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	<title>Levysoft &#187; Google</title>
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	<description>Rev0lut1on 2.0 of my mind engine</description>
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		<title>Un viaggio virtuale tra le vie della nostra infanzia in un videoclip interattivo in HTML 5 degli Arcade Fire</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 13:42:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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		<category><![CDATA[html 5]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente qualcosa di nuovo e a proporcelo è la creatività di rock band indie canadese, gli Arcade Fire, Google Maps e Street View di Google e la potenza di HTML 5, coniugando arte e geoweb in un videoclip su misura per ciascun utente, andando oltre la visione passiva per diventare un’esperienza personale dello spettatore.
In teoria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente qualcosa di nuovo e a proporcelo è la creatività di rock band indie canadese, gli <a href="http://www.arcadefire.com/"><strong>Arcade Fire</strong></a>, <strong>Google Maps e Street View di Google</strong> e la potenza di <strong>HTML 5</strong>, coniugando <strong>arte e geoweb</strong> in un <strong>videoclip su misura per ciascun utente</strong>, andando <strong>oltre la visione passiva per diventare un’esperienza personale dello spettatore</strong>.</p>
<p>In teoria per visualizzare questo piccolo capolavoro (curato dal filmaker <strong>Chris Milk</strong>) servirebbe <a href="http://www.google.com/chrome"> <strong>Google Chrome</strong></a> ma io l&#8217;ho visualizzato senza alcun problema con <strong>Safari</strong> 5.0.1 per Mac (scordatevi di usare Explorer mentre funziona anche su Safari di iPad o iPhone, ma il tempo di caricamento è più lungo) ma, credetemi vale davvero la pena perché questa <strong>esperienza visiva ed emozionale vale ampiamente 5 minuti del vostro tempo!</strong></p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2084_arcade_fire_1.jpg' alt='Arca Fire - The Wilderness Downtown' /></div>
<p>Una volta che avrete deciso quale browser usare, mettetevi comodi, alzate il volume della casse, e collegatevi al sito del progetto <a href="http://www.thewildernessdowntown.com/"><strong>The Wilderness Downtown</strong></a> nato per promuovere il nuovo singolo, &#8220;<strong>We used to wait</strong>&#8220;, dell&#8217;ultimo album degli Arcade Fire, <a href="http://www.metacritic.com/music/the-suburbs-2010/details">The Suburbs</a>. Qui vi verrà chiesto di <strong>inserire l’indirizzo della casa in cui siete cresciuti</strong> (mi raccomando inserite solo la via di dove siete cresciuti perché secondo me fa la differenza), e date l&#8217;OK. Dopo aver atteso qualche istante per dare il tempo al motore di caricare, cliccate su PLAY e lasciatevi andare ad una <strong>cavalcata emotiva indietro nel tempo</strong>, sulle ali di una nostalgia cullata dalle parole e dalla melodia di &#8220;We used to wait&#8221;.</p>
<p>Quando avete finito di guardare il videoclip interattivo, un vero e proprio, viaggio virtuale tra le vie dove si è nati e cresciuti, tornate qui a leggere&#8230; <strong>è una cosa che dovrete provare da soli, senza anticipazioni</strong>, ed è per questo che non ho voluto riprendere alcun video su Youtube di questo videoclip, perché non potrebbe mai rendere l&#8217;idea!</p>
<p>E&#8217; <strong>poesia espressa in musica e video</strong>, ed è molto più efficace di tanta altri videoclip di registi famosi, perché è un <strong>videoclip personalizzabile, fatto su misura sui vostri ricordi, e che lo rende solo vostro!</strong> Quando vi ho detto che era importante inserire l&#8217;indirizzo di dove siete cresciuti e non del vostro lavoro o di dove attualmente vivete, c&#8217;era una ragione: <strong>l&#8217;aspetto emozionale è molto diverso perché non potrete altrimenti godere di un’esperienza interattiva e personale che mira a stimolare nostalgia e malinconia del passato</strong> (che è il tema della canzone). Se guardate il videoclip interattivo, quando vedrete la vostra vecchia casa o quella via in cui giocavate a pallone, <strong>piano piano affioreranno dal passato i ricordi della vostra infanzia, rincorrendo l’onda di sensazioni perdute e che per pochi minuti avete ritrovato</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2084_arcade_fire_3.jpg' alt='Arca Fire - The Wilderness Downtown' /></div>
<p>Girato dal regista <a href="http://www.chrismilk.com/"><strong>Chris Milk</strong></a> insieme al <strong>Google Creative Lab</strong>, sfruttando Google Street View e Google Maps, usa la tecnologia <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/HTML5"><strong>HTML5</strong></a> (tanto amata da Steve Jobs che vorrebbe sostituirla al Flash), il video ha dato i risultati sperati perché <strong>la band indie è prima negli Stati Uniti</strong> (156.000 copie vendute in una settimana) e <strong>prima in Inghilterra</strong> (61.000 copie).<br />
Ho apprezzato molto <strong>l&#8217;uso sapiente di un filtro seppia sulle immagini di Google Street</strong> per rendere uniforme le immagini visualizzate con il videoclip (<a href="http://www.chromeexperiments.com/arcadefire/">qui</a> trovate una pagina che descrive le tecniche usate per realizzare questo video interattivo) e <strong>molto bella la scena degli uccelli che volano dai rami del messaggio che avete scritto</strong> in una finestra ad un&#8217;altra (dando un senso di continuità al tutto, in modo da far sembrare un tutto l&#8217;uno l&#8217;ambiente creato a tempo di musica) con le immagini della via inserita in precedenza, e diventando, poi, alberi cresciuti sull&#8217;asfalto.</p>
<p>Vi lascio con la <a href="http://www.ilpost.it/2010/08/31/video-interattivo-arcade-fire-we-used-to-wait/?utm_source=feedburner&#038;utm_medium=feed&#038;utm_campaign=Feed%3A+ilpost+%28Il+Post+-+HP%29">migliore descrizione del video</a> che ho trovato:</p>
<p><code>Dopo aver inserito l’indirizzo della via dove abitavate da bambini parte un video con un ragazzino che corre, cappuccio della felpa calato. Si aprono altre finestre del browser, a tempo di musica: uno stormo di uccelli che reagisce al movimento del  mouse, e soprattutto le immagini della via che avete inserito, inquadrata a volo d’uccello. Al centro della vostra via, lontano, il ragazzino che corre. Le finestre del browser continuano poi ad aprirsi e spostarsi: gli uccelli sorvolano la vostra casa, l’inquadratura si avvicina al portone quando il ragazzo smette di correre, e tutto inizia a girare intorno a lui. Gli uccelli volano via, noi ci allontaniamo di nuovo verso il cielo e sullo schermo appare un foglio bianco, in cui ci viene chiesto di scrivere o disegnare — con mouse e tastiera — un messaggio per il bambino che un tempo viveva lì, con un segno che si disperde poi in rami e rivoli. Lasciato il messaggio si torna nella vostra via, dove gli uccelli si lanciano in picchiata verso la strada, diventando alberi allo scontro con l’asfalto, e ricoprendo di verde la città.
</code>
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		</item>
		<item>
		<title>Come visualizzare correttamente su tutti i browser il gadget per Google Friend Connect su Wordpress</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2010/01/05/come-visualizzare-correttamente-su-tutti-i-browser-il-gadget-per-google-friend-connect-su-wordpress/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 22:43:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Plugin]]></category>
		<category><![CDATA[Tips]]></category>
		<category><![CDATA[Tips Web]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[Wordpress]]></category>
		<category><![CDATA[google friend connect]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi ho deciso di inserire sul mio blog il widget per Google Friend Connect per provare il servizio di Google pensato per rendere i siti più sociali. Il vantaggio di usare Google Friend Connect è quello di creare una piccola community su cui far convergere i propri utenti (basta che abbiano un semplice account gmail) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ho deciso di inserire sul mio blog il widget per <a href="http://www.google.com/friendconnect"><strong>Google Friend Connect</strong></a> per provare il <strong>servizio di Google pensato per rendere i siti più sociali</strong>. Il vantaggio di usare Google Friend Connect è quello di <strong>creare una piccola community su cui far convergere i propri utenti</strong> (basta che abbiano un semplice account gmail) e <strong>proporre, magari, domande agli utenti</strong> che decidono di entrare a far parte di Friend Connect, in modo da <strong>conoscere meglio i loro interessi</strong>, oppure <strong>scambiarsi messaggi privati tra i membri della stessa community</strong>.<br />
<a href="http://www.motoricerca.net/2009/11/05/google-friend-connect-personalizzabile/">Interessante</a> è anche la <strong>possibilità del proprietario del sito di inviare newsletter agli utenti che partecipano alla community, dividendole anche in base ai loro interessi</strong>. Tutte le informazioni raccolte possono anche essere esportate in formato JSON o XML. E&#8217; probabile che presto <strong>si integrerà con i flussi di informazioni di Google Wave</strong> in modo da alimentare automaticamente la community con nuove discussioni, ma quel che è certo è che uno degli aspetti non proprio secondari è quello di potersi <strong>integrare con Google AdSense in modo da poter visualizzare annunci pubblicitari che tengono conto sia dei contenuti del sito, che degli interessi personali espressi in precedenza dai singoli utenti</strong>.</p>
<h5>Come attivare Google Friend Connect</h5>
<p>Rispetto ai primi tempi in cui il servizio era attivo, <strong>ora non è più necessario scaricare e inserire nella root del proprio sito web i file <em>rpc_relay.html</em> e <em>canvas.html</em></strong> e l&#8217;attivazione è molto semplice. Infatti, <strong>dopo essersi loggati con il proprio account Google</strong> (che equivale al proprio account Gmail), sarà sufficiente accettare i &#8220;<em>Termini di servizio per gli sviluppatori di Friend Connect</em>&#8221;</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_1.jpg' alt='Google Friend Connect - 1' /></div>
<p>e verrete subito mandati ad una pagina in cui potrete <strong>inserire il nome e la url del vostro sito</strong></p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_2.jpg' alt='Google Friend Connect - 2' /></div>
<p>per poter attivare la vostra nuova community!</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_3.jpg' alt='Google Friend Connect - 3' /></div>
<p>Bene, ora non resta altro che <strong>creare un gadget che permetta agli utenti del proprio sito di unirsi alla vostra nuova community</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_4.jpg' alt='Google Friend Connect - 4' /></div>
<p>La procedura è molto semplice e guidata</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_5.jpg' alt='Google Friend Connect - 5' /></div>
<p>e vi permetterà di creare del <strong>codice HTML del tipo</strong>:</p>
<textarea name="code" class="javascript:nogutter" cols="60" rows="10">
<!-- Include the Google Friend Connect javascript library. -->
<script type="text/javascript" src="http://www.google.com/friendconnect/script/friendconnect.js"></script>
<!-- Define the div tag where the gadget will be inserted. -->
<div id="div-234567890123456789" style="width:276px;border:1px solid #cccccc;"></div>
<!-- Render the gadget into a div. -->
<script type="text/javascript">
var skin = {};
skin['BORDER_COLOR'] = '#cccccc';
skin['ENDCAP_BG_COLOR'] = '#e0ecff';
skin['ENDCAP_TEXT_COLOR'] = '#333333';
skin['ENDCAP_LINK_COLOR'] = '#0000cc';
skin['ALTERNATE_BG_COLOR'] = '#ffffff';
skin['CONTENT_BG_COLOR'] = '#ffffff';
skin['CONTENT_LINK_COLOR'] = '#0000cc';
skin['CONTENT_TEXT_COLOR'] = '#333333';
skin['CONTENT_SECONDARY_LINK_COLOR'] = '#7777cc';
skin['CONTENT_SECONDARY_TEXT_COLOR'] = '#666666';
skin['CONTENT_HEADLINE_COLOR'] = '#333333';
skin['NUMBER_ROWS'] = '4';
google.friendconnect.container.setParentUrl('/' /* location of rpc_relay.html and canvas.html */);
google.friendconnect.container.renderMembersGadget(
 { id: 'div-234567890123456789',
   site: '12345678901234567890' },
  skin);
</script>
</textarea>
<p>da <strong>inserire nella vostra sidebar</strong> (di solito corrisponde al file <strong>sidebar.php del vostro tema Wordpress</strong>). Se volete evitare di mettere mano al codice html, <strong>potete installare il seguente widget per Wordpress</strong>: <a href="http://wordpress.org/extend/plugins/google-friendsconnect-widget/"><strong>Google Friends Connect Widget</strong></a>. Dopo averlo attivato dalla pagina dei plugin, nella pagina della Gestione Temi di Wordpress trovate la sezione Widget. Qui basterà spostare, con un semplice drag e drop, il widget interessato nella posizione desiderata</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_6.jpg' alt='Google Friend Connect - 6' /></div>
<p>e <strong>configurare correttamente il proprio &#8220;<em>site id</em>&#8220;</strong> (quello che nel codice html compare in fondo dopo &#8220;<em>site:</em>&#8220;)</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_7.jpg' alt='Google Friend Connect - 7' /></div>
<h5>Problema di visualizzazione del gadget di Google Friend Connect</h5>
<p>In realtà tutto questo è in linea teorica, perché sia usando il widget per Wordpress, sia inserendo il codice html fornito dalla pagina di Google Friend Connect, questo è stato il risultato visualizzabile sui browser che uso solitamente sul mio Macbook Pro: <strong>Safari 4.0.4 e Firefox 3.5.6</strong>. </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_8.jpg' alt='Google Friend Connect - 8' /></div>
<p>Sembra, infatti che <strong>su alcuni browser il gadget di Google non venga visualizzato correttamente</strong> (da quanto <a href="http://www.google.com/support/forum/p/friendconnect/thread?tid=3e594f4a2cd2795a&#038;hl=en">leggo</a> sembra che Firefox avrebbe dovuto visualizzare correttamente il gadget ma probabilmente il browser testato era per Windows).<br />
<strong>Per rendere visibile il gadget su qualsiasi browser di qualsiasi sistema operativo è <a href="http://birdbra.in/2009/fix-empty-blue-google-friend-connect-gfc-bar-in-wordpress/">sufficiente</a> inserire il seguente codice html subito prima del tag di chiusura &lt;/body&gt;</strong> (e quindi, nel caso di un tema standard per Wordpress, troverete il tag richiesto <strong>nel file footer.php della cartella del vostro template</strong>) in moda da <strong>istruire il browser ad usare il parser Prototype JSON invece che quello Native JSON</strong>.</p>
<textarea name="code" class="javascript:nogutter" cols="60" rows="10">
<script>
window.JSON = {
parse: function(st){
return st.evalJSON();
},
stringify: function(obj){
return Object.toJSON(obj);
}
};
</script>
</textarea>
<p>e questo sarà il risultato!</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_9.jpg' alt='Google Friend Connect - 9' /></div>
<p>Ora che finalmente è attiva la funzione di Friend Connect, cosa aspettate: <strong>cliccate sul pulsante “Login” che trovate nella colonna qui a lato ed entrerete anche a voi far parte della community di Levysoft!</strong>
<p class="akst_link"><a href="http://www.levysoft.it/?p=2075&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_2075" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Come disinstallare GoogleSoftwareUpdateAgent installato silenziosamente dal nuovo Google Chrome per Mac OS X</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/12/10/come-disinstallare-googlesoftwareupdateagent-installato-silenziosamente-dal-nuovo-google-chrome-per-mac-os-x/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2009/12/10/come-disinstallare-googlesoftwareupdateagent-installato-silenziosamente-dal-nuovo-google-chrome-per-mac-os-x/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 22:09:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Idea Lab]]></category>
		<category><![CDATA[Mac os x]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[Tips]]></category>
		<category><![CDATA[Tips Mac]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[chrome]]></category>
		<category><![CDATA[mac]]></category>

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		<description><![CDATA[Come per ogni prodotto Google per Mac OS X, da Picasa a Google Earth, anche l&#8217;attesissimo Google Chrome per la piattaforma della mela morsicata, installa silenziosamente il GoogleSoftwareUpdateAgent (prontamente segnalato dall&#8217;ottimo firewall LittleSnitch) nella cartella Library della propria Home Directory.
Francamente avere qualcosa che gira in background nel mio sistema (anche se magari si attiva solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come per ogni prodotto Google per Mac OS X, da <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2009/01/07/come-disinstallare-il-nuovo-picasa-3-per-mac-os-x/">Picasa</a> a Google Earth, anche l&#8217;attesissimo <a href="http://www.google.com/chrome/?hl=it">Google Chrome</a> per la piattaforma della mela morsicata, <strong>installa silenziosamente</strong> il <strong><strong>GoogleSoftwareUpdateAgent</strong></strong> (prontamente segnalato dall&#8217;ottimo firewall <a href="http://www.obdev.at/products/littlesnitch/index.html">LittleSnitch</a>) nella <strong>cartella Library della propria Home Directory</strong>.</p>
<p>Francamente avere qualcosa che gira in background nel mio sistema (anche se magari si attiva solo all&#8217;avvio della macchina)  che non reputo essenziale (<strong>la presenza di nuovi aggiornamenti di Chrome si può benissimo verificare dal browser stesso</strong>, mentre <strong>GoogleSoftwareUpdateAgent si occupa più che altro degli aggiornamenti di componenti e plugin come Google Gears</strong>) e, perdippiù,  che è stato <strong>installato senza alcun avviso</strong> (probabilmente è stato lo stesso browser ad installarlo poiché l&#8217;installazione di Chrome è avvenuto col classico drag &#038; drop della app nella cartella Applicazioni), è una cosa che non mi piace avere. </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2070_googlesoftwareupdateagent.jpg' alt='GoogleSoftwareUpdateAgent' /></div>
<p>Se anche voi siete della mia stessa idea, allora dovete sapere che <strong>per disinstallare GoogleSoftwareUpdateAgent</strong> <a href="http://fabforce.eu/z/blog/?postid=75">basterà</a> <strong>lanciare questo comando dal Terminale</strong>:</p>
<textarea name="code" class="javascript:nogutter" cols="60" rows="10">
~/Library/Google/GoogleSoftwareUpdate/GoogleSoftwareUpdate.bundle/Contents/Resources/GoogleSoftwareUpdateAgent.app/Contents/Resources/install.py --uninstall
</textarea>
<p>che altro non farà che <strong>cancellare il file risorsa GoogleSoftwareUpdate.bundle</strong> dalla directory ~/Library/Google/GoogleSoftwareUpdate/.</p>
<p>Infatti, questa è la situazione prima:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2070_googlesoftwareupdateagent_1.jpg' alt='GoogleSoftwareUpdateAgent - 1' /></div>
<p>e questa dopo aver lanciato il comando da Terminale:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2070_googlesoftwareupdateagent_2.jpg' alt='GoogleSoftwareUpdateAgent - 2' /></div>
<p>Questo per Google Chrome: pare però che<strong> altri applicativi Google installino i propri componenti sotto la root invece che nella home directory dell&#8217;utente</strong>. In questo caso, sarà sufficiente lanciare il seguente comando con i privilegi da amministratore:</p>
<textarea name="code" class="javascript:nogutter" cols="60" rows="10">
sudo /Library/Google/GoogleSoftwareUpdate/GoogleSoftwareUpdate.bundle/Contents/Resources/GoogleSoftwareUpdateAgent.app/Contents/Resources/install.py --uninstall
</textarea>
<p>Ma <strong>il problema non è ancora risolto</strong>, in quanto <strong>Google Chrome reinstalla l&#8217;update engine ad ogni avvio dell&#8217;applicativo e la prossima volta che avvierete il vostro Mac</strong> (attenzione: dalle mie prove pare che GoogleSoftwareUpdateAgent parte solo una volta al giorno al primo riavvio di sistema) <strong>verrà ricreato il file risorsa GoogleSoftwareUpdate.bundle</strong>!<br />
Quindi, se volete prevenire altri &#8220;incidenti&#8221; di questo tipo, dovremo seguire questa altra semplice <a href="http://blog.raamdev.com/2008/12/19/howto-remove-google-software-update-on-mac-os-x">procedura</a> per non far ricreare più GoogleSoftwareUpdate engine.<br />
In pratica, occorre cancellare la directory ~/Library/Google/GoogleSoftwareUpdate/ e al posto suo <strong>creare un file</strong> (in unix un file e una directory sono la stessa cosa) con lo stesso nome (GoogleSoftwareUpdate)</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2070_googlesoftwareupdateagent_3.jpg' alt='GoogleSoftwareUpdateAgent - 3' /></div>
<p>e dargli i <strong>diritti di root</strong>, </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2070_googlesoftwareupdateagent_4.jpg' alt='GoogleSoftwareUpdateAgent - 4' /></div>
<p>in modo che <strong>la prossima volta che si riapre Google Chrome</strong> (ma anche Google Earth), questi saranno impossibilitati nel ricreare la cartella.</p>
<p>Ecco i comandi da <strong>lanciare sempre nel Terminale, nel caso di engine installato nella home directory dell&#8217;utente</strong> (se fosse presente anche nea root basterà semplicemente avere cura di modificare il percorso dei file):</p>
<textarea name="code" class="javascript:nogutter" cols="60" rows="10">
touch ~/Library/Google/GoogleSoftwareUpdate
sudo chown root ~/Library/Google/GoogleSoftwareUpdate
sudo chmod 644 ~/Library/Google/GoogleSoftwareUpdate
</textarea>
<p>Ora potete finalmente godervi il vostro nuovo browser sul vostro Mac!
<p class="akst_link"><a href="http://www.levysoft.it/?p=2070&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_2070" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a></p>
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		<item>
		<title>Disponibili 23 Inviti per la beta pubblica di Google Wave</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 15:03:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Internet]]></category>
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		<description><![CDATA[ Lo so, non è molto originale, la blogosfera oramai pullula di post che regalano inviti per la beta pubblica Google Wave. Ma, dopo la prima manciata di amici che ancora non avevano ricevuto un invito a provare Google Wave, ho ritenuto giusto regalare i restanti ai primi 23 affezionati lettori di Levysoft! Per cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p2069_inviti_google_wave.jpg' alt='23 Inviti per la beta pubblica di Google Wave' /> Lo so, non è molto originale, la blogosfera oramai pullula di post che regalano inviti per la beta pubblica <a href="http://wave.google.com/"><strong>Google Wave</strong></a>. Ma, dopo la prima manciata di amici che ancora non avevano ricevuto un invito a provare Google Wave, ho ritenuto giusto <strong>regalare i restanti ai primi 23 affezionati lettori di Levysoft</strong>! Per cui affrettatevi: <strong>lasciate il vostro commento in calce a questo articolo e presto vi arriverà un invito</strong> <img src='http://www.levysoft.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Per chi non lo sapesse ancora, <a href="http://wave.google.com/">Google Wave</a> è <strong>l&#8217;innovativo strumento personale di comunicazione e collaborazione</strong> messo a punto dall&#8217;azienda di Mountain View e considerato, da molti, il futuro della comunicazione online:</p>
<p>Si tratta di una applicazione web, di una piattaforma e di un protocollo di comunicazione pensato per riunire email, messaggistica istantanea, wiki e social network. È <strong>fortemente orientato alla collaborazione real-time</strong>, supportato da estensioni che possono fornire, ad esempio, un solido controllo ortografico e grammaticale, la traduzione automatica tra 40 diverse lingue, e diverse altre estensioni. Basato sul <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Extensible_Messaging_and_Presence_Protocol">protocollo XMPP</a></strong>, per far sì che chiunque possa costruire un client o un server, il suo obiettivo è quello <strong>integrare il flusso di informazione, che va a generarsi dalle nostre conversazioni, in un unica piattaforma</strong>.</p>
<p>Grazie a Google Wave è possibile permettere la <strong>comunicazione e collaborazione in tempo reale tra più persone</strong> (gli utenti potranno scambiarsi testi, immagini, video, musica e conversare, in real time) con la <strong>possibilità di &#8220;riavvolgere&#8221; la conversazione e vedere quello che è stato discusso nei giorni precedenti</strong>.</p>
<p>Per una sintesi delle <strong>15 caratteristiche principali di Google Wave</strong>, vi rimando a questo filmato:</p>
<div align="center">
<object width="480" height="295"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/xBzuuWZPaXc&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x2b405b&#038;color2=0x6b8ab6"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/xBzuuWZPaXc&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x2b405b&#038;color2=0x6b8ab6" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="295"></embed></object></div>
<p>La <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Google_Wave">cosa</a> che forse non tutti sanno e che da appassionato di serie di fantascienza mi ha fatto davvero piacere, è che il <strong>curioso nome è ispirato alla serie televisiva Firefly dove il nome Wave indica una comunicazione elettronica</strong> (spesso riferita a una chiamata o a un messaggio video). Infatti, durante la fase di sviluppo sono stati numerosi i riferimenti a questa serie.</p>
<p><strong>UPDATE</strong>: Inviti terminati il 15 dicembre 2009, ma non appena Google me ne concederà altri, sarò ben lieto di distribuirne un altro po’.
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		<slash:comments>41</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;UFO di Google e il criptico messaggio alla Lost lanciato su Twitter. Trovata la soluzione nel 20° anniversario del videogioco Zero Wing</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/09/07/lufo-di-google-e-il-criptico-messaggio-alla-lost-lanciato-su-twitter-trovata-la-soluzione-nel-20%c2%b0-anniversario-del-videogioco-zero-wing/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 10:06:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
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		<category><![CDATA[meme]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>
		<category><![CDATA[ufo]]></category>

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		<description><![CDATA[Quest&#8217;anno sono andato in vacanza per una decina di giorni che ho passato rigorosamente senza internet. Nonostante molti alberghi, almeno nella loro hall, dispongano di accesso Wi-fi, il mio non aveva alcuna traccia di collegamento alla grande Rete (e molto spesso non guardavo neanche la televisione) e per me è stato un bene (una volta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quest&#8217;anno sono andato in vacanza per una decina di giorni che ho passato rigorosamente senza internet. Nonostante molti alberghi, almeno nella loro hall, dispongano di accesso Wi-fi, il mio non aveva alcuna traccia di collegamento alla grande Rete (e molto spesso non guardavo neanche la televisione) e per me è stato un bene (una volta scrissi su come fosse passare <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2007/02/13/3-giorni-senza-internet-pregi-e-difetti-di-una-vita-offline/">3 giorni senza internet</a>). Io sono sempre stato dell&#8217;opinione che <strong>durante le vacanze bisogna staccare la spina e fare quello che non si fa durante l&#8217;anno</strong>: e così mi sono divertito con la mia bimba rigorosamente offline. Il problema, però, è che quando si ritorna connessi si è travolti da una tale quantità di informazioni che spesso si può rischiare di soccombere: <em>dalla <a href="http://news.google.com/news/search?um=1&#038;ned=it&#038;hl=it&#038;q=disney+marvel">acquisizione da parte della Disney della Marvel</a>, alla nuova <a href="http://news.google.com/news/search?pz=1&#038;ned=it&#038;hl=it&#038;q=ps3+slim">Playstation 3 Lite</a></em>, fino ad arrivare <strong>all&#8217;UFO nel logo di Google</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2058_google_doodle.jpg' alt='Google Doodle' /></div>
<p>Ed è stato quest&#8217;ultimo fatto ad aver acceso la mia curiosità: <strong>come può un semplice logo su Google, che ne cambia almeno uno al mese in occasione di varie ricorrenze (<strong>Google Doodles</strong>), far interrogare la Rete sul reale significato di quella immagine?</strong></p>
<h5>Il Google Doodle dedicato all&#8217;UFO</h5>
<p>Ma andiamo per gradi: <strong>sabato 5 Settembre 2009</strong> il logo di Google è cambiato per 24 ore e <a href="http://www.gialli.it/google-e-i-misteri-inspiegabili">questa</a> volta era stato, inspiegabilmente, dedicato agli UFO poiché era stata disegnata una <strong>navicella aliena mentre “rapiva” una delle “o” di Google</strong> (le famose abduction che la  letteratura del genere ci insegna). Ma se quel giorno aveste passato il cursore del mouse sull&#8217;immagine, per la prima volta <strong>non avreste trovato alcuna spiegazione</strong>. Se poi aveste cliccato sul logo, <strong>il motore di ricerca vi avrebbe portato su una serie di pagine dedicate ai misteri inspiegabili ma senza alcun preciso riferimento al 5 settembre</strong>. Ed ecco che il mistero prende piede. Perché l’hanno fatto? A che cosa si voleva alludere?</p>
<p>La cosa comunque singolare è che <strong>il logo è stato cambiato <a href="http://www.godlikeproductions.com/forum1/message874704/pg1">solo in alcune localizzazioni di Google</a>, ovvero in Italia, Argentina, Cile, Peru, Venezuela, Messico, Inghilterra e Germania</strong>.</p>
<h5>Google e Twitter</h5>
<p>Ma il mistero si infittisce di domande, quando <strong>qualcuno fa notare che il giorno prima, il 4 settembre 2009 alle ore 9.02 pm</strong>, sulla <a href="http://twitter.com/google/status/3772868874">pagina Twitter di Google</a> <strong>compare questo criptico messaggio</strong>, una sequenza numerica alla Lost, subito seguita dal <a href="http://twitpic.com/giyxf">link all&#8217;immagine della nuova homepage di Google</a>:</p>
<blockquote><p>
1.12.12 25.15.21.18 15 1.18.5 2.5.12.15.14.7 20.15 21.19
</p></blockquote>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2058_google_twitter.jpg' alt='Google Twitter Code' /></div>
<p>Ventuno numeri divisi in cinque sequenze puntate. Con una <a href="http://www.gialli.it/google-attacca-twitter-con-un-crittogramma">semplice</a> sostituzione alfa-numerica, in cui 1 è sostituito con la A e così via, si ottiena la seguente criptica frase:</p>
<blockquote><p>
All your o are belong to us.
</p></blockquote>
<p>ovvero, traducendo approssimativamente in italiano,</p>
<blockquote><p>
“Tutte le tue “o” appartengono a noi”.
</p></blockquote>
<p>I più attenti avranno notato che <strong>il messaggio di Google su Twitter, sembra quasi una sfida verso quest&#8217;ultimo: Google si prepara forse ad una acquisizione di Twitter (peraltro già tentata nel Marzo del 2009)?</strong> Questa ipotesi sembrerebbe confermata da quanti fanno notare che, <strong>nonostante la parola Twitter non abbia alcuna O, ne ha invece due la <a href="http://obvious.com/">società</a> che nel marzo del 2006 creò il social network dove si “cinguetta”</strong>: la <strong>Obvious</strong> Corporation di San Francisco.</p>
<h5>Il mistero della frase e Zero Wing</h5>
<p>Ma se qualcuno di voi conosce bene l&#8217;inglese, avrà capito che prima ho scritto &#8220;traducendo approssimativamente in italiano&#8221; perché la frase in inglese: &#8220;All your o are belong to us.&#8221; non è grammaticalmente corretta poiché, in realtà, una sua traduzione letterale suonerebbe così:</p>
<blockquote><p>
tutte le tue/vostre &#8220;o&#8221; sono appartenere a noi!
</p></blockquote>
<p>Ma questo, evidentemente, <strong>è un errore voluto e solo i più attenti saranno riusciti ad arrivare fino al 1989 in cui uscì per il Sega Mega Drive la versione europea del videogioco Zero Wing</strong> (Toaplan 1989). Ebbene in questo gioco <strong>erano presenti alcuni errori di traduzioni nella versione in lingua inglese del videogioco giapponese veramente divertenti</strong> (tanto da far nascere il termine <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Engrish"><strong>Engrish</strong></a> per indicare l&#8217;inglese scorretto scritto o parlato da giapponesi o altri asiatici) <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/All_your_base_are_belong_to_us"><strong>producendo frasi essenzialmente nonsense</strong></a> tra cui la famosa:</p>
<blockquote><p>
All your base are belong to us
</p></blockquote>
<p>che la si potrebbe tradurre in italiano come &#8220;<strong>tutta la vostra base sono appartenere a noi!</strong>&#8220;.</p>
<div align="center">
<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/qItugh-fFgg&#038;rel=0&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowScriptAccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/qItugh-fFgg&#038;rel=0&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowScriptAccess="always" width="425" height="344"></embed></object>
</div>
<p><strong>Ripetuta a scopo goliardico attraverso i media</strong> (talvolta <em>abbreviata in &#8220;all your base&#8221;</em> o &#8220;AYBABTU&#8221;), ne scaturì, imprevedibilmente, un fenomeno di Internet di immense proporzioni, tanto da essere <strong>ripresa anche da alcuni gruppi musicali nei loro album, da moltissimi videogiochi, in alcuni libri, in un episodio di Futurama, in una scena tagliata del film Waking Life, in un easter egg del videoregistratore TiVo e, nel 2006, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/All_your_base_are_belong_to_us">anche</a> su Youtube quando il sito era in manutenzione</strong>. Insomma il caso di della propagazione di<strong> &#8220;AYBABTU&#8221; nella cultura viene spesso preso come esempio per illustrare la possibile evoluzione di un meme</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2058_zerowing.jpg' alt='20th Anniversary Zero Wing' /></div>
<p>Ebbene, <strong>indovinate in quale giorno cade il ventennale dell&#8217;anniversario della pubblicazione nel paese del Sol Levante del videogioco Zero Wing?</strong> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/All_your_base_are_belong_to_us">Esattamente</a> il <strong>5 settembre 2009!</strong></p>
<p>Alla faccia di tutti coloro che <a href="http://nautilusmagazine.blogspot.com/2009/09/gli-ufo-rapiscono-la-o-di-google_07.html">credevano</a> fosse in corso una <strong>invasione aliena segreta</strong> (magari alla <strong>Orson Welles</strong>), o che si festeggiasse l&#8217;anniversario di qualche rapimento alieno famoso, o, infine, che si <a href="http://www.newsfood.com/q/7498cb82/google-gli-alieni-ed-il-mistero-del-logo/">facesse</a> un omaggio alla first lady del Giappone, la signora Miyuki, che in un suo libro la donna affermava di essere stata rapita dagli alieni. La spiegazione era in realtà meno fantasiosa ma al contempo meno intuibile per tutti e quindi più criptica.<br />
In realtà, <strong>il fatto che il Google Doodle sia apparso solo in alcuni paesi tra cui l&#8217;Europa, potrebbe far riferimento proprio alla versione incriminata del videogioco Zero Wing</strong> scritto in Engrish, che era appunto quella europea.</p>
<h5>E l&#8217;anniversario di Google?</h5>
<p>Enigma risolto? Probabilmente si, anche se forse non molti hanno notato che, almeno <strong>stando alla pagina di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/September_4">Wikipedia relativa al 4 Settembre</a>, questo è il giorno in cui Google è stato fondato da Larry Page and Sergey Brin.</strong></p>
<blockquote><p>
1998 – Google is founded by Larry Page and Sergey Brin, two students at Stanford University.
</p></blockquote>
<p><strong>Che sia quindi una sorta di doppio anniversario? Il 4 Settembre, anniversario di Google, su Twitter si lancia la prima criptica pietra. Il 5 Settembre, 20° anniversario del gioco Zero Wing e della frase tormentone dell&#8217;ultimo secolo (almeno per i paesi anglofoni), si lancia la seconda pietra, direttamente correlata alla prima</strong>!</p>
<h5>Epilogo</h5>
<p>Quel che è certo è che con una sola serie di numeri e con una semplice immagine, <strong>Google è stato in grado di creare in soli due giorni, un meme che ha fatto il giro del mondo</strong> (pensate che <em>è stato già creato un sito internet con tutte le possibili ipotesi</em>: <em><a href="http://www.googleunexplainedphenomenon.com/">www.googleunexplainedphenomenon.com</a></em>).</p>
<p>La domanda nasce spontanea: <strong>è stato solo un gioco oppure è l&#8217;ennesima dimostrazione, in versione questa volta ludica, di quanto sia potente e influente nella vita di tutti i giorni questo motore di ricerca?</strong>
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		<item>
		<title>Peters Vs Mercatore: quando le cartine geografiche che conosciamo sono sbagliate. Alla ricerca della migliore rappresentazione dei continenti del nostro pianeta</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/06/04/peters-vs-mercatore-quando-le-cartine-geografiche-che-conosciamo-sono-sbagliate-alla-ricerca-della-migliore-rappresentazione-dei-continenti-del-nostro-pianeta/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 13:55:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
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		<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Versus]]></category>
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		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[mappa]]></category>
		<category><![CDATA[mappe]]></category>
		<category><![CDATA[mercatore]]></category>
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		<category><![CDATA[Peters Map]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi inizierò questo articolo con una domanda: tra Europa e Sud America, quale delle due ha la superficie più ampia? Se non avete una buona memoria vi metto a disposizione una cartina geografica da consultare, di quelle che avete sempre visto nei libri di scuola:

La risposta, ovviamente, è Sud America che ha una superficie quasi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi inizierò questo articolo con una domanda: <strong>tra Europa e Sud America, quale delle due ha la superficie più ampia</strong>? Se non avete una buona memoria vi metto a disposizione una cartina geografica da consultare, di quelle che avete sempre visto nei libri di scuola:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2041_peters_vs_mercatore_1.jpg' alt='Peters Vs Mercatore - 1' /></div>
<p>La risposta, ovviamente, è <strong>Sud America che ha una superficie quasi 2 volte più estesa del nostro vecchio continente</strong>! </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2041_peters_vs_mercatore_2.jpg' alt='Peters Vs Mercatore - 2' /></div>
<p>Come, la vostra risposta non è stata questa? La cartina sembra dire tutt&#8217;altro? Vi starete domandando se vi ho messo una cartina finta o se vi abbia dato una risposta volutamente errata, inventandomi i dati? Tranquilli, nessuno vi sta prendendo in giro, o almeno non volutamente. Quella che vi ho mostrato è semplicemente la <strong>classica carta geografica presente nei libri, nelle riviste, negli atlanti, nei giornali  di tutto il mondo</strong> e <strong>perfino su Google Maps</strong>, ed è chiamata <strong>Carta di Mercatore</strong>. E&#8217; sicuramente una bella cartina, ma come ogni mappa di proiezione che tenta di rappresentare una superficie curva su un foglio piano, <strong>la forma della mappa stessa altro non è che una distorsione della reale forma della superficie terrestre</strong>; nel nostro caso, la<strong> distorsione influenza le proporzioni dei continenti, tanto che siete stati tratti in inganno facilmente</strong>. Ma nonostante questo oramai <strong>fa parte del nostro immaginario collettivo</strong>, poiché si è trasformata in una <strong>proiezione mentale standard</strong> per il mondo occidentale.</p>
<p>Ora un altra curiosità: <strong>dove è posizionata la Germania?</strong> Se ci fate caso <strong>è esattamente al centro della cartina geografica</strong>. Vi siete mai chiesti come mai? E&#8217; quella la sua reale posizione sul globo terrestre? Ebbene, se vi dicessi di no, forse ora non vi stupireste più di tanto, soprattutto quando vi farò notare che <strong>la Carta Mercatore è stata disegnata nel 1569 da</strong> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gerard_De_Kremer"><strong>Gerard De Kremer</strong></a> (nome in seguito latinizzato in Gerardus Mercator), <strong>un cartografo tedesco</strong> (fiammingo di nascita ma di famiglia di origine tedesca, tanto che visse gran parte della sua vita in Germania), ch<strong>e ovviamente ha messo il proprio paese al centro del mondo!</strong> Ma se la Germania è esattamente al centro, <strong>l&#8217;Equatore</strong> che, per <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Equatore">definizione</a> (&#8220;<em>L&#8217;equatore è la circonferenza massima della superficie di un corpo celeste perpendicolare all&#8217;asse di rotazione e quindi equidistante dai poli</em>&#8220;), <strong>doveva essere al centro, è, per forza di cose, spostato molto più in basso!</strong></p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2041_peters_vs_mercatore_3.jpg' alt='Peters Vs Mercatore - 3' /></div>
<p>Ora, dopo avervi, smontato il mito della cartina geografica come visione reale del mondo, <strong>devo proporvi anche una soluzione, offrendovi una proiezione che meglio si adatti alla reale conformazione, posizione e dimensione dei continenti</strong>. Come potete verificare voi stessi, siccome <strong>la terra è una sfera</strong> (o quasi), la più grande sfida per i cartografi è sempre stata <strong>poterla rappresentare in una superficie piana</strong>. Esistono infatti <strong>centinaia proiezioni diverse, ciascuna con i propri vantaggi e difetti</strong>. Per diversi anni sono state sviluppate diverse proiezioni ed anche se qualcuna ha avuto più successo delle altre, t<strong>utte contengono errori e deformazioni</strong>. Su WIkipedia, ho <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Equatore">trovato</a> questa cartina che, rispettando maggiormente le varie proporzioni e posizione, mostra comunque una terra leggermente curva ai poli</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2041_peters_vs_mercatore_5.jpg' alt='Peters Vs Mercatore - 5' /></div>
<p>in cui la riga celeste sta ad indicare l&#8217;Equatore mentre le due righe blu scuro stanno ad indicare i due tropici (<em>Tropico del Cancro e Tropico del Capricorno</em>).</p>
<p>E&#8217; a questo punto che, nel <strong>1973</strong>, entra in scena  <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Arno_Peters"><strong>Arno Peters</strong></a>, uno storico e <strong>cartografo tedesco</strong>, <strong>sensibile dell&#8217;equità economica e politica per tutte le popolazioni mondiali</strong>, che, vedendo che ogni proiezione porta con sè delle inevitabili discrepanze rispetto alla realtà, propose una <strong>nuova proiezione cartografica della terra, in contrapposizione a quella, più utilizzata, di Mercatore</strong>, denominata appunto &#8220;<strong>Carta di Peters</strong>&#8220;, in cui vengono <strong>rispettate le proporzioni tra le superifci dei continenti, ponendo, in tal modo, sullo stesso piano paesi industrializzati con quelli del Terzo Mondo</strong>.<br />
Ecco, infine, come si vedrebbe il mondo con la Carta di Peters:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2041_peters_vs_mercatore_4.jpg' alt='Peters Vs Mercatore - 4' /></div>
<p><br/></p>
<h5>La Carta di Mercatore</h5>
<p>La <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Proiezione_di_Mercatore">proiezione di Mercatore</a> è una <strong>proiezione cartografica conforme e cilindrica</strong>. Essa è diventata la proiezione cartografica più usata per le mappe nautiche per la sua proprietà di <strong>rappresentare linee di costante angolo di rotta</strong> (linee lossodromiche) <strong>con segmenti rettilinei</strong>. Mentre la scala delle distanze è costante in ogni direzione attorno ad ogni punto, conservando allora gli angoli e le forme di piccoli oggetti (il che rende la proiezione conforme), <strong>la proiezione di Mercatore distorce sempre più la dimensione e le forme degli oggetti estesi passando dall&#8217;equatore ai poli, in corrispondenza dei quali la scala della mappa aumenta a valori infiniti</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2041_mercatore.gif' alt='Carta Mercatore' /></div>
<p><strong>Come in ogni proiezione cilindrica, paralleli e meridiani sono rappresentati da linee rette perpendicolari tra loro</strong>. Realizzando questo, <strong>l&#8217;inevitabile distorsione est-ovest della mappa, che aumenta con la distanza dall&#8217;equatore, è accompagnata da una identica distorsione nord-sud</strong>, tale che in ogni punto di posizione, la scala delle distanze est-ovest è la stessa della scala nord-sud, rendendo la proiezione conforme. <strong>Una mappa di Mercatore pertanto non può mai coprire pienamente le aree in prossimità dei poli, in quanto qui la scala delle distanze assume valori infiniti</strong>. Essendo una proiezione conforme, gli angoli sono preservati a partire da ogni posizione, mentre la scala delle distanze varia da punto a punto, distorcendo la forma degli oggetti geografici. In particolare, <strong>le aree prossime ai poli ne sono più affette, rendendo una immagine del pianeta tanto più distorta quanto più ci si avvicini ai poli</strong>. In pratica, <strong>a latitudini maggiori di 70° nord o sud, la proiezione di Mercatore è praticamente inutilizzabile</strong>!</p>
<p>Queste proprietà, però, rende <strong>la proiezione di Mercatore particolarmente adatta alla navigazione marica: rotte e puntamenti sono misurare mediante rosa dei venti e goniometro</strong>, e le corrispondenti <strong>direzioni sono facilmente trasferite da punto a punto della mappa con l&#8217;aiuto di un regolo parallelo o un paio di squadrette di navigazione</strong>.</p>
<h5>Distorsioni della Carta di Mercatore</h5>
<p>La <strong>sfericità della Terra rende difficile rappresentarne l&#8217;intera superficie su un&#8217;unica cartina</strong> (detta appunto &#8220;<em>plani-sfero</em>&#8220;). <strong>La proiezione di Mercatore</strong>, dovendo rappresentare una superficie curva su un foglio piano, ha il <strong>problema di esagerare le dimensioni delle aree lontane dall&#8217;equatore</strong>. Ecco una rappresentazione dell&#8217;effetto di distorsione delle aree della Carta di Mercatore.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2041_distorsione_mercatore.jpg' alt='Distorsione della Carta di Mercatore' /></div>
<p>Da qui si evince, per esempio, che:</p>
<ul>
<li>la <strong>Groenlandia</strong> è rappresenta con <strong>un&#8217;area equivalente a quella dell&#8217;intero territorio dell&#8217;Africa</strong>, quando <strong>in realtà l&#8217;area di quest&#8217;ultima è approssimativamente 14 volte quella della Groenlandia</strong>.</li>
<li><strong>l&#8217;Alaska è rappresentata con un&#8217;area simile se non superiore a quella del Brasile</strong>, quando l&#8217;area del Brasile è <strong>in realtà più di 5 volte quella dell&#8217;Alaska</strong>.</li>
<li>la <strong>Finlandia è rappresenta avente una estensione Nord-Sud più grande di quella dell&#8217;India, quando nella realtà è vero il contrario</strong>.</li>
</ul>
<p>Su <a href="http://www.petersmap.com/">Peters Map</a> trovate altri esempi con le relative cartine geografiche.</p>
<p>Benché la <strong>proiezione di Mercatore è ancora di uso comune per i naviganti</strong>, dovuto alle sue proprietà uniche, i <strong>cartografi sono d&#8217;accordo nel ritenere che essa non è adatta ad una rappresentazione globale dell&#8217;intero pianeta</strong>, dovuta ai suoi effetti di distorsione delle aree. In conseguenze di tali critiche, <strong>i moderni atlanti geografici non usano più la proiezione di Mercatore per le mappe dell&#8217;intero pianeta e per aree distanti dall&#8217;equatore, preferendo altre proiezioni cilindriche o qualche forma di proiezione sinusoidali (area uguale)</strong>. In <a href="http://www.giovaniemissione.it/mondo/cartografia.htm">generale</a> si può dire che le <em>proiezioni cilindriche siano efficaci per rappresentare le zone comprese tra i Tropici, le coniche per le latitudini medie e le prospettiche invece per le latitudini alte</em>. La proiezione di Mercatore, invece, è ancora comunque comunemente usata per aree vicino all&#8217;equatore dove la distorsione è minima.</p>
<h5>La Carta di Mercatore e Google Maps</h5>
<p>Pensate che, però, perfino <a href="http://maps.google.it/"><strong>Google Maps</strong></a> (ma anche <a href="http://maps.live.com/">Virtual Earth</a> di Microsoft), attualmente, non è immune da errori ed <strong>usa una proiezione di Mercatore per le sue immagini</strong> (in <a href="http://www.sharpgis.net/post/2008/05/SphericalWeb-Mercator-EPSG-code-3785.aspx">particolare</a> usa la <em>Mercatore Sferica</em>, mentre ha usato una proiezione equirettangolare fino a 22 Luglio 2005). Infatti, <strong>nonostante la sua distorsione di scala relativa, la Mercatore si adatta bene per una mappa del mondo interattiva che può essere spostata e scalata senza cuciture di giunzione su mappe locali</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2041_google_maps_mercatore.jpg' alt='Mercatore su Google Maps' /></div>
<p><br/></p>
<h5>La Carta di Peters</h5>
<p>Visto che la la Carta di Mercatore, è stata concepita essenzialmente per agevolare il tracciamento di rotte sulla superficie terrestre e che, per le sue modalità di costruzione, non mantiene le effettive proporzioni tra le superfici dei vari continenti, la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carta_di_Peters"><strong>Carta di Peters</strong></a>, invece, è stata realizzata per mantenere tali proporzioni, attraverso una <strong>scomposizione del mondo in 100 parti orizzontali e 100 verticali</strong> per un rapporto di scala di 1:635.500.000 (ossia un centimetro quadrato equivale a 63.500 km quadrati di superficie reale) e a una <strong>rappresentazione che mantiene sempre ortogonali, su un piano a due dimensioni, i meridiani e i paralleli, a scapito però della precisione nella rappresentazione delle distanze verticali</strong>. In particolare, la Carta di Peters <strong>mantiene corretto il rapporto della distanza di qualsiasi punto dall’equatore</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2041_carta_peters.jpg' alt='Carta di Peters' /></div>
<p><br/></p>
<h5>Le ragioni di Arno Peters</h5>
<p><a href="http://www.dssp.uniroma1.it/convegni/Documentazione_Corso_ADE_Salute_ Globale_ed_Equità_in_Salute/12.../Carta_Peters.doc">Quando</a> in Germania nel 1974 <strong>Arno Peters</strong> convocò la conferenza stampa per annunciare al mondo la sua nuova rappresentazione del mondo (la proiezione ancora nota come <a href="http://www.petersmap.com/">Carta di Peters</a>) il <strong>dibattito esplose</strong>.</p>
<p>Inizialmente, poiché la proiezione di Peters mostrò più esattamente le dimensioni dei paesi in via di sviluppo, <strong>le organizzazioni caritatevoli  gli diedero il loro sostegno</strong>, tanto che taluni avevano avuto anche <strong>l&#8217;ardire di richiedere il divieto di usare, con tutti i mezzi a disposizione, la proiezione di Mercatore</strong>, poiché, oltre ad essere antiquato e inesatto nel rappresentare le masse continentali del mondo, si credeva che fosse un<strong> simbolo superato del colonialismo</strong>.</p>
<p><strong>Era l&#8217;epoca delle grandi scoperte geografiche</strong>: l&#8217;Europa intraprendeva vasti commerci con le Indie e con il Nuovo Mondo, a proprio vantaggio, ma a<strong> svantaggio delle popolazioni africane, americane e asiatiche, che si trovarono a subire pesanti processi di colonizzazione e sfruttamento</strong>. Il disegno del mondo realizzato da <strong>Mercatore sacrifica l&#8217;esattezza delle superfici a vantaggio della precisione degli angoli, e quindi della distanza delle rotte</strong>: pone quindi sulla carta l&#8217;idea dell&#8217;<strong>Europa come centro economico e politico del pianeta</strong>, tanto che riesce a dare, involontariamente, una <strong>immagine del mondo totalmente falsata</strong>: i <strong>continenti dell&#8217;emisfero Nord (Boreale) appaiono molto più grandi di quelli dell&#8217;emisfero Sud (Australe)</strong>. Ad esempio, l&#8217;Europa sembra più vasta dell&#8217;America Latina, che invece ha una superficie più che doppia; la Scandinavia sembra più grande dell&#8217;India, che in realtà è tre volte più estesa. Ne consegue che <strong>la rappresentazione del mondo che siamo abituati a vedere fa sembrare più importanti i paesi in cui prevale la razza bianca: si tratta, in sostanza, di una visione &#8220;eurocentrica&#8221;</strong>. Ed era proprio questo che <strong>Peters credeva: che questo errore aveva condotto molti nel mondo sviluppato ad ignorare le lotte e i problemi di grandi nazioni vicino all&#8217;Equatore.</strong></p>
<p>Peters, quindi, affermava che <strong>la sua mappa per ‘aree equivalenti’</strong> &#8211; in cui cioè i paesi del mondo sono raffigurati mantenendo i loro reciproci rapporti di superficie, quindi la loro corretta proporzione equivalente &#8211; <strong>rendeva giustizia ai paesi del mondo (e in particolare a quelli del continente africano), in quanto ne rappresentava la superficie in modo accurato</strong>, contrariamente a quanto facesse la proiezione di Mercatore. In questo modo <strong>si evidenziava il ruolo importante che il Sud del mondo svolge nell&#8217;economia del pianeta e, indirettamente, si afferma che tutte le culture e tutti i popoli hanno pari dignità ed importanza</strong>.</p>
<p>A sostegno di queste tesi, c&#8217;era anche chi <strong>azzardò a proporre una carta di Peters con un altro punto di vista: capovolta!</strong> Una mappa in cui l&#8217;Australia si trovava in alto a nord e l&#8217;Europa in basso a sud, <strong>capovolgendo di fatto la posizione dei poli</strong>. Chi dice che il Polo Nord deve stare per forza in alto? Ecco come vedevano loro il mondo:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2041_upside_down_map.jpg' alt='Upside down map' /></div>
<p>Questa mostrata non è la versione upside down map di una proiezione di Peters ma una proiezione Van der Grinten che comunque rende l&#8217;idea. Ho comunque estratto da un fotogramma di un episodio di The West Wing (vedi l&#8217;ultimo paragrafo) la carta di Peters capovolta:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2041_peters_capovolta.jpg' alt='Carta di Peters capovolta' /></div>
<p><br/></p>
<h5>Gli errori di Arno Peters</h5>
<p>Tuttavia, i sostenitori della cartografia di Peters, avevano in parte torto, in quanto <strong>non consideravano il periodo storico in cui fu creata la Carta di Mercatore</strong> e il <strong>motivo per cui fu realizzata</strong>. Quello che Peters e i suoi sostenitori, volevano ignorare è che <strong>la proiezione di Mercatore era stata concepita, essenzialmente, come strumento di navigazione dei marinai europei</strong>, agevolando, di fatto, il tracciamento delle rotte sulla superficie terrestre. Quindi, <strong>poiché la proiezione è stata realizzata per essere usata dai navigatori europei, era logico e molto più sensato mostrare l&#8217;Europa più grande di quello che realmente era</strong>. In pratica, questa scelta, <strong>non era una dichiarazione politica ma semplicemente una decisione presa per facilità di uso</strong>.</p>
<p>La <a href="http://www.petersmap.com/">Carta di Peters</a> continua ad avere grandi sostenitori e accaniti detrattori. Tra i detrattori troviamo chi voleva <strong>togliere la paternità della proiezione  ad &#8220;aree equivalenti&#8221; ad Arno Peters</strong>, in quanto, era <strong>essenzialmente la stessa mappa inventata nel 1855 da un cartografo</strong> chiamato <strong>James la Gall</strong>. In effetti, molti riconobbero  questa somiglianza e da qualche anno la proiezione di Peters viene più giustamente definita la <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gall-Peters_projection">proiezione di “Gall-Peters&#8221;</a> (su Wikipedia <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gall-Peters_projection">trovate</a> in inglese una esaustiva trattazione a riguardo).</p>
<p>Oggi la polemica è oramai <a href="http://www.iconocast.com/B000000000000123_Italy/L4/News1.htm">sfumata</a>, in quanto entrambe le proiezioni sono difettose ed entrambe sono cadute in disuso sostituite da proiezioni più precise: nelle aule di scuola, oggi, probabilmente vedrete, appese alle pareti, le <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Proiezione_di_Robinson">proiezioni di Robinson</a></strong> (<a href="http://www.arcetri.astro.it/~ranfagni/CD/CD_TESTI/PROIEZ.HTM">proiezione modificata</a> utile nel rappresentare l&#8217;intero globo)</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2041_proiezione_robinson.gif' alt='Proiezione Robinson' /></div>
<p>o la <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Winkel_Tripel_projection">proiezione di Winkel Tripel</a></strong>. </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2041_proiezione_winkel_tripel.gif' alt='Proiezione di Winkel Tripel' /></div>
<p><a href="http://www.uniroma2.it/didattica/Analisi_spaziale_/deposito/La_cartografia_come_manipolazione_politica-_Mercatore_e_Peters.doc">Infatti</a>, <strong>anche se per nobili fini, allo scopo dare una visione del mondo socialmente meno ingiusta</strong>, la <strong>carta di Peters</strong>, come qualsiasi altra proiezione, <strong>contiene errori e deformazioni</strong>, e, probabilmente, è la dimostrazione che anche la carta di Peters è <strong>frutto di una manipolazione politica</strong>! Ciò lo si può intuire se si considera il <strong>contesto storico in cui visse Arno Peters</strong>: erano gli <strong>anni sessanta</strong> e settanta del novecento: <strong>gli anni della contestazione, del pacifismo, della guerra in Vietnam e degli oppositori delle grandi potenze</strong>; l’opinione pubblica era stanca della guerra fredda, del clima di terrore, era in atto la terza ondata di decolonizzazione. Si può, quindi, dire che Peters abbia creato la carta giusta al momento giusto, perché con <strong>la sua carta riflette perfettamente quella situazione, la sua proiezione è l’immagine di quella situazione, è la rivincita dei vinti</strong>!</p>
<h5>Il merito della Carta di Peters</h5>
<p>Vale, però, la pena ricordare che <strong>la cartografia di Peters ha avuto l&#8217;indubbio merito di aver spiegato in maniera semplice e visuale ad un pubblico di non-geografi o cartografi, come ogni carta geografica sia l’inevitabile frutto di scelte e compromessi</strong>. Non esiste una proiezione migliore di un’altra, nessuna lo è in senso assoluto, poiché <strong>dipende da cosa uno ritiene importante rappresentare</strong>.</p>
<p>Con la cartografia di Peters, <strong>anche l&#8217;uomo comune ha appreso che le nostre conoscenze geografiche si basano sul lavoro fatto secoli fa da dei cartografi</strong>, che rappresentarono il mondo come <strong>quando era dominato degli europei nel 1500</strong>. Ancora oggi le carte geografiche sono lo specchio di una dominazione che è già terminata molti anni fa. L’esempio più eclatante di questo tipo di <strong>dominazione compare nei termini utilizzati dagli europei in cartografia</strong>. <strong>L’espressione “<em>medio oriente</em>” fu coniata dagli europei per riferirsi alla penisola  arabica</strong>. Questa terminologia riflette una <strong>visione eurocentrica</strong>, che considera l’Europa come il punto di riferimento centrale per il resto del mondo. <strong>E’ stato a partire dall’Europa che si è deciso cosa era il nord, il sud, l’est e l’ovest ed anche le distanze</strong>: <em>vicino oriente, medio oriente, estremo oriente</em>. L’influenza europea è tanto forte che ancora ai nostri giorni si utilizzano queste espressioni.</p>
<h5>The West Wing</h5>
<p>Spero che non vi siate annoiati nella lettura di questo articolo. Se siete arrivati a leggere fin qui, allora vi meritate un premio. In una puntata della serie televisiva <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/The_West_Wing"><strong>The West Wing</strong></a> (in particolare <em>nell&#8217;episodio 16 della Stagione 2 dal titolo &#8220;Alto tradimento&#8221;</em>) vi è una simpatica scenetta dove <strong>lo staff del Presidente degli Stati Uniti</strong>, nel giorno dedicato al ricordo del <a href="http://prop1.org/conchita/vigil/italian.htm">grosso blocco di formaggio di Andrew Jackson</a> (quando per un giorno aprì le porte della Casa Bianca al popolo) <strong>incontra un gruppo di Cartografi che propongono al Presidente di cambiare tutte le cartine  di Mercalli con quella più consona di Peters</strong>. In questi due video <strong>troverete, sintetizzati, tutti gli argomenti che vi ho trattato</strong>, <strong>dalla visione eurocentrica, alla pari dignità dei continenti fino all&#8217;assurda richiesta di capovolgere tutte le cartine!</strong> Su Youtube trovai solo una <a href="http://www.youtube.com/watch?v=n8zBC2dvERM">versione inglese</a>, ma fortunatamente sono riuscito a reperire anche l&#8217;episodio in italiano (includendo una versione più lunga della scenetta) e l&#8217;ho caricato su Youtube. Buona visione!</p>
<p><strong>Parte 1</strong><br />
<object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/9ERWx08kkjw&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;color1=0x2b405b&#038;color2=0x6b8ab6"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/9ERWx08kkjw&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;color1=0x2b405b&#038;color2=0x6b8ab6" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
<p><strong>Parte 2</strong><br />
<object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/hAb69NZh8m8&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;color1=0x2b405b&#038;color2=0x6b8ab6"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/hAb69NZh8m8&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;color1=0x2b405b&#038;color2=0x6b8ab6" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object>
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		<title>YouTube Mobile Application: è uscito il client ufficiale per Symbian S60 e Windows Mobile! Ecco la guida passo passo su come installarlo su uno smartphone con Windows Mobile 6</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/03/27/youtube-mobile-application-e-uscito-il-client-ufficiale-per-symbian-s60-e-windows-mobile-ecco-la-guida-passo-passo-su-come-installarlo-su-uno-smartphone-con-windows-mobile-6/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 15:29:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finalmente Youtube ha rilasciato gratuitamente un client per Windows Mobile 6.x e Symbian S60 3rd Edition (qui la lista dei dispositivi Nokia supportati) per permettere di accedere a YouTube da quasi tutti i palmari e smartphone in commercio. Se fino a poco tempo fa era possibile farlo nativamente solo da un iPhone/iPod Touch o da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente Youtube ha <a href="http://www.youtube.com/blog?entry=tWasC8HWSnI">rilasciato gratuitamente</a> un client per <strong>Windows Mobile 6.x e Symbian S60 3rd Edition (<a href="http://help.youtube.com/support/youtube/bin/answer.py?answer=142850&#038;topic=20992">qui</a> la lista dei dispositivi Nokia supportati)</strong> per permettere di <strong>accedere a <a href="http://www.youtube.it">YouTube</a> da quasi tutti i palmari e smartphone</strong> in commercio. Se fino a poco tempo fa era possibile farlo nativamente solo da un <em>iPhone/iPod Touch</em> o da un <em>HTC Touch Diamond</em> (tanto che su <a href="http://www.windowsmobileitaly.com/forum.xda-developers.com">xda-developers</a> erano riusciti ad estrarre dalla ROM HTC l&#8217;applicazione per metterla a disposizione, più o meno legalmente, su tutti i dispositivi con Windows Mobile) o attraverso <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2007/10/18/come-visualizzare-i-video-divx-e-i-filmati-di-youtube-sui-dispositivi-con-windows-mobile/">qualche piccolo tip</a>, ora la nuova versione 2.0.2 dell&#8217;applicativo ufficiale <strong>YouTube Mobile Application</strong> amplierà lo spettro di clienti <strong>rendendo fruibile il portale di video praticamente a quasi tutti i dispositivi mobili avanzati esistenti in commercio</strong> (con pieno supporto agli schermi ad alta risoluzione VGA e simili), offrendo una <strong>migliore qualità video, velocizzando lo streaming</strong> grazie alla <strong>ottimizzazione per le reti mobili Wi-Fi o 3G</strong>, rendendo di fatto meno complicato vedere i video di YouTube sul proprio telefonino.</p>
<p>Già qualche mese fa, YouTube aveva <a href="http://www.youtube.com/blog?entry=sDFlZe7FwJI">comunicato</a> di aver reso disponibile all&#8217;indirizzo <a href="http://m.youtube.com/">m.youtube.com/</a> il supporto ad <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2007/10/09/la-rivoluzione-di-adobe-flash-lite-3-per-vedere-i-video-di-youtube-sui-cellulari-peccato-che-non-e-possibile-scaricarlo-ma-sara-in-bundle-con-la-rom-del-dispositivo/">Adobe Flash Lite 3</a> (supportato, al momento, solo dai cellulari più recenti), ma <strong>l&#8217;apertura del portale a due delle principali piattaforme mobili sul mercato, è un evento rivoluzionario sul fronte accessibilità e ci ricorda quanto Google abbia la volontà di offrire la migliore esperienza di fruizione di YouTube su qualsiasi dispositivo, computer, televisore o telefono cellulare</strong>. In quest&#8217;ottica rientra anche <a href="http://www.youtube.com/tv/"><strong>YouTube TV</strong></a>, il servizio che permette di <strong>visualizzare i video e gestire i comandi direttamente dal telecomando della nostra console WII o Playstation 3</strong>, simulabile dal proprio browser Safari (abilitando il menu <strong>Sviluppo -> User Agent -> Altro&#8230;</strong>) o Firefox (installando il plugin <a href="https://addons.mozilla.org/en-US/firefox/addon/59"><strong>User Agent Switcher</strong></a>) impostando uno dei due seguenti User Agent:</p>
<blockquote><p>Mozilla/5.0 (PLAYSTATION 3; 2.00)<br />
oppure<br />
Opera/9.23 (Nintendo Wii; U; ; 1038-58; Wii Internet Channel/1.0; en)
</p></blockquote>
<p>Tornando a <strong>YouTube Mobile Application</strong>, c&#8217;è però da dire che, purtroppo l&#8217;applicazione <strong>non è per ora disponibile per l&#8217;Italia ma soltanto per Australia, Irlanda, Nuova Zelanda, Regno Unito e Stati Uniti</strong>; è comunque possibile scaricarla ugualmente collegandosi dal browser del proprio device mobile all&#8217;indirizzo <a href="http://m.youtube.com/">http://m.youtube.com</a> e <strong>cambiando la propria lingua predefinita in Inglese, in attesa di un rilascio in lingua italiana</strong>.</p>
<div align="center">
<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/o0ljWtG1xOM&#038;rel=0&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=it&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/o0ljWtG1xOM&#038;rel=0&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=it&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object>
</div>
<p></p>
<h5>Come installare YouTube Mobile Application su Windows Mobile</h5>
<p>Aprire dal browser del proprio smartphone la pagina: <a href="http://m.youtube.com/">http://m.youtube.com</a></p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_01.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 01' /></div>
<p>Verrà mostrata la <strong>versione di Youtube ottimizzata per i dispositivi mobili</strong>. Sotto al campo di ricerca troverete un link da cliccare: &#8220;<strong>Guarda Youtube sul tuo cellulare</strong>&#8220;:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_02.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 2' /></div>
<p>Almeno finché non verrà rilasciato da Google una versione per l&#8217;Italia, al momento, dopo aver cliccato sul link sopra indicato verrà <strong>mostrata questa pagina che  ci avverte che non è disponibile la versione per il nostro dispositivo</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_03.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 3' /></div>
<p>In realtà questa <strong>schermata potrebbe trarre in inganno chiunque perché non si dice che non è disponibile una versione per la lingua italiana</strong> dell&#8217;applicativo (e ovviamente anche il conseguente supporto alla localizzazione italiana di YouTube.it) ma <strong>sembra quasi che la versione del nostro sistema operativo non sia supportata</strong>. Sarà, invece, sufficiente cliccare sul link in basso: &#8220;<strong>Cambia lingua</strong>&#8221; per accedere alla seguente schermata:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_04.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 4' /></div>
<p>dove basterà <strong>cliccare sul link &#8220;English&#8221;</strong> per essere rediretti verso la seguente pagina per il download automatico dell&#8217;applicativo.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_05.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 5' /></div>
<p>Dopo qualche secondo di attesa si aprirà a popup un messaggio che vi <strong>chiederà conferma del download in corso</strong>. </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_06.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 6' /></div>
<p>Cliccando sul tasto &#8220;<strong>Salva con nome&#8230;</strong>&#8221; potrete decidere dove salvare il file (che altro non è che un <strong>file .CAB installabile su tutti i terminali con Windows Mobile</strong>)</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_07.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 7' /></div>
<p>Essendo un file .CAB <strong>si aprirà automaticamente la schermata di istallazione dell&#8217;applicativo</strong> (altrimenti basterà posizionarsi sulla cartella in cui si è salvata l&#8217;installazione dell&#8217;applicativo e fare doppio click sul file .cab) che chiederà dove installarlo (sul <em>Dispositivo</em> o sulla <em>Scheda di Memoria</em>): a voi la scelta in base alle vostre esigenze e allo spazio libero a disposizione sulla periferica.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_08.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 8' /></div>
<p>Dopo che ha effettuato la copia dei file nella directory di destinazione desiderata, <strong>l&#8217;installazione sarà portata a termine in pochi secondi</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_09.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 9' /></div>
<p>Ora sarà sufficiente <strong>andare nella cartella Programmi del proprio dispositivo mobile</strong>, dove troverete l&#8217;icona dell&#8217;applicazione appena installata:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_10.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 10' /></div>
<p>Quando si lancerà per la prima volta l&#8217;applicazione YouTube Mobile Application verrà chiesto di selezionare la propria regione di appartenenza: <strong>selezionate <em>United Kingdom</em> o <em>United States</em></strong></p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_11.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 11' /></div>
<p>e vi verranno <strong>mostrati, in inglese, i termini e le condizioni da accettare prima di poter proseguire</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_12.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 12' /></div>
<p>Infine, vi verrà mostrata una ultima schermata di avviso che vi avvertirà che <strong>se non accediamo con connessione wireless, dal momento che lo streaming consuma un gran quantità di dati, prima di usarlo è necessario avere un abbonamento flat per il proprio terminale mobile</strong>, altrimenti si rischia di spendere molte decine di euro per visionare qualche minuto di filmato.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_13.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 13' /></div>
<p>Finalmente ora potrete accedere alla schermata principale dell&#8217;applicativo YouTube Mobile Application dove <strong>potrete trovare un campo per ricercare i video</strong>, con lo <strong>storico delle parole chiave</strong> già immesse, oppure potrete selezionare <strong>i contenuti più visti</strong>, quelli che hanno ricevuto maggior gradimento e gli ultimi caricati.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_14.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 14' /></div>
<p>Simpatica la <strong>visualizzazione a scorrimento laterale delle anteprime dei video ricercati</strong> (a mo&#8217; di CoverFlow semplificato). Una volta scelto il video, si accede alla pagina che lo descrive brevemente</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_15.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 15' /></div>
<p>e dal quale è possibile <strong>lanciare la visualizzazione, che va automaticamente a schermo intero e in modalità landscape, con prevenzione dello spegnimento del dispositivo durante il playback</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2021_youtube_wm_16.jpg' alt='YouTube Mobile Application - 16' /></div>
<p>Come potete notare il <strong>player mostra la barra di scorrimento del video, permette la visione a pieno schermo con un doppio click ed assomiglia molto a quello che si visualizza dal browser del proprio pc</strong>.</p>
<h5>Suggerimenti per migliorare l&#8217;applicazione</h5>
<p>Al momento, le uniche <strong>pecche di YouTube Mobile Application sono</strong>, oltre al <strong>mancato supporto ufficiale per l&#8217;italiano</strong> (che ci costringe, per eseguire l’installazione sui nostri device, di accontentarsi della versione inglese del programma e di non poter accedere alla versione localizzata di Youtube.it), anche la <strong>mancanza della possibilità di loggarsi con il proprio account</strong> in modo da accedere ai servizi più avanzati del noto portale, e <strong>l&#8217;impossibilità di accedere ai Canali di Youtube</strong>. Si sente anche molto la <strong>mancanza di un link per scaricare i video in modo da poterli guardarli offline</strong> (<a href="http://www.levysoft.it/archivio/2007/10/18/come-visualizzare-i-video-divx-e-i-filmati-di-youtube-sui-dispositivi-con-windows-mobile/">qui</a> trovate un modo alternativo per farlo con il sito <a href="http://www.mobytube.net/"><strong>MobyTube</strong></a>) e <strong>l&#8217;impossibilità di visualizzare i suggerimenti ai video simili</strong>.<br />
Google, comunque, <a href="http://www.youtube.com/blog?entry=tWasC8HWSnI">ha garantito</a> che <strong>saranno a breve disponibili diversi aggiornamenti dell&#8217;applicativo, che saranno notificati automaticamente dal programma</strong>.
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]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.levysoft.it/archivio/2009/03/27/youtube-mobile-application-e-uscito-il-client-ufficiale-per-symbian-s60-e-windows-mobile-ecco-la-guida-passo-passo-su-come-installarlo-su-uno-smartphone-con-windows-mobile-6/feed/</wfw:commentRss>
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		<item>
		<title>La psicologia della ricorrenza numerica: 1234567890 Day, il Bug del 2038 e altre celebrazioni numeriche</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/02/19/la-psicologia-della-ricorrenza-numerica-1234567890-day-il-bug-del-2038-e-altre-celebrazioni-numeriche/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 15:57:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
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		<category><![CDATA[Matematica]]></category>
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		<description><![CDATA[Alle ore 3:31:30 PM  dello scorso venerdi 13 febbraio 2009 (in Italia, a causa del fuso orario, erano le 00:31:30 del 14 Febbraio 2009), l&#8217;orologio interno dei sistemi Unix (e quindi anche Mac OS X) ha raggiunto il valore, non indifferente, di 1234567890 secondi. Infatti, come è noto, nei sistemi operativi Unix e Unix-like [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alle ore 3:31:30 PM  dello scorso venerdi 13 febbraio 2009 (in Italia, a causa del fuso orario, erano le 00:31:30 del 14 Febbraio 2009), <strong>l&#8217;orologio interno dei sistemi Unix</strong> (e quindi anche Mac OS X) ha raggiunto il valore, non indifferente, di <strong>1234567890 secondi</strong>. Infatti, come è noto, nei sistemi operativi Unix e Unix-like <strong>il tempo viene rappresentato come offset in secondi rispetto alla mezzanotte (UTC) del 1º gennaio 1970</strong> (definita epoca o <strong>Epoch Time</strong>). Quindi, contando il tempo a partire dall&#8217;Epoch Time ad oggi sono appunto passati 1.234.567.890 secondi. Questo tipo di rappresentazione ha il vantaggio che, oltre che ad essere <strong>compatta</strong>, è <strong>indipendente dai fusi orari</strong>, ed è quindi direttamente confrontabile anche tra calcolatori situati a grandi distanze geografiche tra loro, ed evita di dover effettuare aggiustamenti nel caso ad esempio di dati trasmessi da un fuso orario all&#8217;altro. L&#8217;unico svantaggio è che, <strong>per averne una rappresentazione sotto forma di data e ora locali, è necessario effettuare una conversione</strong> (sempre comunque lasciata al sistema operativo).</p>
<h5>1234567890 Day</h5>
<p>Sebbene, questo evento non abbia nulla di realmente universale (è stato un convenzione comune decidere di iniziare a far scandire arbitrariamente l&#8217;orologio interno del cuore dei sistemi operativi Unix dalla data del 1970, ma c&#8217;è <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Unix_epoch#Unix_time_in_literature">chi nota</a> come lo scandire dell&#8217;Epoch Time sia approssimativamente vicina allo sbarco sulla Luna), <strong>l&#8217;evento</strong> ha suscitato un valore mediatico minimo, ma, al contempo, <strong>ha coinvolto i geek più puri di tutto il mondo</strong> (dai syadmin ai consulenti IT fino ad arrivare al semplice appassionato di Linux), in una maniera che solo internet può regalare con la <a href="http://www.webmonkey.com/blog/Party_Like_It_s_Unix_Time_1234567890">versione geek</a> del capodanno dell&#8217;anno 2000.</p>
<p>Infatti, questa curiosa ricorrenza ha visto persino dei <strong>festeggiamenti “ufficiali” </strong>da parte di gruppi di utenza e di programmazione in tutto il mondo. Il sito che ha raccolto tutti questi eventi è stato <a href="http://www.1234567890day.com/"><strong>1234567890day.com</strong></a> con tanto di <strong>countdown in homepage</strong>, anche se, per la verità, per molti <strong>questa ricorrenza altro non era che una scusa per organizzare una vera e propria rimpatriata di amici amanti del pinguino</strong>.</p>
<p>La celebrazione di questo particolare evento è stata pianificata in diverse città di tutto il mondo (<em>San Francisco, Vancouver, Seattle, Los Angeles, Nairobi, Vienna, Copenaghen, Budapest, Croazia</em>, etc &#8230; ovviamente è mancata una località italiana).</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1503_geek_party.jpg' alt='Geek Party' /></div>
<p>Per chi, comunque, non era riuscito a festeggiare questa <strong>singolarità numerica in compagnia</strong>, non è mancato il <a href="http://digg.com/linux_unix/It_s_time_to_party_like_it_s_1234567890_n_cause_it_is">supporto di Digg</a> (con oltre 5005 diggs) e di <a href="http://twitter.com/utcwatch">Twitter che ha unito centinaia di followers</a> (423 per l&#8217;appunto) <strong>uniti nei festeggiamenti davanti al proprio monitor</strong>, magari supportati dalla <a href="http://www.thinkgeek.com/homeoffice/lights/a7c5/">Desk clock from ThinkGeek</a>, una sveglia capace di visualizzare la data e l&#8217;ora in diversi formati, tra cui, oltre quello standard, anche Esadecimale, Ottale, Binario, a Numeri Romani e, ovviamente, nel formato Unix Epoch Time.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1503_thinkgeek_clock.jpg' alt='Think Geek Clock' /></div>
<p>In alternativa, il sito <a href="http://coolepochcountdown.com/">Cool Epoch Countdown</a> ha fornito, e fornisce tuttora, in tempo reale lo scandire del tempo in Unix Time.</p>
<p>Se questi festeggiamenti vi sono sembrati assurdi, allora dovete sapere che le <strong>frasi più ricorrenti</strong> che giravano sulla blogosfera fino a qualche giorno primo, erano <strong>tutte di genere apocalittico</strong>, come <a href="http://www.zergwatch.com/Newsfeed-108585/it039s-the-end-of-the-world-as-we-know-it.html">questa</a>:</p>
<blockquote><p>
It&#8217;s The End Of The World As We Know It!<br />
There&#8217;s a fairly good chance the world is going to end tomorrow&#8230;at least the world of Unix
</p></blockquote>
<p>Ovviamente, quando si tratta di cose strane, <strong>anche Google ci mette lo zampino</strong> e per festeggiare il 1234567890 Day, Google ha <a href="http://www.downloadblog.it/post/8957/la-celebrazione-di-google-per-il-1234567890-day">proposto</a> uno dei suoi Doodle riportante la scritta</p>
<blockquote><p>
$ date +%s …<br />
1234567890
</p></blockquote>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1503_google_1234567890.gif' alt='Google 1234567890 Day' /></div>
<p>Per i non addetti ai lavori, &#8220;<strong>date +%s</strong>&#8221; è il comando da lanciare sul vostro terminale linux/unix like/mac os x per vedere visualizzata la data nel formato unix time. Per sapere a che ora e che giorno corrisponde una particolare data in unix time, è sufficiente lanciare questo <strong>script in Perl</strong> (ma potete anche visitare uno dei tanti siti di <a href="http://www.onlineconversion.com/unix_time.htm">conversione data/unix time</a>):</p>
<blockquote><p>perl -e &#8216;print scalar localtime(1234567890),&#8221;\n&#8221;;&#8217;<br />
Sat Feb 14 00:31:30 2009
</p></blockquote>
<h5>Altre celebrazioni numeriche create ad hoc</h5>
<p>E se nel lontano 09 Settembre 2001 (2001-09-09T01:46:40Z) si sono festeggiati a Copenhagen in Danimarca (presso il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Danish_UNIX_User_Group">DKUUG</a>), il primo 1.000.000.000 di secondi, allora vi farà piacere che che nel lontano <strong>18 Maggio 2033 alle ore 03:33:20</strong>, ricorrerà la <strong>celebrazione del Secondo Billenium</strong>: 2000000000!</p>
<blockquote><p>perl -e &#8216;print scalar localtime(2000000000),&#8221;\n&#8221;;&#8217;<br />
Wed May 18 05:33:20 2033
</p></blockquote>
<p>La cosa buffa è che, giocando con questo piccolo script in Perl, ho scoperto che <strong>il 9 Agosto del 2005, è ricorso il Fibonacci Day dei sistemi Unix</strong> (ho sostituito la data in unix time con la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Successione_di_Fibonacci">Successione di Fibonacci</a>, escluso lo zero iniziale, <strong>1123581321</strong>):</p>
<blockquote><p>perl -e &#8216;print scalar localtime(1123581321),&#8221;\n&#8221;;&#8217;<br />
Tue Aug  9 11:55:21 2005
</p></blockquote>
<p><strong>ma nessuno ne ha mai parlato</strong> (o sbaglio?). Forse era una ricorrenza da geek matematici, una specie ancora più rara dei normali geek!</p>
<p>Continuando, possiamo notare che, <strong>il 14 Novembre del 2014, si potrebbe festeggiare il Pi Greco Decimal Day per i sistemi Unix</strong> (prendendo in esame la prima parte decimale del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pi_greco">pi greco</a>):</p>
<blockquote><p>perl -e &#8216;print scalar localtime(1415926535),&#8221;\n&#8221;;&#8217;<br />
Fri Nov 14 01:55:35 2014
</p></blockquote>
<p>Come vedete, <strong>i motivi per festeggiare ce ne saranno molti ed è tutto frutto della psicologia della ricorrenza numerica</strong>. Un comportamento tutto tipico dell&#8217;essere umano, che si è dimostrato in tutta la sua potenza mediatica nell&#8217;anno 2000 (amplificato poi anche dal famoso Millennium Bug). <strong>Per l&#8217;uomo tutte le ricorrenze numeriche sono sempre affascinanti</strong>, come quando si prendono le <em>misure della Piramide di Cheope</em> della piana di Giza in Egitto e si scopre che <em>dividendo il perimetro della Piramide per il doppio dell&#8217;altezza si ottiene un valore molto simile al pi-greco</em>. O quando Joseph Seiss, un ecclesiastico americano, scrisse che le pietre della Piramide contenevano un sistema di numeri che indicavano misure, pesi, angoli, temperature, gradi, problemi geometrici e rilevamenti cosmici. Seiss fu sorpreso dalla ricorrente presenza nei suoi calcoli del numero 5!</p>
<p>E che dire della <strong>sequenza numerica 4 &#8211; 8 &#8211; 15 &#8211; 16 &#8211; 23 &#8211; 42</strong>, nota come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Equazione_di_Valenzetti">Equazione di Valenzetti</a>, che la DHARMA, nel mondo immaginario del serial televisivo Lost, aveva il compito di modificare per evitare la fine dell&#8217;umanità. In poco tempo <strong>finzione e realtà si sono fusi insieme</strong>, <a href="http://www.iisguarasci.it/index.php?option=com_content&#038;task=view&#038;id=51&#038;Itemid=42">girando</a> per internet e <strong>assumendo connotazioni di quasi-realtà</strong>.</p>
<p>Ovviamente <strong>alcune ricorrenze numeriche sono talmente singolari che appaiono dare un significato agli eventi più strani, dando una sorta di potere ai numeri</strong> che si trasformano in <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2006/11/11/einstein-borges-e-la-conversione-del-pi-greco-in-binario/">elementi cabalo-matematici</a>.</p>
<h5>Il Bug del 2038</h5>
<p>Ma vi è un&#8217;altra <strong>data che i programmatori di tutto il mondo stanno aspettando, questa volta, con grande paura</strong> (come quella del Millennium Bug): è il <strong>19 gennaio 2038 alle ore 03:14:07 AM</strong>. Dopo questo momento, <strong>il contatore supererebbe il valore massimo, e verrebbe considerato come un numero negativo</strong>. I <strong>computer leggeranno la data non come 2038 ma come 1901</strong> (precisamente, le 20:45:52 di venerdì 13 dicembre 1901) causando errori di calcolo!</p>
<p>Il problema è noto da tempo a tutti e la causa del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bug_dell'anno_2038">bug informatico dell&#8217;anno 2038</a> (&#8220;<strong>Year 2038</strong>&#8221; è chiamato anche &#8220;Y2038&#8243;, &#8220;Y2K38&#8243;, o &#8220;Y2.038K&#8221; nel linguaggio specialistico) è da imputarsi all&#8217;<strong>architettura a 32 bit di molte macchine unix attualmente esistenti che usano</strong>, come spiegato prima, la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tempo_%28Unix%29"><strong>rappresentazione POSIX</strong></a> per calcolare il tempo (partendo dal numero di secondi a partire dal 1 gennaio 1970). Questo tipo di sistema è lo <strong>standard per i sistemi Unix, e colpisce anche software per altri sistemi operativi che siano stati sviluppati in C</strong>. Sulla maggior parte dei sistemi a 32 bit il valore del dato <strong>time_t</strong> usato per questo calcolo è un <strong>numero intero a 32 bit di tipo signed</strong>.</p>
<p><a href="http://www.ippolita.net/googlewiki/9.html">Infatti</a>, se un programmatore crea una variabile di tipologia intero segnato per memorizzare un valore numerico, <strong>questo può essere come minimo -2147483648 e come massimo 2147483647</strong>. Un numero molto grande, ma che diventa <strong>un valore piccolissimo se lo trasformiamo in secondi</strong>. In 32 bit, infatti, <strong>ci stanno appena 136 anni!</strong> Usando questo sistema, la data più avanzata rappresentabile a partire dalle 00:00:00 del 1/1/1970 sono le <strong>03:14:07 di giovedì 19/01/2038!</strong></p>
<p>La cosa interessante è che <strong>il mondo POSIX comprende, oltre ai sistemi operativi derivati dal sistema UNIX</strong> (GNU/Linux, BSD, Solaris, Mac OS X), <strong>anche tutti i protocolli di rete UNIX style</strong> (http, ftp, etc). In parole povere, se le previsioni nefaste degli addetti ai lavori si avverassero, <strong>sarebbe anche la fine di internet</strong>  (che funziona grazie a protocolli Unix) <strong>e dei principali server del globo</strong> (che utilizzano sistemi operativi derivati da Unix). Dopo quel secondo <strong>saremo proiettati nel 13 dicembre 1901 alle 20:45</strong>. Sicuramente questo sarà un problema da gestire da qui ai prossimi anni e richiederà un cambio epocale nella gestione del tempo e di tutto il resto nei sistemi Unix. <strong>In teoria la soluzione è semplice e già disponibile, e consiste nell’usare solo sistemi a 64 bit, come il 99% dei processori in commercio attualmente</strong>. Infatti, nei sistemi a 32 bit il limite massimo di un intero è <em>(2^32) &#8211; 1</em>, mentre in quelli a 64 bit è <em>(2^64) &#8211; 1</em>.</p>
<p>Come <a href="http://programmazione.it/index.php?entity=eitem&#038;idItem=38378">denunciato</a> anche dal sito ufficiale, <a href="http://www.2038bug.com/">2038bug.com</a>, però, <strong>l&#8217;errore comune è quello di credere che il problema verrà risolto con la semplice adozione dei 64 bit</strong>, non considerando che i molti strumenti che utilizzano <strong>sistemi embedded</strong> (forni a microonde, ascensori, orologi da polso, ecc.), <strong>sono ancora a 8/16 bit e che molti database utilizzano, per i propri campi data, dei Timestamp a 32 bit</strong>.</p>
<p>Un aspetto curioso di questa faccenda è che su questo bug del 2038 è stata costruita la storia di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_Titor">John Titor</a>, un <strong>fantomatico uomo del futuro (2036) tornato nel 1975 per recuperare un esemplare di IBM 5100 come sorta di moderna Stele di Rosetta</strong>, poiché sarebbe l&#8217;unica macchina capace di risolvere il bug che sconvolgerebbe il mondo.</p>
<p>Interessante come, anche in questo caso, Google ci abbia messo lo zampino, perché i più <a href="http://www.ippolita.net/googlewiki/9.html">attenti</a> avranno scoperto che la data di scadenza dei cookie di Google è il 17 gennaio 2038, due giorni prima della fine dell&#8217;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Unix_epoch">Unix Epoch</a> (solo dopo questa data il browser può procedere all&#8217;eliminazione dei dati contenuti nel cookie stesso).</p>
<p>Ovviamente c&#8217;è anche chi, per celebrare l&#8217;evento, ha iniziato <a href="http://unixepoch.com/"><strong>vendere magliette con la fine dell&#8217;Unix Epoch</strong></a>, ma anche <a href="http://www.cafepress.com/unixepoch">tazze e mousepad</a> <strong>per ricordarvi che, la fine dei sistemi operativi come voi li conoscete, è vicina</strong>!</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1503_tshirt_epoch_time.jpg' alt='T-Shirt Epoch Time' /></div>
<p>Se invece, <strong>volete verificare se il vostro sistema è immune o meno da questo bug</strong>, ecco il <a href="http://www.2038bug.com/demo.html">codice C</a> da compilare:</p>
<textarea name="code" class="c++:nogutter" cols="60" rows="10">
#include <stdlib .h>
#include <stdio .h>
#include <unistd .h>
#include <time .h>

int main (int argc, char **argv)
{
    time_t t;
    t = (time_t) 1000000000;
    printf ("%d, %s", (int) t, asctime (gmtime (&#038;t)));
    t = (time_t) (0x7FFFFFFF);
    printf ("%d, %s", (int) t, asctime (gmtime (&#038;t)));
    t++;
    printf ("%d, %s", (int) t, asctime (gmtime (&#038;t)));
    return 0;
}
</textarea>
<p><a href="http://programmazione.it/index.php?entity=eitem&#038;idItem=38378">Questo semplice esempio</a> in C <strong>mostra come l&#8217;aggiunta di un solo secondo al <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Timestamp">Timestamp</a> ”Tue Jan 19 03:14:07 2038” lo tramuti in un sinistro venerdì 13 dicembre 1901</strong>.  Quindi, se il vostro sistema è a 32 bit, dovrebbe produrre questo risultato:</p>
<blockquote><p>
1000000000, Sun Sep  9 01:46:40 2001<br />
2147483647, Tue Jan 19 03:14:07 2038<br />
-2147483648, Fri Dec 13 20:45:52 1901</p></blockquote>
<p>Ecco una <strong>simulazione di quello che accadrebbe nel 2038 ai sistemi unix a 32 bit</strong>:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1503_y2038_simulation.gif' alt='Y2038 Bug Simulation' /></div>
<p><strong>UPDATE</strong>: Ho appena <a href="http://www.wired.it/news/archivio/2009-03/02/festeggioggi-festeggiare-e-un-fattore-matematico,-buona-giornata-della-radice-quadrata!.aspx">scoperto</a> che molti <strong>geek matematici</strong> festeggiano la <strong>giornata della radice quadrata</strong> che viene celebrata nella data in cui, <strong>sia il giorno che il mese, risultano essere la radice delle ultime due cifre dell&#8217;anno</strong>. L&#8217;ultima festività è occorsa il 03 Marzo 2009 (3/3/09 <strong>Square Root Day</strong>), ma <strong>beccare la radice giusta non è facile come sembra</strong> (sembra che capiti <strong>solo 9 volte in un secolo</strong>). Se vogliamo continuare a dare i numeri, l&#8217;ultimo giorno papabile prima di questo è stato infatti il due febbraio del 2004, che casualmente coincideva con il &#8216;giorno della marmotta&#8217; americano. Per festeggiare di nuovo dovremo aspettare ben sette anni, esattamente il quattro aprile del 2016. Il primo a celebrare questo evento è stato, nella lontana radice dell&#8217;81, Ron Gordon.
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		<title>Google in tilt per 55 minuti in tutto il mondo per un semplice errore umano. Considerazioni sul ruolo di Google e di StopBadware.org</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 10:47:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato 31 Gennaio 2008, per la prima volta, Google ha commesso un piccolo semplice errore che ha coinvolto le ricerche sul web di tutto il mondo per ben 55 minuti: una eternità, considerando che Google gestisce oltre il 70% delle ricerche in rete con un database di oltre 8 miliardi di pagine web indicizzate, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 31 Gennaio 2008, per la prima volta, <strong>Google ha commesso un piccolo semplice errore che ha coinvolto le ricerche sul web di tutto il mondo per ben 55 minuti</strong>: una eternità, considerando che Google <strong>gestisce oltre il 70% delle ricerche in rete</strong> con un database di oltre <strong>8 miliardi di pagine web indicizzate</strong>, e considerando anche che per molti <strong>Google è sinonimo unico di motore di ricerca</strong>, nomina che si è guadagnato nel tempo grazie alla sua efficienza nelle ricercare le informazioni. Ho <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2005/09/17/definizione-di-google/">ripescato</a> apposta questa definizione di <a href="http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&#038;cod=4290">Zeus News</a> sul motore di ricerca più famoso al mondo risalente al 2005, che fa comprendere quanto è importante Google per tutti noi:</p>
<blockquote><p>
“Google è il più grande motore di ricerca del Web ma è anche una potenza economica, uno dei marchi più conosciuti, una forma culturale universale che rappresenta per la nostra generazione della Galassia Internet quello che può aver rappresentato l’Encyclopédie di Diderot per l’Illuminismo.”
</p></blockquote>
<p>Dopo questa altisonante affermazione, capirete come <strong>55 minuti di black-out informativo possano incidere molto sul buon nome della società di Mountain View</strong> (<a href="http://googleblog.blogspot.com/2009/01/this-site-may-harm-your-computer-on.html">qui</a> le spiegazioni di Google e <a href="http://blog.stopbadware.org/2009/01/31/google-glitch-causes-confusion">qui</a> di StopBadware.org). E <strong>poco importa che Google non sia l&#8217;unico motore di ricerca</strong>, che esistano alternative forse altrettanto efficaci o comunque certamente in grado di sostituirlo per un breve periodo. Come, infatti, afferma <a href="http://punto-informatico.it/2539484/PI/Commenti/contrappunti-fattore-umano.aspx">Punto Informatico</a>, questo episodio è stato</p>
<blockquote><p>
&#8230; capace di segnalare gli <strong>straordinari imbambolamenti di una generazione che senza Google si ritrova improvvisamente perduta</strong>.
</p></blockquote>
<h5>La mia esperienza</h5>
<p>Personalmente, <strong>verso le 15:45 mi è capitato di vedere questo messaggio di errore</strong>: ero a casa di mio fratello quando mi ha chiamato segnalandomi il problema con qualsiasi ricerca effettuasse, sia dal proprio Macbook che dall&#8217;iPod Touch. Dopo qualche attimo di confusione, in cui ho pensato a qualche problema di Google (idea subito scartata perché così esteso era assai improbabile), abbiamo così pensato ad un problema con il modem. Il caso ha voluto che dopo averlo spento e riacceso il problema non si era più ripresentato, relegando il problema ad una curiosa anomalia di Google ma circoscritta al nostro indirizzo ip dinamico. E&#8217; stato solo il giorno dopo che ho letto che il problema aveva una portata planetaria e <strong>ho cominciato a riflettere sul fatto che anche io ero stato incredulo sul fatto che un tale problema potesse accadere in tutto il mondo e che potesse coinvolgere addirittura Google</strong>!</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1999_google_panic.jpg' alt='Google Panic' /></div>
<h5>Il problema</h5>
<p>C&#8217;è, però, chi si rasserena pensando che <strong>i danni potevano essere ben più gravi se non fosse stato un sabato quando la maggior parte degli uffici erano chiusi</strong> (<em>sulla costa Pacifica e in Asia, per esempio, per via del fuso orario, le reazioni sono state meno evidenti</em>). Ma il bello è che <strong>Google apparentemente funzionava come tutti gli altri giorni</strong>, ma, nel periodo di interruzione, quando gli utenti tentavano di eseguire una qualsiasi ricerca, in Italia e nel resto del mondo, <strong>tutti i risultati venivano indicati come potenzialmente dannosi</strong>. E se anche si decideva di proseguire comunque, <strong>l&#8217;utente veniva indirizzato ad una pagina che lo invitata a riprovare in un secondo momento perché il sito poteva presentare dei malware dannosi per il computer, impedendo di fatto di aprire il sito in questione</strong>. L&#8217;unico modo per raggiungere la pagina desiderata era quello di <strong>copiare manualmente l&#8217;url sulla barra degli indirizzi del browser</strong> o, più banalmente, aprendo il motore di ricerca concorrente Yahoo! (<em>sarebbe interessante valutare il suo picco di accessi in quella pazza ora</em>).</p>
<h5>Il ruolo di Stopbadware.org è legittimo?</h5>
<p>A questo punto verrebbe spontaneo chiedersi <strong>se tutti noi siamo Google-Dipendenti</strong> e se il ruolo di <a href="http://stopbadware.org/">StopBadware.org</a>, una iniziativa no-profit di due centri universitari per lo studio di Internet (Harvard e Oxford) e di una associazione di consumatori americana per combattere il “Badware” (ovvero l’insieme di Spyware, Malware e Adware), sia legittima. Già nel 2006, in un mio articolo, mi <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2006/11/12/google-e-stopbadware/">chiesi</a> se <strong>era giusto dare a Google la possibilità di filtrare i siti che lui riteneva pericolosi e fonte di malware</strong>. E la domanda risulta oggi più che mai attuale dopo gli avvenimenti dello scorso Gennaio, <strong>considerando anche il fatto che la maggior parte dei malware e virus contenuti in quei siti agiscono sui sistemi Windows, mentre chi naviga con Linux o Mac OS X non soffre di questi problemi</strong>. </p>
<h5>Una fama di efficienza assoluta distrutta in soli 55 minuti</h5>
<p>E se <strong>anni di onorato ininterrotto servizio grazie alle eccezionale ridondanze dei datacenter</strong> di Mountain View hanno <strong>contribuito a fornire a Google un alone di fama epica</strong>, un semplice <strong>errore umano di un dipendente di Google</strong> (magari <strong>insonnolito dato che in California erano le 6 del mattino</strong>) che <strong>ha digitato uno &#8220;<em>\</em>&#8221; </strong>(<em>backslash</em>, che dovrebbe stare ad indicare tutti i siti internet) di troppo <strong>nella lista di siti internet da bannare</strong> (che solitamente viene inserita a mano), <strong>ha contribuito a ricordare a tutto il mondo che noi siamo dipendenti da Google e che senza saremmo, almeno momentaneamente, persi</strong> (dato che le alternative, molto spesso non sono altrettanto efficienti nelle serp, confermando di fatto la nostra google-dipendenza a livello planetario)!</p>
<p><strong>55 minuti</strong> (in realtà secondo Google il tempo effettivo era di 40 minuti dato che il back-out non è stato continuo), <strong>duranti i quali un&#8217;ondata di sconforto, di confusione e, in rari casi, anche di panico, sui blog della rete ha attraversato l&#8217;Atlantico ed è arrivata in Europa</strong>. E i navigatori, con l&#8217;ausilio di tutti i social network che la rete poteva mettere loro a disposizione (tra i servizi di microblogging twitter è stato il re incontrastato), si sono scambiati milioni di messaggi preoccupati (più volte aleggiavano teorie cospiratorie alla stregua di <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2007/02/14/e-se-google-cadesse-in-mano-ad-un-dittatore-o-non-fosse-altro-che-il-nome-in-codice-di-echelon/">questa</a>) e opinioni. Quella che era <strong>la porta di accesso alla rete per antonomasia era diventata improvvisamente inutile</strong>, aprendo uno scenario inimmaginabile per chi usa internet: <strong>un mondo senza Google!</strong>
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		<title>Come disinstallare il nuovo Picasa 3 per Mac OS X</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 16:04:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Mac os x]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
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		<description><![CDATA[Vi starete sicuramente chiedendo come mai ho deciso di fare un articolo su come disinstallare l&#8217;atteso Picasa 3 per Mac OS, il programma distribuito gratuitamente da Google che permette di organizzare, migliorare e condividere fotografie, quando tutta internet sta acclamando l&#8217;uscita di questo prodotto di indubbia utilità. Semplice: non mi piace e la sua disinstallazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi starete sicuramente chiedendo come mai ho deciso di fare un articolo su <strong>come disinstallare l&#8217;atteso <a href="http://picasa.google.com/">Picasa 3 per Mac OS</a></strong>, il programma distribuito gratuitamente da Google che permette di <strong>organizzare, migliorare e condividere fotografie</strong>, quando tutta internet sta acclamando l&#8217;uscita di questo prodotto di indubbia utilità. Semplice: <strong>non mi piace e la sua disinstallazione non è così immediata come avviene per il 99% dei prodotti della Mela</strong>. Finché ero <strong>su Windows, Picasa era il software di gestione degli archivi fotografici per eccellenza</strong>, ma ora, che da poco più di anno sono passato al mondo Mac, non mi soddisfa più. Gli ho dato una rapida occhiata e, dato che l&#8217;unica caratteristica che mi interessava, come il <strong>Face Detection</strong>, sarà anche presente sul prossimo iLife 09 (che sicuramente acquisterò), ho deciso che <strong>avere due software quasi identici come Picasa e iPhoto sullo stesso PC, non faceva al caso mio</strong>.<br />
Sul mio Macbook Pro ho oltre 10.000 foto tutte taggate per persona (certo se avessi saputo che avrebbero introdotto il Face Detection, avrei evitato di associare i tag per ogni componente della mia famiglia!) e devo dire che gestire questo archivio con iPhoto è molto più facile che non usando Picasa. <strong>Sarà una questione di abitudine, sarà per come gestisce gli eventi, sarà che l&#8217;interfaccia grafica di iPhoto è più accogliente di quella di Picasa</strong> (un po&#8217; troppo Unix style per i miei gusti), <strong>o sarà che è perfettamente integrato con il sistema operativo, resta il fatto che oggi, dopo un oretta dall&#8217;installazione, ho deciso di rimuoverlo</strong>.</p>
<p>A descrivere meglio questi mie pensieri vi cito una <a href="http://macintosh.iblogr.com/2009/01/06/picasa-sbarca-su-mac/">frase di Mac Blog</a> che riassume alcune idee comuni:</p>
<blockquote><p>Il motivo per cui Google avrebbe potuto scegliere di sviluppare il software per Mac solo ora, a distanza di molto tempo dalla sua comparsa su Windows e Linux, potrebbe essere a mio avviso molto semplice, ovvero che gli utenti Apple non ne hanno assolutamente il minimo bisogno! Sia chiaro, funziona bene, per quel poco che ho provato, e sarebbe perfetto se solo non esistesse già un’applicazione che copre le funzioni svolte dal programma in maniera ottimale: iPhoto, la cui organizzazione è eccellentemente integrata nell’OS e il cui editing non ha nulla da invidiare a Picasa
</p></blockquote>
<h5>Disinstallare completamente Picasa 3 per Mac OS X </h5>
<p>Purtroppo, per rimuovere qualsiasi traccia di Picasa, <strong>non è sufficiente spostare nel cestino l&#8217;applicativo Picasa.app</strong> presente sotto /Applications/ <strong>e il file com.google.picasa.app</strong> presente sotto /Users/antonio/Library/Preferences/ (ovvero, quello che normalmente suggeriscono applicativi come <strong><a href="http://www.appzapper.com/">AppZapper</a></strong>)</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1982_picasa_appzapper.jpg' alt='Picasa AppZapper' /></div>
<p>bensì, come si legge su <a href="http://picasa.google.com/support/bin/topic.py?topic=14609">Picasa Help</a> nella sezione <a href="http://picasa.google.com/support/bin/topic.py?topic=14156"><strong>Installing and Uninstalling</strong></a> occorre:</p>
<ol>
<li>Aprire il Finder e, nella cartella Applications (o in qualsiasi altra directory si è installato Picasa), <strong>spostare nel Cestino il file Picasa.app</strong></li>
<li> Andare nella direvtory <strong>/Users/[username}/Library/Application Support/Google/</strong> e <strong>spostare nel cestino tutta la directory Picasa 3</strong>. Qui, dentro, è presente, tra le altre informazioni, <strong>il database logico delle foto (la directory db3) </strong>che, con i tag, l&#8217;organizzazione in album delle foto e backup delle foto editate, <strong>può arrivare ad occupare anche qualche centinaio di megabytes</strong>! Se, invece, si intende solo <strong>fare il rebuild del database, è sufficiente cancellare solo la cartella db3 e alla successiva riapertura, Picasa rifarà la scansione delle foto</strong>.
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1982_picasa_db.jpg' alt='Picasa DB' /></div>
</li>
<li>Se si è deciso di far <strong>scansionare tutto l&#8217;hard disk, invece che fargli visionare in sola lettura il db di iPhoto, è possibile che, in presenza di foto, Picasa 3, salvi un file .picasa.ini nelle relative directory</strong> (sistema decisamente invasivo di indicizzare le foto). Per cancellare questi file occorre avere i <strong>privilegi di Amministratore e occorre visualizzare i file nascosti su Mac</strong> (se non volete lavorare da terminale con i comandi &#8220;ls -la&#8221; potete scaricare l&#8217;applicazione gratuita <a href="http://www.macupdate.com/info.php/id/24682">iVisible 2.0.1</a> per Mac che abilita/disabilita la visione dei file e delle cartelle nascoste su Mac OS X).</li>
</ol>
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		<title>Google Flu Trends: come prevedere i picchi influenzali analizzando le ricerche su Google</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 15:27:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; noto che Google è una delle poche società che, in maniera intelligente, riesce ad usare la sua tecnologia per usi non comuni laddove nessun&#8217;altra società del web avrebbe mai avuto il coraggio di investire. E&#8217; questo anche il caso dell&#8217;ultimo progetto Google Flu Trends, un sito web che ha l&#8217;ambizione di voler prevedere i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; noto che Google è una delle poche società che, in maniera intelligente, riesce ad <strong>usare la sua tecnologia per usi non comuni laddove nessun&#8217;altra società del web avrebbe mai avuto il coraggio di investire</strong>. E&#8217; questo anche il caso dell&#8217;ultimo progetto <a href="http://www.google.org/flutrends/">Google Flu Trends</a>, un sito web che ha l&#8217;ambizione di voler <strong>prevedere i picchi influenzali anche 10 giorni prima rispetto alle autorità sanitarie locali</strong> o internazionali. Al momento questo nuovo strumento di Google (nato dall&#8217;incrocio tra <a href="http://www.google.com/trends">Google Trends</a> e <a href="http://www.google.org">Google.org</a>, la sezione filantropica del  motore di ricerca) si focalizzerà <strong>solo negli Stati Uniti</strong>, ma non è escluso che presto coinvolgerà tutto il mondo.</p>
<p>Ma come riuscirà nel suo intento se per anni migliaia di ricercatori in tutto il pianeta cercano di prevedere le epidemie influenzali, riuscendo solo a farlo con pochissimi giorni di anticipo? Il <a href="http://www.rainews24.it/Notizia.asp?NewsId=88215">metodo</a> è molto semplice e proprio nello &#8220;<strong>stile google</strong>&#8220;. Infatti, <a href="http://www.google.org/flutrends/">Google Flu Trends</a>, a detta gli autori, sarà in grado di anticipare l&#8217;arrivo delle epidemie stagionali <strong>grazie all&#8217;analisi delle ricerche su internet effettuate dai milioni di utenti della Rete!</strong> Calcolando quanto parole come &#8216;<em>sintomi influenzali</em>&#8216;, &#8216;<em>influenza</em>&#8216;, &#8216;<em>febbre</em>&#8216;, &#8216;<em>termometro</em>&#8216; o altri sinonimi vengono inserite come chiave di ricerca sul web, <a href="http://www.google.org/flutrends/">Google Flu Trends</a> potrà <strong>sfornare in netto anticipo dati importanti sui picchi influenzali e magari aiutare a contenerne l&#8217;entità</strong>.</p>
<p><a href="http://www.webnews.it/news/leggi/9558/larrivo-dellinfluenza-lo-predice-google/">Infatti</a>, scavando nei loro archivi a Mountain View hanno scoperto che <strong>con l&#8217;approssimarsi dell&#8217;influenza la gente cerca sempre di più parole ad essa correlata</strong>, sia che si tratti di medicinali da acquistare che di informazioni sulla malattia che di materiale come siringhe.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1956_google_flu_trends.jpg' alt='Google Flu Trends' /></div>
<p>Oggetto di un articolo in via di pubblicazione su <a href="http://www.nature.com/">Nature</a>, questa <strong>nuova metodologia di ricerca e di previsione</strong> pare possa captare il tipo di informazioni richieste dagli utenti della Rete e di <strong>trasformarli, in caso siano riconducibili all&#8217;influenza, in grafici e mappe che riportano il possibile andamento delle epidemie a livello regionale</strong>. Google Flu Trends, inoltre, è in grado di rilevare e predirre anche la crescita o il propagarsi del virus in una certa area visto che può suddividere le ricerche in base alla loro provenienza.</p>
<p>Google, inoltre, ci tiene a precisare che per quanto riguarda il discorso <strong>privacy, tutti i dati raccolti saranno trattati come dati anonimi, per nulla riconducibili al singolo utente</strong>.</p>
<p>Al momento, nella fase beta di questo <strong>progetto ambizioso</strong>, <a href="http://www.google.org/flutrends/">Google Flu Trends</a> coprirà solo gli Stati Uniti, ma la compagnia ha intenzione di <strong>applicare il nuovo sistema non solo a tutto il mondo, ma anche ad altre malattie</strong>, contribuendo agli interventi di prevenzione!</p>
<div align="center">
<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ytMzI3aphmo&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/ytMzI3aphmo&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object>
</div>
<p>Da come si può vedere  dal grafico degli anni precedenti presente sulla pagina di <a href="http://www.google.org/about/flutrends/how.html">How does this work?</a> del progetto, </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1956_google_flu_trends_graph.jpg' alt='Google Flu Trends History Graph' /></div>
<p>sembra che l&#8217;<strong>andamento delle ricerche per le parole chiave dell&#8217;influenza e i picchi influenzali seguono le stesso trend</strong>. C&#8217;è quindi da sperare che il progetto possa risultare davvero utile.
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		<title>Con il solo iPhone Apple diventa il terzo produttore di cellulari dopo Nokia e Samsung e App Store raggiunge i 200 milioni di applicativi venduti in soli 102 giorni</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2008/10/22/con-il-solo-iphone-apple-diventa-il-terzo-produttore-di-cellulari-dopo-nokia-e-samsung-e-app-store-raggiunge-i-200-milioni-di-applicativi-venduti-in-soli-102-giorni/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 11:50:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi sono rimasto impressionato dai risultati finanziari della Apple relativi al quarto trimestre 2008 conclusosi il 27 settembre (Q4-2008): Apple è diventata, in termini di fatturato, il terzo produttore mondiale nel campo della telefonia cellulare, dietro a Nokia e Samsung, e seguita da Sony Ericsson, LG, Motorola e RIM. Ma la cosa più straordinaria è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi sono rimasto impressionato dai <a href="http://www.apple.com/pr/library/2008/10/21results.html">risultati finanziari della Apple</a> relativi al quarto trimestre 2008 conclusosi il 27 settembre (<a href="http://www.apple.com/quicktime/qtv/earningsq408/"><strong>Q4-2008</strong></a>): <strong>Apple è diventata, in termini di fatturato, il terzo produttore mondiale nel campo della telefonia cellulare, dietro a Nokia e Samsung</strong>, e seguita da Sony Ericsson, LG, Motorola e RIM. Ma la cosa più straordinaria è che è riuscita a <strong>raggiungere questo livello con solo 2 modelli</strong> (iPhone 2G e iPhone 3G) in catalogo e, se <a href="http://spreadsheets.google.com/pub?key=pUwZATIrXuTeCVdJHkQY1Zg&#038;gid=0">considerate</a> che tutto <a href="http://blog.wired.com/gadgets/2008/10/apple-may-alrea.html">questo</a> è avvenuto <strong>a soli 15 mesi di distanza dall&#8217;ingresso della società sul mercato della telefonia mobile</strong>, converrete con me che è davvero strabiliante.</p>
<p>Per capire, però, ancora meglio il successo dell&#8217;iPhone dovete considerare che <strong>Nokia, leader nel settore, opera nella telefonia mobile dal 1995 con 212 modelli, mentre Samsung ha iniziato nel 2000 con 254 modelli di cellulari</strong>!</p>
<p>Ma <strong>Apple ha battuto anche RIM, la società che produce Blackberry</strong>, la soluzione leader nella telefonia enterprise, che ha dichiarato 6,1 milioni di dispositivi, contro i <strong>6.9 milioni di telefoni prodotti dalla società di Cupertino</strong> (in crescita di oltre il 600% rispetto all’anno scorso, quando era in vendita nei soli Stati Uniti), <strong>raggiungendo ufficialmente l’obiettivo che si era prefissata lo scorso anno, cioè vendere 10 milioni di telefoni</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1943_graph_iphone.jpg' alt='Record iPhone' /></div>
<p>Tutto ciò ha portato <strong>Apple ad avere 25 miliardi di dollari di liquidità al sicuro in banca con l&#8217;azzeramento dei debiti</strong>!</p>
<h5>Apple ha più cassa del valore di mercato di Dell e di Microsoft</h5>
<p>E pensare che il 6 ottobre 1997, in risposta a una domanda, Michael Dell, fondatore e CEO dell’azienda <strong>DELL, rispose che se fosse stato a capo di Apple l’avrebbe chiusa e avrebbe restituito i soldi agli azionisti</strong>. Oggi, la capitalizzazione di Apple è di 91,79 miliardi di dollari, ha zero debiti e venticinque miliardi di dollari in cassa. Considerando che la capitalizzazione sul mercato di Dell è al momento di 24,66 miliardi di dollari, ne deriva che <strong>teoricamente Apple avrebbe in tasca e immediatamente disponibile la somma necessaria a comprarsi l’intera Dell</strong>!<br />
Inoltre, confrontando i dati trimestrali di Apple e Microsoft, in questo momento di crisi economica, si scopre che <strong>la società di Cupertino ha più liquidi del colosso di Redmond</strong>: Microsoft ha infatti dichiarato <strong>liquidità o investimenti a breve termine per 20,7 miliardi di dollari contro i 24,5 miliardi di Apple</strong>.<br />
Un&#8217;analista di Bernstein Research ha, però, <strong>suggerito ad Apple di effettuare un’operazione di buyback</strong>, ovvero <strong>ricomprare parte delle sue stesse azioni</strong>, in modo da ottenere due grandi vantaggi: l’incremento dell “Earning per Share” di una percentuale variabile dal 4% al 9% (in base alla quota di azioni riacquistate) e un significativo risollevamento del titolo in borsa.</p>
<p>Tutto <a href="http://www.macitynet.it/macity/aA34857/apple_piu_ricca_di_microsoft.shtml">questo</a> risulta sicuramente di grande rilievo la <strong>spaventosa quantità di denaro a disposizione</strong> della Apple; grazie ad essa Apple potrebbe essere in grado di operare per acquisizioni, investimenti in ricerca, acquisti di materiali e ogni tipo di operazione <strong>senza la necessità di ricorrere al mercato dei prestiti</strong>, il che in questo particolare momento economico è un <strong>fattore di solidità che pochissime altre società al mondo sono in grado di vantare</strong>. La stessa Microsoft, ad esempio, se avesse portato a termine l&#8217;acquisto di Yahoo sarebbe stata obbligata a ricorrere ad un prestito con il conseguente pagamento di interessi.</p>
<h5>App Store a quota 200 milioni</h5>
<p>Per finire, si prevede che domani <strong>l&#8217;App Store avrà venduto la duecentomilionesima applicazione</strong>, in appena <strong>102 giorni dal lancio</strong> e con <strong>circa 5.500 applicazioni differenti</strong>, confermando le ipotesi secondo cui l&#8217;<a href="http://www.levysoft.it/archivio/2008/10/15/dopo-la-rimozione-della-clausola-di-segretezza-sullsdk-iphone-in-arrivo-libri-video-tutorial-e-corsi-online-il-successo-dellapp-store-e-elenco-dei-siti-per-imparare-a-programmare-liphone/">App Store è l’Eldorado degli sviluppatori e di Apple</a>!<br />
Ora, dopo questi dati, c&#8217;è da scomettere che vedremo un fiorire di negozi virtuali: e quindi, dopo che Apple ha tracciato la strada con il suo <strong>App Store</strong>, ecco nascere l&#8217;<strong>Android Market</strong> per il cellulare made in Google (T-Mobile G1), il <strong>BlackBerry App Center</strong> (disponibile per gli utenti a partire da marzo 2009), per il telefonino della RIM (in cui ci saranno ricavi del 80% contro il 70% della Apple) e, <a href="http://blogs4biz.libero.it/index.php/2008/microsoft-prepara-skymarket-l-online-sto">notizia</a> recente, <strong>Skymarket</strong>, il nome in codice del <strong>marketplace service dedicato a Windows Mobile</strong>, nel quale riunire e vendere le oltre <strong>18.000 applicazioni per Windows Mobile prodotte da terze parti</strong> e attualmente disponibili sul mercato.
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		<title>Come seguire la diretta del Keynote Apple con Site Reloader e lista di tutti i siti che seguono l&#8217;evento in live blogging</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Oct 2008 14:39:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se non potete fare a meno di seguire il Keynote Apple di oggi martedi 14 Ottobre 2008 presso il Town Hall di San Francisco, bombardati dalle decine di rumors e segnalazioni fotografiche di presunti nuovi modelli di Macbook, Macbook Pro e Apple Cinema, allora sicuramente, alle 19:00 di questa sera, sarete tra quelli che resteranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se non potete fare a meno di seguire il <strong>Keynote Apple</strong> di oggi martedi 14 Ottobre 2008 presso il Town Hall di San Francisco, bombardati dalle decine di <strong>rumors</strong> e segnalazioni fotografiche di presunti nuovi modelli di Macbook, Macbook Pro e Apple Cinema, allora sicuramente, alle 19:00 di questa sera, sarete tra quelli che resteranno  davanti al PC, pronti a cliccare sul tasto refresh del vostro browser. Se volete evitare questa noiosa procedura, laddove i vostri siti preferiti non supportino l&#8217;auto-refresh delle pagine che seguono il <strong>live dell&#8217;Apple Event</strong>, allora non potrete di certo fare a meno di <a href="http://sitereloader.appspot.com/"><strong>Site Reloader</strong></a> (sito simile ma più evoluto di <a href="http://www.pagereboot.com/"><strong>Page Reboot</strong></a>, comunque valido se non si hanno particolari esigenze), una utility web che ci permette di <strong>aggiornare una o più pagine web caricate attraverso delle finestre popup, con un intervallo di tempo del reload che va da 5 secondi a 30 minuti</strong> (di default è impostato un tempo ragionevole, anche per il live blogging di questa sera, di 30 secondi).</p>
<h5>Come funziona Site Reloader</h5>
<p>La procedura è molto semplice: andiamo sul sito, inseriamo l&#8217;indirizzo del sito a cui siamo interessati e clicchiamo su Add. Quindi, verrà aggiornata in ajax una lista presente sotto il textbox, con <strong>l&#8217;elenco di tutte le url inserite e il relativo tempo di reload modificabile a piacere</strong>. E&#8217; possibile anche eliminare un sito, cliccando sull&#8217;icona rossa con la X, e automaticamente verrà chiusa anche la finestra popup relativa. Oppure, molto più semplicemente, <strong>chiudere la finestra popup di un sito e, automaticamente, verrà eliminata anche la riga nella lista dei siti di Site Reloader</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1934_site_reloader.jpg' alt='Site Reloader' /></div>
<p>A differenza di altre applicazioni web simili, questo sito sfrutta le <a href="http://code.google.com/appengine/"><strong>Google App Engine</strong></a> e, per poter salvare la lista dei siti da monitorare, occorre loggarsi con un account Google (lo stesso che usate per la vostra Gmail o per uno delle decine di servizi messi a disposizione dal motore di ricerca).</p>
<p>Inoltre, sempre solamente per gli utenti che effettuano il login e che hanno, quindi, potuto <strong>salvare la lista dei siti da monitorare</strong>, è presente anche la funzione di <strong>autocaricamento dei siti salvati sulla nostra lista, appena si aprirà la pagina di Site Reloader</strong>. Unica nota: per funzionare correttamente, <strong>Site Reloader necessita della disabilitazione (o dell&#8217;abilitazioni delle eccezioni) dell&#8217;eventuale Popup Blocker</strong> presente oramai di default su qualsiasi browser.<br />
In definitiva, Site Reloader è indubbiamente un servizio molto utile per seguire cronache di eventi in diretta.</p>
<h5>La lista dei siti che seguono il Keynote Apple</h5>
<p>Per finire, <strong>ecco una lista di siti</strong>, che potrete inserire su Site Reloader, <strong>che questa sera, verso le ore 19:00 ora italiana</strong> (ore 10 am ora locale) <strong>effettueranno il live blogging dell&#8217;evento Apple</strong>:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.engadget.com/">Engadget</a> (<a href="http://www.engadget.com/2008/10/14/live-from-apples-spotlight-turns-to-notebooks-event/">live</a>)</li>
<li><a href="http://www.crunchgear.com/">Crunchgear</a> (qui il <a href="http://www.crunchgear.com/2008/10/09/apple-sending-out-macbook-event-invites-for-october-14/">live</a> con le pagine che effettuano il refresh automatico)</li>
<li><a href="http://www.macrumorslive.com/">MacRumorsLive</a></li>
<li><a href="http://www.macworld.co.uk/">MacWorld</a> (<a href="http://www.macworld.co.uk/business/news/index.cfm?RSS&#038;NewsID=23149">live</a>)</li>
<li><a href="http://www.gizmodo.com">Gizmodo</a></li>
<li><a href="http://twitter.com/TAL_Live">The Apple Lounge Live Twitter</a></li>
<li><a href="http://www.melablog.it">Melablog</a></li>
</ul>
<h5>Vantaggi e svantaggi</h5>
<p>Il vantaggio di usare servizi web online (piuttosto che applicazioni standalone come plugin per Firefox come <a href="https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/115">ReloadEvery</a>) è, indubbiamente, oltre ad essere <strong>indipendenti dalla piattaforma e dai browser usati</strong>, anche quello di <strong>avere la lista dei siti da monitorare ovunque si sia</strong>. Lo svantaggio è che, come spesso accade in eventi mondiali che riscuotono un notevole successo mediatico che, in termini pratici, corrisponde ad un numero elevato di visitatori, è <strong>possibile che siti come Site Reloader possano andare offline</strong>, come <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2008/01/21/la-sconfitta-dei-servizi-web-20-come-twitter-e-coveritlive-per-il-live-blogging-racconto-di-come-il-keynote-ha-mandato-in-crash-la-blogosfera/">accaduto</a> durante il Keynote Apple del 15 Gennaio 2008 in cui servizi online come <a href="http://www.twitter.com/">Twitter</a> e <a href="http://www.coveritlive.com/">CoverITLive</a> non hano retto l’intenso traffico che da tutto il mondo transitava sui loro servers, venendo meno l’interessante diretta che stavano realizzando.</p>
<p>Non credo questo possa essere il caso di Site Reloader, nel qual caso dovremmo <strong>ricorrere al vecchio metodo del refresh manuale</strong> delle pagine internet, <strong>oppure, molto più semplicemente, collegandosi ad evento finito bypassando le spasmodiche cronache del Keynote Apple</strong>!
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		<title>Spostare i data center di Google, Yahoo, Cisco e Microsoft in Islanda dove si trovano in grande quantità freddo ed energia pulita</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 10:41:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri ho scritto un articolo sul sostanzioso inquinamento che producono i data center, tanto che si è calcolato che nel 2020, se non verrà implementata una politica di contenimento dei consumi, le emissioni dei sistemi server supereranno quelle del traffico aereo commerciale. Oggi vorrei completare il discorso parlando di un interessante rapporto della società internazionale di consulenza PricewaterhouseCooper, che ha indicato nell’Islanda il posto ideale dove piazzare i data center dei grandi siti come Google, Yahoo, Cisco, Microsoft e, perché no, anche Facebook e Second Life!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri ho scritto un articolo sul <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2008/09/15/risparmio-energetico-quanti-kw-consumano-un-uomo-e-un-avatar-di-second-life-quando-anche-i-siti-web-inquinano-e-possibili-soluzioni/"><strong>sostanzioso inquinamento che producono i data center</strong></a>, tanto che si è calcolato che nel 2020, se non verrà implementata una politica di contenimento dei consumi, le emissioni dei sistemi server supereranno quelle del traffico aereo commerciale. Oggi vorrei completare il discorso parlando di un interessante <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&#038;ID_articolo=4326&#038;ID_sezione=&#038;sezione=">rapporto</a> della società internazionale di consulenza <a href="http://www.pwc.com/IT/">PricewaterhouseCooper</a>, che <strong>ha indicato nell&#8217;Islanda il posto ideale dove piazzare i data center dei grandi siti come Google, Yahoo, Cisco, Microsoft e, perché no, anche Facebook e Second Life</strong>!</p>
<h5>L&#8217;isola del gelo e dei geyser</h5>
<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p1915_islanda.jpg' alt='Islanda' /> Il motivo è molto semplice: <strong>in Islanda si trovano in grande quantità freddo ed energia</strong>. E, siccome i data center, consumano moltissima elettricità, e metà di questa se ne va per il <strong>raffreddamento delle macchine</strong>, il posto ideale sembra proprio essere <strong>l&#8217;isola del gelo e dei geyser</strong>. Infatti, se da un lato <strong>il freddo permanente consentirebbe di ridurre i costi di condizionamento dei locali</strong> (le aziende, proprio per abbassare la temperatura delle macchine, spendono cifre molto elevate per il grande consumo di elettricità), dall&#8217;altro l&#8217;elettricità verrebbe fornita in modo molto economico dai <strong>geyser e da fonti assortite di energia geotermica, che è quasi tutta rinnovabile e pulita</strong>! E questo è <strong>bene non solo per ragioni di immagine </strong>ma perché adesso le <strong>industrie devono centellinare le emissioni di anidride carbonica</strong>.</p>
<h5>Islanda al centro del mondo</h5>
<p>Ma vi è anche un <strong>motivo strategico e logistico di questa scelta</strong>: l’Islanda <strong>si trova in mezzo all’Atlantico, ben posizionata per connettersi sia con l’America che con l’Europa</strong>, offrendo, quindi, a tutti i paesi tecnologicamente avanzati, la stessa possibilità di usufruire dei beni dell&#8217;isola e rendendo l&#8217;<strong>Islanda l&#8217;ombelico del mondo della connettività telematica</strong>, di Internet e dell’ecommerce.</p>
<h5>Benefici e svantaggi</h5>
<p>Insomma, se le cose venissero sfruttate come si deve <strong>senza depauperare il magnifico ambiente islandese</strong> (peraltro è già nato un movimento di protesta ecologista), potrebbe essere un&#8217;ottima alternativa per centri nevralgici delle grandi reti mondiali di computer gestite da colossi come Microsoft, Google e Yahoo, per avere energia verde!</p>
<p>Inoltre, se ci si <a href="http://neapolis.blog.rai.it/2008/04/28/il-grande-freddo-nea-polis-280408/">mette</a> che <strong>in Islanda l’aliquota fiscale per le imprese è appena del 15%</strong>, che <strong>crimine e corruzione sono fenomi molto rari</strong> e che gli isolani, 300.000 abitanti, come tutti i popoli della Scandinavia, sono da sempre patiti delle nuove tecnologie (tanto che <strong>l&#8217;isola si è già dotata da tempo di connessioni in fibra ottica con America ed Europa</strong>), sembra che vi siano tutti i fattori per realizzare questo <strong>ambizioso progetto di outsourcing</strong> (esternalizzazione).</p>
<p>Personalmente, però, credo che vi siano altri generi di problemi da considerare e che potrebbero scoraggiare queste grandi società: tra tutti sovrastano i costi nell&#8217;imbarcarsi in questa impresa. Pensate che <strong>l&#8217;Islanda è il paese più caro d’Europa</strong>, dato che a parte i prodotti della pesca, della pastorizia o della coltivazione in serra, tutto dev&#8217;essere importato e deve ricevuto via mare. <strong>Ciò comporta che il costo medio della vita è circa doppio dell&#8217;Italia</strong>.<br />
Inoltre, <strong>un eccesso di investimenti stranieri</strong> potrebbe costringere la Banca centrale di Reykjavik, come già sta accadendo oggi, ad <strong>intervenire per alzare i tassi di interesse</strong> per evitare l&#8217;inflazione di prezzi (6,8%) e le bolle speculative assortite, alterando, di fatto, l&#8217;economia generale dell&#8217;isola.</p>
<p>Insomma, <strong>oltre ad aspetti puramente ambientali e climatici, è necessario stare attenti a non sconvolgere il precario equilibrio economico dell&#8217;isola</strong>!
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		<title>Come risparmiare banda: ridurre le email dei commenti e i backup via FTP, usare le AJAX Library API di Google con il plugin per Wordpress e disattivare Google Translator che non porta traffico utile ad Adsense</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2008/07/02/come-risparmiare-banda-ridurre-le-email-dei-commenti-e-i-backup-via-ftp-usare-le-ajax-library-api-di-google-con-il-plugin-per-wordpress-e-disattivare-google-translator-che-non-porta-traffico-utile-a/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Jul 2008 09:48:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Più volte mi sono dovuto imbattere in ottimizzazioni certosine per ridurre i consumi di banda mensile sul mio sito: riducendo le dimensioni dei file javascript, attivando la compressione HTTP e, a volte, anche spostando le immagini su un altro server. Ma non ho mai dovuto affrontare incrementi di banda di oltre 10/20 GB in un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Più volte mi sono dovuto imbattere in <strong>ottimizzazioni certosine per ridurre i consumi di banda</strong> mensile sul mio sito: <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2008/01/02/come-risparmiare-banda-del-proprio-sito-riducendo-le-dimensioni-dei-file-javascript-e-attivando-la-compressione-http-da-wordpress/">riducendo</a> le dimensioni dei <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2008/01/05/dove-scaricare-i-framework-prototype-compressi-per-wordpress-per-risparmiare-banda-e-velocizzare-il-caricamento-delle-pagine/">file javascript</a>, attivando la <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2008/04/08/nuove-modalita-per-risparmiare-banda-con-wordpress-25-addio-alla-compressione-gzip-direttamente-da-wordpress-e-comprimere-del-60-il-file-prototypejs-v160/">compressione HTTP</a> e, a volte, anche <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2007/07/17/come-sostituire-una-stringa-in-un-tabella-di-un-database-mysql/">spostando</a> le immagini su un altro server. Ma non ho mai dovuto affrontare incrementi di banda di oltre 10/20 GB in un solo mese.<br />
Infatti, lo scorso Giugno, con mia grande sorpresa a soli 20 giorni dall&#8217;inizio del mese, il mio sito aveva già <strong>esaurito la banda di 40 GB</strong> messa a disposizione dal <a href="http://www.blooweb.it">Blooweb</a>, arrivando, a fine mese, ad oltre 50 GB di banda totale. Grazie alla gentilezza dello staff del mio hosting, mi hanno ripristinato temporaneamente il servizio in attesa che capissi da cosa fosse dipeso questo improvviso aumento di banda.</p>
<p>Sicuramente nell&#8217;ultimo mese avevo ricevuto un incredibile <strong>aumento di visitatori</strong> e questo aveva sicuramente influenzato le statistiche: oltre 30.000 visitatori unici in più (103.000 solo a Giugno) rispetto alla media dei mesi scorsi con un incremento di banda sproporzionato di oltre 16 GB in più (giungendo a 39.52 GB a fine mese di solo traffico HTTP).</p>
<h5>La banda è la somma del traffico HTTP, FTP, SMTP e POP</h5>
<p>Quello che mi aveva colto impreparato, però, era che il traffico HTTP (evidenziato da tool statistici com Awstats) non era l&#8217;unico elemento che veniva conteggiato nella soglia di banda messa a disposizione da un hosting (ed evidenziato nella homepage del mio cPanel): infatti, <strong>oltre al traffico HTTP, veniva conteggiato anche quello FTP, SMTP e POP</strong>. Normalmente, però, questi valori sono sempre <strong>trascurabili rispetto alla banda generata dal traffico delle pagine web</strong>. Questo, però, fino a questo mese, visto che il 20 Giugno, <strong>a fronte di un traffico HTTP di soli 28.76 GB, il sistema misurava una banda totale che superava i 40 GB!</strong> Ovvero, <strong>stavo consumando oltre 10 GB tra traffico FTP, SMTP e POP!</strong> Una cosa davvero incredibile rispetto alla media dei mesi precedenti.</p>
<h5>Troppi commenti con false email generano traffico SMTP</h5>
<p>Analizzando con calma la situazione ho scoperto che  la <strong>funzione di segnalazione dei commenti</strong> (del plugin per Wordpress <a href="http://txfx.net/code/wordpress/subscribe-to-comments/">Subscribe To Comments</a>) <strong>inviava quotidianamente molti messaggi che non venivano mai recapitati correttamente</strong> (nell&#8217;ordine di alcune centinaia al giorno), probabilmente perché molti <strong>utenti che lasciavano commenti sul mio blog non inserivano email reali</strong>. Ciò creava un indubbio traffico SMTP anche se credo non della portata di 10 GB mensili, visto che i messaggi recapitati erano solo ASCII.<br />
Comunque, onde evitare problemi, ho provveduto ad <strong>eliminare tutte le email che si erano registrati su un solo articolo del mio sito</strong> (oltre il 95% delle mail memorizzate), supponendo che <strong>chi scrive un commento con una email fittizia sia un visitatore di passaggio e quindi non un commentatore abituale</strong>. In tal modo non ho dovuto disattivare completamente questa funzione.</p>
<h5>Fare spesso via FTP i backup di siti molto grandi riduce la banda mensile</h5>
<p>Un altro problema che ho messo in luce è che, se è vero che nel conteggio del traffico totale mensile, era prevista anche la banda FTP usata, allora <strong>ogniqualvolta eseguivo un backup del mio sito, questo erodeva la quota mensile</strong>. Ora siccome dal cPanel è possibile eseguire un backup di tutta la mia home directory e non solo della directory in cui risiedono le mie pagine web, <strong>ogni volta che faccio il backup del sito, scarico ben 639 MB</strong> (a fronte di un peso effettivo del mio blog di poco più di 200 MB). Se in un mese, come è accaduto a Giugno, eseguo 4-5 backup, consumo oltre 3 GB di banda mensile.<br />
Per risolvere questo problema ho deciso di <strong>scaricare solo il contenuto effettivo del mio sito</strong> e, laddove possibile, <strong>sempre verso fine mese</strong>, in modo da tenere sotto controllo il consumo di banda.</p>
<h5>Il problema ricorrente delle dimensioni dei file Javascript e le AJAX Library API di Google</h5>
<p>Se questi ultimi 2 punti sono stati volti a risparmiare quel fattore di <strong>banda invisibile e difficilmente monitorabile</strong>, ho deciso anche di intervenire, ancora una volta, su quella HTTP. Devo dire che, mano a mano che avanza lo stato di ottimizzazione del sito, <strong>affrontare il problema della banda, è un lavoro davvero certosino</strong> e occorre considerare diverse variabili prima trascurate e, non da ultimo, alcuni elementi nuovi (come l&#8217;installazione di nuovi plugin) che sono intercorsi dall&#8217;ultima analisi.</p>
<p>Tra questi troviamo anche <strong>un vecchio problema: i file javascript</strong>. Infatti, nonostante la precedente volta li abbia compressi più che mai, nel solo mese di Giugno, i<strong> soli file JS occupavano ben 8.96 GB di banda mensile!</strong></p>
<p>Per risolvere parzialmente questo problema, ho pensato, quindi, di poter sfruttare le <a href="http://code.google.com/apis/ajaxlibs/">AJAX Library API</a> di Google. In pratica, Google, recentemente ha messo a disposizione di tutti le maggiori librerie javascript e ajax compresse, linkabili direttamente dai loro server: <a href="http://code.google.com/apis/ajaxlibs/documentation/index.html#jquery">jQuery</a>, <a href="http://code.google.com/apis/ajaxlibs/documentation/index.html#prototype">Prototype</a>, <a href="http://code.google.com/apis/ajaxlibs/documentation/index.html#script_aculo_us">script.aculo.us</a>, <a href="http://code.google.com/apis/ajaxlibs/documentation/index.html#mootools">Mootools</a> e <a href="http://code.google.com/apis/ajaxlibs/documentation/index.html#dojo">Dojo</a>!</p>
<p><strong>Centralizzando la distribuzione dei framework javascript e sfruttando le infrastrutture della rete di Google</strong> è possibile ottenere innumerevoli <a href="http://www.fogliata.net/2008/05/27/ajax-libraries-api/">vantaggi</a>: <strong>caching</strong> (utilizzando il medesimo URL per i file, c’è la probabilità che il browser dell’utente abbia già scaricato la libreria precedentemente), <strong>compressione Gzip/Minify</strong>, e <strong>file ospitati sui server veloci di Google</strong> e quindi riduzione del traffico generato dal proprio sito.</p>
<p>E’ possibile richiamare gli script all’interno delle proprie pagine utilizzando la classica sintassi:</p>
<textarea name="code" class="javascript:nogutter" cols="60" rows="10">
<script src="http://ajax.googleapis.com/ajax/libs/prototype/1.6.0.2/prototype.js"> </script>
</textarea>
<p>oppure con il <a href="http://code.google.com/apis/ajax/documentation/#GoogleLoad"><strong>metodo google.load()</strong></a>, che di fatto è molto <strong>più potente e performante</strong>, perché permette di <strong>indicare anche la versione desiderata della libreria</strong>:</p>
<textarea name="code" class="javascript:nogutter" cols="60" rows="10">
<script src="http://www.google.com/jsapi"></script>
<script>
google.load("prototype", "1.6");
</script>
</textarea>
<p>Nel <a href="http://free-script.it/post/Script_ajax_Caricare_librerie_ajax_dai_veloci_server_di_google-102.htm">caso</a> di script.aculo.us dovremo caricare anche prototype:</p>
<textarea name="code" class="javascript:nogutter" cols="60" rows="10">
<script src="http://www.google.com/jsapi"></script>
<script>
google.load("prototype", "1.6");
google.load("scriptaculous", "1.8.1");
</script>
</textarea>
<p>Infatti, per garantire la compatibilità delle applicazioni, Google offre anche una <a href="http://code.google.com/apis/ajaxlibs/documentation/#googleDotLoadVersioning"><strong>serie di versioni diverse per ogni libreria Javascript</strong></a> e permette di specificare quella desiderata. Il  versioning è, però, anche intelligente. <a href="http://www.undolog.com/2008/05/29/google-ajax-library-api-una-svolta-per-gli-sviluppatori/">Infatti</a>, se si specifica una versione parziale della libreria (p.es 1.8), <strong>Google ci farà scaricare l&#8217;ultima release stabile di quella revision</strong> (p.es. 1.8.4), mentre se si specifica solo la versione &#8220;1&#8243; allora lui scaricherà l&#8217;ultima disponibile, ovvero, la &#8220;1.9.1&#8243;.</p>
<h5>Plugin per Wordpress per le Google AJAX Libraries API</h5>
<p>Se non volete mettere mano al codice della <strong>funzione wp_head() di Wordpress</strong> per eliminare il riferimento al file prototype residente sul server ed inserire il link a quello residente sul server di Google, esiste un comodissimo plugin: <a href="http://blog.clearskys.net/2008/05/28/google-ajax-libraries-api-plugin/">Google AJAX Libraries API Plugin</a>. Una volta attivato non farà altro che sostituire (con un <strong>add_filter()</strong>) il riferimento a tutti i framework gestiti con la versione ospitata sui server di Google.</p>
<p>L&#8217;unico svantaggio è che <strong>non usa la versatile funzione google.load()</strong> (che permette di puntare dinamicamente alla ultima release stabile) bensì il classico link diretto al file javascript. Ciò vi costringerà a <strong>tenere sotto controllo la versione di Prototype usata da Wordpress</strong> e aggiornare di conseguenza il plugin (che ancora non è inserito nella <a href="http://wordpress.org/extend/plugins/">Repository Ufficiale dei Plugin per Wordpress</a>) oppure modificarlo a mano.<br />
Inoltre, <strong>non punta neanche alla versione compressa del file javascript, il che comunque non rallenta minimamente il caricamento della pagina</strong>.</p>
<p>Infatti, come è possibile vedere, eseguendo i test con i <a href="http://tools.pingdom.com">Pingdom Tools</a>, <strong>usando la versione non compressa di Google abbiamo un peso di 123,2 KB</strong> (che comunque non influenza la banda del proprio sito) e un tempo di <strong>caricamento di 0.5 secondi</strong></p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1537_google_api.png' alt='Google AJAX Libraries API' /></div>
<p>mentre usando la versione ospitata sul mio server, <strong>a fronte di un peso complessivo di 46,6 KB abbiamo un tempo di caricamento di oltre 1,2 secondi</strong>!</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1537_prototype.png' alt='Prototype self hostes' /></div>
<p></p>
<h5>Disabilitazione di alcuni plugin</h5>
<p>Inoltre, tra i file più letti ho trovato tutta una serie di plugin per i commenti: </p>
<ul>
<li>quoter.php (plugin: <a href="http://www.damagedgoods.it/wp-plugins/quoter/">Quoter</a>)</li>
<li>ajax-comment-preview-js.php (plugin: <a href="http://blogwaffe.com/ajax-comment-preview/">AJAX Comment Preview</a>)</li>
<li>lmbbox-comment-quicktags.php (plugin: <a href="http://aboutme.lmbbox.com/lmbbox-plugins/lmbbox-comment-quicktags/">LMB^Box Comment Quicktags</a>)</li>
</ul>
<p><strong>Ho deciso, quindi, in via del tutto sperimentale, di disattivarli</strong> (visto che comunque non sono essenziali per l&#8217;inserimento di un commento), <strong>per capire che influenza avevano sulla banda totale e sulla velocità del sito</strong> (monitorabile facilmente con i <a href="http://tools.pingdom.com/">Pingdom Tools</a>).</p>
<h5>Disattivare Google Translator che non porta traffico utile ad Adsense</h5>
<p>Al termine di queste mie analisi ho scoperto che un plugin che avevo installato stava <strong>producendo un aumento di banda non indifferente in maniera totalmente indiretta e difficilmente monitorabile</strong>: sto parlando del plugin per Wordpress <a href="http://www.nothing2hide.net/wp-plugins/wordpress-global-translator-plugin/"><strong>Global Translator</strong></a>, un tool per la <strong>traduzione automatica delle pagine nelle principali lingue sfruttando le API di Google Translator</strong>.</p>
<p>Infatti, da quando a fine Maggio lo avevo installato, <strong>il traffico proveniente dagli Stati Uniti è quasi raddoppiato, passando da 15.08 GB a ben 28.06 GB!</strong> Considerando che il mio sito è scritto in italiano, è facilmente intuibile che quel plugin aveva avuto il pregio di allargare la mia fetta di visitatori ad un pubblico che solitamente non mi leggeva.</p>
<p>Ma allora mi sono chiesto: <strong>il traffico in più proveniente dagli Stati Uniti era traffico utile e valido e poteva essere vantaggioso per il mio sito oppure era solo uno spreco inutile di banda?</strong> Il fatto che la <strong>traduzione automatica di Google non potrà mai rispecchiare fedelmente il testo scritto nella propria madre lingua</strong>, può portare gente realmente interessata a quello che dico o solo a visitatori passivi che incappano per errore nelle mie pagine? Devo dire che, per certe keyword specifiche, il mio sito risultava primo anche in lingua inglese, e ciò conferma il fatto che Google ha svolto un ottimo lavoro di indicizzazione delle mie pagine. Ma la mia esperienza con le pagine tradotte in automatico non è delle migliori, perché <strong>spesso non si riesce a cogliere il senso più profondo delle frasi ma solo una descrizione sommaria</strong>. E purtroppo non è questo quello che desidero dare ad un lettore!</p>
<p>Inoltre, per i più veniali, <strong>un altro indubbio svantaggio è che, a fronte di un raddoppio di banda usata e di pagine viste, ciò non portava ad alcun incremento degli introiti di Google Adsense</strong> che si attestavano sempre sugli stessi valori dei mesi precedenti. Questo capita perché, come ho potuto constatare, <strong>anche se la pagina risulta tradotta in inglese</strong> (o in qualsiasi altra lingua), <strong>i banner Adsense risultano sempre visibili in italiano</strong>, vanificando quindi il loro scopo perché <strong>nessun inglese cliccherà mai su una pubblicità scritta in un&#8217;altra lingua</strong>.</p>
<p>Quindi, a ragione, <strong>ho provvedduto a disabilitare la traduzione automatica del </strong>sito, sperando che, quando Google avrà tolto dal suo indice le pagine scritte in un altra lingua al di fuori dell&#8217;italiano, la quota mensili di banda consumata si possa attestare su valori ragionevoli.</p>
<h5>Il problema della banda dei server italiani</h5>
<p>Il problema dei <strong>server che risiedono in Italia è che la banda viene ceduta quasi a peso d&#8217;oro</strong>: un upgrade di soli <strong>5 GB di traffico mensile mi viene a costare bene 42.00 € in più</strong>; considerando che, in teoria, avrei bisogno di almeno altri 20 GB di banda, il costo di gestione del mio sito lieviterebbe di oltre 120.00 €!<br />
Capite bene perché, ogni 2-3 mesi, sono costretto ad ottimizzare al massimo le prestazioni del mio sito riducendo inutili sprechi! Spero che questa mia testimonianza possa essere utile a qualcuno che, come me, combatte quotidianamente con il traffico mensile.<br />
Se poi avete qualche altra idea o suggerimento sono sempre disponibile ad ascoltarvi.
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