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Riflessioni sulla innovazione tecnologica e la convergenza mediale

Cosa rende un prodotto tecnologico maggiormente appettibile rispetto ad un altro? Non è facile rispondere alla domanda, perchè il risultato dell’equazione altro non è che un mix tra la possibilità di offrire maggiori caratteristiche rispetto ad un altro prodotto, a come questo si presenta al pubblico in modo da risultare più trendy e di tendenza. Al giorno d’oggi l’innovazione tecnologica è in grado di regalarci nuove possibilità e la sfida, ora, non è più quello di offrire di più a meno, ma è quella di offrire meno a più, ma includendovi, anche, una esperienza d’uso maggiore rispetto al passato. Mi spiego meglio: grazie alla evoluzione della tecnologia è facile, oramai, veicolare a costi sempre più ridotti più servizi su una stessa infrastruttura. E’ in questo caso che si parla della famosa “convergenza” che, inesorabilmente, porta all’equazione più servizi e prodotti a prezzi ridotti. Basti pensare a tutte le offerte “triple” e “quad-play”, IPTV compresa, in grado di attuare la convergenza voce-internet, vale a dire l’offerta congiunta di voce, dati, video e telefonia mobile in un solo servizio (gli analisti tendono a chiamarla anche “convergenza multimediale su IP“) Qualcosa che fino a qualche anno fa era impensabile! Lo stesso si può dire per il digitale terrestre (DTT) che, all’insegna della convergenza fra tlc, multimedia e broadcasting, è in grado di contenere i costi, aumentare i servizi e garantire elevate performance (almeno teoricamente).

La visione di Negroponte

Il primo grande teorico che per primo affrontò il tema della convergenza nell’ambito della multimedialità (era il lontano 1979), è stato Nicholas Negroponte che dettò le 5 Leggi fondamentali che regolano la convergenza, vista come mix tra telecomunicazioni, informatica e media sulla base della tecnologia digitale:

  1. tutte le informazioni possono essere convertite in forma digitale e soggette alla convergenza
  2. la convergenza è la base della multimedialità ed elimina la distinzione fra i mezzi di comunicazione
  3. la natura stessa della convergenza rende obsoleta in partenza l’imposizione di qualsiasi regola artificiale
  4. la convergenza ha le sue proprie regole naturali
  5. la convergenza è indipendente dai confini dello Stato.
La trasformazione del consumatore

Ma quello che non tutti sanno è che a favorire la cultura convergente è stata fondamentale la trasformazione che ha vissuto, e sta tuttora vivendo, la
figura del consumatore. Infatti, esso non è più visto come uno spettatore passivo ma è uno strumento attivo, critico ed estremamente sociale, sempre alla ricerca di modi nuovi per interagire e disposto anche a migrare su un nuovo media pur di ottenere ciò che cerca. Queste sue nuove proprietà hanno permesso il successo di siti come Facebook, Twitter e Flickr, ma hanno anche mutato il rapporto che l’uomo ha con la tecnologia.

La fusione tra il vecchio e il nuovo

Un altro aspetto molto importante della convergenza mediale, è stato che il lungo processo che ha portato a questo nuovo status della tecnologia, non ha precluso i vecchi media, ma li ha semplicemente fusi insieme ai nuovi, in modo da creare un nuovo flusso informativo in grado di creare contenuti transmediali innovativi. In definitiva, non esiste più il concetto di media associato ad una sola ed esclusiva funzione (la televisione, la radio, il telefono sono strumenti con un solo scopo unidirezionale) ma esiste un unico grande flusso informativo e mediatico in grado di svolgere più funzioni contemporaneamente. Pensate ad esempio quando volete chiamare un amico: per farlo potere usare il caro vecchio telefono su doppino telefonico, oppure il vostro cellulare su rete GSM/EDGE/UMTS, oppure dalla vostra linea digitale con il vostro telefono VOIP, o magari con Skype. Ma questi stessi strumenti possono effettuare, oltre alla telefonate, anche decine di altre funzionalità: pensate ad un telefono come l’iPhone.

Lo stesso Nicholas Negroponte, nel suo bestseller del 1990 “Essere digitali”, tracciava una netta distinzione tra “i vecchi media passivi” e “i nuovi media interattivi”, prevedendo che a breve queste due tipologie si sarebbero separate nettamente. Evidentemente nulla lasciava presagire, invece, nemmeno ad un visionario come Negroponte (ricordiamo che è stato uno sostenitore dell’ambizioso progetto umanitario OLPC – One Laptop per Child), che si sarebbero fusi insieme!

I vantaggi per il consumatore e per l’industria

Tutto questo, ovviamente, se a prima vista è un innegabile vantaggio per il consumatore finale, lo è sicuramente meno per tutto il comparto dell’offerta che vedrà, all’improvviso, il suo potenziale valore nettamente diminuito. Ma il trucco sta nell’offrire di più, facendolo pagare di meno in modo da assicurarsi una maggiore fetta di mercato in modo che il maggior numero di clienti possa riequilibrare le perdite che se si fosse adattato il vecchio metodo di proporre servizi e tecnologie diverse e separate.
E il vantaggio è sotto gli occhi di tutti: prestazioni migliori, costi decrescenti e una percezione di maggiore valore in un prodotto/servizio derivante dall’aggregazione più valori.

L’offerta sul mercato di tutto questo valore aggiunto è frutto della innovazione tecnologica e della convergenza mediale e, nonostante lo stiamo continuamente vivendo, è un fenomeno invisibile a più, ma che procede inesorabile verso mete di integrazione ancora difficili da immaginare.