenza base informatica</p>
<p>Paga<br />
Skyhook pagherà 11€ netti per ogni ora di lavoro nella area asegnata</p>
<p>Application<br />
Perfavore completa questa sezione sul nostro sito cliccando questo link:</p>
<p><a href="http://driver.skyhookwireless.com/dms/form.php">http://driver.skyhookwireless.com/dms/form.php</a></p>
<p>Assicurati di selezionare la corretta città e nazione e verrai contattato al più presto con delle informazioni dettagliate su questa affascinante posizione.</p>
<p>Cordiali Saluti e in bocca al lupo!<br />
Skyhookwireless Personnel Team
</p></blockquote>
<p>Ecco, quindi, spiegato il mistero. Proprio come è avvenuto con <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Google_Street_View">Google Street View</a>, sembrerebbe, quindi, che <strong>una macchina abbia girato nelle principali città italiane e abbia geolocalizzato tutti i segnali Wi-Fi (protetti e non protetti) emessi dai nostri Access Point, registrando la posizione geografica (latitudine e longitudine) e il relativo MAC Address del Router Wireless</strong> (visibile anche nel caso di reti wireless protette in WEP/WPA/WPA2) che, <strong>essendo, per sua natura, univoco farà da riferimento assoluto nel caso di geolocalizzazione</strong>.</p>
<h5>Come inserire il proprio Access Point nel database Skyhook</h5>
<p><strong>Se, però, il vostro router Wi-Fi non è stato ancora mappato</strong>, perché magari la macchina della Skyhook Wireless non è passata nelle vostre vicinanze, o perché recentemente avete cambiato router, o, più semplicemente, perché quando è passato era temporaneamente spento, allora <strong>potete inserirlo voi stessi</strong> attraverso <a href="http://www.skyhookwireless.com/howitworks/submit_ap.php">questo form</a>, dove sarà sufficiente <strong>scrivere la via precisa della vostra abitazione per ricavare le vostre coordinate geografiche che, abbinate al MAC Address del vostro router</strong> (<a href="http://getsatisfaction.com/skyhookwireless/topics/how_do_i_find_the_mac_address_on_my_wireless_access_point">qui</a> spiega come scovarlo con software come <a href="http://netstumbler.com">NetStumbler</a> per Windows o <a href="http://istumbler.net">iStumbler</a> per Mac, ma è sufficiente installare sul vostro iPhone o iPod Touch, l&#8217;applicativo gratuito <em>Wi-Fi Checker</em> che rileverà in pochi secondi il MAC Address del vostro router wireless), <strong>per contribuire alla mappatura della vostra città anche in assenza di GPS</strong>.</p>
<h5>Privacy</h5>
<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p1997_skyhook.jpg' alt='Skyhook' /> Ora, però, sorge spontanea una domanda: siamo sicuri che gli unici dati che vengono memorizzati nei server della Skyhook Wireless, siano le coordinate georgrafiche e il Mac Address del Router? E se venisse salvato anche il <strong>SSID</strong> (<em>service set identifier</em>), ovvero il nome che voi avete dato alla vostra rete Wireless e che viene annunciato continuamente da una rete Wi-Fi per identificarsi ai suoi utenti? Ora, anche se sarebbe da incoscienti, <strong>qualcuno potrebbe mettere il proprio nome e cognome nel proprio SSID</strong> (e conosco chi lo fa). In realtà, credo che anche il solo fatto di sapere che in una tale via vi sono <em>n</em> access point privati accesi e quindi, al limite, <em>n</em> appartamenti abitati, potrebbe costituire un pericolo? Il problema, in definitiva è il seguente: <strong>perché non posso autorizzare la raccolta dei miei dati da parte di Skyhook che, invece, sembra quasi averli catturati, sniffati, alla stregua di un pirata informatico?</strong></p>
<p>Ma ecco cosa <a href="http://wifinetnews.com/archives/007496.html">risponde</a> la Skyhook Wireless:</p>
<blockquote><p>While you can protect your data, you can’t protect your base station’s identity. That’s part of the risk and part of the benefit of using a public band. The BSSID, or unique interface address of the base station, is put out there as public information because it’s part of the protocol: Wi-Fi adapters need BSSIDs to identify base stations uniquely. (Spoofing the BSSID is one of the ways that evil twins and other attacks work by fooling your computer into thinking it’s connecting to a known network.)
</p></blockquote>
<p>Il problema, quindi, è che il vostro MAC Address viene trasmesso continuamente sulle reti WiFi, anche se protetto con la crittografia sicura di WEP/WPA. Ma se noi <a href="http://askbobrankin.com/hide_your_ssid.html">nascondiamo</a> il nostro SSID, <strong>disabilitando o nascondendo il broadcast del segnale di SSID beacon</strong>, ecco che ci saremmo <strong>protetti da una scansione non autorizzata della nostra rete Wi-Fi</strong>, almeno da parte dei <em>casual users</em>. La soluzione perfetta, in realtà, sarebbe:</p>
<blockquote><p>
If you don’t like it, you can turn down the signal strength in your router, paint your home’s interior with <a href="http://news.yahoo.com/s/cmp/20070317/tc_cmp/198001494">signal-blocking paint</a>, or switch from Wi-Fi to powerline and Ethernet.
</p></blockquote>
<h5>Come rimuovere il proprio Access Point dal database Skyhook</h5>
<p>Credo che, un po&#8217; a tutti faccia una certa <strong>impressione</strong>, sapere che ogni giorno per le vie della nostra città circolano automobili che scattano foto panoramiche a 360° ed effettuano una <strong>scansione degli Access Point Wi-Fi da geolocalizzare, per porre il tutto in enormi database pubblicamente consultabili</strong>. Certo, i vantaggi sono innegabili, ma secondo me, per risolvere i problemi di privacy più o meno legittimi, ma anche solo per una questione di trasparenza dei dati, credo che <strong>la Skyhook dovrebbe mettere a disposizione</strong>, oltre che un form per <a href="http://skyhookwireless.com/howitworks/submit_ap.php">inserire nuovi AP</a>, <strong>anche una pagina per la rimozione del proprio AP dal database</strong> (che <a href="http://getsatisfaction.com/skyhookwireless/topics/update_and_or_remove_access_point_from_database">attualmente</a> non esiste).</p>
<p>Per cui, <strong>l&#8217;unica alternativa possibile, al momento, considerando che gli aggiornamenti della posizione degli access point non avviene con molta frequenza</strong>, una volta accertato che il proprio AP è stato mappato, <strong>sarebbe quello di cambiare il proprio router wireless con un altro nuovo e non ancora geolocalizzato</strong> (credo che, forse, sia possibile cambiare il MAC Address o perlomeno uffuscarlo, ma non sono esperto in questo campo).</p>
<p><strong>In America, il problema della Privacy per una catalogazione massiva di tutti gli Access Point del paese è stato posto più volte</strong> e se ne parla <a href="http://blogs.computerworld.com/node/5221">qui</a>, <a href="http://wifinetnews.com/archives/007496.html">qui</a> e <a href="http://yro.slashdot.org/article.pl?sid=07/03/20/1932253">qui</a>. Ma <strong>in Italia nessuno ne ha mai parlato seriamente</strong>, se non ribattendo la semplice notizia dell&#8217;accordo fatto con Apple. Forse <strong>è il caso di approfondire un po&#8217; il discorso</strong> anche perché <strong>la legislazione italiana/europea è diversa da quella statunitense</strong>.
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