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Dal 2004 il blog di Antonio Troise

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giu 23 2010

Come rimuovere un Profilo di Fornitura (Ad Hoc Provisioning Profile) da iPhone e iTunes su Mac OS X e Windows

Posted by Antonio Troise
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Se avete mai avuto modo di partecipare a qualche beta privata di applicazioni per iPhone, sicuramente vi sarete chiesti, al termine della fase di beta testing, come rimuovere dal vostro iPhone il relativo Profilo di Fornitura ( Ad Hoc Provisioning Profile). Questa, almeno, è stata la domanda che mi sono posto io. Infatti, anche dopo aver fatto il ripristino del mio iPhone per installare il nuovissimo iOS 4, ho scoperto con grande meraviglia che il Profilo era ancora presente. In effetti, questo viene installato su iTunes e ad ogni sincronizzazione con il dispositivo Apple, viene sempre automaticamente installato. Ma la cosa particolare è che non è possibile verificare su iTunes la sua presenza e, eventualmente, cancellarlo.

Installazione del Profilo di Fornitura

Ma andiamo per gradi e cerchiamo di capire come si diventa tester di una applicazione per iPhone, prima ancora che questa passi per App Store. Il primo passo è quello di trovare l’identificatore unico (UDID) degli iPhone e iPod touch che verranno usati durante il test.

Per trovare l’UDID di un iPhone o iPod touch:

  1. Collegare il proprio iPhone o iPod touch al proprio computer (Mac o PC).
  2. Aprire iTunes.
  3. Nella lista di sorgenti alla sinistra della finestra di iTunes, sotto Dispositivi, selezionare col mouse la riga corrispondente al proprio dispositivo.
  4. Nella scheda Riepìlogo, fare clic col mouse sull’etichetta in grassetto “Numero di serie” (posto a sinistra del numero di serie). Questo mostrerà, ora, l’identificatore del dispositivo (che è del tipo: 65def49c088b6bf9b9c2462945df74fs67g54124)
  5. Per copiare l’identificatore negli appunti, scegli dal menu di iTunes Composizione > Copia (su Mac) o Modifica > Copia (su Windows).

La registrazione come tester avviene sempre manualmente e per farlo, di solito, si deve mandare una e-mail al programmatore con gli UDID con i quali si vuol essere registrati. Infatti, ogni app dovrà essere compilata dall’SDK con il relativo file .mobileprovision che è generato a partire dal UDID (Universal Device Identifier). In pratica per ogni betatester, dovrà essere generato una app specifica per il suo dispositivo.

Per ogni applicazione da provare, quindi, il programmatore dovrà fornire due elementi:

  1. Un profilo di fornitura, che consente al dispositivo di eseguire applicazioni. Questo file ha estensione .mobileprovision.
  2. L’applicazione vera e propria in un file .ipa che sarà funzionante solo per il dispositivo che avrà un certo UDID con cui è stata compilata.

Infine, per installare un’applicazione, occorre trascina entrambi gli elementi nella libreria iTunes. e a questo l’app comparirà nella sezione Applicazioni della propia libreria iTunes. A questo punto è possibile sincronizzare l’iPhone per trasferire l’applicazione e il file .mobileprovision su di esso.

Per controllare che la loro installazione sia avvenuta correttamente, è sufficiente andare, dopo la sincronizzazione, sulle Impostazioni dell’iPhone, e selezionare la voce del menu “Generale”

Profilo di Fornitura - Ad Hoc Provisioning Profile

e Profili (questa voce del menu è assente se non è stato installato alcun Profilo di Fornitura)

Profilo di Fornitura - Ad Hoc Provisioning Profile

e troveremo una schermata simile:

Profilo di Fornitura - Ad Hoc Provisioning Profile
Rimuovere il Profilo di Fornitura

Come avete visto il file .mobileprovision è stato installato su iTunes ed è da qui che dovremo eliminarlo! Per rimuovere il Profilo di Fornitura (Ad Hoc Provisioning Profiles), occorre:

  1. Rimuovere il profilo dal proprio iPhone (Impostazioni > Generale > Profili; selezionare il Profilo da cancellare e Rimuoverlo).
    Profilo di Fornitura - Ad Hoc Provisioning Profile
  2. Nella home directory dell’utente di sistema del proprio Mac (~/Library/MobileDevice/) troverete la directory: “Provisioning Profiles” che contiene il file .mobileprovision. Sarà quindi sufficiente cancellare (o spostare) il contenuto della directory.
    Profilo di Fornitura - Ad Hoc Provisioning Profile
  3. Quindi sincronizzate l’iPhone con iTunes e potrete constatare che il Profilo di Fornitura non verrà più ripristinato.

Questa procedura vale per i sistemi Mac OS X, ma per i sistemi Windows è analoga e a cambiare è solamente la directory in cui risiede il file .mobileprovision. In particolare (sostituire “username” con il proprio nome utente in uso nel sistema):

Mac OS X
/Users/username/Library/MobileDevice

Windows XP
C:/Documents and Settings/username/Application Data/Apple Computer/MobileDevice/

Windows Vista
C:/Users/username/AppData/Roaming/Apple Computer/MobileDevice/

Tag:Apple, iPhone, iPod, itunes, Mac os x, profilo, sdk, sincronizzare, Tutorial, udid, Windows
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nov 20 2009

Get Lyrical: scaricare automaticamente i testi delle canzoni della vostra libreria iTunes su Mac OS X

Posted by Antonio Troise
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Questa estate, uno dei migliori widget per la Dashboard di Mac OS X, Harmonic 2.3, per la ricerca e il salvataggio automatico dei testi delle canzoni che di volta in volta si ascoltava su iTunes, aveva smesso di funzionare perché il servizio su cui si appoggiava, LyricWiki, un efficiente archivio collaborativo di tipo wiki dei testi delle canzoni, non metteva più a disposizione le API per la ricerca delle lyrics in quanto non era stato più possibile rinnovare gli accordi di licenza con i più grandi editori dell’industria musicale. Insomma un’altra vittima della continua guerra delle major discografiche.

Purtroppo il mancato funzionamento di Harmonic, rendeva di fatto inutile la procedura che avevo scritto qualche tempo fa, su come automatizzare il processo di ricerca di tutti i testi delle canzoni della nostra libreria iTunes, sfruttando l’azione combinata del widget Harmonic e dell’applescript per iTunes, Needle Drop.

Get Lyrical

Nonostante il progetto di Harmonic, per cercare di farlo riprendere vita, sia stato recentemente reso Open Source e ospitato su GitHub, purtroppo, al momento in cui scrivo, ancora non risulta funzionante. E’ per questo che mi sono messo alla ricerca di una valida alternativa e sono approdato su un ottimo software per Mac OS X: Get Lyrical. Giunto recentemente alla versione 3.4 con la localizzazione in italiano, è una applicazione gratuita per Leopard e Snow Leopard de La Shullian Productions che, come Harmonic, permette di aggiungere i testi alle canzoni della vostra libreria iTunes (e salvandoli nel relativo tag dei vostri file mp3) prendendoli sempre dal sito LyricWiki, ma senza sfruttare le API bensì, semplicemente, con uno scraping dei dati dal sito (almeno è quello che presumo io dato che le API sono stati disabilitate).

Get Lyrical

Sicuramente Get Lyrical è una soluzione migliore di quella Harmonic + Needle Drop, in quanto è un semplice applicativo che si occupa tutto lui di scansionare i file. Infatti, è possibile scaricare i testi facendo riferimento ad una selezione di canzoni fatta su iTunes (quindi se volete far partire la scansione su tutti i brani della vostra libreria, non dovete far altro che selezionarli tutti) oppure semplicemente al brano corrente, mentre se si attiva la modalità “Active Tagging” il programma rimane sempre attivo per scaricare automaticamente tutti i testi delle canzoni in riproduzione su iTunes. Se poi, non è stato possibile scaricare i testi di alcune canzoni, premendo il pulsante Show Untagged vi verrà mostrata una playlist su iTunes che raccoglierà tutti i brani senza lyrics i cui testi potranno essere ricercati manualmente su Google (una funzione che forse mi manca di Harmonic, è un tasto per aprire direttamente il browser con la la chiave di ricerca impostata già su Google)

Ovviamente tutti i testi scaricati saranno visualizzati, dopo la sincronizzazione dei brani, anche sul nostro iPhone/iPod Touch.

Come accade per tutti i programmi di ricerca testi, Get Lyrical, lavora bene solo se i tag dei file mp3 relativi al titolo della canzone e all’autore sono corretti e completi. Dalle prove da me effettuate, un buon 90% dei brani veniva riconosciuto, un po’ come su Harmonic (ed era logico dato che la fonte dei dati è la stessa), ma ha dalla sua una semplicità, un eleganza e una interfaccia minimale senza eguali che lo rendono di diritto uno dei programmi migliori, per il mondo Mac, nella ricerca automatica delle lyrics importate su iTunes.

Tag:iPhone, ipod-touch, itunes, lyric, lyricwiki, mac, Mac os x, mp3
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ago 4 2009

LyricWiki si piega alle Major delle case discografiche e disattiva le API per scaricare in automatico i testi delle canzoni

Posted by Antonio Troise
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Tempo fa scrissi un articolo su come automatizzare il processo di download dei testi delle canzoni presenti nella propria libreria iTunes sfruttando il widget per Dashboard Harmonic 2.3 e uno applescript per iTunes, Needle Drop, in grado di riprodurre una canzone per qualche secondo, in modo da dare il tempo al widget di trovare la lyrics, e quindi passare al brano successivo, tutto in maniera automatica. Addirittura, lasciando sempre il widget attivo, ogniqualvolta veniva inserita una nuova canzone nella propria libreria iTunes, in pochi secondi veniva compilato tag Lyrics con il testo della canzone, il tutto grazie alle API del servizio gratuito messo a disposizione da LyricWiki, un efficiente archivio collaborativo wiki dei testi delle canzoni di tutto il mondo. Questo fino a l’altro ieri. Da ieri, invece, ecco cosa viene visualizzato all’interno del widget:

Lyrics Harmonic

e, analogamente, viene salvato lo stesso messaggio nei tag dell’mp3 (cosa abbastanza sgradita se non me ne fossi accorto subito) su iTunes:

Lyrics iTunes

La stessa cosa accade per tutti quegli applicativi (come anche Amarok per Linux) che scaricavano in automatico il testo delle canzoni sfruttando le fin troppo comode API dell’efficiente LyricWiki (mentre è ancora possibile inserire e ricercare i testi direttamente dal sito).

Ecco il testo completo:

Unfortunately, due to licensing restrictions from some of the major music publishers we can no longer return lyrics through the LyricWiki API (where this application gets some or all of its lyrics).

The lyrics for this song can be found at the following URL:

http://lyricwiki.org/

(Please note: this is not the fault of the developer who created this application, but is a restriction imposed by the music publishers themselves.)

Anche il sito dell’autore del widget Harmonic segnala il problema, al momento senza soluzione, con un post dal titolo inequivocabile: Harmonic is Dead. Infatti, sul Gruppo di supporto agli sviluppatori, il LyricWiki API Developers, il 3 Agosto è comparso un messaggio che avvertiva non era più possibile rinnovare gli accordi di licenza con i più grandi editori dell’industria musicale:

[...]
Unfortunately, licensing agreements with the biggest publishers in the music industry require us to no longer offer the ability for programmatic access to LyricWiki’s collection of lyrics.

We tried to arrange some way to let API Developers license through us, but this was not possible.

While this is not something we are happy about, it is a necessity in order to finally secure licensing for LyricWiki from the major publishers which will allow the project to survive indefinitely.
[...]

A questo punto, consiglio, di disattivare dalla Dashboard il widget Harmonic, in modo da non ritrovarsi su tutti i nuovi brani inseriti nella libreria iTunes questo fastidioso messaggio di warning nel tag delle Lyrics, almeno finché non verrà trovato un altro servizio di testi online abbastanza affidabile come LyricWiki e che abbia il coraggio di sfidare le Major delle case discografiche mettendo a disposizione le API per gli sviluppatori.

Tag:dashboard, iPod, itunes, lyrics, lyricwiki, Mac os x, mp3, widget
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feb 12 2009

Come configurare un account di posta elettronica Hotmail, Tin.it e Virgilio.it sul proprio iPhone/iPod Touch

Posted by Antonio Troise
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A differenza di un account Gmail, la configurazione di un account di posta elettronica Hotmail, Tin.it e Virgilio.it sul proprio iPhone o iPod Touch, necessita di alcune spiegazioni. In particolare, per quanto riguarda Hotmail c’è da dire che fino a qualche tempo fa non era possibile accedere alla casella di posta elettronica dal proprio terminale mobile Apple (ma neanche da qualunque client di posta elettronica, senza dover usare applicazioni di terze parti come FreePOPs per Windows o httpmail-plugin per Mac OS X) perché non era mai stati messi a disposizione, per gli utenti non Premium (e quindi che non pagavano un abbonamento anuale), i server POP3 e SMTP da cui scaricare i messaggi di posta. Ma oggi, fortunatamente, la situazione è cambiata ed è sufficiente configurare un account POP con i parametri forniti da Microsoft.
Per quanto riguarda, invece, Tin.it e Virgilio.it, la configurazione è come quella standard di un qualsiasi client di posta elettronica, solamente che, durante il controllo dei dati, ci si imbatte in un errore di mancata connessione SSL, che in taluni casi può può ripetersi per 3-4 volte prima di passare ad una connessione senza SSL e validare la configurazione, ingannando così l’utente che, già al secondo tentativo può rinunciare alla configurazione dell’account.

Come potrete constatare in seguito, qualsiasi configurazione di un account di posta elettronica sul vostro iPhone/iPod Touch setta automaticamente di default la possibilità di non rimuovere i messaggi dal server; questa cosa risulta utile se si è soliti scaricare la posta da proprio PC e si usa il terminale mobile solamente per consultare velocemente le caselle postali, senza incorrere nel rischio (se non si è soliti sincronizzare anche i messaggi di posta elettronica tramite iTunes) di perdersi alcuni messaggi dal proprio PC perché scaricati solo sull’iPhone/iPod Touch.

Configurare un account di posta elettronica Hotmail su iPhone

Per configurare un account di posta elettronica Hotmail sul proprio iPhone dovete seguire la seguente procedura.

Andare dalla Home, su “Impostazioni” -> “Email, contatti, calendari” e premere su “Aggiungi account…” e arriverete alla seguente schermata di configurazione dell’account di tipo IMAP o POP:

Configurare Hotmail su iPhone

Premere sulla voce “Altro” ed inserire i dati del proprio account come Nome(il nome dell’utente così come si vuole che compaia nell’intestazione delle e-mail inviate), indirizzo email (del tipo hotmail.com, hotmail.it, live.com), Password e Descrizione (la modifica di tale campo è opzionale; tale valore sarà poi utilizzato nella lista degli account sul cellulare per individuare l’account)::

Configurare Hotmail su iPhone

Premere sul tasto Salva in alto a destra. Dopo una breve fase di ricerca delle informazioni dell’account, occorre aggiungere le informazioni dell’account. Scegliere prima di tutto se si tratta di account IMAP o POP. Nel caso di account Hotmail selezionare la voce POP poiché questo genere di casella postale supporta solo POP3.

Inserire i dati nella sezione Server di posta in arrivo (POP3) secondo quanto segue:

  • Nome Host: pop3.live.com
  • Nome Utente: indirizzo email completo (nome@hotmail.com)
  • Password: la password dell’account email (non è necessario inserire nuovamente la password poiché viene mantenuta la password inserita precedentemente)
Configurare Hotmail su iPhone

Quindi inserire i dati nella sezione Server di posta in uscita (SMTP) secondo quanto segue:

  • Nome Host: smtp.live.com
  • Nome Utente: indirizzo email completo (nome@hotmail.com)
  • Password: la password dell’account email (non è necessario inserire nuovamente la password poiché viene mantenuta la password inserita precedentemente)
Configurare Hotmail su iPhone

In particolare occorre prestare particolare attenzione sulle impostazioni della posta in entrata (la voce “SMTP“), in cui occorre abilitare l’opzione “Usa SSL” e impostare la porta server a “995″:

Configurare Hotmail su iPhone
Configurare un account di posta elettronica Tin.it o Virgilio.it su iPhone

Per configurare un account di posta elettronica Tin.it o Virgilio.it sul proprio iPhone, mi sono basato sulle guide in PDF che è possibile scaricare dal sito della TIM. In particolare:

  • iPhone 3G – Configurazione manuale dell’account di posta Tin.it
  • iPhone 3G – Configurazione manuale dell’account di posta Virgilio

In questa sede vorrei solo spiegare la configurazione per un account TIN visto che quella per Virgilio è analoga. In particolare sul vostro iPhone/iPod Touch dovete seguire la seguente procedura.

Andare dalla Home, su “Impostazioni” -> “Email, contatti, calendari” e premere su “Aggiungi account…” e arriverete alla seguente schermata di configurazione dell’account di tipo IMAP o POP:

Configurare Tin.it su iPhone

Premere sulla voce “Altro” ed inserire i dati del proprio account come Nome (il nome dell’utente così come si vuole che compaia nell’intestazione delle e-mail inviate), indirizzo email (ad esempio mario.rossi@tin.it), Password e Descrizione (ad esempio Tin.it; la modifica di tale campo è opzionale; tale valore sarà poi utilizzato nella lista degli account sul cellulare per individuare l’account):

Configurare Tin.it su iPhone

Premere sul tasto Salva in alto a destra. Dopo una breve fase di ricerca delle informazioni dell’account, occorre aggiungere le informazioni dell’account. Scegliere prima di tutto se si tratta di account IMAP o POP. Nel caso di account Tin.it selezionare la voce POP poiché l’account Tin.it supporta solo POP3.

Inserire i dati nella sezione Server di posta in arrivo (POP3) secondo quanto segue:

  • Nome Host: box.tin.it
  • Nome Utente: indirizzo email completo (nome@tin.it)
  • Password: la password dell’account email (non è necessario inserire nuovamente la password poiché viene mantenuta la password inserita precedentemente)

Quindi inserire i dati nella sezione Server di posta in uscita (SMTP) secondo quanto segue:

  • Nome Host: mail.tin.it
  • Nome Utente: Inserire OPZIONALMENTE il nome utente dell’account Tin.it
  • Password: Inserire OPZIONALMENTE la password (non è necessario inserire nuovamente la password poiché viene mantenuta la password inserita precedentemente)
Configurare Tin.it su iPhone

Premere sul tasto Salva in alto a destra.

Il cellulare si collega per verificare che le informazioni dell’account appena inserite sono corrette, connettendosi al server Tin.it indicato. Dopo qualche secondo, il Wizard di configurazione mostra il seguente messaggio:

“Impossibile connettersi utilizzando SSL. Vuoi provare a configurare l’account senza SSL?”

Configurare Tin.it su iPhone

Selezionare la voce Sì.

Il cellulare continua a verificare le informazioni dell’account, utilizzando una connessione senza SSL. Se dovesse comparire il messaggio di errore, dovete continuare a rispondere Sì per continuare ad utilizzare una connessione senza SSL. Personalmente ho dovuto ripetere questa operazione 3-4 volte prima che mi accettasse la configurazione.

Se i dati inseriti sono corretti e la verifica va a buon fine, si accede alla posta in Entrata dell’account Tin.it e, nella schermata del menù “E-mail, contatti, calendario”, compare la voce Tin.it (o il nome della Descrizione scelta) alla fine della lista degli Account configurati.

Nel caso in cui, durante la verifica delle informazioni dell’account da parte del Wizard di configurazione, ci fossero problemi di connettività con il server Mail (apparirà un messaggio di segnalazione di impossibilità di connessione con il server), oppure scegliete Annulla alla richiesta di configurazione dell’account senza SSL descritta sopra, allora, dovete premere il tasto Salva in alto a destra per salvare la configurazione ed uscire dal Wizard di configurazione per procedere con la seguente procedura manuale:

Configurare Tin.it su iPhone
  1. Andare nel Menu Impostazioni > E-mail, contatti, calendario e selezionare Tin.it (o il nome della Descrizione scelta) nella lista degli account sotto la sezione Account.
  2. Selezionare Avanzate.
  3. Nella sezione Impostazioni posta in entrata del menu Avanzate controllare le seguenti impostazioni:
    Usa SSL: La voce deve essere disabilitata facendo comparire il valore O.
    Porta server: Assicurarsi che il valore sia 110.
  4. Selezionare Tin.it (o il nome della Descrizione scelta) in alto a sinistra per tornare nel menu precedente.
  5. Nel menu Tin.it (o il nome della Descrizione scelta) selezionare SMTP presente sotto la sezione Server posta in uscita
  6. Nel menu SMTP selezionare mail.tin.it presente sotto la sezione Server principale
  7. Nella sezione Server posta in entrata del menu mail.tin.it controllare le seguenti impostazioni:
    Usa SSL: La voce deve essere disabilitata facendo comparire il valore O.
    Porta server: Assicurarsi che il valore sia 25.
Tag:Apple, hotmail, iPhone, ipod-touch, tin, virgilio
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gen 29 2009

Quando le auto della Skyhook hanno girato l’Italia per memorizzare i MAC Address dei nostri Access Point per il loro sistema di localizzazione basato sul Wi-Fi presente anche sugli iPhone e iPod Touch. E la privacy?

Posted by Antonio Troise
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Ultimamente mi sono accorto come, nonostante il mio iPod Touch, non abbia una antenna GPS integrata, quando uso l’applicazione Mappe nella mia abitazione con un accesso Wi-Fi attivo, questa riesca comunque ad ottenere, con una precisione davvero certosina la mia posizione geografica. Incuriosito, ho fatto qualche ricerca e guardate cosa ho scoperto.

Come funziona la tecnologia Skyhook e i suoi vantaggi rispetto al GPS

Forse non tutti sanno che con il firmware 2.x per iPhone e iPod Touch, è stata aggiunta, tra gli altri software, anche una nuova applicazione per l’individuazione della nostra posizione e senza fare uso di GPS, ma solo della rete Wi-Fi.
Per fornire questo servizio, la Apple ha stretto un accordo con Skyhook Wireless, una società fondata nel 2003, che ha sviluppato una tecnologia proprietaria con lo scopo di sfruttare la crescita esplosiva dei dispositivi Wi-Fi e dei servizi basati sulla localizzazione.

Skyhook e l\'iPhone

Il principio è semplice: dato che il GPS basato sulla rete di satelliti geostazionari non funziona quando ci troviamo in interni (in un appartamento) o in esterni con una scarsa visibilità del cielo tale da rendere difficile “agganciare” i satelliti (come nelle strade di città circondate da alti palazzi o nelle gallerie), e che la triangolazione tramite le stazioni radio dei cellulari richiede un po’ di tempo e non è comunque molto precisa (anche se funziona meglio nelle aree urbane, dove l’elevato numero di antenne installate rende più preciso il calcolo della posizione, lo scarto in metri tra la posizione calcolata e quella reale aumenta in campagna e nelle zone rurali dove il numero delle antenne è inferiore), la Skyhook Wireless ha pensato bene di creare un enorme database di 23 milioni di punti di accesso (il sistema WPS dalle iniziali di Wi-Fi Positioning System) concentrati nelle maggiori città USA. Una operazione immane che ha richiesto oltre 5 anni di lavoro ma che alla fine ha dato i suoi frutti. Percorrendo in macchina ogni singola via pubblica, un sistema progettato e costruito ad hoc (in piccolo è possibile replicarlo con applicativi come WiFiFoFum per Windows Mobile) cattura ogni secondo il segnale emesso dai router che l’auto incontra sul suo cammino, memorizzandone il codice identificativo e la potenza del segnale in quella data posizione. In particolare, la localizzazione avviene mediante la scansione degli Access Point Wi-Fi (AP) presenti nell’area, ottenendone il MAC Address; mediante l’impiego di particolari algoritmi ed il confronto con il database degli AP esistenti, si determina la posizione relativa rispetto a tutti gli AP e di conseguenza la posizione assoluta. In questo modo, i sistemi di posizionamento WPS sviluppati da Skyhook Wireless, si sono dimostrati validi per determinare l’ubicazione geografica con approssimazioni di circa 20-30 metri!

Skyhook Confronto con GPS e Celle della Rete Mobile

Il vantaggio del sistema della Skyhook è che per effettuare la localizzazione il dispositivo mobile non necessita di hardware o antenne aggiuntive: il sistema ideato da Skyhook è solo software e per funzionare necessita della sola tecnologia Wi-Fi, ormai di serie su un numero sempre crescente di dispositivi, iPhone e iPod touch compresi. Quindi, quando apriamo Maps in una delle aree coperte dal servizio, Skyhook rileva i punti di accesso wireless presenti nella zona che vengono confrontati con il database più aggiornato disponibile per quella zona, una informazione fornita dai server Skyhook. Il calcolo della posizione e l’applicazione degli algoritmi proprietari determina la posizione del dispositivo e quindi quella del proprietario con una precisione sorprendente. In ambito urbano, sia outdoor che indoor, questa soluzione si è dimostrata vincente, soprattutto se si pensa all’enorme distribuzione degli AP presenti nelle grandi città USA.

Il sistema Skyhook funziona anche in Italia

Questa la teoria del funzionamento della tecnologia Skyhook. Il fatto strano è che quando è uscita la notizia dell’accordo tra questa società ed Apple, si sapeva che il sistema funzionava solo in America, perché fino ad allora erano state mappate solo le grandi città statunitensi. Ma in Italia non ci sperava nessuno, o almeno io non credevo che il sistema avesse mai funzionato. Infatti, ogni qualvolta un applicativo del mio iPod Touch mi chiedeva la posizione geografica, rifiutavo sempre di dargli l’autorizzazione. E’ stato solo usando l’applicazione Sky Way 24 (che rileva il traffico intorno alla tua posizione attuale) e in seguito con Maps, che mi sono accorto che aveva individuato perfettamente la mia posizione geografica.

iPhone Locate

Così incuriosito, ho fatto qualche ricerca su Google e, inaspettatamente ho trovato un annuncio su Vivastreet di Alice della stessa SkyHook (qui la trovate nella cache di Google perché l’annuncio è stato ritirato), risalente al 05 Agosto 2008 per la città di Messina e che annuncia:

Skyhook Wireless cerca piloti nella tua città – URGENTE!

Skyhookwireless è la compagnia leader nel settore della tecnologia Wi-Fi sostenuta da investitori importanti e che recentemente ha stipulato partnership con Apple per garantire i punti di accesso wi-fi con locazione per gli iPhone.

Stiamo aggiungendo piloti in molte aree Europee, Italia inclusa.
Il ruolo consiste nel raccogliere segnali wireless durante la guida delle strade nella tua città .
Noi provvediamo a fornire tutto il materiale necessario, mappe dettagliate e uno staff amichevole e disponibile che ti aiuterà a completare il lavoro.

Siamo flessibili su quando guidi sia in termini di ore che di giorni, non ci sono limiti a quante ore puoi guidare ma quello che richiediamo è un minimo di 35 ore a settimana per garantire un progresso costante.

Non devi fare soste, ma solo guidare rispettando i limiti di velocità, al resto penserà il dispositivo. Ai migliori piloti verrnno assegnate delle nuove aree costantemente.

Stiamo reclutando una ampia quantità di piloti percui non esitare a richiedere il posto o anche a raccomandare persone che ritieni possano essere in grado di completare il lavoro.

I piloti devono avere i seguenti requisiti:
*Una macchina assicurata
*Una patente di guida valida in Italia
*Accesso ad un punto Wi-Fi (Wireless) per inviare i dati registrati
*Buona conoscenza delle aree limitrofe
*Conoscenza base della lingua Inglese
*Conoscenza base informatica

Paga
Skyhook pagherà 11€ netti per ogni ora di lavoro nella area asegnata

Application
Perfavore completa questa sezione sul nostro sito cliccando questo link:

http://driver.skyhookwireless.com/dms/form.php

Assicurati di selezionare la corretta città e nazione e verrai contattato al più presto con delle informazioni dettagliate su questa affascinante posizione.

Cordiali Saluti e in bocca al lupo!
Skyhookwireless Personnel Team

Ecco, quindi, spiegato il mistero. Proprio come è avvenuto con Google Street View, sembrerebbe, quindi, che una macchina abbia girato nelle principali città italiane e abbia geolocalizzato tutti i segnali Wi-Fi (protetti e non protetti) emessi dai nostri Access Point, registrando la posizione geografica (latitudine e longitudine) e il relativo MAC Address del Router Wireless (visibile anche nel caso di reti wireless protette in WEP/WPA/WPA2) che, essendo, per sua natura, univoco farà da riferimento assoluto nel caso di geolocalizzazione.

Come inserire il proprio Access Point nel database Skyhook

Se, però, il vostro router Wi-Fi non è stato ancora mappato, perché magari la macchina della Skyhook Wireless non è passata nelle vostre vicinanze, o perché recentemente avete cambiato router, o, più semplicemente, perché quando è passato era temporaneamente spento, allora potete inserirlo voi stessi attraverso questo form, dove sarà sufficiente scrivere la via precisa della vostra abitazione per ricavare le vostre coordinate geografiche che, abbinate al MAC Address del vostro router (qui spiega come scovarlo con software come NetStumbler per Windows o iStumbler per Mac, ma è sufficiente installare sul vostro iPhone o iPod Touch, l’applicativo gratuito Wi-Fi Checker che rileverà in pochi secondi il MAC Address del vostro router wireless), per contribuire alla mappatura della vostra città anche in assenza di GPS.

Privacy

Skyhook Ora, però, sorge spontanea una domanda: siamo sicuri che gli unici dati che vengono memorizzati nei server della Skyhook Wireless, siano le coordinate georgrafiche e il Mac Address del Router? E se venisse salvato anche il SSID (service set identifier), ovvero il nome che voi avete dato alla vostra rete Wireless e che viene annunciato continuamente da una rete Wi-Fi per identificarsi ai suoi utenti? Ora, anche se sarebbe da incoscienti, qualcuno potrebbe mettere il proprio nome e cognome nel proprio SSID (e conosco chi lo fa). In realtà, credo che anche il solo fatto di sapere che in una tale via vi sono n access point privati accesi e quindi, al limite, n appartamenti abitati, potrebbe costituire un pericolo? Il problema, in definitiva è il seguente: perché non posso autorizzare la raccolta dei miei dati da parte di Skyhook che, invece, sembra quasi averli catturati, sniffati, alla stregua di un pirata informatico?

Ma ecco cosa risponde la Skyhook Wireless:

While you can protect your data, you can’t protect your base station’s identity. That’s part of the risk and part of the benefit of using a public band. The BSSID, or unique interface address of the base station, is put out there as public information because it’s part of the protocol: Wi-Fi adapters need BSSIDs to identify base stations uniquely. (Spoofing the BSSID is one of the ways that evil twins and other attacks work by fooling your computer into thinking it’s connecting to a known network.)

Il problema, quindi, è che il vostro MAC Address viene trasmesso continuamente sulle reti WiFi, anche se protetto con la crittografia sicura di WEP/WPA. Ma se noi nascondiamo il nostro SSID, disabilitando o nascondendo il broadcast del segnale di SSID beacon, ecco che ci saremmo protetti da una scansione non autorizzata della nostra rete Wi-Fi, almeno da parte dei casual users. La soluzione perfetta, in realtà, sarebbe:

If you don’t like it, you can turn down the signal strength in your router, paint your home’s interior with signal-blocking paint, or switch from Wi-Fi to powerline and Ethernet.

Come rimuovere il proprio Access Point dal database Skyhook

Credo che, un po’ a tutti faccia una certa impressione, sapere che ogni giorno per le vie della nostra città circolano automobili che scattano foto panoramiche a 360° ed effettuano una scansione degli Access Point Wi-Fi da geolocalizzare, per porre il tutto in enormi database pubblicamente consultabili. Certo, i vantaggi sono innegabili, ma secondo me, per risolvere i problemi di privacy più o meno legittimi, ma anche solo per una questione di trasparenza dei dati, credo che la Skyhook dovrebbe mettere a disposizione, oltre che un form per inserire nuovi AP, anche una pagina per la rimozione del proprio AP dal database (che attualmente non esiste).

Per cui, l’unica alternativa possibile, al momento, considerando che gli aggiornamenti della posizione degli access point non avviene con molta frequenza, una volta accertato che il proprio AP è stato mappato, sarebbe quello di cambiare il proprio router wireless con un altro nuovo e non ancora geolocalizzato (credo che, forse, sia possibile cambiare il MAC Address o perlomeno uffuscarlo, ma non sono esperto in questo campo).

In America, il problema della Privacy per una catalogazione massiva di tutti gli Access Point del paese è stato posto più volte e se ne parla qui, qui e qui. Ma in Italia nessuno ne ha mai parlato seriamente, se non ribattendo la semplice notizia dell’accordo fatto con Apple. Forse è il caso di approfondire un po’ il discorso anche perché la legislazione italiana/europea è diversa da quella statunitense.

Tag:access point, database, gps, iPhone, ipod-touch, privacy, wi-fi, wireless
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gen 5 2009

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Posted by Antonio Troise
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Ultimamente casa mia si sta popolando, come in una sorta di selezione naturale tecnologica, di dispositivi senza fili. L’ultimo mio acquisto, che consiglio a tutti coloro che, come me, hanno problemi di spazio, è una stampante multifunzione HP Photosmart C4580 All-in-One – WiFi. Infatti, fino ad ora, usavo una vecchia stampante a colori HP PSC 1300 Series, ottima per quello che deve fare, ma siccome non ho molto spazio da lasciare a questo tipo di oggetti ingombranti, l’avevo relegata in una posizione poco accessibile della stanza, ovviamente lontana dal mio iMac e da qualsiasi portatile. Ho provato, quindi, a metterla in rete con l’eccellente Base AirPort Express con AirTunes, ma i driver HP per la stampa (aggiornati anche all’ultima release compatibile con Leopard) funzionavano solo se la stampante era collegata via USB al mio Mac, mentre quando la collegavo via Wi-Fi, non la riconosceva. Ho provato, quindi ad installare gli ottimi driver OpenPrinting, e, se ora via wireless, la stampante veniva riconosciuta, le stampe a colori non venivano mai bene quanto una stampa via USB (quando venivano usati i driver HP). Inoltre, con AirTunes, non era possibile, forse giustamente, effettuare le scansioni via wireless, relegando, quindi, la base Airport ad un semplice riproduttore di musica senza fili della mia libreria iTunes. Probabilmente, questi problemi, erano dovuti al fatto che la mia stampante aveva qualche anno di età, e forse certe tecnologie, probabilmente di proposito in modo da favorire l’acquisto di nuovi prodotti, non le erano congeniali.

HP Photosmart C4580 All-in-One – WiFi

A questo punto la scelta di una stampante con wireless nativo era quasi obbligatoria, e, per essere sicuro che funzionasse con il mio iMac e Macbook Pro, mi sono rivolto all’Apple Store di Roma Est per andare a chiedere ulteriori dettagli sulla stampante HP Photosmart C4580 All-in-One – WiFi. Su internet avevo trovato alcune informazioni (oltre che una demo video), ma se tutti asserivano che era possibile stampare documenti e foto tramite rete wireless, nessuno parlava della scansione di documenti via wireless. Il dubbio era che consentisse la scansione solo tramite porta USB, connessione comunque presente e necessaria per la prima configurazione della rete wifi. Così mi sono rivolto ad uno dei dipendenti dell’Apple Store che, oltre ad essere, come sempre gentile e disponibile, non ha saputo, purtroppo, darmi una informazione corretta. Infatti, secondo lui, nessuna stampante Wi-Fi, anche quelle di fascia alta, permetteva la scansione di documenti e foto via wireless. In realtà, io nutrivo qualche dubbio su quella affermazione ma, non avendo trovato nulla sul web, ho iniziato a credere che avesse ragione. Così, sfruttando anche il fatto che, entro 15 giorni, è possibile riportare un prodotto all’Apple Store se non soddisfa i propri requisiti (e il rimborso avviene in contanti o con un buono, a seconda delle proprie esigenze), ho comprato comunque la stampante (al costo, che non si discostava molto da altri modelli USB, di 119€).

HP Photosmart C4580 Wireless

Arrivato a casa, ho iniziato la fase di di installazione della periferica e, se si toglie il fatto che per installare 340 MB di applicativi ci mette una decina di minuti, la configurazione della rete Wireless e di settaggio della periferica, è molto veloce. Insomma, nel giro di un quarto d’ora avevo la mia bella stampante funzionante sulla rete Wi-Fi. E il bello è che, oltre a permettere la stampa di documenti e foto su rete senza fili, permetteva anche il funzionamento dello scanner! Una vera comodità. Ora da qualsiasi parte voglio acquisire un documento o stampare una fotografia, non ho bisogno di alcun collegamento fisico!

Poi, se ci mettete che sul mio iPod Touch ho installato HP Photo iPrint, una applicazione gratuita dell’HP che permette di stampare le foto contenute sull’iPhone/iPod Touch direttamente con la propria stampante di rete collegata alla propria LAN wireless, capirete bene che la stampa, a casa mia, ora è divenuta una cosa davvero semplice e immediata.

Considerazioni su come migliorare l’Apple Store

Una considerazione sull’Apple Store di Roma Est: il negozio è bello, tutti sono disponibili e gentili. Ma credo che manchi la presenza di un super esperto, di un guru che sappia dare risposte ai quesiti di gente che, come me, va oltre le specifiche stampate sulla scatola. Se non fosse stato per il mio spirito un po’ geek da sperimentatore (certo che il fatto che potevo riportare la stampante entro 15gg mi ha aiutato molto nella scelta), ma tanti altri, dopo le informazioni sbagliate che mi erano state date, potevano andarsene senza effettuare qualcun acquisto, specie se cercavano una soluzione All-In-One senza fili. Ora, io capisco che sapere tutto è impossibile, ma ho notato come quando si va un po’ oltre, pochissimi dell’Apple Store reggono il passo (anche sono comunque più preparati di tanti altri). Ne ho incontrati solo un paio, all’inaugurazione, che erano esperti… ma il bello era che non erano italiani! Certo, direte voi, c’è il Genius Bar che poteva fare al caso mio (ma non credo siano molto più esperti di tanti altri), ma quando mi rivolgo ad un commesso, mi piacerebbe vedere l’onestà intellettuale di dire “non saprei, aspetti che chiedo a qualcuno”. La fiducia un negozio deve guadagnarsela!
Comunque, devo dire che, in generale, mi sono sempre trovato bene all’Apple Store e quest’ultima esperienza mi fa solo capire che, quando si fa un acquisito, è sempre bene ragionare con la propria testa oltre che a documentarsi prima sul prodotto!

Tag:airport, Apple, apple-store, hp, stampanti, wi-fi, wireless
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dic 20 2008

VLC Remote: spiegazione della configurazione avanzata per trasformare il vostro iPhone/iPod Touch in un telecomando wi-fi per controllare da remoto il lettore multimediale VLC

Posted by Antonio Troise
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Ieri ho installato sul mio iPod Touch, VLC Remote, una interessante applicazione distribuita sull’App Store Apple che permette di controllare da remoto il media player Open Source VLC utilizzando la rete WiFi di casa. Gli scopi sono molteplici, come poter usare il vostro pc come uno stereo per tutta la casa e selezionare direttamente dal vostro iPhone i brani musicali senza sedervi al PC (per questa caratteristica è necessaria, però, la versione a pagamento da 0,79 Euro), oppure potete stare comodamente seduti sul vostro divano a guardare il vostro film preferito mentre potete fermare la riproduzione o mandare avanti o indietro il filmato direttamente dal vostro iPhone o iPod Touch senza dovervi per forza alzare. Le funzionalità sono simili, anche se in misura ridotta per certi aspetti, dell’applicazione per iPhone/iPod Touch Remote della Apple che si interfaccia, però, solo con iTunes, ma in questo caso si ha il grande pregio di avere a disposizione un telecomando che gestisce il miglior player multimediale in circolazione: VLC!

VLC Remote
Configurazione avanzata

Per fare funzionare l’applicazione dovrete, però, oltre che disporre di una rete Wi-Fi e avere VLC installato sul vostro PC o Mac, anche avere la cura di impostare certe configurazioni sul vostro lettore multimediale. A chi non piace mettere mano ai file di sistema, è bene sapere che, è disponibile una piccola applicazione sul sito dello sviluppatore (rilasciata sia per PC che per Mac) che si occuperà di configurare automaticamente VLC per contro vostro. In realtà, questa applicazione si rivelerà molto utile sopratutto per gli utenti Mac, in quanto, ogniqualvolta dovrete aggiornare il vostro VLC all’ultima release stabile, una parte di questa configurazione, come vedremo, verrà irrimediabilmente persa, e avere sottomano un applicativo che lo autoriconfigurerà automaticamente, si dimostrerà essere una vera salvezza. Personalmente, io non sono solito lanciare applicativi senza sapere come funzionano e, per fortuna, sul sito del produttore, esiste il dettaglio delle modifiche da apportare manualmente alla configurazione di VLC, disponibile per Windows, Mac e Linux. Le procedure per Mac e Linux sono sostanzialmente le stesse (non per niente Mac ha un cuore Unix), mentre a quella per Windows deve essere aggiunto il passo di configurazione del firewall di sistema che deve aprire la porta 8080 per permettere il dialogo tra l’iPhone e il vostro VLC.

In questo articolo mi dedicherò solamente a spiegare, in italiano e con qualche mia personale aggiunta, la configurazione manuale per Mac, in quanto è quella che, in tutta probabilità, potrebbe essere riprodotta più volte se aggiornate spesso il vostro player multimediale e non volete affidarvi ad applicazioni di terze parti che mettano le mani sul vostro amato Mac (se non vi fidate potete benissimo creare voi stessi un file batch o Apple Script, seguendo i passi descritti in seguito).

1. Abilitare l’interfaccia HTTP

Le seguenti operazioni andranno a modificare un settaggio di VLC per abilitare l’interfaccia HTTP e, pertanto, almeno sui sistemi Mac, verrà modificato (da quanto ho appurato dalle mie prove) solo il file org.videolan.vlc.plist. Questo significa che quando installerete una nuova versione di VLC, questa configurazione dovrebbe rimanere impostata.

  1. Aprire le Preferenze di VLC dal menu: VLC/Preferenze
  2. Dalla finestre delle Preferenze appena aperta, cliccare su “All” in basso a sinistra. Ciò permetterà di abilitare la visualizzazione delle impostazioni avanzate di VLC
  3. Dalla lista di voci a sinistra che comparirà, selezionare Interfaccia/Interfacce principali
  4. Quindi, sulla destra, selezionare, per abilitarla, la voce: “Interfaccia di controllo a distanza HTTP“
  5. Quindi cliccare sul tasto “Registra” e restartare VLC
Preferenze di VLC
2. Assegnare i permessi di accesso a VLC

In teoria, la precedente configurazione atta ad abilitare l’interfaccia HTTP di VLC, dovrebbe essere sufficiente per tutte le vecchie versioni di VLC, ma dalle più recenti, è stato introdotto un controllo sui permessi di accesso, per non dare a tutti la possibilità di agire sul proprio VLC (pensate se siete in una biblioteca pubblica). E’ comunque possibile appurare questa eventualità perché, dopo avere eseguito il primo passo, quando aprirete VLC Remote sul vostro iPhone e questa eseguirà una scansione della rete, riuscirà ad individuare il vostro Mac/PC con VLC attivo (in quanto abbiamo abilitato, nel precedente step, l’interfaccia HTTP), ma vedrete la classica icona di VLC con una X rossa che starà ad indicare che non si hanno sufficienti privilegi per gestire da remoto il player multimediale.

VLC Remote

Le ultime versioni di VLC, infatti, usano un file .hosts per definire quali dispositivi (in particolare indirizzi ip che possono identificare dei computer ma anche degli iPhone/iPod Touch) possono accedere al VLC Remote Player. Il file .hosts, però, è presente all’interno dell file VLC.app (che altro non è che l’applicazione vera e propria di VLC per il mondo Mac). E’ per questo che, ogniqualvolta installeremo una nuova versione aggiornata di VLC, il file .hosts dei permessi verrà sempre sovrascritto con la versione di default dell’applicativo (in quanto contenuto nel file VLC.app che viene anch’esso sostituito). In questo caso, ricordatevi, dopo un aggiornamento di VLC, di rieseguire la procedura sotto dettagliata.

  1. Aprire il Terminale
  2. Scrivere nella finestra del Terminale unix, la seguente riga di comando:
    open -e /Applications/VLC.app/Contents/MacOS/share/http/.hosts
    Attenzione al percorso di VLC: quello descritto sopra è quello di default, ma se avete installato VLC in un subdirectory di Applications, allora provvedete ad aggiornare il path, altrimenti il file .hosts non verrà trovato. Per esempio, se avete installato VLC sotto la cartella Video di Applicazioni, allora il comando da lanciare sarà il seguente:
    open -e /Applications/Video/VLC.app/Contents/MacOS/share/http/.hosts
  3. Il file .hosts, che altro non è che un classico file ascii, verrà aperto con Text Edit
  4. Di default, nel file .hosts, tutte le classi di indirizzo sono commentate ed è lasciato aperto solo il localhost (127.0.0.1), ovvero si può connettere all’interfaccia HTTP, solo un applicativo che risiede sullo stesso PC del player multimediale VLC.
    In particolare:

    Per dare l’accesso a tutti i dispositivi (quindi sia PC che iPhone e iPod Touch) che risiedono nella stessa newtork wi-fi, sarà sufficiente scommentare tutte le classi di indirizzi IP sotto la voce “private addresses“.
    In particolare:

    Se invece, si vuole lasciare completamente aperto (cosa peraltro che sconsiglio a meno di qualche particolare esigenza) l’accesso a VLC da qualsiasi classe di indirizzi IP, allora si dovranno scommentare le ultime 2 righe, sotto la voce “The world” (credo non sia neanche necessario scommentare le righe delle classi di indirizzi della rete locale, in quanto già incluse, ma per sicurezza verranno scommentate comunque).
    In particolare:

  5. Ora non vi resterà altro che restartare il vostro player VLC e finalmente potrete usare VLC Remote dal vostro iPhone/iPod Touch poichè avrete i permessi per accedere a VLC, come potrete constatare voi stessi:
    VLC Remote

In caso di problemi, il sito ufficiale di VLC Remote, mette a disposizione degli utenti due pagine: una di Basic Troubleshooting e un’altra di Advanced Troubleshooting, con la soluzione dei problemi più comuni.

Tag:app, app-store, Apple, iPhone, ipod-touch, itunes, telecomando, Tutorial, vlc, wi-fi
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nov 7 2008

Come trasformare il proprio portatile in un Hotspot Wi-Fi per collegare il vostro iPod Touch o iPhone ad internet senza spese

Posted by Antonio Troise
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Uno dei problemi maggiori per chi possiede un iPod Touch (e in parte anche per chi ha un iPhone e non ha un abbonamento Flat per il 3G) è che, in mancanza di una rete Wi-Fi, è impossibile navigare e usare i vari applicativi che hanno bisogno di un accesso diretto alla rete. Inoltre, a differenza degli smartphone con Windows Mobile (e il suo Active Sync), anche se si collega il proprio iPod Touch, attraverso il suo cavo USB, al proprio Mac/PC connesso ad internet (via cavo se, evidentemente non si ha una connessione Wi-Fi) non è possibile sfruttare la condivisione delle rete ma si può solamente sincronizzarlo con iTunes. Inoltre, se non si ha una rete Wi-Fi, è anche impossibile inviare documenti, o foto al proprio iPod Touch/iPhone (per usarlo come un vero e proprio hard disk esterno) attraverso applicazioni come AirSharing, Discover o Files Lite.
In poche parole, senza Wi-Fi, il proprio iPod Touch risulta un prodotto menomato.

Scegliere un laptop hotspot o un router Wi-Fi

Oggi, quindi, vi voglio spiegare dettagliatamente come trasformare il proprio Mac o PC in un hotspot Wi-Fi senza dover spendere dei soldi per acquistare un router wireless. Ovviamente il proprio computer dovrà avere anche una scheda wireless (integrata o esterna): se dovesse mancare, dovete valutare se acquistarne una o, a questo punto, puntare direttamente sull’acquisto di un router wireless. Considerate, però, che se avete bisogno di di questa funzionalità, per esempio, solo a casa, allora mi sento di consigliarvi l’acquisto di un router Wi-Fi; se, invece, siete soliti portare con voi sempre il vostro fidato portatile e volete essere certi di poter navigare, scaricare aggiornamenti e applicativi da iTunes Store, e sfruttare al meglio le decine di applicazioni che avete installato sul vostro iPod Touch, allora la scelta migliore è quella di leggere questa guida e configurare un vero hotspot in 2 minuti sul vostro portatile.

Configurare il proprio Mac come Hotspot Wi-Fi

Aprire “Preferenze di Sistema” e cliccare sull’icona “Condivisione“.

Laptop Hotspot 1

Si aprirà la seguente schermata:

Laptop Hotspot 2

nella lista dei servizi da attivare, in fondo, troverete la voce “Condivisione Internet” che selezionerete. Quindi alla voce “Condividi la tua connessione da” selezionate, dal menu a tendina, l’interfaccia che volete condividere. Nel nostro caso “Ethernet“.
Infine, alla voce “Ai computer che usano” selezionate, dalla lista delle porte, la voce “Airport” (che altro non è che il Wi-Fi):

Laptop Hotspot 3

Ora non ci resta che configurare i parametri della connessione Wi-Fi, in particolare il nome della network (che coincide con il nome dell’hotspot che il vostro iPod, o qualunque altro dispositivo wireless, vedrà disponibile) e che tipo di cifratura usare.
In particolare, cliccate sul tasto “Opzioni Airport…” e, nella finestra che apparirà, inserite il “Nome network” (nel nostro caso “zen-wifi” ma è un esempio, potete scegliere, qualunque altro nome di vostra fantasia), lasciate il “Canale” in “Automatico” e abilitare la voce “Abilita criptatura (utilizzando WEP)“, altrimenti chiunque potrebbe accedere alla vostra rete wireless condivisa. Quindi inserite una password di vostra scelta, facendo attenzione che, per una chiave WEP a 40 bit, è sufficiente una password di 5 caratteri, mentre una chiave WEP a 128 bit, richiede una password di almeno 13 caratteri.

Laptop Hotspot 4

E’ noto che la protezione WEP è da tempo obsoleta poichè non offre il massimo della sicurezza sulla cifratura; se, però, impostate la chiave a 128 bit e la password non è troppo banale (su WEP Key Generator potrete trovare un generatore di chiavi WEP a diverse cifrature), allora sicuramente costituirà un primo ostacolo per i navigatori occasionali che si dilettano con il wardriving.

A questo punto non resta che abilitare la condivisione internet, spuntando la voce “Condivisione internet” dalla lista dei servizi del pannello delle “Condivisioni“.

Dopo aver confermato l’attivazione del servizio:

Laptop Hotspot 5

finalmente abbiamo attivato il nostro Hotspot Wi-Fi sul nostro Macbook!

Laptop Hotspot 6

Vi accorgerete dell’attivazione di un hostspot sul vostro portatile perchè, nella barra dei menu in alto, comparirà la seguente icona:

Laptop Hotspot 7

Ora ovunque siate (ovviamente solo laddove potete accedere ad una collegamento internet via cavo), potete attivare la vostra personale rete Wi-Fi, in modo da poter utilizzare il vostro iPod Touch o iPhone, ma anche il vostro smartphone Symbian o Windows Mobile, senza spendere soldi con una connessione 2G/3G o con un abbonamento Wi-Fi pubblico.

Configurare il proprio PC Windows come Hotspot Wi-Fi

Per Windows il ragionamento è analogo. Vi invito, però, a vedere un video creato da CNET TV dal titolo: “Make your laptop a hotspot” in cui verrà spiegato passo passo, come configurare un hotspot sul proprio portatile con Vista e con Mac OS X.

Purtroppo la spiegazione illustrata per i Mac, nella seconda parte del video, è solo per Mac OS X Tiger (anche se molto simile a quella per Leopard): è per questo che deciso di spiegarla, altrettanto dettagliatamente, in questo mio articolo.

Tag:condivisione, hotspot, iPhone, ipod-touch, itunes, mac, Mac os x, password, smartphone, symbian, Video, wep, wi-fi, Windows, windows-mobile, wireless
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ott 15 2008

Dopo la rimozione della clausola di segretezza sull’SDK iPhone in arrivo libri, video tutorial e corsi online. Il successo dell’App Store e elenco dei siti per imparare a programmare l’iPhone

Posted by Antonio Troise
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iPhone SDK Fino a qualche tempo, per rispettare i vincoli di segretezza dell’SDK dell’iPhone, era impossibile pubblicare tutorial o libri su come programmare su questo dispositivo, tanto che l’editore The Pragmatic Programmers fu costretto cancellare la pubblicazione di un libro sulla programmazione su iPhone.
Dovete sapere, però, che questo genere di vincolo è cosa molto comune e diffuso nel settore informatico, ma, di solito, subito dopo il rilascio del prodotto, tale vincolo viene rimosso proprio per permettere la naturale diffusione di conoscenza del prodotto. Il perdurare di questo vincolo di segretezza, quindi, ha prodotto, su siti come Amazon, una quantità notevole di libri relativi alla programmazione su iPhone in pre-ordine.

Censura e clausole di segretezza

Oltre a questo problema si aggiunse anche la forte censura di Apple per applicazioni che non superavano il test di validazione o replicavano (creando confusione tra gli utenti) le funzioni native dell’iPhone: sono stati casi eclatanti applicativi come NetShare (che permetteva il tethering, ovvero l’uso di iPhone come modem per collegarsi in rete con il pc), Podcaster (per la gestione e il download dei podcast direttamente dal proprio iPhone) e MailWrangler (una utility che fa il login automatico sulla webmail di Google). Se siete interessati, qui trovate la lista aggiornata di tutte le applicazioni eliminate dall’AppStore per volontà della Apple e senza far sapere nulla agli sviluppatori.

Il fondo Apple lo toccò quando, a seguito delle lamentele di tutti i programmatori a cui erano stati rifiutati gli applicativi (su cui avevano lavorato anche per mesi), Apple ebbe l’ardire di ricordare ai programmatori che anche le lettere di rifiuto di Apple ricadevano sotto il “non disclosure agreement”, e quindi non potevano in nessun caso essere pubblicate.

iPhone SDK
App Store: l’Eldorado degli sviluppatori e di Apple

E’ anche vero, però, che il nuovo modello di vendita delle applicazioni nell’App Store, sembrava quasi essere la nuova Eldorado degli sviluppatori di tutto il mondo: a fronte di una visibilità mondiale di iTunes e di una banda illimitata per la gestione del download degli applicativi e dei relativi update, il programmatore poteva guadagnare il 70% del costo dell’applicazione, e ciò si tramutò, per molti, in guadagni stratosferici: da 2.000$ al giorno per la sviluppatrice di 2 Across (un gioco di cruciverba), a 250.000$ in 60 giorni a fronte di un costo per copia di 2,39 €, per un gioco a incastri come Trism.

Così, da quando Apple inaugurò l’App Store su iTunes Store, sono stati scaricati oltre 60 milioni di programmi per il cellulare, vendendo applicazioni per un milione di dollari al giorno solo grazie a App Store. Considerando che Cupertino ha una percentuale pari al 30% sulle somme ricavate dalle vendite delle applicazioni, mentre il 70% resta ai rispettivi sviluppatori, potete capire come sia facile considerare l’App Store una Eldorado per i programmatori!

Tutto ciò, abbinato al successo planetario degli iPhone 3G e all’incremento continuo delle vendite dei Mac, portò il valore di mercato di Apple al 3° posto (AAPL $157,012,662,240), superando quello di Google che cadeva al 4° posto (GOOG $156,392,862,560). E pensare che il CEO di DELL, durante la crisi di Apple degli anni ‘90, suggerì di liquidare la società e dare i soldi agli azionisti.

La rimozione della clausola NDA

Sarà stato l’enorme successo delle vendite su AppStore o, semplicemente, le troppe critiche provenienti da programmatori e giornalisti, che finalmente, la strategia della Apple iniziò a cambiare rotta, tanto che la società decise di rimuovere le clausole di segretezza NDA (non disclosure agreement) dal contratto di sviluppo dell’iPhone. Tramite un annuncio ufficiale nella sezione dedicata agli sviluppatori, l’azienda rende noto che veniva rilasciato un nuovo contratto privo delle clausole NDA per tutte le applicazioni già rilasciate. Nella nota, Apple si è giustificò dichiarando di aver imposto così stringenti vincoli al fine di proteggere, unitamente ai brevetti, le innovazioni dell’azienda, riconoscendo nelle NDA una seria minaccia per gli sviluppatori.

I libri per programmare con l’iPhone

iPhone Developer’s Cookbook, The: Building Applications with the iPhone SDK Da questo punto in poi, la strada è stata tutta in discesa per gli sviluppatori poiché, finalmente, è stato possibile pubblicare libri e condividere informazioni sulle tecnologie di iPhone al fine di agevolare la condivisione delle conoscenze sulla programmazione di questo dispositivo mobile. In breve tempo sono iniziati ad apparire i primi libri sullo sviluppo di applicazioni per iPhone e iPod Touch. Tra questi, quelli probabilmente più attesi, sono stati, entrambi in lingua inglese, “iPhone SDK Development”, realizzato da The Pragmatic Programmers (acquistabile qui in formato elettronico o cartaceo) e “iPhone Developer’s Cookbook, The: Building Applications with the iPhone SDK”, di Erica Sadun, (acquistabile qui sia in formato elettronico che cartaceo).
Un altro libro interessante è anche: Beginning iPhone Development: Exploring the iPhone SDK, con tanto di codice sorgente degli esempi da scaricare e un capitolo da leggere.

Quindi, l’editore The Pragmatic Programmers, pubblicò anche un interessante video introduttivo gratuito, della durata di 22 minuti, liberamente scaricabile qui, sulla programmazione con l’iPhone e mettendo a pagamento i successivi video più specifici.

Apple’s iPhone Tech Talk World Tour

Infine, il 9 Ottobre 2008, Apple lanciò in grande stile l’Apple’s iPhone Tech Talk World Tour, una sorta di seminario speciale made in Cupertino che avrà una tappa nelle 24 città più importanti del mondo (tra cui, il 19 Novembre anche Roma per l’Italia), con lo scopo di fornire le basi per quanto riguarda la programmazione con XCode e quindi su come creare Applicazioni per iPhone. Come si legge dalle note, sembra che i corsi siano rivolti non soltanto ai veterani, ma anche ai novizi ed ai professionisti dell’IT. La partecipazione è gratuita, ma il numero di posti è limitato (io mi sono iscritto nella speranza che mi accettino), ed è dedicata soltanto alle persone che hanno un account da developer sul sito Apple.

Apple
Siti che pubblicando tutorial per programmare con iPhone

Se desiderate imparare a programmare l’iPhone, magari per andare preparati al seminario Apple di Roma o semplicemente per guadagnare qualcosina dalla vendita dei vostri applicativi, vi consiglio, oltre che a scaricare l’SDK, anche un paio di siti interessanti. Il primo è di Apps Amuck che ha lanciato un’iniziativa unica: per 31 giorni pubblicherà un tutorial giornaliero (comprensivo anche di esempio pratico funzionante) in cui illustrerà un progetto per piattaforma iPhone e iPod Touch. Ognuno dei mini progetti illustra una diversa funzione presente nell’SDK, mostrando anche tecnologie che normalmente non vengono trattate dai libri.
Il secondo sito che voglio suggerirvi è, invece, la migliore proposta italiana per sviluppare con l’SDK dell’iPhone: iPhone and Go (prima residente su piattaforma WordPress), un blog che, giorno dopo giorno, vi insegna a programmare per questa affascinante piattaforma Touch.

Altri riferimenti utili per programmare con XCode sono, senza dubbio, XCode Italia, la comunità italiana per gli sviluppatori di XCode (e quindi, non solo per iPhone, ma per tutto l’ambiente di programmazione di Mac OS X).

Per finire, se amate gli screencast, allora vi suggerisco iPhone Development Central Website, un sito che, tramite utili video tutorial in inglese (divisi per tra fasi di apprendimento: Beginner, Intermediate e Advanced), vi spiega come programmare con l’iPhone SDK.

UPDATE: L’Università di Stanford ha iniziato, pochi mesi fa, un corso relativo allo sviluppo delle applicazioni su iPhone, chiamato “iPhone Application Programming”. Da ieri sono disponibili i PDF di questo corso; vi elenco qui le lezioni da scaricare divise per argomentazioni:

Slide :
01-Introduction.pdf
02-ObjectiveC.pdf
03-CustomClasses.pdf
04-ModelViewController.pdf
05-ViewsAnimation.pdf
06-MoreViewsAndAutorelease.pdf
07-ViewControllers.pdf
08-NavigationTabBarControllers.pdf
09-TableViews.pdf
10-Data.pdf
11-Performance.pdf
12-TextInputPresentModal.pdf

Compiti :
Assignment1B.pdf
Assignment1A.pdf
Assignment2A.pdf
Assignment2B.pdf
Assignment2B-Walkthrough.pdf
Assignment3.pdf
AssignmentPresence1.pdf
Presence2Files.zip
AssignmentPresence2.pdf
Presence3Files.zip
AssignmentPresence3.pdf

Progetti d’esempio
ViewsExample.zip
08-MyTabBar.zip
09-MyTableView.zip
09-Scroll.zip
10-MySQLiteTableView.zip
10-MyFlickrTableView.zip
11-LetsMakeAThread.zip
11-ThreadedFlickrTableView.zip

Potete trovare i nuovi aggiornamenti e seguire le lezioni al seguente link.

Tag:amazon, app, app-store, Apple, iPhone, ipod-touch, itunes, Libri, Mobile, NDA, programmatori, programmazione, screencast, sdk, Tutorial, Video
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ott 6 2008

Tips Mac: VNC client e server integrati in Mac OS X Leopard e Mocha VNC per iPhone/iPod Touch

Posted by Antonio Troise
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Qualche giorno fa ho avuto la necessità di raggiungere, con la condivisione schermo, un PC con Windows XP. Essendoci installata, però, la versione Home di XP, non ho potuto usare il protocollo RDP preinstallato solo sulle versioni Professional (nel qual caso avrei usato come client Mac l’avanzato e veloce Remote Desktop Connection 2.0), e ho dovuto, quindi, installare un server VNC dedicato. Tra le varie soluzioni open source di condivisione schermo avevo deciso di adottare l’ottimo server VNC TightVNC, perché è ottimizzato per connessioni lente.

Così, nel ricercare un buon client VNC freeware per Mac OS X, sono andato a spulciare su varie directory come MacUpdate e VersionTracker. Tra quelli consigliati ho provato Chicken of the VNC, a detta di molti uno dei migliori client per il mondo Mac. Ma i risultati non sono stati dei più soddisfacenti: nonostante fossi in un rete lan privata, quindi a velocità teorica minima di almeno 10 MB/s, il feedback era insoddisfacente e le risposte ai comandi tornavano al client molto lentamente. Infatti, sebbene l’invio fosse rapido ed immediato, sullo schermo condiviso impiegava parecchi secondi a visualizzare il cambiamento, cosa che rendeva ingestibile il server Windows. E’ sufficiente pensare che, se sul client muovevo il mouse da una parte all’altra dello schermo, sul PC effettivamente vedevo il cursore spostarsi dopo una frazione di secondo, ma sul mio schermo questo ci metteva dai 5 ai 10 secondi, e più tempo restavo connesso al server, più lentamente rispondeva il sistema.
Per risolvere il problema ho provato anche ad aprire la porta 5900 sul mio firewall (quella di default per i server VNC) pensando fosse un problema di NAT del mio router ma i risultati non sono migliorati. Il bello è che se usavo un client VNC per Windows, come quello incluso in TightVNC, tutto funzionava molto velocemente. Era evidente, quindi, che esisteva qualche sorta di incompatibilità software tra il mio client Mac e il server per Windows.

VNC client integrato in Mac OS X

Screen Sharing Mac OS X Leopard Così mi sono messo alla ricerca di una alternativa più veloce dei normali clienti per Mac OS X che si trovavano in giro e mi sono imbattutto, in una soluzione quantomeno inaspettata. Infatti, forse non tutti sanno che su Mac OS X 10.5 Leopard è presente una soluzione integrata alla condivisione schermo con VNC sia come client che come server e questa è risultata essere la migliore in assoluto.

Infatti, per quanto riguarda il client, nella nella directory “/System/Library/CoreServices” (o nella versione italiana “/Sistema/Libreria/CoreServices/”) è presente l’applicazione “Screen Sharing.app” (o nella versione italiana “Condivisione Schermo.app”) che è possibile richiamare direttamente. Oppure è possibile lanciare l’applicazione da “Connessione al server…” del Finder (oppure anche dalla barra degli indirizzi di Safari) scrivendo il seguente indirizzo:

vnc://192.168.0.2

che non farà altro che aprire l’applicativo di “Condivisione Schermo”. Il valore 192.168.0.2 è un ipotetico indirizzo di classe C di una rete locale e deve essere sostituito con l’indirizzo IP del PC su cui è installato il server VNC (analogamente è possibile usare le url afp://192.168.0.2 per i documenti condivisi col protocollo Apple Filing Protocol, oppure smb://192.168.0.2 per i documenti condivisi con il protocollo Server Message Block di SAMBA delle condivisioni Windows).

Una volta lanciato l’applicativo di “Condivisione Schermo“, verrà dapprima segnalato l’avviso che la connessione non è criptata:

Screen Sharing Mac OS X Leopard

e dopodiché, se impostata sul server, verrà mostrata una maschera su cui inserire una password

Screen Sharing Mac OS X Leopard

e, quindi, verrà aperta una finestra che mostrerà lo schermo condiviso.

Per i più esigenti è possibile aggiungere alcuni comandi evoluti per aggiungere ulteriori controlli alla vostra schermata di condivisione schermo. In particolare, se avviamo il Terminale e scriviamo:

defaults write com.apple.ScreenSharing ShowBonjourBrowser_Debug 1

avviando l’applicazione di Screen Sharing, avremo una nuova finestra, chiamata Bonjour Browser, che fornisce l’elenco di tutti i Mac in rete e permette di selezionare quello con cui avviare la sessione di controllo remoto.

Se invece scriviamo, sempre sul Terminale:

defaults write com.apple.ScreenSharing
‘NSToolbar Configuration ControlToolbar’ -dict-add ‘TB Item Identifiers’
‘(Scale,Control,Share,Curtain,Capture,FullScreen,GetClipboard,SendClipboard,Quality)’

si avranno alcuni controlli aggiuntivi, come la possibilità di passare velocemente dalla semplice osservazione remota al controllo, oppure inibire l’uso del mouse e della tastiera remota, e, infine, aumentare o ridurre dinamicamente la qualità della visualizzazione nel caso di reti lente o congestionate.

Devo dire che questa soluzione integrata in Leopard è nettamente più veloce e reattiva di tutte le soluzioni freeware installate in precedenza, con un tempo di ritardo di soli qualche frazione di secondo: un tempo più che accettabile!

Se questa applicazione vi risulta utile, è possibile spostarla direttamente nella cartella “Applicazioni” oppure fare un drag e drop sul Dock per creare un collegamento diretto.

VNC server integrato in Mac OS X

Per abilitare, invece, la condivisione schermo con VNC, senza dover installare prodotti di terzi parti, ma sfruttando invece la soluzione proposta da Apple nel suo sistema operativo Leopard, occorre andare in “System Preferences” (“Preferenze di Sistema” in italiano) e selezionare l’icona “Sharing” (“Condivisione” in italiano )

Screen Sharing Mac OS X Leopard

e, quindi, nella sezione “Service” (“Servizio”) abilitare “Screen Sharing” (“Condivisione Schermo”)

Screen Sharing Mac OS X Leopard

e, se necessario, cliccando sul pulsante “Computer Settings…” (Impostazioni computer…) è possibile impostare anche la password di VLC:

Screen Sharing Mac OS X Leopard
RDP anche su Windows XP Home

Il Desktop Remoto di Windows XP Professional è uno strumento di amministrazione remota che funziona con il protocollo proprietario Microsoft RDP (Remote Desktop Protocol) che usa la porta 3389. Uno dei vantaggi nell’usare RDP, oltre ad essere molto veloce anche in presenza di connessioni lente, è che il protocollo di comunicazione è crittografato, (anche se talune versioni di VNC Server prevedono la crittografia) cosa che renderà assai improbabile che qualcuno possa intercettare con uno sniffer di rete la propria password. Tra gli svantaggi, quello forse più fastidioso, è che è previsto un utente attivo per volta, ovvero non è possibile mantenere la sessione locale attiva mentre c’e’ un utente connesso via RDP (la console locale rimane bloccata e chiede l’inserimento della password per lo sblocco). Per questo motivo, probabilmente, VNC risulta superiore.

In ogni caso, se volete usare il protocollo RDP anche su sistemi con installato Windows XP Home (che non sono dotati di supporto al Desktop remoto o ai Terminal Services), è necessario bypassare il controllo del sistema operativo il quale permette l’installazione del Desktop Remoto solo sui sistemi Professional. Qui, trovate un ottima guida, anche se credo che, a meno di non avere particolari esigenze, convenga usare un server VNC.

VNC per iPhone e iPod Touch

Mocha VNC Un altro modo veloce per collegarsi ad un server VNC, solo se questo è anche in una rete wi-fi locale, consiste nell’usare un applicativo per iPhone e iPod Touch: Mocha VNC. Tramite questa app, è possibile effettuare delle connessioni remote ai vostri PC Windows o Mac Apple, con la possibilità di usare risoluzioni video fino ad un massimo di 1680×1200, colore a 8-32 bit e protocollo di connessione standard VNC protetto e criptato, il tutto con una intuitiva interfaccia touch.

Il software ha due versioni: una lite freeware ed un’altra full a pagamento (al costo di $5.99), che in più ha il controllo del click del tasto destro del mouse, una tastiera modificata e migliorata e la possibilità di inviare la sequenza Ctrl+Alt+Canc per i sistemi Windows.

Mocha VNC

Io l’ho provato nelle sua versione lite e devo dire che, se si esclude il fatto che, date le ridotte dimensioni del display che costringe molto spesso a spostare le finestre da una parte all’altra dello schermo, è molto intuitivo e comodo, soprattutto per gestire velocemente un server VNC senza la necessità di accendere un pc/mac.

Tag:app, Apple, condivisione, firewall, freeware, iPhone, ipod-touch, leopard, Mac os x, NAT, password, protocollo, router, samba, TightVNC, Tips, Tips Mac, vnc, Windows
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