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	<title>Levysoft &#187; Curiosità</title>
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		<title>Come nascono le parole italiane: perplimere</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Sep 2011 10:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stavo navigando qua e la su dei siti, quando mi imbatto nella seguente frase: &#8220;Egregio, cosa la perplime?&#8220;. Perplimere&#8230; mai sentita come parola anche se poi avevo comunque colto il significato che doveva avvicinarsi a &#8220;Egregio, cosa la rende perplesso?&#8221;. Ma quel perplimere era curioso, affascinante e inspiegabilmente sembrava funzionare meglio. Allora mi documento ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stavo navigando qua e la su dei siti, quando mi <a href="http://www.duechiacchiere.it/3557/tophost-svela-i-nuovi-pacchetti-della-sua-offerta">imbatto</a> nella seguente frase: &#8220;<em>Egregio, cosa la perplime?</em>&#8220;. Perplimere&#8230; mai sentita come parola anche se poi avevo comunque colto il significato che doveva avvicinarsi a &#8220;Egregio, cosa la rende perplesso?&#8221;. <strong>Ma quel perplimere era curioso, affascinante e inspiegabilmente sembrava funzionare meglio</strong>. Allora mi documento ed ecco che la solita Accademia della Crusca mi <a href="http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=4409&#038;ctg_id=44">svela</a> l&#8217;arcano.</p>
<blockquote><p> Il verbo <strong>perplimere</strong> significa “<strong>essere perplesso</strong>” o “<strong>rendere perplesso</strong>”, ed è entrato nella nostra lingua in un passato recente, ma con un percorso particolare che ne ha limitato l’ambito d’uso e che ne ha pertanto impedito, almeno per ora, l’ingresso nei vocabolari di lingua italiana (nei quali non è attualmente registrato).</p>
<p><strong>L’impiego del verbo perplimere è dovuto alla prosa creativa del comico Corrado Guzzanti</strong>, che lo ha lanciato nei primissimi anni Novanta, nella trasmissione televisiva “Avanzi”. La parola venne inserita in uno dei dialoghi fra il personaggio Rokko Smitherson e Serena Dandini, ed ebbe talmente successo che fu più volte riutilizzata nella trasmissione, con ricchi esempi nella coniugazione (perplimere, perplimo, perplimete, perplèi, perplime[re]) e nelle varianti (perplerre).</p>
<p>Molte furono le parole inventate da Rokko Smitherson (regista romano di “filmaggi de’ paura”), un personaggio che basava la sua comicità satirica proprio sui giochi di parole e su neoconiazioni allusive (sospensionismo, su astensionismo; antiproibizionale, su antiproibizionista; sopravvolare, su sorvolare; cartone animale, su cartone animato; psicoanale, su psicoanalista; ecc.). <strong>Fra le molte innovazioni linguistiche perplimere attecchì più facilmente nella lingua comune a causa della sua perfetta adeguatezza morfologica</strong>, che tra l’altro <strong>colma anche una lacuna lessicale della nostra lingua</strong>: il verbo è infatti <strong>spontaneamente riconducibile dai parlanti italiani al participio passato perplesso</strong> (sulla base di verbi come comprimere / compresso; sopprimere / soppresso, ecc.); e del resto manca in italiano un verbo che renda in modo sintetico l’azione dell’essere o del rendere perplessi, per cui il neologismo si incunea perfettamente nel nostro sistema linguistico.</p>
<p><strong>Probabilmente per questa sua funzionalità nel coprire un vuoto morfologico e semantico</strong> (che l’italiano eredita dal latino), <strong>sulla scia della trasmissione la parola ebbe una notevole e crescente  fortuna, seppure in contesti informali e per lo più in accezione ironica</strong>; e, del resto, <strong>nonostante l’origine peculiare, perplimere ha resistito a lungo nella nostra lingua, tanto che recentemente se ne è persa anche la sfumatura ironica</strong>, come emerge dai quesiti e dalle segnalazioni di neologismo giunti alla nostra redazione.
 </p></blockquote>
<p>Ci sono molte parole o frasi che i comici lanciano e rimangono nell&#8217;aria per parecchi anni, ripetute da sempre più persone, fino a dimenticarne l&#8217;origine (quante espressioni mio padre usava che poi scoprire essere frasi di Carosello o di qualche comico dell&#8217;epoca), ma <strong>non mi ero mai imbattuto in un neologismo che riesce a coprire un vuoto morfologico e semantico dell&#8217;italiano</strong> tanto da essere accettato nella lingua italiana, a dimostrazione che <strong>la nostra lingua è ancora viva e in continua evoluzione</strong>.</p>
<h5>Il caso nel corso dell&#8217;evoluzione della lingua</h5>
<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p2100_italiano.gif' alt='Lingua Italiana' /> Per illustrarvi come <strong>la lingua italiana sia in continua evoluzione e che è nella forma attuale, solo per tutta una serie di coincidenze</strong>, farò un excursus e vi racconterò di una lezione universitaria sui dialetti che seguii tempo fa.</p>
<p>Nell&#8217;Italia antica si parlava il latino, ma il latino parlato era molto diverso da quello letterario oltre ad essere molto diverso regione per regione, poiché <strong>i vari popoli sottomessi dai Romani parlavano il latino con elementi fonetici e lessicali propri delle loro lingue originali</strong>. Dopo la fine dell&#8217;Impero Romano, venendo a mancare un centro politico che diffondesse un modello di lingua uguale per tutti, le differenze tra i vari latini regionali crebbero sempre più, poiché è nella natura delle lingue evolvere spontaneamente. Il risultato fu una <strong>grande frammentazione linguistica</strong>: <strong>così dai latini regionali nacquero i volgari, cioè i dialetti del latino parlati nelle varie città</strong>, mentre nella scrittura ancora si continuava ad usare il latino, e questa situazione si potrasse per diversi secoli.</p>
<p>Verso il XIII secolo alcuni autori iniziarono a scrivere versi d&#8217;amore nei propri volgari. <strong>Il primo volgare usato per la scrittura</strong> di versi fu il <strong>sicialiano</strong> e quindi fu la volta del volgare <strong>fiorentino</strong>. Ma fu solo grazie alla <strong>enorme fama di autori fiorentini come Dante Alighieri, che anche autori non toscani iniziarono a scrivere non più solo in latino, ma anche in fiorentino</strong>, fino a farla diventare la <strong>lingua dei letterati di tutta Italia</strong>, anche se nella vita quotidiana <strong>tutti continuavano a parlare solamente i volgari locali</strong> (chiamati poi dialetti). La cosa curiosa è che<strong> i dialetti italiani che ancora oggi conosciamo e usiamo non sono dall&#8217;italiano</strong> (che è venuto dopo, poiché è nato da uno di questi dialetti, il fiorentino) <strong>ma direttamente dal latino</strong> attraverso un processo durato ormai duemila anni. I dialetti nati prima della lingua nazionale (come il napoletano, il genovese, il veneziano, il siciliano, etc) sono, infatti, detti <strong>dialetti primari</strong>.</p>
<p>Questi dialetti primari hanno continuato ad essere l&#8217;unica forma di lingua parlata ancora molti secoli dopo Dante. Per esempio, <strong>nell&#8217;800, anche se oramai si scriveva solo in italiano</strong> e il latino era del tutto sparito dall&#8217;uso, tranne che per pochi esperimenti letterari e nella Chiesa, <strong>tutti parlavano nella vita quotidiana sempre e solo in dialetto</strong>.<br />
L&#8217;esempio più significativo è quello di <strong>Alessandro Manzoni</strong>, autore di opere italiane considerate punto di riferimento fondamentale per la storia della lingua italiana, <strong>non parlava italiano perché nessuno lo faceva, tranne naturalmente in Toscana</strong>. Infatti, <strong>Manzoni era un aristocratico milanese e nella sua vita quotidiana e familiare, alternava il dialetto milanese con la lingua francese, che all&#8217;epoca era la lingua dell&#8217;aristocrazia</strong>. <strong>La lingua italiana al di fuori della Toscana era sempre e solo scritta</strong>. Sarà solo a partire dal 1860, con l&#8217;Unità di Italia, l&#8217;istruzione obbligatoria, le migrazioni, le esperienze militari e, successivamente, la diffusione dei media, che gradualmente l&#8217;Italiano divenne anche la lingua parlata.</p>
<p>Insomma, se non fosse per autori fiorentini come il sommo Dante, forse <strong>oggi l&#8217;italiano avrebbe potuto assomigliare molto di più al siciliano</strong> (furono per primi gli autori sicialiani a scrivere nel loro volgare) che al fiorentino. Oppure, <strong>Manzoni avrebbe potuto scrivere &#8220;I Promessi Sposi&#8221; in sicialiano, o magari, in milanese o francese</strong>!
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		<title>Nel cuore di ogni Xbox 360 batte un cuore a forma di mela</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 10:27:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi voglio raccontarvi un fatto curioso che ho appreso leggendo il libro &#8220;<strong>Il Fattore X</strong>&#8221; di Dean Takahashi, un saggio dedicato alla nascita di Xbox 360 e che potrete usare se volete spiegare come fate a coniugare la passione per i prodotti Apple con il mondo Xbox 360 della Microsoft (molti, in preda dei pregiudizi, ancora fanno fatica a capire che i due mondi sono apparentemente diversi).</p>
<h5>Il processore PowerPC</h5>
<p>Infatti, quello che non tutti sanno è che la Xbox 360 per Microsoft, nonostante alcuni problemi iniziali, è stata la vera e forse unica e irripetuta rivoluzione della società di Redmond: se la prima Xbox originale era basata su chipset Intel e una scheda video nVidia (inizialmente Bill Gates voleva creare la console come un vero e proprio pc su cui potevano girare sia Windows che i giochi dedicati), la Xbox 360, invece, fu costruita <strong>partendo da una scheda grafica ATI Radeon e un processore IBM dual core</strong>, lo stesso, almeno come architettura, presente su i <strong>computer G5 della Apple (PowerPC 970)</strong>.<br />
Col senno di poi, la<strong> scelta di Microsoft fu veramente coraggiosa</strong>: per prima cosa <strong>diede fiducia ad IBM con i suoi primi processori multicore</strong>, quando all&#8217;epoca Intel spopolava enfatizzando i processori singolo core a suon di MHz; ma la cosa interessante è stata che, <strong>cambiare radicalmente archittettura avrebbe significato non garantire al 100% la compatibilità verso il basso</strong> (Xbox originale) a tutto vantaggio di performance di tutto rispetto anche a distanza di anni, cosa che invece con Windows non era riuscita a fare, lasciando pezzi di Windows 95 anche in sistemi operativi come Vista.</p>
<h5>Il Macintosh G5 come Kit di Sviluppo</h5>
<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p2086_xbox360_apple_logo.jpg' alt='Xbox love Apple Heart' /> E sapete quale è il bello di questa situazione? Dato che, mentre si era nella fase di progettazione, ne ATI ne IBM avevano finito i loro chip, e che gli sviluppatori avevano bisogno di poter iniziare a testare i loro giochi per arrivare in tempo a commercializzare i propri giochi con il lancio della console di nuova generazione, <strong>la Microsoft si vide costretta ad usare i Macintosh G5 come kit di sviluppo!</strong> Lo scopo era quello di dare agli sviluppatori di videogiochi una idea di quello che si sarebbero trovati a programmare, <strong>in modo da riuscire a simulare al meglio il tipo di ambiente e di prestazioni in cui avrebbero operato i giochi sulla futura Xbox 360</strong>, potendo determinarne per tempo la qualità delle animazioni e la velocità di riproduzione di un gioco, <strong>consentendo loro, in defintiva, di iniziare lo sviluppo in anticipo sui tempi!</strong><br />
Ovviamente, anche se l&#8217;ambiente di sviluppo basato su Apple era buono, poteva però solo dare una idea  approssimativa del sistema reale e ottimizzato.<br />
In ogni caso, <strong>ben 4000 Macintosh con G5 furono distribuiti da Microsoft agli sviluppatori</strong> e <strong>i primi giocatori che provarono i giochi nella aree Xbox 360</strong> sparse per l&#8217;America, nate per pubblicizzare la futura console,  siccome non erano ancora pronte le console definitive, <strong>usarono a loro insaputa sistemi Apple Macintosh G5 camuffati</strong>!</p>
<p>Quindi, <strong>se gli Apple Macintosh G5 furono i prototipi iniziali della Xbox 360</strong>, si può benissimo affermare che <strong>in ogni Xbox 360 batte un cuore a forma di mela!</strong></p>
<h5>Somiglianza dei controller</h5>
<p>Un&#8217;altra cosa simpatica che ho notato è stata la <strong>somiglianza tra i controller della Xbox/Xbox 360 e quello della Apple Pippin</strong>, la console di Cupertino che non ebbe mai il successo sperato, <strong>anch&#8217;essa basata intorno a un processore PowerPC</strong> e ad una versione modificata del Mac OS con lo scopo di creare un computer predisposto per i giochi, la stessa idea che ebbe Bill Gates con la sua prima Xbox, <strong>solo che la Pippin fu commercializzata nel 1996 in America mentre la Xbox classica nel lontano 2001</strong>: </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2086_xbox_pippin_controllers.jpg' alt='Xbox vs Apple Pippin' /></div>
<p>Come potete vedere dalla figura, i<strong> 4 tasti messi in croce hanno gli stessi 4 colore base (verde, blu, giallo, rosso) solo in ordine diverso</strong>: che quelli della Microsoft si siano <strong>ispirati anche a questo piccolo particolare?</strong></p>
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		<title>Un viaggio virtuale tra le vie della nostra infanzia in un videoclip interattivo in HTML 5 degli Arcade Fire</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 13:42:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finalmente qualcosa di nuovo e a proporcelo è la creatività di rock band indie canadese, gli Arcade Fire, Google Maps e Street View di Google e la potenza di HTML 5, coniugando arte e geoweb in un videoclip su misura per ciascun utente, andando oltre la visione passiva per diventare un’esperienza personale dello spettatore.
In teoria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente qualcosa di nuovo e a proporcelo è la creatività di rock band indie canadese, gli <a href="http://www.arcadefire.com/"><strong>Arcade Fire</strong></a>, <strong>Google Maps e Street View di Google</strong> e la potenza di <strong>HTML 5</strong>, coniugando <strong>arte e geoweb</strong> in un <strong>videoclip su misura per ciascun utente</strong>, andando <strong>oltre la visione passiva per diventare un’esperienza personale dello spettatore</strong>.</p>
<p>In teoria per visualizzare questo piccolo capolavoro (curato dal filmaker <strong>Chris Milk</strong>) servirebbe <a href="http://www.google.com/chrome"> <strong>Google Chrome</strong></a> ma io l&#8217;ho visualizzato senza alcun problema con <strong>Safari</strong> 5.0.1 per Mac (scordatevi di usare Explorer mentre funziona anche su Safari di iPad o iPhone, ma il tempo di caricamento è più lungo) ma, credetemi vale davvero la pena perché questa <strong>esperienza visiva ed emozionale vale ampiamente 5 minuti del vostro tempo!</strong></p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2084_arcade_fire_1.jpg' alt='Arca Fire - The Wilderness Downtown' /></div>
<p>Una volta che avrete deciso quale browser usare, mettetevi comodi, alzate il volume della casse, e collegatevi al sito del progetto <a href="http://www.thewildernessdowntown.com/"><strong>The Wilderness Downtown</strong></a> nato per promuovere il nuovo singolo, &#8220;<strong>We used to wait</strong>&#8220;, dell&#8217;ultimo album degli Arcade Fire, <a href="http://www.metacritic.com/music/the-suburbs-2010/details">The Suburbs</a>. Qui vi verrà chiesto di <strong>inserire l’indirizzo della casa in cui siete cresciuti</strong> (mi raccomando inserite solo la via di dove siete cresciuti perché secondo me fa la differenza), e date l&#8217;OK. Dopo aver atteso qualche istante per dare il tempo al motore di caricare, cliccate su PLAY e lasciatevi andare ad una <strong>cavalcata emotiva indietro nel tempo</strong>, sulle ali di una nostalgia cullata dalle parole e dalla melodia di &#8220;We used to wait&#8221;.</p>
<p>Quando avete finito di guardare il videoclip interattivo, un vero e proprio, viaggio virtuale tra le vie dove si è nati e cresciuti, tornate qui a leggere&#8230; <strong>è una cosa che dovrete provare da soli, senza anticipazioni</strong>, ed è per questo che non ho voluto riprendere alcun video su Youtube di questo videoclip, perché non potrebbe mai rendere l&#8217;idea!</p>
<p>E&#8217; <strong>poesia espressa in musica e video</strong>, ed è molto più efficace di tanta altri videoclip di registi famosi, perché è un <strong>videoclip personalizzabile, fatto su misura sui vostri ricordi, e che lo rende solo vostro!</strong> Quando vi ho detto che era importante inserire l&#8217;indirizzo di dove siete cresciuti e non del vostro lavoro o di dove attualmente vivete, c&#8217;era una ragione: <strong>l&#8217;aspetto emozionale è molto diverso perché non potrete altrimenti godere di un’esperienza interattiva e personale che mira a stimolare nostalgia e malinconia del passato</strong> (che è il tema della canzone). Se guardate il videoclip interattivo, quando vedrete la vostra vecchia casa o quella via in cui giocavate a pallone, <strong>piano piano affioreranno dal passato i ricordi della vostra infanzia, rincorrendo l’onda di sensazioni perdute e che per pochi minuti avete ritrovato</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2084_arcade_fire_3.jpg' alt='Arca Fire - The Wilderness Downtown' /></div>
<p>Girato dal regista <a href="http://www.chrismilk.com/"><strong>Chris Milk</strong></a> insieme al <strong>Google Creative Lab</strong>, sfruttando Google Street View e Google Maps, usa la tecnologia <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/HTML5"><strong>HTML5</strong></a> (tanto amata da Steve Jobs che vorrebbe sostituirla al Flash), il video ha dato i risultati sperati perché <strong>la band indie è prima negli Stati Uniti</strong> (156.000 copie vendute in una settimana) e <strong>prima in Inghilterra</strong> (61.000 copie).<br />
Ho apprezzato molto <strong>l&#8217;uso sapiente di un filtro seppia sulle immagini di Google Street</strong> per rendere uniforme le immagini visualizzate con il videoclip (<a href="http://www.chromeexperiments.com/arcadefire/">qui</a> trovate una pagina che descrive le tecniche usate per realizzare questo video interattivo) e <strong>molto bella la scena degli uccelli che volano dai rami del messaggio che avete scritto</strong> in una finestra ad un&#8217;altra (dando un senso di continuità al tutto, in modo da far sembrare un tutto l&#8217;uno l&#8217;ambiente creato a tempo di musica) con le immagini della via inserita in precedenza, e diventando, poi, alberi cresciuti sull&#8217;asfalto.</p>
<p>Vi lascio con la <a href="http://www.ilpost.it/2010/08/31/video-interattivo-arcade-fire-we-used-to-wait/?utm_source=feedburner&#038;utm_medium=feed&#038;utm_campaign=Feed%3A+ilpost+%28Il+Post+-+HP%29">migliore descrizione del video</a> che ho trovato:</p>
<p><code>Dopo aver inserito l’indirizzo della via dove abitavate da bambini parte un video con un ragazzino che corre, cappuccio della felpa calato. Si aprono altre finestre del browser, a tempo di musica: uno stormo di uccelli che reagisce al movimento del  mouse, e soprattutto le immagini della via che avete inserito, inquadrata a volo d’uccello. Al centro della vostra via, lontano, il ragazzino che corre. Le finestre del browser continuano poi ad aprirsi e spostarsi: gli uccelli sorvolano la vostra casa, l’inquadratura si avvicina al portone quando il ragazzo smette di correre, e tutto inizia a girare intorno a lui. Gli uccelli volano via, noi ci allontaniamo di nuovo verso il cielo e sullo schermo appare un foglio bianco, in cui ci viene chiesto di scrivere o disegnare — con mouse e tastiera — un messaggio per il bambino che un tempo viveva lì, con un segno che si disperde poi in rami e rivoli. Lasciato il messaggio si torna nella vostra via, dove gli uccelli si lanciano in picchiata verso la strada, diventando alberi allo scontro con l’asfalto, e ricoprendo di verde la città.
</code>
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		<title>L&#8217;UFO di Google e il criptico messaggio alla Lost lanciato su Twitter. Trovata la soluzione nel 20° anniversario del videogioco Zero Wing</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 10:06:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quest&#8217;anno sono andato in vacanza per una decina di giorni che ho passato rigorosamente senza internet. Nonostante molti alberghi, almeno nella loro hall, dispongano di accesso Wi-fi, il mio non aveva alcuna traccia di collegamento alla grande Rete (e molto spesso non guardavo neanche la televisione) e per me è stato un bene (una volta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quest&#8217;anno sono andato in vacanza per una decina di giorni che ho passato rigorosamente senza internet. Nonostante molti alberghi, almeno nella loro hall, dispongano di accesso Wi-fi, il mio non aveva alcuna traccia di collegamento alla grande Rete (e molto spesso non guardavo neanche la televisione) e per me è stato un bene (una volta scrissi su come fosse passare <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2007/02/13/3-giorni-senza-internet-pregi-e-difetti-di-una-vita-offline/">3 giorni senza internet</a>). Io sono sempre stato dell&#8217;opinione che <strong>durante le vacanze bisogna staccare la spina e fare quello che non si fa durante l&#8217;anno</strong>: e così mi sono divertito con la mia bimba rigorosamente offline. Il problema, però, è che quando si ritorna connessi si è travolti da una tale quantità di informazioni che spesso si può rischiare di soccombere: <em>dalla <a href="http://news.google.com/news/search?um=1&#038;ned=it&#038;hl=it&#038;q=disney+marvel">acquisizione da parte della Disney della Marvel</a>, alla nuova <a href="http://news.google.com/news/search?pz=1&#038;ned=it&#038;hl=it&#038;q=ps3+slim">Playstation 3 Lite</a></em>, fino ad arrivare <strong>all&#8217;UFO nel logo di Google</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2058_google_doodle.jpg' alt='Google Doodle' /></div>
<p>Ed è stato quest&#8217;ultimo fatto ad aver acceso la mia curiosità: <strong>come può un semplice logo su Google, che ne cambia almeno uno al mese in occasione di varie ricorrenze (<strong>Google Doodles</strong>), far interrogare la Rete sul reale significato di quella immagine?</strong></p>
<h5>Il Google Doodle dedicato all&#8217;UFO</h5>
<p>Ma andiamo per gradi: <strong>sabato 5 Settembre 2009</strong> il logo di Google è cambiato per 24 ore e <a href="http://www.gialli.it/google-e-i-misteri-inspiegabili">questa</a> volta era stato, inspiegabilmente, dedicato agli UFO poiché era stata disegnata una <strong>navicella aliena mentre “rapiva” una delle “o” di Google</strong> (le famose abduction che la  letteratura del genere ci insegna). Ma se quel giorno aveste passato il cursore del mouse sull&#8217;immagine, per la prima volta <strong>non avreste trovato alcuna spiegazione</strong>. Se poi aveste cliccato sul logo, <strong>il motore di ricerca vi avrebbe portato su una serie di pagine dedicate ai misteri inspiegabili ma senza alcun preciso riferimento al 5 settembre</strong>. Ed ecco che il mistero prende piede. Perché l’hanno fatto? A che cosa si voleva alludere?</p>
<p>La cosa comunque singolare è che <strong>il logo è stato cambiato <a href="http://www.godlikeproductions.com/forum1/message874704/pg1">solo in alcune localizzazioni di Google</a>, ovvero in Italia, Argentina, Cile, Peru, Venezuela, Messico, Inghilterra e Germania</strong>.</p>
<h5>Google e Twitter</h5>
<p>Ma il mistero si infittisce di domande, quando <strong>qualcuno fa notare che il giorno prima, il 4 settembre 2009 alle ore 9.02 pm</strong>, sulla <a href="http://twitter.com/google/status/3772868874">pagina Twitter di Google</a> <strong>compare questo criptico messaggio</strong>, una sequenza numerica alla Lost, subito seguita dal <a href="http://twitpic.com/giyxf">link all&#8217;immagine della nuova homepage di Google</a>:</p>
<blockquote><p>
1.12.12 25.15.21.18 15 1.18.5 2.5.12.15.14.7 20.15 21.19
</p></blockquote>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2058_google_twitter.jpg' alt='Google Twitter Code' /></div>
<p>Ventuno numeri divisi in cinque sequenze puntate. Con una <a href="http://www.gialli.it/google-attacca-twitter-con-un-crittogramma">semplice</a> sostituzione alfa-numerica, in cui 1 è sostituito con la A e così via, si ottiena la seguente criptica frase:</p>
<blockquote><p>
All your o are belong to us.
</p></blockquote>
<p>ovvero, traducendo approssimativamente in italiano,</p>
<blockquote><p>
“Tutte le tue “o” appartengono a noi”.
</p></blockquote>
<p>I più attenti avranno notato che <strong>il messaggio di Google su Twitter, sembra quasi una sfida verso quest&#8217;ultimo: Google si prepara forse ad una acquisizione di Twitter (peraltro già tentata nel Marzo del 2009)?</strong> Questa ipotesi sembrerebbe confermata da quanti fanno notare che, <strong>nonostante la parola Twitter non abbia alcuna O, ne ha invece due la <a href="http://obvious.com/">società</a> che nel marzo del 2006 creò il social network dove si “cinguetta”</strong>: la <strong>Obvious</strong> Corporation di San Francisco.</p>
<h5>Il mistero della frase e Zero Wing</h5>
<p>Ma se qualcuno di voi conosce bene l&#8217;inglese, avrà capito che prima ho scritto &#8220;traducendo approssimativamente in italiano&#8221; perché la frase in inglese: &#8220;All your o are belong to us.&#8221; non è grammaticalmente corretta poiché, in realtà, una sua traduzione letterale suonerebbe così:</p>
<blockquote><p>
tutte le tue/vostre &#8220;o&#8221; sono appartenere a noi!
</p></blockquote>
<p>Ma questo, evidentemente, <strong>è un errore voluto e solo i più attenti saranno riusciti ad arrivare fino al 1989 in cui uscì per il Sega Mega Drive la versione europea del videogioco Zero Wing</strong> (Toaplan 1989). Ebbene in questo gioco <strong>erano presenti alcuni errori di traduzioni nella versione in lingua inglese del videogioco giapponese veramente divertenti</strong> (tanto da far nascere il termine <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Engrish"><strong>Engrish</strong></a> per indicare l&#8217;inglese scorretto scritto o parlato da giapponesi o altri asiatici) <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/All_your_base_are_belong_to_us"><strong>producendo frasi essenzialmente nonsense</strong></a> tra cui la famosa:</p>
<blockquote><p>
All your base are belong to us
</p></blockquote>
<p>che la si potrebbe tradurre in italiano come &#8220;<strong>tutta la vostra base sono appartenere a noi!</strong>&#8220;.</p>
<div align="center">
<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/qItugh-fFgg&#038;rel=0&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowScriptAccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/qItugh-fFgg&#038;rel=0&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowScriptAccess="always" width="425" height="344"></embed></object>
</div>
<p><strong>Ripetuta a scopo goliardico attraverso i media</strong> (talvolta <em>abbreviata in &#8220;all your base&#8221;</em> o &#8220;AYBABTU&#8221;), ne scaturì, imprevedibilmente, un fenomeno di Internet di immense proporzioni, tanto da essere <strong>ripresa anche da alcuni gruppi musicali nei loro album, da moltissimi videogiochi, in alcuni libri, in un episodio di Futurama, in una scena tagliata del film Waking Life, in un easter egg del videoregistratore TiVo e, nel 2006, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/All_your_base_are_belong_to_us">anche</a> su Youtube quando il sito era in manutenzione</strong>. Insomma il caso di della propagazione di<strong> &#8220;AYBABTU&#8221; nella cultura viene spesso preso come esempio per illustrare la possibile evoluzione di un meme</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2058_zerowing.jpg' alt='20th Anniversary Zero Wing' /></div>
<p>Ebbene, <strong>indovinate in quale giorno cade il ventennale dell&#8217;anniversario della pubblicazione nel paese del Sol Levante del videogioco Zero Wing?</strong> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/All_your_base_are_belong_to_us">Esattamente</a> il <strong>5 settembre 2009!</strong></p>
<p>Alla faccia di tutti coloro che <a href="http://nautilusmagazine.blogspot.com/2009/09/gli-ufo-rapiscono-la-o-di-google_07.html">credevano</a> fosse in corso una <strong>invasione aliena segreta</strong> (magari alla <strong>Orson Welles</strong>), o che si festeggiasse l&#8217;anniversario di qualche rapimento alieno famoso, o, infine, che si <a href="http://www.newsfood.com/q/7498cb82/google-gli-alieni-ed-il-mistero-del-logo/">facesse</a> un omaggio alla first lady del Giappone, la signora Miyuki, che in un suo libro la donna affermava di essere stata rapita dagli alieni. La spiegazione era in realtà meno fantasiosa ma al contempo meno intuibile per tutti e quindi più criptica.<br />
In realtà, <strong>il fatto che il Google Doodle sia apparso solo in alcuni paesi tra cui l&#8217;Europa, potrebbe far riferimento proprio alla versione incriminata del videogioco Zero Wing</strong> scritto in Engrish, che era appunto quella europea.</p>
<h5>E l&#8217;anniversario di Google?</h5>
<p>Enigma risolto? Probabilmente si, anche se forse non molti hanno notato che, almeno <strong>stando alla pagina di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/September_4">Wikipedia relativa al 4 Settembre</a>, questo è il giorno in cui Google è stato fondato da Larry Page and Sergey Brin.</strong></p>
<blockquote><p>
1998 – Google is founded by Larry Page and Sergey Brin, two students at Stanford University.
</p></blockquote>
<p><strong>Che sia quindi una sorta di doppio anniversario? Il 4 Settembre, anniversario di Google, su Twitter si lancia la prima criptica pietra. Il 5 Settembre, 20° anniversario del gioco Zero Wing e della frase tormentone dell&#8217;ultimo secolo (almeno per i paesi anglofoni), si lancia la seconda pietra, direttamente correlata alla prima</strong>!</p>
<h5>Epilogo</h5>
<p>Quel che è certo è che con una sola serie di numeri e con una semplice immagine, <strong>Google è stato in grado di creare in soli due giorni, un meme che ha fatto il giro del mondo</strong> (pensate che <em>è stato già creato un sito internet con tutte le possibili ipotesi</em>: <em><a href="http://www.googleunexplainedphenomenon.com/">www.googleunexplainedphenomenon.com</a></em>).</p>
<p>La domanda nasce spontanea: <strong>è stato solo un gioco oppure è l&#8217;ennesima dimostrazione, in versione questa volta ludica, di quanto sia potente e influente nella vita di tutti i giorni questo motore di ricerca?</strong>
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			<wfw:commentRss>http://www.levysoft.it/archivio/2009/09/07/lufo-di-google-e-il-criptico-messaggio-alla-lost-lanciato-su-twitter-trovata-la-soluzione-nel-20%c2%b0-anniversario-del-videogioco-zero-wing/feed/</wfw:commentRss>
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		<item>
		<title>Peters Vs Mercatore: quando le cartine geografiche che conosciamo sono sbagliate. Alla ricerca della migliore rappresentazione dei continenti del nostro pianeta</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/06/04/peters-vs-mercatore-quando-le-cartine-geografiche-che-conosciamo-sono-sbagliate-alla-ricerca-della-migliore-rappresentazione-dei-continenti-del-nostro-pianeta/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 13:55:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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		<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Versus]]></category>
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		<category><![CDATA[mappa]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi inizierò questo articolo con una domanda: tra Europa e Sud America, quale delle due ha la superficie più ampia? Se non avete una buona memoria vi metto a disposizione una cartina geografica da consultare, di quelle che avete sempre visto nei libri di scuola:

La risposta, ovviamente, è Sud America che ha una superficie quasi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi inizierò questo articolo con una domanda: <strong>tra Europa e Sud America, quale delle due ha la superficie più ampia</strong>? Se non avete una buona memoria vi metto a disposizione una cartina geografica da consultare, di quelle che avete sempre visto nei libri di scuola:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2041_peters_vs_mercatore_1.jpg' alt='Peters Vs Mercatore - 1' /></div>
<p>La risposta, ovviamente, è <strong>Sud America che ha una superficie quasi 2 volte più estesa del nostro vecchio continente</strong>! </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2041_peters_vs_mercatore_2.jpg' alt='Peters Vs Mercatore - 2' /></div>
<p>Come, la vostra risposta non è stata questa? La cartina sembra dire tutt&#8217;altro? Vi starete domandando se vi ho messo una cartina finta o se vi abbia dato una risposta volutamente errata, inventandomi i dati? Tranquilli, nessuno vi sta prendendo in giro, o almeno non volutamente. Quella che vi ho mostrato è semplicemente la <strong>classica carta geografica presente nei libri, nelle riviste, negli atlanti, nei giornali  di tutto il mondo</strong> e <strong>perfino su Google Maps</strong>, ed è chiamata <strong>Carta di Mercatore</strong>. E&#8217; sicuramente una bella cartina, ma come ogni mappa di proiezione che tenta di rappresentare una superficie curva su un foglio piano, <strong>la forma della mappa stessa altro non è che una distorsione della reale forma della superficie terrestre</strong>; nel nostro caso, la<strong> distorsione influenza le proporzioni dei continenti, tanto che siete stati tratti in inganno facilmente</strong>. Ma nonostante questo oramai <strong>fa parte del nostro immaginario collettivo</strong>, poiché si è trasformata in una <strong>proiezione mentale standard</strong> per il mondo occidentale.</p>
<p>Ora un altra curiosità: <strong>dove è posizionata la Germania?</strong> Se ci fate caso <strong>è esattamente al centro della cartina geografica</strong>. Vi siete mai chiesti come mai? E&#8217; quella la sua reale posizione sul globo terrestre? Ebbene, se vi dicessi di no, forse ora non vi stupireste più di tanto, soprattutto quando vi farò notare che <strong>la Carta Mercatore è stata disegnata nel 1569 da</strong> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gerard_De_Kremer"><strong>Gerard De Kremer</strong></a> (nome in seguito latinizzato in Gerardus Mercator), <strong>un cartografo tedesco</strong> (fiammingo di nascita ma di famiglia di origine tedesca, tanto che visse gran parte della sua vita in Germania), ch<strong>e ovviamente ha messo il proprio paese al centro del mondo!</strong> Ma se la Germania è esattamente al centro, <strong>l&#8217;Equatore</strong> che, per <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Equatore">definizione</a> (&#8220;<em>L&#8217;equatore è la circonferenza massima della superficie di un corpo celeste perpendicolare all&#8217;asse di rotazione e quindi equidistante dai poli</em>&#8220;), <strong>doveva essere al centro, è, per forza di cose, spostato molto più in basso!</strong></p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2041_peters_vs_mercatore_3.jpg' alt='Peters Vs Mercatore - 3' /></div>
<p>Ora, dopo avervi, smontato il mito della cartina geografica come visione reale del mondo, <strong>devo proporvi anche una soluzione, offrendovi una proiezione che meglio si adatti alla reale conformazione, posizione e dimensione dei continenti</strong>. Come potete verificare voi stessi, siccome <strong>la terra è una sfera</strong> (o quasi), la più grande sfida per i cartografi è sempre stata <strong>poterla rappresentare in una superficie piana</strong>. Esistono infatti <strong>centinaia proiezioni diverse, ciascuna con i propri vantaggi e difetti</strong>. Per diversi anni sono state sviluppate diverse proiezioni ed anche se qualcuna ha avuto più successo delle altre, t<strong>utte contengono errori e deformazioni</strong>. Su WIkipedia, ho <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Equatore">trovato</a> questa cartina che, rispettando maggiormente le varie proporzioni e posizione, mostra comunque una terra leggermente curva ai poli</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2041_peters_vs_mercatore_5.jpg' alt='Peters Vs Mercatore - 5' /></div>
<p>in cui la riga celeste sta ad indicare l&#8217;Equatore mentre le due righe blu scuro stanno ad indicare i due tropici (<em>Tropico del Cancro e Tropico del Capricorno</em>).</p>
<p>E&#8217; a questo punto che, nel <strong>1973</strong>, entra in scena  <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Arno_Peters"><strong>Arno Peters</strong></a>, uno storico e <strong>cartografo tedesco</strong>, <strong>sensibile dell&#8217;equità economica e politica per tutte le popolazioni mondiali</strong>, che, vedendo che ogni proiezione porta con sè delle inevitabili discrepanze rispetto alla realtà, propose una <strong>nuova proiezione cartografica della terra, in contrapposizione a quella, più utilizzata, di Mercatore</strong>, denominata appunto &#8220;<strong>Carta di Peters</strong>&#8220;, in cui vengono <strong>rispettate le proporzioni tra le superifci dei continenti, ponendo, in tal modo, sullo stesso piano paesi industrializzati con quelli del Terzo Mondo</strong>.<br />
Ecco, infine, come si vedrebbe il mondo con la Carta di Peters:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2041_peters_vs_mercatore_4.jpg' alt='Peters Vs Mercatore - 4' /></div>
<p><br/></p>
<h5>La Carta di Mercatore</h5>
<p>La <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Proiezione_di_Mercatore">proiezione di Mercatore</a> è una <strong>proiezione cartografica conforme e cilindrica</strong>. Essa è diventata la proiezione cartografica più usata per le mappe nautiche per la sua proprietà di <strong>rappresentare linee di costante angolo di rotta</strong> (linee lossodromiche) <strong>con segmenti rettilinei</strong>. Mentre la scala delle distanze è costante in ogni direzione attorno ad ogni punto, conservando allora gli angoli e le forme di piccoli oggetti (il che rende la proiezione conforme), <strong>la proiezione di Mercatore distorce sempre più la dimensione e le forme degli oggetti estesi passando dall&#8217;equatore ai poli, in corrispondenza dei quali la scala della mappa aumenta a valori infiniti</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2041_mercatore.gif' alt='Carta Mercatore' /></div>
<p><strong>Come in ogni proiezione cilindrica, paralleli e meridiani sono rappresentati da linee rette perpendicolari tra loro</strong>. Realizzando questo, <strong>l&#8217;inevitabile distorsione est-ovest della mappa, che aumenta con la distanza dall&#8217;equatore, è accompagnata da una identica distorsione nord-sud</strong>, tale che in ogni punto di posizione, la scala delle distanze est-ovest è la stessa della scala nord-sud, rendendo la proiezione conforme. <strong>Una mappa di Mercatore pertanto non può mai coprire pienamente le aree in prossimità dei poli, in quanto qui la scala delle distanze assume valori infiniti</strong>. Essendo una proiezione conforme, gli angoli sono preservati a partire da ogni posizione, mentre la scala delle distanze varia da punto a punto, distorcendo la forma degli oggetti geografici. In particolare, <strong>le aree prossime ai poli ne sono più affette, rendendo una immagine del pianeta tanto più distorta quanto più ci si avvicini ai poli</strong>. In pratica, <strong>a latitudini maggiori di 70° nord o sud, la proiezione di Mercatore è praticamente inutilizzabile</strong>!</p>
<p>Queste proprietà, però, rende <strong>la proiezione di Mercatore particolarmente adatta alla navigazione marica: rotte e puntamenti sono misurare mediante rosa dei venti e goniometro</strong>, e le corrispondenti <strong>direzioni sono facilmente trasferite da punto a punto della mappa con l&#8217;aiuto di un regolo parallelo o un paio di squadrette di navigazione</strong>.</p>
<h5>Distorsioni della Carta di Mercatore</h5>
<p>La <strong>sfericità della Terra rende difficile rappresentarne l&#8217;intera superficie su un&#8217;unica cartina</strong> (detta appunto &#8220;<em>plani-sfero</em>&#8220;). <strong>La proiezione di Mercatore</strong>, dovendo rappresentare una superficie curva su un foglio piano, ha il <strong>problema di esagerare le dimensioni delle aree lontane dall&#8217;equatore</strong>. Ecco una rappresentazione dell&#8217;effetto di distorsione delle aree della Carta di Mercatore.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2041_distorsione_mercatore.jpg' alt='Distorsione della Carta di Mercatore' /></div>
<p>Da qui si evince, per esempio, che:</p>
<ul>
<li>la <strong>Groenlandia</strong> è rappresenta con <strong>un&#8217;area equivalente a quella dell&#8217;intero territorio dell&#8217;Africa</strong>, quando <strong>in realtà l&#8217;area di quest&#8217;ultima è approssimativamente 14 volte quella della Groenlandia</strong>.</li>
<li><strong>l&#8217;Alaska è rappresentata con un&#8217;area simile se non superiore a quella del Brasile</strong>, quando l&#8217;area del Brasile è <strong>in realtà più di 5 volte quella dell&#8217;Alaska</strong>.</li>
<li>la <strong>Finlandia è rappresenta avente una estensione Nord-Sud più grande di quella dell&#8217;India, quando nella realtà è vero il contrario</strong>.</li>
</ul>
<p>Su <a href="http://www.petersmap.com/">Peters Map</a> trovate altri esempi con le relative cartine geografiche.</p>
<p>Benché la <strong>proiezione di Mercatore è ancora di uso comune per i naviganti</strong>, dovuto alle sue proprietà uniche, i <strong>cartografi sono d&#8217;accordo nel ritenere che essa non è adatta ad una rappresentazione globale dell&#8217;intero pianeta</strong>, dovuta ai suoi effetti di distorsione delle aree. In conseguenze di tali critiche, <strong>i moderni atlanti geografici non usano più la proiezione di Mercatore per le mappe dell&#8217;intero pianeta e per aree distanti dall&#8217;equatore, preferendo altre proiezioni cilindriche o qualche forma di proiezione sinusoidali (area uguale)</strong>. In <a href="http://www.giovaniemissione.it/mondo/cartografia.htm">generale</a> si può dire che le <em>proiezioni cilindriche siano efficaci per rappresentare le zone comprese tra i Tropici, le coniche per le latitudini medie e le prospettiche invece per le latitudini alte</em>. La proiezione di Mercatore, invece, è ancora comunque comunemente usata per aree vicino all&#8217;equatore dove la distorsione è minima.</p>
<h5>La Carta di Mercatore e Google Maps</h5>
<p>Pensate che, però, perfino <a href="http://maps.google.it/"><strong>Google Maps</strong></a> (ma anche <a href="http://maps.live.com/">Virtual Earth</a> di Microsoft), attualmente, non è immune da errori ed <strong>usa una proiezione di Mercatore per le sue immagini</strong> (in <a href="http://www.sharpgis.net/post/2008/05/SphericalWeb-Mercator-EPSG-code-3785.aspx">particolare</a> usa la <em>Mercatore Sferica</em>, mentre ha usato una proiezione equirettangolare fino a 22 Luglio 2005). Infatti, <strong>nonostante la sua distorsione di scala relativa, la Mercatore si adatta bene per una mappa del mondo interattiva che può essere spostata e scalata senza cuciture di giunzione su mappe locali</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2041_google_maps_mercatore.jpg' alt='Mercatore su Google Maps' /></div>
<p><br/></p>
<h5>La Carta di Peters</h5>
<p>Visto che la la Carta di Mercatore, è stata concepita essenzialmente per agevolare il tracciamento di rotte sulla superficie terrestre e che, per le sue modalità di costruzione, non mantiene le effettive proporzioni tra le superfici dei vari continenti, la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carta_di_Peters"><strong>Carta di Peters</strong></a>, invece, è stata realizzata per mantenere tali proporzioni, attraverso una <strong>scomposizione del mondo in 100 parti orizzontali e 100 verticali</strong> per un rapporto di scala di 1:635.500.000 (ossia un centimetro quadrato equivale a 63.500 km quadrati di superficie reale) e a una <strong>rappresentazione che mantiene sempre ortogonali, su un piano a due dimensioni, i meridiani e i paralleli, a scapito però della precisione nella rappresentazione delle distanze verticali</strong>. In particolare, la Carta di Peters <strong>mantiene corretto il rapporto della distanza di qualsiasi punto dall’equatore</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2041_carta_peters.jpg' alt='Carta di Peters' /></div>
<p><br/></p>
<h5>Le ragioni di Arno Peters</h5>
<p><a href="http://www.dssp.uniroma1.it/convegni/Documentazione_Corso_ADE_Salute_ Globale_ed_Equità_in_Salute/12.../Carta_Peters.doc">Quando</a> in Germania nel 1974 <strong>Arno Peters</strong> convocò la conferenza stampa per annunciare al mondo la sua nuova rappresentazione del mondo (la proiezione ancora nota come <a href="http://www.petersmap.com/">Carta di Peters</a>) il <strong>dibattito esplose</strong>.</p>
<p>Inizialmente, poiché la proiezione di Peters mostrò più esattamente le dimensioni dei paesi in via di sviluppo, <strong>le organizzazioni caritatevoli  gli diedero il loro sostegno</strong>, tanto che taluni avevano avuto anche <strong>l&#8217;ardire di richiedere il divieto di usare, con tutti i mezzi a disposizione, la proiezione di Mercatore</strong>, poiché, oltre ad essere antiquato e inesatto nel rappresentare le masse continentali del mondo, si credeva che fosse un<strong> simbolo superato del colonialismo</strong>.</p>
<p><strong>Era l&#8217;epoca delle grandi scoperte geografiche</strong>: l&#8217;Europa intraprendeva vasti commerci con le Indie e con il Nuovo Mondo, a proprio vantaggio, ma a<strong> svantaggio delle popolazioni africane, americane e asiatiche, che si trovarono a subire pesanti processi di colonizzazione e sfruttamento</strong>. Il disegno del mondo realizzato da <strong>Mercatore sacrifica l&#8217;esattezza delle superfici a vantaggio della precisione degli angoli, e quindi della distanza delle rotte</strong>: pone quindi sulla carta l&#8217;idea dell&#8217;<strong>Europa come centro economico e politico del pianeta</strong>, tanto che riesce a dare, involontariamente, una <strong>immagine del mondo totalmente falsata</strong>: i <strong>continenti dell&#8217;emisfero Nord (Boreale) appaiono molto più grandi di quelli dell&#8217;emisfero Sud (Australe)</strong>. Ad esempio, l&#8217;Europa sembra più vasta dell&#8217;America Latina, che invece ha una superficie più che doppia; la Scandinavia sembra più grande dell&#8217;India, che in realtà è tre volte più estesa. Ne consegue che <strong>la rappresentazione del mondo che siamo abituati a vedere fa sembrare più importanti i paesi in cui prevale la razza bianca: si tratta, in sostanza, di una visione &#8220;eurocentrica&#8221;</strong>. Ed era proprio questo che <strong>Peters credeva: che questo errore aveva condotto molti nel mondo sviluppato ad ignorare le lotte e i problemi di grandi nazioni vicino all&#8217;Equatore.</strong></p>
<p>Peters, quindi, affermava che <strong>la sua mappa per ‘aree equivalenti’</strong> &#8211; in cui cioè i paesi del mondo sono raffigurati mantenendo i loro reciproci rapporti di superficie, quindi la loro corretta proporzione equivalente &#8211; <strong>rendeva giustizia ai paesi del mondo (e in particolare a quelli del continente africano), in quanto ne rappresentava la superficie in modo accurato</strong>, contrariamente a quanto facesse la proiezione di Mercatore. In questo modo <strong>si evidenziava il ruolo importante che il Sud del mondo svolge nell&#8217;economia del pianeta e, indirettamente, si afferma che tutte le culture e tutti i popoli hanno pari dignità ed importanza</strong>.</p>
<p>A sostegno di queste tesi, c&#8217;era anche chi <strong>azzardò a proporre una carta di Peters con un altro punto di vista: capovolta!</strong> Una mappa in cui l&#8217;Australia si trovava in alto a nord e l&#8217;Europa in basso a sud, <strong>capovolgendo di fatto la posizione dei poli</strong>. Chi dice che il Polo Nord deve stare per forza in alto? Ecco come vedevano loro il mondo:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2041_upside_down_map.jpg' alt='Upside down map' /></div>
<p>Questa mostrata non è la versione upside down map di una proiezione di Peters ma una proiezione Van der Grinten che comunque rende l&#8217;idea. Ho comunque estratto da un fotogramma di un episodio di The West Wing (vedi l&#8217;ultimo paragrafo) la carta di Peters capovolta:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2041_peters_capovolta.jpg' alt='Carta di Peters capovolta' /></div>
<p><br/></p>
<h5>Gli errori di Arno Peters</h5>
<p>Tuttavia, i sostenitori della cartografia di Peters, avevano in parte torto, in quanto <strong>non consideravano il periodo storico in cui fu creata la Carta di Mercatore</strong> e il <strong>motivo per cui fu realizzata</strong>. Quello che Peters e i suoi sostenitori, volevano ignorare è che <strong>la proiezione di Mercatore era stata concepita, essenzialmente, come strumento di navigazione dei marinai europei</strong>, agevolando, di fatto, il tracciamento delle rotte sulla superficie terrestre. Quindi, <strong>poiché la proiezione è stata realizzata per essere usata dai navigatori europei, era logico e molto più sensato mostrare l&#8217;Europa più grande di quello che realmente era</strong>. In pratica, questa scelta, <strong>non era una dichiarazione politica ma semplicemente una decisione presa per facilità di uso</strong>.</p>
<p>La <a href="http://www.petersmap.com/">Carta di Peters</a> continua ad avere grandi sostenitori e accaniti detrattori. Tra i detrattori troviamo chi voleva <strong>togliere la paternità della proiezione  ad &#8220;aree equivalenti&#8221; ad Arno Peters</strong>, in quanto, era <strong>essenzialmente la stessa mappa inventata nel 1855 da un cartografo</strong> chiamato <strong>James la Gall</strong>. In effetti, molti riconobbero  questa somiglianza e da qualche anno la proiezione di Peters viene più giustamente definita la <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gall-Peters_projection">proiezione di “Gall-Peters&#8221;</a> (su Wikipedia <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gall-Peters_projection">trovate</a> in inglese una esaustiva trattazione a riguardo).</p>
<p>Oggi la polemica è oramai <a href="http://www.iconocast.com/B000000000000123_Italy/L4/News1.htm">sfumata</a>, in quanto entrambe le proiezioni sono difettose ed entrambe sono cadute in disuso sostituite da proiezioni più precise: nelle aule di scuola, oggi, probabilmente vedrete, appese alle pareti, le <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Proiezione_di_Robinson">proiezioni di Robinson</a></strong> (<a href="http://www.arcetri.astro.it/~ranfagni/CD/CD_TESTI/PROIEZ.HTM">proiezione modificata</a> utile nel rappresentare l&#8217;intero globo)</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2041_proiezione_robinson.gif' alt='Proiezione Robinson' /></div>
<p>o la <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Winkel_Tripel_projection">proiezione di Winkel Tripel</a></strong>. </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2041_proiezione_winkel_tripel.gif' alt='Proiezione di Winkel Tripel' /></div>
<p><a href="http://www.uniroma2.it/didattica/Analisi_spaziale_/deposito/La_cartografia_come_manipolazione_politica-_Mercatore_e_Peters.doc">Infatti</a>, <strong>anche se per nobili fini, allo scopo dare una visione del mondo socialmente meno ingiusta</strong>, la <strong>carta di Peters</strong>, come qualsiasi altra proiezione, <strong>contiene errori e deformazioni</strong>, e, probabilmente, è la dimostrazione che anche la carta di Peters è <strong>frutto di una manipolazione politica</strong>! Ciò lo si può intuire se si considera il <strong>contesto storico in cui visse Arno Peters</strong>: erano gli <strong>anni sessanta</strong> e settanta del novecento: <strong>gli anni della contestazione, del pacifismo, della guerra in Vietnam e degli oppositori delle grandi potenze</strong>; l’opinione pubblica era stanca della guerra fredda, del clima di terrore, era in atto la terza ondata di decolonizzazione. Si può, quindi, dire che Peters abbia creato la carta giusta al momento giusto, perché con <strong>la sua carta riflette perfettamente quella situazione, la sua proiezione è l’immagine di quella situazione, è la rivincita dei vinti</strong>!</p>
<h5>Il merito della Carta di Peters</h5>
<p>Vale, però, la pena ricordare che <strong>la cartografia di Peters ha avuto l&#8217;indubbio merito di aver spiegato in maniera semplice e visuale ad un pubblico di non-geografi o cartografi, come ogni carta geografica sia l’inevitabile frutto di scelte e compromessi</strong>. Non esiste una proiezione migliore di un’altra, nessuna lo è in senso assoluto, poiché <strong>dipende da cosa uno ritiene importante rappresentare</strong>.</p>
<p>Con la cartografia di Peters, <strong>anche l&#8217;uomo comune ha appreso che le nostre conoscenze geografiche si basano sul lavoro fatto secoli fa da dei cartografi</strong>, che rappresentarono il mondo come <strong>quando era dominato degli europei nel 1500</strong>. Ancora oggi le carte geografiche sono lo specchio di una dominazione che è già terminata molti anni fa. L’esempio più eclatante di questo tipo di <strong>dominazione compare nei termini utilizzati dagli europei in cartografia</strong>. <strong>L’espressione “<em>medio oriente</em>” fu coniata dagli europei per riferirsi alla penisola  arabica</strong>. Questa terminologia riflette una <strong>visione eurocentrica</strong>, che considera l’Europa come il punto di riferimento centrale per il resto del mondo. <strong>E’ stato a partire dall’Europa che si è deciso cosa era il nord, il sud, l’est e l’ovest ed anche le distanze</strong>: <em>vicino oriente, medio oriente, estremo oriente</em>. L’influenza europea è tanto forte che ancora ai nostri giorni si utilizzano queste espressioni.</p>
<h5>The West Wing</h5>
<p>Spero che non vi siate annoiati nella lettura di questo articolo. Se siete arrivati a leggere fin qui, allora vi meritate un premio. In una puntata della serie televisiva <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/The_West_Wing"><strong>The West Wing</strong></a> (in particolare <em>nell&#8217;episodio 16 della Stagione 2 dal titolo &#8220;Alto tradimento&#8221;</em>) vi è una simpatica scenetta dove <strong>lo staff del Presidente degli Stati Uniti</strong>, nel giorno dedicato al ricordo del <a href="http://prop1.org/conchita/vigil/italian.htm">grosso blocco di formaggio di Andrew Jackson</a> (quando per un giorno aprì le porte della Casa Bianca al popolo) <strong>incontra un gruppo di Cartografi che propongono al Presidente di cambiare tutte le cartine  di Mercalli con quella più consona di Peters</strong>. In questi due video <strong>troverete, sintetizzati, tutti gli argomenti che vi ho trattato</strong>, <strong>dalla visione eurocentrica, alla pari dignità dei continenti fino all&#8217;assurda richiesta di capovolgere tutte le cartine!</strong> Su Youtube trovai solo una <a href="http://www.youtube.com/watch?v=n8zBC2dvERM">versione inglese</a>, ma fortunatamente sono riuscito a reperire anche l&#8217;episodio in italiano (includendo una versione più lunga della scenetta) e l&#8217;ho caricato su Youtube. Buona visione!</p>
<p><strong>Parte 1</strong><br />
<object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/9ERWx08kkjw&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;color1=0x2b405b&#038;color2=0x6b8ab6"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/9ERWx08kkjw&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;color1=0x2b405b&#038;color2=0x6b8ab6" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
<p><strong>Parte 2</strong><br />
<object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/hAb69NZh8m8&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;color1=0x2b405b&#038;color2=0x6b8ab6"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/hAb69NZh8m8&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;color1=0x2b405b&#038;color2=0x6b8ab6" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object>
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		<title>Il paradosso del Problema di Monty Hall</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Apr 2009 11:44:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Matematica]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri sera ho visto il film 21 che narra la storia, a quanto pare vera, di uno studente del MIT con problemi finanziari che, grazie al suo talento per numeri e calcoli entra nel team di blackjack della scuola che ha elaborato un complesso sistema di conteggio delle carte da gioco, che gli permetterà di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera ho visto il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/21_(film)">film 21</a> che narra la storia, a quanto pare vera, di uno studente del <a href="http://web.mit.edu/">MIT</a> con problemi finanziari che, <strong>grazie al suo talento per numeri e calcoli entra nel team di blackjack della scuola che ha elaborato un complesso sistema di conteggio delle carte da gioco</strong>, che gli permetterà di sbancare i tavoli di blackjack di Las Vegas.<br />
Nelle fasi iniziali del lungometraggio, si assiste ad una lezione di un professore di matematica, che propone al protagonista il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Problema_di_Monty_Hall"><strong>Problema di Monty Hall</strong></a>, un noto <strong>paradosso della teoria della probabilità con una soluzione del tutto controintuitiva</strong>, sebbene il problema non conduca a una contraddizione logica.</p>
<h5>Problema</h5>
<p>In questo gioco, vengono mostrate a un giocatore <strong>tre porte chiuse; al di là di una c&#8217;è un&#8217;automobile e dietro ciascuna delle altre due si nasconde una capra</strong>. Al giocatore è permesso aprire una porta, e tenersi ciò che si trova di là da essa. Ad ogni modo, <strong>dopo che il giocatore ha selezionato una porta, ma non l&#8217;ha ancora aperta, il conduttore dello show</strong> (che conosce ciò che si trova dietro ogni porta) <strong>apre un&#8217;altra porta, rivelando una delle due capre, e offre al giocatore la possibilità di cambiare la propria scelta iniziale</strong>, passando all&#8217;unica porta restante. Passare all&#8217;altra porta migliora le chance del giocatore di vincere l&#8217;automobile? La risposta è, controintuitivamente, sì: <strong>le probabilità di vittoria passano da 1/3 a 2/3, raddoppiando di fatto le probabilità di trovare l&#8217;automobile</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2022_paradosso_monty_hall.jpg' alt='Monty Hall' /></div>
<h5>La soluzione</h5>
<p>La soluzione può essere illustrata come segue. <strong>Ci sono tre scenari possibili, ciascuno avente probabilità 1/3</strong>:</p>
<ul>
<li>Il giocatore sceglie la capra numero 1. Il conduttore sceglie l&#8217;altra capra. Cambiando, il giocatore vince l&#8217;auto.</li>
<li>Il giocatore sceglie la capra numero 2. Il conduttore sceglie l&#8217;altra capra. Cambiando, il giocatore vince l&#8217;auto.</li>
<li>Il giocatore sceglie l&#8217;auto. Il conduttore sceglie una capra, non importa quale. Cambiando, il giocatore trova l&#8217;altra capra.</li>
</ul>
<p>Nei primi due scenari, cambiando il giocatore vince l&#8217;auto; nel terzo scenario il giocatore che cambia non vince. <strong>Dal momento che la strategia &#8220;cambiare&#8221; porta alla vittoria in due casi su tre, le chance di vittoria adottando la strategia sono 2/3</strong>.</p>
<h5>L&#8217;errore comune</h5>
<p>L&#8217;obiezione più comune alla soluzione è fornita dall&#8217;idea che, per varie ragioni, <strong>il passato possa essere ignorato quando si valutano delle probabilità</strong>. Dunque, la scelta della prima porta e il ragionamento del conduttore circa quale porta aprire si possono trascurare; dal momento che si può scegliere tra due porte, <strong>la probabilità di scegliere quella giusta dovrebbe essere pari al 50%</strong>.</p>
<p>Per dimostrare l&#8217;inesattezza di questa convinzione è possibile porci una domanda. Ipotizziamo che un giocatore adotti la strategia di non accettare mai l&#8217;offerta del conduttore, qualunque essa sia. Se le probabilità di vincita all&#8217;inizio sono del 33%, ha senso pensare che queste passino automaticamente al 50% solo perché il conduttore ha chiesto qualcosa che il giocatore non ascolta neanche? Ovviamente no.<br />
<strong>Sebbene ignorare il passato funzioni in certi giochi, come ad esempio nel lancio di una moneta</strong>, non funziona necessariamente in tutti i giochi. Un rilevante controesempio è fornito dal <strong>conteggio delle carte uscite in certi giochi</strong> di carte (come appunto il <strong>blackjack</strong>), che consente ai giocatori di <strong>sfruttare a proprio vantaggio l&#8217;informazione riguardante eventi passati</strong>. </p>
<h5>Conclusione</h5>
<p>In altri termini, la probabilità di scegliere la capra (insuccesso) all&#8217;inizio è di 2/3. Assumendo che come prima scelta si incappi &#8220;sempre&#8221; (2/3 delle volte) nella capra, si dovrà solo attendere che venga scoperta l&#8217;altra porta con la capra, per poi cambiare la propria scelta con quella con maggiore probabilità di successo.</p>
<p><strong>In altre parole, assumendo di aver scelto coscientemente uno dei due errori possibili, attendo che mi si mostri il secondo e cambio scelta. Così facendo, su un numero infinito di partite se ne vincono SEMPRE 2/3.</strong></p>
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		<title>SeisMac: come trasformare il vostro portatile Mac in un sismografo low cost e contribuire allo studio dei terremoti in scala locale</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 11:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi sono venuto a conoscenza di un nuovo software dalle caratteristiche davvero peculiari per scopi davvero originali. Si chiama SeisMac, ed è una applicazione gratuita solo per Mac OS X che permette di contribuire al rilevamento di terremoti grazie al sensore presente in molti modelli di Mac portatili in commercio dal 2005 in poi, trasformando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi sono venuto a <a href="http://blog.computime.it/2009/03/22/seismac-segnalare-i-terremoti-con-i-mac-portatili/">conoscenza</a> di un nuovo software dalle caratteristiche davvero peculiari per scopi davvero originali. Si chiama <a href="http://www.suitable.com/tools/seismac.html"><strong>SeisMac</strong></a>, ed è una <strong>applicazione gratuita solo per Mac OS X</strong> che permette di <strong>contribuire al rilevamento di terremoti grazie al sensore presente in molti modelli di Mac portatili in commercio dal 2005 in poi</strong>, trasformando di fatto il proprio MacBook o Macbook Pro (ma anche iBook e Powerbook) in un vero e proprio <strong>sismografo low cost</strong>.</p>
<p>Realizzato in collaborazione con l&#8217;Istituto di Ricerca Sismologica <a href="http://www.iris.edu/about/ENO/">IRIS</a>, <a href="http://www.suitable.com/tools/seismac.html">SeisMac 2.0</a> è in grado <strong>mostrare le onde sismiche su tre assi in un grafico in tempo reale</strong>, dopo aver opportunamente tarato i sensori con <a href="http://www.suitable.com/tools/seismacalibrate.html"><strong>SeisMaCalibrate</strong></a>, e di inviare ogni 15 minuti tutti i dati ad un server per la condivisione immediata dei dati raccolti e coordinata da un gruppo dei geofisici della <a href="http://www.usc.edu/">South California University</a>. E&#8217; possibile visionare cosa registrano tutti i portatili della rete direttamente dalla <a href="http://qcn.stanford.edu/qcnalpha/maptrig.php?cx=38&#038;cy=-70&#038;timeint=W">mappa interattiva</a> sul sito del progetto, oppure scaricando e installando <a href="http://qcn.stanford.edu/learning/software.php">QCNLive</a> che permette di avere, con una grafica accattivante, un colpo d&#8217;occhio sulle situazione nel mondo.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2018_qcn_snapshot_world.jpg' alt='QCN World Map' /></div>
<p>Nonostante <strong>apparentemente non avrebbe senso</strong> affidare la credibilità di un movimento naturale ad un solo strumento, come un computer portatile soggetto frequentemente a movimenti accidentali non dovuti ai terremoti, c&#8217;è anche da <a href="http://www.imaccanici.org/article.php?story=SeisMac">considerare</a> che <strong>una scossa naturale si distingue dalle altre per il fatto che è segnalata contemporaneamente da una molteplicità di computer distanti fra loro evitando i falsi allarmi</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2018_seismac2_screen.jpg' alt='SeisMac' /></div>
<h5>Lo scopo di SeisMac</h5>
<p>Resta comunque il fatto che <a href="http://www.suitable.com/tools/seismac.html">SeisMac 2.0</a> (e il progetto relativo) risulta, finora, <strong>l&#8217;unico software che sfrutta i sensori di movimento</strong> (<em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sudden_Motion_Sensor">Sudden Motion Sensor</a></em>, il sensore che rileva i movimenti bruschi per distaccare l’hard disk preservandone il contenuto in caso di caduta) <strong>senza fini ludici</strong> (come <a href="http://blog.medallia.com/2006/05/smacbook_pro.html">SmackBook Pro</a>, <a href="http://blog.isnoop.net/2006/05/20/macsaber-turn-your-mac-into-a-jedi-weapon/">MacSaber</a> e <a href="http://www.balooba.se/baloobasoftware/texts/bubblegym.htm">Bubblegym</a>) ma con un fine ben preciso e di valore. <a href="http://www.imaccanici.org/article.php?story=SeisMac">Infatti</a>, i terremoti si manifestano con una variabilità di effetti da un posto all’altro, o addirittura da un edificio all’altro, in funzione, per esempio, delle caratteristiche del suolo e dei criteri costruttivi. Avere dati puntuali aiuta a costruire le cosiddette <strong>mappe macrosismiche</strong> che descrivono in dettaglio gli effetti di un terremoto da zona a zona e che servono, in ultima analisi, <strong>per progettare meglio l’edilizia e l’urbanistica anti sismica</strong>.</p>
<h5>La situazione in Italia</h5>
<p>Non so quanto, però, questa rete di computer possa essere utile, almeno in Italia. Tralasciando il fatto che in una piccola percentuale di casi i dati prelevati possano essere falsati dal fatto che, magari, durante una scossa sismica il computer potrebbe essere spostato dalla sua posizione, alterando i valori registrati, è evidente che <strong>nel nostro paese, la rete di computer sarà molto meno fitta</strong> dato che il numero di Mac presenti sono una piccola percentuale rispetto a quelli sul territorio americano, dove attualmente il progetto, noto come <a href="http://qcn.stanford.edu/"><strong>Quake-Catcher Network</strong></a>, sembra aver preso piede. Non per questo mi sento però di non avallare il progetto che ha tutta la piena approvazione!</p>
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		<title>La psicologia della ricorrenza numerica: 1234567890 Day, il Bug del 2038 e altre celebrazioni numeriche</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/02/19/la-psicologia-della-ricorrenza-numerica-1234567890-day-il-bug-del-2038-e-altre-celebrazioni-numeriche/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 15:57:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alle ore 3:31:30 PM  dello scorso venerdi 13 febbraio 2009 (in Italia, a causa del fuso orario, erano le 00:31:30 del 14 Febbraio 2009), l&#8217;orologio interno dei sistemi Unix (e quindi anche Mac OS X) ha raggiunto il valore, non indifferente, di 1234567890 secondi. Infatti, come è noto, nei sistemi operativi Unix e Unix-like [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alle ore 3:31:30 PM  dello scorso venerdi 13 febbraio 2009 (in Italia, a causa del fuso orario, erano le 00:31:30 del 14 Febbraio 2009), <strong>l&#8217;orologio interno dei sistemi Unix</strong> (e quindi anche Mac OS X) ha raggiunto il valore, non indifferente, di <strong>1234567890 secondi</strong>. Infatti, come è noto, nei sistemi operativi Unix e Unix-like <strong>il tempo viene rappresentato come offset in secondi rispetto alla mezzanotte (UTC) del 1º gennaio 1970</strong> (definita epoca o <strong>Epoch Time</strong>). Quindi, contando il tempo a partire dall&#8217;Epoch Time ad oggi sono appunto passati 1.234.567.890 secondi. Questo tipo di rappresentazione ha il vantaggio che, oltre che ad essere <strong>compatta</strong>, è <strong>indipendente dai fusi orari</strong>, ed è quindi direttamente confrontabile anche tra calcolatori situati a grandi distanze geografiche tra loro, ed evita di dover effettuare aggiustamenti nel caso ad esempio di dati trasmessi da un fuso orario all&#8217;altro. L&#8217;unico svantaggio è che, <strong>per averne una rappresentazione sotto forma di data e ora locali, è necessario effettuare una conversione</strong> (sempre comunque lasciata al sistema operativo).</p>
<h5>1234567890 Day</h5>
<p>Sebbene, questo evento non abbia nulla di realmente universale (è stato un convenzione comune decidere di iniziare a far scandire arbitrariamente l&#8217;orologio interno del cuore dei sistemi operativi Unix dalla data del 1970, ma c&#8217;è <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Unix_epoch#Unix_time_in_literature">chi nota</a> come lo scandire dell&#8217;Epoch Time sia approssimativamente vicina allo sbarco sulla Luna), <strong>l&#8217;evento</strong> ha suscitato un valore mediatico minimo, ma, al contempo, <strong>ha coinvolto i geek più puri di tutto il mondo</strong> (dai syadmin ai consulenti IT fino ad arrivare al semplice appassionato di Linux), in una maniera che solo internet può regalare con la <a href="http://www.webmonkey.com/blog/Party_Like_It_s_Unix_Time_1234567890">versione geek</a> del capodanno dell&#8217;anno 2000.</p>
<p>Infatti, questa curiosa ricorrenza ha visto persino dei <strong>festeggiamenti “ufficiali” </strong>da parte di gruppi di utenza e di programmazione in tutto il mondo. Il sito che ha raccolto tutti questi eventi è stato <a href="http://www.1234567890day.com/"><strong>1234567890day.com</strong></a> con tanto di <strong>countdown in homepage</strong>, anche se, per la verità, per molti <strong>questa ricorrenza altro non era che una scusa per organizzare una vera e propria rimpatriata di amici amanti del pinguino</strong>.</p>
<p>La celebrazione di questo particolare evento è stata pianificata in diverse città di tutto il mondo (<em>San Francisco, Vancouver, Seattle, Los Angeles, Nairobi, Vienna, Copenaghen, Budapest, Croazia</em>, etc &#8230; ovviamente è mancata una località italiana).</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1503_geek_party.jpg' alt='Geek Party' /></div>
<p>Per chi, comunque, non era riuscito a festeggiare questa <strong>singolarità numerica in compagnia</strong>, non è mancato il <a href="http://digg.com/linux_unix/It_s_time_to_party_like_it_s_1234567890_n_cause_it_is">supporto di Digg</a> (con oltre 5005 diggs) e di <a href="http://twitter.com/utcwatch">Twitter che ha unito centinaia di followers</a> (423 per l&#8217;appunto) <strong>uniti nei festeggiamenti davanti al proprio monitor</strong>, magari supportati dalla <a href="http://www.thinkgeek.com/homeoffice/lights/a7c5/">Desk clock from ThinkGeek</a>, una sveglia capace di visualizzare la data e l&#8217;ora in diversi formati, tra cui, oltre quello standard, anche Esadecimale, Ottale, Binario, a Numeri Romani e, ovviamente, nel formato Unix Epoch Time.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1503_thinkgeek_clock.jpg' alt='Think Geek Clock' /></div>
<p>In alternativa, il sito <a href="http://coolepochcountdown.com/">Cool Epoch Countdown</a> ha fornito, e fornisce tuttora, in tempo reale lo scandire del tempo in Unix Time.</p>
<p>Se questi festeggiamenti vi sono sembrati assurdi, allora dovete sapere che le <strong>frasi più ricorrenti</strong> che giravano sulla blogosfera fino a qualche giorno primo, erano <strong>tutte di genere apocalittico</strong>, come <a href="http://www.zergwatch.com/Newsfeed-108585/it039s-the-end-of-the-world-as-we-know-it.html">questa</a>:</p>
<blockquote><p>
It&#8217;s The End Of The World As We Know It!<br />
There&#8217;s a fairly good chance the world is going to end tomorrow&#8230;at least the world of Unix
</p></blockquote>
<p>Ovviamente, quando si tratta di cose strane, <strong>anche Google ci mette lo zampino</strong> e per festeggiare il 1234567890 Day, Google ha <a href="http://www.downloadblog.it/post/8957/la-celebrazione-di-google-per-il-1234567890-day">proposto</a> uno dei suoi Doodle riportante la scritta</p>
<blockquote><p>
$ date +%s …<br />
1234567890
</p></blockquote>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1503_google_1234567890.gif' alt='Google 1234567890 Day' /></div>
<p>Per i non addetti ai lavori, &#8220;<strong>date +%s</strong>&#8221; è il comando da lanciare sul vostro terminale linux/unix like/mac os x per vedere visualizzata la data nel formato unix time. Per sapere a che ora e che giorno corrisponde una particolare data in unix time, è sufficiente lanciare questo <strong>script in Perl</strong> (ma potete anche visitare uno dei tanti siti di <a href="http://www.onlineconversion.com/unix_time.htm">conversione data/unix time</a>):</p>
<blockquote><p>perl -e &#8216;print scalar localtime(1234567890),&#8221;\n&#8221;;&#8217;<br />
Sat Feb 14 00:31:30 2009
</p></blockquote>
<h5>Altre celebrazioni numeriche create ad hoc</h5>
<p>E se nel lontano 09 Settembre 2001 (2001-09-09T01:46:40Z) si sono festeggiati a Copenhagen in Danimarca (presso il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Danish_UNIX_User_Group">DKUUG</a>), il primo 1.000.000.000 di secondi, allora vi farà piacere che che nel lontano <strong>18 Maggio 2033 alle ore 03:33:20</strong>, ricorrerà la <strong>celebrazione del Secondo Billenium</strong>: 2000000000!</p>
<blockquote><p>perl -e &#8216;print scalar localtime(2000000000),&#8221;\n&#8221;;&#8217;<br />
Wed May 18 05:33:20 2033
</p></blockquote>
<p>La cosa buffa è che, giocando con questo piccolo script in Perl, ho scoperto che <strong>il 9 Agosto del 2005, è ricorso il Fibonacci Day dei sistemi Unix</strong> (ho sostituito la data in unix time con la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Successione_di_Fibonacci">Successione di Fibonacci</a>, escluso lo zero iniziale, <strong>1123581321</strong>):</p>
<blockquote><p>perl -e &#8216;print scalar localtime(1123581321),&#8221;\n&#8221;;&#8217;<br />
Tue Aug  9 11:55:21 2005
</p></blockquote>
<p><strong>ma nessuno ne ha mai parlato</strong> (o sbaglio?). Forse era una ricorrenza da geek matematici, una specie ancora più rara dei normali geek!</p>
<p>Continuando, possiamo notare che, <strong>il 14 Novembre del 2014, si potrebbe festeggiare il Pi Greco Decimal Day per i sistemi Unix</strong> (prendendo in esame la prima parte decimale del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pi_greco">pi greco</a>):</p>
<blockquote><p>perl -e &#8216;print scalar localtime(1415926535),&#8221;\n&#8221;;&#8217;<br />
Fri Nov 14 01:55:35 2014
</p></blockquote>
<p>Come vedete, <strong>i motivi per festeggiare ce ne saranno molti ed è tutto frutto della psicologia della ricorrenza numerica</strong>. Un comportamento tutto tipico dell&#8217;essere umano, che si è dimostrato in tutta la sua potenza mediatica nell&#8217;anno 2000 (amplificato poi anche dal famoso Millennium Bug). <strong>Per l&#8217;uomo tutte le ricorrenze numeriche sono sempre affascinanti</strong>, come quando si prendono le <em>misure della Piramide di Cheope</em> della piana di Giza in Egitto e si scopre che <em>dividendo il perimetro della Piramide per il doppio dell&#8217;altezza si ottiene un valore molto simile al pi-greco</em>. O quando Joseph Seiss, un ecclesiastico americano, scrisse che le pietre della Piramide contenevano un sistema di numeri che indicavano misure, pesi, angoli, temperature, gradi, problemi geometrici e rilevamenti cosmici. Seiss fu sorpreso dalla ricorrente presenza nei suoi calcoli del numero 5!</p>
<p>E che dire della <strong>sequenza numerica 4 &#8211; 8 &#8211; 15 &#8211; 16 &#8211; 23 &#8211; 42</strong>, nota come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Equazione_di_Valenzetti">Equazione di Valenzetti</a>, che la DHARMA, nel mondo immaginario del serial televisivo Lost, aveva il compito di modificare per evitare la fine dell&#8217;umanità. In poco tempo <strong>finzione e realtà si sono fusi insieme</strong>, <a href="http://www.iisguarasci.it/index.php?option=com_content&#038;task=view&#038;id=51&#038;Itemid=42">girando</a> per internet e <strong>assumendo connotazioni di quasi-realtà</strong>.</p>
<p>Ovviamente <strong>alcune ricorrenze numeriche sono talmente singolari che appaiono dare un significato agli eventi più strani, dando una sorta di potere ai numeri</strong> che si trasformano in <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2006/11/11/einstein-borges-e-la-conversione-del-pi-greco-in-binario/">elementi cabalo-matematici</a>.</p>
<h5>Il Bug del 2038</h5>
<p>Ma vi è un&#8217;altra <strong>data che i programmatori di tutto il mondo stanno aspettando, questa volta, con grande paura</strong> (come quella del Millennium Bug): è il <strong>19 gennaio 2038 alle ore 03:14:07 AM</strong>. Dopo questo momento, <strong>il contatore supererebbe il valore massimo, e verrebbe considerato come un numero negativo</strong>. I <strong>computer leggeranno la data non come 2038 ma come 1901</strong> (precisamente, le 20:45:52 di venerdì 13 dicembre 1901) causando errori di calcolo!</p>
<p>Il problema è noto da tempo a tutti e la causa del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bug_dell'anno_2038">bug informatico dell&#8217;anno 2038</a> (&#8220;<strong>Year 2038</strong>&#8221; è chiamato anche &#8220;Y2038&#8243;, &#8220;Y2K38&#8243;, o &#8220;Y2.038K&#8221; nel linguaggio specialistico) è da imputarsi all&#8217;<strong>architettura a 32 bit di molte macchine unix attualmente esistenti che usano</strong>, come spiegato prima, la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tempo_%28Unix%29"><strong>rappresentazione POSIX</strong></a> per calcolare il tempo (partendo dal numero di secondi a partire dal 1 gennaio 1970). Questo tipo di sistema è lo <strong>standard per i sistemi Unix, e colpisce anche software per altri sistemi operativi che siano stati sviluppati in C</strong>. Sulla maggior parte dei sistemi a 32 bit il valore del dato <strong>time_t</strong> usato per questo calcolo è un <strong>numero intero a 32 bit di tipo signed</strong>.</p>
<p><a href="http://www.ippolita.net/googlewiki/9.html">Infatti</a>, se un programmatore crea una variabile di tipologia intero segnato per memorizzare un valore numerico, <strong>questo può essere come minimo -2147483648 e come massimo 2147483647</strong>. Un numero molto grande, ma che diventa <strong>un valore piccolissimo se lo trasformiamo in secondi</strong>. In 32 bit, infatti, <strong>ci stanno appena 136 anni!</strong> Usando questo sistema, la data più avanzata rappresentabile a partire dalle 00:00:00 del 1/1/1970 sono le <strong>03:14:07 di giovedì 19/01/2038!</strong></p>
<p>La cosa interessante è che <strong>il mondo POSIX comprende, oltre ai sistemi operativi derivati dal sistema UNIX</strong> (GNU/Linux, BSD, Solaris, Mac OS X), <strong>anche tutti i protocolli di rete UNIX style</strong> (http, ftp, etc). In parole povere, se le previsioni nefaste degli addetti ai lavori si avverassero, <strong>sarebbe anche la fine di internet</strong>  (che funziona grazie a protocolli Unix) <strong>e dei principali server del globo</strong> (che utilizzano sistemi operativi derivati da Unix). Dopo quel secondo <strong>saremo proiettati nel 13 dicembre 1901 alle 20:45</strong>. Sicuramente questo sarà un problema da gestire da qui ai prossimi anni e richiederà un cambio epocale nella gestione del tempo e di tutto il resto nei sistemi Unix. <strong>In teoria la soluzione è semplice e già disponibile, e consiste nell’usare solo sistemi a 64 bit, come il 99% dei processori in commercio attualmente</strong>. Infatti, nei sistemi a 32 bit il limite massimo di un intero è <em>(2^32) &#8211; 1</em>, mentre in quelli a 64 bit è <em>(2^64) &#8211; 1</em>.</p>
<p>Come <a href="http://programmazione.it/index.php?entity=eitem&#038;idItem=38378">denunciato</a> anche dal sito ufficiale, <a href="http://www.2038bug.com/">2038bug.com</a>, però, <strong>l&#8217;errore comune è quello di credere che il problema verrà risolto con la semplice adozione dei 64 bit</strong>, non considerando che i molti strumenti che utilizzano <strong>sistemi embedded</strong> (forni a microonde, ascensori, orologi da polso, ecc.), <strong>sono ancora a 8/16 bit e che molti database utilizzano, per i propri campi data, dei Timestamp a 32 bit</strong>.</p>
<p>Un aspetto curioso di questa faccenda è che su questo bug del 2038 è stata costruita la storia di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_Titor">John Titor</a>, un <strong>fantomatico uomo del futuro (2036) tornato nel 1975 per recuperare un esemplare di IBM 5100 come sorta di moderna Stele di Rosetta</strong>, poiché sarebbe l&#8217;unica macchina capace di risolvere il bug che sconvolgerebbe il mondo.</p>
<p>Interessante come, anche in questo caso, Google ci abbia messo lo zampino, perché i più <a href="http://www.ippolita.net/googlewiki/9.html">attenti</a> avranno scoperto che la data di scadenza dei cookie di Google è il 17 gennaio 2038, due giorni prima della fine dell&#8217;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Unix_epoch">Unix Epoch</a> (solo dopo questa data il browser può procedere all&#8217;eliminazione dei dati contenuti nel cookie stesso).</p>
<p>Ovviamente c&#8217;è anche chi, per celebrare l&#8217;evento, ha iniziato <a href="http://unixepoch.com/"><strong>vendere magliette con la fine dell&#8217;Unix Epoch</strong></a>, ma anche <a href="http://www.cafepress.com/unixepoch">tazze e mousepad</a> <strong>per ricordarvi che, la fine dei sistemi operativi come voi li conoscete, è vicina</strong>!</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1503_tshirt_epoch_time.jpg' alt='T-Shirt Epoch Time' /></div>
<p>Se invece, <strong>volete verificare se il vostro sistema è immune o meno da questo bug</strong>, ecco il <a href="http://www.2038bug.com/demo.html">codice C</a> da compilare:</p>
<textarea name="code" class="c++:nogutter" cols="60" rows="10">
#include <stdlib .h>
#include <stdio .h>
#include <unistd .h>
#include <time .h>

int main (int argc, char **argv)
{
    time_t t;
    t = (time_t) 1000000000;
    printf ("%d, %s", (int) t, asctime (gmtime (&#038;t)));
    t = (time_t) (0x7FFFFFFF);
    printf ("%d, %s", (int) t, asctime (gmtime (&#038;t)));
    t++;
    printf ("%d, %s", (int) t, asctime (gmtime (&#038;t)));
    return 0;
}
</textarea>
<p><a href="http://programmazione.it/index.php?entity=eitem&#038;idItem=38378">Questo semplice esempio</a> in C <strong>mostra come l&#8217;aggiunta di un solo secondo al <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Timestamp">Timestamp</a> ”Tue Jan 19 03:14:07 2038” lo tramuti in un sinistro venerdì 13 dicembre 1901</strong>.  Quindi, se il vostro sistema è a 32 bit, dovrebbe produrre questo risultato:</p>
<blockquote><p>
1000000000, Sun Sep  9 01:46:40 2001<br />
2147483647, Tue Jan 19 03:14:07 2038<br />
-2147483648, Fri Dec 13 20:45:52 1901</p></blockquote>
<p>Ecco una <strong>simulazione di quello che accadrebbe nel 2038 ai sistemi unix a 32 bit</strong>:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1503_y2038_simulation.gif' alt='Y2038 Bug Simulation' /></div>
<p><strong>UPDATE</strong>: Ho appena <a href="http://www.wired.it/news/archivio/2009-03/02/festeggioggi-festeggiare-e-un-fattore-matematico,-buona-giornata-della-radice-quadrata!.aspx">scoperto</a> che molti <strong>geek matematici</strong> festeggiano la <strong>giornata della radice quadrata</strong> che viene celebrata nella data in cui, <strong>sia il giorno che il mese, risultano essere la radice delle ultime due cifre dell&#8217;anno</strong>. L&#8217;ultima festività è occorsa il 03 Marzo 2009 (3/3/09 <strong>Square Root Day</strong>), ma <strong>beccare la radice giusta non è facile come sembra</strong> (sembra che capiti <strong>solo 9 volte in un secolo</strong>). Se vogliamo continuare a dare i numeri, l&#8217;ultimo giorno papabile prima di questo è stato infatti il due febbraio del 2004, che casualmente coincideva con il &#8216;giorno della marmotta&#8217; americano. Per festeggiare di nuovo dovremo aspettare ben sette anni, esattamente il quattro aprile del 2016. Il primo a celebrare questo evento è stato, nella lontana radice dell&#8217;81, Ron Gordon.
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		<title>Dal Colosseo, al calcio ai videogiochi, tutto ha uno scopo preciso: distrarre il popolo nei periodi di crisi!</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/01/12/dal-colosseo-al-calcio-ai-videogiochi-tutto-ha-uno-scopo-preciso-distrarre-il-popolo-nei-periodi-di-crisi/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Jan 2009 11:17:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Console]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Giochi]]></category>
		<category><![CDATA[Idea Lab]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Ricordate quando a scuola ci insegnavano che gli antichi Romani erano soliti svolgere degli spettacoli nell&#8217;arena principale di Roma: il Colosseo. Tra questi giochi (ludi gladiatorii), andavano molto in voga i sanguinosi combattimenti dei Gladiatori, che finivano sempre con la morte di uno dei contendenti. Se all&#8217;inizio questo genere di pratiche aveva un carattere simbolico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordate quando a scuola ci insegnavano che gli antichi Romani erano soliti svolgere degli spettacoli nell&#8217;arena principale di Roma: il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Colosseo"><strong>Colosseo</strong></a>. Tra questi giochi (ludi gladiatorii), andavano molto in voga i <strong>sanguinosi combattimenti dei Gladiatori</strong>, che finivano sempre con la morte di uno dei contendenti. Se all&#8217;inizio questo genere di pratiche aveva un carattere simbolico e spirituale (risalivano ad antichi riti etruschi), col passare degli anni questi elementi originali vennero dimenticati e i <strong>giochi divennero solo una forma di divertimento a cui si assisteva con crudele piacere</strong>. Quello in cui cui gli storici sono tutti d&#8217;accordo è che <strong>i giochi contribuivano in gran misura a distrarre la plebe da una vita di stenti e di miseria</strong>, <a href="http://books.google.com/books?id=VW2wEEnL6DIC&#038;pg=PA78&#038;lpg=PA78&#038;dq=giochi+gladiatori+distrarre+romani&#038;source=bl&#038;ots=GAjN-DBNR5&#038;sig=ZYZglanXOFWL9_AO-U07nimKo2o&#038;hl=it&#038;sa=X&#038;oi=book_result&#038;resnum=10&#038;ct=result">mentre</a> <strong>i potenti che li organizzavano li usavano per guadagnarsi i favori delle masse</strong>.</p>
<p>Vedere la civiltà del diritto invaghita di tali cruenti combattimenti fa pensare e ci aiuta a comprendere come <strong>il rischio di cadere in questa imbarazzante distrazione, sia sempre presente, anche nella società contemporanea</strong>. Infatti se nell&#8217;Antica Roma, la radicale diffusione sociale del fenomeno <strong>fu oggetto delle strategie delle classi dominanti, uno strumento di condizionamento popolare attraverso la magnanimità di politici sovvenzionatori</strong> (tanto che Cicerone ne vietò l’esercizio, ai candidati, nei due anni precedenti le elezioni), <strong>nei nostri tempi un comportamento simile è da molti sentito come un sintomo di malessere della società</strong>.</p>
<h5>Analogie con il calcio</h5>
<p>Una prima impressionante <a href="http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=16444">analogia</a> che balza subito all&#8217;occhio è sicuramente il coinvolgimento moderno delle masse e la loro distrazione sociale attraverso le <strong>competizioni calcistiche</strong>, in cui ritroviamo gli stessi <strong>antesignani dei tifosi moderni</strong> (amatores), la stessa <strong>febbre dei giochi</strong> che coinvolgeva praticamente tutti, le stesse <strong>guerriglie tra tifoserie opposte</strong>, ma anche gli stessi <strong>lauti guadagni</strong> per il vincitore, e gli stessi allenatori dei gladiatori e procuratores (ossia gli osservatori delle reclute da avviare alla professione).</p>
<h5>Analogie con i videogiochi</h5>
<p>Oggi, però, alla categoria si vanno ad <a href="http://neapolis.blog.rai.it/2009/01/09/videogame-da-record-nea-polis-912009/">aggiungere</a> anche i videogiochi. Mentre il mondo intero si sveglia ogni mattina con notizie sempre meno confortanti sulla crisi, c<strong>’è un’industria che non sembrano risentire della recessione economica: è quella dei videogiochi!</strong> Le cifre riferite al Natale sono impressionanti: la sola Microsoft <strong>ha visto incrementare le vendite della sua Xbox 360 del 163% rispetto allo stesso periodo del 2007</strong>, mentre in tutto il mondo 2008 ha venduto oltre <strong>28 milioni di console</strong> (8 milioni in più rispetto alla diretta concorrente Playstation 3, merito anche della riduzione di prezzo decisa dopo l’estate). Non a caso, <strong>quello dei videogiochi è uno dei pochi settori in cui non sono ancora arrivati i licenziamenti che hanno coinvolto gli altri comparti</strong>.</p>
<p>La risposta degli esperti per questo trend è lapidaria: “<strong>Durante i periodi di crisi le persone cercano rifugio nel divertimento!</strong>”. <a href="http://punto-informatico.it/2517381/PI/News/crisi-non-tocca-videogiochi.aspx">Secondo</a> Ron Meiners, community director per l&#8217;Hollywood Interactive Group intervistato da Cnet, &#8220;È accaduto <strong>lo stesso con il cinema negli anni 30</strong>, quando le persone si distraevano dai loro guai guardando i grandi musical dell&#8217;epoca, ed accade oggi con i videogiochi, solo che a differenza dei film, <strong>i videogame non sono solo passivi, ma garantiscono un elevato livello di coinvolgimento</strong>, ciò che li rende ancor più apprezzabili&#8221;.</p>
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		<title>Curiosità di una Apple eccessivamente meticolosa</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2008/12/09/curiosita-di-una-apple-eccessivamente-meticolosa/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 10:39:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[apple-shop]]></category>
		<category><![CDATA[assistenza]]></category>
		<category><![CDATA[itunes]]></category>

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		<description><![CDATA[Sapevate che negli Apple Premium Reseller (o APR) e nei vari Apple Shop vige il divieto di introdurre PC in vista nel punto vendita? In effetti, il principio è valido: siccome Apple vende prodotti come iMac e Macbook, sarebbe assurdo vedere un PC desktop magari assemblato per gestire la contabilità, anche se vi fosse installato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sapevate che negli <strong>Apple Premium Reseller</strong> (o APR) e nei vari Apple Shop <strong>vige il divieto di introdurre PC in vista nel punto vendita</strong>? In effetti, il principio è valido: siccome Apple vende prodotti come iMac e Macbook, <strong>sarebbe assurdo vedere un PC desktop magari assemblato per gestire la contabilità</strong>, anche se vi fosse installato sopra una distribuzione Ubuntu. Non parliamo poi se vi fosse installato Windows Vista Premium Edition! Non è una cosa strana, ma francamente <strong>non avevo mai immaginato che potesse esistere un divieto simile.</strong> La cosa buffa, però, è che per <a href="http://www.macitynet.it/ipodnet/aA33353/itunes_card_chiave_per_app_store_ma_gli_apr_non_le_vendono.shtml">permettere</a> la commercializzazione degli iPhone anche agli APR, si è arrivati ad un <strong>accordo con il gestore TIM che permette di portare nei negozi un software per la gestione delle registrazioni che si basa esclusivamente su piattaforma Windows</strong>! Ovviamente, <strong>per non venire contro al divieto, il software di gestione deve essere installato su un virtualizzatore come Vmware Fusion o Parallels, oppure direttamente su Boot Camp</strong>, in modo da non contravvenire al divieto di introdurre PC in vista nel punto vendita.</p>
<h5>L&#8217;eccessiva meticolosità del Supporto Apple</h5>
<p>Un&#8217;altra curiosità della Apple risiede in questa <strong>pagina di supporto alla iTunes Card che evidenzia con quanta cura maniacale mettano nei dettagli anche nella soluzione dei problemi più comuni</strong>, come, per esempio, il fatto che iTunes possa dare un <strong>messaggio di codice &#8220;non valido&#8221;</strong> in seguito all&#8217;immissione del codice alfanumerico della propria <strong>iTunes Card</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;'  src="http://images.apple.com/support/itunes/store/images/giftcard_GCA.gif" alt="iTunes Card" /></div>
<p>Ebbene, il Supporto Apple dopo aver scritto di assicurarsi di aver inserito il codice esattamente come appare sulla Card, ricorda di <strong>leggere attentamente il codice</strong>, poiché <strong>alcune lettere e numeri possono sembrare molto simili</strong>, e, inaspettatamente, <strong>enuncia tutti i casi di similitudine</strong>:</p>
<blockquote><p>
Le lettere e i numeri che seguono possono sembrare molto simili:</p>
<p>la lettera A e la lettera H<br />
la lettera B e il numero 8<br />
la lettera D e il numero 0<br />
la lettera E e il numero 3<br />
la lettera G e il numero 6<br />
la lettera H e la lettera W<br />
la lettera J e il numero 1<br />
la lettera M e la lettera N<br />
la lettera O e il numero 0<br />
la lettera P e la lettera F<br />
la lettera Q e la lettera O<br />
la lettera Q e il numero 0<br />
la lettera S e il numero 5<br />
la lettera S e il numero 8<br />
la lettera V e la lettera U<br />
la lettera Z e il numero 2
</p></blockquote>
<p>Devo dire che è la prima volta che trovo una simile perizia e accuratezza, forse, per certi aspetti, anche eccessiva. La cosa più strana, però, sta in questa pagina di <a href="http://www.apple.com/it/support/itunes/store/songcode/">Supporto ai Song Code</a> (codice per scaricare brani gratuitamente), dove, con la stessa precisione, <strong>si elencano le lettere e i numeri che possono creare ambiguità, ma, questa volta, sono in numero assai minore</strong>: 8 contro i precedenti 16!</p>
<blockquote><p>Le lettere e i numeri che seguono possono sembrare molto simili:</p>
<p>la lettera B e il numero 8<br />
la lettera G e il numero 6<br />
la lettera V e la lettera U<br />
la lettera Q e la lettera O<br />
la lettera Q e il numero 0<br />
la lettera Z e il numero 2<br />
la lettera S e il numero 5<br />
la lettera P e la lettera F
</p></blockquote>
<p>Che sia perché il codice <strong>prevede un numero minore di lettere o perché il font utilizzato è più chiaro e leggibile del precedente e si creano, quindi, meno ambiguità?</strong> Oppure, semplicemente, si tratta di un <strong>banale errore proprio laddove si cercava una meticolosità troppo esaustiva?</strong><br />
Comunque ben vengano queste iniziative, poiché non credo che i gestori telefonici che vendono ricariche telefoniche con le carte prepagate sono altrettanto scrupolosi nell&#8217;assistenza al cliente.
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		</item>
		<item>
		<title>Per un presidente degli Stati Uniti 2.0 la CNN sfodera l&#8217;inviata virtuale 3D con un collegamento olografico</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2008/11/06/per-un-presidente-degli-stati-uniti-20-la-cnn-sfodera-linviata-virtuale-3d-con-un-collegamento-olografico/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 Nov 2008 11:20:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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		<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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		<category><![CDATA[tomogramma]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>
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		<description><![CDATA[Sarà stata colpa dell&#8217;influenza mediatica delle elezioni americane, o sarà stato a causa della nomina del primo vero presidente 2.0 della storia americana, perché presente in tutte le sue forme virtuali, dal suo sito ufficiale a Second Life, da Facebook ai blog, resta il fatto che la CNN non è stata a guardare è ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà stata colpa dell&#8217;influenza mediatica delle elezioni americane, o sarà stato a causa della nomina del <strong>primo vero presidente 2.0 della storia americana</strong>, perché presente in tutte le sue forme virtuali, dal suo sito ufficiale a <a href="http://www.secondlife.com">Second Life</a>, da <a href="http://www.facebook.com/">Facebook</a> ai blog, resta il fatto che la <a href="http://www.cnn.com/">CNN</a> non è stata a guardare è ha sfoderato un effetto speciale, tanto stupefacente quanto, probabilmente inutile, <strong>degno della saga di Guerre Stellari</strong>: gli <strong>ologrammi</strong>.</p>
<h5>L&#8217;ologramma dell&#8217;inviata in 3D</h5>
<p>In una <strong>maratona elettorale</strong> dove i media di tutto il mondo hanno messo in campo i migliori strumenti messi a disposizione dalla tecnologia (come, per esempio, gli schermi touchscreen) e da internet (con blog, messaggeria,  twitter, mappe, contributi generati degli utenti), il conduttore Wolf Blitzer, della CNN,  si è collegato con Chicago dallo studio virtuale per discutere con l’inviata Jessica Yellin delle reazioni alla vittoria di Barack Obama. Ma, a stupire i telespettatori, non c’era nessuno schermo in studio, bensì l’<strong>immagine tridimensionale della Yellin che è stata virtualmente teletrasportata nello studio centrale</strong> a pochi metri da Blitzer. La Yellin, come ha spiegato ai telespettatori, in quel momento veniva <strong>ripresa, al centro di uno studio semicircolare, da 44 telecamere in alta definizione con angoli diversi</strong>, e da 15 raggi infrarossi che ne hanno registrato i movimenti della corrispondente, le cui immagini poi venivano <strong>ricostruite, sincronizzate, trasmesse via satellite e, infine, rielaborate e “proiettate” nello studio centrale di Atlanta da ben 22 computer</strong>. Il video della <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2007/09/12/ologrammi-e-giochi-di-specchio-dai-gorillaz-a-kate-moss-la-tecnica-di-proiezione-3d-si-sta-sempre-piu-affinando-sino-ad-arrivare-allincredibile-siggraph-2007/"><strong>novella Principessa Leila</strong></a> della CNN, ovviamente, ha fatto presto il giro del mondo. Eccolo qui:</p>
<div align="center">
<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/0SIS2ZwkWDg&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=en&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/0SIS2ZwkWDg&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=en&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object>
</div>
<p><br/></p>
<h5>Motivazioni e costi del collegamento olografico</h5>
<p>Molti si chiedono l&#8217;<strong>utilità di questo collegamento 3D</strong>. Io sospetto che, forse, in <strong>un&#8217;America sgangherata e disorientata dalla crisi economica e da una guerra senza fine</strong>, l&#8217;elezione di un presidente diverso da tutti i suoi 43 predecessori doveva servire ad <strong>infondere nuovi vitalità alla nazione</strong>. E quale incoraggiamento potevano ricevere gli elettori, quegli <strong>stessi elettori di Barack Obama che guardavano al futuro con un occhio diverso e che guardavano al web come ad un efficace strumento</strong> con la capacità di aggregare masse disomogenee, se non una <strong>dimostrazione della potenza tecnologia degli Stati Uniti proiettata come non mai verso un ridente e prosperoso futuro</strong>?</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1951_leila_cnn.jpg' alt='Leila 3D CNN' /></div>
<p>Ma molti, però, come il <a href="http://www.chicagotribune.com/features/lifestyle/chi-election-question-cnn-1106nov06,0,7728952.story">Chicago Tribune</a>, si <strong>chiedono quanto sia venuto a costare questo collegamento di pochi minuti con un ologramma in 3D</strong>. Il network della CNN non ha ancora voluto rivelare i costi per implementare questa tecnologia, ma Andrew Orloff, il creative director di <a href="http://www.zoicstudios.com/">Zoic Studios</a>, una società specializzata in effetti speciale per la TV, film e videogames, ha dichiarato che <strong>il solo computer dedicato al rendering delle immagini e alla gestione dei 43 flussi multipli, costa non meno di 70.000$</strong>.  Inoltre, per una nuova compagnia che dovesse comprare tutto l&#8217;hardware (come le telecamere) e il software dedicato, la spesa si avvicinerebbe ai vari milioni di dollari, ma <strong>dato che la CNN dispone già di una infrastruttura numerosa di telecamera</strong>, è probabile che il costo del collegamento olografico nella notte del primo presidente nero,  si aggiri <strong>intorno i 300.000$-400.000$</strong>.</p>
<h5>Conclusione</h5>
<p>Per cui è parere umanime che, nonostante il collegamento olografico sia stato <strong>molto affascinante, per molti è stato anche perfettamente inutile, oltre che eccessivamente dispendioso</strong>; magari <strong>nel 2012 sarà normale vedere il TG1 che si collega con i propri inviati in tecnologia olografica</strong> dalle più remote località della Terra, ma al momento attuale, come già detto prima, <strong>risulta solo un tentativo, non troppo riuscito</strong> (anche se il fatto che tutti ne parlano, in parte ha sortito un effetto positivo), <strong>di sfoggiare la superpotenza tecnologica dell&#8217;America</strong>.</p>
<p><strong>UPDATE:</strong> <a href="http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/scienza_e_tecnologia/ologramma-tv/ologramma-tv/ologramma-tv.html">Secondo</a> il professore di fisica teoretica e esperto di olografia, Hans Jürgen Kreuzer, <strong>non si tratterebbe di ologrammi</strong> ma di &#8220;<strong>tomogrammi</strong>&#8220;, poiché l&#8217;intervistatore non stava parlando realmente a un&#8217;immagine tridimensionale proiettata davanti a lui, ma a uno spazio vuoto, e <strong>solo gli spettatori in tv potevano vedere la corrispondente interagire e rispondere</strong>.<br />
Un <strong>tomogramma</strong> è <strong>un&#8217;immagine</strong> che viene catturata da tutti i lati, ricostruita dal computer e quindi <strong>proiettata su uno schermo</strong>. L&#8217;<strong>ologramma</strong>, invece, viene <strong>proiettato nello spazio</strong>. Le immagini olografiche vengono generalmente realizzate usando luci come quelle del laser, ma per poter catturare l&#8217;immagine di una persona <strong>ci sarebbe stato bisogno di utilizzare un laser di grandissime dimensioni, la cui luce, però, avrebbe accecato l&#8217;intervistato</strong>.<br />
Insomma <strong>era semplicemente un effetto speciale</strong>!
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		<item>
		<title>Cosa succede quando due computer parlano e si ascoltano tra di loro? Due esperimenti sull&#8217;entropia del linguaggio</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2008/10/23/cosa-succede-quando-due-computer-parlano-e-si-ascoltano-tra-di-loro-due-esperimenti-sullentropia-del-linguaggio/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Oct 2008 09:28:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[computer]]></category>
		<category><![CDATA[entropia]]></category>
		<category><![CDATA[esperimento]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mac Pro]]></category>

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		<description><![CDATA[Prendete due laptop IBM con installato un software di sintesi vocale e configurateli in modo che uno sia settato per tradurre testo in voce, mentre l&#8217;altro possa attuare il riconoscimento vocale. Il tutto per ottenere uno scopo bizzarro: il testo che un computer legge &#8220;ad alta voce&#8221; è analizzato dall&#8217;altro, che legge a sua volta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prendete <strong>due laptop IBM</strong> con installato un <strong>software di sintesi vocale</strong> e configurateli in modo che <strong>uno sia settato per tradurre testo in voce, mentre l&#8217;altro possa attuare il riconoscimento vocale</strong>. Il tutto per ottenere uno scopo bizzarro: <strong>il testo che un computer legge &#8220;ad alta voce&#8221; è analizzato dall&#8217;altro, che legge a sua volta il risultato dell&#8217;interpretazione per attivare l&#8217;analisi per primo</strong>, avanti e indietro in una sorta di <strong>loop</strong>, in un processo che si ripete per tutto il giorno.<br />
La domanda è: <strong>che cosa accadrà?</strong></p>
<h5>Taiwa Hensokuki</h5>
<p>Il principio, è quello, discusso più volte su questo sito, della <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2005/04/20/entropia-delle-traduzioni/">entropia delle traduzioni</a> (altri spunti di riflessione li trovate anche <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2005/05/09/il-manoscritto-voynich-e-lentropia-linguistica/">qui</a> e <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2005/08/19/entropia-delle-traduzioni-3-la-vendetta-dei-sith/">qui</a>), e l&#8217;e<a href="http://www.neural.it/art_it/2008/10/taiwa_hensokuki_two_machines_s.phtml">sperimento</a> di <strong>looping speech-to-text-to-speech-to-text machine</strong>, ha il principale scopo di <strong>sfidare i computer ad interagire con sé stessi piuttosto che con il tipico utente umano</strong>. I due computer programmati per avere una conversazione trasmettendosi e scambiandosi dati, <strong>con l&#8217;andare del tempo ciclano e il testo coerente si trasformerà velocemente in qualcosa di banale e incoerente</strong>, in una <strong>rappresentazione visuale di quella che viene chiamata entropia del linguaggio</strong>!</p>
<p>E&#8217; questa la funzione di &#8220;<a href="http://www.ntticc.or.jp/Exhibition/2008/Extended_senses/Work/taiwahensokuki.html"><strong>Taiwa Hensokuki</strong></a>&#8220;, un lavoro incluso nella mostra <a href="http://www.ntticc.or.jp/Exhibition/2008/Extended_senses/index_j.html">Extended Senses</a> (<em>Taiwa significa &#8220;dialogo&#8221; in giapponese, mentre Hensokuki può essere tradotto come &#8220;trasmissione&#8221;</em>) e realizzata nel 2006 dall&#8217;artista <strong>Mohri Yuko</strong>. I due laptop, montati a muro, sono <strong>collegati ad un amplificatore attraverso due cavi RCA</strong>, mentre la <strong>conversazione in loop è trasmessa a due altoparlanti senza casse</strong>. Infine <strong>i risultati sono resi attraverso una stampante Epson</strong>, sospesa a quattro metri dal suolo con l&#8217;output cartaceo che si arrotola su stesso sul pavimento.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1944_taiwa_hensokuki.jpg' alt='Taiwa Hensokuki' /></div>
<p><br/></p>
<h5>Apple Talk</h5>
<p>Un <strong>esperimento analogo</strong> è stato poi tentato anche nel 2007 all&#8217;<a href="http://www.ata.org.pe/cultural/cultural.html">ATA Cultural</a> con l&#8217;<a href="http://www.designboom.com/contemporary/writinganddrawing.html"><strong>Apple Talk</strong></a> di Jürg Lehni.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1944_apple_talk_1.jpg' alt='Apple Talk' /></div>
<p>Lasciando da parte l&#8217;effetto coreografico del precedente progetto, ha semplicemente <strong> usato due Mac Pro e due microfoni esterni</strong>, per ottenere <strong>analoghi risultati di distorsione del significato originale del messaggio originale</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1944_apple_talk_2.jpg' alt='Apple Talk' /></div>
<h5>L&#8217;entropia della informazione</h5>
<p>Converrete con me che queste <strong>concept art tecnologiche</strong> sono si bizzarre, ma hanno anche lo <strong>scopo di mettere in luce l&#8217;entropia stessa della informazione</strong>, oltre che evidenziare, in maniera originale, la <strong>attuale scarsa affidabilità dei software di riconoscimento vocale</strong> e, in parte, di quello di sintesi vocale. Infatti, nella comunicazione, <strong>l&#8217;entropia indica la relativa assenza di informazione</strong>, o l’incertezza del messaggio: per cui, con il passare del tempo, l&#8217;entropia del sistema <em>Taiwa Hensokuki</em> o <em>Apple Talk</em> tenderebbe ad aumentare con la <strong>progressiva perdita di significato del messaggio originale</strong>.</p>
<p>Peccato non avere a disposizione qualche stampato di queste macchine (è vero che <strong>questo genere di esperimenti sono facilmente riproducibili anche a casa, addirittura anche con un solo PC</strong>): certo, <strong>il risultato, sarà stato sicuramente senza senso o, con maggiore fortuna, anche esilarante</strong> (come <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2005/08/19/entropia-delle-traduzioni-3-la-vendetta-dei-sith/">quando</a> i sottotitoli inglesi di un film piratato sono stati realizzati traducendo male quelli cinesi, oppure <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2005/08/07/rivoluzione-in-casa-wikipedia-retro-front-a-causa-dellentropia-delle-traduzioni/">quando</a> alcuni giornalisti tedeschi, hanno tradotto dall&#8217;inglese al tedesco una conferenza stampa, e la loro traduzione è stata poi riconvertita in inglese).
<p class="akst_link"><a href="http://www.levysoft.it/?p=1944&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_1944" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Da Heroes a Jekyll, come l&#8217;evoluzione dell&#8217;uomo può fare salti enormi o fermarsi per sempre. Considerazioni sulla teoria shock di un genetista: l&#8217;evoluzione dell&#8217;umanità si è conclusa!</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2008/10/10/da-heroes-a-jekyll-come-levoluzione-delluomo-puo-fare-salti-enormi-o-fermarsi-per-sempre-considerazioni-sulla-teoria-shock-di-un-genetista-levoluzione-dellumanita-si-e-conclusa/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2008/10/10/da-heroes-a-jekyll-come-levoluzione-delluomo-puo-fare-salti-enormi-o-fermarsi-per-sempre-considerazioni-sulla-teoria-shock-di-un-genetista-levoluzione-dellumanita-si-e-conclusa/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 12:36:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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		<category><![CDATA[tv]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel terzo episodio di Jekyll, una miniserie britannica su una versione moderna di Dottor Jekyll e Mr. Hide, al minuto 21&#8242; 33&#8221; uno dei personaggi se ne esce con questa affermazione che mi colpì molto:

Un superuomo&#8230; La specie umana ha smesso da tempo di evolversi&#8230; lo hai dimenticato? Cambiamo il mondo, non cambiamo più noi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel terzo episodio di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jekyll_(TV_series)"><strong>Jekyll</strong></a>, una miniserie britannica su una versione moderna di Dottor Jekyll e Mr. Hide, al minuto 21&#8242; 33&#8221; uno dei personaggi se ne esce con questa affermazione che mi colpì molto:</p>
<blockquote><p>
Un superuomo&#8230; La specie umana ha smesso da tempo di evolversi&#8230; lo hai dimenticato? Cambiamo il mondo, non cambiamo più noi stessi! Ma a quale costo? I millenni passano e l&#8217;Homo Sapiens rimane immutato, inesplorato, secolo dopo secolo &#8230; ed ecco che un giorno il Dottor Jekyll beve una pozione. E sai cosa accade? La vita si riaccende in questo mondo!
</p></blockquote>
<p>Nello specifico si stava mettendo in luce il fatto che, <strong>da quando l&#8217;uomo ha iniziato a cambiare il mondo, l&#8217;evoluzione non aveva più la stessa importanza dei millenni passati</strong>. Questo perché non <strong>era l&#8217;uomo che si adattava al mondo, ma tutto il mondo che mutava intorno ad esso</strong>. L&#8217;ingresso nel mondo di un Mr.Hide, di un vero superuomo (nell&#8217;ottica della serie televisiva), altro non faceva che stravolgere l&#8217;ordine costituito provocando una vera e propria <strong>rivoluzione evoluzionistica</strong>.</p>
<h5>L&#8217;evoluzione umana si è fermata</h5>
<p>Ebbene, o voluto riportare questo stralcio, perché proprio in questi giorni sta <a href="http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/11427/non-piu-umani-di-cosi/">uscendo</a> la <a href="http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/scienza_e_tecnologia/darwin-sito/evoluzione-finita/evoluzione-finita.html">notizia</a> shock che <strong>l&#8217;evoluzione della specie umana è finita</strong>! Infatti, secondo il professor <em>Steve Jones dell’University College di Londra</em>, <strong>negli ultimi decenni l&#8217;evoluzione della nostra specie starebbe rallentando a causa delle migliorate condizioni di vita</strong> (benessere, abbondanza di cibo, riscaldamento nei periodi freddi, etc) e dei <strong>progressi della medicina</strong> (vaccinazioni di massa preventive), fattori che non permettono più che i &#8220;meno adatti&#8221; soccombano, selezionando di conseguenza solo i più forti (o almeno è quello che avviene nei paesi industrializzati).</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1932_evoluzione_orizzontale.jpg' alt='Evoluzione futuro uomo' /></div>
<p>Inoltre, oggigiorno, non esistono più popolazioni isolate, e <strong>le razze si mescolano continuamente</strong>; un effetto indotto direttamente dalla <strong>globalizzazione</strong> che porta ad un conseguente ed inevitabile continuo <strong>rimescolamento dei geni, non permettendo quindi a eventuali mutazioni di rafforzarsi in gruppi chiusi</strong>.</p>
<p>Infine, visto che <strong>l’età media dei padri occidentali si attesta sui 29 anni</strong>, rispetto al passato, è diminuito il numero degli uomini che fanno figli in età avanzata e quindi, di conseguenza, vi sono anche <strong>meno &#8220;errori&#8221; genetici</strong>.</p>
<p>Insomma, da un certo punto in poi, dopo l’homo sapiens-sapiens, <strong>l’umanità ha smesso di evolversi fisicamente, per intraprendere il non meno difficile il cammino della conoscenza</strong>. In definitiva, quindi, sembrerebbe che <strong>gli esseri umani non siano più soggetti al principio della &#8220;sopravvivenza del più adatto&#8221;</strong>, perché le forze che sospingono l&#8217;evoluzione della specie, come la <strong>selezione naturale</strong> e la <strong>mutazione genetica</strong>, <strong>non giocano più un ruolo importante nelle nostre vite, e, in alcuni casi, sono del tutto scomparse</strong>.</p>
<h5>Quale sarà il futuro dell&#8217;uomo?</h5>
<p>E così, quando nei racconti di fantascienza, si immaginava un <strong>mondo futuristico di superuomini</strong>, ovvero di esseri umani più alti, più forti, più belli, più intelligenti e praticamente perfetti, forse ci si sbagliava. Secondo il genetista Steve Jones, un simile scenario è sbagliato:  &#8220;<strong>L&#8217;evoluzione dell&#8217;uomo si è conclusa</strong>, è finita, terminata! <strong>Tra un milione di anni o più avremo lo stesso aspetto, le stesse caratteristiche, che abbiamo oggi</strong>&#8220;. Come a dire che quello che siamo ora, anche se stento a crederci, è <strong>il modello definitivo, il risultato finale</strong>, l&#8217;approdo ultimo di quattro miliardi di anni di tenace, paziente, incessante sforzo per migliorare gli organismi viventi!</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/7/75/Heroes_tvseries.jpeg/300px-Heroes_tvseries.jpeg' alt='Origine della specie' /></div>
<p>E&#8217; anche vero, però, che molti <strong>altri scienziati tendono a ricordare che l&#8217;evoluzione della specie dipende da fattori spesso imprevedibili</strong>, e poiché non sappiamo che cosa accadrà sulla terra nel prossimo milione di anni, o perfino nel prossimo anno, <strong>è impossibile affermare che la specie umana non subirà più mutazioni</strong>.<br />
Citando una <a href="http://www.pensieriparole.it/film/h/heroes/pag1">frase</a> di Mohinder Suresh della serie tv <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Heroes_(serial_televisivo)">Heroes</a>:</p>
<blockquote><p>
L&#8217;evoluzione è un processo imperfetto e spesso violento. Una battaglia tra ciò che esiste e ciò che deve ancora nascere. Tra le doglie di questo parto, la morale perde significato. Il conflitto fra il bene e il male si riduce a una scelta elementare: sopravvivere o soccombere.
</p></blockquote>
<p>e</p>
<blockquote><p>
Quando l&#8217;evoluzione seleziona i suoi agenti non è indolore. L&#8217;unicità ha sempre un costo; si può essere costretti a compiere azioni contrarie alla propria natura&#8230; e all&#8217;improvviso, il cambiamento che si pronunciava esaltante si rivela un tradimento. Può sembrare crudele ma lo scopo non è altro che l&#8217;autoconservazione, la sopravvivenza&#8230;<br />
Questa forza&#8230; l&#8217;evoluzione&#8230; non ha sentimenti, come la terra conosce solo i crudi fatti della lotta della vita con la morte. Si può solo sperare che alla fine dopo aver soddisfatto con fedeltà i suoi bisogni, rimanga qualche traccia di quella vita che un tempo coniscevano&#8230;
</p></blockquote>
<p>Insomma, <strong>il futuro dell&#8217;uomo sembra essere in bilico tra scenari come quelli proposti da film come X-Men o serie tv come Heroes</strong>, e, perché no di Jekyll, in cui l&#8217;evoluzione, del tutto inaspettatamente, prende il sopravvento con dei cambiamenti rivoluzionari, <strong>e quello proposto dal genetista britannico, accontentandoci di essere quello che siamo, per sempre</strong>!</p>
<h5>Esiste il problema della evoluzione?</h5>
<p>L’evoluzione della nostra specie è da sempre considerata un argomento scottante in quanto <strong>l’uomo, difficilmente, riesce a riconoscere se stesso come animale</strong>. Ma in realtà lo è, e <strong>la sua evoluzione è alla stessa stregua di quella di altri organismi</strong> e non differisce minimamente da quella di specie come squali, formiche o batteri, poiché tutti sono il risultato di milioni di anni di evoluzione, che ha <strong>adottato strategie diverse ma con le stesse finalità</strong>: <strong>sopravvivere e tramandare nel tempo la propria specie</strong>!</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1932_origine.jpg' alt='Origine della specie' /></div>
<p>La maggior parte delle persone, però, considera <strong>l’uomo come quell&#8217;essere vivente</strong> che ha saputo evolversi e migliorarsi, tanto da potersi <strong>elevare su tutto il regno animale</strong> e distinguersi a tal punto da sottomettere l’intero pianeta! Ma in realtà, se, invece, <strong>impariamo a vedere l&#8217;evoluzione come un semplice cambiamento, e non come ad un miglioramento della specie</strong> (anche se a volte può risultare la stessa cosa), allora <strong>forse impareremo a pensare che la nostra specie non è più evoluta di tante altre</strong>, e forse <strong>quesiti come quello che si è posto lo scienziato inglese, non avranno più modo di esistere</strong>.
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		<title>Il golf e le lenti colorate: come il colore di una lente può migliorare le prestazioni di un giocatore</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Sep 2008 08:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sapevate che, come per i nuotatori è importante indossare costumi fluidodinamici (come il famoso Speedo), anche per i giocatori di golf è importante prendersi cura dei propri occhi con degli adeguati occhiali da sole, non solo perché sono lo strumento principale di qualsiasi golfista professionista e non, ma anche perché possono compromettere, almeno a livello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sapevate che, come per i <strong>nuotatori è importante indossare costumi fluidodinamici</strong> (come il famoso <a href="http://www.speedo.com">Speedo</a>), anche per i <strong>giocatori di golf</strong> è importante prendersi cura dei propri occhi con degli <strong>adeguati occhiali da sole</strong>, non solo perché sono lo strumento principale di qualsiasi golfista professionista e non, ma anche <strong>perché possono compromettere, almeno a livello agonistico, una partita</strong>. Può sembrare uno scherzo, ma, come oggigiorno è vero che un costume può essere in grado di decidere una vittoria o una sconfitta (pensate che da Febbraio a Maggio 2008 il nuovo <strong>Speedo Fastskin LZR Racer si è aggiudicato 38 record mondiali sui 40 stabiliti nel periodo</strong>), analogamente può accadere se si indossano un paio di occhiali da sole, o almeno è quello che si è concluso dopo alcuni interessanti <a href="http://www.appiotti.it/ita/PPN000156.asp">test</a> sul green.</p>
<h5>Migliorare la percezione con le lenti colorate</h5>
<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p1925_golf.jpeg' alt='Golf' /> Come è noto, <strong>il golf richiede un’accurata percezione visiva</strong>: l’allineamento, la lettura del “green”, lo studio e la valutazione della distanza sono in stretta relazione con l’abilità visiva. E&#8217; evidente, quindi, che <strong>un occhiale da sole può, in teoria, aiutare le prestazioni</strong>, non solo perché, con la sua forma avvolgente, aiuta a <strong>proteggere gli occhi dagli agenti atmosferici</strong>, come vento e polline, ma anche perché, come si è dimostrato, <strong>l’uso di occhiali da sole di determinati colori può migliorare sensibilmente le prestazioni dei giocatori di golf</strong>. In particolare, ed è questa la cosa curiosa, <strong>alcuni colori di lenti hanno dato maggiori benefici rispetto ad altri</strong>.</p>
<p>Addirittura, le lenti grigie, da sempre consigliate come le migliori per il gioco del golf, sono state indicate come le peggiori rispetto a tutte le altre. È noto, infatti, che il grigio appiattisce l’immagine e viene preferito per la guida della macchina piuttosto che per giocare a golf, mentre le altre tinte, <strong>grazie alle differenti percentuali di assorbimento della luce, sono maggiormente apprezzate nei casi di cambio di focalizzazione e concentrazione</strong>, come accade in diverse competizioni sportive. In particolare hanno eccelso, anche in diverse condizioni metereologiche, le colorazioni <strong>Vermillion</strong> (tende verso il rosso), <strong>Cinnamon</strong> (tende verso il verde) e <strong>Citrus</strong> (tende verso il giallo). Addirittura queste ultime sono state indicate dai più come le <strong>lenti più precise nella lettura delle pendenze dei “green”</strong>, mentre le Gray davano l’impressione di togliere luminosità e sicurezza nella distanza e profondità.</p>
<h5>Lenti a contatto colorate per i giocatori di golf</h5>
<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p1925_nike_maxsight.jpg' alt='Nike MaxSight' /> E&#8217; vero che queste analisi sono frutto di <strong>semplici valutazioni soggettive degli esaminati</strong> e che, <strong>determinare con precisione, l&#8217;effettivo apporto delle lenti colorate nel migliorare la performance sportiva, è molto difficile</strong>. E&#8217; altrettanto vero, inoltre, che, spesso, la scelta di una determinata lente può dipendere da diversi fattori, come il gusto, l&#8217;età o il colore degli occhi o, perché no, anche il tipo di montatura (problema che si risolverebbe con l&#8217;adozione di semplici lenti a contatto). Se questo genere di analisi venissero confermate, allora verrà probabilmente il giorno in cui, i golfisti più temerari e alla moda, nel momento in cui dovranno effettuare un tiro, <strong>oltre che a scegliere il tipo di bastone da golf, dovranno scegliere anche che colore di lente a contatto indossare</strong>! E l&#8217;idea potrebbe non essere neanche troppo azzardata, perché <strong>uno dei vantaggi delle lenti a contatto colorate è che anche coloro che non hanno problemi di vista le possono usare</strong> (in effetti sono nate principalmente per motivi estetiti). Inoltre, dato che lo sport del golf non è di certo dei più movimentati, e la possibilità di perdere una lente è molto bassa, sarà anche <a href="http://www.bellezza.it/uomini/cor/occhi/ucorlesp.html">possibile</a> indossare <strong>lenti a contatto rigide</strong> e, per migliorare l&#8217;acuità visiva, i golfisti potranno scegliere lenti a contatto <strong>multifocali</strong> adatte allo scopo.</p>
<p>Ma non mancherà neanche le possibilità di scelta dei colori dato che di <strong>lenti a contatto colorate ne esistono di tutti i tipi</strong>, come è possibile constatare su <a href="http://www.lentiacontattoonline.it/"><strong>Lentiacontattoonline.it</strong></a> dove ho trovato alcuni <strong>modelli che hanno anche la protezione anti-UV incorporata</strong>, ovvero in grado di proteggere dai raggi solari nocivi, <strong>requisito direi necessario per chi è solito giocare tutto il giorno al sole e non vuole per forza usare gli occhiali da sole</strong>.</p>
<h5>Lenti a contatto antiabbagliamento</h5>
<p>Addirittura la Nike, <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/2007/02/10/nike-maxsight-lenti-contatto.htm">tempo fa</a>, aveva lanciato le lenti a contatto <strong>Nike MaxSight</strong>, in grado di migliorare le prestazioni visive e di <strong>attenuare i fastidiosi disturbi legati all’abbagliamento del sole</strong>: disponibili in due cromie, verdastra e ambra (entrambe con filtri UVA e UVB), le prime erano appunto ottime per gli sport praticati sull’erba, come golf, training e corridori. Insomma, <strong>sarebbe come indossare occhiali da sole, senza montatura</strong>!</p>
<p>Interessante anche le spiegazioni che danno sul sito della <a href="http://www.nike.com/nikevision/main.html">Nike Vision</a>: con la tecnologia della tinta <strong>Nike Max Golf Tint</strong> è possibile <strong>dare maggiore risalto alla pallina che sta sull&#8217;erba</strong>. Infatti, se l&#8217;erba riflette il verde e il rosso, e le palle da golf riflettono il blu, questa tecnologia permette ai colori di questi importanti dettagli di passare attraverso le lenti, riducendo l&#8217;affaticamento degli occhi e <strong>migliorando la nitidezza, in modo da rendere il contorno del green più visibile e risaltando la palla contro l&#8217;erba, il bunker di sabbia o il cielo</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1925_lenti_nike_golf.jpg' alt='Nike Max Golf Tint' /></div>
<p>Un altro tipo di lente dedicata ai giocatori di golf, è quella che usa la tecnologia del <a href="http://www.golfballfinders.com/home.php"><strong>Visiball Golf Ball Finders</strong></a>, ovvero uno speciale filtro blu che elimina la maggior parte dello spettro visibile, lasciando solamente la regione verso gli i colori blu-viola, in modo da poter individuare con estrema facilità le palline da golf dove non sono perfettamente visibili, come, per esempio, <strong>quando sono in mezzo al rough</strong> (erba alta) o nei boschi (tenete presente che <strong>un giocatore ha solo 5 minuti per trovare la pallina</strong> altrimenti è palla persa e si paga una penalità &#8211; <em>thanks wolly</em>)</p>
<p>nel green, che non si confonderanno più con lo sfondo, ma risalteranno come chiazze bianche su uno sfondo bluastro. Ma queste lenti, <strong>più che per il giocatore di golf, sembrano più adatte ad un Caddy</strong>!</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1925_golf_ball_finder.jpg' alt='Golf Ball Finder' /></div>
<h5>Il futuro delle lenti a contatto</h5>
<p>E, per finire questo excursus sulle lenti a contatto e il mondo del golf, <strong>verrà forse il giorno in cui sarà possibile usare lenti a contatto con display incorporato</strong>, in grado magari di <strong>effettuare misure telemetriche e calcolare con precisione millimetrica distanza dalla buca e velocità del vento</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1925_lenti_display.jpg' alt='Lenti a contatto con display' /></div>
<p>Non si tratta poi di fantascienza, almeno non dopo l&#8217;<a href="http://www.fastweb.it/portale/magazine/hitech/in_ufficio/articolo/?id=1972145">invenzione</a> del professor <strong>Babak Parviz</strong>, docente di ingegneria elettronica dell&#8217;<a href="http://www.washington.edu/">Università di Washington</a> che, con l&#8217;integrazione di uno schermo in un paio di lenti a contatto (grazie alle <strong>nanotecnologie</strong> e alla tecnica del &#8220;<strong>Self-Assembly</strong>&#8220;, letteralmente auto-assemblaggio, termine usato per descrivere la creazione di strutture organizzate tramite interazione tra i componenti stessi, senza direzione esterna), <strong>ha rivoluzionato l&#8217;interazione tra uomo e macchina, tanto parlare, ragione, di realtà aumentata</strong>. Peccato <a href="http://frasiscattate.netsons.org/?p=57">che</a>, al momento, <strong>il funzionamento della lente</strong> in tutta sicurezza (per il nostro occhio) <strong>è garantita per soli 20 minuti!</strong>
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		<title>Il Corpus Clock o Cronofago: l&#8217;inutility dell&#8217;orologio cavalletta con le luci al posto delle lancette e l&#8217;ora esatta segnata solo ogni 5 minuti che però consuma solo 180 Watt in 250 anni</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2008/09/22/il-corpus-clock-o-cronofago-linutility-dellorologio-cavalletta-con-le-luci-al-posto-delle-lancette-e-lora-esatta-segnata-solo-ogni-5-minuti-che-pero-consuma-solo-180-watt-in-250-anni/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 12:10:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<category><![CDATA[orologio]]></category>
		<category><![CDATA[Stephen Hawking]]></category>

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		<description><![CDATA[L’uomo ha da sempre inventato nuovi strumenti per misurare il tempo: dalla meridiana alla clessidra, dall’orologio ad acqua al pendolo dall’orologio al quarzo al cronometro fino all’orologio atomico.
Solo recentemente qualcuno si è spinto a creare nuovi metodi di rappresentazione del tempo con l’Internet Time della Swatch o il più recente orologio con i numeri in binario (come l’affascinante Binary Time della The One).
Ma questa volta un inventore, John Taylor (supportato dall’autorevole presenza di Stephen Hawking), ha superato tutte le più assurde idee inventando un orologio che, secondo me, è stato reso complesso solo per il gusto di sfidare se stessi. Se fosse un software a ragione lo avrebbero battezzato come “inutility” ma loro lo hanno chiamato, invece, “Cronofago” con un singolare richiamo etologico alla cavalletta che tutto distrugge, o “Corpus Clock” in onore dell’Università a cui è stato donato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;uomo ha da sempre inventato nuovi <strong>strumenti per misurare il tempo</strong>: dalla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Meridiana">meridiana</a> alla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Clessidra">clessidra</a>, dall&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Orologio_ad_acqua">orologio ad acqua</a> al <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pendolo">pendolo</a> dall&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Orologio_al_quarzo">orologio al quarzo</a> al <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cronometro">cronometro</a> fino all&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Orologio_atomico">orologio atomico</a>.<br />
Solo recentemente qualcuno si è spinto a creare nuovi metodi di rappresentazione del tempo con l&#8217;<a href="http://www.levysoft.it/archivio/2007/12/04/internet-time-una-nuova-concezione-di-tempo-globale-senza-nessun-confine-geografico-e-fuso-orario/"><strong>Internet Time della Swatch</strong></a> o il più recente <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Orologio_binario"><strong>orologio con i numeri in binario</strong></a> (come l&#8217;affascinante <a href="http://www.01theone.com/">Binary Time della The One</a>).<br />
Ma questa volta un inventore, <strong>John Taylor</strong> (supportato dall&#8217;autorevole presenza di Stephen Hawking), ha superato tutte le più assurde idee inventando un <strong>orologio che, secondo me, è stato reso complesso solo per il gusto di sfidare se stessi</strong>. Se fosse un software a ragione lo avrebbero battezzato come &#8220;<strong>inutility</strong>&#8221; ma loro lo hanno chiamato, invece, &#8220;<strong>Cronofago</strong>&#8221; con un singolare richiamo etologico alla cavalletta che tutto distrugge, o &#8220;<strong>Corpus Clock</strong>&#8221; in onore dell&#8217;Università a cui è stato donato.</p>
<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p1920_corpus_clock.jpg' alt='Cronografo o Corpus Clock' /> Dal <strong>diametro di quasi 1,5 metri</strong>, l&#8217;<strong>orologio d&#8217;oro a 24 carati</strong> sul quale <strong>si muove la mega-cavalletta &#8220;mangiatrice del tempo&#8221; è stato realizzato in cinque anni</strong> grazie a <a href="http://www.guardian.co.uk/artanddesign/2008/sep/18/corpus.clock"><strong>sei diverse tecnologie brevettate</strong></a>, un affare che ha richiesto <strong>un milione di sterline</strong>, e che John Taylor ha <strong>donato al celebre ateneo britannico del <a href="http://www.corpus.cam.ac.uk/">Corpus Christi College</a></strong> e destinato ad essere piazzato all&#8217;esterno della biblioteca del college.<br />
Lo <a href="http://punto-informatico.it/2411883/PI/News/hawking-orologio-insetto.aspx">scopo</a> di Taylor è stato quello <strong>cercare un modo per continuare a rendere interessante &#8220;il tenere traccia del tempo&#8221; in quanto &#8220;gli orologi con le lancette sono noiosi&#8221;,</strong> rendendo anche tributo a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_Harrison">John Harrison</a>, grande orologiaio del XVIII secolo che rivoluzionò la navigazione marittima dell&#8217;epoca.</p>
<h5>Caratteristiche</h5>
<p>Il Cronofago <strong>si muove come un pendolo, al ritmo del movimento dell&#8217;insetto</strong> che vi poggia sopra (invece del troppo classico cucù), mentre un complesso sistema di luci, o meglio di tagli luminosi, indica secondi, minuti ed ore che implacabili si susseguono. Ecco un video che <a href="http://www.admin.cam.ac.uk/offices/communications/1522.html">forse</a> renderà bene l&#8217;idea di <a href="http://www.guardian.co.uk/artanddesign/2008/sep/18/corpus.clock">come funziona</a>:</p>
<div align="center">
<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/pHO1JTNPPOU&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=en&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/pHO1JTNPPOU&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=en&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object>
</div>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/scienza_e_tecnologia/orologio-hawking/orologio-hawking/orologio-hawking.html?rss">Insomma</a> <strong>luci al posto delle lancette e ora esatta segnata solo ogni cinque minuti</strong>! E&#8217; facile, quindi, comprendere per quale motivo è stato definito come l&#8217;<strong>orologio più strano del mondo</strong>, sfidando tutti i preconcetti e le consuetudini riguardo alla misurazione del tempo. Non ha lancette né numeri digitali e l&#8217;ora viene visualizzata attraverso una serie di luci che rappresentano ore, minuti e secondi. Inoltre, il meccanismo è stato <strong>progettato specificamente per correre in maniera imprevedibile, rallentando e accelerando di tanto in tanto</strong>.</p>
<p>Molto interessante invece la sua autonomia, visto che il suo <strong>funzionamento è garantito da un motore elettrico che dovrebbe durare almeno 250 anni e che consuma l&#8217;equivalente di tre lampadine da 60 watt</strong>.</p>
<h5>Curiosità sul ruolo di Hawking</h5>
<p>Curioso invece come la notizia sia stata diffusa, su <a href="http://punto-informatico.it/2411883/PI/News/hawking-orologio-insetto.aspx">numerose</a>  testate <a href="http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/scienza_e_tecnologia/orologio-hawking/orologio-hawking/orologio-hawking.html?rss">giornalistiche</a>, come l&#8217;orologio di <strong>Stephen Hawking: in realtà lui lo ha solo presentato ai giornalisti, mentre l&#8217;inventore e colui che lo ha pagato e donato, viene solamente citato tra le righe dell&#8217;articolo</strong>. E&#8217; probabile che, se non ci fosse stata la sua presenza, <strong>forse questo orologio sarebbe stato classificato come una delle tante stramberie del genere umano</strong>, e comparendo nelle ultime pagine dei giornali, <strong>sarebbe stata presto dimenticata</strong>. Invece, con un mentore di tale portata la notizia ha avuto, forse ingiustamente, risonanza mondiale ed eterna memoria.</p>
<p>Altrettanto <strong>curiosa è l&#8217;<a href="http://punto-informatico.it/2411883/PI/News/hawking-orologio-insetto.aspx">interpretazione</a> che ne da lo stesso Taylor</strong>, nel corso della conferenza stampa di presentazione della sua nuova invenzione, <strong>riguardo la cavalletta che sormonta l&#8217;orologio</strong>.</p>
<blockquote><p>&#8220;Lo so è terrorizzante, come deve essere, perché io non vedo il tempo come qualcosa che gioca dalla nostra parte. È qualcosa che mangia ogni minuto della nostra vita, e non appena ne mangia uno già ha l&#8217;acquolina in bocca per far fuori quello successivo. Non è sbagliato ricordarlo agli studenti. In realtà non mi sono mai accorto di questo fino a quando non mi sono svegliato in occasione del mio 70esimo compleanno, folgorato all&#8217;idea di quanto volevo ancora fare e di quanto poco tempo avessi ancora a disposizione. Carpe Diem!&#8221;</p></blockquote>
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