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	<title>Levysoft &#187; Recensioni</title>
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		<title>Un mio nuovo progetto: GamerTagMatch, una community online italiana per mettere in contatto tra loro gli utenti Xbox Live</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 13:02:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Idea Lab]]></category>
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		<category><![CDATA[Xbox 360]]></category>
		<category><![CDATA[gamertagmatch]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi voglio proporvi un mio piccolo progetto, che ho portato avanti in questi ultimi mesi nei ritagli di tempo, con lo scopo di dare un senso al primo premio vinto come Miglior Blog Tecnico dell’anno 2008-2009, ovvero un piano di hosting Azienda Linux offerto da CodingWeb (la cui assistenza, fino ad oggi, si è sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi voglio proporvi un <strong>mio piccolo progetto</strong>, che ho portato avanti in questi ultimi mesi nei ritagli di tempo, con lo scopo di dare un senso al <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2009/06/15/levysoft-e-stato-giudicato-il-miglior-blog-tecnico-dellanno-2008-2009/"><strong>primo premio</strong></a> vinto come <a href="http://www.migliorblogtecnico.net/"><strong>Miglior Blog Tecnico dell’anno 2008-2009</strong></a>, <a href="http://www.cristianofino.net/post/La-proclamazione-dei-vincitori-della-prima-edizione-di-Miglior-Blog-Tecnico.aspx">ovvero</a> un piano di hosting Azienda Linux offerto da <a href="http://www.codingweb.net/">CodingWeb</a> (la cui assistenza, fino ad oggi, si è sempre dimostrata efficiente e molto rapida).</p>
<h5>L&#8217;idea</h5>
<p>Avevo in mente diversi progetti da portare avanti, ma alla fine ho deciso di <strong>puntare su qualcosa di diverso</strong> da quello a cui sono solitamente abituato, meno divulgativo di Levysoft e forse più ludico, ma <strong>non per questo meno interessante e pieno di stimoli e sfide</strong>. Tutto è nato dalla constatazione che, <strong>il gioco online, in questi ultimi anni, si sta allargando sempre più nei videogiocatori</strong> e in molti paesi dotati di banda larga, sta spopolando. Se prima, chi giocava online era solitamente un utente PC, oggi l&#8217;ago della bilancia si sta spostando sempre più verso le console, in primis la <strong>Xbox 360</strong> (sia per qualità di servizio offerto, che non per niente è anche a pagamento, che per quantità di giochi, soprattutto FPS, che offrono questa opportunità) e, quindi, a ruota, la PS3 e la WII.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2077_gamertagmatch_1.jpg' alt='GamerTagMatch' /></div>
<p>Il problema, però, che ho anche personalmente riscontrato, è che <strong>molti videogiocatori hanno difficoltà a trovare qualcuno con cui giocare online, soprattutto se intende sbloccare alcuni particolari obiettivi o semplicemente si vuole giocare in co-op</strong>. Su tutti i forum che ho visitato ho sempre letto post di qualcuno che chiedeva chi voleva giocare online con un determinato videogioco, magari in certe fasce orarie. Per chi, invece, non ha particolare esigenze, <strong>ogni forum dedica sempre una pagina con la lista di tutti gli utenti e relativi gamertag</strong> e, a volte, anche la lista dei giochi con cui si intende giocare online.</p>
<p>Il problema di tutto ciò, però, è che <strong>ogni forum è una micro-realtà locale che, se da un lato può garantire maggiore affiatamento, dall&#8217;altro risulta essere non del tutto completa</strong>. Infatti, <strong>oltre ad essere difficile trovare chi sia appassionato dello stesso gioco</strong> (a meno che non si tratti di classici come COD o Fifa), è anche vero che non esiste alcuna organizzazione di sorta in queste &#8220;megatabelle&#8221; di utenti.</p>
<h5>La situazione attuale</h5>
<p><strong>In ambito internazionale la questione è gestita in varie maniere</strong>: dall&#8217;enorme leaderboard di <a href="http://www.mygamercard.net/">MyGamerCard.net</a>, alla <a href="http://www.gametap.com/forum/xbox-live-gamertags-post-yours-and-meet-new-friends-t18039.html">lista su Gametap</a> in ambito internazionale a all&#8217;interessante clan di <a href="http://www.avforums.com/forums/xbox-live-clans/710609-avf-online-matchmaker-gamertags.html">AVF Matchmaker Gamertags</a> o quella meno organizzata del <a href="http://forums.electronicarts.co.uk/meet-your-match/380880-xbl-gamertags.html">sito EA</a>, fino ad arrivare al <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=2218946550">gruppo su Facebook</a> e su <a href="http://gamesource.groups.yahoo.com/group/XboxLIVEplayers/">Yahoo! Groups</a>.<br />
Eccetto il caso di un solo sito italiano che offre qualcosa di organizzato (<a href="http://www.xboxway.com/xboxlive/ClassificaGiocatori.aspx">Xbox LIVE Way</a>, mentre è da tempo chiuso <a href="http://www.gamertag.it/ricerca.asp">gamertag.it</a>), <strong>in Italia, almeno dal mio punto di vista la questione è lasciata al singolo forum che si organizza con post a tema</strong> (un esempio è la <a href="http://forums.xbox.com/41646/ShowPost.aspx">Lista Gamertag Italiani</a> del forum sul sito Xbox.com).</p>
<h5>Le esigenze</h5>
<p><strong><a href="http://www.gamertagmatch.com/">GamerTagMatch</a></strong>, quindi, non fa altro che rispondere a queste esigenze: <strong>realizzare un unico database di giocatori italiani amanti del gioco online, in cui ognuno possa lasciare il proprio gamertag, la propria lista di giochi preferiti per l&#8217;online e lasciare, nel proprio profilo,  le motivazioni per cui si vuole giocare in Live, per avere subito quanti e quali giocatori hanno lo stesso nostro gioco</strong>. Inoltre, ogni volta che qualcuno aggiungerà lo stesso gioco che avremo noi, ci arriverà una <strong>mail di notifica che ci avviserà della possibilità di incontrare nuove persone online</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2077_gamertagmatch_2.jpg' alt='GamerTagMatch - Lista Giochi' /></div>
<p>Purtroppo, non facendo parte del <em>Xbox Community Developer Program</em> (credo inoltre che serva un sito realizzato in asp), non ho potuto realizzare un sito che comunicasse in tempo reale con la piattaforma di Xbox LIVE, in modo da poter recuperare automaticamente le informazioni dei giocatori online. Ma è anche vero che non era questo lo scopo del mio progetto.</p>
<p>Infatti, <strong><a href="http://www.gamertagmatch.com/">GamerTagMatch</a> non è solo un semplice archivio online ma anche un luogo di incontro in cui creare vere comunità di appassionati intorno ad uno o più videogiochi</strong>. E&#8217; possibile quindi <strong>scambiarsi messaggi tra amici, seguire i flussi wire (una sorta di twitter locale) e commentare i vari giochi</strong>.</p>
<p>Data la natura particolare del sito, <strong>ho deciso di inserire nel database, solo i giochi che presentassero la possibilità di giocare online, sia in co-op che in vs</strong> (al momento ho inserito già 142 titoli). <strong>Per cui non troverete capolavori indiscussi</strong> (faccio l&#8217;esempio di Assassin&#8217;s Creed 2) <strong>se questi giochi non avranno una componente Multiplayer Live</strong>. Questa è una precisa scelta editoriale: essendo un sito dedicato a tutti coloro che vorranno incontrare nuovi amici per giocare in Live, mettere a disposizione anche una lista di giochi che non hanno una componente online era quantomeno confusionario e dispersivo. <strong>Infatti, ogni utente non dovrà scegliere tutti i giochi che ha nel proprio scaffale ma soltanto quelli che, al momento, preferisce giocare online</strong>. Per cui potrete modificare la vostra lista a piacimento: per esempio, se fino a ieri vi faceva piacere giocare online con Pes 2009 e Pes 2010, oggi potrete decidere di esservi stufati di giocare a Pes 2009 e dedicarvi solo a Pes 2010, per cui basterà togliere dalla propria lista il gioco in questione in modo da essere sicuri che nessun altro potrà contattarvi per quel particolare gioco.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2077_gamertagmatch_5.jpg' alt='GamerTagMatch - Dettaglio del Gioco' /></div>
<h5>Elgg</h5>
<p><strong>Ho provato a creare il sito il più semplice ed immediato possibile, in modo che richiedesse il minor numero di operazioni ma al contempo offrisse il maggior numero di possibilità</strong>. Per ottenere ciò mi sono basato sull&#8217;ultima versione stabile di <a href="http://elgg.org/"><strong>Elgg</strong></a> (passando prima in rassegna altri alternative come <em><a href="http://www.boonex.com/dolphin/">Dolphin</a>, <a href="http://www.jomsocial.com/">JomSocial</a> e <a href="http://buddypress.org/">BuddyPress</a></em>), un ottimo CMS per la costruzione di social network, opportunamente stravolto e modificato in base alle mie esigenze. Devo dire che <strong>è stata una bella esperienza</strong> perché sono potuto andare a fondo in molti dettagli dell&#8217;applicativo web, <strong>apprezzandone al contempo la sua nascosta complessità e la sua flessibilità</strong>.</p>
<h5>Fase Beta</h5>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2077_gamertagmatch_3.jpg' alt='GamerTagMatch - Homepage' /></div>
<p>Attualmente <strong><a href="http://www.gamertagmatch.com/">GamerTagMatch</a> è ancora in versione beta</strong> (la 0.8), il che significa che <strong>funziona in tutti i suoi macro aspetti ma ancora devo mettere a punto qualche piccolo dettaglio</strong>. </p>
<p><strong>GamerTagMatch</strong>, per quanto riguarda i menu e l&#8217;interfaccia utente, è <strong>localizzato sia in italiano che in inglese, mentre i contenuti</strong> (come le descrizioni dei giochi e le news) <strong>sono solo in italiano</strong>. Se poi questa community riuscirà a crescere potrò iniziare a rendere più internazionale il progetto (che comunque presenta realtà molto complesse e variopinte): ma ovviamente, <strong>come ogni progetto, sarete voi a decretarne il successo o la disfatta</strong>.</p>
<h5>Privacy</h5>
<p>All&#8217;inizio avevo pensato di lasciare visibile anche ai non iscritti il dettaglio degli utenti che giocavano ad un certo videogioco online, compresa la propria gamertag (in modo da espandere le potenzialità del sito in maniera esponenziale). Ma alla fine ho creduto più utile, però, <strong>per preservare la privacy degli utenti</strong>, fare un passo alla volta. Quindi, i <strong>non iscritti potranno vedere solo i giochi con il numero di utenti che vi giocano, ma non le loro gamertag</strong>. Per vedere <strong>maggiori dettagli sarà quindi necessario iscriversi, gratuitamente, al sito</strong>. Questa è una soluzione intermedia: avrei anche potuto fare in modo che solo chi possiede un gioco potesse vedere le altre gamertag (magari con un moderatore che validasse la lista dei giochi) oppure solo dietro richiesta di amicizia. Ma così facendo avrei tarpato le ali ad <strong>un sito che per sua natura doveva essere veloce, snello e rapido da consultare</strong>. Ovviamente, in base all&#8217;esperienza che maturerò nel corso dei prossimi mesi e alle richieste, ai commenti e ai suggerimenti degli utilizzatori, potrò delineare la giusta strada da percorrere.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2077_gamertagmatch_4.jpg' alt='GamerTagMatch - User' /></div>
<h5>Perché solo Xbox 360?</h5>
<p>Molti mi hanno chiesto <strong>perché dedicare un sito solo ai videogiochi per Xbox 360</strong> e non volgere lo sguardo pure ai quelli per PS3 e WII: la risposta è semplice ma anche molteplice. Se quella più ovvia potrebbe essere perché, almeno <strong>attualmente, la Xbox 360 mostra la migliore esperienza videoludica per quanto riguarda il gioco online</strong>, la sua maturità è tale che PS3 e WII non riescono ancora a competere con questa realtà. <strong>Ma è anche vero che la mia scelta è stata dettata dal fatto che per iniziare bene un nuovo progetto, sono voluto andare con i piedi di piombo e approfondire al meglio tutti gli aspetti con una sola tecnologia</strong>. Quando poi mi sentirò pronto (e magari anche il mercato lo sarà) potrò pensare di allargare GamerTagMatch verso altri ameni lidi, come i MII (con i Codice Amico Wii) e i Playstation Network Tag della PS3. Ma tutto questo sarà subordinato ai risultati che potrò ottenere con questo nostro nuovo progetto, <strong>perché il successo o la disfatta sarete voi a proclamarla!</strong></p>
<h5>Un po&#8217; di social network</h5>
<p>Ovviamente <strong>potete trovare la community di <a href="http://www.gamertagmatch.com/">GamerTagMatch</a> anche su Twitter, Facebook e Google Friend Connect</strong>:</p>
<p><strong>Twitter</strong>: <a href="http://twitter.com/GamerTagMatch">http://twitter.com/GamerTagMatch</a><br />
<strong>Facebook</strong>: <a href="http://www.facebook.com/pages/GamerTagMatch/237871898619">GamerTagMatch Fan Page</a><br />
<strong>Google Friend Connect</strong>: gamertagmatch -AT- gmail.com (sostituire -AT- con @)</p>
<p>Quindi, ogni volta che ci sarà qualche <strong>novità sul sito</strong> o verranno <strong>aggiunti nuovi giochi che gestiscono il Multiplayer in Live</strong>, oltre al classico <a href="feed://gamertagmatch.com/?view=rss"><strong>feeder RSS</strong></a>, avrete un altro modo per essere sempre aggiornati!</p>
<h5>Cerco Beta Tester</h5>
<p><strong><a href="http://www.gamertagmatch.com/">GamerTagMatch</a> è una community italiana che deve la sua esistenza essenzialmente alla vostra presenza e collaborazione tra le sue pagine</strong>. <strong>Senza utenti una community non può esistere</strong> e solo quando il loro numero sarà consistente, lo scopo ultimo di GamerTagMatch potrà essere raggiunto: trovare per ogni gioco quanti più giocatori possibili disposti a giocarci in Live! Ma ricordate: <strong>GamerTagMatch è e sarà sempre gratuito!</strong><br />
Anzi, <strong>per premiare i miei utenti ho anche intenzione di fare qualche regalo</strong>, magari <strong>qualche Day One di primo ordine da portare a casa o qualche abbonamento Xbox Live trimestrale/annuale gratis</strong>. </p>
<p>Queste sono le mie intenzioni ma ora devo solo rimboccarmi le maniche e partire. Con questo sito ho<strong> voluto lanciarmi una sfida, spero che venga accolta calorosamente da tutti coloro che amano il gioco online</strong> e che possiate trovarvi bene tra le pagine del mio nuovo sito. </p>
<p>Anche se attualmente il sito è nella fase di beta testing, <strong>le iscrizioni sono gratuite e aperte a tutti</strong>! E allora, cosa aspettate: <strong>correte subito ad <a href="http://www.gamertagmatch.com/account/register.php">iscrivervi a GamerTagMatch</a></strong> e scegliete i vostri giochi preferiti per Xbox Live!
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		<title>Wordpress 2.9: supporto allo standard oEmbed</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 15:27:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Web TV]]></category>
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		<category><![CDATA[youtube]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi ho upgradato il mio sito alla nuova versione 2.9 di Wordpress con la oramai classica operazione indolore di aggiornamento automatico (una vera manna dal cielo). Tra le novità rilevanti, troviamo la possibilità di aggiornare 10 plugin in un solo passaggio (invece di dover fare vari clic per ognuno di essi), un utile e veloce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ho upgradato il mio sito alla nuova <strong>versione 2.9 di Wordpress</strong> con la oramai classica operazione indolore di aggiornamento automatico (una vera manna dal cielo). Tra le <a href="http://www.wordpress-it.it/2009/12/22/wordpress-2-9-in-italiano-carmen/">novità</a> rilevanti, troviamo la possibilità di <strong>aggiornare 10 plugin in un solo passaggio</strong> (invece di dover fare vari clic per ognuno di essi), un utile e veloce <strong>editor di immagini incorporato</strong> che permette di ritagliare, modificare, ruotare invertire e scalare le proprie immagini e la funzionalità di <strong>mettere in un ”cestino” i propri post cancellati</strong> (in modo da poterli recuperare in un secondo momento), eliminando anche i fastidiosi messaggi di conferma che apparivano ad ogni cancellazione.</p>
<p>Infine, cosa molto utile, è stata <strong>aggiunta la funzione di inclusione automatica dei video, semplicemente incollando la URL del video</strong> su una sola riga e magicamente questa verrà trasformata nel corretto codice di embed. I siti supportati sono: <strong>YouTube, Daily Motion, Blip.tv, Flickr, Hulu, Viddler, Qik, Revision3, Scribd, Google Video, Photobucket, PollDaddy e WordPress.tv</strong>.<br />
Per chi non lo sapesse, questa funzionalità è nota col nome di <a href="http://oembed.com/"><strong>oEmbed</strong></a>, il <strong>formato aperto di incorporamento automatico dei video</strong>. <a href="http://www.google.com/support/youtube/bin/answer.py?hl=it&#038;answer=164669">Infatti</a>, in genere è necessario copiare il codice per l&#8217;incorporamento di un video di YouTube dal video stesso e incollarlo nel proprio sito web/blog. Se il sito web supporta <a href="http://www.oembed.com/">oEmbed</a>, però, è possibile incollare l&#8217;URL del video anziché l&#8217;intero codice per l&#8217;incorporamento. Il video verrà comunque visualizzato come incorporato nella pagina.<br />
Quindi, se prima occorreva scrivere il seguente codice per visualizzare un video sul proprio sito:</p>
<p><code>&lt;object width="425" height="350"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/HEheh1BH34Q"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/watch?v=HEheh1BH34Q" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt; 
</code></p>
<p>ora, con oEmbed è possibile semplicemente incollare l&#8217;URL del video nel proprio blog:</p>
<p><code>
http://www.youtube.com/watch?v=HEheh1BH34Q
</code></p>
<p>Come vedete, <strong>oltre a risparmiare codice html, ne risente positivamente la pulizia del codice</strong>.</p>
<p>Per testare questa nuova funzionalità offerta da Wordpress 2.9, <a href="http://noneun.tumblr.com/post/295052275">eccovi</a> un video<strong> affascinante che ci fa capire quanto siamo piccoli nell&#8217;universo</strong> (da mettere i brividi):</p>
<p><object width="500" height="306"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/HEheh1BH34Q&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/HEheh1BH34Q&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="306" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p class="akst_link"><a href="http://www.levysoft.it/?p=2073&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_2073" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a></p>
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		<title>Play Boy, Play UBI: come ottenere un buono sconto di 50 euro da spendere presso MediaWorld o Saturn</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/12/14/play-boy-play-ubi-come-ottenere-un-buono-sconto-di-50-euro-da-spendere-presso-mediaworld-o-saturn/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 13:37:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Idea Lab]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[banca]]></category>
		<category><![CDATA[buzzparadise]]></category>
		<category><![CDATA[mediaworld]]></category>
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		<category><![CDATA[ubibanca]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo è un post sponsorizzato: è la prima volta che ne scrivo uno ma volevo provare anche questa possibilità, soprattutto perché il messaggio di fondo credo possa interessare in molti.

Sto parlando della promozione Play Boy, Play UBI, portata avanti da UBI BANCA (un consorzio di banche che unisce otto istituti bancari italiani) e rivolta solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Questo è un post sponsorizzato: è la prima volta che ne scrivo uno ma volevo provare anche questa possibilità, soprattutto perché il messaggio di fondo credo possa interessare in molti.<br />
</em></p>
<p>Sto parlando della promozione <a href="http://www.playubi.ubibanca.com/"><strong>Play Boy, Play UBI</strong></a>, portata avanti da <a href="http://www.ubibanca.it/"><strong>UBI BANCA</strong></a> (un consorzio di banche che unisce otto istituti bancari italiani) e rivolta solo ai giovani con un <strong>età compresa tra i 14 ed i 29 anni</strong>, offrendo loro un <strong>buono sconto da 50 euro</strong> (sotto forma di <strong>gift card</strong> con codice a 16 cifre) per acquistare un <strong>lettore multimediale</strong> (es. iPod Touch), una <strong>console giochi</strong> o relativi accessori, presso tutti i punti vendita <strong>Saturn</strong> e <strong>Media World</strong> in Italia (ma anche direttamente sul sito <a href="http://compraonline.mediaworld.it/webapp/wcs/stores/servlet/StoreCatalogDisplay?storeId=20000&#038;catalogId=20000&#038;langId=-1">Mediaworld Compra Online</a>) se si decide di prendere una <strong>carta prepagata</strong> gratuita <strong>UBI BANCA</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2071_playboy_playubi_spot.jpg' alt='Play Boy, Play UBI' /></div>
<p>I <strong>vantaggi di questa offerta</strong> sono innumerevoli: oltre al fatto di disporre di un buono sconto che, sotto il periodo di Natale, non fa mai male, è possibile <strong>ricevere un ulteriore buono di 20 euro</strong> (anch’esso spendibile presso le catene di elettronica già citate), se si presenta un proprio amico non Cliente. Inoltre la carta prepagata Play Ubi è <strong>totalmente gratuita e senza spese di ricarica</strong> per i 3 anni di durata della carta, e, se ci si mette pure il fatto che <strong>non serve aprire alcun conto corrente</strong> (né presso UBI Banca ne presso altri istituti finanziari) e che <strong>non è richiesto alcun deposito iniziale</strong> (ne tantomeno obblighi di ricarica periodica), allora posso a ragione affermare che <strong>la nuova iniziativa di UBI Banca non sia da lasciarsi scappare</strong> (peccato che io abbia poco più di 29 anni altrimenti avrei aderito volentieri).</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2071_playboy_playubi_spot_2.jpg' alt='Play Boy, Play UBI' /></div>
<p>Io <strong>attualmente uso una Postepay per le mie spese su internet</strong>, in quanto l&#8217;uso di una carta di credito prepagata mi offre una maggiore sicurezza durante le transizioni commerciali, in quanto l&#8217;eventualità di una sottrazione del codice mette a rischio solo gli importi caricati (di solito molto bassi). <strong>L&#8217;unico inconveniente che trovo nella Postepay è che (oltre ad avere un piccolo costo di attivazione), ad ogni ricarica devo sempre pagare un 1 euro</strong> e siccome il principio con cui io uso una carta prepagata è quello di mettere nel borsellino elettronico il giusto quantitativo di denaro per effettuare una transazione, è evidente che in questo modo, a fronte di una maggiore sicurezza, ho anche una maggiore spesa nel corso dell&#8217;anno. E&#8217; per questo che <strong>sto iniziando a valutare la carta Play UBI anche da questo punto di vista, dato che non ha spese di attivazione e tutte le ricariche sono totalmente gratuite</strong>.</p>
<p>C&#8217;è da dire, però che <a href="http://www.cristianofino.net/post/Con-la-carta-prepagata-gratuita-Play-UBI-in-omaggio-buoni-sconto-fino-a-70-euro-presso-Media-World-o-Saturn.aspx">girando</a> un po&#8217; su internet ho <a href="http://www.dreamsworld.it/emanuele/2009-11-26/play-boy-play-ubi/">letto</a> che, almeno a detta dei primi utilizzatori (per cui sono informazioni di seconda mano magari da verificare direttamente con la banca), questa carta prepagata non può essere utilizzata con servizi come Paypal e, inoltre, sembra che la carta rimanga totalmente gratuita solo se il saldo trimestrale non supera i 77,47€, altrimenti si paga l&#8217;imposta di bollo di 1,81€. Ma la sostanza comunque non cambia: <strong>l&#8217;offerta a me pare comunque buona</strong>.</p>
<p>Per cui se vi interessa avere a costo zero una carta prepagata e magari anche un buono di 70 euro (50€+20€) per i vostri regali tecnologici natalizi, ricordatevi solo che <strong>l’offerta scade l’8 Gennaio 2010</strong> e, siccome non la si può attivare online, ma solo recandosi in una filiale, <a href="http://www.ubibanca.com/cerca-filiale">qui</a> trovate l&#8217;elenco delle filiali UBI Banca.</p>
<p><script type="text/javascript">bpxt_ig="ligne01_03.gif";bpxt_ib=12520;bpxt_ic = "95";</script><script src="http://stats.buzzparadise.com/MarkerBlg/7a8d3a1d-74a9-494a-b853-84aaefb7751a/12520/BpJsUser.js" type="text/javascript"></script></p>
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		<title>Niiu: il primo quotidiano personalizzato d’Europa</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 11:08:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ In tempi in cui c&#8217;è una evidente crisi internazionale della stampa stampata a tutto favore dell&#8217;informazione online e di crisi del ruolo del giornalista confrontato continuamente con quello del blogger, c&#8217;è anche chi ama azzardare e andare controcorrente puntando tutto sulla pagina scritta, ma lo fa in maniera originale.
La sua redazione è in Germania [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p2067_niiu_logo.gif' alt='Niiu' /> In tempi in cui c&#8217;è una evidente <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2009/03/24/la-crisi-della-carta-stampata-in-futuro-pagheremo-5-centesimi-ad-articolo-per-poter-leggere-le-notizie-dei-giornali-online/"><strong>crisi internazionale della stampa stampata</strong></a> a tutto favore dell&#8217;informazione online e di crisi del <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2009/09/24/perche-equiparare-la-blogosfera-con-le-testate-giornalistiche-tradizionali-riflessioni-sul-fact-checking-e-il-blog-power/">ruolo del giornalista confrontato continuamente con quello del blogger</a>, c&#8217;è anche chi ama azzardare e andare controcorrente puntando tutto sulla pagina scritta, ma lo fa in maniera originale.</p>
<p>La sua redazione è in Germania e la testata giornalistica, nata il <strong>16 ottobre 2009</strong> dall&#8217;idea di due studenti berlinesi di 23 e 27 anni, Wanja Soren Oberhof e Hendrik Tiedemanne, si chiama <a href="http://www.niiu.de/"><strong>Niiu</strong></a> ed ha la prerogativa, sinora unica, di <strong>allineare l&#8217;informazione ai gusti di ogni singolo lettore, recapitando a casa di ciascuno una edizione personalizzata del giornale</strong>, scegliendo gli articoli su una <strong>selezione di testate locali, nazionali e internazionali, web compreso</strong>. Il costo sarà di 1,20€ per gli studenti e di 1,80€ per gli altri (per dare un metro di paragone, un giornale di stampo classico come Bild costa 0,60€, mentre il Tagesspiegel costa 0.95€).</p>
<h5>Un esempio d&#8217;oltreoceano</h5>
<p>Questa <strong>inaspettata sinergia tra carta stampata e web</strong>, l&#8217;abbiamo già ritrovata, se <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2009/03/12/negli-usa-the-printed-blog-un-quotidiano-gratuito-fara-da-aggregatore-dei-migliori-contenuti-pubblicati-dai-blog-come-e-la-situazione-in-italia/">ricordate</a>, ad inizio di quest&#8217;anno, quando negli USA è nato <a href="http://www.theprintedblog.com/"><strong>The Printed Blog</strong></a>, un <strong>giornale gratuito stampato su carta</strong> (<strong>sei pagine a colori</strong> confezionate da una redazione ridotta all’osso), distribuito nelle principali città americane (Chicago, San Francisco, New York), che in grado di <strong>aggregare i migliori contenuti locali pubblicati online su blog e social network</strong>, secondo il classico modello del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Crowdsourcing">crowdsourcing</a>.</p>
<h5>La rivoluzione di Niiu</h5>
<p>Ma a differenza di The Printed Blog, <strong>è stata messa in atto una altra piccola rivoluzione che trasforma il lettore, passivo per natura, in un particolare editore, con un ruolo attivo di merge delle informazioni</strong>. Concepito per <strong>attirare i giovani alla lettura dei quotidiani</strong>, il <strong>concetto editoriale</strong> su cui Niiu si basa è altamente <strong>innovativo</strong>, poiché <strong>ciascun lettore potrà costruirsi il proprio Niiu</strong>, in base alle <strong>preferenze segnalate in fase di sottoscrizione</strong> sul sito web del giornale, ed è in grado di <strong>integrare gli articoli tradizionali</strong> (di testate giornalistiche classiche) con <strong>contenuti provenienti da blog, reti sociali e RSS feed</strong>, magari condito con giochi, andamento delle azioni in borsa e meteo della propria città, il tutto stampato in versione individuale su carta, <strong>con una foliazione diversificata, da 8 a 60 pagine</strong>, a scelta dei lettori (anche in base al giorno: per esempio otto pagine il lunedì, ma 60 pagine il venerdì). Gli articoli, in <strong>lingua inglese e tedesca</strong>, possono essere <strong>scelti da circa 500 testate</strong> con cui sarebbero stati stretti degli accordi.</p>
<h5>Le aspettative</h5>
<p>Secondo la tesi dei loro ideatori, molti giovani ‘’<em>sono stanchi di informarsi su internet e sono pronti a pagare per un giornale di loro gradimento</em>’’. L’ obbiettivo è quello di raggiungere il <strong>traguardo delle 5.000 copie in sei mesi a Berlino</strong> e il vantaggio, oltre che per la nuova generazione di lettori, sarà anche per <strong>gli inserzionisti</strong> perché <strong>avranno il vantaggio unico di fare pubblicità estremamente mirata e toccare dei segmenti di consumatori molto precisi</strong>.</p>
<p>Ora non resta che rimanere in attesa e vedere se questo esperimento avrà successo e magari chissà se anche noi potremo usufruire di questo nuovo modello di informazione.
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		<title>Get Lyrical: scaricare automaticamente i testi delle canzoni della vostra libreria iTunes su Mac OS X</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/11/20/get-lyrical-scaricare-automaticamente-i-testi-delle-canzoni-della-vostra-libreria-itunes-su-mac-os-x/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 11:42:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa estate, uno dei migliori widget per la Dashboard di Mac OS X, Harmonic 2.3, per la ricerca e il salvataggio automatico dei testi delle canzoni che di volta in volta si ascoltava su iTunes, aveva smesso di funzionare perché il servizio su cui si appoggiava, LyricWiki, un efficiente archivio collaborativo di tipo wiki dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa estate, uno dei migliori widget per la Dashboard di Mac OS X, <strong>Harmonic 2.3</strong>, per la ricerca e il salvataggio automatico dei testi delle canzoni che di volta in volta si ascoltava su iTunes, <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2009/08/04/lyricwiki-si-piega-alle-major-delle-case-discografiche-e-disattiva-le-api-per-scaricare-in-automatico-i-testi-delle-canzoni/">aveva smesso di funzionare</a> perché il servizio su cui si appoggiava, <a href="http://lyrics.wikia.com/Main_Page"><strong>LyricWiki</strong></a>, un <strong>efficiente archivio collaborativo di tipo wiki dei testi delle canzoni</strong>, non metteva più a disposizione le API per la ricerca delle lyrics <a href="http://groups.google.com/group/lyricwiki-api/browse_thread/thread/733ccd919d654040">in quanto</a> non era stato più possibile rinnovare gli accordi di licenza con i più grandi editori dell’industria musicale. Insomma un&#8217;altra vittima della continua guerra delle major discografiche.</p>
<p>Purtroppo il mancato funzionamento di Harmonic, rendeva di fatto inutile la <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2008/05/02/come-trovare-in-automatico-le-lyrics-di-tutte-le-canzoni-presenti-nella-vostra-libreria-itunes-e-sincronizzarle-col-vostro-ipod/">procedura</a> che avevo scritto qualche tempo fa, su come <strong>automatizzare il processo di ricerca di tutti i testi delle canzoni della nostra libreria iTunes</strong>, sfruttando l&#8217;azione combinata del widget <a href="http://mindquirk.com/apps/harmonic/">Harmonic</a> e dell&#8217;applescript per iTunes, <a href="http://dougscripts.com/itunes/scripts/scripts02.php?page=1#needledrop">Needle Drop</a>.</p>
<h5>Get Lyrical</h5>
<p>Nonostante il progetto di <strong>Harmonic</strong>, per cercare di farlo riprendere vita, sia stato <strong>recentemente reso Open Source</strong> e <a href="http://github.com/supapuerco/harmonic">ospitato su GitHub</a>, purtroppo, al momento in cui scrivo, ancora non risulta funzionante. E&#8217; per questo che mi sono messo alla ricerca di una valida alternativa e sono approdato su un ottimo software per Mac OS X: <a href="http://shullian.com/get_lyrical.php"><strong>Get Lyrical</strong></a>. Giunto recentemente alla <strong>versione 3.4 con la localizzazione in italiano</strong>, è una <strong>applicazione gratuita per Leopard e Snow Leopard</strong> de La Shullian Productions che, come Harmonic, permette di aggiungere i testi alle canzoni della vostra libreria iTunes (e salvandoli nel relativo tag dei vostri file mp3) prendendoli sempre dal sito <a href="http://lyrics.wikia.com/Main_Page">LyricWiki</a>, ma senza sfruttare le API bensì, semplicemente, con uno scraping dei dati dal sito (almeno è quello che presumo io dato che le API sono stati disabilitate).</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2066_getlyrical.jpg' alt='Get Lyrical' /></div>
<p>Sicuramente <strong>Get Lyrical è una soluzione migliore di quella Harmonic + Needle Drop</strong>, in quanto è un semplice applicativo che si occupa tutto lui di scansionare i file. Infatti, è <strong>possibile scaricare i testi facendo riferimento ad una selezione di canzoni fatta su iTunes (quindi se volete far partire la scansione su tutti i brani della vostra libreria, non dovete far altro che selezionarli tutti) oppure semplicemente al brano corrente</strong>, mentre se si attiva la modalità &#8220;<strong>Active Tagging</strong>&#8221; il programma <strong>rimane sempre attivo per scaricare automaticamente tutti i testi delle canzoni in riproduzione su iTunes</strong>. Se poi, non è stato possibile scaricare i testi di alcune canzoni, premendo il pulsante <strong>Show Untagged</strong> vi verrà mostrata una <strong>playlist su iTunes che raccoglierà tutti i brani senza lyrics</strong> i cui testi potranno essere <strong>ricercati manualmente su Google</strong> (una funzione che forse mi manca di Harmonic, è un tasto per aprire direttamente il browser con la la chiave di ricerca impostata già su Google)</p>
<p>Ovviamente <strong>tutti i testi scaricati  saranno visualizzati, dopo la sincronizzazione dei brani, anche sul nostro iPhone/iPod Touch</strong>.</p>
<p>Come accade per tutti i programmi di ricerca testi, Get Lyrical, <strong>lavora bene solo se i tag dei file mp3 relativi al titolo della canzone e all’autore sono corretti e completi</strong>. Dalle prove da me effettuate, un buon 90% dei brani veniva riconosciuto, un po&#8217; come su Harmonic (ed era logico dato che la fonte dei dati è la stessa), ma <strong>ha dalla sua una semplicità, un eleganza e una interfaccia minimale senza eguali che lo rendono di diritto uno dei programmi migliori</strong>, per il mondo Mac, nella ricerca automatica delle lyrics importate su iTunes.
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		<title>TeamViewer: alternativa a VNC per remotizzare il PC di casa dal lavoro senza nessuna configurazione e superando anche i firewall più potenti</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/11/04/teamviewer-alternativa-a-vnc-per-remotizzare-il-pc-di-casa-dal-lavoro-senza-nessuna-configurazione-e-superando-anche-i-firewall-piu-potenti/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 12:07:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sinora, per controllare e amministrare il proprio computer a distanza, accedendo ai vari servizi disponibili su di esso, ho sempre puntato a servizi come VNC (con le sue varianti RealVNC, UltraVNC, TightVNC), il software di controllo remoto per eccellenza, o in caso di presenza di Windows XP Pro, al più performante (almeno nelle intranet) e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sinora, per <strong>controllare e amministrare il proprio computer a distanza</strong>, accedendo ai vari servizi disponibili su di esso, ho sempre <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2008/10/06/tips-mac-vnc-client-e-server-integrati-in-mac-os-x-leopard-e-mocha-vnc-per-iphoneipod-touch/">puntato</a> a servizi come <strong>VNC</strong> (con le sue varianti <a href="http://www.realvnc.com/">RealVNC</a>, <a href="http://www.uvnc.com/">UltraVNC</a>, <a href="http://www.tightvnc.com/">TightVNC</a>), il software di controllo remoto per eccellenza, o in caso di presenza di Windows XP Pro, al più performante (almeno nelle intranet) e reattivo <strong>protocollo RDP</strong>, con il suo <a href="http://www.microsoft.com/italy/products/mac/products/remote-desktop/default.mspx"><strong>Remote Desktop Connection</strong></a> di Microsoft. Se però questo genere di soluzione risulta essere ottimale nelle LAN (casalinghe o aziendali che siano) <strong>i primi problemi si pongono quando si vuole remotizzare una macchina da una postazione che non risiede nella stessa rete</strong>. Il caso più tipico è quello di voler <strong>remotizzare dalla propria postazione lavorativa il proprio PC di casa</strong>, magari anche solo per leggere la posta o per recuperare quella relazione importante che ci si è dimenticati di portarsi al lavoro.</p>
<h5>Lo svantaggio di passare tra i router</h5>
<p>Infatti, tutte queste tecniche hanno un grosso <strong>svantaggio</strong>: necessitano la <strong>configurazione di un router che deve essere istruito per instradare il traffico verso la macchina da controllare</strong>. Se questo risulta essere uno svantaggio per i neofiti delle rete (con qualche guida su internet è comunque facile superare il problema), risulta un problema insormontabile se si dispone anche di un router con un firmware vecchio o buggato (o semplicemente bloccato come molti di quelli che fornisce Alice ADSL) che non permettono il NAT delle porte (tipicamente il port forwarding di 5800 e 5900). Per finire, dato che solitamente al PC viene assegnato un indirizzo IP pubblico dinamico, occorrerà usare servizi come quelli offerti da <a href="http://www.no-ip.com">No-Ip</a> (o lo storico <a href="http://www.dyndns.com/">DynDNS</a>) in modo da avere <strong>associato ad un dominio di terzo livello come xxx.no-ip.com il vostro ip dinamico</strong>, con lo scopo di avere uno pesudo &#8220;ip&#8221; statico a cui far puntare il nostro client VNC. Insomma, ricapitolando, occorre almeno installare due software (<em>VNC per la remotizzazione</em> e <em>No-IpDUC per risolvere un indirizzo ip dinamico con un dominio di terzo livello</em>) e quindi configurare correttamente le porte sul router/firewall.</p>
<p>Se non avessi avuto problemi con il mio router sicuramente avrei adottato la <strong>soluzione VNC/NO-IP</strong> ma dopo vari giorni di prove avevo finalmente capito che esisteva un particolare bug nel firmware del mio router (e mai patchato) che mi impediva di procedere con questa tecnica, laboriosa ma al contempo consolidata.</p>
<h5>EchoVNC</h5>
<p>In realtà, <strong>esistono anche altri sistemi in grado di saltare il filtro di qualsiasi router o firewall</strong>.  Uno tra questi è il <strong>progetto opensource EchoVNC</strong> (basato sulle DLL opensource <strong>echoWare</strong>) in grado di <strong>garantire l&#8217;uso del software di controllo remoto VNC anche tra macchine protette da un firewall</strong>. In pratica, grazie ad EchoVNC è possibile raggiungere a distanza un pc anche attraverso internet <strong>senza dover configurare il reindirizzamento di porte sul router o di creare eccezioni sul firewall</strong>. Ma da quanto ho potuto <a href="http://www.hwupgrade.it/forum/archive/index.php/t-1805912.html">leggere</a>, <strong>per usare EchoVNC è necessario disporre di un &#8220;echoserver&#8221; che funge da nodo per le connessioni tra viewer e server</strong>. L&#8217;echoserver altro non è che un programmino di pochi kb che si mette in ascolto su una porta (occorre però fare in modo che sia raggiungibile dall&#8217;esterno e quindi aprire le corrispondenti porte sul router/firewall). Ma il vantaggio è che <strong>è possibile installarlo dove si vuole: sul pc che si usi per connettersi al server, sul server stesso che deve essere raggiunto oppure su un terzo pc</strong>.</p>
<p>Se è vero questa soluzione è definita <strong>Firewall Friendly</strong>, poiché anche se necessita comunque di una configurazione sul Router/Firewall (l&#8217;unica cosa che deve essere vista da internet è l&#8217;echoserver), questa, però, può essere fatta su qualsiasi macchina che è collegata ad una rete su cui si ha il controllo, <strong>nel mio caso questa soluzione era inadeguata in quanto ho il router bloccato e la rete aziendale da cui solitamente accedo ha delle policy molto restrittive</strong>. Inoltre, <strong>mentre il server ed il viewer sono free </strong>(licenza GPL) <strong>l&#8217;echoserver è soggetto a limitazioni (10 minuti per connessione) </strong>se non si fa la registrazione (50$ per avere utilizzo illimitato ed a vita in ambiente non commerciale). Inoltre, uno svantaggio da non sottovalutare è che <strong>la soluzione con EchoVNC risulta essere piuttosto lenta poiché di fatto le connessioni viaggiano alla velocità di upload dove si è installato l&#8217;echoserver</strong> (e di solito <strong>in ambito home, l&#8217;upload è sempre carente</strong>).</p>
<h5>TeamViewer</h5>
<p>Fortunatamente, ho scoperto che esiste anche una <strong>alternativa semplice e veloce al classico VNC e all&#8217;evoluto EchoVNC</strong>: si chiama <a href="http://www.teamviewer.com/it/index.aspx"><strong>TeamViewer</strong></a> e sono rimasto davvero <strong>sbalordito dalla sua facilità di utilizzo e dalle sue prestazioni</strong>. In realtà Teamviewer è analogo a EchoVNC (poiché di fatto ne ricalca l&#8217;architettura di base) ma ha dalla sua una <strong>semplicità disarmante</strong> (riesce a <strong>collegarsi anche a computer che si trovano dietro i firewall più potenti</strong>) e il fatto di essere <strong>completamente gratuito per gli usi non commerciali</strong>. Il produttore dichiara che il programma <strong>utilizza un algoritmo di protezione a 256 bit per lo scambio dei dati</strong>, il che rende le connessioni piuttosto sicure. Per finire Teamviewer è <strong>disponibile sia per la piattaforma Windows che per quella Mac OS X</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2065_teamviewer_startscreen.jpg' alt='TeamViewer Start Screen' /></div>
<p>Il programma server è <strong>molto leggero e gira tranquillamente su pc datati o sottodimensionati</strong> (come può essere un computer della <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2008/09/17/asus-eee-box-b202-e-nato-il-rivale-low-cost-del-mac-mini-piccolo-come-un-libro-silenzioso-ma-non-supporta-i-filmati-hd-e-non-ha-drive-ottico/">serie Asus EeeBox</a>) e <strong>funziona anche senza usare un account con privilegi di Amministratore</strong>. La versione Free <a href="http://www.teamviewer.com/it/licensing/index.aspx">permette</a> di gestire una sessione alla volta (più che sufficienti per i miei scopi) e visualizza un popup ad ogni collegamento che vi avverte che state usando una versione non per usi commerciali (niente di fastidioso).</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2065_teamviewer_popup.jpg' alt='TeamViewer Popup' /></div>
<p>In ogni caso, <strong>tutte le versioni TeamViewer consentono il trasferimento completo dei dati</strong>, vale a dire intere cartelle e strutture di directory (sembra che per aumentare la velocità, tutti i file vengano automaticamente compressi prima della trasmissione). </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2065_teamviewer_filetransfer.gif' alt='TeamViewer File Transfer' /></div>
<p>Infine, <strong>richiede una larghezza di banda di appena 8 KB/s nella Qualità Standard</strong> di visualizzazione del desktop remoto!</p>
<p>La prima volta che si lancia TeamViewer, <strong>verrà generato un identificativo numerico (ID) di 9 cifre</strong> (univoco per macchina e che resterà sempre lo stesso) <strong>e una password che cambia ogni volta che si riavvia il programma</strong> da comunicare alla persona che deve prendere il controllo remoto. Ho letto che il fatto che la password cambi ad ogni avvio, ha un po&#8217; spiazzato molti utilizzatori perché, sebbene si possa <strong>settare il programma in modo che parta ad ogni avvio di Windows</strong>, se il codice di accesso cambia ogni volta è necessario che qualcuno stia li a leggere la nuova password per permettere l&#8217;accesso da remoto. In realtà, <strong>è sufficiente che si entri nelle preferenze del programma ed è possibile impostare una password statica anziché dinamica</strong>, ed il gioco è fatto!</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2065_teamviewer_opzioni.jpg' alt='TeamViewer Opzioni Password' /></div>
<p>Infine, cosa non da poco (alcune versioni di VNC infatti non lo gestiscono) <strong>prevede la funzione di copia e incolla tra il server e client</strong>.</p>
<p>L&#8217;unico dubbio che inizialmente mi sono posto era se fosse <strong>sicuro passare per un server di terze parti privato: ma se è vero che il programma utilizza un algoritmo di protezione a 256 bit</strong> per lo scambio dei dati, allora <strong>non ci dovrebbero essere problemi per la propria privacy</strong>. Invece, l&#8217;indubbio vantaggio di usare un server proprietario è che, <strong>a differenza della architettura offerta da EchoVNC, qui abbiamo un server centrale (che ovviamente non è un semplice PC) che non costituisce alcun collo di bottiglia per l&#8217;upload dal server</strong>, il che rende la trasmissione dati (che già dispone di una banda molto bassa) molto veloce.</p>
<p>Se vi state chiedendo come mai TeamViewer non necessità di alcuna configurazione sul router/firewall la <a href="http://support.teamviewer.com/index.php?_m=knowledgebase&#038;_a=viewarticle&#038;kbarticleid=10">risposta</a> è semplice: <strong>il servizio si poggia sulla porta 80 per comunicare i dati e visto che questa è la porta di default per il protocollo HTTP, viene sempre lasciata aperta</strong> su tutti i router/firewall!</p>
<p>Se volete approfondire l&#8217;argomento dovete comunque sapere che <strong>TeamViewer non è l&#8217;unico programma per la condivisione desktop con queste caratteristiche</strong>: tra tutti posso citare i vari <a href="https://secure.logmein.com/IT/home.aspx">LogMeIn</a>, <a href="http://www.crossloop.com/">CrossLoop</a> e <a href="http://www.mikogo.com/en/">Mikogo</a>. Ognuno ha i suoi vantaggi e svantaggi (<a href="http://www.posarelli.net/networking/assistenza-remota-logmein-e-teamviewer">qui</a> e <a href="http://www.online-tech-tips.com/free-software-downloads/free-remote-pc-access-and-remote-control-software/it/">qui</a> potete avere qualche raffronto), ma <strong>quel che è certo è che TeamViewer è veramente facile da configurare e funziona egregiamente nell&#8217;architettura di rete che ho a disposizione</strong>.
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		<title>K-Meleon: la versione Lite di Firefox per Windows adatta per tutti i PC lenti</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 15:43:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Firefox]]></category>
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		<description><![CDATA[ In questi giorni sono costretto ad usare, al posto del mio Macbook Pro (in assistenza per un problema alla scheda video nVidia, fortunatamente riconosciuto da Apple anche se non in garanzia) un vecchio PC con sopra installato Windows XP SP3: un Pentium 4 da 1,6GHz con 256 MB di memoria.
Dopo il primo traumatico impatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p2062_slow_pc.gif' alt='Slow PC' /> In questi giorni sono costretto ad usare, al posto del mio Macbook Pro (in assistenza per un problema alla scheda video nVidia, fortunatamente riconosciuto da Apple anche se non in garanzia) un <strong>vecchio PC</strong> con sopra installato Windows XP SP3: un <strong>Pentium 4 da 1,6GHz con 256 MB di memoria</strong>.<br />
Dopo il primo traumatico impatto iniziale, non tanto per la presenza di Windows XP, quanto per il fatto che il <strong>pc era notevolmente lento</strong> e ogni paio di ore ero costretto a restartarlo (finestre congelate per decine di minuti se aprivo due e o tre applicazioni diverse&#8230; il famoso multitasking sapete&#8230;), mi sono rimboccato le maniche e ho cercato di <strong>alleggerire l&#8217;utilizzo di memoria di alcuni programmi che usavo abitualmente</strong> (la soluzione ottimale forse sarebbe stato <em>installare una distribuzione Linux o il più leggero Windows 2000</em>, ma non volevo perderci troppo tempo). Tra questi, ovviamente, al primo posto vi era il browser. Escludendo a priori <strong>Explorer 8</strong> (veramente troppo lento a caricarsi su un pc sottodimensionato come il mio, senza considerare le varie problematiche che lo affliggono da sempre), ho provato ad installare varie browser alternativi. Ho, ovviamente, iniziato dal beniamino della rete <strong>Firefox</strong> ma, <strong>anche senza installare alcuna estensione, non reggeva la presenza di poche tab aperte</strong>. Allora ho provato le performance di <strong>Chrome di Google</strong> sul mio pc datato e, sebbene tutti ne elogino la <strong>indubbia velocità di rendering delle pagine web</strong>, anche questo, quando si aprivano 2-3 tab, <strong>inizia a rallentare esponenzialmente tanta da freezarsi per diversi minuti</strong> (<em>ovviamente queste considerazioni sulla performance sono valutate sul mio vecchio pc e non sono da intendersi in senso assoluto</em>). Ammetto di non aver provato ad installare Opera ma le ultilme versioni non mi avevano mai convinto in termini di performance.</p>
<h5>Cross-platform vs Native</h5>
<p>Quindi, ben sapendo che <a href="http://reviews.cnet.co.uk/natelanxon/0,139102300,49291726,00.htm#full">molti utenti</a>, lamentavano problemi di pesantezza in memoria di Firefox, ho <a href="http://www.google.it/search?hl=it&#038;source=hp&#038;q=firefox+lite&#038;btnG=Cerca+con+Google&#038;meta=&#038;aq=f&#038;oq=">cercato</a> la presenza di un fantomatico progetto di &#8220;<strong>Firefox lite</strong>&#8221; da far <strong>girare su vecchi PC</strong>, una sorta di <strong>versione &#8220;barebone&#8221; di Firefox</strong> che faccia a meno di tutto ciò che lo può rendere lento. Ed è così che sono giunto a <a href="http://kmeleon.sourceforge.net/">K-Meleon</a>.</p>
<p>Infatti, a giudizio di molti, <strong>Firefox è lento</strong> (anche se nella <em>versione 3.x le cose sono nettamente migliorate</em> ma non così sensibilmente da poter girare senza problemi su pc datati come il mio) <strong>perchè è un progetto multipiattaforma</strong>. Se si vuole creare la propria versione di &#8216;Firefox lite&#8217; è quindi necessario <strong>abbandonare il &#8216;cross-platform&#8217;, per abbracciare il &#8216;native&#8217;</strong>. E&#8217; a questo punto che le alternative si moltiplicano ed è possibile facilmente <strong>eleggere le 3 migliori alternative per le principali piattaforme</strong>: <a href="http://kmeleon.sourceforge.net/"><strong>K-Meleon</strong></a> per Windows (Native Win32), <a href="http://caminobrowser.org/"><strong>Camino</strong></a> per Mac OS X (Native Cocoa) e <a href="http://projects.gnome.org/epiphany/"><strong>Epiphany</strong></a> per Gnome (Native GTK+).</p>
<h5>K-Meleon: il Firefox Lite per Windows</h5>
<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p2062_kmeleon_logo.gif' alt='K-Meleon' /> <a href="http://kmeleon.sourceforge.net/"><strong>K-Meleon</strong></a>, giunto alla versione 1.5.3, è un <strong>browser molto leggero distribuito gratuitamente</strong> (sotto <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/GNU_General_Public_License">licenza GPL</a>) e basato sullo stesso <strong>motore di rendering di Mozilla</strong>, <strong>Gecko 1.8.1.21</strong> (e quindi <strong>completamente compatibile con i più diffusi standard di Internet</strong>).</p>
<p>Dato che al posto di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/XML_User_Interface_Language"><strong>XUL</strong></a> (il linguaggio per le interfacce su cui si base Mozilla Firefox) <strong>viene utilizzata l&#8217;interfaccia nativa di Windows</strong>, questo gli permette di avere una <strong>migliore integrazione con l&#8217;aspetto grafico di Windows e un più veloce avvio del browser rispetto ai vari software con interfaccia XUL</strong>, e lo rende, per forza di cose, <strong>una applicazione in grado di girare solo sulle piattaforme Microsoft Windows a 32 bit</strong>. Ma questo, se da un lato è uno svantaggio per la diffusione del browser su diversi sistemi operativi, è anche un indubbio vantaggio a favore della sua velocità di esecuzione e di gestione della memoria.</p>
<h5>Impressioni su K-Meleon</h5>
<p>Se durante l&#8217;uso di <a href="http://kmeleon.sourceforge.net/">K-Meleon</a> mi sono accorto che <strong>ancora non può vantare la facilità d&#8217;uso, la pulizia dell&#8217;interfaccia e la maturità di Firefox</strong>, sono rimasto <strong>meravigliato dalla sua velocità su pc datati anche quando venivano aperte una decina di tab</strong>.<br />
Infatti, se a prima <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/K-Meleon">vista</a> si può rimanere spiazzati dal fatto che tutti i menu e i pulsanti della toolbar possono essere completamente personalizzati solo attraverso dei file di configurazione (cosa che comunque è utile per creare dei template per diversi ambienti di lavoro) visto che non esiste una interfaccia grafica per la loro personalizzazione (occorre modificare dei file di configurazione per spostare i pulsanti, anche se le barre possono essere semplicemente trascinate), il <strong>browser implementa inoltre tutte le funzionalità che ci si può aspettare da un browser moderno</strong>: <strong>blocco dei pop-up</strong>, temi e skin (non usando XUL non è possibile usare gli stessi temi di Firefox), <strong>navigazione a schede</strong>, <strong>salvataggio delle sessioni</strong>, opzioni per la <strong>privacy</strong>, mouse gestures, personalizzazione dei motori di ricerca e supporto dei <strong>proxy</strong> (quindi è perfetto anche in rete aziendali).</p>
<p>Per quanto riguarda, invece, i <strong>plugin per Java, Flash, QuickTime e Adobe Reader</strong>, K-Meleon, è in grado di <strong>utilizzare, se già installato, quelli di Firefox</strong>.</p>
<p>Nonostante, però, l&#8217;interfaccia sia integralmente localizzabile<strong>, non esiste ancora una versione in italiano</strong>.</p>
<p>Se poi <a href="http://punto-informatico.it/1999449/PI/News/k-meleon-11-sfida-firefox-windows.aspx">volete</a> <strong>aumentare ulteriormente la già rapida velocità di apertura del browser</strong> <a href="http://kmeleon.sourceforge.net/">K-Meleon</a>, allora potete usare un&#8217;altra sua funzionalità peculiare, il <strong>Loader</strong>, un programma che <strong>si posiziona nella system tray di Windows e carica in memoria, ad ogni avvio del sistema, una porzione del browser</strong>: in tal modo i <strong>tempi di esecuzione del software vengono fortemente ridotti</strong>.</p>
<p>In definitiva sono rimasto <strong>piacevolmente meravigliato da questo piccolo ma potente browser</strong> che non conoscevo, poiché non mi ero mai imbattuto nell&#8217;uso di pc così vecchi, e ho così prontamente <strong>eletto il kamaleonte come browser predefinito del mio sistema!</strong>
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		<title>Come creare facilmente flowchart in ASCII</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 09:30:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
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		<description><![CDATA[Oramai trovare documentazione scritta in puro ASCII non è più così facile come qualche anno fa, soppiantata da pagine html e file pdf, anche se comunque questo metodo rimane molto in voga in svariati settori per la sua immediatezza, semplicità e per il fatto di potersi svincolare da qualsiasi formato proprietario tanto da poter essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oramai trovare <strong>documentazione scritta in puro ASCII</strong> non è più così facile come qualche anno fa, soppiantata da pagine html e file pdf, anche se comunque questo metodo rimane molto in voga in svariati settori per la sua immediatezza, semplicità e per il fatto di potersi svincolare da qualsiasi formato proprietario tanto da poter essere riprodotto con un qualsiasi semplice editor di testo. Analogamente è anche <strong>più difficile trovare chi si diletta ad inserire nei file txt</strong> (magari a corredo di un programma unix), <strong>diagrammi a blocchi, per puro scopo di documentazione</strong>.<br />
Bisogna comunque ammettere che qualche atavica traccia ancora resiste al progresso nella sua <strong>forma più famosa di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/ASCII_art">ASCII Art</a></strong>, ovvero quelle <strong>immagini prodotte componendo insieme i caratteri ASCII</strong>. Nate con il semplice scopo di <strong>sopperire alle scarse possibilità grafiche delle prime generazioni di stampanti</strong>, ricorrendo all&#8217;uso di caratteri alfabetici al posto dei segni grafici, sono divenute molto in voga nelle <strong>BBS testuali intorno agli anni Novanta</strong>, fino a quando la diffusione di Internet e del World Wide Web (che supportava nativamente la grafica) non ha soppiantato questo principale mezzo di comunicazione fra appassionati di computer.</p>
<p>Se escludiamo <strong>esperimenti più arditi dell&#8217;ASCII Art atti a riprodurre veri e propri filmati</strong>, grazie al driver video per Linux <a href="http://aa-project.sourceforge.net/aalib/"><strong>AAlib</strong></a> (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/AAlib">ASCII art library</a>) in grado di convertire automaticamente immagini e video in ASCII art, oggigiorno è possibile ancora <strong>trovare l&#8217;ASCII Art, oltre che nel sempre eterno Televideo, anche all&#8217;interno del codice sorgente di alcuni programmi per computer</strong>, per rappresentare dei logo di prodotti o società, o per includere diagrammi di controllo di flusso a scopo di documentazione e, per esteso, qualsiasi mappa concettuale. </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2054_flowchart_ascii.jpg' alt='Flow Chart Ascii' /></div>
<p>Quindi, anche se raro, è possibile che <strong>qualche programmatore abbia bisogno di mostrare un flow chart su un terminale ascii linux, poiché magari lavora su un server senza interfaccia grafica</strong>. E&#8217; indubbio che il vantaggio di questo metodo di scrittura è quello di <strong>poter essere creata con un semplice editor di testo, dal vi o eMacs fino al Notepad di WIndows</strong>, ma <strong>mettersi a creare manualmente tutta una serie di blocchetti ASCII, spostandoli con gli spazi ognivolta si vuole inserire un nuovo blocco, in modo da allinearli tra di loro, è un lavoro certosino che non invidio a nessuno</strong> (e ho visto anche qualcuno che, con molta pazienza, si dilettava in questa amena attività).<br />
Se siete tra quei pochi che hanno bisogno di svolgere questo genere di lavoro, allora vi consiglio un interessante <strong>modulo per Perl</strong> (un linguaggio di programmazione presente in tutte le distribuzioni linux): <a href="http://search.cpan.org/dist/Graph-Easy/"><strong>Graph::Easy</strong></a>. Similmente a <a href="http://www.graphviz.org/">GraphViz</a> è in grado di <strong>creare, attraverso una semplice sintassi, flowchart, grafici e schemi a blocchi</strong>; dalla sua però, ha l&#8217;indubbio vantaggio di effettuare, per tutti gli amanti di Emacs, anche il <strong>rendering di strutture grafiche più o meno complesse in formato Ascii</strong>, <strong>con tanto di blocchi, nodi e freccette</strong>.<br />
I formati supportati sono: <em>HTML, ASCII art, Unicode boxart, SVG e graphviz png</em>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2054_flowchart_graphviz.jpg' alt='Flow Chart Graph Viz' /></div>
<p><a href="http://bloodgate.com/perl/graph/">Qui</a> potete trovare la pagina di supporto al progetto, con tanto di <a href="http://bloodgate.com/perl/graph/manual/">manuale introduttivo</a> e di <a href="http://bloodgate.com/graph-demo"><strong>demo</strong></a>. Ed è proprio quest&#8217;ultimo link che vi consiglio di appuntarvi, poiché vi <strong>consentirà di sfruttare tutta la potenza del modulo Graph::Easy dovunque siate e senza installare alcunché sulla vostra macchina Unix</strong>.<br />
Vi basterà imparare la <strong>semplice ed intuitiva sintassi per realizzare i vostri complessi schemi a blocchi</strong> e che si semplicherà ulteriormente se dovete creare solo flowchart in ASCII perché, evidentemente, potrete fare a meno di tutta la sezione dei colori dei blocchi e della formattazione del testo.</p>
<p>Per esempio se nella pagina della <a href="http://bloodgate.com/graph-demo">demo di Graph::Easy</a> scrivete il seguente codice:</p>
<p><code>
[ Bonn ] --&gt; [ Berlin ] { shape: circle; }
  ..&gt; [ Ulm ] { shape: circle; }
[ Berlin ] == train ==&gt; [ Koblenz ] { shape: rounded; }
 = &gt; [ Bautzen ] { border: solid dotted; }
</code></p>
<p>darà come risultato questo grafico ASCII:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2054_flowchart_ascii2.jpg' alt='Flow Chart Ascii' /></div>
<p><strong>UPDATE:</strong> Un <a href="http://www.maestroalberto.it/2009/10/29/asciipaint-disegnare-in-ascii-online/">altro</a> interessante servizio online gratuito che potrebbe essere usato per disegnare flowchart in ASCII è <a href="http://www.asciipaint.com/">ASCIIPaint</a>: &#8220;<em>Si sceglie un carattere e lo si disegna a mano libera nel foglio bianco, oppure inserendo frecce, linee e forme geometriche. C’è perfino il classico secchiello per il riempimento e i tool per cancellare tutto o tornare indietro di un’azione</em>&#8220;.
<p class="akst_link"><a href="http://www.levysoft.it/?p=2054&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_2054" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a></p>
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		<title>iPhone 3GS: come risolvere i problemi della scarsa durata della batteria del nuovo firmware 3.0</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 09:41:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
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		<description><![CDATA[Ebbene si, non ho resistito e, posso dire finalmente, di possedere il nuovo iPhone 3GS. Questo è il mio primo iPhone (in precedenza mi regalarono un iPod Touch 1G) e devo dire che sono rimasto piacevolmente soddisfatto dell&#8217;acquisto. Il cellulare, come mi aspettavo, è eccezionale e come prestazioni batte considerevolmente i suoi predecessori.
I problemi del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ebbene si, non ho resistito e, posso dire finalmente, di possedere il nuovo <strong>iPhone 3GS</strong>. Questo è il mio primo iPhone (in precedenza mi regalarono un iPod Touch 1G) e devo dire che sono rimasto piacevolmente <strong>soddisfatto dell&#8217;acquisto</strong>. Il cellulare, come mi aspettavo, è eccezionale e come prestazioni batte considerevolmente i suoi predecessori.</p>
<h5>I problemi del mio HTC TyTN II</h5>
<p>Oramai il mio vecchio e amato <strong>HTC TyTN II non reggeva più il confronto</strong>: la <strong>batteria</strong> dopo 2 anni <strong>doveva essere sostituita</strong>, inoltre, nonostante non avessi installato nulla di che, <strong>risultava impietosamente lento</strong> dopo una giornata di utilizzo (anche dopo aver chiuso tutti gli applicativi) tanto che era quasi <strong>impossibile scrivere un sms</strong> decentemente (programmi come <a href="http://www.htcblog.com/2009/06/21/benvenuti-nel-mondo-windows-mobile-senza-soft-reset-con-il-processo-di-ottimizzazione-di-memoria-di-cleanram/">CleanRam</a> erano oramai all&#8217;ordine del giorno sul mio cellulare con Windows Mobile 6): mentre io procedevo spedito sul tastierino virtuale con il mio pennino, l&#8217;output a schermo era molto lento e, molte volte, <strong>perdeva dei caratteri tanto da costringermi a ripetute correzioni</strong>. Insomma, sarà che lo confrontavo troppo spesso con il mio iPod Touch, ma oramai non reggeva più il confronto. Inoltre, sebbene all&#8217;inizio <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2007/09/20/ho-comprato-il-supercellulare-htc-tytn-ii-le-mie-prime-impressioni-e-racconto-di-come-ho-risolto-due-problemi-non-documentati-da-htc-sulle-cadute-di-connessione-della-rete-wi-fi-e-sulla-apertura-auto">avevo valutato</a> come positiva la presenza della <strong>tastiera qwerty a slide</strong>, in realtà dopo alcuni mesi di utilizzo, mi sono accorto che <strong>non la usavo praticamente mai</strong> (forse per i <strong>tasti troppo piccoli e il loro scarso feedback di ritorno</strong>), tanto che per scrivere qualsiasi cosa usavo il pennino. Insomma tutto peso in più che mi portavo dietro!<br />
Infine, forse anche a causa di qualche caduta accidentale, <strong>il microfono non funzionava più molto bene</strong>, tanto che, quando ero al telefono, riuscivo a far stressare chi era dall&#8217;altra parte del ricevitore!</p>
<p>Insomma, un nuovo acquisto era quasi d&#8217;obbligo e, ovviamente, dopo aver provato i vari iPhone di amici e parenti, e aver saggiato più volte le sue potenzialità e dopo essere entrato nel mondo della programmazioni con il potente SDK Apple, non potevo che scegliere il modello di Cupertino. <strong>Ho però voluto aspettare Giugno per l&#8217;acquisto</strong> (era Dicembre quando maturai l&#8217;idea) in modo da poter disporre del miglior modello disponibile (purtroppo anche ad un prezzo maggiorato), anche perché <strong>solo il 3GS, oltre ad ottime prestazioni</strong> (<a href="http://www.melablog.it/post/9037/ipod-touch-2g-vs-iphone-3g-s-il-video-comparativo">iPod Touch 2G vs. iPhone 3G S</a>, <a href="http://www.melablog.it/post/9036/iphone-3g-vs-iphone-3g-s-il-video-comparativo">iPhone 3G vs. iPhone 3G S</a>, <a href="http://www.melablog.it/post/9040/iphone-3g-s-11-piu-veloce-di-palm-pre">iPhone 3G S vs. Palm Pre</a>, <a href="http://ispazio.wordpress.com/2009/06/22/i-giochi-in-3d-girano-fino-a-4-volte-piu-velocemente-sul-nuovo-iphone-3g-s/">giochi 3D 4 volte più veloci</a>, <a href="http://ispazio.wordpress.com/2009/06/23/le-potenzialita-grafiche-delliphone-3gs-4-volte-piu-veloce-del-3g/">comparazione Open GL ES</a>), <strong>ha la possibilità di registrare i video e ha una fotocamera migliorata con il tap focus</strong>.</p>
<p>L&#8217;unica cosa che mi ha stupito è stato che <strong>per usare l&#8217;iPhone occorre prima passare per la fase di attivazione online</strong> con iTunes installato su un PC/MAC altrimenti è possibile solo effettuare chiamate di emergenza: insomma, <strong>è vero che l&#8217;iPhone è un cellulare fuori dal comune, ma a differenza di tutti gli altri cellulari, non è possibile usarlo non appena lo si scarta dalla confezione</strong> (mi chiedo chi non ha un computer come si comporterà).</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_10.jpg' alt='Attivazione iPhone' /></div>
<h5>Problemi con la batteria</h5>
<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p2049_batteria_iphone.jpg' alt='Batteria iPhone' /> Io non sono un <strong>early adopter</strong> (solo con l&#8217;HTC ricaddi nell&#8217;errore di <a href="p://www.levysoft.it/archivio/2007/09/20/ho-comprato-il-supercellulare-htc-tytn-ii-le-mie-prime-impressioni-e-racconto-di-come-ho-risolto-due-problemi-non-documentati-da-htc-sulle-cadute-di-connessione-della-rete-wi-fi-e-sulla-apertura-auto">acquistarlo</a> nella prima settimana di uscita) ma ho deciso di comprarlo nei primi giorni di uscita in Italia perché ero certo che, essendo la 3a generazione di iPhone, oramai la tecnologia fosse abbastanza stabile da potermi permettere un acquisto senza ulteriori attese. In realtà, <strong>sebbene l&#8217;hardware è indubbiamente sublime</strong> (<a href="http://manuals.info.apple.com/it_IT/iPhone_Manuale_utente.pdf">qui</a> trovate il manuale dell&#8217;iPhone 3GS in italiano), è <strong>stato il nuovo Firmware 3.0 a crearmi i primi problemi</strong> (e come me anche a quasi tutti quelli che lo hanno installato sui vecchi iPhone 3G). Pensate che <strong>il primo giorno</strong>, dopo aver lasciato caricare completamente il cellulare, <strong>dopo appena 5 ore di standby</strong> (ero in giro e non avevo modo di usarlo) <strong>aveva consumato l&#8217;80% della batteria</strong> ed inoltre, per tutto il tempo, avevo constatato, con sorpresa, che lo <strong>schermo era quasi sempre caldo</strong> (sintomo che c&#8217;era qualche applicativo in background in continua esecuzione)! A conferma di ciò, se andavo sotto <strong>Impostazioni > Generali > Utilizzo</strong>, l&#8217;applicativo mi segnalava che, dall&#8217;ultima ricarica il cellulare era stato utilizzato per 4 ore 55 minuti  ed era stato in standby  5 ore e 10 minuti: <strong>era evidente che il cellulare, anche in standby, continuava a lavorare</strong>!</p>
<p>Se all&#8217;inizio ho <strong>temuto per un difetto del mio iPhone 3GS</strong>, dopo una <a href="http://ispazio.wordpress.com/2009/06/21/problemi-di-ricezione-per-gli-utenti-iphone-3g-s-e-consumi-di-batteria-troppo-elevati-sul-firmware-3-0/">rapida</a> <a href="http://www.macitynet.it/forum/showthread.php?t=94946">ricerca</a> <a href="http://www.iphoneitalia.com/il-firmwre-3-0-e-la-batteria-che-dura-meno-solo-un-problema-grafico-40422.html">sul web</a>, ho visto che <strong>quasi tutti i possessori del firmware 3.0 avevano i miei stessi problemi</strong> (e come si dice &#8220;<em>mal comune, mezzo gaudio</em>&#8220;).</p>
<h5>Come risolvere i problemi della batteria</h5>
<p>Dopo qualche prova, ero comunque <strong>riuscito a risolvere il problema della scarsa durata della batteria semplicemente disattivando le notifiche Push</strong>: infatti, dopo 3 ore di standby e qualche prova con la fotocamera, la batteria si attestava al 98% e <strong>lo schermo risultava sempre freddo, mentre una notte di 8 ore in standby consumava appena 3%/4% della carica della batteria</strong>, tornando finalmente a valori normali.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_11.jpg' alt='iPhone Disabilitare le Push Notifications' /></div>
<p>Sembra però, dalle segnalazioni di alcuni utenti, che l&#8217;applicativo gratuito Tap Tap Revenge, recentemente aggiornato per supportare le notifiche Push, sia in grado di bypassare (presumo per qualche anomalia del firmware) i controlli del sistema operativo e attivare comunque le notifiche Push. Per cui, se lo avete installato, vi consiglio per il momento di rimuoverlo dalla vostra lista di applicazioni.</p>
<p>Un altro generico <a href="http://www.iphoneitalia.com/unaltra-possibile-soluzione-per-aumentare-la-durata-della-batteria-su-fw-3-0-40757.html">suggerimento</a> trovato su internet per aumentare la durata della batteria col Firmware 3.0, è quello di <strong>limitare la continua ricerca della rete telefonica da parte dell&#8217;iPhone</strong> anche nel caso sia stata già trovata e vi sia connesso: basta andare in <strong>Impostazioni > Gestore</strong> e selezionate manualmente il vostro operatore.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_1.jpg' alt='Operatore iPhone' /></div>
<p>L’unico inconveniente è che a volte si apre un popup che avvisa che la connessione “<em>Nome operatore</em>” è andata persa, ma basta premere su “Interrompi” per far scomparire il messaggio.</p>
<p>In queste ore, comunque, <a href="http://xargonwan.ilbello.com/?p=626">sembra</a> che <strong>Apple abbia chiesto ad alcuni utenti USA di installare una apposita applicazione</strong>, in grado di monitorare (generando anche un log che verrà inviato alla Apple) <strong>la batteria dell’iPhone 3GS</strong>, che sembra soffrire di un consumo elevato, in modo da comprendere se il problema è causato dalla batteria, dai servizi usati o dal dispositivo. Almeno qualcosa si sta muovendo.</p>
<h5>Altri suggerimenti</h5>
<p>Ecco altri <strong>suggerimenti per preservare la carica del vostro iPhone e il credito della vostra scheda telefonica</strong>:</p>
<h2>Disattivare la connessione dati cambiando APN</h2>
<p>La prima cosa che vi suggerisco di fare quando comprate un nuovo iPhone o installate il nuovo firmware 3.0, è quello di <strong>disabilitare la connessione dati sull&#8217;iPhone</strong>. Infatti, di default è sempre attiva e non appena un applicativo richiederà l&#8217;accesso ad internet (come possono fare Mail, Safari, iTunes Store, App Store, Meteo, Mappe, Borsa, Youtube, etc&#8230;), <strong>se non si è sotto copertura di una rete wireless, verrà automaticamente attivata la connessione dati 3G/Edge</strong> molto <strong>onerosa dal punto di visto economico se non avete una contratto per una connessione dati flat!</strong> Siccome non esiste un modo semplice che consente di disattivare/attivare la connessione dati (conosco molti che eseguono il jailbreak sul proprio iPhone solo perché possono così installare applicativi come <a href="http://www.iphoneitalia.com/bossprefs-disabilitare-il-3g-sulliphone-3858.html">BossPrefs</a> che consentono una migliore gestione delle reti dati), è necessario <strong>mettere mano alle impostazioni di configurazione della Rete dati cellulari</strong> andando su <strong>Impostazioni > Generali > Rete > Rete dati cellulare</strong> e <strong>modificando il nome dell&#8217;APN da ibox.tim.it ad uno di vostra fantasia</strong> (potete anche cancellarlo ma io ho preferito mettervi davanti il prefisso NOK in modo da poterlo riusare velocemente in caso di necessità)</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_2.jpg' alt='iPhone APN' /></div>
<h2>3G disabilitato</h2>
<p>Non è necessario, ma molti dicono che, specie nelle zone non coperte dal segnale 3G, la disabilitazione dalle opzioni di Rete, permette di risparmiare la batteria. A confermarlo vi è anche la Apple, nelle <a href="http://www.apple.com/it/batteries/iphone.html">linee guide delle batterie</a>:</p>
<blockquote><p>Disattivate il 3G. L’uso delle reti cellulari 3G permette di caricare i dati più rapidamente, ma <strong>può anche ridurre l’autonomia, specialmente in zone con copertura 3G limitata</strong>. Per disattivare il 3G, dalla schermata Home scegliete Impostazioni > Generale > Network e disattivate l’opzione 3G. Potrete comunque fare e ricevere telefonate e accedere alle reti cellulari per dati via EDGE o GPRS dove disponibili.
</p></blockquote>
<p>Ovviamente<strong> non si può stimare quanto si guadagna disattivando il 3G</strong>, poiché <strong>dipende da molti fattori</strong> come la rete cellulare, l’ubicazione, l’intensità del segnale, la connettività 3G, l’utilizzo e da molti altri fattori.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_3.jpg' alt='iPhone 3G' /></div>
<h2>Disattivare il Bluetooth</h2>
<p>Il Bluetooth, di default, è ad OFF e, a meno che non usiate spesso auricolari, kit vivavoce per auto Bluetooth, potete disattivare questa funzionalità lasciandola ad OFF.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_4.jpg' alt='iPhone Bluetooth' /></div>
<h2>Disattivare il Push</h2>
<p>Il <strong>problema principale della scarsa durata della batteria era l’impostazione “notifiche push in automatico”</strong>: auando le si settano a “manuale” tutto è tornato normale (ricordo che qualcuno ha dovuto cancellare Tap Tap Revenge per disabilitare definitivamente il Push)</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_5.jpg' alt='iPhone Push' /></div>
<p>Ricordatevi che se avete un account .Mac, la modalità di aggiornamento della posta elettronica, è settata di default in Push.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_6.jpg' alt='iPhone .Mac' /></div>
<p>mentre se avete installato applicativi come IM+ 3.0 e Tap Tap Revenge 2.0, questi potrebbero richiedere la presenza delle Push Notification.</p>
<h2>Disabilitare il servizio di localizzazione</h2>
<p>Da <strong>Impostazioni > Generali</strong> è possibile disabilitare il <a href="http://support.apple.com/kb/HT1975?viewlocale=it_IT">servizio di localizzazione</a> costituito dall&#8217;insieme insieme di caratteristiche Wi-Fi, cellulari e GPS <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2009/01/29/quando-le-auto-della-skyhook-hanno-girato-litalia-per-memorizzare-i-mac-address-dei-nostri-access-point-per-il-loro-sistema-di-localizzazione-basato-sul-wi-fi-presente-anche-sugli-iphone-e-ipod-touc/">per determinare la tua posizione</a> (GPS, all&#8217;aperto, funziona in modo ottimale se non vi sono ostacoli verso l&#8217;alto, mentre le modalità Wi-Fi e cellulare funzionano bene al chiuso). In effetti, come scritto nella <a href="http://www.apple.com/it/batteries/iphone.html">linee guida Apple sulle batterie dell&#8217;iPhone</a>:</p>
<blockquote><p>
<strong>Minimizzate l’uso dei servizi di localizzazione. Le applicazioni che usano attivamente i servizi di localizzazione, come Mappe, possono ridurre l’autonomia</strong>. Scegliete <strong>Impostazioni > Generale > Servizi</strong> di localizzazione e disattivateli oppure utilizzateli solo quando serve.
</p></blockquote>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_7.jpg' alt='iPhone GPS' /></div>
<p>Ricordatevi, però, che <strong>quando accedete ad applicativi che richiedono, per funzionare, una connessione GPS attiva per aggiornare la propria posizione</strong> (come il comodo <strong>iNeedFuel</strong>), invece della classica schermata di richiesta autorizzazione </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_8.jpg' alt='iPhone autorizzazione GPS' /></div>
<p>vi comparirà un <strong>avviso che vi richiederà di attivare i servizi di localizzazione</strong> e verrà mostrato il pulsante &#8220;Impostazioni&#8221; per accedere direttamente alla pagine di setting dei servizi di localizzazione:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_9.jpg' alt='iPhone attivazione GPS' /></div>
<p><strong>UPDATE:</strong> <a href="http://www.iphoneitalia.com/firmware-3-0-lapplicazione-mail-si-apre-automaticamente-e-in-continuazione-scopriamo-il-perche-41219.html">Sembra</a> che, anche si disabilitano tutte le impostazioni relative al push e al download automatico delle email, <strong>l’applicazione Mail si apre da sola e gira continuamente in background</strong>. Se si prova a chiuderla forzatamente (premere il pulsante per lo spegnimento, attendere la schermata in cui appare lo slide rosso con la scritta “Spegni” e tenere premuto per circa 3-4 secondi il tasto Home), dopo poco Mail si riapre di nuovo. Il motivo è presto spiegato: se a<strong>prite i Contatti e selezionate un nome, senza chiamarlo, ma solo per vedere il suo numero di telefono, quando uscite dai Contatti potete constatare (con SBSettings) che Mail inizia girare in backgorund, senza che sia stata mai aperta</strong>.<br />
Io posso confermare perché subito dopo aver consultato un numero di telefono, Mail mi ha avvisato di aver scaricato nuova posta. Inizio, però, a sospettare che ciò avvenga solo in presenza di contatti con un indirizzo email salvato nella rubrica. Si tratta indubbiamente di un altro bug del Firmware 3.0.
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			<wfw:commentRss>http://www.levysoft.it/archivio/2009/06/24/iphone-3gs-come-risolvere-i-problemi-della-scarsa-durata-della-batteria-del-nuovo-firmware-3-0/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Prime impressioni dopo la visione al cinema del film in 3D &#8216;Mostri contro Alieni&#8217;: una straordinaria esperienza visiva da consigliare ma con qualche piccolo svantaggio</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/04/29/prime-impressioni-dopo-la-visione-al-cinema-del-film-in-3d-mostri-contro-alieni-una-straordinaria-esperienza-visiva-da-consigliare-ma-con-qualche-piccolo-svantaggio/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 11:18:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Idea Lab]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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		<category><![CDATA[3d]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[stereo]]></category>
		<category><![CDATA[stereoscopia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri sono andato al cinema a vedere Mostri contro Alieni (Monsters vs. Aliens), un film d&#8217;animazione prodotto dalla DreamWorks proiettato in una sala che supportava la rinata tecnologia 3D (in Italia sono 107 gli schermi adattati alla visione tridimensionale poiché, con le tecniche utilizzate oggi, la sala deve disporre di due proiettori distinti). Conscio del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sono andato al cinema a vedere <strong>Mostri contro Alieni</strong> (Monsters vs. Aliens), un film d&#8217;animazione prodotto dalla DreamWorks proiettato in una sala che supportava la rinata <strong>tecnologia 3D</strong> (in Italia sono 107 gli schermi adattati alla visione tridimensionale <a href="http://www.ainu.it/varie/viaggio-al-centro-della-terra-3d/">poiché</a>, con le tecniche utilizzate oggi, <strong>la sala deve disporre di due proiettori distinti</strong>). Conscio del fatto che è <strong>difficile descrivere a parole quello si può vedere con un paio di occhialetti stereoscopici</strong> e che a supporto non possono venirci in aiuto neanche i video sparsi per la rete, mi accingo a darvi <strong>le mie prime impressioni sincere e, ovviamente, del tutto soggettive</strong> ma che sono state comunque condivise anche da chi mi sedeva a fianco.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2036_mostri_alieni.jpg' alt='Mostri contro alieni' /></div>
<h5>Vantaggi della visione 3D</h5>
<ol>
<li>Bellissime le scene della mano che si allunga <strong>fino a quasi a toccare lo spettatore</strong>, o quelle delle antenne o del cannone laser, o della pallina che rimbalza; credo che si possano <strong>contare sulle dita di una mano tutte le scene in cui il 3D era così spinto</strong>; il resto erano piccole &#8220;fuoriscite dallo schermo&#8221; mentre <strong>tutto il film metteva in risalto la capacità della tecnica a dare maggiore corposità agli oggetti e una maggiore profondità di campo</strong>. Tanto per capirci: si capiva benissimo e nettamente quali oggetti erano dietro ad altri.</li>
<li>I <strong>momenti più suggestivi</strong> del film sono stati quelli ambientati nello spazio in cui i vari pianeti e <strong>corpi celesti si stagliavano in profondità sulle nere vastità del cosmo</strong>.</li>
<li>Molto belle anche le scene apparentemente secondarie in 3D: <strong>foglie mosse dal vento che sembravano quasi stare nella sala e il pulviscolo atmosferico illuminato dal sole che sembrava stare veramente davanti agli occhi</strong>.</li>
<li>Siccome non capita molto spesso di vedere film 3D, <strong>la maggior parte del tempo ero intento a vedere cosa era in 3D e cosa no</strong>, tanto che per alcuni tratti la trama, per quanto semplice, è passata in secondo piano. Credo che <strong>per il momento i film di animazione siano la massima espressione per sviluppare questa tecnologia</strong>; ho visto, però, che presto trasmetteranno anche film d&#8217;horror in 3D (tra tutti &#8220;Piranha 3D&#8221;), e penso che sarà un bel passo avanti per gli amanti del brivido.</li>
<li>Vedere oggetti 3D stagliarsi davanti agi occhi fino ad arrivare ad un palmo dal proprio naso, è una <strong>situazione inusuale, buffa, e fa tornare bambini</strong>: non facevamo altro che ridere, commentare, e fare versetti di approvazione, oltre che, ovviamente, <strong>allungare la mano per provare a toccare gli oggetti che si avvicinavano o magari scansarsi di colpo per evitare di essere colpiti</strong>.</li>
<li>Ogni tanto toglievo gli occhiali per capire come si svolgevano le scene in assenza delle lenti polarizzate. Ebbene, in taluni episodi sembrava quasi di stare a vedere un normale film di animazione, ma poi, all&#8217;improvviso, <strong>un oggetto in primo piano si sdoppiava e ogni parte assumeva un colore diverso</strong> (il termine corretto è <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anaglifo">anaglifo</a>) : <strong>rosso e verde</strong>. Poi, ogni tanto, la quasi totalità degli elementi si sdoppiava. <strong>E&#8217; evidente che senza occhiali è impossibile vedere il film</strong>!</li>
</ol>
<h5>Svantaggi della visione 3D</h5>
<ol>
<li>Il <strong>biglietto di ingresso è maggiorato: nel cinema dove sono stato (all&#8217;Andromeda a Roma) aveva un prezzo unico di 10 euro</strong> (in quel cinema i biglietti possono variare da 4,50€ a 7 €) e per usufruire degli occhiali occorreva <strong>consegnare la propria carta di identità</strong> e nel caso di smarrimento o rottura dei suddetti, andava corrisposta una penale di 50€.</li>
<li><strong>Se fosse stato proiettato su uno schermo più grande</strong> (nella sala dove ero io era di medie dimensioni) sarebbe stato meglio perché avrebbe potuto dare un maggiore continuità spaziale con il resto della sala: <strong>troppe scene che avevano lo scopo di far sembrare gli oggetti del film un tutt&#8217;uno con la sala erano confinati in quel riquadro nero davanti agli occhi e si perdeva la magia del momento</strong>. Se invece fosse stato proiettato in uno dei quei mega schermi, l&#8217;occhio non avrebbe percepito in un tutt&#8217;uno il bordo, e l&#8217;effetto sarebbe stato di maggior impatto.</li>
<li>La parte più dolente, forse anche per via dello schermo cinematografico non troppo grande, era che <strong>quasi tutti gli oggetti alle estremità laterali della ripresa si vedevano sfocati</strong>, mentre per <strong>quelli al centro dello schermo era un tripudio di emozioni</strong>. Credo che il problema sia da imputarsi alla <strong>messa a fuoco di un oggetto</strong> (di solito quelli messi a fuoco sono sempre presenti nella parte centrale dello schermo) </li>
<li>A volte <strong>si perdeva un po&#8217; il fuoco degli oggetti in 3D che si muovevano velocemente tanto che talvolte era difficile seguire la scena</strong>. Stesso problema se si spostava lo sguardo su un oggetto fuori fuoco.</li>
<li>In certi momenti, forse dovuto alla stanchezza, <strong>non riuscivo più a percepire la visione stereoscopica: forse mi stavo assuefando alla tecnica?</strong> Non saprei ma la sensazione durava una decina di angosciosi secondi e poi, dopo essermi sistemato le lenti, ho ripreso la visione 3D. Forse le lenti dovevano essere ben allineate?</li>
<li><strong>E&#8217; faticoso vedere un intero film in 3D</strong> (questo durava 94 minuti) perché gli <strong>occhiali</strong> che danno in dotazione <strong>non sono molto comodi ed ergonomici</strong>: a fine film ti rimane il segno sul naso della stecchetta nonostante ogni tanto cadessero giù. Gli <strong>occhiali stereoscopici</strong> in dotazione, sono <strong>di plastica nera rigida con lenti polarizzate a specchio</strong>, in cui la <strong>lente di destra ha una leggera dominante cromatica verso il verde mentre quella sinistra verso il rosso</strong>.<br />
Ecco a voi un paio di foto scattate con un cellulare (perdonate la scarsa qualità ma non c&#8217;era molta luce) degli occhiali che ci hanno dato:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2036_mostri_alieni_occhiali_1.jpg' alt='Occhiali 3D Dolby' /></div>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2036_mostri_alieni_occhiali_2.jpg' alt='Occhiali 3D Dolby' /></div>
</li>
<li><strong>E&#8217; faticoso vedere un intero film in 3D, non solo per la scomodità degli occhiali, ma anche per la vista poiché, secondo la mia esperienza, tende a stancarsi molto facilmente</strong>. Se, durante la visione, <strong>provavo a chiudere gli occhi</strong> (su suggerimento di mia moglie) <strong>notavo che le pupille tendevano a convergere verso la parte interna dell&#8217;occhio</strong>. A fine film ho constatato una certa <strong>stanchezza visiva</strong>, quasi un affaticamento della vista che si concentrava al centro della fronte, comunque passata dopo dieci minuti di passeggiata al sole.</li>
</ol>
<h5>Conclusioni</h5>
<p>In definitiva posso dire che <strong>la visione dei film in 3D è da consigliare a chiunque perché è una esperienza da vivere ogni tanto</strong>, visto che la <strong>sensazione che gli oggetti emergano dallo schermo è molto realistica, a tratti iper-realistica</strong>. C&#8217;è chi ha <a href="http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/tecnologia/cinema-3d/cinema-3d/cinema-3d.html?rss">osato</a> spingersi oltre, dichiarando che il 3D nelle sale cinematografiche (e molto presto anche nei nostri salotti, magari con i videogame), &#8220;<strong>sarà come l&#8217;avvento del sonoro o del colore</strong>&#8220;.</p>
<p>Ma quello che nessuno dice, nelle varie recensioni che si leggono, è che c&#8217;è anche un <strong>piccolo svantaggio</strong>: a lungo andare, <strong>durante questa coinvolgente immersione in un ambiente tridimensionale, la vista si stanca, poiché probabilmente la visione stereoscopica è forzata e innaturale</strong>.</p>
<p>A questo punto, credo, che, <strong>perché possa emergere definitivamente, questa tecnologia debba essere ancora un po&#8217; perfezionata per evitare lo stress visivo a cui sono stato sottoposto</strong>. Ho <a href="http://www.ainu.it/varie/viaggio-al-centro-della-terra-3d/">letto</a> di tecniche che darebbero lo stesso risultato senza occhialetti (abbandonando di fatto il sistema duo color) o di <strong>nuovi occhiali elettronici con lenti LCD oscurate in sincronia con le immagini dello schermo che dovrebbero essere esenti da stanchezza visiva</strong>: forse questa potrebbe essere la strada giusta!</p>
<p>Certo è che se ci si affida al 3D per <strong>strappare gli spettatori più giovani dalla distribuzione illegale di film appena usciti nei cinema</strong>, la strada potrebbe essere quella corretta, anche se <strong>bisogna fare i conti con i gusti dei consumatori, che alla lunga potrebbero perdere interesse nella novità</strong>.</p>
<h5>Trailer e alcune immagini stereoscopiche tratte dal film</h5>
<p>Per chi fosse curioso di sapere di cosa parla il film, <strong>ecco un bel trailer, ovviamente in rigorosa visione bidimensionale</strong>:</p>
<div align="center">
<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/dvFHF3zFazs&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=en&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/dvFHF3zFazs&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=en&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object>
</div>
<p>Se invece volete avere un <strong>assaggio della visione stereoscopica di alcune scene del film</strong> (dovete però avere gli occhiali Dolby3D) o <strong>semplicemente vedere come si vedrebbe il film senza occhialetti, ecco 3 immagini di alcuni personaggi del film</strong> <a href="http://www.mymovies.it/cinemanews/2009/5265/?pagina=1">tratte da MyMovies</a>.</p>
<p><strong>Il gelatinoso B.O.B.</strong>:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2036_mostri_alieni_3d_1.jpg' alt='B.O.B' /></div>
<p><strong>Anello Mancante (The Missing Link: metà scimmia e metà pesce)</strong>:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2036_mostri_alieni_3d_2.jpg' alt='Anello Mancante' /></div>
<p><strong>Dottor Professor Scarafaggio (doppiato da Hugh Laurie di Dr. House)</strong>:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2036_mostri_alieni_3d_3.jpg' alt='Dottor Professor Scarafaggio' /></div>
<p class="akst_link"><a href="http://www.levysoft.it/?p=2036&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_2036" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Portable Ubuntu: come far girare Ubuntu su Windows senza installazioni, partizioni o virtualizzazioni</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/04/21/portable-ubuntu-come-far-girare-ubuntu-su-windows-senza-installazioni-partizioni-o-virtualizzazioni/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 10:18:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Recentemente ho provato Portable Ubuntu, un&#8217;alternativa molto più performante e più semplice ad Ulteo Virtual Desktop, recensito su questo sito qualche tempo fa, che consente di far girare su Windows molte delle applicazioni scritte per Linux, utilizzando la tecnologia Cooperative Linux. Lo scopo principale di Portable Ubuntu è quello di far avvicinare a Linux anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Recentemente ho provato <a href="http://portableubuntu.sourceforge.net/">Portable Ubuntu</a>, un&#8217;alternativa molto più performante e più semplice ad <a href="http://www.ulteo.com/home/it/virtualdesktop">Ulteo Virtual Desktop</a>, <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2008/05/23/ulteo-virtual-desktop-usare-i-programmi-linux-sotto-windows-senza-partizioni-o-virtualizzazioni/">recensito</a> su questo sito qualche tempo fa, che consente di far girare su Windows molte delle applicazioni scritte per Linux, utilizzando la tecnologia <a href="http://www.colinux.org/">Cooperative Linux</a>. Lo scopo principale di <strong>Portable Ubuntu</strong> è quello di <strong>far avvicinare a Linux anche gli utenti meno smaliziati che non sopportano una installazione ex novo di Ubuntu</strong>, con tutti i timori, ora meno giustificati di un tempo, di un partizionamento del disco fisso.</p>
<p>Ubuntu, grazie anche alla sua comunity, <strong>si è sempre contraddistinto, rispetto alle altre distribuzioni linux, per la estrema semplicità d&#8217;uso</strong>, sia <strong>durante il processo di installazione molto semplificato</strong> sia per il fatto di <strong>rendere la distribuzione avviabile direttamente da DVD</strong> senza passare per forza per una installazione (con tutti gli svantaggi dal punto di vista delle performance dato che la velocità in lettura di un dvd sono sicuramente inferiori a quelle di un hard disk) proprio per <strong>offrire a chiunque la possibilità di una valutazione del prodotto</strong>.<br />
Ultimamente sono nate anche altre soluzioni, come <a href="http://wubi-installer.org/"><strong>Wubi Installer</strong></a>, uno speciale tipo di installazione per Windows (che si appoggia sempre alla ISO scaricabile da <a href="http://www.ubuntu-it.org/">qui</a>) che <strong>permette di trattare Ubuntu come un normale applicativo che si installa e si disinstalla</strong> (da Aggiungi/Rimuovi Programmi) e penserà tutto lui ad impostare il setup e a creare le partizioni. Oppure, grazie a <a href="http://www.pendrivelinux.com/2007/03/26/portable-qemu-persistent-ubuntu-linux/"><strong>Portable Qemu Persistent Ubuntu</strong></a>, che sfrutta la potenza della coppia di <a href="http://www.nongnu.org/qemu/">Qemu</a> e di un’immagine ISO di Ubuntu (che potete anche personalizzare usando il l&#8217;<a href="http://uck.sourceforge.net/">Ubuntu Customization Kit</a>), si può <strong>eseguire il sistema operativo virtualizzato su una macchina Windows</strong> che resterà intatta: è sufficiente scaricare il file <a href="http://downloads.sourceforge.net/pendrivelinux/qpubuntu.zip">qpubuntu.zip</a> scompattarlo in un device USB e avviare il file batch <em>ubuntu.bat</em> (un altro esempio di uso di QEMU, trattato anche in un mio <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2007/07/21/damn-small-linux-mini-distribuzione-linux-da-50-mb-avviabile-allinterno-di-windows/">vecchio articolo</a>, è la mini distribuzione <a href="http://www.damnsmalllinux.org/index_it.html"><strong>Damn Small Linux</strong></a>).</p>
<h5>Come far funzionare Portable Ubuntu</h5>
<p><a href="http://portableubuntu.sourceforge.net/">Portable Ubuntu</a> è una applicazione portabile che <strong>non richiede alcuna installazione o virtualizzazione di sistema il che viene indubbiamente in soccorso agli utenti poco esperti</strong>.<br />
La procedura è semplice (su <a href="http://www.howtoforge.com/running-ubuntu-on-windows-xp-with-portable-ubuntu">HowToForge</a> trovate anche una guida inglese passo passo):</p>
<ol>
<li>Scaricate il file <em><a href="http://portableubuntu.demonccc.cloudius.com.ar/download">Portable_Ubuntu.exe</a></em> (che altro non è che un pacchetto autoestraente 7zSFX da 438 MB) e decomprimete l’archivio (che richiede in totale 1,85 GB di spazio libero su disco)</li>
<li>Fate doppio clic sul file <strong>run_portable_ubuntu.bat</strong> che si trova nella cartella appena scompattata</li>
<li>Si aprirà in alto una <strong>piccola barra che metterà a disposizione  una versione di Ubuntu utilizzabile come un qualsiasi programma per Windows</strong>: infatti <strong>tutte le applicazioni linux appariranno come finestre sul desktop di windows</strong> (tanto che nella taskbar troverete i task di ogni applicativo aperto e da li potrete massimizzare, minimizzare o chiudere le finestre) e sarà anche possibile effettuare copia ed incolla fra i due diversi ambienti in entrambe le direzioni.</li>
</ol>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2029_portable_ubuntu_1.jpg' alt='Portable Ubuntu 1' /></div>
<p>Nel caso aveste ancora dubbi, ecco un filmato che vi spiegherà tutte le semplici e poche operazioni da seguire:</p>
<div align="center">
<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/tNzmNB-P6Qk&#038;color1=0x6699&#038;color2=0x54abd6&#038;hl=es&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/tNzmNB-P6Qk&#038;color1=0x6699&#038;color2=0x54abd6&#038;hl=es&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object>
</div>
<p></p>
<h5>Prime impressioni</h5>
<p>Devo però constatare che, a differenza di quanto venga affermato, <strong>su un sistema di non ultima generazione</strong> (parlo di un PC Pentium IV con appena 512 MB di RAM), <strong>l&#8217;avvio di Portable Ubuntu, richiede poco più di 1 minuto e l&#8217;apertura delle varie applicazioni non risulta molto veloce</strong>. Ma d&#8217;altronde è comprensibile: <strong>se ad occupare la memoria di sistema vi è Windows</strong>, con tutti i suoi memory leaks nativi, <strong>non è possibile beneficiare totalmente della agilità propria di un sistema operativo come Linux</strong>, almeno su sistemi datati.</p>
<p>In ogni caso è indubbiamente comodo avere, sul proprio sistema operativo principale, ahimè Windows, la possibilità di <strong>lanciare ma anche installare alcune potenti applicazioni solo per Linux</strong> (per non parlare del <strong>grande vantaggio di avere la potente shell unix su Windows</strong>)! Addirittura, per come è lo scopo del progetto e come si può intuire dal nome, <strong>se copiate la cartella di Portable Ubuntu su una pennetta USB o su un hard disk esterno USB</strong> (cosa consiglio per avere maggiori performance), <strong>avrete la vostra distribuzione Linux sempre con voi ed eseguibile da qualsiasi PC Windows a cui avrete accesso</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2029_portable_ubuntu_2.jpg' alt='Portable Ubuntu 2' /></div>
<h5>Come funziona</h5>
<p>Se siete curiosi di sapere quale sia il <a href="http://lifehacker.com/5195999/portable-ubuntu-runs-ubuntu-inside-windows">segreto</a> su che si nasconde dietro Portable Ubuntu, dovete sapere che <strong>alla base di questo idea vi è un progetto precedente</strong>: <a href="http://andlinux.org/"><strong>andLinux</strong></a> che, usando sempre Ubuntu, si appoggiava su <strong>XFCE Panel e KDE</strong> (<a href="http://lifehacker.com/358208/seamlessly-run-linux-apps-on-your-windows-desktop">qui</a> la guida step-by-step per l&#8217;installazione). Entrambi i progetti, però, si <a href="http://www.oneopensource.it/07/04/2009/portable-ubuntu-ovvero-come-fa-girare-ubuntu-su-windows/">appoggiano</a> a 3 pacchetti software sapientemente combinati tra loro: </p>
<ul>
<li><a href="http://www.straightrunning.com/XmingNotes/">Xming</a> è una versione dell’X Server per sistemi Windows;</li>
<li><a href="http://www.pulseaudio.org/">Pulse Audio</a> è un Server Audio per sistemi POSIX e Win32 che si “interpone” tra il sistema audio nativo di Windows e quello delle applicazioni;</li>
<li><a href="http://www.colinux.org/">coLinux Kernel</a> è uno dei porting del Kernel Linux per Windows, che permette di far funzionare il kernel di Linux come un vero e proprio processo di Windows. in pratica utilizzando un driver particolare che rende possibile l’esecuzione dell’applicativo coLinux in “modalità Ring 0″ (la modalità privilegiata cui esegue parte del Windows Kernel) si rende funzionante il Kernel Linux all’interno di uno specifico spazio di indirizzamento (quello del processo coLinux). Intercettando gli interrupt hardware, e cooperando con alcune funzionalità del sistema di basso livello di Windows, l’applicativo coLinux rende il Kernel Linux pienamente funzionante. In questo modo il Kernel Linux si avvia ed è in grado di gestire gli esegubili in formato binario elf, ovvero quelli di una tradizionale distribuzione Linux.</li>
</ul>
<p>Se volete approfondire l&#8217;argomento sul sito del progetto <a href="http://portableubuntu.sourceforge.net/index.php?section=documentation"><strong>troverete tutta la documentazione</strong></a> necessaria, come le istruzioni su come ampliare lo spazio di archiviazione, su quale è la <strong>password</strong> (importante per installare applicazioni con synaptic) per l’utente predefinito <strong>pubuntu</strong> (di default è impostata a: <strong>123456</strong>) e su come accedere ai file del vostro disco C: di Windows (sarà sufficiente andare nella cartella <strong>/mnt/C</strong>).
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		</item>
		<item>
		<title>Addio WiMAX, Benvenuto LTE</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/04/08/addio-wimax-benvenuto-lte/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 10:04:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; notizia di ieri che Nokia, nonostante sia da sempre membro del WiMax Forum, in questi ultimi mesi ha mostrato il suo pessimismo riguardo la diffusione del WiMAX, la rete che dovrebbe portare internet a banda larga ovunque, tanto da sospendere la produzione del modello N810 Internet Wi-Max Edition, poiché considera questa tecnologia alla stregua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; <a href="http://www.mobileblog.it/post/8254/nokia-il-wimax-fallira">notizia</a> di ieri che Nokia, nonostante sia da sempre membro del <a href="http://www.wimaxforum.org/">WiMax Forum</a>, in questi ultimi mesi ha mostrato il suo pessimismo riguardo la diffusione del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wi-max"><strong>WiMAX</strong></a>, la rete che dovrebbe portare internet a banda larga ovunque, tanto da sospendere la produzione del modello <em>N810 Internet Wi-Max Edition</em>, poiché <strong>considera questa tecnologia alla stregua della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Betamax">Betamax</a></strong>, un supporto video migliore del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/VHS">VHS</a> ma che fu comunque abbandonato (più recentemente possiamo ricordare lo scontro tra Blu-ray e HD DVD per i dischi ad alta definizione).</p>
<p>Secondo Nokia, invece, il futuro è tutto per la tecnologia <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/LTE_(Long_Term_Evolution)"><strong>LTE</strong></a> (<em>Long Term Evolution</em>), chiamato anche convenzionalmente <strong>Super 3G</strong>, e altro non è che che la più recente evoluzione degli standard di telefonia, <strong>collocandosi a metà strada fra gli attuali standard 3G come l&#8217;UMTS e quelli di quarta generazione (4G) </strong>ancora in fase di sviluppo e il cui obiettivo è quello di raggiungere velocità di connessione wireless anche superiori ad 1 Gbps.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2024_3gpp_lte_4g.jpg' alt='3G - LTE - 4G' /></div>
<p>Nonostante <strong>l&#8217;LTE è parte integrante dello standard UMTS</strong>, prevede però numerose modifiche e migliorie, tanto da fargli prendere presto il posto dell&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/High-Speed_Downlink_Packet_Access">HSDPA</a> (si prevede al più tardi entro il 2015), poichè può raggiungere, almeno a livello teorico, <strong>100 Mbps in download e 50 Mbps in upload</strong>. L&#8217;unico svantaggio è che, a differenza dell&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/High-Speed_Packet_Access">HSPA</a>, che utilizza la stessa copertura radio della rete UMTS, nel caso dell&#8217;LTE è <strong>necessario predisporre una copertura radio dedicata, realizzando di fatto una nuova rete aggiuntiva (e quindi nuove antenne) a quella dell&#8217;UMTS</strong>, o di qualsiasi altro sistema di accesso cellulare.</p>
<p>E&#8217; evidente quindi che, la diffusione di tecnologie come HSPA ed LTE, per definizione antogoniste del WiMAX e delle sue evoluzioni, sono un segno che, probabilmente, almeno, nel prossimo futuro, <strong>le prospettive di successo su larga scala del WiMAX si ridurranno di molto</strong>, soprattutto come applicazione in ambito internet e banda larga mobili.</p>
<p>Se poi ci si mette che <a href="http://punto-informatico.it/2313291/PI/News/vero-wireless-wimax-lte-pari-sono.aspx"><strong>WiMAX e LTE usano dei protocolli molto simili</strong></a>, pensati entrambi per l&#8217;accesso broadband in mobilità, che condividono le stesse basi concettuali e la stessa tecnologia di modulazione OFDM, <strong>è chiaro che la sfida tra i due si ridurrà a chi saprà imporsi prima sul mercato</strong>. E, siccome <strong>la tecnologia LTE, a differenza del WiMAX, può contare su una infrastruttura di rete già solida e affermata (quella 3G)</strong>, è molto probabile che, come logica prosecuzione della roadmap di sviluppo delle reti, <strong>tutta l&#8217;utenza UMTS migrerà progressivamente verso LTE</strong>, per poi usarla come come punto di partenza per l&#8217;introduzione della cosiddetta rete di quarta generazione. E&#8217; il caso, per esempio, della scelta adottata dagli operatori a stelle e strisce AT&#038;T e Verizon.</p>
<p>WiMAX, <a href="http://punto-informatico.it/2313291/PI/News/vero-wireless-wimax-lte-pari-sono.aspx">invece</a>, nata per contrastare il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Digital_divide">Digital divide</a> delle aree a bassa densità abitativa ignorate dai provider tradizionali grazie ad una versione diffusa del WiFI (che presto è divenuta una alternativa in diretta concorrenza con le reti cellulari), <strong>dovrebbe mettere in piedi l&#8217;equivalente della rete 3G esistente</strong> e, considerando i costi di realizzazione e gli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wi-max#WiMAX_in_Italia">esorbitanti prezzi raggiunti dalle licenze</a>, non sembra certo che tutti gli assegnatari delle frequenze siano pronti a investire in modo massiccio. A sostenere WiMAX, ci sono Intel, Google e Time Warner, e l&#8217;unico operatore statunitense ad aver scelto questa strada per la banda larga wireless è, al momento, Sprint.</p>
<p>Staremo a vedere cosa ci riserverà il futuro.
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		</item>
		<item>
		<title>YouTube Mobile Application: è uscito il client ufficiale per Symbian S60 e Windows Mobile! Ecco la guida passo passo su come installarlo su uno smartphone con Windows Mobile 6</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/03/27/youtube-mobile-application-e-uscito-il-client-ufficiale-per-symbian-s60-e-windows-mobile-ecco-la-guida-passo-passo-su-come-installarlo-su-uno-smartphone-con-windows-mobile-6/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2009/03/27/youtube-mobile-application-e-uscito-il-client-ufficiale-per-symbian-s60-e-windows-mobile-ecco-la-guida-passo-passo-su-come-installarlo-su-uno-smartphone-con-windows-mobile-6/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 15:29:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finalmente Youtube ha rilasciato gratuitamente un client per Windows Mobile 6.x e Symbian S60 3rd Edition (qui la lista dei dispositivi Nokia supportati) per permettere di accedere a YouTube da quasi tutti i palmari e smartphone in commercio. Se fino a poco tempo fa era possibile farlo nativamente solo da un iPhone/iPod Touch o da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente Youtube ha <a href="http://www.youtube.com/blog?entry=tWasC8HWSnI">rilasciato gratuitamente</a> un client per <strong>Windows Mobile 6.x e Symbian S60 3rd Edition (<a href="http://help.youtube.com/support/youtube/bin/answer.py?answer=142850&#038;topic=20992">qui</a> la lista dei dispositivi Nokia supportati)</strong> per permettere di <strong>accedere a <a href="http://www.youtube.it">YouTube</a> da quasi tutti i palmari e smartphone</strong> in commercio. Se fino a poco tempo fa era possibile farlo nativamente solo da un <em>iPhone/iPod Touch</em> o da un <em>HTC Touch Diamond</em> (tanto che su <a href="http://www.windowsmobileitaly.com/forum.xda-developers.com">xda-developers</a> erano riusciti ad estrarre dalla ROM HTC l&#8217;applicazione per metterla a disposizione, più o meno legalmente, su tutti i dispositivi con Windows Mobile) o attraverso <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2007/10/18/come-visualizzare-i-video-divx-e-i-filmati-di-youtube-sui-dispositivi-con-windows-mobile/">qualche piccolo tip</a>, ora la nuova versione 2.0.2 dell&#8217;applicativo ufficiale <strong>YouTube Mobile Application</strong> amplierà lo spettro di clienti <strong>rendendo fruibile il portale di video praticamente a quasi tutti i dispositivi mobili avanzati esistenti in commercio</strong> (con pieno supporto agli schermi ad alta risoluzione VGA e simili), offrendo una <strong>migliore qualità video, velocizzando lo streaming</strong> grazie alla <strong>ottimizzazione per le reti mobili Wi-Fi o 3G</strong>, rendendo di fatto meno complicato vedere i video di YouTube sul proprio telefonino.</p>
<p>Già qualche mese fa, YouTube aveva <a href="http://www.youtube.com/blog?entry=sDFlZe7FwJI">comunicato</a> di aver reso disponibile all&#8217;indirizzo <a href="http://m.youtube.com/">m.youtube.com/</a> il supporto ad <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2007/10/09/la-rivoluzione-di-adobe-flash-lite-3-per-vedere-i-video-di-youtube-sui-cellulari-peccato-che-non-e-possibile-scaricarlo-ma-sara-in-bundle-con-la-rom-del-dispositivo/">Adobe Flash Lite 3</a> (supportato, al momento, solo dai cellulari più recenti), ma <strong>l&#8217;apertura del portale a due delle principali piattaforme mobili sul mercato, è un evento rivoluzionario sul fronte accessibilità e ci ricorda quanto Google abbia la volontà di offrire la migliore esperienza di fruizione di YouTube su qualsiasi dispositivo, computer, televisore o telefono cellulare</strong>. In quest&#8217;ottica rientra anche <a href="http://www.youtube.com/tv/"><strong>YouTube TV</strong></a>, il servizio che permette di <strong>visualizzare i video e gestire i comandi direttamente dal telecomando della nostra console WII o Playstation 3</strong>, simulabile dal proprio browser Safari (abilitando il menu <strong>Sviluppo -> User Agent -> Altro&#8230;</strong>) o Firefox (installando il plugin <a href="https://addons.mozilla.org/en-US/firefox/addon/59"><strong>User Agent Switcher</strong></a>) impostando uno dei due seguenti User Agent:</p>
<blockquote><p>Mozilla/5.0 (PLAYSTATION 3; 2.00)<br />
oppure<br />
Opera/9.23 (Nintendo Wii; U; ; 1038-58; Wii Internet Channel/1.0; en)
</p></blockquote>
<p>Tornando a <strong>YouTube Mobile Application</strong>, c&#8217;è però da dire che, purtroppo l&#8217;applicazione <strong>non è per ora disponibile per l&#8217;Italia ma soltanto per Australia, Irlanda, Nuova Zelanda, Regno Unito e Stati Uniti</strong>; è comunque possibile scaricarla ugualmente collegandosi dal browser del proprio device mobile all&#8217;indirizzo <a href="http://m.youtube.com/">http://m.youtube.com</a> e <strong>cambiando la propria lingua predefinita in Inglese, in attesa di un rilascio in lingua italiana</strong>.</p>
<div align="center">
<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/o0ljWtG1xOM&#038;rel=0&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=it&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/o0ljWtG1xOM&#038;rel=0&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=it&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object>
</div>
<p></p>
<h5>Come installare YouTube Mobile Application su Windows Mobile</h5>
<p>Aprire dal browser del proprio smartphone la pagina: <a href="http://m.youtube.com/">http://m.youtube.com</a></p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_01.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 01' /></div>
<p>Verrà mostrata la <strong>versione di Youtube ottimizzata per i dispositivi mobili</strong>. Sotto al campo di ricerca troverete un link da cliccare: &#8220;<strong>Guarda Youtube sul tuo cellulare</strong>&#8220;:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_02.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 2' /></div>
<p>Almeno finché non verrà rilasciato da Google una versione per l&#8217;Italia, al momento, dopo aver cliccato sul link sopra indicato verrà <strong>mostrata questa pagina che  ci avverte che non è disponibile la versione per il nostro dispositivo</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_03.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 3' /></div>
<p>In realtà questa <strong>schermata potrebbe trarre in inganno chiunque perché non si dice che non è disponibile una versione per la lingua italiana</strong> dell&#8217;applicativo (e ovviamente anche il conseguente supporto alla localizzazione italiana di YouTube.it) ma <strong>sembra quasi che la versione del nostro sistema operativo non sia supportata</strong>. Sarà, invece, sufficiente cliccare sul link in basso: &#8220;<strong>Cambia lingua</strong>&#8221; per accedere alla seguente schermata:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_04.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 4' /></div>
<p>dove basterà <strong>cliccare sul link &#8220;English&#8221;</strong> per essere rediretti verso la seguente pagina per il download automatico dell&#8217;applicativo.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_05.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 5' /></div>
<p>Dopo qualche secondo di attesa si aprirà a popup un messaggio che vi <strong>chiederà conferma del download in corso</strong>. </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_06.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 6' /></div>
<p>Cliccando sul tasto &#8220;<strong>Salva con nome&#8230;</strong>&#8221; potrete decidere dove salvare il file (che altro non è che un <strong>file .CAB installabile su tutti i terminali con Windows Mobile</strong>)</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_07.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 7' /></div>
<p>Essendo un file .CAB <strong>si aprirà automaticamente la schermata di istallazione dell&#8217;applicativo</strong> (altrimenti basterà posizionarsi sulla cartella in cui si è salvata l&#8217;installazione dell&#8217;applicativo e fare doppio click sul file .cab) che chiederà dove installarlo (sul <em>Dispositivo</em> o sulla <em>Scheda di Memoria</em>): a voi la scelta in base alle vostre esigenze e allo spazio libero a disposizione sulla periferica.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_08.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 8' /></div>
<p>Dopo che ha effettuato la copia dei file nella directory di destinazione desiderata, <strong>l&#8217;installazione sarà portata a termine in pochi secondi</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_09.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 9' /></div>
<p>Ora sarà sufficiente <strong>andare nella cartella Programmi del proprio dispositivo mobile</strong>, dove troverete l&#8217;icona dell&#8217;applicazione appena installata:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_10.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 10' /></div>
<p>Quando si lancerà per la prima volta l&#8217;applicazione YouTube Mobile Application verrà chiesto di selezionare la propria regione di appartenenza: <strong>selezionate <em>United Kingdom</em> o <em>United States</em></strong></p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_11.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 11' /></div>
<p>e vi verranno <strong>mostrati, in inglese, i termini e le condizioni da accettare prima di poter proseguire</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_12.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 12' /></div>
<p>Infine, vi verrà mostrata una ultima schermata di avviso che vi avvertirà che <strong>se non accediamo con connessione wireless, dal momento che lo streaming consuma un gran quantità di dati, prima di usarlo è necessario avere un abbonamento flat per il proprio terminale mobile</strong>, altrimenti si rischia di spendere molte decine di euro per visionare qualche minuto di filmato.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_13.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 13' /></div>
<p>Finalmente ora potrete accedere alla schermata principale dell&#8217;applicativo YouTube Mobile Application dove <strong>potrete trovare un campo per ricercare i video</strong>, con lo <strong>storico delle parole chiave</strong> già immesse, oppure potrete selezionare <strong>i contenuti più visti</strong>, quelli che hanno ricevuto maggior gradimento e gli ultimi caricati.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_14.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 14' /></div>
<p>Simpatica la <strong>visualizzazione a scorrimento laterale delle anteprime dei video ricercati</strong> (a mo&#8217; di CoverFlow semplificato). Una volta scelto il video, si accede alla pagina che lo descrive brevemente</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_15.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 15' /></div>
<p>e dal quale è possibile <strong>lanciare la visualizzazione, che va automaticamente a schermo intero e in modalità landscape, con prevenzione dello spegnimento del dispositivo durante il playback</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_16.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 16' /></div>
<p>Come potete notare il <strong>player mostra la barra di scorrimento del video, permette la visione a pieno schermo con un doppio click ed assomiglia molto a quello che si visualizza dal browser del proprio pc</strong>.</p>
<h5>Suggerimenti per migliorare l&#8217;applicazione</h5>
<p>Al momento, le uniche <strong>pecche di YouTube Mobile Application sono</strong>, oltre al <strong>mancato supporto ufficiale per l&#8217;italiano</strong> (che ci costringe, per eseguire l’installazione sui nostri device, di accontentarsi della versione inglese del programma e di non poter accedere alla versione localizzata di Youtube.it), anche la <strong>mancanza della possibilità di loggarsi con il proprio account</strong> in modo da accedere ai servizi più avanzati del noto portale, e <strong>l&#8217;impossibilità di accedere ai Canali di Youtube</strong>. Si sente anche molto la <strong>mancanza di un link per scaricare i video in modo da poterli guardarli offline</strong> (<a href="http://www.levysoft.it/archivio/2007/10/18/come-visualizzare-i-video-divx-e-i-filmati-di-youtube-sui-dispositivi-con-windows-mobile/">qui</a> trovate un modo alternativo per farlo con il sito <a href="http://www.mobytube.net/"><strong>MobyTube</strong></a>) e <strong>l&#8217;impossibilità di visualizzare i suggerimenti ai video simili</strong>.<br />
Google, comunque, <a href="http://www.youtube.com/blog?entry=tWasC8HWSnI">ha garantito</a> che <strong>saranno a breve disponibili diversi aggiornamenti dell&#8217;applicativo, che saranno notificati automaticamente dal programma</strong>.
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		<title>Avidemux: l&#8217;alternativa per Mac OS X e Linux del famoso programma di video editing Virtualdub per Windows</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/03/25/avidemux-lalternativa-per-mac-os-x-e-linux-del-famoso-programma-di-video-editing-virtualdub-per-windows/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 13:35:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>
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		<description><![CDATA[Da quando sono passato a Mac OS X, l&#8217;unica cosa di cui sentivo realmente la mancanza era poter usare un programma per l&#8217;editing video flessibile e veloce come Virtualdub per Windows. A volte mi capita di registrare qualche programma televisivo con Vcast in qualità Divx e poi, dopo averlo scaricato (comoda la funzionalità di feed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da quando sono passato a Mac OS X, l&#8217;unica cosa di cui sentivo realmente la mancanza era poter usare un <strong>programma per l&#8217;editing video flessibile e veloce come <a href="http://www.virtualdub.org/">Virtualdub</a> per Windows</strong>. A volte mi capita di registrare qualche programma televisivo con <a href="http://vcast.it/faucetpvr/">Vcast</a> in qualità Divx e poi, dopo averlo scaricato (comoda la funzionalità di feed rss messa a disposizione da Vcast per il download automatico con iTunes a mo&#8217; di personal Podcast) sono solito <strong>eliminare la pubblicità dal file video</strong> (o tutto ciò che ritengo inutile o superfluo) in modo da potermi godere la visione senza interruzioni. <strong>Virtualdub ha dalla sua il vantaggio di essere un programma che, con pochissimi passaggi, permette di tagliare parti video</strong> (ma volendo anche può anche unire più filmati in uno solo) <strong>senza effettuare alcuna ricodifica audio/video</strong> (grazie all&#8217;opzione &#8220;<em>Direct Stream Copy</em>&#8220;).</p>
<p>Ebbene, finalmente sono riuscito a trovare un <strong>degno sostituto a Virtualdub</strong>: si chiama <a href="http://fixounet.free.fr/avidemux/"><strong>Avidemux</strong></a> ed è un <strong>programma di video editing open source rilasciato sotto licenza GPL e  multipiattaforma</strong> (funziona, infatti, per <strong>Windows, Mac OS X, BSD e Linux</strong>) che mette a disposizione un tool di editing video leggero, funzionale e veloce. Dalle funzionalità simili a Virtualdub, <strong>per molti aspetti è anche più intuitivo,  più semplice e completo</strong> della sua controparte, mostrando anche una <strong>interfaccia grafica meno spartana</strong> e un po&#8217; più gradevole (grazie alle librerie GTK).</p>
<p>Tra le sue funzionalità, spiccano quelle di <strong>tagliare, unire, modificare, applicare filtri, e convertire in diversi formati, i video caricati</strong>. Nella sezione <a href="http://www.avidemux.org/admWiki/index.php?title=Main_Page"><strong>Wiki Docs</strong></a> del sito di Avidemux trovate tutte le guide (in inglese) per le funzionalità più importanti. Nonostante, apparentemente, leggendo, per esempio, la dettagliata ed esauriente guida del <a href="http://www.avidemux.org/admWiki/index.php?title=Cutting">Cutting Video</a> possa sembrare una operazione lunga, dovete sapere che sono necessari solo pochi passi.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2020_avidemux.jpg' alt='Avidemux' /></div>
<p>E&#8217; sufficiente, infatti, <strong>lasciare impostate su &#8220;Copy&#8221; le opzioni di ricodifica video e audio</strong> (se si imposta un altro formato, come per esempio, MPEG2 o 3GP, i tempi di salvataggio saliranno proporzionalmente alla durata del filmato da ricodificare), <strong>che corrispondono alle opzioni &#8220;Direct Stream Copy&#8221; di VirtualDub</strong> (impostabili dal menu Video e Audio del programma) e, <strong>dopo aver selezionato, con i tasti A e B la porzione di video da tagliare</strong>, andare sul menu <strong>Edit->Delete per rimuovere la selezione</strong> (se invece si clicca sul pulsante &#8220;Salva&#8221;, senza cancellare nulla, si salverà direttamente la parte di video selezionata) e quindi <strong>cliccare sul tasto &#8220;Salva&#8221; per fare, in pochi secondi, una copia del filmato modificato</strong>.
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		<title>SeisMac: come trasformare il vostro portatile Mac in un sismografo low cost e contribuire allo studio dei terremoti in scala locale</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/03/23/seismac-come-trasformare-il-vostro-portatile-mac-in-un-sismografo-low-cost-e-contribuire-allo-studio-dei-terremoti-in-scala-locale/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 11:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Mac os x]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi sono venuto a conoscenza di un nuovo software dalle caratteristiche davvero peculiari per scopi davvero originali. Si chiama SeisMac, ed è una applicazione gratuita solo per Mac OS X che permette di contribuire al rilevamento di terremoti grazie al sensore presente in molti modelli di Mac portatili in commercio dal 2005 in poi, trasformando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi sono venuto a <a href="http://blog.computime.it/2009/03/22/seismac-segnalare-i-terremoti-con-i-mac-portatili/">conoscenza</a> di un nuovo software dalle caratteristiche davvero peculiari per scopi davvero originali. Si chiama <a href="http://www.suitable.com/tools/seismac.html"><strong>SeisMac</strong></a>, ed è una <strong>applicazione gratuita solo per Mac OS X</strong> che permette di <strong>contribuire al rilevamento di terremoti grazie al sensore presente in molti modelli di Mac portatili in commercio dal 2005 in poi</strong>, trasformando di fatto il proprio MacBook o Macbook Pro (ma anche iBook e Powerbook) in un vero e proprio <strong>sismografo low cost</strong>.</p>
<p>Realizzato in collaborazione con l&#8217;Istituto di Ricerca Sismologica <a href="http://www.iris.edu/about/ENO/">IRIS</a>, <a href="http://www.suitable.com/tools/seismac.html">SeisMac 2.0</a> è in grado <strong>mostrare le onde sismiche su tre assi in un grafico in tempo reale</strong>, dopo aver opportunamente tarato i sensori con <a href="http://www.suitable.com/tools/seismacalibrate.html"><strong>SeisMaCalibrate</strong></a>, e di inviare ogni 15 minuti tutti i dati ad un server per la condivisione immediata dei dati raccolti e coordinata da un gruppo dei geofisici della <a href="http://www.usc.edu/">South California University</a>. E&#8217; possibile visionare cosa registrano tutti i portatili della rete direttamente dalla <a href="http://qcn.stanford.edu/qcnalpha/maptrig.php?cx=38&#038;cy=-70&#038;timeint=W">mappa interattiva</a> sul sito del progetto, oppure scaricando e installando <a href="http://qcn.stanford.edu/learning/software.php">QCNLive</a> che permette di avere, con una grafica accattivante, un colpo d&#8217;occhio sulle situazione nel mondo.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2018_qcn_snapshot_world.jpg' alt='QCN World Map' /></div>
<p>Nonostante <strong>apparentemente non avrebbe senso</strong> affidare la credibilità di un movimento naturale ad un solo strumento, come un computer portatile soggetto frequentemente a movimenti accidentali non dovuti ai terremoti, c&#8217;è anche da <a href="http://www.imaccanici.org/article.php?story=SeisMac">considerare</a> che <strong>una scossa naturale si distingue dalle altre per il fatto che è segnalata contemporaneamente da una molteplicità di computer distanti fra loro evitando i falsi allarmi</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2018_seismac2_screen.jpg' alt='SeisMac' /></div>
<h5>Lo scopo di SeisMac</h5>
<p>Resta comunque il fatto che <a href="http://www.suitable.com/tools/seismac.html">SeisMac 2.0</a> (e il progetto relativo) risulta, finora, <strong>l&#8217;unico software che sfrutta i sensori di movimento</strong> (<em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sudden_Motion_Sensor">Sudden Motion Sensor</a></em>, il sensore che rileva i movimenti bruschi per distaccare l’hard disk preservandone il contenuto in caso di caduta) <strong>senza fini ludici</strong> (come <a href="http://blog.medallia.com/2006/05/smacbook_pro.html">SmackBook Pro</a>, <a href="http://blog.isnoop.net/2006/05/20/macsaber-turn-your-mac-into-a-jedi-weapon/">MacSaber</a> e <a href="http://www.balooba.se/baloobasoftware/texts/bubblegym.htm">Bubblegym</a>) ma con un fine ben preciso e di valore. <a href="http://www.imaccanici.org/article.php?story=SeisMac">Infatti</a>, i terremoti si manifestano con una variabilità di effetti da un posto all’altro, o addirittura da un edificio all’altro, in funzione, per esempio, delle caratteristiche del suolo e dei criteri costruttivi. Avere dati puntuali aiuta a costruire le cosiddette <strong>mappe macrosismiche</strong> che descrivono in dettaglio gli effetti di un terremoto da zona a zona e che servono, in ultima analisi, <strong>per progettare meglio l’edilizia e l’urbanistica anti sismica</strong>.</p>
<h5>La situazione in Italia</h5>
<p>Non so quanto, però, questa rete di computer possa essere utile, almeno in Italia. Tralasciando il fatto che in una piccola percentuale di casi i dati prelevati possano essere falsati dal fatto che, magari, durante una scossa sismica il computer potrebbe essere spostato dalla sua posizione, alterando i valori registrati, è evidente che <strong>nel nostro paese, la rete di computer sarà molto meno fitta</strong> dato che il numero di Mac presenti sono una piccola percentuale rispetto a quelli sul territorio americano, dove attualmente il progetto, noto come <a href="http://qcn.stanford.edu/"><strong>Quake-Catcher Network</strong></a>, sembra aver preso piede. Non per questo mi sento però di non avallare il progetto che ha tutta la piena approvazione!</p>
<p class="akst_link"><a href="http://www.levysoft.it/?p=2018&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_2018" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a></p>
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