Curiosità di una Apple eccessivamente meticolosa
Sapevate che negli Apple Premium Reseller (o APR) e nei vari Apple Shop vige il divieto di introdurre PC in vista nel punto vendita? In effetti, il principio è valido: siccome Apple vende prodotti come iMac e Macbook, sarebbe assurdo vedere un PC desktop magari assemblato per gestire la contabilità, anche se vi fosse installato sopra una distribuzione Ubuntu. Non parliamo poi se vi fosse installato Windows Vista Premium Edition! Non è una cosa strana, ma francamente non avevo mai immaginato che potesse esistere un divieto simile. La cosa buffa, però, è che per permettere la commercializzazione degli iPhone anche agli APR, si è arrivati ad un accordo con il gestore TIM che permette di portare nei negozi un software per la gestione delle registrazioni che si basa esclusivamente su piattaforma Windows! Ovviamente, per non venire contro al divieto, il software di gestione deve essere installato su un virtualizzatore come Vmware Fusion o Parallels, oppure direttamente su Boot Camp, in modo da non contravvenire al divieto di introdurre PC in vista nel punto vendita.
L’eccessiva meticolosità del Supporto Apple
Un’altra curiosità della Apple risiede in questa pagina di supporto alla iTunes Card che evidenzia con quanta cura maniacale mettano nei dettagli anche nella soluzione dei problemi più comuni, come, per esempio, il fatto che iTunes possa dare un messaggio di codice “non valido” in seguito all’immissione del codice alfanumerico della propria iTunes Card.

Ebbene, il Supporto Apple dopo aver scritto di assicurarsi di aver inserito il codice esattamente come appare sulla Card, ricorda di leggere attentamente il codice, poiché alcune lettere e numeri possono sembrare molto simili, e, inaspettatamente, enuncia tutti i casi di similitudine:
Le lettere e i numeri che seguono possono sembrare molto simili:
la lettera A e la lettera H
la lettera B e il numero 8
la lettera D e il numero 0
la lettera E e il numero 3
la lettera G e il numero 6
la lettera H e la lettera W
la lettera J e il numero 1
la lettera M e la lettera N
la lettera O e il numero 0
la lettera P e la lettera F
la lettera Q e la lettera O
la lettera Q e il numero 0
la lettera S e il numero 5
la lettera S e il numero 8
la lettera V e la lettera U
la lettera Z e il numero 2
Devo dire che è la prima volta che trovo una simile perizia e accuratezza, forse, per certi aspetti, anche eccessiva. La cosa più strana, però, sta in questa pagina di Supporto ai Song Code (codice per scaricare brani gratuitamente), dove, con la stessa precisione, si elencano le lettere e i numeri che possono creare ambiguità, ma, questa volta, sono in numero assai minore: 8 contro i precedenti 16!
Le lettere e i numeri che seguono possono sembrare molto simili:
la lettera B e il numero 8
la lettera G e il numero 6
la lettera V e la lettera U
la lettera Q e la lettera O
la lettera Q e il numero 0
la lettera Z e il numero 2
la lettera S e il numero 5
la lettera P e la lettera F
Che sia perché il codice prevede un numero minore di lettere o perché il font utilizzato è più chiaro e leggibile del precedente e si creano, quindi, meno ambiguità? Oppure, semplicemente, si tratta di un banale errore proprio laddove si cercava una meticolosità troppo esaustiva?
Comunque ben vengano queste iniziative, poiché non credo che i gestori telefonici che vendono ricariche telefoniche con le carte prepagate sono altrettanto scrupolosi nell’assistenza al cliente.






Beh il divieto d’uso di pc dentro i punti vendita Apple mi sembra basilare. Tutti puntano a far vedere come sia funzionale il proprio prodotto. Non credo neanche sia l’unica azienda ad avere una politica simile…
Ciao,
Emanuele
9 dicembre 2008 alle 16:34 | Rispondi a Emanuele
si ok.. ma sta di fatto che se entro in un Apple store c’è sempre un paio di MacBook pro con l home di Xp …. quindi … secondo me un po un contro senso!!
11 dicembre 2008 alle 18:29 | Rispondi a vito
@vito: beh non credo all’Apple Store proprio… ma all’Apple Shop o Apple Premium Reseller… diciamo che è un compromesso derivato dal fatto che la TIM non usa Mac! Credo che in America, dove questo divieto è nato, non ci sia questa situazione ambigua… insomma forse è una cosa, al solito, tutta italiana!
11 dicembre 2008 alle 21:20 | Rispondi a Antonio Troise
@vito: non dire cavolate!!!
3 settembre 2011 alle 17:36 | Rispondi a Vito scemo