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	<title>Levysoft &#187; Libri</title>
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		<title>Simplicissimus regala un ebook a scelta in cambio di una recensione</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2011/06/23/simplicissimus-regala-un-ebook-in-cambio-di-una-recensione/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 16:05:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco una simpatica iniziativa del noto sito italiano Simplicissimus.it:
 Un po’ tutti i lettori in fondo sono dei critici letterari. Alzi la mano chi non ha mai sognato di avere dei libri gratuiti in cambio soltanto di una recensione, di una lode oppure di una stroncatura, di un parere autorevole, una critica costruttiva, ma anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco una simpatica iniziativa del noto sito italiano <a href="http://ultimabooks.simplicissimus.it/">Simplicissimus.it</a>:</p>
<blockquote><p> Un po’ tutti i lettori in fondo sono dei critici letterari. Alzi la mano chi non ha mai sognato di avere dei libri gratuiti in cambio soltanto di una recensione, di una lode oppure di una stroncatura, di un parere autorevole, una critica costruttiva, ma anche una parola di conforto per quei libri che proprio non ce la fanno.</p>
<p>Ultima Books ha appena lanciato uno Spazio Recensioni, dove l’aspirante critico letterario che alberga in ogni lettore può dare libero sfogo alla propria voglia di libri, prendendo gratuitamente un ebook tra quelli in esposizione e lasciando successivamente una recensione.</p>
<p>D’altronde tutti quanti ci fidiamo di più del parere di un amico, del consiglio di un vicino piuttosto che delle voci ufficiali e delle parole degli uffici stampa.</p>
<p>Ultima Books è ansiosa di sapere che cosa ne pensi, per avere uno scambio costruttivo e una libera circolazione delle idee. Oggi ciascuno può dire la propria, senza censura, una vera e propria democrazia libraria. Direi che è proprio il caso di approfittarne!
</p></blockquote>
<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p2099_libro.jpg' alt='Il gatto di Schrödinger - ePub DRM Free' /> E&#8217; sufficiente, quindi, visitare <a href="http://ultimabooks.simplicissimus.it/recensioni/">questa pagina</a>, <strong>scegliere un libro che vin interesserebbe leggere e fare la richiesta via email</strong>. Io ho scelto &#8220;<a href="http://ultimabooks.simplicissimus.it/il-gatto-di-schrodinger">Il gatto di Schrödinger</a>&#8221; e nel giro di qualche ora mi hanno spedito <strong>l&#8217;ebook in formato .epub DRM FREE</strong> che ho prontamente caricato sul mio iPad. Certamente non vi sono libri famosi o le ultime novità (il libro che mi hanno mandato era piccolino, di sole 25 pagine), ma secondo me vale la pena provare: si potrebbe <strong>scoprire qualche autore interessante</strong> o magari, potrebbe essere utile, <strong>per chi è ancora restio, ad avvicinarsi gratuitamente al mondo della lettura digitale</strong>.<br />
In teoria <strong>non vi sono limiti al numero di eBook che è possibile richiedere</strong> (almeno fino a quando l&#8217;iniziativa resterà in piedi). L&#8217;unica cosa che è richiesta, per richiedere un altro libro, è di aver scritto una <strong>recensione</strong> (positiva o negativa che sia) su quello appena finito. Insomma una iniziativa lodevole ed onesta.
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		<title>Internet è un dono di Dio o un semplice mezzo di comunicazione di massa?</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 14:22:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idea Lab]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
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		<description><![CDATA[ &#8220;Internet è un dono di Dio&#8221; è la famosa frase di uno scrittore e dissidente cinese, Liu Xiaobo, attivo da molti anni nella difesa dei diritti umani nella scena nazionale del suo Paese e insignito, nel 2010, del Premio Nobel per la Pace.
Ma questa stessa frase fu anche un potente manifesto con cui, nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p2091_internet_dono_di_dio.jpg' alt='' /> &#8220;<strong>Internet è un dono di Dio</strong>&#8221; è la famosa frase di uno scrittore e dissidente cinese, Liu Xiaobo, attivo da molti anni nella difesa dei diritti umani nella scena nazionale del suo Paese e insignito, nel 2010, del Premio Nobel per la Pace.</p>
<p>Ma questa stessa frase fu anche un potente manifesto con cui, nel 2009, il mensile <a href="http://www.wired.it/">Wired</a> aveva candidato Internet al premio Nobel per la Pace.</p>
<p>Infine, recentemente, è anche divenuto il titolo di un libro che narra dieci storie con lo scopo di chiarire perché Internet è divenuta col tempo, <strong>arma di costruzione di massa</strong>: <strong>i software contro la censura digitale</strong> (Shiyu Zhou dall’America per Cina e Iran), <strong>il potere della parola per la libertà</strong> (Georgy Jakhaia in Georgia, Yoani Sanchez a Cuba, Adshin Mettacara in Birmania), <strong>il micro-credito online come strumento di sviluppo nelle economie povere</strong> (Matt Flannery e Kiva), <strong>l’industria informatica come occasione di pace per la Palestina</strong> (Saed Nashef), <strong>il wireless perché anche Amazzonia e Darfur rompano l’isolamento</strong> (Daniele Trinchero e iXem), <strong>il Web come strumento di aiuto e solidarietà nelle catastrofi</strong> (Ory Okolloh dal Kenya, Rima Qureshi dalla Svezia).</p>
<h5>L&#8217;altro lato della medaglia</h5>
<p>Ma se questa è il lato di una medaglia, c&#8217;è anche chi ha guardato l&#8217;altro lato, quello oscuro, di internet. Ed è stato l&#8217;intellettuale bielorusso <strong>Evgeny Morozov</strong> che nel suo recente saggio &#8220;<em>The net delusion: the dark side of internet freedom</em>&#8221; (trad. La net-delusione: il lato oscuro della libertà di internet) <strong>critica aspramente le potenzialità democratiche della rete, che troppo spesso si trasformano in censura</strong>.<br />
Secondo lui, <strong>il web può essere uno strumento di mobilitazione collettiva con lo stesso peso con cui può tragicamente divenire uno strumento di controllo sistematico e autoritario</strong>.<br />
Un esempio alla luce del giorno è la martellante censura imposta dal regime Repubblica popolare cinese o la censura di internet in Egitto.<br />
Morozov, punta, così a confutare la teoria secondo cui &#8220;<strong>internet porterà la pace del mondo</strong>&#8221; additando il passato e facendo una <strong>analisi retrospettiva dei nuovi media</strong>: anche la stampa, il telegrafo e la radio furono universalmente accolti come dei mezzi attraverso i quali si sarebbe potuto raggiungere più velocemente la libertà individuale e dei popoli, ma alla fine <strong>quegli stessi mezzi furono usati dai regimi di tutto il mondo per il loro tornaconto</strong>.</p>
<p><strong>Il ruolo di internet nella diffusione delle proteste e delle sollevazioni popolari è, però indiscutibile</strong> ma non bisogna, per questo, identificare internet con la rivolta stessa, poiché <strong>internet è solo un mezzo, magari un potente mezzo di comunicazione di massa, con cui la protesta riesce a diffondersi più efficacemente, e null&#8217;altro!</strong></p>
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		<title>Il misterioso legame tra i fiumi e il Pi Greco raccontato da Alessandro Baricco e Simon Singh e speculazioni sulla soluzione di questo enigma</title>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2009 09:03:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La scuola spesso insegna la matematica in maniera nozionistica, non riuscendo quasi mai ad infondere negli studenti quella curiosità, a tratti infantile ma comunque pura, che ha caratterizzato gli stessi matematici dei secoli scorsi, in grado di far iniziare tutte le domande con la parola &#8220;perché&#8221; e di riempire le giornate di quel meraviglioso stupore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>scuola spesso insegna la matematica in maniera nozionistica</strong>, non riuscendo quasi mai ad infondere negli studenti quella <strong>curiosità, a tratti infantile ma comunque pura</strong>, che ha caratterizzato gli stessi matematici dei secoli scorsi, in grado di far iniziare tutte le domande con la parola &#8220;<em>perché</em>&#8221; e di <strong>riempire le giornate di quel meraviglioso stupore che anima gli occhi dei bambini</strong>. Forse è per questo che la matematica, così come viene vista, risulta davvero difficile da digerire.</p>
<p>Oggi, però, <strong>voglio proporvi un viaggio nella matematica visto da due scrittori diversi</strong>: lo stesso argomento trattato da <strong>due persone culturalmente diverse ma che hanno in comune la stessa meravigliosa passione per il bello delle cose</strong>. Quindi, tenterò di spiegarvi come <strong>gli scienziati possano essere così vicini alla spiegazione finale senza però riuscire ancora a decifrarla definitivamente</strong>.</p>
<p>L&#8217;argomento è la <strong>relazione dei fiumi con il pi greco</strong> e il primo scrittore che vi racconterà di questa appassionante curiosità è <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Baricco">Alessandro Baricco</a></strong>, in uno dei suoi più famosi libri &#8220;<strong>City</strong>&#8220;, che con il suo <strong>solito stile narrativo, accattivante e coinvolgente</strong>, vi parlerà di questa <strong>inscindibile unione tra fiumi e pi greco, tra natura e matematica il tutto rapportato con l&#8217;essere umano</strong>.</p>
<blockquote><p>[...] anche se mi sforzo, mi viene solo in mente quella storia dei fiumi, se proprio voglio trovare qualcosa che mi faccia digerire tutta questa faccenda, finisco per pensare ai fiumi, e al fatto che si son messi lì a studiarli perché giustamente non gli tornava &#8217;sta storia che un fiume, dovendo arrivare al mare, ci metta tutto quel tempo, cioè scelga, deliberatamente, di fare un sacco di curve, invece di puntare dritto allo scopo, devi ammettere che c&#8217;è qualcosa di assurdo, ed è esattamente quello che pensarono anche loro, c&#8217;è qualcosa di assurdo in tutte quelle curve, e così si son messi a studiare la faccenda e quello che hanno scoperto alla fine, c&#8217;è da non crederci, è che qualsiasi fiume, proprio qualsiasi fiume, prima di arrivare al mare fa esattamente una strada tre volte più lunga di quella che farebbe se andasse dritto, sbalorditivo se ci pensi, ci mette tre volte tanto quello che sarebbe necessario, e tutto a furia di curve, appunto, solo con questo stratagemma delle curve, e non questo fiume o quello, ma tutti i fiumi, come se fosse una cosa obbligatoria, una specie di regola uguale per tutti, che è una cosa da non credere, veramente, pazzesca, ma è quello che hanno scoperto con scientifica sicurezza a forza di studiare i fiumi, tutti i fiumi, hanno scoperto che non sono matti, è la loro natura di fiumi che li obbliga a quel girovagare continuo, e perfino esatto, tanto che tutti, e dico tutti, alla fine, navigano per una strada tre volte più lunga del necessario, anzi per essere esatti, tre volte virgola quattordici, giuro, il famoso pi greco, non ci volevo credere, in effetti, ma pare che sia proprio così, devi prendere la loro distanza dal mare, moltiplicarla per pi greco e hai la lunghezza della strada che effettivamente fanno, il che, ho pensato, è una gran figata, perché, ho pensato, c&#8217;è una regola per loro vuoi che non ci sia per noi, voglio dire, il meno che ti puoi aspettare è che anche per noi sia più o meno lo stesso, e che tutto questo sbandare da una parte e dall&#8217;altra, come se fossimo matti, o peggio smarriti, in realtà è il nostro modo di andare diritti, modo scientificamente esatto, e per così dire già preordinato, benché indubbiamente simile a una sequenza disordinata di errori, o ripensamenti, ma solo in apparenza perché in realtà è semplicemente il nostro modo di andare dove dobbiamo andare, il modo che è specificatamente nostro, la nostra natura, per così dire, cosa volevo dire?, quella storia dei fiumi, si, è una storia che se ci pensi è rassicurante, tanto che ho deciso di crederci [...]</p>
<p><em>Da &#8220;City&#8221; di Alessandro Baricco, editore Rizzoli</em>
</p></blockquote>
<p>Il secondo scrittore è <a href="http://www.simonsingh.net/">Simon Singh</a>, specializzato nella divulgazione scientifica, che, nel suo primo libro di successo &#8220;<strong>L&#8217;ultimo teorema di Fermat</strong>&#8220;, racconta di questo <strong>rapporto tra scienza e natura in maniera più o meno analitica e precisa</strong>. Non spiega il perché vi sia questo <strong>comune legame</strong> ma ci svela, con il suo stile semplice e romanzato che contraddistingue da sempre i suoi libri, lo <a href="http://findarticles.com/p/articles/mi_hb3120/is_11_76/ai_n29131062/">studio</a> di uno scienziato della Università di Cambridge, Hans Stolum, che, nel 1990, scoprì questa curiosa relazione.</p>
<blockquote><p>
&#8220;[...] Un particolare numero sembra determinare la lunghezza dei fiumi che formano meandri. Il prof Hans Stolum, uno scienziato della terra dell&#8217;università di Cambridge, ha calcolato il rapporto tra la lunghezza effettiva dei fiumi dalla sorgente alla foce e la loro lunghezza in linea d&#8217;aria. Anche se il rapporto varia tra un fiume e un altro, il valore medio è leggermente superiore a 3, cioè la lunghezza effettiva è circa 3 volte maggiore della distanza diretta in linea d&#8217;aria. In realtà il rapporto è circa 3,14 , che è il valore approssimato di pi greco ossia del rapporto tra la circonferenza e di diametro del cerchio.<br />
Nel caso dei fiumi, pi greco è il risultato di una battaglia tra l&#8217;ordine e il caos. Einstein fu il primo a suggerire che i fiumi tendono a seguire un percorso sempre più tortuoso perché la corrente , essendo più veloce sulla parte esterna di una curva, produce un&#8217;erosione maggiore sulla sponda corrispondente, cosi che la curvatura in quel punto aumenta. Più accentuata è la curvatura, più forte è la corrente sulla sponda esterna e di conseguenza maggiore è l&#8217;erosione. [...] L&#8217;equilibrio tra questi due fattori opposti conduce a un rapporto medio che vale pi greco tra l&#8217;effettiva distanza in linea retta tra la sorgente e la foce. Il rapporto di pi greco si trova più comunemente in quei fiumi che scorrono attraverso pianure che hanno un dislivello molto tenue, come i fiumi in Brasile o nella tundra siberiana. Pitagora comprese che i numeri erano celati in tutte le cose, dall&#8217;armonia musicale alle orbite dei pianeti.&#8221;</p>
<p><em>Da &#8220;L&#8217;ultimo teorema di Fermat&#8221; di S. Singh, editore Rizzoli</em>
</p></blockquote>
<p><strong>Spero che questo piccolo viaggio tra scienza, natura e numeri vi abbia appassionato</strong>. Io ho entrambi i libri che ho citato e quando ho letto &#8220;<em>L&#8217;ultimo teorema di Fermat</em>&#8220;, mi sono subito ricordato della citazione di Baricco (che lessi qualche anno prima) e sono rimasto <strong>affascinato da come una cosa curiosa come questa possa essere raccontata in due modi così diversi ma al contempo appassionante</strong>. E&#8217; per questo che ho voluto rendervi partecipi di questa mia piccola digressione matematica.<br />
Ma oggi, farò di più, e <strong>tenterò di spiegarvi</strong>, l&#8217;apparente mistero <strong>che lega inscindibilmente i fiumi e il pi greco</strong>.</p>
<h5>Una possibile spiegazione</h5>
<p>Come avrete notato nessuno dei due scrittori ha spiegato ancora come mai sembra esserci questa relazione tra fiumi e pi greco. Io penso che la soluzione sia potenzialmente semplice ma al contempo non così intuitiva come si può credere.<br />
Un fiume nasce dalla sorgente (punto A) alla foce (punto B). In linea d&#8217;aria questo si traduce in una <strong>linea retta che va dal punto A al punto B</strong>. </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1543_fiumi_pigreco_1.jpg' alt='Fiumi e Pi Greco - 1' /></div>
<p>Ovviamente, come noto, <strong>un fiume non compirà mai un tragitto in linea retta, bensì un percorso più o meno tortuoso</strong> (sinuosity) che potrà dipendere da diversi fattori, come le asperità del terreno, la sua pendenza e i vari ostacoli che si potranno incontrare lungo il tragitto. <strong>Se disegniamo il percorso di un fiume qualsiasi confrontandolo con quello che avrebbe dovuto avere in teoria per percorrere la strada più corta</strong> (ovvero, compiendo un moto inerziale e unidimensionale, in linea retta), avremo un percorso che sa un po&#8217; di <strong>moto caotico di tipo browniano</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1543_fiumi_pigreco_2.jpg' alt='Fiumi e Pi Greco - 2' /></div>
<p>E ora, entra in ballo la <strong>teoria delle probabilità</strong> (in particolare il concetto che asserisce che la frequenza tende ad assumere valori prossimi alla probabilità teorica), poiché <strong>maggiore è la lunghezza del percorso, e quindi della linea retta AB,  maggiori sono le probabilità che il percorso che percorrerà il fiume sia della stessa lunghezza nella parte superiore della linea (area viola) e nella parte inferiore (area verde)</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1543_fiumi_pigreco_3.jpg' alt='Fiumi e Pi Greco - 3' /></div>
<p>Inizialmente ho subito pensato, in uno slancio di semplicismo, che in un <strong>fiume idealmente infinito</strong>, se <strong>uniamo tutti i micro-percorsi delle due aree, avremmo avuto (almeno per come riuscivo ad immaginare) che le due parti si potevano trasformare in due semicerchi uguali che messi insieme, ovviamente, formavano un cerchio</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1543_fiumi_pigreco_5.jpg' alt='Fiumi e Pi Greco - 5' /></div>
<p>A questo punto, in nostro aiuto, interviene la <strong>geometrica euclidea</strong> che ci insegna che la circonferenza di un cerchio è pari a:</p>
<p><strong>C=2 * π * r</strong></p>
<p>Dato che <strong>2r altro non è che il diametro del cerchio e, nel nostro caso, la lunghezza della linea retta AB</strong>, </p>
<p>2r = <em>AB</em></p>
<p>E&#8217; evidente che, <strong>per fiumi idealmente infiniti, e in pratica molto lunghi, il rapporto tra Circonferenza (lunghezza reale del fiume) e il diametro (la linea retta ideale AB) sia proprio uguale a pi greco!</strong></p>
<p><strong>C/2r = π = 3,14</strong></p>
<p>Questo per un fiume idealmente infinito; <strong>ovviamente lo stesso può avvenire, con uno scarto di errore minimo, per fiume molto lunghi</strong> (come il Po, il Mississipi o il Rio delle Amazzoni), mentre potrebbe non verificarsi per i fiumi più corti. <strong>Ma questa non è una legge: è solo una probabilità che si verifichi</strong> perché se un fiume molto lungo attraversa una zona morfologicamente ricca di ostacoli da una sola lato di quella famosa area che traccia la nostra ipotetica linea retta, i nostri calcoli potrebbero non tornare. Infatti, <strong>lo stesso scienziato Hans-Henrik Stolum citato da Simon Singh affermava che il rapporto di pi greco si trova più comunemente in quei fiumi che scorrono attraverso pianure che hanno un dislivello molto tenue</strong>, come i fiumi in Brasile o nella tundra siberiana.</p>
<p><strong>Il problema, però, risulta molto più complesso di questa mia prima intuizione</strong> che, per quanto affascinante e semplice, risulta fallata in una sua parte fondamentale: <strong>come dimostrare che si formano due semicerchi?</strong> In teoria, quello che è certo è che <strong>si formano due aree con la stessa superficie, ma non è detto che il percorso ottenuto sia, nel complesso, circolare</strong>. Anzi, a logica, <strong>dovrebbe essere un percorso altamente frastagliato, ovvero, che presenta una serie irregolare di sporgenze e rientranze</strong>. Quindi, si potrebbe forse asserire, che il percorso potrà essere di qualunque forma (frastagliatura) l&#8217;importante è che sia uguale in basso e in alto, e che anche l&#8217;area sia la stessa.</p>
<p>Ed è qui che <strong>riscontriamo l&#8217;inadeguatezza delle misure euclidee per descrivere questo soggetto</strong>, divenuto complesso, come un fiume, che <strong>tende quasi a diventare un frattale</strong>. E quale è la <a href="http://www.webfract.it/FRATTALI/perimetro.htm">caratteristica</a> di alcuni frattali? <strong>Il perimetro di molti frattali può tendere a infinito, mentre l&#8217;area resta finita</strong>! Infatti, nella realtà il concetto di lunghezza presenta dei limiti quando vogliamo misurare una linea estremamente irregolare.<br />
Mandelbrot si era posto il problema con la sua famosa domanda: &#8220;<strong><strong>Quanto è lunga la costa della Bretagna?</strong></strong>&#8220;. Se si segue il contorno della costa si vede che esso è molto frastagliato. Se cerchiamo di essere sempre più precisi , visto che ad ogni passo troviamo sempre le stesse irregolarità, vediamo che la misura non converge verso un ben definito valore ma anzi, aumenta (anche se, in questo caso, non possiamo prevedere di quanto!)</p>
<p>Se <strong>misuriamo la distanza fra due punti in linea d&#8217;aria, troveremo una certa lunghezza</strong>:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1543_costa1.jpg' alt='Costa frattale - 1' /></div>
<p>Se <strong>misuriamo la distanza tra gli stesso due punti, ad esempio, a grandi passi, ecco che troviamo una lunghezza maggiore:</p>
<p></strong>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1543_costa2.jpg' alt='Costa frattale - 2' /></div>
<p><strong>Più cerchiamo di aumentare la precisione e più la lunghezza aumenta</strong>:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1543_costa3.jpg' alt='Costa frattale - 3' /></div>
<p><strong>La lunghezza di un tratto di costa non potrà essere infinita</strong>, perché non potremo dividere indefinitamente i tratti da misurare, <strong>ma l&#8217;andamento delle successive misurazioni ricorda quello del calcolo del perimetro di un frattale nei successivi passi</strong>. In effetti l&#8217;affermazione di Mandelbrot voleva mettere in evidenza la natura dei frattali riferendosi all&#8217;immagine familiare di una costa frastagliata.</p>
<h5>La spiegazione di Hans Stolum</h5>
<p>In effetti, la teoria dei frattali a cui ero giunto (insieme a <a href="htttp://www.troise.net/boliboop/">Davide</a> mentre si ragionava sulla possibile spiegazione del legame fiumi-pi greco) risulta essere la strada più semplice per raggiungere la meta. Dopo qualche mio girovagare su internet, infatti, ho trovato <a href="http://209.85.129.132/search?q=cache:eMotBjHPJsUJ:ipzoisscience.googlepages.com/Physics.doc+river+pi+Hans+Stolum&#038;cd=1&#038;hl=it&#038;ct=clnk&#038;gl=it">una spiegazione</a> (<a href="http://ipzoisscience.googlepages.com/Physics.doc">questo</a> il documento in formato Word) di Hans Stolum sul legame tra i fiumi e il Pi Greco, che ha cercato di spiegare questo relazione definendo il fiume come un &#8220;<strong>sistema dinamico debolmente caotico</strong>&#8221; (<em>weakly chaotic dynamical system</em>) adducendo al fatto che <strong>le ripetitività dei pattern di un fiume possono far pensare ad un sistema frattalico</strong>. Con delle <strong>simulazioni</strong>, hanno potuto calcolare che la sinuosità (sinuosity), ovvero il rapporto tra la lunghezza effettiva e quella ideale in linea retta, può variare da un minimo di 1 ad un massimo di circa 3.5, con un valore significativo di 3.14. Ovviamente nessuno è riuscito ancora a definire bene la &#8220;<strong>formula del fiume</strong>&#8221; ma la <strong>teoria della teoria del Caos sembra la strada più interessante</strong> da percorrere.</p>
<h5>L&#8217;essenza della Matematica</h5>
<p><strong>La Matematica, con la sua teoria dei numeri in primis, ha affascinato per secoli, le più grandi menti che l&#8217;umanità abbia mai potuto avere</strong>. E scoprire la relazione che sta alla base dei numeri per molti costituisce il fine ultimo delle ricerche di questi uomini eccelsi. Tra questi mi piace <a href="http://micheblog.wordpress.com/2007/10/05/ramanujan-il-poeta-dei-numeri/">citare</a> <strong>Ramanujan</strong>, un matematico unico con una <strong>straordinaria intuizione nel cogliere architetture numeriche con estrema facilità</strong>, tanto che un giorno scoprì una <strong>relazione che lega, attraverso una meravigliosa frazione continua, tre numeri fondamentali: phi, la sezione aurea ed il famoso pi greco</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1543_equazione_ramanujan.jpg' alt='L'equazione di Ramanujan' /></div>
<p>In molti vedono in questa equazione, uno <strong>stretto legame, che passa attraverso l’infinito, tra l’irrazionale phi ed il trascendente pi greco</strong>! E&#8217; facile quindi pensare che <strong>tra frattali e pi greco possa coesistere una analogo legame in una equazione non ancora scoperta!</strong></p>
<p>Se per molti <strong>vedere questi legami segreti possa sembrare solo il frutto di una semplice pareidolia dei numeri</strong>, in grado di trovare un finto ordine in sequenza numeriche caotiche, per altri è la base stessa del loro essere scienziati. <strong>Porsi davanti ad un mistero e cercare di risolverlo, è lo stesso motivo per cui in molti svolgono con passione le proprie parole crociate</strong>. Solamente che <strong>i matematici si trovano di fronte un enorme scacchiera con tutti quadrati bianchi, senza definizioni e numeretti, ma solo qualche tassello riempito con qualche costante matematica o funzione</strong>. Il loro compito è <strong>riuscire a combinarli tutti insieme in modo da riempire coerentemente questo enorme cruciverba che altro non è che il nostro universo</strong>. La loro impresa può sembrare ardua, forse senza fine, ma non per questo meno degna di essere menzionata.</p>
<p>Come disse <strong>Galileo Galilei</strong>:</p>
<blockquote><p>La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l’universo), ma non si può intendere se prima non s’impara a intender la lingua, e conoscer i carattere, ne’ quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto.</p>
<p><em>Galileo Galilei, Il saggiatore, 1623</em>
</p></blockquote>
<p><strong>Capire la matematica è capire la natura stessa</strong>, perché <strong>la matematica è il miglior linguaggio che conosciamo per poterla interpretare</strong>: i numeri primi, la successione di Fibonacci, i frattali, il pi greco, sono solo alcuni esempi di matematica che agisce nel nel mondo della natura. Dalla  spirale logaritmica della conchiglia del Nautilus all&#8217;esagono delle cellette dell&#8217;alveare, dalla stella o sei punte del cristallo di neve alla geometria del sistema solare, sono <strong>tutti affascinanti esempi di come la Natura possa risolvere e costruire in maniera così egregia e semplice la propria stessa essenza!</strong>
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		<title>Dopo la rimozione della clausola di segretezza sull&#8217;SDK iPhone in arrivo libri, video tutorial e corsi online. Il successo dell&#8217;App Store e elenco dei siti per imparare a programmare l&#8217;iPhone</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 11:56:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Fino a qualche tempo, per rispettare i vincoli di segretezza dell’SDK dell&#8217;iPhone, era impossibile pubblicare tutorial o libri su come programmare su questo dispositivo, tanto che l’editore The Pragmatic Programmers fu costretto cancellare la pubblicazione di un libro sulla programmazione su iPhone.
Dovete sapere, però, che questo genere di vincolo è cosa molto comune e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p1935_iphone_sdk.jpg' alt='iPhone SDK' /> Fino a qualche tempo, per rispettare i <strong>vincoli di segretezza dell’SDK dell&#8217;iPhone</strong>, era <strong>impossibile pubblicare tutorial o libri su come programmare su questo dispositivo</strong>, tanto che l’editore <em>The Pragmatic Programmers</em> fu costretto cancellare la pubblicazione di un libro sulla programmazione su iPhone.<br />
Dovete sapere, però, che questo genere di vincolo è cosa molto comune e diffuso nel settore informatico, ma, di solito, subito dopo il rilascio del prodotto, tale vincolo viene rimosso proprio per permettere la naturale diffusione di conoscenza del prodotto. Il perdurare di questo vincolo di segretezza, quindi, ha prodotto, su siti come <a href="http://www.amazon.com">Amazon</a>, una <strong>quantità notevole di libri relativi alla programmazione su iPhone in pre-ordine</strong>.</p>
<h5>Censura e clausole di segretezza</h5>
<p>Oltre a questo problema si aggiunse anche la forte <strong>censura di Apple per applicazioni che non superavano il test di validazione o replicavano</strong> (creando confusione tra gli utenti) <strong>le funzioni native dell&#8217;iPhone</strong>: sono stati casi eclatanti applicativi come <em>NetShare</em> (che permetteva il tethering, ovvero l’uso di iPhone come modem per collegarsi in rete con il pc), <em>Podcaster</em> (per la gestione e il download dei podcast direttamente dal proprio iPhone) e <em>MailWrangler</em> (una utility che fa il login automatico sulla webmail di Google). Se siete interessati, <a href="http://boredzo.org/killed-iphone-apps/">qui</a> trovate la <strong>lista aggiornata di tutte le applicazioni eliminate dall’AppStore</strong> per volontà della Apple e senza far sapere nulla agli sviluppatori.</p>
<p>Il fondo Apple lo toccò quando, a seguito delle lamentele di tutti i programmatori a cui erano stati rifiutati gli applicativi (su cui avevano lavorato anche per mesi), <strong>Apple ebbe l&#8217;ardire di ricordare ai programmatori che anche le lettere di rifiuto di Apple ricadevano sotto il “non disclosure agreement”, e quindi non potevano in nessun caso essere pubblicate</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1935_iphone.jpg' alt='iPhone SDK' /></div>
<h5>App Store: l&#8217;Eldorado degli sviluppatori e di Apple</h5>
<p>E&#8217; anche vero, però, che il <strong>nuovo modello di vendita delle applicazioni nell’App Store</strong>, sembrava quasi essere la <strong>nuova Eldorado degli sviluppatori di tutto il mondo</strong>: a fronte di una <strong>visibilità mondiale di iTunes e di una banda illimitata per la gestione del download</strong> degli applicativi e dei relativi update, il <strong>programmatore poteva guadagnare il 70% del costo dell&#8217;applicazione</strong>, e ciò si tramutò, per molti, in guadagni stratosferici: da 2.000$ al giorno per la sviluppatrice di 2 Across (un gioco di cruciverba), a  250.000$ in 60 giorni a fronte di un costo per copia di 2,39 €, per un gioco a incastri come Trism.</p>
<p>Così, <strong>da quando Apple inaugurò l’App Store su iTunes Store, sono stati scaricati oltre 60 milioni di programmi</strong> per il cellulare, <strong>vendendo applicazioni per un milione di dollari al giorno solo grazie a App Store</strong>. Considerando che Cupertino ha una percentuale pari al 30% sulle somme ricavate dalle vendite delle applicazioni, mentre il 70% resta ai rispettivi sviluppatori, potete capire come sia facile considerare l&#8217;App Store una Eldorado per i programmatori!</p>
<p>Tutto ciò, abbinato al successo planetario degli iPhone 3G e all&#8217;incremento continuo delle vendite dei Mac, <strong><a href="http://www.apple-blog.info/il-valore-di-mercato-di-apple-ha-superato-quello-di-google/">portò</a> il valore di mercato di Apple al 3° posto</strong> (AAPL $157,012,662,240), superando quello di Google che cadeva al 4° posto (GOOG $156,392,862,560). E pensare che il CEO di DELL, durante la crisi di Apple degli anni ‘90, suggerì di liquidare la società e dare i soldi agli azionisti.</p>
<h5>La rimozione della clausola NDA</h5>
<p>Sarà stato l&#8217;enorme successo delle vendite su AppStore o, semplicemente, le troppe critiche provenienti da programmatori e giornalisti, che finalmente, la strategia della Apple iniziò a cambiare rotta, tanto che la società <strong>decise di rimuovere le clausole di segretezza NDA (non disclosure agreement) dal contratto di sviluppo dell’iPhone</strong>. Tramite un <a href="http://developer.apple.com/iphone/program/">annuncio ufficiale</a> nella sezione dedicata agli sviluppatori, l’azienda rende noto che veniva rilasciato un nuovo contratto privo delle clausole NDA per tutte le applicazioni già rilasciate. Nella nota, <strong>Apple si è giustificò</strong> dichiarando di aver imposto così <strong>stringenti vincoli al fine di proteggere</strong>, unitamente ai brevetti, <strong>le innovazioni dell’azienda</strong>, riconoscendo nelle <strong>NDA una seria minaccia per gli sviluppatori</strong>.</p>
<h5>I libri per programmare con l&#8217;iPhone</h5>
<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p1935_iphonedev_book.jpg' alt='iPhone Developer’s Cookbook, The: Building Applications with the iPhone SDK' /> Da questo punto in poi, la strada è stata tutta in discesa per gli sviluppatori poiché, <em>finalmente, è stato possibile pubblicare libri e condividere informazioni sulle tecnologie di iPhone al fine di agevolare la condivisione delle conoscenze</em> sulla programmazione di questo dispositivo mobile. In breve tempo sono <strong>iniziati ad apparire i primi libri</strong> sullo sviluppo di applicazioni per iPhone e iPod Touch. Tra questi, quelli probabilmente più attesi, sono stati, entrambi in lingua inglese, “<strong>iPhone SDK Development</strong>”, realizzato da The Pragmatic Programmers (acquistabile <a href="http://www.pragprog.com/titles/amiphd/iphone-sdk-development">qui</a> in formato elettronico o cartaceo) e  “<strong>iPhone Developer’s Cookbook, The: Building Applications with the iPhone SDK</strong>”, di Erica Sadun, (acquistabile <a href="http://www.informit.com/store/product.aspx?isbn=0321553519">qui</a> sia in formato elettronico che cartaceo).<br />
Un altro libro interessante è anche: <a href="http://www.apress.com/book/view/1430216263">Beginning iPhone Development: Exploring the iPhone SDK</a>, con tanto di <a href="http://www.apress.com/book/downloadfile/4185">codice sorgente degli esempi</a> da scaricare e un <a href="http://www.apress.com/book/downloadfile/4160">capitolo</a> da leggere.</p>
<p>Quindi, l&#8217;editore The Pragmatic Programmers, pubblicò anche un interessante <strong>video introduttivo gratuito, della durata di 22 minuti</strong>, liberamente scaricabile <a href="http://pragprog.com/screencasts/v-bdiphone/writing-your-first-iphone-application">qui</a>, sulla programmazione con l&#8217;iPhone e mettendo a pagamento i successivi video più specifici.</p>
<h5>Apple&#8217;s iPhone Tech Talk World Tour</h5>
<p>Infine, il 9 Ottobre 2008, Apple lanciò in grande stile l&#8217;<a href="http://developer.apple.com/events/iphone/techtalks/"><strong>Apple&#8217;s iPhone Tech Talk World Tour</strong></a>, una sorta di <strong>seminario speciale made in Cupertino</strong> che avrà una tappa nelle 24 città più importanti del mondo (tra cui, il 19 Novembre anche Roma per l&#8217;Italia), con lo scopo di <strong>fornire le basi per quanto riguarda la programmazione con XCode e quindi su come creare Applicazioni per iPhone</strong>. Come si legge dalle note, sembra che i corsi siano rivolti non soltanto ai veterani, ma anche ai novizi ed ai professionisti dell’IT. La <strong>partecipazione è gratuita, ma il numero di posti è limitato</strong> (io mi sono iscritto nella speranza che mi accettino), ed è dedicata <strong>soltanto alle persone che hanno un account da developer sul sito Apple</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1935_iphone_techtalk.jpg' alt='Apple's iPhone Tech Talk World Tour' /></div>
<h5>Siti che pubblicando tutorial per programmare con iPhone</h5>
<p>Se <strong>desiderate imparare a programmare l&#8217;iPhone</strong>, magari per andare preparati al seminario Apple di Roma o semplicemente per guadagnare qualcosina dalla vendita dei vostri applicativi, vi <a href="http://www.oneapple.it/14/10/2008/tutorial-per-lsdk-delliphone/">consiglio</a>, oltre che a scaricare l&#8217;<a href="http://developer.apple.com/iphone/program/">SDK</a>, anche un paio di siti interessanti. Il primo è di <a href="http://www.appsamuck.com/"><strong>Apps Amuck</strong></a> che ha lanciato un’iniziativa unica: <strong>per 31 giorni pubblicherà un tutorial giornaliero (comprensivo anche di esempio pratico funzionante) in cui illustrerà un progetto per piattaforma iPhone e iPod Touch</strong>. Ognuno dei mini progetti illustra una diversa funzione presente nell’SDK, mostrando anche tecnologie che normalmente non vengono trattate dai libri.<br />
Il secondo sito che voglio suggerirvi è, invece, la <strong>migliore proposta italiana per sviluppare con l&#8217;SDK dell&#8217;iPhone</strong>: <a href="http://www.iphoneandgo.it/"><strong>iPhone and Go</strong></a> (prima <a href="http://iphoneandgo.wordpress.com/">residente</a> su piattaforma Wordpress), <strong>un blog che, giorno dopo giorno, vi insegna a programmare per questa affascinante piattaforma Touch</strong>.</p>
<p>Altri riferimenti utili per <strong>programmare con XCode</strong> sono, senza dubbio, <a href="http://www.xcodeitalia.com/portale/"><strong>XCode Italia</strong></a>, la <strong>comunità italiana per gli sviluppatori di XCode</strong> (e quindi, non solo per iPhone, ma per tutto l&#8217;ambiente di programmazione di Mac OS X).</p>
<p>Per finire, se amate gli <strong>screencast</strong>, allora vi suggerisco <a href="http://www.iphonedevcentral.org/home.php"><strong>iPhone Development Central Website</strong></a>, un sito che, <strong>tramite utili video tutorial in inglese</strong> (divisi per tra fasi di apprendimento: <a href="http://www.iphonedevcentral.org/viewtutorials.php?page=Tutorials&#038;cmd=ViewAll&#038;number=1">Beginner</a>, <a href="http://www.iphonedevcentral.org/viewtutorials.php?page=Tutorials&#038;cmd=ViewAll&#038;number=2">Intermediate</a> e <a href="http://www.iphonedevcentral.org/viewtutorials.php?page=Tutorials&#038;cmd=ViewAll&#038;number=3">Advanced</a>), <strong>vi spiega come programmare con l&#8217;iPhone SDK</strong>.</p>
<p><strong>UPDATE:</strong> L’Università di Stanford ha iniziato, pochi mesi fa, un <strong>corso relativo allo sviluppo delle applicazioni su iPhone</strong>, chiamato “<a href="http://www.stanford.edu/class/cs193p/cgi-bin/index.php"><strong>iPhone Application Programming</strong></a>”. Da ieri sono disponibili i <strong>PDF di questo corso</strong>; vi <a href="http://www.iphoneandgo.it/2008/11/02/lezioni-di-iphone-development-grazie-ai-nuovi-corsi-di-stanford-university-on-line-dalla-california/">elenco</a> qui le lezioni da scaricare divise per argomentazioni:</p>
<p><strong>Slide :</strong><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/01-Introduction.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">01-Introduction.pdf</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/02-ObjectiveC.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">02-ObjectiveC.pdf</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/03-CustomClasses.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">03-CustomClasses.pdf</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/04-ModelViewController.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">04-ModelViewController.pdf</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/05-ViewsAnimation.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">05-ViewsAnimation.pdf</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/06-MoreViewsAndAutorelease.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">06-MoreViewsAndAutorelease.pdf</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/07-ViewControllers.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">07-ViewControllers.pdf</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/08-NavigationTabBarControllers.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">08-NavigationTabBarControllers.pdf</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/09-TableViews.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">09-TableViews.pdf</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/10-Data.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">10-Data.pdf</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/11-Performance.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">11-Performance.pdf</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/12-TextInputPresentModal.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">12-TextInputPresentModal.pdf</a></p>
<p><strong>Compiti :</strong><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/Assignment1B.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">Assignment1B.pdf</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/Assignment1A.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">Assignment1A.pdf</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/Assignment2A.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">Assignment2A.pdf</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/Assignment2B.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">Assignment2B.pdf</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/Assignment2B-Walkthrough.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">Assignment2B-Walkthrough.pdf</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/Assignment3.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">Assignment3.pdf</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/AssignmentPresence1.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">AssignmentPresence1.pdf</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/Presence2Files.zip" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">Presence2Files.zip</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/AssignmentPresence2.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">AssignmentPresence2.pdf</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/Presence3Files.zip" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">Presence3Files.zip</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/AssignmentPresence3.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">AssignmentPresence3.pdf</a></p>
<p><strong>Progetti d&#8217;esempio</strong><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/ViewsExample.zip" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">ViewsExample.zip</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/08-MyTabBar.zip" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">08-MyTabBar.zip</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/09-MyTableView.zip" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">09-MyTableView.zip</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/09-Scroll.zip" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">09-Scroll.zip</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/10-MySQLiteTableView.zip" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">10-MySQLiteTableView.zip</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/10-MyFlickrTableView.zip" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">10-MyFlickrTableView.zip</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/11-LetsMakeAThread.zip" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">11-LetsMakeAThread.zip</a><br />
<a href="http://cs193p.stanford.edu/downloads/11-ThreadedFlickrTableView.zip" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/cs193p.stanford.edu');">11-ThreadedFlickrTableView.zip</a></p>
<p>Potete trovare i <strong>nuovi aggiornamenti e seguire le lezioni</strong> al seguente <a href="http://www.stanford.edu/class/cs193p/cgi-bin/index.php" title="standford iphone" target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.stanford.edu');">link.</a></p>
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		<title>Libri scolastici online: comparazione dei servizi web per valutare quanto costerebbe stampare un libro di testo in PDF</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jul 2008 11:56:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; notizia recente che la sperimentazione dei testi scolastici scaricabili da internet programmata per Settembre di questo anno, verrà rimandata, almeno fino al prossimo anno, nonstante le indicazioni del decreto legge 112 del 25 Giugno 2008. Il problema è che molti docenti non hanno ancora molta dimestichezza con le produzioni multimediali e con internet. Attualmente, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; notizia recente che la <strong>sperimentazione dei testi scolastici scaricabili da internet</strong> programmata per Settembre di questo anno, verrà rimandata, almeno fino al prossimo anno, nonstante le indicazioni del <em>decreto legge 112 del 25 Giugno 2008</em>. Il problema è che <strong>molti docenti non hanno ancora molta dimestichezza con le produzioni multimediali e con internet</strong>. Attualmente, inoltre, <strong>solo pochissime scuole hanno iniziato le sperimentazioni dei libri online</strong>.<br />
Ma l&#8217;inconveniente, forse, più grande è che, <strong>ad oggi, la maggior parte dei contenuti online sono gestiti con il classico PDF, ossia, un formato statico</strong> che non permette di interagire e di usare tutte le potenzialità del mezzo multimediale.</p>
<p><strong>Che vantaggi ne trarrebbero</strong>, quindi, gli studenti se avessero a disposizione, invece del pesante libro cartaceo, un agile libro virtuale in pdf? <strong>Dove potrebbero studiare</strong>: sul computer, su un palmare o sul proprio iPhone? La verità è che <strong>attualmente non esiste una cultura del libro elettronico e trovarsi un PDF o un Ebook non darebbe molti vantaggi</strong> (almeno <strong>finché non esisterà un dispositivo portatile e comodo per leggere questi formati</strong>: un fantascientifico <a href="http://www.melablog.it/post/6473/sognando-il-macbook-touch"><strong>Mac Tablet</strong></a> o il più realistico <a href="http://www.amazon.com/Kindle-Amazons-Wireless-Reading-Device/dp/B000FI73MA"><strong>Kindle di Amazon</strong></a>?).</p>
<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p1880_book_online.gif' alt='Book Online' /> Al momento l&#8217;unico vantaggio che se ne trarrebbe dall&#8217;adozione dei formati PDF è la <strong>possibilità di scegliere se stamparlo o meno</strong>, ma, in questo caso, siamo di fronte ad un vero vantaggio economico? Secondo il Sole 24 Ore, no! Infatti, <strong>se prendiamo in considerazione un libro a colori di 300 pagine che si trova in vendita in media a 15 euro</strong> (anche se secondo me questi valori sono sottostimati e non valgono molto per i libri scolastici), <strong>se si dovesse stampare con una stampante </strong>Epson a colori (non capisco perché scegliere una Epson piuttosto che una HP o una Xerox), tra cartucce a colori e risme di carta (sulla questione del finto costo della carta che incide sul prezzo delle fotocopie vi rimando a questo <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2008/05/07/riflessioni-sulla-carta-cancellabile-100-volte-della-xerox-risparmio-sul-numero-dei-fogli-di-carta-e-addio-al-tossico-e-inquinante-toner/">mio articolo</a>) <strong>si spenderebbero almeno 40 euro</strong>.<br />
<strong>Insomma, se il libro online fosse scaricabile e stampabile sarebbe un autentico fallimento!</strong> Diverso sarebbe se fosse consultabile, ma allora bisognerebbe <strong>prevedere e consentire un accesso per tutti a casa</strong> (peccato che il 56% delle famiglie non accede a internet) <strong>o a scuola </strong>(che da anni si continua a tagliare il loro budget).</p>
<h5>Comparazione dei servizi online per quantificare quanto costerebbe stampare un libro di testo in PDF</h5>
<p>Vedendo il resoconto de Il Sole 24 Ore, ho pensato allora che, forse, per risparmiare sulla carta ci si potrebbe rivolgere ad internet. Ho stilato quindi una serie di preventivi tratti dai siti più famosi che permettono di <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2007/07/23/editoria-online-fai-da-te-come-realizzare-e-pubblicare-il-proprio-libro-con-lulu-the-boopen-e-blurp/">farsi stampare e spedire a casa un file PDF</a>. Nel caso specifico si tratta di <a href="http://www.ilmiolibro.it">Il mio libro</a>, <a href="http://www.lulu.com">Lulu</a> e <a href="http://www.boopen.it">Boopen</a>.</p>
<p>Eccone un riassunto, basandosi sempre sulla stampa di un libro a colori (e nella sua versioni in bianco e nero) di un libro di 300 pagine, nei diversi formati proposti.</p>
<p>[<a href="http://www.ilmiolibro.it">Il mio libro</a>]<br />
<strong>Supporto</strong>: Copertina morbida (la più economica)<br />
<strong>Formato</strong>: A4 (210&#215;297mmm)<br />
<strong>Pagine</strong>: 300<br />
<strong>Contenuti</strong>: a colori/bianco e nero<br />
<strong>Costo</strong>: <font color="red">Euro 32,55/Euro 11,75</font> (per la versione in bianco e nero)</p>
<p><strong>Supporto</strong>: Copertina morbida (la più economica)<br />
<strong>Contenuti</strong>: a colori/bianco e nero<br />
<strong>Formato</strong>: Romanzo (145&#215;225mm)<br />
<strong>Pagine</strong>: 300<br />
<strong>Costo</strong>: <font color="red">Euro 19,76/Euro 9,78</font> (per la versione in bianco e nero)</p>
<p><strong>Supporto</strong>: Copertina morbida (la più economica)<br />
<strong>Contenuti</strong>: a colori/bianco e nero<br />
<strong>Formato</strong>: Tascabile (120&#215;180mm)<br />
<strong>Pagine</strong>: 300<br />
<strong>Costo</strong>: <font color="red">Euro 18,82/Euro 11,75</font> (per la versione in bianco e nero)</p>
<p>[<a href="http://www.lulu.com/it/products/paperback/">Lulu</a>]<br />
<strong>Supporto</strong>: Rilegatura termina (21.59cm x 27.94cm)<br />
<strong>Contenuti</strong>: a colori/bianco e nero<br />
<strong>Formato</strong>: Lettera US/A4<br />
<strong>Pagine</strong>: 300<br />
<strong>Costo</strong>: <font color="red">Euro 48.85/Euro 9.85</font> (per la versione in bianco e nero)</p>
<p>[<a href="http://www.boopen.it/listini/Default.aspx">Boopen</a>]<br />
<strong>Supporto</strong>: Carta patinata 90gr + copertina plastificata morbida<br />
<strong>Contenuti</strong>: a colori/bianco e nero<br />
<strong>Formato</strong>: 21&#215;29,7 (A4)<br />
<strong>Pagine</strong>: 300<br />
<strong>Costo</strong>: <font color="red">Euro 52,07/Euro 11.57</font> (per la versione in bianco e nero)</p>
<p><strong>Supporto</strong>: Carta patinata 90gr + copertina plastificata morbida<br />
<strong>Contenuti</strong>: a colori/bianco e nero<br />
<strong>Formato</strong>: 17,5&#215;24,75<br />
<strong>Pagine</strong>: 300<br />
<strong>Costo</strong>: <font color="red">Euro 31.08/Euro 10.67</font> (per la versione in bianco e nero)</p>
<p>Come vedete, i <strong>prezzi sono abbastanza allineati </strong>(se ci si mette anche le spese di spedizione il prezzo di un libro a colori di 300 pagine si allieneano con quelli suggeriti dal Sole 24 Ore). <strong>L&#8217;unico vero vantaggio si avrebbe se si stampasse il libro in bianco e nero </strong>(si arriva sino a 10 euro) <strong>o a colori ma se riduciamo le dimensioni a quello di un libro grande come un romanzo</strong>.</p>
<p>In definitiva l&#8217;idea del <strong>libro online è ottima</strong>, forse un po&#8217; pre<strong>matura per i tempi e le teste delle persone</strong>, ma d&#8217;altronde, se mai si affronterà il problema mai si risolveranno gli inconvenienti e mai potrà avvenire la completa integrazione scolastica dei libri virtuali con quelli cartacei.
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		<slash:comments>6</slash:comments>
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		<item>
		<title>Problemi nelle spedizioni internazionali e come stampare libri fotografici di iPhoto con Photocity.it risparmiando il 42% rispetto al servizio di stampa Apple</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2008/06/26/problemi-nelle-spedizioni-internazionali-e-come-stampare-libri-fotografici-di-iphoto-con-photocityit-risparmiando-il-42-rispetto-al-servizio-di-stampa-apple/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 10:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Mac os x]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
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		<category><![CDATA[foto]]></category>
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		<category><![CDATA[PDF]]></category>
		<category><![CDATA[poste italiane]]></category>
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		<description><![CDATA[ Chi ha un Mac sicuramente avrà apprezzato la semplicità con cui è possibile creare album fotografici accattivanti con iPhoto. Ma nonostante ciò non tutti sembrano essere soddisfatti del servizio di stampa offerto dalla Apple. Non che non produca album di ottima qualità, ma in molti, compreso il sottoscritto, si sono trovati dinanzi a tante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p1740_iphoto_book.jpg' alt='iPhoto Book' /> Chi ha un Mac sicuramente avrà apprezzato la <strong>semplicità</strong> con cui è possibile creare <strong>album fotografici</strong> accattivanti con <strong>iPhoto</strong>. Ma nonostante ciò <strong>non tutti sembrano essere soddisfatti del servizio di stampa offerto dalla Apple</strong>. Non che non produca album di ottima qualità, ma in molti, compreso il sottoscritto, si sono trovati dinanzi a tante piccole difficoltà.<br />
Per esempio, c&#8217;è chi trova i <strong>costi un po&#8217; troppo alti rispetto ad altrettanti servizi simili</strong>. Altri, invece, lamentano la <strong>mancanza di un servizio di tracking del prodotto</strong> richiesto che viene <strong>sempre inviato per posta ordinaria</strong>. Per farvi un esempio, io <strong>ho dovuto farmi spedire 3 volte nell&#8217;arco di 3 mesi un album fotografico</strong> e solo l&#8217;ultima volta mi è stato spedito, sotto mia richiesta, per corriere espresso (che comunque hanno pagato loro).<br />
Devo dire, comunque, che quelli del <a href="http://www.apple.com/it/support/photoservices/orderstatus/">Supporto Apple</a> sono stati sempre gentilissimi e hanno acconsentito di rispedirmi più volte il prodotto sempre a loro spese, ma il bello è stato che dopo una settimana, ho ricevuto, insieme, gli altri due album fotografici spediti per posta ordinaria. Insomma era <strong>un vero prendi 3 e paghi 1 </strong>(ma in un arco temporale di 3 mesi) peccato che ciò era dovuto alla <strong>lentezza delle poste italiane</strong> che hanno accumulato i due pacchi provenienti dall&#8217;America prima di recapitarmeli.</p>
<h5>I problemi delle Poste Italiane per le spedizioni internazionali</h5>
<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p1740_poste_italiane.jpg' alt='Poste Italiane' /> In realtà questo è un <a href="http://www.intertraders.eu/notizie_mondo/139/eBay-gli-ebayers-italiani-boicottati-e-derisi-all-estero-Tempi-duri-per-il-business-low-price.html">problema</a> che coinvolge i commercianti nel mondo ogniqualvolta la merce deve essere spedita in Italia e si entra in contatto con il nostro sistema postale nazionale. Addirittura su <a href="http://www.ebay.it/">Ebay</a> questa situazione sembra essere divenuta insostenibile per numerosi utenti stranieri, al punto da sfociare negli ultimi mesi in un <a href="http://forums.ebay.com/db2/thread.jspa?threadID=2000497235&#038;tstart=0&#038;mod=1200397612921"><strong>boicottaggio degli offerenti italiani</strong></a>. Migliaia di venditori americani sono stanchi di vedere le proprie aste aggiudicate da italiani e <strong>la merce che, in questi casi, non arriva quasi mai a destinazione, o perchè rubata, o perchè smarrita o fermata in dogana</strong>, definendo l&#8217;Italia (o quantomeno il sistema postale nazionale), forse a ragione, come il <strong>peggiore Paese del mondo per le spedizioni</strong> ( “<em>a very dangerous place to send</em>” ovvero &#8220;<em>un posto altamente rischioso per le spedizioni</em>&#8220;)</p>
<h5>Risolvere parzialmente il problema delle spedizioni dall&#8217;estero</h5>
<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p1740_myus.gif' alt='Myus.com' /> Certo, esistono anche servizi come <a href="http://www.myus.com/"><strong>Myus.com</strong></a>, che permettono di <strong>acquistare comunque il prodotto da siti che non effettuano spedizioni al di fuori del mercato americano</strong>, grazie ad una sorta di intermediazione, ma il problema è che le spese lievitano notevolmente (potete controllare voi stessi sul sito dove un apposito strumento di calcolo permette di sapere a priori la spesa necessaria per la spedizione). <a href="http://www.hi-techlife.com/2008/01/17/compra-negli-usa-anche-se-il-sito-non-spedisce-in-italia/">Infatti</a>, la spedizione del prodotto viene effettuata presso un indirizzo di posta americano afferente a Myus.com, e successivamente la stessa società si occuperà di prendere il bene e spedirlo al nostro indirizzo italiano tramite corriere espresso.</p>
<h5>Stampare libri fotografici risparmiando il 42% con Photocity</h5>
<p>E&#8217; per questo che, dopo tutto questo che vi ho narrato e dopo aver letto il <a href="http://www.pseudotecnico.org/blog/2008/02/25/perche-continuo-a-preferire-amazon/">post di pseudotecnico</a> sul perché continua a preferire la serietà di <a href="http://www.amazon.com/">Amazon</a> (piuttosto che <a href="http://www.bol.it/">BOL</a> o <a href="http://www.ibs.it/">IBS</a>), ho pensato di spiegarvi <strong>come trovare una alternativa alle stampe con iPhoto</strong>.</p>
<p>Infatti, se non volete usare le soluzioni proprietarie (comunque non compatibili per Mac) di <a href="http://www.lulu.com/it">Lulu</a> o <a href="http://www.photocity.it/">Photocity</a> (per i dettagli vedi il mio articolo: <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2007/07/23/editoria-online-fai-da-te-come-realizzare-e-pubblicare-il-proprio-libro-con-lulu-the-boopen-e-blurp/">Editoria online fai-da-te: come realizzare e pubblicare il proprio libro con Lulu, The Boopen e Blurp)</a>  o quella tutta italiana (con client per Windows e Mac) di <a href="http://www.myphotobook.it/Fotolibro-prodotto-formato-rilegatura">Myphotobook.it</a>, ma preferite realizzare il vostro fotolibro con iPhoto, allora dovete sapere che è da poco <a href="http://www.macworld.it/showPage.php?template=notizie&#038;id=15031">disponibile</a> una <strong>alternativa economica e di pari qualità al servizio di Stampa della Apple</strong>: ad offrirla è il famoso <a href="http://www.photocity.it/mac/Default.aspx">PhotoCity.it </a>che ha sviluppato un’offerta mirata agli utenti della Mela che usano iPhoto per creare libri fotografici. Sarà, infatti, sufficiente <strong>completare la propria raccolta iPhoto e salvarla come file PDF, per poi inviarla (tramite upload) al servizio di stampa di PhotoCity.it</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1740_photocity_book.jpg' alt='Photocity Book' /></div>
<p>E il risparmio è garantito: secondo i prezzi di listino, <strong>un libro con copertina rigida e di grandi dimensioni (21,5 x 28 cm) costa 34,56 euro se stampato con Apple e 19,90 con PhotoCity.it (un risparmio di ben 42%)</strong>. Sino al 26 Giugno è poi in atto una promozione che comporta un ulteriore <strong>sconto del 25% sui prezzi di listino</strong>. Purtroppo la spedizione avviene  <strong>sempre per posta ordinaria, ma almeno spero che una spedizione Italia per l&#8217;Italia non soffra degli stessi ritardi delle spedizioni internazionali</strong>.</p>
<p>Le <strong>opzioni di stampa sono tre</strong>: formato grande (21,5 x 28 cm) con copertina rigida o copertina morbida, formato medio (15 x 20 cm) con copertina morbida.<br />
In ogni caso la stampa è in fronte/retro su cartoncino patinato di 170 grammi. La copertina rigida è telata, con una sovracopertina stampata su carta fotografica satinata.</p>
<p>Per i fotografi professionisti, infine, sembra che a <strong>Settembre dovrebbe essere disponibile la compatibilità anche con Aperture</strong>.
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		<title>42, il numero che contiene il tutto: dai tunnel gravitazionali a Douglas Adams passando per Lost</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jun 2008 16:13:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Idea Lab]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Matematica]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze]]></category>
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		<category><![CDATA[documentario]]></category>
		<category><![CDATA[fantascienza]]></category>
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		<description><![CDATA[Pare che questo numero, frutto della fervida immaginazione del celebre scrittore di fantascienza Douglas Adams, ricorra più spesso di quello che si possa immaginare. Se è vero che Google risponda con &#8220;42&#8243; alla domanda “answer to life the universe and everything” (”la risposta alla vita, all’universo e ad ogni altra cosa”), allora forse c&#8217;è una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pare che questo numero, frutto della fervida immaginazione del celebre scrittore di fantascienza <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Douglas_Adams"><strong>Douglas Adams</strong></a>, ricorra più spesso di quello che si possa immaginare. Se è vero che Google <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2007/10/21/per-google-e-gvim-la-risposta-e-42/">risponda con &#8220;42&#8243;</a> alla domanda “<a href="http://www.google.it/search?q=answer+to+life+the+universe+and+everything"><strong>answer to life the universe and everything</strong></a>” (”la risposta alla vita, all’universo e ad ogni altra cosa”), allora forse c&#8217;è una ragione in più che avvalorerebbe questa ipotesi del <strong>numero che contiene il tutto</strong>.</p>
<p>Se il <strong>42 è presente anche nella misteriosa <a href="http://it.lostpedia.com/wiki/I_numeri">serie numerica</a> di Lost</strong> (i cui numeri possono essere ricavati risolvendo &#8220;Il <a href="http://www.dougshaw.com/lost/">Polinomio di Shaw-Basho</a>&#8221; e se trasformate in coordinate potete <a href="http://googlesightseeing.com/2005/11/05/4-8-15-16-23-42/">trovare una piccola isola</a> sperduta nell&#8217;oceano Atlantico), è anche vero che questo numero ricorre laddove nessuno prima era riuscito nemmeno ad immaginare.<br />
A <a href="http://giavasan.diludovico.it/archivio/2008/06/02/42/">ricordarcelo è stato Giavasan</a>:</p>
<blockquote><p>
Immaginate, in linea del tutto ipotetica, di riuscire a scavare un lunghissimo tunnel che da un estremo della superficie terrestre arriva al suo esatto opposto attraversando il centro del pianeta.<br />
Una navicella creata per scivolare in un tunnel di questo tipo non avrebbe bisogno di alcuna propulsione: <em>la prima metà del viaggio sarebbe garantita dall’attrazione gravitazionale, mentre la seconda metà, superato il centro della terra, consisterebbe in una progressiva frenata che la farebbe emergere a velocità zero all’altro estremo della superficie</em>.<br />
A queste condizioni la <strong>durata del viaggio è facilmente calcolabile: 42 minuti</strong>.</p>
<p>Immaginate ora di collegare con un simile tunnel gravitazionale due città europee, situate quindi sullo stesso lato di un emisfero terrestre. Anche se il centro del pianeta non viene attraversato, il tunnel riuscirebbe ancora a fornire tutta l’energia necessaria al viaggio perché si stenderebbe interamente al di sotto della superficie terrestre.<br />
Certo, la velocità prodotta dall’attrazione gravitazionale sarebbe minore rispetto al viaggio nord-sud dell’esempio precedente, ma, guarda caso, lo è anche la distanza. E indovinate un po’ qual è il risultato di questo controbilanciamento?</p>
<p>“<strong>Qualsiasi sia la coppia di città considerate, il tempo impiegato per attraversare il tunnel gravitazionale che le collega è sempre pari a 42 minuti</strong>.”
</p></blockquote>
<p>E&#8217; questo ciò che <a href="http://www.ponderabout.com/archives/1534/jumping-into-a-7964-mile-deep-hole/">afferma</a> un video di un documentario di History Channel’s &#8211; <a href="http://www.history.com/shows.do?episodeId=281313&#038;action=detail">The Universe, Gravity</a> &#8211; che è possibile <a href="http://www.youtube.com/watch?v=FAFUSbIs5KA">guardare anche su Youtube</a>:</p>
<div align="center">
<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/FAFUSbIs5KA&#038;hl=en&#038;rel=0&#038;color1=0x2b405b&#038;color2=0x6b8ab6"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/FAFUSbIs5KA&#038;hl=en&#038;rel=0&#038;color1=0x2b405b&#038;color2=0x6b8ab6" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="344"></embed></object>
</div>
<p>Nonostante l&#8217;argomento, come trattato nel documentario, sembra avere un che di sensazionalistico che sembra svalutarne le basi, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Answer_to_Life,_the_Universe,_and_Everything#To_Everywhere_in_42_Minutes">pare che</a>, in realtà, <strong>nel 1965 il matematico Paul Cooper</strong> teorizzò, in un <strong>esperimento ideale</strong> (come i famosi <em>Gedankenexperimenten</em> tanto cari ad Einstein e sulle cui basi è nata la teoria della relatività), che <strong>la maniera più veloce ed efficiente di effettuare un viaggio attraverso i continenti sia proprio quello di attraversare direttamente la terra sfruttando</strong> (nel caso di assenza di attrito dell&#8217;aria e se la Terra fosse una sfera perfetta), appunto, <strong>la caduta libera e la conseguente decelerazione gravitazionale</strong>. Il tempo, ovviamente, impiegato sarebbe stato di 42 minuti sia se si passasse dal centro della terra sia se si viaggiasse lontani dal nucleo (ma sempre nelle profondità del nostro pianeta).</p>
<p>In realtà, però, come si legge da un <a href="http://www.time.com/time/magazine/article/0,9171,842469,00.html">articolo del Time</a>, <strong>se si effettuano i calcoli più precisamente, si scopre che il tempo impiegato è precisamente di 42,2 minuti</strong> Altri dettagli matematici è possibile trovarli <a href="http://hyperphysics.phy-astr.gsu.edu/Hbase/mechanics/earthole.html">qui</a>, dove il tutto viene riportato ad una <strong>equazione di un oscillatore lineare</strong>.</p>
<p>E&#8217; anche vero però che, se qualcuno pensa che tutto ciò sia la dimostrazione implicita alla geniale e creativa mente di Douglas Adams, deve ricredersi, perché nel 1993, a più di 10 anni dalla pubblicazione della Guida Galattica per Autostoppisti, e dopo centinaia di teorie più o meno fantascientifiche sull&#8217;origine del 42, sul newsgroup alt.fan.douglas-adams, l&#8217;autore <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_risposta_alla_domanda_fondamentale_sulla_vita%2C_l%27universo_e_tutto_quanto#La_Teoria_dei_Dadi">mise chiarezza</a> nel mistero con una <a href="http://groups.google.com/groups?selm=adamsd.1102700746A%40news.cerf.net">breve risposta</a>:</p>
<blockquote><p>&#8220;La risposta è molto semplice. Era uno scherzo. <em>Doveva essere un numero, un normale, piccolo numero, e io scelsi quello</em>. Rappresentazioni binarie, calcoli in base tredici, monaci tibetani sono solo un completo nonsense. <em>Mi sedetti alla scrivania, fissai il giardino e pensai “42 funzionerà”</em>. Lo scrissi a macchina. Fine della storia. &#8220;</p></blockquote>
<p>Certo, forse ora starete pensando che <strong>lo scrittore di fantascienza possa essere entrato in empatia con la natura</strong> stessa che gli ha comunicato, in una sorta di messaggio onirico, il numero del tutto, o che <strong>forse Douglas, avesse letto l&#8217;articolo del matematico Paul Cooper, e che più o meno consapevolmente, ne fosse stato influenzato durante la stesura del suo romanzo</strong>.</p>
<p>Qualsiasi sia la risposta, resta il fatto che, in definitiva, lo scopo di questo articolo di instillarvi nuovi dubbi e nuove domande è stato pienamente assolto!
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		<title>Software in grado di generare automaticamente 85.000 libri in 5 anni: come funziona e alcune opinioni personali</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2008/02/07/software-in-grado-di-generare-automaticamente-85000-libri-in-5-anni-come-funziona-e-alcune-opinioni-personali/</link>
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		<pubDate>Thu, 07 Feb 2008 09:29:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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		<description><![CDATA[La notizia di ieri che ha spopolato tra gli internauti è che un docente di marketing, Philip M. Parker, ha pubblicato oltre 85.000 libri in poco più di cinque anni, grazie ad un software di sua invenzione in grado di comporre libri in automatico e a costi ridottissimi. La media giornaliera è spaventosa: circa 46 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La notizia di <a href="http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/scienza_e_tecnologia/macchina-libri/macchina-libri/macchina-libri.html">ieri</a> che ha spopolato tra gli internauti è che un docente di marketing, <a href="http://faculty.insead.edu/parker/resume/personal.htm">Philip M. Parker</a>, ha <strong>pubblicato oltre 85.000 libri in poco più di cinque anni</strong>, grazie ad un <strong>software di sua invenzione in grado di comporre libri in automatico</strong> e a costi ridottissimi. La media giornaliera è spaventosa: circa <strong>46 libri al giorno</strong> e su <strong>Amazon.com</strong> potrete trovare <a href="http://www.amazon.com/gp/search/ref=sr_adv_b/?search-alias=stripbooks&#038;unfiltered=1&#038;field-keywords=&#038;field-author=philip+M+parker&#038;field-title=&#038;field-isbn=&#038;field-publisher=&#038;node=&#038;url=&#038;field-binding=&#038;field-subject=&#038;field-language=&#038;field-dateop=&#038;field-datemod=&#038;field-dateyear=&#038;sort=relevancerank&#038;Adv-Srch-Books-Submit.x=41&#038;Adv-Srch-Books-Submit.y=14">tutte le sue 85.759 opere</a>!</p>
<p>Probabilmente sarà anche entrato nel <a href="http://www.guinnessworldrecords.com/it/default.aspx">Guinness dei Primati</a>, ma quel che sarebbe interessante sapere è <strong>come funziona questo fantomatico programma</strong>. Quel che è certo è che il software si basa su un <strong>ricco archivio di dati e di un programma in grado di selezionarli e trasformarli in un libro</strong>. Il software di sua invenzione pesca informazioni su un argomento a scelta in un database e poi, con una serie di procedimenti, realizza direttamente il testo. Il costo finale dell&#8217;operazione, stima Parker, è di circa 0,12 sterline (16 centesimi di euro). Anche le spese per il magazzino sono quasi inesistenti: <strong>il volume viene composto e stampato esclusivamente quando qualcuno lo richiede, altrimenti, se non vi è alucn ordine di quel libro esisterà solo la copertina sul sito di Amazon</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1741_snoopy.gif' alt='Snoopy Writer' /></div>
<p>Ovviamente, per come è costruito il programma, <strong>questo metodo non è applicabile a tutti i generi letterari</strong>, e, quindi, non è in grado di  scrivere romanzi ma può solamente realizzare <strong>libri come dizionari, libri di cruciverba in varie lingue, testi di medicina e moltissime analisi economiche</strong>; questo comporta, quindi, che molti dei suoi testi sono destinati ad un <strong>pubblico estremamente ristretto</strong> perché il suo programma gli consente di moltiplicare le pubblicazioni <strong>&#8220;sezionando&#8221; un argomento e trattandolo nei minimi dettagli</strong>. Esempi particolari sono: un libro di 32 pagine <em>sull&#8217;import-export dei guanti di gomma in Polonia nel 2007</em> (54,90 dollari) o addirittura 710 pagine sulle <em>prospettive del mercato delle lenti a contatto negli Stati Uniti nel periodo 2007-2012</em> (495 dollari).</p>
<p>I <strong>prezzi</strong>, come potete constatare, sono <strong>molto alti</strong> e, probabilmente, ciò è dovuto al fatto che la stampa viene fatta singolarmente ad ogni ordine e, magari, anche perché l&#8217;argomento trattato è talmente settoriale che potrebbe interessare pochissime persone al mondo.</p>
<h5>Opinioni personali</h5>
<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p1741_typewriter.jpg' alt='Typewriter' /> Ho però qualche dubbio a riguardo, in particolare sul funzionamento di questo fantomatico software. Io quotidianamente pubblico almeno un articolo al giorno e devo dire che, <strong>quando scrivo articoli</strong> del genere &#8220;How-To&#8221; <strong>faccio molta fatica a reperire informazioni, ordinarle per importanza e, per quanto possibile, verificarne la veridicità</strong>. E&#8217; vero che, di solito, <strong>la mia unica finestra verso il mondo delle informazioni è </strong>Google, ma è anche vero che alla fine, trovate le informazioni che cercavo, le riscrivo in forma di articolo, cercando di far entrare quante più informazioni utili possibili, il tutto <strong>linkando le mie fonti, sia per dare la possibilità ai miei lettori di poter approfondire autonomamente l&#8217;argomento</strong> (avendo già una base di partenza di link) sia per dare la <strong>possibilità di verificare le fonti</strong> magari soppesando maggiormente l&#8217;attendibilità di talune mie affermazioni. Insomma, non faccio nulla di nuovo, poiché si tratta della <strong>normale netiquette della blogosfera</strong>.</p>
<p>Ora mi chiedo, <strong>quale è la finestra verso il mondo delle informazioni che usa Philip M. Parker?</strong> Usa <a href="http://www.google.com">Google</a>, <a href="http://www.wikipedia.org/">Wikipedia</a>, <a href="http://answers.yahoo.com/">Yahoo Answers</a>? O forse è in grado di accedere ad una eventuale <strong>biblioteca digitalizzata</strong> magari di qualche libreria universitaria americana? O, ancora, forse è anche <strong>abbonato a decine di riviste specializzate</strong> e riceve ogni mese, in formato digitale, delle copie in pdf che poi da in pasto al suo programma (che magari dispone anche di un software di riconoscimento caratteri OCR)?</p>
<p>E, in ogni caso, <strong>cita le sue fonti</strong> (spero di si, basterebbe fare una semplice pagina di Bibliografia)?<br />
E come realizza i suoi libri? <strong>Copia e incolla tutte le informazioni o il suo software è in grado di riorganizzarle e ristrutturarle correttamente?</strong></p>
<p>Insomma i miei dubbi sono tanti e forse se potessi visionare uno dei suoi libri, potrei capire come opera il suo programma. Certo è che, comunque, il suo metodo è molto particolare e io <strong>credo che, se mettesse in vendita il suo software, guadagnerebbe più di quanto possa aver mai guadagnato sin&#8217;ora con la vendita dei suoi libri</strong>.</p>
<p>Un dubbio però mi attanaglia: e se avesse messo segretamente in pratica il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Teorema_della_scimmia_instancabile">Teorema della Scimmia instancabile</a>? Ovvero e se avesse <a href="http://www.creationism.org/heinze/italian/HeIta05.htm">assoldato</a> un <strong>esercito di un milione di scimmie che fossero in grado di battere a caso i tasti di un milione di macchine da scrivere per riuscire a tirare fuori</strong>, come insegna la statistica e la tecnica del <a href="http://cenettefilosofiche.blogspot.com/2007/10/il-teorema-delle-scimmie-infinite.html">brute-force</a>, <strong>uno dei drammi di Shakespeare</strong> o magari, <strong>l&#8217;ultimo best seller amazoniano di Philip M. Parker?</strong></p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1741_monkey.jpg' alt='Theorem of Infinite Monkey' /></div>
<p>Per quanto mi riguarda, <a href="http://aiellogianluca.wordpress.com/2008/02/06/un-romanzo-in-6-parole/">invece</a>, trovo <strong>molto più interessante se un autore riuscisse a scrivere 85.000 romanzi di 6 parole</strong>; è noto <a href="http://www.corriere.it/Speciali/Spettacoli/2008/romanzo_sei_parole/">infatti</a>, la leggenda vuole che fu una scommessa a portare <strong>Ernest Hemingway</strong> a dimostrare che è possibile comporre un romanzo ricco di pathos ma lungo solo 6 parole. La frase storica da lui coniata fu: &#8220;<strong>Vendesi: scarpine per neonato, mai indossate</strong>&#8221; (<strong>For sale: baby shoes, never worn l&#8217;originale</strong>) nella letteratura anglosassone è rimasta un <strong>vero capolavoro di ineguagliata intensità</strong>.<br />
Sul <a href="http://forum.corriere.it/un_racconto_in_sei_parole/">forum del Corriere</a> ho trovato qualche altra piccola opera:</p>
<blockquote><p>L&#8217;ultimo uomo sulla terra, sentì bussare</p></blockquote>
<blockquote ><p>non disse nulla.<br />
con perfetta punteggiatura.</blockquote >
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		<title>Preconcetti interpretativi su Philip Dick: quando si definisce il talento di una persona attraverso le sue difficoltà</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Oct 2007 09:28:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<category><![CDATA[philip_dick]]></category>
		<category><![CDATA[philip_k_dick]]></category>

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		<description><![CDATA[ Quando ci furono le celebrazioni del 25° anniversario della morte di Philip K. Dick si sono ripropοsti all&#8217;opinione pubblica alcuni preconcetti interpretativi che hanno da sempre condizionato la lettura dei suoi migliori romanzi: se da un lato si elogia l&#8217;importante tributo di Philip Dick alla letteratura di fantascienza, dall&#8217;altra ci si sente frustrati quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.fantascienza.com/magazine/imgbank/ARTICOLI/dick.jpg" alt="Philip K. Dick" /> Quando ci furono le celebrazioni del 25° anniversario della morte di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Philip_K._Dick">Philip K. Dick</a> si sono ripropοsti all&#8217;opinione pubblica alcuni preconcetti interpretativi che hanno da sempre condizionato la lettura dei suoi migliori romanzi: se da un lato si elogia l&#8217;importante tributo di Philip Dick alla letteratura di fantascienza, dall&#8217;altra ci si sente frustrati quando si tende ad associare per l’ennesima volta il nome di Dick legato all’LSD.</p>
<p>Ecco una <a href="http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/9088/">interessante</a> interpretazione:</p>
<blockquote><p>Il primo a strumentalizzare il tema della droga nei romanzi di Dick fu Harlan Ellison, curatore dell’antologia Dangerous Visions, in cui compariva un racconto di Dick (La fede dei nostri padri, 1967). Dick <strong>sosteneva di non aver mai scritto romanzi sotto l’influenza di acidi</strong>, e che quella di Harlan fosse solo una trovata per accattivarsi le simpatie della controcultura dell’epoca (vedi a proposito Lawrence Sutin, Divine invasioni, la vita di Philip K. Dick pag. 188).</p>
<p>Non <strong>certo restio a dichiarare la propria dipendenza dalle amfetamine</strong>, droga subdola e capace di rovinare per sempre la sua salute e molti dei suoi rapporti personali, <strong>Dick negava risolutamente di avere simpatia per gli allucinogeni</strong>, e tanto più negava di affidarsi alle loro virtù psichedeliche per comporre i suoi romanzi.</p>
<p>Ma la riflessione che dovremmo fare è un’altra.</p>
<p><em>Kurt Cobain eroinomane, Alessandro Manzoni agorafobico, Dick strafatto di amfetamine</em> (e non di acidi); <strong>tendiamo spesso a definire sbrigativamente il talento di alcune persone attraverso le loro difficoltà personali, traumi, nevrosi e dipendenze</strong>. Ma se fossero davvero queste le cifre della loro genialità, se davvero gli acidi avessero dettato le canzoni di John Lennon o La penultima verità di Dick, allora dovremmmo avere migliaia di opere d’arte come Strawberry Fields o Le tre stimmate di Palmer Eldritch!</p>
<p>Purtroppo non è così; purtroppo nel definire Dick attraverso la sua dipendenza dalle droghe tralasciamo di ricordare che <strong>di persone con dipendenze ce ne sono milioni, di autori geniali pochissimi, di Philip uno solo!</strong>
</p></blockquote>
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		<title>Per Google e gVim la risposta è 42</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Oct 2007 07:56:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[42]]></category>
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		<description><![CDATA[ Se volete stupire gli amici provate ad inserire la stringa &#8220;answer to life the universe and everything&#8221; (&#8220;la risposta alla vita, all&#8217;universo e ad ogni altra cosa&#8221;) su Google e, inaspettatamente, come prima risposta, verrà visualizzato il numero 42 e il link alla calcolatrice di Google! 

Questo simpatico Easter egg che ci informa sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/56/Answer_to_Life.png/180px-Answer_to_Life.png" alt="42" /> Se volete stupire gli amici provate ad inserire la stringa &#8220;<a href="http://www.google.it/search?q=answer+to+life+the+universe+and+everything">answer to life the universe and everything</a>&#8221; (&#8220;la risposta alla vita, all&#8217;universo e ad ogni altra cosa&#8221;) su Google e, inaspettatamente, come prima risposta, verrà visualizzato il numero 42 e il link alla calcolatrice di Google! </p>
<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p1623_google_42.png' alt='Google 42' /></p>
<p>Questo simpatico Easter egg che ci informa sulla risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto, trae la sua origine da un libro culto di fantascienza umoristica di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Douglas_Adams">Douglas Adams</a>: “The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy“, ovvero <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guida_galattica_per_gli_autostoppisti_%28serie%29">“Guida Galattica per gli Autostoppisti</a>“, in cui il super calcolatore Pensiero Profondo (Deep Blue), costruito da una razza aliena di un&#8217;altra dimensione lavora 7,5 milioni di anni per dare a dei topi &#8220;42&#8243; come risposta alla loro domanda fondamentale sull&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_risposta_alla_domanda_definitiva_sulla_vita%2C_l%27universo_e_tutto_quanto">La vita, l&#8217;universo, e tutto quanto</a>.</p>
<p>Ma Google non è l&#8217;unico a dare questa risposta bizzarra. Se usate Linux, <a href="http://osrevolution.wordpress.com/2007/03/15/vi-un-editor-speciale/">provate</a> a lanciare il famoso editor visuale gVIM e inserite il comando:<br />
 :help 42</p>
<p>Con grande sorpresa gVIM vi stamperà una parte del “The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy”.</p>
<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p1643_gvim_42.jpg' alt='gVIM 42' /></p>
<p><strong>Conoscete altri programmi che danno come risposta 42?</strong></p>
<p><strong>UPDATE:</strong> <a href="http://www.levysoft.it/?p=1643&#038;cp=1#comment-151623">Grazie</a> a <a href="http://maic0.blogspot.com/">Maic</a>, per chi non avesse letto il libro di Douglas Adams, ecco la scena, tratta dal film omonimo, in cui il supercalcolatore svela il mistero del 42:</p>
<div align="center">
<object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/iVNrXCGeHB8"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/iVNrXCGeHB8" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object>
</div>
<p class="akst_link"><a href="http://www.levysoft.it/?p=1643&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_1643" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Editoria online fai-da-te: come realizzare e pubblicare il proprio libro con Lulu, The Boopen e Blurp</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jul 2007 08:21:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Attualmente i migliori editori online per il print on demand per gli scrittori in erba sono Lulu, The Boopen e Blurp. Tra questi ero anche tentato di inserire Photocity, un servizio online tutto italiano per stampare le immagini digitali su carta fotografica di alta qualità e a prezzi concorrenziali, dove è inoltre possibile, scaricando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p1241_print_on_demand.jpg' alt='Print on demand' /> Attualmente i migliori editori online per il <strong>print on demand</strong> per gli scrittori in erba sono <strong>Lulu, The Boopen e Blurp</strong>. Tra questi ero anche tentato di inserire <a href="http://www.photocity.it/">Photocity</a>, un servizio online tutto italiano per <strong>stampare le immagini digitali su carta fotografica di alta qualità e a prezzi concorrenziali</strong>, dove è inoltre possibile, scaricando un software proprietario abbastanza evoluto, di creare e far <strong>stampare libri fotografici</strong>. Ma, non rientrando propriamente nella categoria di editori online ho ritenuto non confondere i servizi, ma non per questo non ho voluto esimermi dal citarlo, per rendere un po&#8217; più completo l&#8217;articolo.<br />
Tornando a noi, ecco, quindi, i tre migliori servizi di print on demand: <em><a href="http://www.lulu.com/it">Lulu</a>, <a href="http://www.boopen.it/">The Boopen</a> e <a href="http://www.blurb.com">Blurp</a></em>.</p>
<p><span id="more-1241"></span></p>
<h5>Lulu</h5>
<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p1241_luluitalia.jpg' alt='Lulu' /> <a href="http://www.lulu.com/it">Lulu</a> è stato <strong>il primo e più grande editore on demand presente solo sul Web</strong> che ha letteralmente <strong>rivoluzionato il sistema editoriale tradizionale</strong>. Lulu è un servizio che permette, con estrema semplicità, la stampa on-demand di libri, cd e dvd e la successiva vendita online.</p>
<p>L&#8217;idea è nata dalla constatazione che <strong>l&#8217;attuale sistema editoriale funziona solo per i best seller</strong> e non lascia spazio ai titoli che non promettono vendite dell&#8217;ordine dei milioni. Gli editori si rifiutano di pubblicare, molto spesso, non perché il libro non sia di pregio, ma perché il titolo non ha mercato.<br />
Lulu, per certi versi, assomiglia un po&#8217; come una libreria virtuale (tipo Amazon) a cui l&#8217;utente può connettersi e scaricare l&#8217;opera (letteraria musicale o fotografica che sia) che gli interessa nel formato che preferisce (Pdf, Dvd o nelle forme tradizionali).<br />
L&#8217;idea è <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lulu.com">dunque</a> quella di <strong>creare un sistema di pubblicazione in rete che copra l&#8217;intero ciclo di produzione</strong>, permettendo di gestirlo direttamente agli autori.<br />
<a href="http://www.lulu.com/it">Lulu</a>, quindi,  è insieme un sistema editoriale, tramite il quale <strong>gli autori provvedono personalmente alla confezione editoriale della propria opera</strong> (anche in formato multimediale), e una libreria virtuale, a cui gli utenti accedono per acquistare le opere in formato digitale o cartaceo (in questo caso stampate su richiesta).<br />
Oltre 55000 titoli a catalogo e 1500 nuovi titoli alla settimana sono i numeri che in quattro anni questo servizio ha raggiunto!</p>
<p>I vantaggi per l&#8217;autore sono innumerevoli: infatti, gli autori pubblicano online e <strong>non devono cedere i diritti sull&#8217;opera a nessuno</strong>, possono modificarla qualora lo ritengano opportuno. Per quanto riguarda i guadagni la percentuale che spetta all&#8217;editore nel sistema previsto da <a href="http://www.lulu.com/it">Lulu</a> è solo del 20%, il rimanente <strong>80% è destinato all&#8217;autore</strong> (contro il misero 10% del vigente modello editoriale classico). Non solo ma la percentuale dell&#8217;editore è esclusivamente sul venduto e non ci sono soglie minime che un titolo deve raggiungere.</p>
<p>In realtà, la diffusione delle tecnologie di stampa digitale e di printing on demand è ormai un dato acquisito nell&#8217;editoria mondiale ed anche molti grandi editori tradizionali adottano sistemi di gestione delle tirature secondo il criterio del &#8220;just in time&#8221;. L&#8217;innovazione di <a href="http://www.lulu.com/it">Lulu</a> consiste sostanzialmente nel <strong>dare dignità al sistema delle autopubblicazioni</strong> da parte degli autori a proprie spese, in precedenza appannaggio degli editori a pagamento.</p>
<p>Ultimamente, <a href="http://www.lulu.com/it">Lulu</a>, ha stretto una partnership con il principale creatore e distributore di immagini, <a href="http://creative.gettyimages.com/source/home/home.aspx"><strong>Getty Images</strong></a>. Lo scopo è quello di permettere agli autori, ai creatori ed alle organizzazioni di usare del contenuto sotto licenza (anche Free e Creative Commons) per migliorare ed abbellire le loro opere originali, allo stesso tempo proteggendo e compensando i titolari del copyright. Parti di tre raccolte estese — <strong>Stockbyte, Digital Vision e Photodisc</strong> — della vasta libreria di fotografie ed illustrazioni di Getty Images saranno disponibili agli utenti di Lulu.</p>
<blockquote><p>
L&#8217;autore di un libro di cucina potrà utilizzare una fotografia a colori di una deliziosa torta ai lamponi. L&#8217;autore di un calendario potrà aggiungere un&#8217;immagine in bianco e nero del Big Ben ad una serie di scatti fotografici. O l&#8217;autore di una guida su &#8220;come usare&#8221; il computer potrà incorporare un &#8216;illustrazione tecnica di una scheda madre.</p>
<p>Ogni volta che un articolo che contiene un&#8217;immagine protetta viene venduto all&#8217;interno del Marketplace di Lulu.com, la commissione di utilizzo per l&#8217;immagine è compresa nel prezzo di vendita e riscossa dal venditore.
</p></blockquote>
<p>[via <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2005/08_Agosto/01/lulu.shtml">corriere</a>]</p>
<h5>The Boopen</h5>
<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p1241_theboopen.gif' alt='The Boopen' /> <a href="http://www.boopen.it/">The Boopen</a> è un altro servizio che permette a chiunque di <strong>creare, pubblicare e vendere il proprio libro online</strong>.  I costi di stampa, carta, copertina e rilegatura variano a seconda delle richieste (b-n/colore, copertina morbida/rigida). Niente a che vedere, comunque, con quelli proibitivi delle classiche tipografie.</p>
<p>A differenza di <a href="http://www.lulu.com/it">Lulu</a>, <a href="http://www.boopen.it/">The Boopen</a> è però anche una <strong>vera e propria casa editrice disposta a pubblicare gratuitamente opere originali</strong>. Sono benvenuti romanzi, manuali tecnici, cataloghi fotografici, fumetti, calendari, ricette, favole e storie per bambini. Inoltre, è spiegato sul sito, viene offerto anche un servizio di assistenza per &#8220;tutelare legalmente l&#8217;opera e venderla sul sito fino alla attività di promozione dell&#8217;opera presso altre case editrici con canali distributivi tradizionali&#8221;.</p>
<p>I ricavi, ovviamente, saranno poi condivisi, con un buon margine di guadagno per gli autori (il <strong>90%</strong>).<br />
Sono previste, inoltre, sinergie con editori tradizionali per la pubblicazione in partnership, la gestione delle vendite online delle opere o la promozione ed il lancio di nuovi autori sul portale.</p>
<p>Al momento in cui scrivo, <a href="http://www.boopen.it/info/promozioni/registrazione.aspx">The Boopen lancia una promozione vantaggiosa</a>: registrandoti al servizio è <strong>possibile provarlo stampando GRATIS una copia di un tuo libro di massimo 100 pagine, nel formato 14&#215;21 e stampato in bianco e nero</strong>!</p>
<p>[via <a href="http://www.mytech.it/internet/articolo/idA028001068289.art">mytech</a>]</p>
<h5>Blurp</h5>
<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p1241_blurb.gif' alt='Blurp' /> <strong><a href="http://www.blurb.com">Blurp</a></strong> si definisce &#8220;<strong>il primo sito di e-publishing creativo</strong>&#8221; e potrebbe essere la <strong>naturale evoluzione di Lulu</strong>: il servizio, infatti, permette non solo di pubblicare e stampare i propri libri ma anche di <strong>impaginarlo grazie ad un software multipiattaforma facile da usare e gratuito</strong>, chiamato <a href="http://www.blurb.com/create/book/learn_more"><strong>BookSmart</strong></a>. Infatti, l&#8217;unica pecca che si può imputare a Lulu è che bisogna inviargli direttamente il libro già impaginato ma, purtroppo, non tutti hanno le competenze per realizzarne una versione professionale. Addirittura, invece, con BookSmart, tra le altre funzionalità, permette di trasformare un blog (di Blogger, LiveJournal, TypePad, o Wordpress.com) in un libro, prelevandone in automatico i contenuti ed ottenendo così un vero e proprio <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Blook">Blook</a>!</p>
<p><a href="http://www.blurb.com">Blurb</a>, è da poco sbarcato in Europa, (come Lulu e The Boopen) il sito rimane però in lingua l’inglese, ma grazie all’apertura di una filiale in Olanda che si farà carico delle operazioni di stampa, rilegatura e spedizione all’interno del mercato europeo, vedremo ridursi i costi di spedizione e i tempi di consegna (che non sono tra i più vantaggiosi).</p>
<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p1241_booksmart.jpg' alt='BookSmart' /> L’idea è nata nel 2005 con la creazione di un software d’impaginazione gratuito, chiamato BookSmart: gli utenti possono utilizzarlo liberamente e creare, attraverso passaggi intuitivi e semplici, un progetto editoriale pronto da dare alle stampe. Dal libro di cucina fino al saggio d’economia, <a href="http://www.blurb.com">Blurb</a> si propone come un’alternativa moderna alle dinamiche tradizionali dell’industria del libro. Gli autori che vogliono autopubblicarsi pagano il prezzo di ciascun volume ordinato, in base al formato tipografico scelto: <strong>si parte da 18,95 dollari</strong> americani per un paperback di 40 pagine interamente a colori con copertina “soft”, mentre lo stesso libro con copertina rigida arriva a 30 dollari.<br />
Naturalmente esistono sconti per grandi ordini e l’azienda si riserva la possibilità di proporre offerte personalizzate nel caso di tirature da oltre 400 volumi.</p>
<p>Il software <strong>BookSmart</strong> si avvale delle tecnologie Web 2.0 e le integra in modo funzionale all’interno dei progetti editoriali. Gli utenti possono <strong>includere foto provenienti da Flickr</strong>, il celebre portale di condivisione fotografica.<br />
Alla stessa maniera, BookSmart permette di <strong>importare direttamente brani dal proprio blog o dal proprio sito Web</strong>.</p>
<p>Ovviamente anche qui è possibile <strong>vendere i propri libri direttamente sul Web</strong>, grazie ad una piattaforma per il commercio elettronico, ancora in fase di sviluppo, in cui ogni autore è libero di scegliere il proprio prezzo di copertina. La vera novità di <a href="http://www.blurb.com">Blurb</a> è che il ricavato delle vendite andrà tutto nelle tasche degli scrittori!</p>
<p>Inoltre, dal prossimo luglio, <strong>sarà possibile decidere in centimetri la dimensione dei libri</strong>, e visualizzare i <strong>prezzi direttamente in euro</strong>.</p>
<p>Una curiosità: <a href="http://www.mestierediscrivere.com/testi/blurb.htm">cosa significa il termine Blurp</a>? E&#8217; davvero difficile trovare un efficace corrispondente italiano di <strong>blurb, che letteralmente è la &#8220;fascetta&#8221; pubblicitaria di un libro, cioè quella breve frase che deve convincerci a comprarlo tra i banchi di una libreria in mezzo a migliaia di altri volumi</strong>. Nello stesso modo, nel marketing blurb  è la frase o le brevi frasi che riassumono un prodotto e soprattutto i suoi vantaggi per il cliente. </p>
<p>[via <a href="http://www.mytech.it/internet/articolo/idA028001067636.art">mytech</a> e <a href="http://www.ictblog.it/index.php?/archives/2777-Blurb.com-sbarca-in-Europa.-Tutti-siamo-autori-Video.html">itcblog</a>]
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		<title>Dove scaricare gratuitamente tutti libri sui linguaggi di programmazione</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2007/06/22/dove-scaricare-gratuitamente-tutti-libri-sui-linguaggi-di-programmazione/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Jun 2007 11:07:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Php]]></category>
		<category><![CDATA[gratis]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal sito computer-books.us è possibile scaricare gratuitamente dei libri in formato HTML o PDF, relativi a diversi linguaggi di programmazione; si tratta di volumi i cui i rispettivi autori ed editori hanno dato il permesso di pubblicazione on line.

Si possono trovare tomi sul linguaggio Assembly x86, C, C++, ADA, C#, Java, PHP, Python e Visual [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal sito <a href="http://www.computer-books.us/">computer-books.us</a> è possibile <strong>scaricare gratuitamente dei libri in formato HTML o PDF</strong>, relativi a diversi linguaggi di programmazione; si tratta di volumi i cui i rispettivi autori ed editori hanno dato il permesso di pubblicazione on line.</p>
<p>
Si possono trovare <em nd="3">tomi</em> sul <a href="http://www.computer-books.us/assembler.php">linguaggio Assembly x86</a>, <a href="http://www.computer-books.us/c.php">C</a>, <a href="http://www.computer-books.us/cpp.php">C++</a>, <a href="http://www.computer-books.us/ada95.php">ADA</a>, <a href="http://www.computer-books.us/csharp.php">C#</a>, <a href="http://www.computer-books.us/java.php">Java</a>, <a href="http://www.computer-books.us/php.php">PHP</a>, <a href="http://www.computer-books.us/python.php">Python</a> e <a href="http://www.computer-books.us/vb.php">Visual Basic</a>, ma anche riguardanti <a href="http://www.computer-books.us/linux-books.php">Linux</a>. Alcuni sono molto vecchi e presenti più che altro per ragioni storiche, altri come <a href="http://www.amazon.com/New-Standard-Cultural-Economic-Commentary/dp/0201709171/sr=1-1/qid=1168706624/ref=sr_1_1/105-9340729-6338825?ie=UTF8&amp;s=books">The New C Standard: A Cultural and Economic Commentary</a> sono recenti.</p>
<p>Altri libri li trovate anche sul sito: <a href="http://freecomputerbooks.com/">FreeComputerBooks</a>.</p>
<p>[via <a href="http://programmazione.it/index.php?entity=eitem&#038;idItem=35302">Programmazione</a>]
<p class="akst_link"><a href="http://www.levysoft.it/?p=1329&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_1329" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a></p>
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		<title>In edicola la guida ufficiale di Second Life: 360 pagine su come orientarsi, guadagnare e programmare il più famoso mondo virtuale</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jun 2007 21:37:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[3d]]></category>
		<category><![CDATA[anobii]]></category>
		<category><![CDATA[avatar]]></category>
		<category><![CDATA[second-life]]></category>
		<category><![CDATA[virtual]]></category>

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		<description><![CDATA[ Di solito sono propenso a studiare per conto mio i nuovi applicativi proprio per non privarmi del piacere della scoperta. Ma per quanto riguarda Second Life, il &#8220;metaverso&#8221; tridimensionale creato nel 2003 in California dalla Linden Lab, ho avuto qualche difficoltà perché è un mondo talmente vasto da essere esplorato che richiederebbe molto tempo.
E&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/scienza_e_tecnologia/second-life-news/sl-guida-ufficiale/este_14142259_04260.jpg" alt="" /> Di solito sono propenso a studiare per conto mio i nuovi applicativi proprio per non privarmi del piacere della scoperta. Ma per quanto riguarda <a href="http://secondlife.com/">Second Life</a>, <strong>il &#8220;metaverso&#8221; tridimensionale</strong> creato nel 2003 in California dalla Linden Lab, ho avuto qualche difficoltà perché è un mondo talmente vasto da essere esplorato che richiederebbe molto tempo.<br />
E&#8217; per questo che vi voglio consigliare il volume a colori <strong>in vendita domani 15 Giugno 2007</strong> con Repubblica e l&#8217;Espresso: &#8220;<strong>Second Life, la guida ufficiale</strong>&#8220;, <strong>360 pagine per orientarsi nella più grande comunità virtuale esistente su internet</strong>, al prezzo di 7,10 euro.<br />
Non so se il libro varrà la pena ma dalla <a href="http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/scienza_e_tecnologia/second-life-news/sl-guida-ufficiale/sl-guida-ufficiale.html">descrizione che ne viene data</a>, sembra interessante: chissà se troverà posto nella <a href="http://www.anobii.com/people/levysoft/">mia libreria aNobii</a>.</p>
<p>In 13 capitoli divisi in tre parti, vengono dati i consigli per costruire il proprio personaggio, l&#8217;&#8221;avatar&#8221;, per esplorare questo mondo tridimensionale e, magari, imparare a guadagnarci. Inoltre, viene dedicato un intero capitolo al linguaggio di programmazione base delle animazioni delle persone e degli oggetti di Second Life: il <strong>Linden Scripting Language</strong>.</p>
<blockquote><p>Il libro prende per mano il novizio e lo guida passo passo a soddisfare la sua curiosità. Prima gli <strong>racconta a grandi linee la storia di questo mondo 3D</strong> che conta attualmente oltre <strong>7 milioni di iscritti</strong>, poi lo porta a scoprire come funzionano i menu del programma che si devono utilizzare una volta che si è entrati a far parte della comunità. Dopo aver spiegato la <strong>differenza tra l&#8217;essere utenti basic o premium</strong>, scatta il tour nei posti più significativi, in quelli <strong>più belli da visitare e nei luoghi dove è più conveniente acquistare terra e costruire</strong>. Suggerimenti pratici &#8211; con un intero capitolo che insegna a modificare il proprio aspetto e a costruire gli oggetti &#8211; e consigli su <strong>come interagire al meglio con gli altri avatar</strong>. A proposito: al momento in SL si parla via chat, prestissimo lo si potrà fare direttamente con la propria voce. Non mancano gli approfondimenti destinati ai più esperti, visto nel volume si <strong>spiega nel dettaglio il funzionamento del Linden Scripting Language</strong>, il linguaggio informatico alla base delle animazioni delle persone e degli oggetti.</p>
<p>Tutti passaggi decisivi per arrivare, poi, a quello che interessa ai più: avere successo nella seconda vita. E allora può essere utile leggere le <strong>testimonianze di alcuni degli avatar</strong> che questo successo nella seconda vita l&#8217;hanno ottenuto. E che per questo sono finiti anche sui giornali. Interessanti le &#8220;dritte&#8221; su come di utilizzare SL per sviluppare le proprie attività, sia economiche che sociali. Per realizzare tutto ciò che ci riesce di immaginare, praticamene senza limiti. Anche perché, come ripete l&#8217;inventore di SL, Philip Rosedale, &#8220;tutto ciò che serve per entrarvi sono un computer, una connessione a internet e una mente aperta. Non ho creato un gioco, ma un nuovo mondo&#8221;.</p></blockquote>
<p class="akst_link"><a href="http://www.levysoft.it/?p=1417&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_1417" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a></p>
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		<title>aNobii: catalogare i propri libri e convidere i propri gusti letterari</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2007/05/23/anobii-catalogare-i-propri-libri-e-convidere-i-propri-gusti-letterari/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2007 07:30:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[anobii]]></category>
		<category><![CDATA[rss]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco una nuova creazione del Web 2.0: aNobii un servizio che permette, con estrema semplicità, la catalogazione dei propri libri ma anche di scoprirne di altri simili, grazie alla possibilità di visualizzare velocemente le librerie di utenti con gusti simili ai nostri.
C&#8217;è chi lo definisce una sorta di Last.FM per i libri mentre Boliboop scrive:
Ogni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco una nuova creazione del Web 2.0: <a href="http://www.anobii.com/">aNobii</a> un servizio che permette, con estrema semplicità, la <strong>catalogazione dei propri libri ma anche di scoprirne di altri simili, grazie alla possibilità di visualizzare velocemente le librerie di utenti con gusti simili ai nostri</strong>.<br />
C&#8217;è <a href="http://www.downloadblog.it/post/3985/anobii-il-lastfm-dei-libri">chi</a> lo definisce una sorta di <a href="http://www.lastfm.it/">Last.FM</a> per i libri mentre <a href="http://www.troise.net/boliboop/catalogare-i-propri-libri-anobii/">Boliboop</a> scrive:</p>
<blockquote><p>Ogni libro può essere catalogato <strong>inserendo il titolo o il codice ISBN</strong> (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Codice_ISBN">ISBN</a> è un sistema unificato per la numerazione dei libri adottato su scala internazionale che permette l’immediata e inequivocabile identificazione di un titolo o di un’edizione di un titolo di un determinato editore: di solito è stampato sul retro di ogni libro, in basso a destra). Una volta inserito nella libreria (o shelf, mensola), <strong>iNobii provvederà a procurarsi la copertina</strong> e l’utente potrà inserire i dati relativi alla propria esperienza con tale libro. Si va dal luogo, data e prezzo dell’acquisto, dallo status (non iniziato, in lettura, finito, non finito, raccomandato), la valutazione (lo adoro, non male, così-così, brutto), i tag, il commento, il prestito e la commerciabilità (per vendite o scambi).</p></blockquote>
<p>Come ogni buon servizio web 2.0, <strong>ogni libreria è dotata di feed RSS</strong> per seguire i libri letti, acquistati o consigliati da un certo utente.</p>
<p><strong>UPDATE:</strong> <a href="http://www.anobii.com/people/levysoft/">Ho creato la mia libreria su aNobii</a> e piano piano sto riempiendo i vari scaffali di libri&#8230; sono benvenuti tutti coloro che vogliono diventare miei amici o vicini su aNobii.
<p class="akst_link"><a href="http://www.levysoft.it/?p=1441&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_1441" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a></p>
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		<item>
		<title>Internet e il Web 2.0 si avvicina alla visione di un mondo dove i soldi non esistono, si lavora gratis e si scambiano i beni</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2007/05/22/internet-e-il-web-20-si-avvicina-alla-visione-di-un-mondo-dove-i-soldi-non-esistono-si-lavora-gratis-e-si-scambiano-i-beni/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 May 2007 08:20:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idea Lab]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
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		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[bittorrent]]></category>
		<category><![CDATA[commons]]></category>
		<category><![CDATA[p2p]]></category>
		<category><![CDATA[utopia]]></category>

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		<description><![CDATA[ Quando ho letto l&#8217;articolo di Bruce Sterling che qui ho riportato, ho prima pensato che la sua idea si avvicinava ad un mondo anarchico per eccellenza, poi subito dopo ho realizzato che era identico al mondo immaginato da Star Trek. In Star Trek il governo è costituito dalla Federazione, il cui compito è solamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p1440_wealth_of_networks.jpg' alt='The Wealth of Networks' /> Quando ho <a href="http://xl.repubblica.it/">letto</a> l&#8217;articolo di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bruce_Sterling">Bruce Sterling</a> che qui ho riportato, ho prima pensato che la sua idea si avvicinava ad un mondo anarchico per eccellenza, poi subito dopo ho realizzato che era identico al <a href="http://www.treknology.it/articolo.asp?id=8">mondo immaginato da Star Trek</a>. In <strong>Star Trek il governo è costituito dalla Federazione</strong>, il cui compito è solamente quello di controllare la violenza e l&#8217;esplorazione di mondi. <strong>I soldi, invece, non esistono pi</strong>ù e il profitto e la ricchezza non sono più le forze conduttrici che guidano l&#8217;economia, ma il fine ultimo di ogni essere umano e della società stessa è esclusivamente il miglioramento di se stessi: <strong>si lavora solo per un&#8217;umanità migliore!</strong> Insomma, a tutti gli effetti, un mondo utopico!</p>
<p><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Yochai_Benkler">Yochai Benkler</a>, è un professore di giurisprudenza di Yale, ed è studioso di temi legati alla proprietà intellettuale e alle nuove economie di rete, ha scritto negli anni numerosi <strong>testi sui &#8220;commons&#8221;, i beni comuni dai quali Lawrence Lessig ha preso ispirazione per la sua licenza Creative Commons</strong>, e l&#8217;economia di rete, i modelli di produzione &#8220;aperti&#8221; e la brevettazione, l&#8217;impatto delle reti nel sistema normativo statunitense ed internazionale.<br />
Il suo ultimo libro inedito in Italia, &#8220;<strong>The Wealth of Networks</strong>&#8220;, (l&#8217;università Bocconi ha <a href="http://www.stampa.unibocconi.it/articolo.php?ida=1422&#038;idr=6">pubblicato</a> da poco la traduzione italiana: La Ricchezza delle Reti), è già considerato un classico: in poco meno di seicento pagine l&#8217;autore disegna i <strong>tratti fondamentali della nuova economia che sta emergendo dalla rete</strong>, e descrive come la produzione sociale stia trasformando i mercati e la libertà delle persone.<br />
In questo saggio, Benkler illustra la sua tesi riguardante il fenomeno che egli battezza &#8220;<strong>commons-based peer production</strong>&#8221; (produzione tra pari basata su risorse comuni). Il professore è convinto che possa <strong>cambiare il mondo</strong>.</p>
<p>Riporto un brano:<br />
&#8220;<em>Quando ci guarderemo indietro, tra una decina d’anni, capiremo che quello che stiamo vivendo è un periodo eccezionale, uno di quegli snodi storici in cui si decide il futuro dell’assetto sociale del pianeta.</em>&#8221;</p>
<p>Non è un soggetto pubblico né privato. Non è lo Stato né il mercato. La gente lavora, ma non viene pagata. La gente prende, ma non compra né vende. <em>Pensate ad una spaghettata tra amici: tutti preparano qualcosa a casa loro e condividono i risultati mangiando insieme</em>. Niente passaggi di soldi, niente direttive governative. E&#8217; un esempio semplificato di &#8220;commons-based peer production&#8221;. Immaginate ora che, invece della cucina di casa, ciascuno possieda un pastificio. Immaginate che gli &#8220;amici&#8221; siano un miliardo di persone in una rete globale: ovviamente si avrebbero spaghetti gratis in abbondanza!</p>
<p>Benkler sostiene che <strong>grazie ad Internet un miliardo di persone è capace di grandi produzioni a basso costo</strong>, e hanno un miliardo di amici. I pc moderni sono in grado di gestire musica, video, contabilità, stampa, traffico telefonico. <strong>Moltissime attività, un tempo prerogativa dello Stato, sono oggi così a buon mercato che non vale la pena di farle pagare e si evolvono con tanta rapidità che non ha senso regolamentarle</strong>. Diventano attività sociali, come una spaghettata.<br />
Pensate a Wikipedia: chi avrebbe immaginato che una vasta enciclopedia in continua espansione, prodotta gratuitamente da non professionisti, sarebbe diventato il testo di consultazione più usato del mondo?<br />
Per non parlare di BitTorrent: i suoi utenti formano una rete peer-to-peer e distribuiscono valanghe di prodotti ad altissima velocità. Ovviamente gran parte dello scambio su BitTorrent è costituito da musica e filmati prodotti dall&#8217;industria dell&#8217;entertainment che lotta per mantenere i diritti di proprietà limitando la riproduzione digitale e imponendo diritti d&#8217;autore all&#8217;infinito.</p>
<p><a href="http://www.net-one.org/content/view/244/62/">Quindi</a> l’utilizzo dei <strong>commons</strong> (beni comuni, che tutti possono utilizzare, ma sui quali nessuno può accampare diritti esclusivi), la <strong>produzione sociale</strong>, lo scambio <strong>peer-to-peer</strong>, le licenze di <strong>copyleft</strong> (che autorizzano chiunque a usare la produzione intellettuale altrui, purché lasci agli altri la stessa libertà sui frutti del proprio lavoro) hanno dato vita a fenomeni come il <strong>software open source</strong>, che ha rivoluzionato l’economia del settore, <strong>Seti@Home</strong>, il più potente computer del mondo, formato in realtà dalla capacità di calcolo inutilizzata di oltre 5 milioni di partecipanti connessi in rete, e reso possibile <strong>forme di giornalismo e distribuzione dell’informazione non tradizionali, come i blog</strong>,  la cui efficacia Benkler documenta attraverso casi davvero avvincenti.</p>
<p><strong>Ma perché combattere contro il potere tecnico insito in Internet? Perché non accettare semplicemente questa nuova realtà e ricostruire la società intorno ad essa? Nel lungo periodo saremo tutti più bravi e più ricchi.</strong></p>
<p>Benkler spiega come dovrebbe funzionare un corretto sistema di produzione tra pari. Se si vuole che le persone <strong>lavorino sodo senza ordini e senza remunerazione</strong> devono poterne <strong>trarre ovvi benefici</strong>. Alcuni lavoreranno per cinque minuti, i più zelanti vi dedicheranno cinquant&#8217;anni, ma <strong>il sistema deve accettare sia il granellino che la montagna</strong>. Tutto questo si discosta chiaramente molto dall&#8217;attività del governo o della grande impresa. Bisogna affidarsi all&#8217;<strong>autoselezione</strong> (non si possono costringere le persone a partecipare ad un progetto  di produzione tra pari) e i collaboratori devono disporre di mezzi di comunicazione per &#8220;costruire la fiducia&#8221; e per coordinarsi, poiché non si conosceranno mai di persona. Qualcuno deve poi avere il controllo del quadro generale, tutelare il sistema, dai sabotaggi e tenere conto di chi collabora a cosa, quando, come e perché. Gli individui all&#8217;interno del sistema <strong>devono sapere chi sta facendo un ottimo lavoro e chi è inutile</strong> (o peggio), attraverso la cosidetta &#8220;<strong>peer review</strong>&#8221; (verifica tra pari). E&#8217; naturale che i collaboratori si irritino se hanno l&#8217;impressione di essere sfruttati e di non trarre reali benefici. Una buona professionalità richiede disciplina. La produzione tra pari non è puro divertimento, un capriccio o un passatempo. E&#8217; un modo nuovo di fare qualcosa di importante con reali conseguenze. Per ultima viene la &#8220;sostenibilità istituzionale&#8221;.<br />
Molti critici reputano che le risorse comuni prodotte tra pari siano una moda passeggera, un&#8217;aberrazione, o, semplicemente, un primo passo verso un sistema che verrà imprenditorializzato (il mercato) o regolato giuridicamente (lo Stato).</p>
<p>Che dimensioni potrà raggiungere, quanto potrà durare questa alterità? Benkler ha aperto un sito wiki ( <a href="http://www.benkler.org/">http://www.benkler.org</a>) per dar modo di <strong>dibattere sul tema della produzione tra pari basata su risorse comuni attraverso un modello analogo</strong>. L&#8217;obiettivo di Benkler è che tutti collaborino con lui a <strong>costruire un nuovo contesto giuridico ed economico per un diverso ordine mondiale</strong>. Fatevi avanti!</p>
<p>Se volete approfondire su Nova trovate un altro articolo che <a href="http://nova.ilsole24ore.com/nova24ora/2006/09/la_ricchezza_de.html">descrive il lavoro di Benkler</a>.
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