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	<title>Levysoft &#187; Apple</title>
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		<title>Sviluppo di Applicazioni per iOS: videocorso della Università di Pisa disponibile gratuitamente su iTunesU</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 15:06:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel periodo dall’8 Marzo al 19 Aprile 2011, al Dipartimento di Informatica dell&#8217;Università di Pisa, in collaborazione con Apple Italia e Data Port, si è tenuto un corso di “Sviluppo di Applicazioni per iOS” (tutti i Martedì,Giovedì e Venerdì dalle ore 16.00 alle ore 18.00), rivolto principalmente a tutti gli studenti di informatica ed ingegneria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel periodo dall’8 Marzo al 19 Aprile 2011, al <a href="http://www.unipi.it/studenti/news/archivio/febbraio/app.htm_cvt.htm">Dipartimento di Informatica</a> dell&#8217;Università di Pisa, in collaborazione con Apple Italia e Data Port, si è tenuto un corso di “<strong><a href="http://iu.di.unipi.it/iApp/">Sviluppo di Applicazioni per iOS</a></strong>” (tutti i Martedì,Giovedì e Venerdì dalle ore 16.00 alle ore 18.00), rivolto principalmente a tutti gli studenti di informatica ed ingegneria informatica. La notizia è che, da qualche giorno, <a href="http://itunes.apple.com/itunes-u/corso-ios/id434824250">tutto il </a>corso è <strong>disponibile anche nella sezione iTunesU</strong>, della stessa Università di Pisa. Potete scaricare, ovviamente <strong>gratuitamente</strong>, tutto il materiale (<strong>Audio, Video HD, Video SD e PDF</strong>) da questo <a href="http://itunes.apple.com/itunes-u/corso-ios/id434824250">link</a>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2098_corso_ios_itunesu.jpg' alt='Corso iOS su iTunesU' /></div>
<p>Il corso tratta gli aspetti metodologici e gli strumenti per lo sviluppo di applicazioni per dispositivi mobili iOS (iPhone, iPad, iPod Touch), incluse le <strong>nuove modalità di interazione basate su tecnologie multi-touch</strong>. In particolare:</p>
<ul>
<li><strong>progettazione object-oriented</strong> secondo il paradigma model-view-controller (MVC);</li>
<li>il linguaggio <strong>Objective-C</strong>;</li>
<li>gli strumenti di sviluppo per iOS su Mac OS X (<strong>iOS SDK</strong>);</li>
<li><strong>persistenza dei dati, gestione dei sensori, geo-localizzazione, servizi di networking</strong>;</li>
<li>presentazione di <strong>buone pratiche di programmazione</strong>.</li>
</ul>
<p>Questa <strong>è la prima volta che un corso di programmazione iOS è disponibile in Italiano e reso accessibile a tutti gratuitamente</strong>. Se, quindi, avete intenzione di approfondire la la programmazione per dispositivi iPhone/iPad, allora non potete lasciarvi sfuggire questa opportunità.
<p class="akst_link"><a href="http://www.levysoft.it/?p=2098&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_2098" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a></p>
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		<title>Nel cuore di ogni Xbox 360 batte un cuore a forma di mela</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2010/09/03/nel-cuore-di-ogni-xbox-360-batte-un-cuore-a-forma-di-mela/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 10:27:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Console]]></category>
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		<category><![CDATA[Xbox 360]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi voglio raccontarvi un fatto curioso che ho appreso leggendo il libro &#8220;Il Fattore X&#8221; di Dean Takahashi, un saggio dedicato alla nascita di Xbox 360 e che potrete usare se volete spiegare come fate a coniugare la passione per i prodotti Apple con il mondo Xbox 360 della Microsoft (molti, in preda dei pregiudizi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi voglio raccontarvi un fatto curioso che ho appreso leggendo il libro &#8220;<strong>Il Fattore X</strong>&#8221; di Dean Takahashi, un saggio dedicato alla nascita di Xbox 360 e che potrete usare se volete spiegare come fate a coniugare la passione per i prodotti Apple con il mondo Xbox 360 della Microsoft (molti, in preda dei pregiudizi, ancora fanno fatica a capire che i due mondi sono apparentemente diversi).</p>
<h5>Il processore PowerPC</h5>
<p>Infatti, quello che non tutti sanno è che la Xbox 360 per Microsoft, nonostante alcuni problemi iniziali, è stata la vera e forse unica e irripetuta rivoluzione della società di Redmond: se la prima Xbox originale era basata su chipset Intel e una scheda video nVidia (inizialmente Bill Gates voleva creare la console come un vero e proprio pc su cui potevano girare sia Windows che i giochi dedicati), la Xbox 360, invece, fu costruita <strong>partendo da una scheda grafica ATI Radeon e un processore IBM dual core</strong>, lo stesso, almeno come architettura, presente su i <strong>computer G5 della Apple (PowerPC 970)</strong>.<br />
Col senno di poi, la<strong> scelta di Microsoft fu veramente coraggiosa</strong>: per prima cosa <strong>diede fiducia ad IBM con i suoi primi processori multicore</strong>, quando all&#8217;epoca Intel spopolava enfatizzando i processori singolo core a suon di MHz; ma la cosa interessante è stata che, <strong>cambiare radicalmente archittettura avrebbe significato non garantire al 100% la compatibilità verso il basso</strong> (Xbox originale) a tutto vantaggio di performance di tutto rispetto anche a distanza di anni, cosa che invece con Windows non era riuscita a fare, lasciando pezzi di Windows 95 anche in sistemi operativi come Vista.</p>
<h5>Il Macintosh G5 come Kit di Sviluppo</h5>
<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p2086_xbox360_apple_logo.jpg' alt='Xbox love Apple Heart' /> E sapete quale è il bello di questa situazione? Dato che, mentre si era nella fase di progettazione, ne ATI ne IBM avevano finito i loro chip, e che gli sviluppatori avevano bisogno di poter iniziare a testare i loro giochi per arrivare in tempo a commercializzare i propri giochi con il lancio della console di nuova generazione, <strong>la Microsoft si vide costretta ad usare i Macintosh G5 come kit di sviluppo!</strong> Lo scopo era quello di dare agli sviluppatori di videogiochi una idea di quello che si sarebbero trovati a programmare, <strong>in modo da riuscire a simulare al meglio il tipo di ambiente e di prestazioni in cui avrebbero operato i giochi sulla futura Xbox 360</strong>, potendo determinarne per tempo la qualità delle animazioni e la velocità di riproduzione di un gioco, <strong>consentendo loro, in defintiva, di iniziare lo sviluppo in anticipo sui tempi!</strong><br />
Ovviamente, anche se l&#8217;ambiente di sviluppo basato su Apple era buono, poteva però solo dare una idea  approssimativa del sistema reale e ottimizzato.<br />
In ogni caso, <strong>ben 4000 Macintosh con G5 furono distribuiti da Microsoft agli sviluppatori</strong> e <strong>i primi giocatori che provarono i giochi nella aree Xbox 360</strong> sparse per l&#8217;America, nate per pubblicizzare la futura console,  siccome non erano ancora pronte le console definitive, <strong>usarono a loro insaputa sistemi Apple Macintosh G5 camuffati</strong>!</p>
<p>Quindi, <strong>se gli Apple Macintosh G5 furono i prototipi iniziali della Xbox 360</strong>, si può benissimo affermare che <strong>in ogni Xbox 360 batte un cuore a forma di mela!</strong></p>
<h5>Somiglianza dei controller</h5>
<p>Un&#8217;altra cosa simpatica che ho notato è stata la <strong>somiglianza tra i controller della Xbox/Xbox 360 e quello della Apple Pippin</strong>, la console di Cupertino che non ebbe mai il successo sperato, <strong>anch&#8217;essa basata intorno a un processore PowerPC</strong> e ad una versione modificata del Mac OS con lo scopo di creare un computer predisposto per i giochi, la stessa idea che ebbe Bill Gates con la sua prima Xbox, <strong>solo che la Pippin fu commercializzata nel 1996 in America mentre la Xbox classica nel lontano 2001</strong>: </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2086_xbox_pippin_controllers.jpg' alt='Xbox vs Apple Pippin' /></div>
<p>Come potete vedere dalla figura, i<strong> 4 tasti messi in croce hanno gli stessi 4 colore base (verde, blu, giallo, rosso) solo in ordine diverso</strong>: che quelli della Microsoft si siano <strong>ispirati anche a questo piccolo particolare?</strong></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Come rimuovere un Profilo di Fornitura (Ad Hoc Provisioning Profile) da iPhone e iTunes su Mac OS X e Windows</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2010/06/23/come-rimuovere-un-profilo-di-fornitura-ad-hoc-provisioning-profile-da-iphone-e-itunes-su-mac-os-x-e-windows/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 09:20:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Mac os x]]></category>
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		<description><![CDATA[Se avete mai avuto modo di partecipare a qualche beta privata di applicazioni per iPhone, sicuramente vi sarete chiesti, al termine della fase di beta testing, come rimuovere dal vostro iPhone il relativo Profilo di Fornitura ( Ad Hoc Provisioning Profile). Questa, almeno, è stata la domanda che mi sono posto io. Infatti, anche dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se avete mai avuto modo di partecipare a qualche <strong>beta privata</strong> di <strong>applicazioni per iPhone</strong>, sicuramente vi sarete chiesti, al termine della fase di beta testing, <strong>come rimuovere</strong> dal vostro iPhone il relativo <strong>Profilo di Fornitura</strong> ( <strong>Ad Hoc Provisioning Profile</strong>). Questa, almeno, è stata la domanda che mi sono posto io. Infatti, anche dopo aver fatto il ripristino del mio iPhone per installare il nuovissimo iOS 4, ho scoperto con grande meraviglia che il Profilo era ancora presente. In effetti, <strong>questo viene installato su iTunes e ad ogni sincronizzazione con il dispositivo Apple, viene sempre automaticamente installato</strong>. Ma la cosa particolare è che <strong>non è possibile verificare su iTunes la sua presenza e, eventualmente, cancellarlo</strong>.</p>
<h5>Installazione del Profilo di Fornitura</h5>
<p>Ma andiamo per gradi e cerchiamo di capire <strong>come si diventa tester di una applicazione per iPhone</strong>, prima ancora che questa passi per App Store. Il primo passo è quello di <strong>trovare l&#8217;identificatore unico (UDID) degli iPhone e iPod touch che verranno usati durante il test</strong>.</p>
<p>Per <strong>trovare l&#8217;UDID</strong> di un iPhone o iPod touch:</p>
<ol>
<li>
 Collegare il proprio iPhone o iPod touch al proprio computer (Mac o PC).
</li>
<li>
Aprire iTunes.
</li>
<li>
Nella lista di sorgenti alla sinistra della finestra di iTunes, sotto <strong>Dispositivi</strong>, selezionare col mouse la riga corrispondente al proprio dispositivo.
</li>
<li>
Nella scheda Riepìlogo, <strong>fare clic col mouse sull&#8217;etichetta in grassetto  &#8220;Numero di serie&#8221;</strong> (posto a sinistra del numero di serie). Questo mostrerà, ora, l&#8217;identificatore del dispositivo (che è del tipo: 65def49c088b6bf9b9c2462945df74fs67g54124)
</li>
<li>
Per copiare l&#8217;identificatore negli appunti, scegli dal menu di iTunes <strong>Composizione > Copia</strong> (su Mac) o <strong>Modifica > Copia</strong> (su Windows).
</li>
</ol>
<p>La <strong>registrazione come tester avviene sempre manualmente</strong> e per farlo, di solito, si deve mandare una e-mail al programmatore con gli UDID con i quali si vuol essere registrati. <a href="http://blog.redfin.com/devblog/2009/09/installing_beta_builds_on_iphone.html">Infatti</a>, ogni app dovrà essere compilata dall&#8217;SDK con il relativo file .mobileprovision che è generato a partire dal UDID (Universal Device Identifier). <strong>In  pratica per ogni betatester, dovrà essere generato una app specifica per il suo dispositivo</strong>.</p>
<p>Per ogni applicazione da provare, quindi, <strong>il programmatore dovrà fornire due elementi</strong>:</p>
<ol>
<li>Un <strong>profilo di fornitura</strong>, che consente al dispositivo di eseguire applicazioni. Questo file ha estensione <strong>.mobileprovision</strong>.
</li>
<li>L&#8217;applicazione vera e propria in un <strong>file .ipa</strong> che sarà funzionante solo per il dispositivo che avrà un certo UDID con cui è stata compilata.
</li>
</ol>
<p>Infine, <strong>per installare un&#8217;applicazione, occorre trascina entrambi gli elementi nella libreria iTunes</strong>. <strong> e a questo l&#8217;app comparirà nella sezione Applicazioni della propia libreria iTunes</strong>. A questo punto è possibile <strong>sincronizzare l&#8217;iPhone per trasferire l&#8217;applicazione e il file .mobileprovision su di esso</strong>.</p>
<p>Per controllare che la loro installazione sia avvenuta correttamente, è sufficiente andare, dopo la sincronizzazione, sulle <strong>Impostazioni dell&#8217;iPhone</strong>, e selezionare la voce del menu &#8220;<strong>Generale</strong>&#8221;</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2082_provisioning_profile_2.jpg' alt='Profilo di Fornitura - Ad Hoc Provisioning Profile' /></div>
<p> e <strong>Profili</strong> (questa voce del menu è assente se non è stato installato alcun Profilo di Fornitura)</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2082_provisioning_profile_3.jpg' alt='Profilo di Fornitura - Ad Hoc Provisioning Profile' /></div>
<p>e troveremo una schermata simile:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2082_provisioning_profile_4.jpg' alt='Profilo di Fornitura - Ad Hoc Provisioning Profile' /></div>
<h5>Rimuovere il Profilo di Fornitura</h5>
<p>Come avete visto il file .<strong>mobileprovision è stato installato su iTunes ed è da qui che dovremo eliminarlo</strong>! Per <strong>rimuovere il Profilo di Fornitura</strong> (<strong>Ad Hoc Provisioning Profiles</strong>), <a href="http://discussions.apple.com/thread.jspa?messageID=8315382">occorre</a>:</p>
<ol>
<li>Rimuovere il profilo dal proprio iPhone (<strong>Impostazioni > Generale > Profili</strong>; selezionare il Profilo da cancellare e Rimuoverlo).
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2082_provisioning_profile_5.jpg' alt='Profilo di Fornitura - Ad Hoc Provisioning Profile' /></div>
</li>
<li>Nella home directory dell&#8217;utente di sistema del proprio Mac (<strong>~/Library/MobileDevice/</strong>) troverete la directory: &#8220;<strong>Provisioning Profiles</strong>&#8221; che contiene il file .mobileprovision. Sarà quindi sufficiente cancellare (o spostare) il contenuto della directory.
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2082_provisioning_profile_1.jpg' alt='Profilo di Fornitura - Ad Hoc Provisioning Profile' /></div>
</li>
<li>Quindi <strong>sincronizzate l&#8217;iPhone con iTunes e potrete constatare che il Profilo di Fornitura non verrà più ripristinato</strong>.
</li>
</ol>
<p>Questa procedura vale per i sistemi Mac OS X, ma per i sistemi Windows è analoga e a <a href="http://confluence.gordonturner.ca/display/NOTES/iPhone+provisioning+notes">cambiare</a> è solamente la directory in cui risiede il file .mobileprovision. In particolare (sostituire &#8220;username&#8221; con il proprio nome utente in uso nel sistema):</p>
<p><strong>Mac OS X</strong><br />
<code>/Users/username/Library/MobileDevice</code></p>
<p><strong>Windows XP</strong><br />
<code>C:/Documents and Settings/username/Application Data/Apple Computer/MobileDevice/</code></p>
<p><strong>Windows Vista</strong><br />
<code>C:/Users/username/AppData/Roaming/Apple Computer/MobileDevice/</code>
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		<title>Come disinstallare GoogleSoftwareUpdateAgent installato silenziosamente dal nuovo Google Chrome per Mac OS X</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/12/10/come-disinstallare-googlesoftwareupdateagent-installato-silenziosamente-dal-nuovo-google-chrome-per-mac-os-x/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 22:09:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
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		<category><![CDATA[Mac os x]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
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		<description><![CDATA[Come per ogni prodotto Google per Mac OS X, da Picasa a Google Earth, anche l&#8217;attesissimo Google Chrome per la piattaforma della mela morsicata, installa silenziosamente il GoogleSoftwareUpdateAgent (prontamente segnalato dall&#8217;ottimo firewall LittleSnitch) nella cartella Library della propria Home Directory.
Francamente avere qualcosa che gira in background nel mio sistema (anche se magari si attiva solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come per ogni prodotto Google per Mac OS X, da <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2009/01/07/come-disinstallare-il-nuovo-picasa-3-per-mac-os-x/">Picasa</a> a Google Earth, anche l&#8217;attesissimo <a href="http://www.google.com/chrome/?hl=it">Google Chrome</a> per la piattaforma della mela morsicata, <strong>installa silenziosamente</strong> il <strong><strong>GoogleSoftwareUpdateAgent</strong></strong> (prontamente segnalato dall&#8217;ottimo firewall <a href="http://www.obdev.at/products/littlesnitch/index.html">LittleSnitch</a>) nella <strong>cartella Library della propria Home Directory</strong>.</p>
<p>Francamente avere qualcosa che gira in background nel mio sistema (anche se magari si attiva solo all&#8217;avvio della macchina)  che non reputo essenziale (<strong>la presenza di nuovi aggiornamenti di Chrome si può benissimo verificare dal browser stesso</strong>, mentre <strong>GoogleSoftwareUpdateAgent si occupa più che altro degli aggiornamenti di componenti e plugin come Google Gears</strong>) e, perdippiù,  che è stato <strong>installato senza alcun avviso</strong> (probabilmente è stato lo stesso browser ad installarlo poiché l&#8217;installazione di Chrome è avvenuto col classico drag &#038; drop della app nella cartella Applicazioni), è una cosa che non mi piace avere. </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2070_googlesoftwareupdateagent.jpg' alt='GoogleSoftwareUpdateAgent' /></div>
<p>Se anche voi siete della mia stessa idea, allora dovete sapere che <strong>per disinstallare GoogleSoftwareUpdateAgent</strong> <a href="http://fabforce.eu/z/blog/?postid=75">basterà</a> <strong>lanciare questo comando dal Terminale</strong>:</p>
<textarea name="code" class="javascript:nogutter" cols="60" rows="10">
~/Library/Google/GoogleSoftwareUpdate/GoogleSoftwareUpdate.bundle/Contents/Resources/GoogleSoftwareUpdateAgent.app/Contents/Resources/install.py --uninstall
</textarea>
<p>che altro non farà che <strong>cancellare il file risorsa GoogleSoftwareUpdate.bundle</strong> dalla directory ~/Library/Google/GoogleSoftwareUpdate/.</p>
<p>Infatti, questa è la situazione prima:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2070_googlesoftwareupdateagent_1.jpg' alt='GoogleSoftwareUpdateAgent - 1' /></div>
<p>e questa dopo aver lanciato il comando da Terminale:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2070_googlesoftwareupdateagent_2.jpg' alt='GoogleSoftwareUpdateAgent - 2' /></div>
<p>Questo per Google Chrome: pare però che<strong> altri applicativi Google installino i propri componenti sotto la root invece che nella home directory dell&#8217;utente</strong>. In questo caso, sarà sufficiente lanciare il seguente comando con i privilegi da amministratore:</p>
<textarea name="code" class="javascript:nogutter" cols="60" rows="10">
sudo /Library/Google/GoogleSoftwareUpdate/GoogleSoftwareUpdate.bundle/Contents/Resources/GoogleSoftwareUpdateAgent.app/Contents/Resources/install.py --uninstall
</textarea>
<p>Ma <strong>il problema non è ancora risolto</strong>, in quanto <strong>Google Chrome reinstalla l&#8217;update engine ad ogni avvio dell&#8217;applicativo e la prossima volta che avvierete il vostro Mac</strong> (attenzione: dalle mie prove pare che GoogleSoftwareUpdateAgent parte solo una volta al giorno al primo riavvio di sistema) <strong>verrà ricreato il file risorsa GoogleSoftwareUpdate.bundle</strong>!<br />
Quindi, se volete prevenire altri &#8220;incidenti&#8221; di questo tipo, dovremo seguire questa altra semplice <a href="http://blog.raamdev.com/2008/12/19/howto-remove-google-software-update-on-mac-os-x">procedura</a> per non far ricreare più GoogleSoftwareUpdate engine.<br />
In pratica, occorre cancellare la directory ~/Library/Google/GoogleSoftwareUpdate/ e al posto suo <strong>creare un file</strong> (in unix un file e una directory sono la stessa cosa) con lo stesso nome (GoogleSoftwareUpdate)</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2070_googlesoftwareupdateagent_3.jpg' alt='GoogleSoftwareUpdateAgent - 3' /></div>
<p>e dargli i <strong>diritti di root</strong>, </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2070_googlesoftwareupdateagent_4.jpg' alt='GoogleSoftwareUpdateAgent - 4' /></div>
<p>in modo che <strong>la prossima volta che si riapre Google Chrome</strong> (ma anche Google Earth), questi saranno impossibilitati nel ricreare la cartella.</p>
<p>Ecco i comandi da <strong>lanciare sempre nel Terminale, nel caso di engine installato nella home directory dell&#8217;utente</strong> (se fosse presente anche nea root basterà semplicemente avere cura di modificare il percorso dei file):</p>
<textarea name="code" class="javascript:nogutter" cols="60" rows="10">
touch ~/Library/Google/GoogleSoftwareUpdate
sudo chown root ~/Library/Google/GoogleSoftwareUpdate
sudo chmod 644 ~/Library/Google/GoogleSoftwareUpdate
</textarea>
<p>Ora potete finalmente godervi il vostro nuovo browser sul vostro Mac!
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			<wfw:commentRss>http://www.levysoft.it/archivio/2009/12/10/come-disinstallare-googlesoftwareupdateagent-installato-silenziosamente-dal-nuovo-google-chrome-per-mac-os-x/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Get Lyrical: scaricare automaticamente i testi delle canzoni della vostra libreria iTunes su Mac OS X</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/11/20/get-lyrical-scaricare-automaticamente-i-testi-delle-canzoni-della-vostra-libreria-itunes-su-mac-os-x/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2009/11/20/get-lyrical-scaricare-automaticamente-i-testi-delle-canzoni-della-vostra-libreria-itunes-su-mac-os-x/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 11:42:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Mac os x]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
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		<category><![CDATA[Tips Mac]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone]]></category>
		<category><![CDATA[iPod]]></category>
		<category><![CDATA[ipod-touch]]></category>
		<category><![CDATA[itunes]]></category>
		<category><![CDATA[lyric]]></category>
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		<description><![CDATA[Questa estate, uno dei migliori widget per la Dashboard di Mac OS X, Harmonic 2.3, per la ricerca e il salvataggio automatico dei testi delle canzoni che di volta in volta si ascoltava su iTunes, aveva smesso di funzionare perché il servizio su cui si appoggiava, LyricWiki, un efficiente archivio collaborativo di tipo wiki dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa estate, uno dei migliori widget per la Dashboard di Mac OS X, <strong>Harmonic 2.3</strong>, per la ricerca e il salvataggio automatico dei testi delle canzoni che di volta in volta si ascoltava su iTunes, <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2009/08/04/lyricwiki-si-piega-alle-major-delle-case-discografiche-e-disattiva-le-api-per-scaricare-in-automatico-i-testi-delle-canzoni/">aveva smesso di funzionare</a> perché il servizio su cui si appoggiava, <a href="http://lyrics.wikia.com/Main_Page"><strong>LyricWiki</strong></a>, un <strong>efficiente archivio collaborativo di tipo wiki dei testi delle canzoni</strong>, non metteva più a disposizione le API per la ricerca delle lyrics <a href="http://groups.google.com/group/lyricwiki-api/browse_thread/thread/733ccd919d654040">in quanto</a> non era stato più possibile rinnovare gli accordi di licenza con i più grandi editori dell’industria musicale. Insomma un&#8217;altra vittima della continua guerra delle major discografiche.</p>
<p>Purtroppo il mancato funzionamento di Harmonic, rendeva di fatto inutile la <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2008/05/02/come-trovare-in-automatico-le-lyrics-di-tutte-le-canzoni-presenti-nella-vostra-libreria-itunes-e-sincronizzarle-col-vostro-ipod/">procedura</a> che avevo scritto qualche tempo fa, su come <strong>automatizzare il processo di ricerca di tutti i testi delle canzoni della nostra libreria iTunes</strong>, sfruttando l&#8217;azione combinata del widget <a href="http://mindquirk.com/apps/harmonic/">Harmonic</a> e dell&#8217;applescript per iTunes, <a href="http://dougscripts.com/itunes/scripts/scripts02.php?page=1#needledrop">Needle Drop</a>.</p>
<h5>Get Lyrical</h5>
<p>Nonostante il progetto di <strong>Harmonic</strong>, per cercare di farlo riprendere vita, sia stato <strong>recentemente reso Open Source</strong> e <a href="http://github.com/supapuerco/harmonic">ospitato su GitHub</a>, purtroppo, al momento in cui scrivo, ancora non risulta funzionante. E&#8217; per questo che mi sono messo alla ricerca di una valida alternativa e sono approdato su un ottimo software per Mac OS X: <a href="http://shullian.com/get_lyrical.php"><strong>Get Lyrical</strong></a>. Giunto recentemente alla <strong>versione 3.4 con la localizzazione in italiano</strong>, è una <strong>applicazione gratuita per Leopard e Snow Leopard</strong> de La Shullian Productions che, come Harmonic, permette di aggiungere i testi alle canzoni della vostra libreria iTunes (e salvandoli nel relativo tag dei vostri file mp3) prendendoli sempre dal sito <a href="http://lyrics.wikia.com/Main_Page">LyricWiki</a>, ma senza sfruttare le API bensì, semplicemente, con uno scraping dei dati dal sito (almeno è quello che presumo io dato che le API sono stati disabilitate).</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2066_getlyrical.jpg' alt='Get Lyrical' /></div>
<p>Sicuramente <strong>Get Lyrical è una soluzione migliore di quella Harmonic + Needle Drop</strong>, in quanto è un semplice applicativo che si occupa tutto lui di scansionare i file. Infatti, è <strong>possibile scaricare i testi facendo riferimento ad una selezione di canzoni fatta su iTunes (quindi se volete far partire la scansione su tutti i brani della vostra libreria, non dovete far altro che selezionarli tutti) oppure semplicemente al brano corrente</strong>, mentre se si attiva la modalità &#8220;<strong>Active Tagging</strong>&#8221; il programma <strong>rimane sempre attivo per scaricare automaticamente tutti i testi delle canzoni in riproduzione su iTunes</strong>. Se poi, non è stato possibile scaricare i testi di alcune canzoni, premendo il pulsante <strong>Show Untagged</strong> vi verrà mostrata una <strong>playlist su iTunes che raccoglierà tutti i brani senza lyrics</strong> i cui testi potranno essere <strong>ricercati manualmente su Google</strong> (una funzione che forse mi manca di Harmonic, è un tasto per aprire direttamente il browser con la la chiave di ricerca impostata già su Google)</p>
<p>Ovviamente <strong>tutti i testi scaricati  saranno visualizzati, dopo la sincronizzazione dei brani, anche sul nostro iPhone/iPod Touch</strong>.</p>
<p>Come accade per tutti i programmi di ricerca testi, Get Lyrical, <strong>lavora bene solo se i tag dei file mp3 relativi al titolo della canzone e all’autore sono corretti e completi</strong>. Dalle prove da me effettuate, un buon 90% dei brani veniva riconosciuto, un po&#8217; come su Harmonic (ed era logico dato che la fonte dei dati è la stessa), ma <strong>ha dalla sua una semplicità, un eleganza e una interfaccia minimale senza eguali che lo rendono di diritto uno dei programmi migliori</strong>, per il mondo Mac, nella ricerca automatica delle lyrics importate su iTunes.
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		<item>
		<title>Convertire da riga di comando in Mac OS X un file icona .ICNS in un file di immagine PNG</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/11/02/convertire-da-riga-di-comando-in-mac-os-x-un-file-icona-icns-in-un-file-di-immagine-png/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 10:46:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Software]]></category>
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		<category><![CDATA[png]]></category>
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		<category><![CDATA[Windows]]></category>

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		<description><![CDATA[A volte capita di usare dei programmi di grafica particolari (spesso su piattaforma Mac OS X) che usano, per il salvataggio, un solo formato di output: l&#8217;ICNS.
Per chi non lo sapesse, il formato Apple Icon Image (ICNS) è il formato standard per le icone utilizzato esclusivamente per Mac OS X e sviluppato dalla Apple stessa. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A volte capita di usare dei programmi di grafica particolari (spesso su piattaforma Mac OS X) che usano, per il salvataggio, un solo formato di output: <strong>l&#8217;ICNS</strong>.<br />
Per chi non lo sapesse, il formato <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Icns"><strong>Apple Icon Image</strong></a> (ICNS) è il formato standard per le icone <strong>utilizzato esclusivamente per Mac OS X e sviluppato dalla Apple stessa</strong>. Questo formato supporta icone di varie dimensioni: <strong>16×16, 32×32, 48×48, 128×128, 256×256 e 512×512 pixels</strong>, oltre che il <strong>canale alfa per la trasparenza</strong> e la <strong>sovrapposizione di più&#8217; immagini</strong> (per ottenere, per esempio, l&#8217;effetto di una cartella aperta e chiusa). Il formato ICNS, in realtà, e&#8217; semplicemente <strong>composto da un massimo di 5 immagini tiff sovrapposte</strong>: spesso sono solo di grandezze diverse altre volte, invece, sono immagini diverse a seconda dello stato che l&#8217;icona deve assumere in relazione al programma che la gestisce.</p>
<p>A differenza del formato ICNS, invece, i <strong>file icona .ICO del sistema operativo Windows sono delle piccole immagini raster</strong> che, nella loro accezione originale, <strong>supportano la trasparenza  e la Multi-risoluzione</strong> 16&#215;16 pixel, 32&#215;32 pixel, 64&#215;64 pixel <strong>fino ad arrivare, solo con Windows Vista, a 256×256 pixel in PNG compresso</strong>.</p>
<p>Come avete potuto intuire, sarà quindi <strong>molto facile imbattersi in grafici professionisti e in programma di grafica che, prediligono il formato ICNS</strong> poiché, è estremamente più potente e flessibile rispetto al classico formato .ICO di Windows (oltre al fatto, forse ovvio, che molti software di grafica sono nati e vivono tuttora nel mondo Mac, la piattaforma migliore, a detta di molti, per sviluppare grafica). Non a caso, infatti, molti dei più importanti siti di grafica professionale usano quasi esclusivamente questo formato.</p>
<p>Ma <strong>le icone .ICNS si possono trovare anche all&#8217;interno dei programmi per Mac OS X</strong>, che altro non sono che <strong>directory con estensioni .app</strong>. Per esempio, se vogliamo visualizzare il file ICNS del calendario di Mac OS X (iCal), basterà aprire il contenuto del pacchetto (tasto destro sull&#8217;applicazione interessata e selezionare dal menu a comparsa &#8220;<em>Mostra contenuto pacchetto</em>&#8220;) e navigare nella cartella <em>Contents/Resources</em> e qui troverete, tra gli altri file, anche una file icona .icns (<em>iCal/Contents/Resources/App-empty.icns</em>) che altro non è che l&#8217;icona visualizzata nel Finder dall&#8217;applicazione stessa.</p>
<p>Se si <strong>apre con Anteprima questo file icona è possibile apprezzare come sia composto da più immagini tiff</strong> (per la precisione 5) di dimensioni diverse. Ecco un esempio per il file icona della applicazione iCal:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2057_ical_icns.jpg' alt='iCal ICNS' /></div>
<p><br/></p>
<h5>Convertire una icona ICNS in PNG da riga di comando</h5>
<p>A volte, però, si potrebbe avere la necessità di dover <strong>convertire il formato ICNS in un più classico formato PNG</strong>, magari se si vuole riutilizzare l&#8217;immagine dell&#8217;icona su un sito web. Oltre a tool online come <a href="http://iconverticons.com/"><strong>iConvert</strong></a> o ad applicativi per Mac OS X come il blasonato <a href="http://www.img2icnsapp.com/"><strong>Img2icns</strong></a>, non tutti sanno che <strong>lo stesso sistema operativo Mac OS X ha un tool da riga di comando che deriva dal BSD</strong>, <a href="http://developer.apple.com/documentation/Darwin/Reference/ManPages/man1/sips.1.html"><strong>sips</strong></a> (<em>scriptable image processing system</em>), che <a href="http://slaptijack.com/graphics-design/converting-mac-os-x-icon-files-to-png/">permette</a> di eseguire questa operazione in completa autonomia, senza dover installare software di terze parti. In realtà <strong>sips è usato correntemente nella suite degli &#8220;Image Events&#8221; di AppleScript</strong>, tanto da poter lancare gli stessi comandi da interfaccia grafica, ma è indubbio che è veramente comodo e veloce avere sempre a disposizione da riga di comando questo programma.</p>
<p>Basterà, quindi, aprire il <strong>Terminale</strong> e digitare la seguente riga:</p>
<p><code>
sips -s format png fileicon.icns --out fileicon.png
</code></p>
<p>e in pochi istanti il file icns verrà convertito, con le stesse dimensioni in pixel, nel formato PNG. Ma le funzionalità di questo programma sono molte: basterà aggiungere l&#8217;opzione <strong>&#8220;&#8211;rotate 90</strong>&#8221; (-rotate degreesCW) per ruotare di 90 gradi l&#8217;immagine PNG corrispondente, mentre aggiungendo &#8220;<strong>-flip horizontal|vertical</strong>&#8221; si potrà a tutti gli effetti rovesciare, ribaltare l&#8217;immagine. Quindi si potrà anche, con l&#8217;opzione &#8220;<strong>&#8211;cropToHeightWidth pixelsH pixelsW</strong>&#8221; eseguire il crop, ovvero il ritaglio della immagine, e quindi con &#8220;<strong>&#8211;resampleHeightWidth pixelsH pixelsW</strong>&#8221; la si potrà ridimensione. Tutto con una sola riga di comando, come nella vecchia ma mai tramontata potente <strong>filosofia unix</strong>.</p>
<h5>Come creare un file ICNS</h5>
<p>Una volta estratta l&#8217;icona ICNS in un formato grafico comune come il PNG potete elaborare l&#8217;immagine e usarla su un sito web oppure potreste voler ricreare di nuovo una nuova icona ICNS per una qualsiasi vostra applicazione. Per farlo potete usare un tool messo a disposizione <strong>gratuitamente da Apple nella suite dell&#8217;SDK per i Developer</strong> (presente in ogni DVD di installazione del sistema operativo o direttamente <a href="http://www.apple.com/downloads/macosx/development_tools/iphonesdk.html">scaricabile anche dal sito Apple</a>): <strong>Icon Composer.app</strong> (<em>/Developer/Applications/Utilities/Icon Composer.app</em>). Il programma è veramente semplice ed intuitivo perché vi mostrerà 5 aree diverse ognuna per ciascuna risoluzione consentita dove potete fare un semplice drag e drop dell&#8217;immagine desiderata da associare.<br />
Vi lascio ad un <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Et-mGfStv8A">video</a> esemplificativo per la spiegazione passo passo:</p>
<div align="center">
<object width="480" height="295"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Et-mGfStv8A&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x2b405b&#038;color2=0x6b8ab6"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Et-mGfStv8A&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x2b405b&#038;color2=0x6b8ab6" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="295"></embed></object>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Come risolvere il problema del Macbook Pro che a batteria scarica non va in stop ma si spegne improvvisamente</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/07/17/come-risolvere-il-problema-del-macbook-pro-che-a-batteria-scarica-non-va-in-stop-ma-si-spegne-improvvisamente/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2009/07/17/come-risolvere-il-problema-del-macbook-pro-che-a-batteria-scarica-non-va-in-stop-ma-si-spegne-improvvisamente/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2009 12:27:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Mac os x]]></category>
		<category><![CDATA[Tips]]></category>
		<category><![CDATA[Tips Mac]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[batteria]]></category>
		<category><![CDATA[macbook pro]]></category>

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		<description><![CDATA[Avete presente la rabbia mista a frustrazione di quando il vostro portatile si spegne improvvisamente mentre state lavorando, con l&#8217;inevitabile conseguenze di perdere tutto il lavoro non salvato? Ebbene è una sensazione che ho provato più volte questi giorni in quanto il mio Macbook Pro, quando non era alimentato a corrente, si spegneva improvvisamente in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avete presente la rabbia mista a frustrazione di quando il vostro <strong>portatile si spegne improvvisamente mentre state lavorando</strong>, con l&#8217;inevitabile conseguenze di <strong>perdere tutto il lavoro non salvato</strong>? Ebbene è una sensazione che ho provato più volte questi giorni in quanto <strong>il mio Macbook Pro, quando non era alimentato a corrente, si spegneva improvvisamente in prossimità del termine della carica della batteria</strong>.</p>
<p>Di solito nelle mie sessioni di lavoro, la mattina accendo il portatile e lo lascio alimentato solo dalla batteria. Solo quando Mac OS X mi mostra il popup di avviso che mancano pochi minuti al termine della carica della batteria, mi appresto ad alimentarlo a corrente. Ma spesso, magari perché impegnato, non ho tempo di collegarlo ad una presa di corrente e, <strong>fiducioso nell&#8217;ottima sistema di sospensione del Macbook Pro, lo lascio andare lentamente in stop</strong>. Questa modalità, attivabile anche chiudendo lo schermo del proprio portatile, permette al sistema di <strong>salvare il contenuto della memoria sul disco appena prima di mandare in standby il portatile</strong> (e solo dopo spegne il monitor e arresta del disco rigido) e al successivo accesso, in pochi secondi i dati di sistema, programmi e documenti vengo immediatamente ripristinati come erano stato lasciati. La leggenda dei Mac Users narra del famoso &#8220;<strong>respiro del Mac</strong>&#8220;, quella flebile lucetta che lampeggia variando gradualmente la propria luminosità e che sta ad indicare, senza ombra di dubbio che il Mac sta riposando.</p>
<p>Ovviamente <strong>questo è possibile solo se tutto nel sistema, dalla batteria al sistema di controllo della carica della batteria, funziona a dovere</strong>: perché tutto deve essere <strong>perfettamente sincronizzato</strong>! Quando mancano pochi minuti al termine della carica, il computer passa automaticamente in modalità di sospensione e ciò è possibile solo perché, <strong>anche a batteria scarica è possibile ancora usufruire di una piccola carica di riserva per mantenere il computer in modalità di stop per un determinato periodo</strong>. E&#8217; solo quando la carica della batteria si esaurisce completamente (poiché magari non si è fatto in tempo a trovare una presa di corrente e collegare l&#8217;alimentatore), il computer viene spento definitivamente e solo in questo caso si potrebbero perdere i file aperti.</p>
<p>Il problema nel mio Macbook Pro era che, per qualche motivo che non riuscivo a capire, questa procedura non veniva eseguita in tempo. Dopo alcune prove constatai che <strong>lo spegnimento improvviso del portatile avveniva anche quando mancavano 40-45 minuti al termine della carica della batteria</strong>. In pratica sembrava che o la batteria non riuscisse più a tenere la carica oppure che il sistema di controllo dell&#8217;alimentazione non riuscisse più rilevare la reale carica e ritrovandosi poi con una carica troppo bassa per eseguire le operazioni di salvataggio dei dati in memoria e per entrare in stop.</p>
<h5>Calibrazione della batteria</h5>
<p>Per tentare di risolvere il problema, ho provato, quindi una <a href="http://support.apple.com/kb/HT1490?viewlocale=it_IT"><strong>calibrazione della batteria</strong></a> del mio Macbook Pro, seguendo la seguente procedura:</p>
<blockquote>
<ul>
<li>Collegare l&#8217;alimentatore e caricare completamente la batteria del computer PowerBook fino a quando l&#8217;anello illuminato o il LED sull&#8217;alimentatore non diventa verde e il misuratore nella barra dei menu a video non indica che la batteria è completamente carica.
</li>
<li>Permettere alla batteria di riposare in stato di carica completa per almeno due ore. In questo tempo è possibile utilizzare il computer, purché l&#8217;alimentatore sia collegato.
</li>
<li>Scollega l&#8217;alimentatore con il computer ancora acceso e inizia ad alimentarlo dalla batteria. In questo lasso di tempo puoi utilizzare il computer. Quando la batteria si sta scaricando, viene visualizzato sullo schermo la finestra di avviso di batteria scarica.
</li>
<li>A questo punto, salva il tuo lavoro. Continua a utilizzare il computer; quando la batteria si sarà scaricata, il computer passerà automaticamente in modalità stop.
</li>
<li>Spegnere il computer o lasciarlo inattivo per almeno cinque ore.
</li>
<li>Collegare l&#8217;alimentatore e lasciarlo collegato fino a quando la batteria non è di nuovo completamente carica.</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Purtroppo il problema continuava a persistere. Ho così cominciato a pensare di dover ricomprare una <a href="http://store.apple.com/it/product/MA348G/A?fnode=MTY1NDA2Nw&#038;mco=MjI0NTYxMg">nuova batteria per il mio portatile</a>, ma il costo un po&#8217; eccessivo della stessa (139€), mi ha incoraggiato ad eseguire nuove prove.</p>
<h5>Reset SMC</h5>
<p>Andando sul sito di supporto della Apple, ho trovato due procedure interessanti. La prima che ho eseguito è stata il <a href="http://support.apple.com/kb/HT1411?viewlocale=it_IT&#038;locale=it_IT"><strong>reset del controller di gestione del sistema</strong></a> (<strong>SMC</strong> &#8211; System Management Controller sui Mac Intel, PMU – Power Management Unit sui Mac PowerPC). In pratica, l&#8217;<strong>SMC è un circuito integrato il cui compito è la gestione dell&#8217;alimentazione del computer</strong>. Il circuito controlla la retroilluminazione, la decelerazione del disco rigido, la modalità di stop e attivazione, alcuni aspetti della ricarica, il trackpad e alcune funzioni di ingresso/uscita relative alla modalità di stop del computer.</p>
<p>In <a href="http://morrick.wordpress.com/2009/04/14/pram-power-manager/">linea di massima</a>, <strong>si dovrebbe resettare il Power Manager del Mac se si hanno problemi con impostazioni apparentemente ‘bloccate’ o indicatori non funzionanti</strong>, soprattutto quelli presenti sull’hardware stesso (l’indicatore sull’alimentatore o sulla batteria). In particolare, come riportato su un <a href="http://www.macfixit.com./article.php?story=20090409081833464">articolo di  MacFixIt</a>:</p>
<blockquote>
<ul>
<li>La batteria non si sta caricando in maniera appropriata.</li>
<li>L’illuminazione dello schermo non funziona come dovrebbe.</li>
<li>La retroilluminazione della tastiera non funziona.</li>
<li>Le ventole girano al massimo costantemente.</li>
<li>Il pulsante di accensione/spegnimento non funziona correttamente.</li>
<li>La chiusura/apertura del coperchio non manda in stop/risveglia il Mac portatile.</li>
<li>Le porte non ricevono alimentazione.</li>
<li>I dispositivi esterni collegati al Mac non vengono riconosciuti.</li>
<li>Componenti interne come AirPort e Bluetooth non si attivano.</li>
<li>Il Mac si spegne improvvisamente.</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Secondo la <a href="http://support.apple.com/kb/HT1411?viewlocale=it_IT&#038;locale=it_IT">pagina del supporto Apple</a>, <strong>col tempo, le impostazioni nell&#8217;SMC possono diventare inutilizzabili e questo può causare anomalie di funzionamento nel computer, quali appunto, problemi nell&#8217;uscita/ingresso della modalità Stop</strong>.</p>
<p>Ecco, quindi, <strong>come resettare la SMC su un MacBook Pro</strong>:</p>
<blockquote>
<ul>
<li>Se il computer è acceso, spegnilo.</li>
<li>Stacca l&#8217;alimentatore CA e rimuovi la batteria del computer.</li>
<li>Tieni premuto il pulsante di accensione per 5 secondi, quindi rilascia il pulsante.</li>
<li>Ricollega la batteria e l&#8217;alimentatore CA.</li>
<li>Premi il pulsante di accensione per riavviare il computer.</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Purtroppo, anche se ero fiducioso,  poiché <strong>questa soluzione sembrava risolvere esattamente il problema da cui ero afflitto, il mio Macbook Pro, dopo aver eseguito la procedura, continuava ancora non entrare nella modalità di sospensione</strong>!</p>
<h5>Reset PRAM e NVRAM</h5>
<p>Come ultimo passo, quindi, prima di comprare una nuova e costosa batteria, decisi di eseguire la <a href="http://support.apple.com/kb/HT1379?viewlocale=it_IT"><strong>reimpostazione della PRAM e della NVRAM del mio Macbook Pro</strong></a>. Dovete <a href="http://morrick.wordpress.com/2009/04/14/pram-power-manager/">infatti</a> sapere che <strong>la PRAM</strong> (Parameter Random Access Memory &#8211; RAM Parametrica) è<strong> una piccola porzione di RAM ‘non volatile’ (NVRAM) che mantiene una serie di impostazioni utilizzabili dal sistema prima che il sistema operativo venga caricato</strong>; tali impostazioni vengono <strong>mantenute anche quando si spegne il Mac</strong>, grazie ad una piccola batteria tampone sulla scheda madre del computer.</p>
<p>Questa volta, invece, non ero molto convinto della sua effettiva utilità in quanto, <strong>il consiglio di resettare la PRAM viene sempre dato quando non si sa più che pesci pigliare</strong>. Infatti, dagli albori, quando i Mac presentavano dei problemi, il consiglio più frequente è stato quello di ‘resettare la PRAM’. In realtà il mio problema non sembrava rientrare nel seguente elenco di problemi suggeriti da <a href="http://www.macfixit.com./article.php?story=20090409081833464">articolo di  MacFixIt</a> per cui un reset della PRAM può essere d’aiuto:</p>
<blockquote>
<ul>
<li>Le impostazioni del volume cambiano o non rimangono impostate.</li>
<li>Le risoluzioni video non rimangono impostate o non sono tutte disponibili.</li>
<li>Le impostazioni di orologio e fuso orario non rimangono coerenti.</li>
<li>Il volume di avvio non è impostato (appare per un istante la cartella con il punto interrogativo prima del boot)</li>
<li>Le impostazioni di velocità ripetizione tasti del pannello Tastiera cambiano o non rimangono fissate.</li>
<li>I valori di velocità di spostamento e di doppio clic del mouse cambiano o non rimangono impostati.</li>
<li>Problemi con i font di sistema.</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Ma <strong>dato che non è una procedura dannosa per il Mac</strong> (al massimo è possibile riscontrare una variazione inaspettata delle impostazioni come il cambio del volume di boot, o il volume degli altoparlanti che ritorna ai valori di default, ma anche la velocità del puntatore o la velocità di ripetizione tasti), ho deciso di eseguirla comunque.</p>
<p>Ecco la <strong>procedura per eseguire il reset della PRAM e NVRAM su un Macbook Pro</strong>:</p>
<blockquote>
<ul>
<li>Spegni il computer.</li>
<li>Individua i tasti seguenti sulla tastiera: Comando, Opzione, P e R. Nel passaggio 4 sarà necessario tenerli premuti contemporaneamente.</li>
<li>Accendi il computer.</li>
<li>Premi e tieni premuti i tasti Comando+Opzione+P+R (Mela+Alt+P+R). Premi la combinazione di tasti prima che sia visualizzata la schermata grigia.</li>
<li>Tieni premuti i tasti finché il computer non si è riavviato e finché non senti il suono di avvio per la seconda volta.</li>
<li>Rilascia i tasti.</li>
</ul>
</blockquote>
<p>E con mia grande sorpresa <strong>il mio portatile ha finalmente ripreso a funzionare correttamente, tornando ad entrare in modalità di sospensione automaticamente</strong> come aveva sempre fatto. Il bello è che, <strong>probabilmente, se avessi comprato una nuova batteria il problema sarebbe comunque rimasto in quanto era semplicemente un problema software piuttosto che hardware</strong> (nei vecchi portatili, come si legge dalla <a href="http://support.apple.com/kb/TA20409?viewlocale=it_IT">documentazione Apple</a>, la sostituzione di una batteria mentre il computer è in stop causerebbe anche l&#8217;azzeramento di NVRAM e/o di Power Manager, risolvendo involontariamente il problema software)!
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		</item>
		<item>
		<title>iPhone 3GS: come risolvere i problemi della scarsa durata della batteria del nuovo firmware 3.0</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 09:41:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ebbene si, non ho resistito e, posso dire finalmente, di possedere il nuovo iPhone 3GS. Questo è il mio primo iPhone (in precedenza mi regalarono un iPod Touch 1G) e devo dire che sono rimasto piacevolmente soddisfatto dell&#8217;acquisto. Il cellulare, come mi aspettavo, è eccezionale e come prestazioni batte considerevolmente i suoi predecessori.
I problemi del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ebbene si, non ho resistito e, posso dire finalmente, di possedere il nuovo <strong>iPhone 3GS</strong>. Questo è il mio primo iPhone (in precedenza mi regalarono un iPod Touch 1G) e devo dire che sono rimasto piacevolmente <strong>soddisfatto dell&#8217;acquisto</strong>. Il cellulare, come mi aspettavo, è eccezionale e come prestazioni batte considerevolmente i suoi predecessori.</p>
<h5>I problemi del mio HTC TyTN II</h5>
<p>Oramai il mio vecchio e amato <strong>HTC TyTN II non reggeva più il confronto</strong>: la <strong>batteria</strong> dopo 2 anni <strong>doveva essere sostituita</strong>, inoltre, nonostante non avessi installato nulla di che, <strong>risultava impietosamente lento</strong> dopo una giornata di utilizzo (anche dopo aver chiuso tutti gli applicativi) tanto che era quasi <strong>impossibile scrivere un sms</strong> decentemente (programmi come <a href="http://www.htcblog.com/2009/06/21/benvenuti-nel-mondo-windows-mobile-senza-soft-reset-con-il-processo-di-ottimizzazione-di-memoria-di-cleanram/">CleanRam</a> erano oramai all&#8217;ordine del giorno sul mio cellulare con Windows Mobile 6): mentre io procedevo spedito sul tastierino virtuale con il mio pennino, l&#8217;output a schermo era molto lento e, molte volte, <strong>perdeva dei caratteri tanto da costringermi a ripetute correzioni</strong>. Insomma, sarà che lo confrontavo troppo spesso con il mio iPod Touch, ma oramai non reggeva più il confronto. Inoltre, sebbene all&#8217;inizio <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2007/09/20/ho-comprato-il-supercellulare-htc-tytn-ii-le-mie-prime-impressioni-e-racconto-di-come-ho-risolto-due-problemi-non-documentati-da-htc-sulle-cadute-di-connessione-della-rete-wi-fi-e-sulla-apertura-auto">avevo valutato</a> come positiva la presenza della <strong>tastiera qwerty a slide</strong>, in realtà dopo alcuni mesi di utilizzo, mi sono accorto che <strong>non la usavo praticamente mai</strong> (forse per i <strong>tasti troppo piccoli e il loro scarso feedback di ritorno</strong>), tanto che per scrivere qualsiasi cosa usavo il pennino. Insomma tutto peso in più che mi portavo dietro!<br />
Infine, forse anche a causa di qualche caduta accidentale, <strong>il microfono non funzionava più molto bene</strong>, tanto che, quando ero al telefono, riuscivo a far stressare chi era dall&#8217;altra parte del ricevitore!</p>
<p>Insomma, un nuovo acquisto era quasi d&#8217;obbligo e, ovviamente, dopo aver provato i vari iPhone di amici e parenti, e aver saggiato più volte le sue potenzialità e dopo essere entrato nel mondo della programmazioni con il potente SDK Apple, non potevo che scegliere il modello di Cupertino. <strong>Ho però voluto aspettare Giugno per l&#8217;acquisto</strong> (era Dicembre quando maturai l&#8217;idea) in modo da poter disporre del miglior modello disponibile (purtroppo anche ad un prezzo maggiorato), anche perché <strong>solo il 3GS, oltre ad ottime prestazioni</strong> (<a href="http://www.melablog.it/post/9037/ipod-touch-2g-vs-iphone-3g-s-il-video-comparativo">iPod Touch 2G vs. iPhone 3G S</a>, <a href="http://www.melablog.it/post/9036/iphone-3g-vs-iphone-3g-s-il-video-comparativo">iPhone 3G vs. iPhone 3G S</a>, <a href="http://www.melablog.it/post/9040/iphone-3g-s-11-piu-veloce-di-palm-pre">iPhone 3G S vs. Palm Pre</a>, <a href="http://ispazio.wordpress.com/2009/06/22/i-giochi-in-3d-girano-fino-a-4-volte-piu-velocemente-sul-nuovo-iphone-3g-s/">giochi 3D 4 volte più veloci</a>, <a href="http://ispazio.wordpress.com/2009/06/23/le-potenzialita-grafiche-delliphone-3gs-4-volte-piu-veloce-del-3g/">comparazione Open GL ES</a>), <strong>ha la possibilità di registrare i video e ha una fotocamera migliorata con il tap focus</strong>.</p>
<p>L&#8217;unica cosa che mi ha stupito è stato che <strong>per usare l&#8217;iPhone occorre prima passare per la fase di attivazione online</strong> con iTunes installato su un PC/MAC altrimenti è possibile solo effettuare chiamate di emergenza: insomma, <strong>è vero che l&#8217;iPhone è un cellulare fuori dal comune, ma a differenza di tutti gli altri cellulari, non è possibile usarlo non appena lo si scarta dalla confezione</strong> (mi chiedo chi non ha un computer come si comporterà).</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_10.jpg' alt='Attivazione iPhone' /></div>
<h5>Problemi con la batteria</h5>
<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p2049_batteria_iphone.jpg' alt='Batteria iPhone' /> Io non sono un <strong>early adopter</strong> (solo con l&#8217;HTC ricaddi nell&#8217;errore di <a href="p://www.levysoft.it/archivio/2007/09/20/ho-comprato-il-supercellulare-htc-tytn-ii-le-mie-prime-impressioni-e-racconto-di-come-ho-risolto-due-problemi-non-documentati-da-htc-sulle-cadute-di-connessione-della-rete-wi-fi-e-sulla-apertura-auto">acquistarlo</a> nella prima settimana di uscita) ma ho deciso di comprarlo nei primi giorni di uscita in Italia perché ero certo che, essendo la 3a generazione di iPhone, oramai la tecnologia fosse abbastanza stabile da potermi permettere un acquisto senza ulteriori attese. In realtà, <strong>sebbene l&#8217;hardware è indubbiamente sublime</strong> (<a href="http://manuals.info.apple.com/it_IT/iPhone_Manuale_utente.pdf">qui</a> trovate il manuale dell&#8217;iPhone 3GS in italiano), è <strong>stato il nuovo Firmware 3.0 a crearmi i primi problemi</strong> (e come me anche a quasi tutti quelli che lo hanno installato sui vecchi iPhone 3G). Pensate che <strong>il primo giorno</strong>, dopo aver lasciato caricare completamente il cellulare, <strong>dopo appena 5 ore di standby</strong> (ero in giro e non avevo modo di usarlo) <strong>aveva consumato l&#8217;80% della batteria</strong> ed inoltre, per tutto il tempo, avevo constatato, con sorpresa, che lo <strong>schermo era quasi sempre caldo</strong> (sintomo che c&#8217;era qualche applicativo in background in continua esecuzione)! A conferma di ciò, se andavo sotto <strong>Impostazioni > Generali > Utilizzo</strong>, l&#8217;applicativo mi segnalava che, dall&#8217;ultima ricarica il cellulare era stato utilizzato per 4 ore 55 minuti  ed era stato in standby  5 ore e 10 minuti: <strong>era evidente che il cellulare, anche in standby, continuava a lavorare</strong>!</p>
<p>Se all&#8217;inizio ho <strong>temuto per un difetto del mio iPhone 3GS</strong>, dopo una <a href="http://ispazio.wordpress.com/2009/06/21/problemi-di-ricezione-per-gli-utenti-iphone-3g-s-e-consumi-di-batteria-troppo-elevati-sul-firmware-3-0/">rapida</a> <a href="http://www.macitynet.it/forum/showthread.php?t=94946">ricerca</a> <a href="http://www.iphoneitalia.com/il-firmwre-3-0-e-la-batteria-che-dura-meno-solo-un-problema-grafico-40422.html">sul web</a>, ho visto che <strong>quasi tutti i possessori del firmware 3.0 avevano i miei stessi problemi</strong> (e come si dice &#8220;<em>mal comune, mezzo gaudio</em>&#8220;).</p>
<h5>Come risolvere i problemi della batteria</h5>
<p>Dopo qualche prova, ero comunque <strong>riuscito a risolvere il problema della scarsa durata della batteria semplicemente disattivando le notifiche Push</strong>: infatti, dopo 3 ore di standby e qualche prova con la fotocamera, la batteria si attestava al 98% e <strong>lo schermo risultava sempre freddo, mentre una notte di 8 ore in standby consumava appena 3%/4% della carica della batteria</strong>, tornando finalmente a valori normali.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_11.jpg' alt='iPhone Disabilitare le Push Notifications' /></div>
<p>Sembra però, dalle segnalazioni di alcuni utenti, che l&#8217;applicativo gratuito Tap Tap Revenge, recentemente aggiornato per supportare le notifiche Push, sia in grado di bypassare (presumo per qualche anomalia del firmware) i controlli del sistema operativo e attivare comunque le notifiche Push. Per cui, se lo avete installato, vi consiglio per il momento di rimuoverlo dalla vostra lista di applicazioni.</p>
<p>Un altro generico <a href="http://www.iphoneitalia.com/unaltra-possibile-soluzione-per-aumentare-la-durata-della-batteria-su-fw-3-0-40757.html">suggerimento</a> trovato su internet per aumentare la durata della batteria col Firmware 3.0, è quello di <strong>limitare la continua ricerca della rete telefonica da parte dell&#8217;iPhone</strong> anche nel caso sia stata già trovata e vi sia connesso: basta andare in <strong>Impostazioni > Gestore</strong> e selezionate manualmente il vostro operatore.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_1.jpg' alt='Operatore iPhone' /></div>
<p>L’unico inconveniente è che a volte si apre un popup che avvisa che la connessione “<em>Nome operatore</em>” è andata persa, ma basta premere su “Interrompi” per far scomparire il messaggio.</p>
<p>In queste ore, comunque, <a href="http://xargonwan.ilbello.com/?p=626">sembra</a> che <strong>Apple abbia chiesto ad alcuni utenti USA di installare una apposita applicazione</strong>, in grado di monitorare (generando anche un log che verrà inviato alla Apple) <strong>la batteria dell’iPhone 3GS</strong>, che sembra soffrire di un consumo elevato, in modo da comprendere se il problema è causato dalla batteria, dai servizi usati o dal dispositivo. Almeno qualcosa si sta muovendo.</p>
<h5>Altri suggerimenti</h5>
<p>Ecco altri <strong>suggerimenti per preservare la carica del vostro iPhone e il credito della vostra scheda telefonica</strong>:</p>
<h2>Disattivare la connessione dati cambiando APN</h2>
<p>La prima cosa che vi suggerisco di fare quando comprate un nuovo iPhone o installate il nuovo firmware 3.0, è quello di <strong>disabilitare la connessione dati sull&#8217;iPhone</strong>. Infatti, di default è sempre attiva e non appena un applicativo richiederà l&#8217;accesso ad internet (come possono fare Mail, Safari, iTunes Store, App Store, Meteo, Mappe, Borsa, Youtube, etc&#8230;), <strong>se non si è sotto copertura di una rete wireless, verrà automaticamente attivata la connessione dati 3G/Edge</strong> molto <strong>onerosa dal punto di visto economico se non avete una contratto per una connessione dati flat!</strong> Siccome non esiste un modo semplice che consente di disattivare/attivare la connessione dati (conosco molti che eseguono il jailbreak sul proprio iPhone solo perché possono così installare applicativi come <a href="http://www.iphoneitalia.com/bossprefs-disabilitare-il-3g-sulliphone-3858.html">BossPrefs</a> che consentono una migliore gestione delle reti dati), è necessario <strong>mettere mano alle impostazioni di configurazione della Rete dati cellulari</strong> andando su <strong>Impostazioni > Generali > Rete > Rete dati cellulare</strong> e <strong>modificando il nome dell&#8217;APN da ibox.tim.it ad uno di vostra fantasia</strong> (potete anche cancellarlo ma io ho preferito mettervi davanti il prefisso NOK in modo da poterlo riusare velocemente in caso di necessità)</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_2.jpg' alt='iPhone APN' /></div>
<h2>3G disabilitato</h2>
<p>Non è necessario, ma molti dicono che, specie nelle zone non coperte dal segnale 3G, la disabilitazione dalle opzioni di Rete, permette di risparmiare la batteria. A confermarlo vi è anche la Apple, nelle <a href="http://www.apple.com/it/batteries/iphone.html">linee guide delle batterie</a>:</p>
<blockquote><p>Disattivate il 3G. L’uso delle reti cellulari 3G permette di caricare i dati più rapidamente, ma <strong>può anche ridurre l’autonomia, specialmente in zone con copertura 3G limitata</strong>. Per disattivare il 3G, dalla schermata Home scegliete Impostazioni > Generale > Network e disattivate l’opzione 3G. Potrete comunque fare e ricevere telefonate e accedere alle reti cellulari per dati via EDGE o GPRS dove disponibili.
</p></blockquote>
<p>Ovviamente<strong> non si può stimare quanto si guadagna disattivando il 3G</strong>, poiché <strong>dipende da molti fattori</strong> come la rete cellulare, l’ubicazione, l’intensità del segnale, la connettività 3G, l’utilizzo e da molti altri fattori.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_3.jpg' alt='iPhone 3G' /></div>
<h2>Disattivare il Bluetooth</h2>
<p>Il Bluetooth, di default, è ad OFF e, a meno che non usiate spesso auricolari, kit vivavoce per auto Bluetooth, potete disattivare questa funzionalità lasciandola ad OFF.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_4.jpg' alt='iPhone Bluetooth' /></div>
<h2>Disattivare il Push</h2>
<p>Il <strong>problema principale della scarsa durata della batteria era l’impostazione “notifiche push in automatico”</strong>: auando le si settano a “manuale” tutto è tornato normale (ricordo che qualcuno ha dovuto cancellare Tap Tap Revenge per disabilitare definitivamente il Push)</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_5.jpg' alt='iPhone Push' /></div>
<p>Ricordatevi che se avete un account .Mac, la modalità di aggiornamento della posta elettronica, è settata di default in Push.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_6.jpg' alt='iPhone .Mac' /></div>
<p>mentre se avete installato applicativi come IM+ 3.0 e Tap Tap Revenge 2.0, questi potrebbero richiedere la presenza delle Push Notification.</p>
<h2>Disabilitare il servizio di localizzazione</h2>
<p>Da <strong>Impostazioni > Generali</strong> è possibile disabilitare il <a href="http://support.apple.com/kb/HT1975?viewlocale=it_IT">servizio di localizzazione</a> costituito dall&#8217;insieme insieme di caratteristiche Wi-Fi, cellulari e GPS <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2009/01/29/quando-le-auto-della-skyhook-hanno-girato-litalia-per-memorizzare-i-mac-address-dei-nostri-access-point-per-il-loro-sistema-di-localizzazione-basato-sul-wi-fi-presente-anche-sugli-iphone-e-ipod-touc/">per determinare la tua posizione</a> (GPS, all&#8217;aperto, funziona in modo ottimale se non vi sono ostacoli verso l&#8217;alto, mentre le modalità Wi-Fi e cellulare funzionano bene al chiuso). In effetti, come scritto nella <a href="http://www.apple.com/it/batteries/iphone.html">linee guida Apple sulle batterie dell&#8217;iPhone</a>:</p>
<blockquote><p>
<strong>Minimizzate l’uso dei servizi di localizzazione. Le applicazioni che usano attivamente i servizi di localizzazione, come Mappe, possono ridurre l’autonomia</strong>. Scegliete <strong>Impostazioni > Generale > Servizi</strong> di localizzazione e disattivateli oppure utilizzateli solo quando serve.
</p></blockquote>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_7.jpg' alt='iPhone GPS' /></div>
<p>Ricordatevi, però, che <strong>quando accedete ad applicativi che richiedono, per funzionare, una connessione GPS attiva per aggiornare la propria posizione</strong> (come il comodo <strong>iNeedFuel</strong>), invece della classica schermata di richiesta autorizzazione </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_8.jpg' alt='iPhone autorizzazione GPS' /></div>
<p>vi comparirà un <strong>avviso che vi richiederà di attivare i servizi di localizzazione</strong> e verrà mostrato il pulsante &#8220;Impostazioni&#8221; per accedere direttamente alla pagine di setting dei servizi di localizzazione:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2049_iphone_9.jpg' alt='iPhone attivazione GPS' /></div>
<p><strong>UPDATE:</strong> <a href="http://www.iphoneitalia.com/firmware-3-0-lapplicazione-mail-si-apre-automaticamente-e-in-continuazione-scopriamo-il-perche-41219.html">Sembra</a> che, anche si disabilitano tutte le impostazioni relative al push e al download automatico delle email, <strong>l’applicazione Mail si apre da sola e gira continuamente in background</strong>. Se si prova a chiuderla forzatamente (premere il pulsante per lo spegnimento, attendere la schermata in cui appare lo slide rosso con la scritta “Spegni” e tenere premuto per circa 3-4 secondi il tasto Home), dopo poco Mail si riapre di nuovo. Il motivo è presto spiegato: se a<strong>prite i Contatti e selezionate un nome, senza chiamarlo, ma solo per vedere il suo numero di telefono, quando uscite dai Contatti potete constatare (con SBSettings) che Mail inizia girare in backgorund, senza che sia stata mai aperta</strong>.<br />
Io posso confermare perché subito dopo aver consultato un numero di telefono, Mail mi ha avvisato di aver scaricato nuova posta. Inizio, però, a sospettare che ciò avvenga solo in presenza di contatti con un indirizzo email salvato nella rubrica. Si tratta indubbiamente di un altro bug del Firmware 3.0.
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		<item>
		<title>Tips Mac: come ripristinare la funzionalità di Web Clip di Safari su Mac OS X Leopard</title>
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		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2009/06/11/tips-mac-come-ripristinare-la-funzionalita-di-web-clip-di-safari-su-mac-os-x-leopard/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 13:28:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<category><![CDATA[safari]]></category>
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		<description><![CDATA[Web Clip è una delle piccole funzionalità integrate nel browser Safari 3 e 4 per Mac OS X di cui molti non riescono a fare a meno. Semplice  ma al contempo essenziale, Web Clip permette di creare widgets contenenti porzioni di pagine web da visualizzare nella Dashboard del proprio Mac. Basterà, infatti, aprire la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Web Clip</strong> è una delle piccole funzionalità integrate nel browser Safari 3 e 4 per Mac OS X di cui molti non riescono a fare a meno. Semplice  ma al contempo essenziale, <strong>Web Clip permette di creare widgets contenenti porzioni di pagine web da visualizzare nella Dashboard del proprio Mac</strong>. Basterà, infatti, aprire la pagina internet interessata e, facendo <strong>click sull&#8217;apposito pulsante nella barra degli strumenti di Safari</strong> (quello con su disegnate delle forbici e un rettangolo tratteggiato), </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2044_web_clip_1.jpg' alt='Web Clip - 1' /></div>
<p>quasi tutta la pagina subirà (in maniera molto scenografica) una riduzione di luminosità, mentre ad essere illuminata resterà una <strong>area rettangolare le cui dimensioni si potranno regolare a proprio piacimento</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2044_web_clip_2.jpg' alt='Web Clip - 2' /></div>
<p>Una volta <strong>deciso quale porzione della pagina web sarà interessante monitorare</strong>, è sufficiente <strong>cliccare sul bottone Aggiungi</strong> e Safari <strong>creerà un widget nella Dashboard di Mac OS X</strong>, che mostrerà i dati di nostro interesse.</p>
<h5>Come funziona Web Clip</h5>
<p>Ora questo accade in condizioni normali. Quello che non tutti sanno, però, è che, contrariamente a quello che si potrebbe immaginare, <strong>ogni Web Clip che si creerà da Safari, viene gestito da un singolo widget sviluppato dalla Apple</strong> e che si chiama, ovviamente, &#8220;<strong>Clip web.wdgt</strong>&#8221; (presente <strong>nella cartella /Library/Widgets/</strong>).<br />
Inizialmente credevo che Safari avesse il compito di creare un singolo widget &#8220;ad hoc&#8221; per ogni web clip creato, ma, in realtà, almeno dalle prove da me effettuate, non è accaduto così. Il risultato è stato che, <strong>se si elimina, più o meno accidentalmente, il file &#8220;Clip web.wdgt&#8221;, oltre a rimuovere tutti i web clip creati, sarà anche impossibile crearne di nuovi</strong> da Safari!</p>
<p>Ed è quello che è successo a me, quando, dopo aver creato un Web Clip, questo, per un manovra sbagliata col mouse, si era andato a nascondere nella parte alta della dashboard, tanto che non riuscivo neanche più a visionarlo e a rimuoverlo. Allora, per risolvere il problema, <strong>ho rimosso il file &#8220;Clip web.wdgt&#8221;</strong> e, se anche sembrava avessi risolto il problema, in realtà ne avevo creato uno più grande (ma me ne accorsi solo dopo qualche mese): <strong>cliccando sul pulsante per creare la Web Clip, era ancora possibile selezionare l&#8217;area di interesse della pagina web aperta, ma quando si cliccava sul pulsante &#8220;Aggiungi&#8221;, nella Dashboard non veniva creato alcun nuovo widget</strong>!</p>
<h5>La soluzione</h5>
<p><strong>L&#8217;unica soluzione è quella di ripristinare il widget eliminato</strong>, che di default è installato su Mac OS X Leopard, ma che <strong>non è possibile trovare da nessun&#8217;altra parte sul web, neanche sul sito del supporto della Apple</strong>. Per evitare di reinstallare tutto (ipotesi assurda) o di dover scartabellare tutte le cartelle del DVD di installazione di Leopard alla ricerca del file (non ho potuto verificare se le reinstallazione del browser ripristini anche il widget incriminato), <strong>ho copiato il file &#8220;Clip web.wdgt&#8221; da un altro Mac che avevo a disposizione e tutto si è risolto nel migliore dei modi!</strong></p>
<p>Quindi ho deciso, <strong>per evitarvi affannose ricerche sul web</strong> (non tutti hanno due Mac a casa o amici con a Mac a disposizione), <strong>di mettervi a disposizione per il download il file &#8220;Clip web.wdgt&#8221;</strong> che ho copiato dal mio sistema, in modo da <strong>permettervi il ripristino delle funzionalità di Web Clip</strong>. </p>
<table style="border: 1px solid rgb(153, 204, 255); background: rgb(221, 238, 255) none repeat scroll 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;" border="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td rowspan="2" width="38"><img src="http://www.levysoft.it/images/download.png" alt="download" title="download" border="0"/></td>
<td><a href="http://www.levysoft.it/?dl=clip_web.zip" title="Download Clip Web.wdgt">Download Clip Web.wdgt per Mac OS X Leopard</a></td>
</tr>
<tr>
<td>Size: 601.4 KB</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Inserire la propria ToDo list direttamente sul Desktop del vostro Mac con QuickSilver e GeekTool</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/04/27/inserire-la-propria-todo-list-direttamente-sul-desktop-del-vostro-mac-con-quicksilver-e-geektool/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 10:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Idea Lab]]></category>
		<category><![CDATA[Mac os x]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[Tips]]></category>
		<category><![CDATA[Tips Mac]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[ascii]]></category>
		<category><![CDATA[geek]]></category>
		<category><![CDATA[GeekTool]]></category>
		<category><![CDATA[guida]]></category>
		<category><![CDATA[mac]]></category>
		<category><![CDATA[Plugin]]></category>
		<category><![CDATA[QuickSilver]]></category>
		<category><![CDATA[ToDo]]></category>

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		<description><![CDATA[Devo dire che, per le mie attività quotidiane, uso molto spesso le ToDo list, sia sul mio Mac che sul mio iPod Touch, perché mi aiutano ad organizzarle meglio. Il problema è che, soprattutto quando vado di fretta, ho la tendenza a spargere il Desktop del mio Mac di tanti file txt il cui nome [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Devo dire che, per le mie attività quotidiane, uso molto spesso le <strong>ToDo list</strong>, sia sul mio Mac che sul mio iPod Touch, perché mi aiutano ad <strong>organizzarle</strong> meglio. Il problema è che, soprattutto quando vado di fretta, ho la tendenza a spargere il Desktop del mio Mac di tanti file txt il cui nome è una sintesi di una attività che devo svolgere e che ritengo importante ricordare ogniqualvolta accedo al mio portatile. Ammetto che questa è una cattiva abitudine che mi porto dietro dall&#8217;uso decennale di Windows: <strong>riempire il desktop di icone e di appunti</strong>! Fortuna che, da quando ho un Macbook Pro, riesco ad organizzarmi molto meglio e <strong>il mio desktop è quasi sempre vuoto di icone (lasciando finalmente spazio al wallpaper di turno)</strong> se non fosse per questi appunti in formato txt (<a href="http://www.levysoft.it/archivio/2008/01/14/tips-mac-creare-un-nuovo-documento-di-testo-dal-menu-contestuale-del-finder-con-automator-nufile-o-document-palette/">qui</a> trovate la guida per creare un nuovo documento di testo dal menu contestuale del Finder).</p>
<p>E&#8217; per questo che mi è venuto in <a href="http://mactuner.blogspot.com/2006/11/to-do-list-solution-using-quicksilver.html">mente</a> di usare <a href="http://projects.tynsoe.org/en/geektool/">GeekTool</a> e <a href="http://blacktree.com/?quicksilver">QuickSilver</a> per <strong>visualizzare la lista delle attività da fare direttamente sullo sfondo della scrivania</strong>: se proprio ci devono essere i mie appunti <strong>almeno che non diano fastidio con antiestetiche icone</strong> (ovviamente se avete problemi di privacy questa soluzione  non fa per voi, poiché, potenzialmente, lascerebbe i vostri appunti visibili alla prima persona che vi passa dietro).</p>
<h5>Gli strumenti necessari</h5>
<p><a href="http://projects.tynsoe.org/en/geektool/">GeekTool</a> e <a href="http://blacktree.com/?quicksilver">QuickSilver</a> sono quel genere di <strong>strumenti di cui ogni buon utente Mac non potrebbe fare a meno</strong>: se il primo (che altro non è che un PrefPane, ovvero un <strong>modulo delle Preferenze di Sistema</strong>) permette di <strong>visualizzare sul desktop informazioni testuali o immagini in costante aggiornamento</strong> (<em>sul mio Mac faccio mostrare una lista dei processi attivi, l&#8217;uptime di sistema, l&#8217;ip address pubblico e un tail -f del file System.log</em>), il secondo applicativo rende disponibili, con un semplice combinazione di tasti (CTRL + SPACE), tutti i vostri programmi e file digitando solamente le iniziali (capirete che una volta presa la mano vi velocizzerà notevolmente il lavoro invece che andare a cercare tra i menu l&#8217;applicazione o file che desiderate aprire). Il bello di <strong>QuickSilver (un po&#8217; come Firefox)</strong> è che è possibile <strong>installare plugin aggiuntivi che aumentano le sue potenzialità e compatibilità con altri programmi</strong> (anche se, almeno a prima vista, la documentazione dei plugin non è descritta in modo del tutto immediato per un entry-level user).</p>
<h5>Passi preliminari</h5>
<p>La mia <strong>ToDo List sarà semplicemente costituita da un solo file ascii e null&#8217;altro</strong>. Il motivo è presto spiegato: oltre ad essere il <strong>formato più semplice da gestire</strong>, è <strong>supportato sia da GeekTool</strong> (che lo visualizzerà sul Desktop nella posizione da noi scelta) <strong>sia da QuickSilver</strong> (attraverso l&#8217;installazione di un plugin potremo editarlo o fare l&#8217;append al file di testo).<br />
Il primo passo, quindi, se non lo si è già fatto, è installare GeekTool e QuickSilver. Quindi, dovrete <strong>creare un file di testo nella vostra area Documenti</strong> (o in qualsiasi altro percorso) dal nome: <strong>ToDo.txt</strong>. Se volete potete anche iniziare a popolarlo con qualche item, ma, <strong>se lavorate con TextEdit, fate attenzione che non sia RTF (il formato di default) ma ASCII</strong>, selezionando dal menu &#8220;<em>Formato</em>&#8221; la voce &#8220;<em>Converti in formato Solo testo</em>&#8220;.</p>
<h5>Configurazione di GeekTool</h5>
<p>Se andate nelle Preferenze di Sistema troverete, in basso, l&#8217;icona di GeekTool. Cliccandovi sopra, aprirete il pannello di controllo di GeekTool da cui potrete <strong>creare una nuova entry</strong> (&#8220;<em>New Entry</em>&#8220;) e <em>associarla ad un azione di tipo &#8220;File&#8221; </em>(anziché di tipo Shell o Picture) che ha lo scopo di <strong>visualizzare il contenuto di qualsiasi file di testo</strong> (<strong>aggiornandolo in tempo reale</strong> nel caso venisse modificato).<br />
Quindi <strong>selezionate il vostro file ToDo.txt e, infine, impostate come deve essere visualizzato</strong>: colore, tipo e dimensione del font da usare (<strong>scegliete il colore in base al tipo di sfondo che usate nella vostra Scrivania</strong>, chiaro se il desktop è scuro e viceversa), colore di sfondo (di default è trasparente e secondo me è la soluzione migliore perché si integra meglio e sembra quasi che le scritte facciano parte dello sfondo stesso) ed eventuale cornice (&#8220;Frame&#8221;) da usare.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2034_todo_1.jpg' alt='ToDo.txt' /></div>
<p>Nel mio esempio <strong>ho usato una cornice di tipo &#8220;Bezeled&#8221; per far risaltare meglio il file ToDo.txt dalle altre visualizzazioni</strong>,</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2023_todo_3.jpg' alt='ToDo.txt' /></div>
<p>ma <strong>potreste anche impostarla a &#8220;None&#8221; per avere un maggiore effetto di integrazione con lo sfondo</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2023_todo_4.jpg' alt='ToDo.txt' /></div>
<p>Infine, con la Entry selezionata <strong>potete posizionare a vostro piacimento dove visualizzare il contenuto del file</strong> (scegliete un posto libero sul desktop in modo da non creare confusione durante la lettura) spostando direttamente col mouse il frame relativo. </p>
<p>Terminata questa fase di configurazione preliminare potete uscire chiudendo direttamente la finestra delle Preferenze di Sistema. </p>
<h5>Configurazione di QuickSilver</h5>
<p>Ora potete passare ad impostare la configurazione QuickSilver. <strong>Di default questo applicativo è in grado solo di aprire o salvare un file txt</strong>. Per fargli eseguire operazioni di append occorre <strong>installare il plugin &#8220;<em>Text Manipulation Actions</em>&#8220;</strong>. Basta caricare l&#8217;interfaccia principale con CTRL + SPACE e dalla freccia in alto a destra <strong>cliccare dal menu la voce &#8220;Plug-Ins&#8221;</strong>. Dalla finestra che vi si aprirà <strong>fate il check sul plugin &#8220;Text Manipulation Actions&#8221; e questo verrà automaticamente scaricato e installato</strong>. Da questo momento in poi, tra le vostre opzioni, avrete anche la possibilità di fare l&#8217;append ad un file di testo.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2034_todo_2.jpg' alt='ToDo.txt' /></div>
<h5>Passiamo ai comandi</h5>
<p>Ora quando dovrete inserire un nuovo appunto basterà seguire la seguente procedura:</p>
<ul>
<li><strong>Premere CTRL + SPACE</strong> per invocare QuickSilver.</li>
<li><strong>Premere  &#8220;.&#8221; per entrare nella modalità testo.</strong>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2023_todo_step_1.jpg' alt='ToDo.txt - Step 1' /></div>
</li>
<li>Dopo aver digitato il proprio item da aggiungere alla propria lista, <strong>premere il tasto TAB ed iniziare a scrivere la frase &#8220;<em>Append To&#8230;</em>&#8221; </strong>(vedrete che dopo le prime volte basterà scrivere solo la prima lettera per far comparire a menu la voce interessata).
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2023_todo_step_2.jpg' alt='ToDo.txt - Step 2' /></div>
</li>
<li><strong>Premere nuovamente il tasto TAB per selezionare il file di testo su cui desidero eseguire l&#8217;operazione di Append</strong>; nel nostro caso <strong>iniziamo a scrivere la parolo &#8220;<em>todo</em>&#8220;</strong> (quicksilver non è key sensitive)
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2023_todo_step_3.jpg' alt='ToDo.txt - Step 3' /></div>
</li>
<li><strong>Premere INVIO e Quicksilver aggiungerà una nuova linea di testo al file ToDo.txt</strong> e, contemporaneamente, <strong>verrà aggiornata anche la visualizzazione sul desktop</strong>.
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2023_todo_step_4.jpg' alt='ToDo.txt - Step 4' /></div>
</li>
</ul>
<h5>Conclusioni</h5>
<p>Vi starete chiedendo perché usare Quicksilver con tutta quella combinazione di tasti invece che fare doppio click sull&#8217;icona del file ed editarlo con Textedit. <strong>Ovviamente questa è solo una possibilità che ha lo scopo finale di pulire completamente il Desktop dalle icone inutili</strong>; nulla vieta comunque di <strong>lasciare il file ToDo.txt sulla vostra Scrivania</strong> e fare da li direttamente doppio click per aprirlo ed editarlo. Ma questa soluzione a molti potrebbe sembrare non opportuna dal momento che il file è già visualizzato direttamente sul Desktop: a che pro lasciare visibile anche l&#8217;icona del file? Inoltre <strong>lasciare un file sul Desktop potrebbe metterlo a rischio di cancellazioni accidentali</strong>, mentre potrebbe essere &#8220;più al sicuro&#8221; in una cartella a cui non accedete molto spesso.<br />
Un&#8217;altra soluzione potrebbe essere quella di <strong>lasciare il file ToDo.txt nella cartella Documenti e aprirlo digitando il nome da SpotLight (Mela + Spazio)</strong>. Ovviamente <strong>verrà sempre aperto il file verrà aperto sempre con TextEdit</strong>.<br />
Il <strong>vantaggio di QuickSilver</strong> è quello di mettervi a disposizione degli <strong>strumenti evoluti e flessibili</strong> che, nel nostro caso, vi permettono con pochi comandi, di <strong>appendere ad un file del nuovo testo senza la necessità di aprirlo</strong>. Anche se potrà sembrare strano, <strong>dopo qualche tentativo, la soluzione con QuickSilver vi si rivelerà molto più veloce di tante altre</strong>.
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;importanza del sottile inganno psicologico nel mantenere inalterati i nomi dei prodotti Apple anche dopo il loro aggiornamento hardware</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/03/04/limportanza-del-sottile-inganno-psicologico-nel-mantenere-inalterato-i-nomi-dei-prodotti-apple-anche-dopo-il-loro-aggiornamento-hardware/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 22:37:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Idea Lab]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Asus Eee]]></category>
		<category><![CDATA[backup]]></category>
		<category><![CDATA[macbook]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;altro ieri mi hanno regalato per il mio compleanno una Time Capsule da 500 GB: un oggettino davvero utile e semplicissimo da usare per fare il backup centralizzato e via wireless di tutti i miei Mac casalinghi. E cosa vado a scoprire oggi, leggendo le news del mondo Apple? Che proprio ieri la Apple ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;altro ieri mi hanno regalato per il mio compleanno una <a href="http://www.apple.com/it/timecapsule/">Time Capsule</a> da 500 GB: un oggettino davvero utile e semplicissimo da usare per fare il <strong>backup centralizzato e via wireless</strong> di tutti i miei Mac casalinghi. E cosa vado a scoprire oggi, leggendo le news del mondo Apple? Che <strong>proprio ieri la Apple ha rilasciato la nuova versione della sua Time Capsule</strong>!</p>
<p>Ora, francamente, <strong>le nuove caratteristiche introdotte</strong> da Cupertino per rendere il prodotto, oltre che innovativo, anche maggiormente appetibile (<em>come la Dual band simultanea, il network Guest e il collegamento diretto col vostro account MobileMe</em>), <strong>non hanno destato particolarmente il mio interesse</strong>, dato che sono funzionalità che non userei mai. In particolare, il Time Capsule lo userei solo per la sua funzione primaria: fare i backup da remoto con Time Machine. Quindi, se non fosse stata per una lieve riduzione di prezzo, direi che sono ancora del tutto soddisfatto del mio acquisto.</p>
<h5>Il disagio psicologico di un acquisto affrettato</h5>
<p>Ma, quando ho letto la notizia di tutti questi upgrade hardware, ho provato come una sorta di <strong>disagio psicologico, come se avessi perso una grande occasione a non aver aspettato a comprare la Time Capsule</strong>, e una vocina mi diceva di correre a leggere le novità introdotte. Probabilmente questo accadrà solo a chi piace giocare, budget permettendo, con gli ultimi ritrovati tecnologici: <strong>quanti di voi hanno comprato un Macbook e il giorno dopo hanno scoperto che ne è uscito uno speed bump o, nei peggiori dei casi per un tech-addicted, ad un completo redesign del prodotto?</strong> I più saggi consigliano sempre di comprare i portatili sempre dopo il loro ultimo aggiornamento evitando così di doversi <strong>pentire della troppa fretta o del proprio tempismo sbagliato</strong>!<br />
A testimonianza di ciò, i forum del mondo Apple sono pieni di queste segnalazioni e tra i tanti commenti, si segnalano persone che non soffrono di questo &#8220;incauto&#8221; acquisto fino ad arrivare a persone che corrono subito a riportare indietro il prodotto (sfruttando il diritto di recesso di 15 giorni) per poi acquistare, il giorno dopo, e magari in un altro negozio, la versione aggiornata del loro gioiellino tecnologico. Certo, questi sono casi limite, ma sono <strong>testimonianze di quanto una sofisticata strategia della Apple faccia parlare di sè ad ogni upgrade hardware</strong>.</p>
<h5>Il confronto con Asus</h5>
<p>Infatti, se è vero che, secondo la rivista &#8220;Fortune&#8221;, per il secondo anno consecutivo, la <strong>Apple è la società più ammirata al mondo</strong>, è anche vero che questa azienda è <strong>l&#8217;unica a generare un hype mediatico senza pari</strong> che inizia dai rumors pre-upgrade, fino a sfociare nei commenti, lusinghieri e non, del post-upgrade. Ma tutto ciò, come accennato poco fa, fa parte di un <strong>abile e sottile strategia</strong>, che, tra i vari tasselli che la costituiscono, sicuramente in primo piano vi è quella <strong>tecnica di non cambiare mai i nomi dei prodotti, evitando quelle inutili sigle compresse e poco mnemoniche</strong>.</p>
<p>Faccio un esempio. Tempo fa <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2008/09/17/asus-eee-box-b202-e-nato-il-rivale-low-cost-del-mac-mini-piccolo-come-un-libro-silenzioso-ma-non-supporta-i-filmati-hd-e-non-ha-drive-ottico/">acquistai un Asus Eeebox B202</a> che ho posizionato sotto il mio televisore. Un prodotto eccellente per quello che deve fare ad un prezzo contenuto. Ebbene, <strong>nel frattempo, sono usciti anche i modelli EeeBox B203</strong> con il Celeron, <strong>EeeBox B204 e EeeBox B206</strong> che hanno eliminato l&#8217;uscita DVI per far spazio alla nuova porta HDMI, oltre ad avere aggiunto una scheda video più potente come la ATI della serie Radeon HD3400.</p>
<p>Insomma, tutte modifiche che farebbero gola a chi vuole il top, ma che sfuggono ai più per due semplici motivi. Il primo perché <strong>la risonanza mediatica di un aggiornamento hardware dei modelli Asus penso sia infinitesimalmente più piccola di quella che potrà mai produrre</strong> una società come la Apple. Il secondo, e non ultimo, motivo è che <strong>ogni nuovo aggiornamento hardware costituisce, di fatto un nuovo modello, facendo perdere di fatto l&#8217;identità del prodotto come tale</strong> ma costellandolo di una decina di versioni leggermente diverse che si contraddistinguono tra loro semplicemente da un <strong>acronimo impersonale come B20x</strong>.</p>
<p>Ancora più largo è il comparto dei modelli dei <strong>portatili Asus</strong>: <a href="http://notebookitalia.it/notebook-database/asus.html">qui</a> potete trovare un <strong>database completo di tutti i modelli usciti sino ad oggi</strong>. Per farvi una idea, abbiamo, per la <strong>serie A</strong>, l&#8217; Asus A6Ja, A6Jc, A6M, A6T, A6Tc, A6Je, mentre per <strong>la serie F3 ben 17 modelli</strong> che vanno da F3SG-AP057C a Asus F3Jp. In totale <strong>abbiamo una selva oscura di oltre 251 modelli diversi</strong> (ovviamente distribuiti in diversi anni): provate voi ad affezionarvi ad uno solo di questi modelli!</p>
<p><strong>La Apple</strong>, invece, a differenza di tutti gli altri produttori tecnologici, <strong>assegna solo pochi nomi univoci ai propri prodotti</strong>: <em>Macbook, Macbook Pro, iMac, Time Capsule, iPhone, etc</em>. Le poche caratteristiche diverse che possono contraddistingure i vari modelli coinvolgono quasi sempre la quantità di spazio sul disco rigido, di RAM preinstallata, di potenza della scheda video e di dimensioni dello schermo LCD! <strong>Ovviamente ogni modello avrà un suo particolare codice che lo contraddistinguerà ma questo rimarrà sempre cablato all&#8217;interno del prodotto e non lo troverete mai scritto neanche sul sito della Apple</strong> (per i curiosi, l&#8217;applicativo <a href="http://mactracker.dreamhosters.com/">MacTracker</a> può snocciolarvi tutti i modelli di tutti i prodotti Apple che si sono susseguiti negli anni).</p>
<h5>L&#8217;inganno psicologico</h5>
<p>Insomma, come capirete, è facile affezionarsi al proprio Macbook Pro, perché ha un nome amichevole, è facilmente rintracciabile su Google e, proprio per questo, appena vi è un aggiornamento, lo verrete subito a sapere. <strong>Ed ecco qui che nasce quel fenomeno, tipico solo del mondo Apple, di rimpianto per un acquisto incauto e frettoloso, cosa mai lontanamente immaginabile, per esempio, per i prodotti Asus</strong> dato che, almeno <strong>apparentemente, non siamo di fronte ad uno stesso modello che è stato aggiornato e migliorato, ma ad un prodotto diverso perché ha anche una sigla diversa</strong>. </p>
<p>Ho detto apparentemente, perché, come è ovvio, <strong>in entrambi i casi i prodotti possono essere considerati diversi, ma qui giochiamo sul ruolo di un sottile inganno psicologico</strong>. Io ho comprato un Asus EeeBx B202 e se, dopo un giorno, esce il modello B207 mi pesa sicuramente di meno che non se dopo aver acquistato un Macbook Pro, il giorno dopo, ne esce un altro potenziato ma con lo stesso identico nome: Macbook Pro! <strong>E la prova è che sul sito della Apple vengono sempre messe in luce tutte le nuove caratteristiche dei nuovi prodotti</strong> (col passaggio da Tiger a Leopard furono elencate tutte le oltre 150 novità introdotte), dichiarando che ora <strong>sono ancora più potenti e performanti di prima</strong>, quasi fosse una loro <strong>evoluzione naturale</strong>, che dalla scimmia ha portata ad una specie senziente come l&#8217;uomo. E <strong>come non potersi affezionare ad un prodotto che migliora costantemente nel tempo</strong> (e diventa sempre più bello) <strong>e che, al contempo, può essere costantemente nel tempo identificato come un nome univoco?</strong>
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		<title>Come configurare un account di posta elettronica Hotmail, Tin.it e Virgilio.it sul proprio iPhone/iPod Touch</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/02/12/come-configurare-un-account-di-posta-elettronica-hotmail-tinit-e-virgilioit-sul-proprio-iphoneipod-touch/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2009/02/12/come-configurare-un-account-di-posta-elettronica-hotmail-tinit-e-virgilioit-sul-proprio-iphoneipod-touch/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 15:01:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone]]></category>
		<category><![CDATA[iPod]]></category>
		<category><![CDATA[hotmail]]></category>
		<category><![CDATA[ipod-touch]]></category>
		<category><![CDATA[tin]]></category>
		<category><![CDATA[virgilio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.levysoft.it/?p=2003</guid>
		<description><![CDATA[A differenza di un account Gmail, la configurazione di un account di posta elettronica Hotmail, Tin.it e Virgilio.it sul proprio iPhone o iPod Touch, necessita di alcune spiegazioni. In particolare, per quanto riguarda Hotmail c&#8217;è da dire che fino a qualche tempo fa non era possibile accedere alla casella di posta elettronica dal proprio terminale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A differenza di un account Gmail, <strong>la configurazione di un account di posta elettronica Hotmail, Tin.it e Virgilio.it sul proprio iPhone o iPod Touch, necessita di alcune spiegazioni</strong>. In particolare, per quanto riguarda Hotmail c&#8217;è da dire che fino a qualche tempo fa <strong>non era possibile accedere alla casella di posta elettronica dal proprio terminale mobile Apple</strong> (ma neanche da qualunque client di posta elettronica, senza dover usare applicazioni di terze parti come <a href="http://www.freepops.org/it/">FreePOPs</a> per Windows o <a href="http://macupdate.com/info.php/id/10842/httpmail-plugin">httpmail-plugin</a> per Mac OS X) <strong>perché non era mai stati messi a disposizione, per gli utenti non Premium</strong> (e quindi che non pagavano un abbonamento anuale), <strong>i server POP3 e SMTP</strong> da cui scaricare i messaggi di posta. Ma oggi, fortunatamente, la situazione è cambiata ed è sufficiente configurare un account POP con i parametri forniti da Microsoft.<br />
Per quanto riguarda, invece, <strong>Tin.it e Virgilio.it, la configurazione è come quella standard</strong> di un qualsiasi client di posta elettronica, solamente che, <strong>durante il controllo dei dati, ci si imbatte in un errore di mancata connessione SSL</strong>, che in taluni casi può <strong>può ripetersi per 3-4 volte prima di passare ad una connessione senza SSL</strong> e validare la configurazione, <strong>ingannando così l&#8217;utente che, già al secondo tentativo può rinunciare alla configurazione dell&#8217;account</strong>.</p>
<p>Come potrete constatare in seguito, qualsiasi configurazione di un account di posta elettronica sul vostro iPhone/iPod Touch <strong>setta automaticamente di default la possibilità di non rimuovere i messaggi dal server</strong>; questa cosa <strong>risulta utile se si è soliti scaricare la posta da proprio PC e si usa il terminale mobile solamente per consultare velocemente le caselle postali</strong>, senza incorrere nel rischio (se non si è soliti sincronizzare anche i messaggi di posta elettronica tramite iTunes) di perdersi alcuni messaggi dal proprio PC perché scaricati solo sull&#8217;iPhone/iPod Touch.</p>
<h5>Configurare un account di posta elettronica Hotmail su iPhone</h5>
<p><strong>Per configurare un account di posta elettronica Hotmail sul proprio iPhone</strong> dovete seguire la seguente procedura.</p>
<p>Andare dalla Home, su &#8220;<strong>Impostazioni</strong>&#8221; -> &#8220;<strong>Email, contatti, calendari</strong>&#8221; e premere su &#8220;<strong>Aggiungi account&#8230;</strong>&#8221; e arriverete alla seguente schermata di configurazione dell’account di tipo IMAP o POP:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2003_iphone_hotmail_1.jpg' alt='Configurare Hotmail su iPhone' /></div>
<p>Premere sulla voce &#8220;<strong>Altro</strong>&#8221; ed inserire i dati del proprio account come <strong>Nome</strong>(il nome dell’utente così come si vuole che compaia nell’intestazione delle e-mail inviate), <strong>indirizzo email</strong> (del tipo <em>hotmail.com, hotmail.it, live.com</em>), <strong>Password</strong> e <strong>Descrizione</strong> (la modifica di tale campo è opzionale; tale valore sarà poi utilizzato nella lista degli account sul cellulare per individuare l’account)::</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2003_iphone_hotmail_2.jpg' alt='Configurare Hotmail su iPhone' /></div>
<p>Premere sul tasto Salva in alto a destra. Dopo una breve fase di ricerca delle informazioni dell’account, occorre aggiungere le informazioni dell’account. Scegliere prima di tutto se si tratta di account IMAP o POP. Nel caso di account Hotmail selezionare la voce POP poiché questo genere di casella postale supporta solo POP3.</p>
<p>Inserire i dati nella sezione Server di posta in arrivo (<strong>POP3</strong>) secondo quanto segue:</p>
<ul>
<li><strong>Nome Host</strong>: pop3.live.com</li>
<li><strong>Nome Utente</strong>: indirizzo email completo (nome@hotmail.com)</li>
<li><strong>Password</strong>: la password dell’account email (non è necessario inserire nuovamente la password poiché viene mantenuta la password inserita precedentemente)</li>
</ul>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2003_iphone_hotmail_3.jpg' alt='Configurare Hotmail su iPhone' /></div>
<p>Quindi inserire i dati nella sezione Server di posta in uscita (<strong>SMTP</strong>) secondo quanto segue:</p>
<ul>
<li><strong>Nome Host</strong>: smtp.live.com</li>
<li><strong>Nome Utente</strong>: indirizzo email completo (nome@hotmail.com)</li>
<li><strong>Password</strong>: la password dell’account email (non è necessario inserire nuovamente la password poiché viene mantenuta la password inserita precedentemente)</li>
</ul>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2003_iphone_hotmail_4.jpg' alt='Configurare Hotmail su iPhone' /></div>
<p>In particolare occorre prestare particolare attenzione sulle <strong>impostazioni della posta in entrata</strong> (la voce &#8220;<strong>SMTP</strong>&#8220;), in cui occorre <strong>abilitare l&#8217;opzione &#8220;Usa SSL&#8221; e impostare la porta server a &#8220;995&#8243;</strong>:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2003_iphone_hotmail_5.jpg' alt='Configurare Hotmail su iPhone' /></div>
<h5>Configurare un account di posta elettronica Tin.it o Virgilio.it su iPhone</h5>
<p>Per configurare un account di posta elettronica Tin.it o Virgilio.it sul proprio iPhone, mi sono basato sulle guide in PDF che è possibile scaricare dal sito della TIM. In particolare:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.tim.it/showfile/70414.pdf">iPhone 3G &#8211; Configurazione manuale dell’account di posta Tin.it</a></li>
<li><a href="http://www.tim.it/showfile/70415.pdf">iPhone 3G &#8211; Configurazione manuale dell’account di posta Virgilio</a></li>
</ul>
<p>In questa sede vorrei solo spiegare la configurazione per un account TIN visto che quella per Virgilio è analoga. In particolare sul vostro iPhone/iPod Touch dovete seguire la seguente procedura.</p>
<p>Andare dalla Home, su &#8220;<strong>Impostazioni</strong>&#8221; -> &#8220;<strong>Email, contatti, calendari</strong>&#8221; e premere su &#8220;<strong>Aggiungi account&#8230;</strong>&#8221; e arriverete alla seguente schermata di configurazione dell’account di tipo IMAP o POP:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2003_iphone_tin_1.jpg' alt='Configurare Tin.it su iPhone' /></div>
<p>Premere sulla voce &#8220;<strong>Altro</strong>&#8221; ed inserire i dati del proprio account come <strong>Nome</strong> (il nome dell’utente così come si vuole che compaia nell’intestazione delle e-mail inviate), <strong>indirizzo email</strong> (ad esempio mario.rossi@tin.it), <strong>Password</strong> e <strong>Descrizione</strong> (ad esempio Tin.it; la modifica di tale campo è opzionale; tale valore sarà poi utilizzato nella lista degli account sul cellulare per individuare l’account):</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2003_iphone_tin_4.jpg' alt='Configurare Tin.it su iPhone' /></div>
<p>Premere sul tasto <strong>Salva</strong> in alto a destra. Dopo una breve fase di ricerca delle informazioni dell’account, <strong>occorre aggiungere le informazioni dell’account</strong>. Scegliere prima di tutto se si tratta di account IMAP o POP. Nel caso di account Tin.it selezionare la voce POP poiché l’account Tin.it supporta solo POP3. </p>
<p>Inserire i dati nella sezione Server di posta in arrivo (<strong>POP3</strong>) secondo quanto segue:</p>
<ul>
<li><strong>Nome Host</strong>: box.tin.it</li>
<li><strong>Nome Utente</strong>: indirizzo email completo (nome@tin.it)</li>
<li><strong>Password</strong>: la password dell’account email (non è necessario inserire nuovamente la password poiché viene mantenuta la password inserita precedentemente)</li>
</ul>
<p>Quindi inserire i dati nella sezione Server di posta in uscita (<strong>SMTP</strong>) secondo quanto segue:</p>
<ul>
<li><strong>Nome Host</strong>: mail.tin.it</li>
<li><strong>Nome Utente</strong>: Inserire OPZIONALMENTE il nome utente dell’account Tin.it</li>
<li><strong>Password</strong>: Inserire OPZIONALMENTE la password (non è necessario inserire nuovamente la password poiché viene mantenuta la password inserita precedentemente)</li>
</ul>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2003_iphone_tin_2.jpg' alt='Configurare Tin.it su iPhone' /></div>
<p>Premere sul tasto <strong>Salva</strong> in alto a destra.</p>
<p>Il cellulare si collega per verificare che le informazioni dell’account appena inserite sono corrette, connettendosi al server Tin.it indicato. Dopo qualche secondo, il Wizard di configurazione mostra il seguente messaggio:</p>
<p><strong>“Impossibile connettersi utilizzando SSL. Vuoi provare a configurare l’account senza SSL?”</strong></p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2003_iphone_tin_3.jpg' alt='Configurare Tin.it su iPhone' /></div>
<p>Selezionare la voce <strong>Sì</strong>. </p>
<p>Il cellulare continua a verificare le informazioni dell’account, utilizzando una connessione senza SSL. <strong>Se dovesse comparire il messaggio di errore, dovete continuare a rispondere Sì per continuare ad utilizzare una connessione senza SSL</strong>. Personalmente ho dovuto ripetere questa operazione 3-4 volte prima che mi accettasse la configurazione.</p>
<p>Se i dati inseriti sono corretti e la verifica va a buon fine, si accede alla posta in Entrata dell’account Tin.it e, nella schermata del menù &#8220;E-mail, contatti, calendario&#8221;, compare la voce Tin.it (o il nome della Descrizione scelta) alla fine della lista degli Account configurati.</p>
<p>Nel caso in cui, durante la verifica delle informazioni dell’account da parte del Wizard di configurazione, ci fossero <strong>problemi di connettività con il server Mail</strong> (apparirà un messaggio di segnalazione di impossibilità di connessione con il server), <strong>oppure scegliete Annulla alla richiesta di configurazione dell’account senza SSL</strong> descritta sopra, allora, dovete <strong>premere il tasto</strong> Salva in alto a destra per salvare la configurazione ed uscire dal Wizard di configurazione per <strong>procedere con la seguente procedura manuale</strong>: </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2003_iphone_tin_5.jpg' alt='Configurare Tin.it su iPhone' /></div>
<ol>
<li>Andare nel <strong>Menu Impostazioni > E-mail, contatti, calendario</strong> e selezionare Tin.it (o il nome della Descrizione scelta) nella lista degli account sotto la sezione <strong>Account</strong>.</li>
<li>Selezionare <strong>Avanzate</strong>. </li>
<li>Nella sezione <strong>Impostazioni posta in entrata</strong> del menu <strong>Avanzate</strong> controllare le seguenti impostazioni:<br />
<strong>Usa SSL</strong>: La voce deve essere disabilitata facendo comparire il valore <strong>O</strong>.<br />
<strong>Porta server</strong>: Assicurarsi che il valore sia <strong>110</strong>.</li>
<li>Selezionare Tin.it (o il nome della Descrizione scelta) in alto a sinistra per tornare nel menu precedente.</li>
<li>Nel menu Tin.it (o il nome della Descrizione scelta) selezionare <strong>SMTP</strong> presente sotto la sezione <strong>Server posta in uscita</strong></li>
<li>Nel menu <strong>SMTP</strong> selezionare mail.tin.it presente sotto la sezione <strong>Server principale</strong></li>
<li>Nella sezione <strong>Server posta in entrata</strong> del menu mail.tin.it controllare le seguenti impostazioni:<br />
<strong>Usa SSL</strong>: La voce deve essere disabilitata facendo comparire il valore O.<br />
<strong>Porta server</strong>: Assicurarsi che il valore sia <strong>25</strong>.</li>
</ol>
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]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.levysoft.it/archivio/2009/02/12/come-configurare-un-account-di-posta-elettronica-hotmail-tinit-e-virgilioit-sul-proprio-iphoneipod-touch/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>39</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cronaca di una morte annunciata&#8230; dal declino di Microsoft all&#8217;ascesa di Apple: il mio punto di vista</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/01/28/cronaca-di-una-morte-annunciata-dal-declino-di-microsoft-allascesa-di-apple-il-mio-punto-di-vista/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2009/01/28/cronaca-di-una-morte-annunciata-dal-declino-di-microsoft-allascesa-di-apple-il-mio-punto-di-vista/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 13:24:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Idea Lab]]></category>
		<category><![CDATA[Pocket PC]]></category>
		<category><![CDATA[Versus]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Windows]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone]]></category>
		<category><![CDATA[bill-gates]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[microsoft]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi ho letto una intervista al programmatore e saggista Paul Graham che, ha messo in luce alcuni argomenti interessanti sul rapporto con Microsoft. C&#8217;è da dire che queste valutazioni sono sicuramente di parte, dato che Paul è un utilizzatore dei prodotti della Mela da diversi anni, ma non per questo alcune sue speculazioni, non mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ho letto una <a href="http://www.macitynet.it/macity/aA36259/microsoft_sta_male_no_e_morta_gia_da_tre_anni.shtml">intervista</a> al programmatore e saggista <strong>Paul Graham</strong> che, ha messo in luce alcuni argomenti interessanti sul rapporto con Microsoft. C&#8217;è da dire che queste valutazioni sono sicuramente di parte, dato che Paul è un utilizzatore dei prodotti della Mela da diversi anni, ma non per questo alcune sue speculazioni, non mi hanno fatto riflettere.</p>
<p>Il primo punto interessante è stata l&#8217;affermazione, per molti scontata, che:</p>
<blockquote><p>
<strong>Microsoft</strong> abbia perso rilevanza nel corso degli anni. Perché <strong>ha perso smalto e appeal, oltre che mercato</strong>. Una volta, dice Graham, era il Mac il computer da regalare ai nonni, perché le piattaforme &#8220;toste&#8221; erano altre. <strong>Oggi</strong> è Windows, mentre ancora più di Linux <strong>è il Mac ad avere la piattaforma più &#8220;sexy&#8221; e intrigante per chi voglia usarla creativamente e al 100%</strong>, sia in ambito professionale che in ambito softwaristico.
</p></blockquote>
<p>In effetti, quando ero ancora studente, l<strong>&#8216;unico punto di riferimento per noi giovani programmatori ed elettronici era il mondo Microsoft</strong>, con il suo DOS e il suo Windows 3.11/Windows 95. Francamente avevo solo lontanamente sentito parlare di un altro mondo come quello Apple, ma nessuno dei miei amici, conoscenti o professore ne parlava mai.<br />
<strong>Oggi, sembra, invece, che la cosa si sia capovolta</strong>: tutti hanno un PC Windows, con i suoi pregi e difetti, mentre <strong>adesso il vero status symbol cui fregiarsi è possedere un Mac o un iPhone</strong>. Sia perché sono prodotti &#8220;più costosi&#8221; della norma dei PC o dei telefonini, sia perché in effetti sono oramai universalmente riconosciuti come prodotti differenti, stabili e più potenti, oltre che avere un design elegante e inconfondibile. </p>
<p>Il secondo punto è:</p>
<blockquote><p>
<strong>Microsoft è morta nel 2005</strong>, più o meno. L&#8217;anno dopo la quotazione di Google, avvenuta nell&#8217;agosto 2005, piuttosto invece quando l&#8217;azienda di Mountain View ha lanciato Gmail come servizio totale. <strong>A ucciderla è stato l&#8217;inizio del cloud computing</strong>, cioè dei servizi attraverso il web che hanno reso indifferente l&#8217;uso di questo piuttosto che di quell&#8217;altro tipo di computer, basta che abbia un browser compatibile. <strong>Il desktop di Microsoft è morto per colpa di Ajax, la tecnologia delle pagine web 2.0, che per ironia della sorte sono in parte state create proprio da Microsoft dato che la X di Ajax è il XMLHttpRequest</strong> che permette di far funzionare la pagina come una vera e propria applicazione dal punto di vista della comunicazione con il server e <strong>che venne creato da Microsoft per avere una versione web di Outlook che funzionasse come quella applicativa da installare</strong>.
</p></blockquote>
<p>Su questo punto penso si potrebbe discutere per ore: oramai <strong>molte applicazioni che prima erano solo desktop, si sono spostate sul web</strong>, con la nascita della famosa <strong>Era del Web 2.0</strong>. Si può fare tutto sul web, dalla piattaforma di Office (<a href="http://docs.google.com">Google Docs</a>) a Photoshop (<a href="https://www.photoshop.com/express/landing.html">Adobe Photoshop Express</a>) e <strong>decine di aziende hanno costruito e stanno costruendo la loro infrastruttura IT</strong> (comprensiva di server, programmi per la gestione, posta elettronica aziendale) in <strong>completo outsourcing facendo mashups di applicazioni e servizi offerti via Internet con la modalità d&#8217;uso Web 2.0 che prevede zero installazioni e zero server in azienda</strong>.<br />
Ovviamente il Web 2.0 si è potuto evolvere solo perché la banda larga ha iniziato a prendere piede in tutto il mondo e ne è stata quindi la sua naturale evoluzioni tecnologica.</p>
<p>L&#8217;ultimo punto, infine, tratta argomenti fin troppo opinabili:</p>
<blockquote><p>
&#8220;Sono felice che Microsoft sia morta&#8221;, continua Graham. &#8220;Era come Nerone o Commodo: un tiranno malvagio nel modo in cui lo possono essere solo quelli che ereditano il potere. Perché bisogna ricordarsi che il monopolio di Microsoft non è cominciato con Microsoft. L&#8217;ha ottenuto invece da Ibm. Il mondo del software per le aziende è stato un monopolio a partire dagli anni cinquanta fino al 2005. Praticamente per tutta la sua esistenza. <strong>Uno dei motivi per cui il web 2.0 ha così tanta euforia dietro a sé è che per la prima volta, consciamente o no, si capisce che potrebbe finalmente essere finita questa epoca del monopolio</strong>&#8220;.
</p></blockquote>
<h5>Riflessioni personali</h5>
<p>In definitiva, <strong>non credo che Microsoft sia morta, ma forse è rimasta per troppo tempo ferma, crogiolandosi sui successi del passato</strong>. Forse ha saputo investire male le sue ricerche, forse ha a capo una classe dirigenziale non all&#8217;altezza, forse credeva di possedere il monopolio ma poi lo ha perso per troppa sicumera. Resta il fatto che Microsoft sta assistendo ad una involuzione dell&#8217;utente medio che ora guarda altrove, alle alternative, tanto da <strong>lasciare il mondo di Windows e affini come l&#8217;ultima spiaggia</strong> sui cui approdare.</p>
<p>Io non ho nulla contro l&#8217;azienda di Bill Gates, <strong>per anni l&#8217;ho seguita e ammirata</strong> (ricordo quando lessi tutto di un fiato il <a href="http://www.ibs.it/code/9788804429203/gates-bill/strada-che-porta">libro</a> di Bill Gates &#8220;<em>La strada che porta a domani</em>&#8220;), <strong>ho programmato sulla sua piattaforma a partire dal atavico Visual Basic 4</strong>, ho <strong>usato con soddisfazione Windows 2000 e, un po&#8217; meno, Windows XP</strong>, ho installato a tutti i miei amici e colleghi tutte le patch per far funzionare a dovere il sistema operativo di casa Redmond (le portavo sempre con me sui floppy disk), <strong>ma ad un certo punto è stato naturale cambiare, guardare al di là, perché notavo una sorta di staticità nel mondo Microsoft</strong>. Qualche anno fa avevo intenzione di programmare per la piattaforma Windows Mobile, ma alla fine ho desistito in quanto non vi era una soluzione univoca. Windows .NET rendeva le mie applicazioni sempre più complesse e incompatibili con le vecchie versioni realizzate. Windows Vista imponeva limiti e restrizioni inutili e quanto mai pesanti.</p>
<p><strong>Passare ad Apple è stata una prova</strong>, e sono passato dal Macbook Pro all&#8217;iPod Touch: una scelta migliore dopo l&#8217;altra che mi lasciano quella <strong>sensazione di poter sempre contare su un futuro migliore</strong>. Ho <strong>iniziato a programmare per l&#8217;iPhone con l&#8217;SDK che mette a disposizione gratuitamente la Apple e tutto risulta chiaro e delineato</strong> (unico scoglio imparare bene Objective-C e Cocoa Touch), <strong>uso il mio portatile come mai ho usato tutti i portatili Asus, Acer, Compaq e Toshiba che ho avuto in precedenza</strong>. Molte applicazioni per il mondo Mac sono migliori di tante altre per Windows. <strong>Vi è una sorta di organicità e coerenza che rende usare i prodotti della mela un vero piacere</strong>. <strong>E la semplicità insita in ogni cosa, non è indice di superficialità o carenza</strong>.<br />
Proprio ieri ho installato una applicazione per iPhone/iPod Touch di nome <strong><a href="http://www.iphoneitalia.com/il-western-arriva-su-iphone-con-wanted-16994.html">Wanted</a></strong>, una applicazione presente in App Store (per ora gratuita) che consente di creare, con pochi semplici passaggi, dei veri e propri manifesti stile “Ricercato” (appunto Wanted) con le foto presenti su iPhone e con la possibilità di aggiungere oggetti come cappelli, baffi, pistole, trecce e stelle da sceriffo. In<em> tre minuti ho scaricato l&#8217;app, l&#8217;ho aperta, preso una foto, realizzato il mio fotomontaggio, salvata l&#8217;immagine, aperto un&#8217;altra applicazione gratuita HP Print, che ha rilevato la mia stampante di rete e ha stampato su carta 10&#215;15 il mio wanted personalizzato</em>. <strong>Una semplicità disarmante che mi ha colpito</strong>. <strong>Una semplicità che Apple è riuscita a trasferire anche sui prodotti di terze parti grazie ad un SDK davvero rivoluzionario</strong>. Dalla mia esperienza (ma potrei sbagliarmi) <strong>non esiste nessun altro prodotto che è in grado di dare una esperienza così concreta e user friendly come quello che possono offrire i prodotti di Cupertino</strong> (anche se a volte taluni prodotti dimostrano ancora di seguire qualche ferma ostinazione e i dettami di una semplice convinzione personale di chi li realizza, piuttosto che seguire le richieste degli utenti).</p>
<p><strong>Questa non voleva essere un elogio a Apple, ma una disamina neanche troppo approfondita</strong> (sarebbero troppi gli argomenti da trattare e troppo vasti i temi da affrontare), <strong>una serie di riflessioni a braccio, sul mondo Apple e Microsoft</strong>, partendo da degli spunti di riflessione sulle idee di Paul Graham. Spero di non avervi annoiato.
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		</item>
		<item>
		<title>Come svuotare solo il Cestino di un disco esterno su Mac OS X senza toccare quello del disco fisso</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/01/21/come-svuotare-solo-il-cestino-di-un-disco-esterno-su-mac-os-x-senza-toccare-quello-del-disco-fisso/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 14:27:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Mac os x]]></category>
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		<category><![CDATA[Tips Mac]]></category>
		<category><![CDATA[backup]]></category>
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		<category><![CDATA[Disco]]></category>
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		<category><![CDATA[Trashes]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Cestino su Mac OS X altro non è che una cartella nascosta .Trashes (una per ogni disco esterno e una per ogni utente del disco di sistema) che contiene i file che l&#8217;utente ha intenzione di eliminare. Purtroppo, il Cestino presente come icona in basso a destra nel dock di Mac OS X, consente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Cestino su Mac OS X</strong> altro non è che una <strong>cartella nascosta .Trashes</strong> (una per ogni disco esterno e una per ogni utente del disco di sistema) che contiene i file che l&#8217;utente ha intenzione di eliminare. Purtroppo, il <strong>Cestino presente come icona in basso a destra nel dock di Mac OS X</strong>, consente di <strong>gestire come una unica risorsa tutti i Cestini dei vari dischi montati dal sistema operativo</strong>; per cui, quando si <strong>svuota il Cestino, si cancellano tutti i file del disco di sistema e di tutti i dischi esterni USB o Firewire che sono stati montati</strong>. Questo, se per qualcuno può essere una comodità, per molti può risultare fastidioso, soprattutto perché <strong>il Cestino di Mac OS X non permette la cancellazione selettiva dei file</strong> (come invece avviene su Windows) ma solo il suo svuotamento completo e, inoltre, perché <strong>Mac OS X non permette la rimozione diretta di un file senza prima passare per la Trash</strong> (cosa che, sebbene più pericolosa, avviene su Windows). Ora, visto che lo scopo del Cestino è proprio quello di lasciare comunque un backup dei file che non si intendono più utilizzare (quante volte ho ripristinato, anche dopo qualche giorno, dei file che avevo cancellato per errore), un comportamento del genere molto spesso può andare contro alle proprie esigenze e necessità. Se da un lato <strong>avere il backup di Time Machine sempre attivo vi salvaguarderà da queste spiacevoli situazioni</strong>, dall&#8217;altro è sempre bene avere il pieno controllo del proprio computer.</p>
<p>Personalmente, <strong>siccome nel Cestino del mio disco di sistema</strong>, possono capitare <em>applicazioni disinstallate, file di preferenze cancellati, documenti personali e magari anche pezzi di codice sorgente rimossi per fare spazio a nuove versioni</em>, solitamente <strong>sono solito svuotarlo molto di rado, in quanto le informazioni ivi contenute, spesso, possono risultare molto preziose</strong>. Mentre, <strong>nel Cestino di un disco esterno, di solito, vi finiscono solo file che, almeno per l&#8217;uso che ne faccio io, possono essere cancellati senza problemi, magari per fare spazio per altri file più importanti</strong>.</p>
<p>Per risolvere questo problema, esistono, dunque, <strong>due soluzioni</strong>. Una per smanettoni che amano mettere mano alle procedure da riga di comando, e un&#8217;altra più semplice e che richiede l&#8217;installazione di un software di terze parti (purtroppo a pagamento).</p>
<h5>Come cancellare il Cestino di un disco esterno da riga di comando</h5>
<p>Per pulire il cestino del solo disco esterno senza intaccare quello del disco fisso (magari per liberare spazio sull&#8217;hard disk esterno senza però perdere il cestino del disco di sistema), è possibile intervenire da riga di comando. La soluzione si trova sul <a href="http://discussions.apple.com/thread.jspa?threadID=1527696&#038;tstart=90">forum di supporto della Apple</a> e si sintetizza in questo comando:</p>
<blockquote><p>
<strong>rm -rf /Volumes/&#8221;drive-name&#8221;/.Trashes/`id -u`/*</strong>
</p></blockquote>
<p>che <strong>cancellerà tutti i file presenti nella cartella nascosta .Trashes del drive esterno che si chiama &#8220;drive-name&#8221;</strong>. Il comando si può lanciare direttamente da shell, oppure si può creare uno script .sh o un AppleScript.</p>
<p>Una nota: <strong>il comando &#8220;rm -rf&#8221; va usato con molta cautela in quanto cancella tutti file senza chiedere prima una conferma</strong>. Se si sbaglia percorso della cartella .Trashes si perderanno per sempre tutti i file cancellati erroneamente!</p>
<h5>Installare Compost per gestire al meglio il proprio Cestino</h5>
<p>Una <strong>soluzione più semplice e sicura</strong> ma, purtroppo, a pagamento ($19.95) è installare <a href="http://www.fastforwardsw.com/compost/">Compost 1.9.5</a> una utility che aggiunge una serie di funzioni e automatismi (come la programmazione della cancellazione del contenuto del Cestino ogni tot ore) per lo svuotamento del Cestino del Finder. Tra le varie opzioni offre anche la possibilità <strong>aggiungere un menu contestuale nella barra superiore del Finder</strong> che <strong>permette di svuotare il cestino (e opzionalmente anche di espellerlo) del solo volume esterno selezionato</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1992_compost.jpg' alt='Compost - Gestione Trash Mac OS X' /></div>
<p class="akst_link"><a href="http://www.levysoft.it/?p=1992&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_1992" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.levysoft.it/archivio/2009/01/21/come-svuotare-solo-il-cestino-di-un-disco-esterno-su-mac-os-x-senza-toccare-quello-del-disco-fisso/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Come aggiungere gratuitamente l&#8217;icona di un contatto con la relativa foto nella SpringBoard dell&#8217;iPhone senza dover acquistare nessuna applicazione sull&#8217;App Store</title>
		<link>http://www.levysoft.it/archivio/2009/01/20/come-aggiungere-gratuitamente-licona-di-un-contatto-con-la-relativa-foto-nella-springboard-delliphone-senza-dover-acquistare-nessuna-applicazione-sullapp-store/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2009/01/20/come-aggiungere-gratuitamente-licona-di-un-contatto-con-la-relativa-foto-nella-springboard-delliphone-senza-dover-acquistare-nessuna-applicazione-sullapp-store/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 14:02:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Tips]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone]]></category>
		<category><![CDATA[app]]></category>
		<category><![CDATA[browser]]></category>
		<category><![CDATA[firmware]]></category>
		<category><![CDATA[icone]]></category>
		<category><![CDATA[Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[png]]></category>
		<category><![CDATA[safari]]></category>

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		<description><![CDATA[Per quanto semplice possa essere l&#8217;iPhone quello che la maggior parte degli utenti cercano più di frequente è di poter, con un semplice tocco, richiamare le persone più care, senza dover per forza andare nell&#8217;applicazione Contatti. Ovviamente, siccome l&#8217;iPhone ha una Springboard (che, semplicisticamente, altro non è che il desktop del cellulare) costituita da tante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per quanto semplice possa essere l&#8217;iPhone quello che la maggior parte degli utenti cercano più di frequente è di <strong>poter, con un semplice tocco, richiamare le persone più care, senza dover per forza andare nell&#8217;applicazione Contatti</strong>. Ovviamente, siccome l&#8217;iPhone ha una <strong>Springboard</strong> (che, semplicisticamente, altro non è che il desktop del cellulare) costituita da tante icone, il metodo più semplice che viene in mente è quello di poter <strong>creare una icona, magari anche con la foto del contatto, a cui associare il relativo numero di telefono</strong>.<br />
A tal proposito esistono tre ottime applicazioni su App Store (<a href="http://www.visualdial.net/">Visual Dial</a>, <a href="http://phobos.apple.com/WebObjects/MZStore.woa/wa/viewSoftware?id=290447776&#038;mt=8">FaceCall</a>) e <a href="http://www.onetapdial.com/Home.html">OneTapDial</a> e uno per Cydia (<a href="http://www.spaziocellulare.com/ispazio/category/callme/">Call me</a>). Se si esclude l&#8217;applicativo per Installer e Cydia, che è gratuito ma è però valido solo per coloro che hanno un telefonino jailbreakkato) entrambi gli applicativi scaricabili da App Store, sono a pagamento al prezzo, rispettivamente, di €2,39, €1,59 e €0,79.<br />
In teoria, potremmo inserire nella lista anche l&#8217;economico <a href="http://favorater.googlepages.com/">Favorater</a> (costa solo €0,79), ma questo applicativo scaribile sempre da App Store, però, non salva le icone sulla Springboard ma solo sulla sua area di lavoro, richiedendo quindi un passaggio in più rispetto alle aspettative.</p>
<p>In definitiva, se non si ha un telefonino sbloccato, è impossibile trovare una applicazione gratuita che fa al caso nostro. A questo punto, ho cercato di capire come funzionassero, e, così, partendo dalla <a href="http://www.iphonedownloads.it/un-tocco-direttamente-sullhome-screen-per-telefonarti/">spiegazione</a> del funzionamento di Visual Dial, ho tentato di venirne a capo, per cercare di <strong>creare una procedura manuale ma del tutto gratuita, per creare una icona di un contatto sulla SpringBoard</strong>. In pratica, Visual Dial permette di scegliere una foto dalla vostra galleria immagini, ridimensionarla, ruotarla e infine selezionare l’area da utilizzare come icona. Quindi si sceglie un numero di telefono dalla rubrica e poi si deve cliccare su “Go Visual”. L’immagine sarà caricata su un server, dopodiché verrà aperta una pagina in Safari Mobile e cliccando su “+” e poi su “Add to Home screen” si avrà la nostra scorciatoia sullo schermo del nostro iPhone.</p>
<h5>I link telefonici cliccabili</h5>
<p>La precedente procedura, un po&#8217; macchinosa nella parte finale, mi ha fatto scoprire che <strong>l&#8217;iPhone gestisce i link, formattati opportunamente, per chiamare direttamente un numero di telefono</strong>. Per <a href="http://www.raizlabs.com/blog/?p=202">esempio</a>, se nella nostra pagina web, (che visualizzeremo con Safari Mobile) creiamo un link siffatto:</p>
<textarea name="code" class="html:nogutter" cols="60" rows="10">
<a href="tel:+1-800-275-2273">
Call Apple Customer Support at 1-800-275-2273
</a>
</textarea>
<p>questo creerà un link come questo che potete testare voi stessi sul vostro iPhone:</p>
<p><a href="tel:+1-800-275-2273"><br />
Call Apple Customer Support at 1-800-275-2273<br />
</a></p>
<p>mentre <a href="http://farm37.it/i/#_home">qui</a> trovate un ottimo sito ottimizzato per iPhone che sfrutta questa tecnica nella pagina dei contatti. Più in generale, <strong>se si inserisce nella barra degli indirizzi di Safari Mobile, il seguente indirizzo</strong>:</p>
<blockquote><p>
tel:1-801-555-1212
</p></blockquote>
<p><strong>si aprirà una finestra a popup che richiederà la conferma a chiamare il numero di telefono indicato</strong>.</p>
<p>Il <strong>prefisso tel: è un microformato standard  proprietario Apple per creare link cliccabili associabili ad un numero di telefono</strong>. In realtà, come qualcuno forse saprà, <strong>già dai tempi del WAP esisteva Il <a href="http://www.medita.it/documenti/xmledi.pdf">WTAI</a></strong> (il linguaggio per la costruzione delle chiamate WTA) le cui funzioni vengono richiamate con modalità simile ad un hyperlink. Il formato per effettuare una chiamata è il <a href="http://www.scriptygoddess.com/archives/2007/06/14/make-phone-numbers-clickable-to-dial-on-mobile-phones/">seguente</a>:</p>
<textarea name="code" class="html:nogutter" cols="60" rows="10">
<a href="wtai://wp/mc;8015551212">801-555-1212</a>
</textarea>
<p>Non so bene per quale motivo Apple abbia deciso di seguire un suo standard proprietario (se non quello di imporre un proprio modello). Probabilmente, credo che, forse, il fatto che <strong>Safari Mobile dell&#8217;iPhone riesca a rilevare automaticamente i numeri di telefono sulle proprie pagine e li converte in phone link cliccabili</strong> (forse è più giusto usare il termine &#8220;tappabili&#8221;), abbia probabilmente imposto <strong>un linguaggio diverso dall&#8217;originale WTAI</strong>. <a href="http://www.iphonemicrosites.com/articles/interact-with-iphone-apps-from-your-website/">Interessante</a>, per finire l&#8217;excursus sui microformati telefonici, la possibilità di <strong>inserire, nei meta dati della pagina html, il meta tag &#8220;<strong>format-detection</strong>&#8220;</strong>, in modo da <strong>disabilitare, su tutti i numeri, l&#8217;autorilevamento del numero di telefono</strong> (nel caso siano presenti <strong>numeri che possano erroneamente essere interpretati</strong> come numero di telefono)</p>
<textarea name="code" class="html:nogutter" cols="60" rows="10">
<meta name = "format-detection" content = "telephone=no">
</textarea>
<h5>Procedura 1 per creare una icona associata ad un contatto</h5>
<p>A questo punto, capito il meccanismo, e compreso che dalla release 1.1.3 e successive del firmware dell&#8217;iPhone, era possibile <strong>salvare l&#8217;icona di una pagina web direttamente sulla SpringBoard</strong>, allora era facile creare una procedura per crearsi uno proprio <strong>Speed Dial Screen</strong> che avesse per ogni contatto la relativa icona sulla SpringBoard.</p>
<p>In rete, ho trovato due procedure, per creare una icona a cui è associato il numero di telefono di un contatto.<br />
La prima, la più semplice, ma anche la più completa per i neofiti perché si ottiene da una sola url da inserire nel campo indirizzi di Safari Mobile, è quella che sfrutta il <strong>sito web tel.QLNK.net</strong>, un server web customizzato da Nate True. Dalla sua guida, <a href="http://cre.ations.net/blog/post/iphone-113-webclip-hack---speed-dial-on-your-home-screen">iPhone 1.1.3 WebClip hack &#8211; Speed Dial on your home screen</a> (disponibile su <a href="http://www.iphonehacks.com/2008/02/iphonespeeddial.html">iPhone Hack</a> in versione ridotta), spiega che <strong>è sufficiente inserire nel campo indirizzi di Safari Mobile del proprio iPhone, la seguente URL così formattata</strong>:</p>
<blockquote><p>
numero_telefono.tel.QLNK.net</p>
<p>Es.<br />
339123456.tel.QLNK.net
</p></blockquote>
<p>Ecco <strong>cosa accade se si inserisce la precedente URL su Safari Mobile</strong>:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1980_iphone_hack_calling_2.jpg' alt='iPhone Hack Calling - 1' /></div>
<p><strong>Per ragioni di sicurezza viene chiesta la conferma prima di iniziare la chiamata</strong>:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1980_iphone_hack_calling_1.jpg' alt='iPhone Hack Calling - 2' /></div>
<p>Per <strong>personalizzare l&#8217;immagine da inserire nell&#8217;icona, e non lasciare quella di default, è possibile aggiungere, alla fine della URL la seguente stringa</strong>: </p>
<textarea name="code" class="html:nogutter" cols="60" rows="10">
?picurl=http://path.to/photo
</textarea>
<p>in cui <em>http://path.to/photo</em> andrà sostituito col percorso di una foto (attenzione deve essere una <strong>PNG 60&#215;60 pixel, da 72 DPI</strong>) residente su un server web. Se non avete uno spazio web vostro, <strong>potete fare affidamento ad uno dei tanti servizi di image hosting</strong>, uno fra tutti <a href="http://imageshack.us/">imageshack</a>, ma essendo foto spesso personali, abbiate l&#8217;accortezza di cancellarle dopo aver eseguito le operazioni (nel caso di imageshack dovrete essere registrati per poter cancellare le immagini che avete precedentemente caricato).</p>
<h5>Procedura 2 per creare una icona associata ad un contatto</h5>
<p>Ma la soluzione migliore, secondo me, è quela offerta da <a href="http://madebysquad.com/">MadeBySquad</a> con il suo <a href="http://madebysquad.com/iphone-photo-dial/"><strong>iPhone-Photo-Dial</strong></a> che offre la possibilità di <strong>avere una pagina web (visibile, però, solo da Safari Mobile) con 3 tre campi per inserire, rispettivamente, numero di telefono, nome dell&#8217;icona e url del percorso dove è possibile trovare una icona PNG 60&#215;60 pixel da 72 dpi</strong>.</p>
<p>Ecco la procedura visuale di quando si usa: <a href="http://madebysquad.com/iphone-photo-dial/">iPhone-Photo-Dial</a>.</p>
<p>Collegarsi al sito &#8220;http://madebysquad.com/iphone-photo-dial/&#8221; ed inserire nei tre campi, nell&#8217;ordine, il numero di telefono, il nome da assegnare all&#8217;icona (che di solito dovrebbe coincidere col nome del contatto) e la url del percorso dove è stata caricata l&#8217;icona (di default ne viene proposta una standard, ma vi consiglio di creare una immagine PNG 60&#215;60 pixel da 72 dpi con la foto del contatto).</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1980_iphone_photo_dial_1.jpg' alt='iPhone Photo Dial - 1' /></div>
<p>Dopo aver cliccato sul tasto &#8220;<strong>Create Photo Dial Icon</strong>&#8221; verrà mostrato un messaggio popup con la procedura da seguire per installare l&#8217;icona sulla SpringBoard dell&#8217;iPhone:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1980_iphone_photo_dial_2.jpg' alt='iPhone Photo Dial - 2' /></div>
<p>Dopo qualche istante <strong>verrà caricata questa pagina con una immagine cliccabile</strong>:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1980_iphone_photo_dial_3.jpg' alt='iPhone Photo Dial - 3' /></div>
<p>Se si fa tap sulla immagine <strong>verrà chiesta all&#8217;utente, per ragioni di sicurezza, la conferma prima di iniziare una chiamata</strong>:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1980_iphone_photo_dial_4.jpg' alt='iPhone Photo Dial - 4' /></div>
<p>Ora è venuto il momento di salvare l&#8217;icona del contatto sulla SpringBoard. <strong>Basterà premere il tasto +</strong> (presente in basso su Safari Mobile)</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1980_iphone_photo_dial_5.jpg' alt='iPhone Photo Dial - 5' /></div>
<p>e cliccare sul tasto &#8220;<strong>Aggiungi a Home</strong>&#8221;</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1980_iphone_photo_dial_6.jpg' alt='iPhone Photo Dial - 6' /></div>
<p>Dopo aver cliccato su &#8220;Aggiungi&#8221;, <strong>l&#8217;icona del nostro contatto verrà caricata sulla SpringBoard</strong>!</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1980_iphone_photo_dial_7.jpg' alt='iPhone Photo Dial - 7' /></div>
<h5>Considerazioni finali</h5>
<p>Inizialmente, potrete pensare che <strong>il messaggio popup che vi chiede conferma per la chiamata al numero di telefono, sia una cosa fastidiosa</strong>. In realtà, credo che a lungo andare, possa invece risultare molto utile quando <strong>capiterà di toccare per errore l&#8217;icona dei contatti e iniziare una chiamata per errore</strong>. Un&#8217;altra cosa fastidiosa, piuttosto, è che <strong>ad ogni chiamata viene aperto sempre Safari Mobile e al termine della chiamata rimane aperto, costringendovi a richiuderlo col tasto Home</strong>, ma questo credo che non si possa eliminare ed <strong>è parte integrante dell&#8217;hack del riconoscimento del numero telefonico da parte del browser</strong> (credo che analogamente accade per le applicazioni per App Store).</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p1980_iphone_hack_calling_1.jpg' alt='iPhone Hack Calling - 1' /></div>
<p>In definitiva, <strong>queste procedure manuali funzionano allo stesso identico modo degli applicativi venduti su App Store, anche se alcuni di questi semplificano nettamente la gestione della importazione delle fotografie, che avviene del tutto automaticamente</strong>. Per cui <strong>se siete inesperti potete benissimo provare a comprare una delle tre applicazioni sopra riportate</strong> (o aspettare che ne esca una gratuita), altrimenti, se avete un minimo di dimestichezza col web, potete provare la procedura da me suggerita e vedrete che non rimarrete delusi!
<p class="akst_link"><a href="http://www.levysoft.it/?p=1980&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_1980" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a></p>
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