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Mastor: il traduttore simultaneo che non fa la traduzione letterale delle parole ma comprende il concetto della frase

I ricercatori di IBM sono impegnati nello sviluppo di un software che potrebbe permettere a due persone che parlano lingue diverse di comunicare tra loro con l’ausilio di dispositivi portatili con funzionalità vocale. Il nome in codice del progetto è Mastor (Multilingual Automatic Speech-to speech Translator) ed è stato sviluppato dal Watson Research dell’IBM per PC e Palmari.
Il funzionamento del nuovo software, si articola in tre momenti successivi:

  1. Mastor memorizza una frase pronunciata da uno degli interlocutori e la converte in testo scritto;
  2. quindi esegue una traduzione di tale frase nella lingua del secondo interlocutore;
  3. infine riferisce la frase tradotta attraverso un sintetizzatore vocale.

A dirigere il progetto è Yuqing Gao in una intervista ha affermato che il Mastor traduce in simultanea conversazioni libere. A differenza di altri prodotti simili, non richiede, però, l’uso di frasi già memorizzate e non deve identificare ogni parola pronunciata, ma è in grado di comprendere il “concetto”. La traduzione del Mastor, infatti, si basa sull’analisi statistica del linguaggio: il traduttore automatico scompone la frase d’origine in un set di idee concettuali e ripropone gli stessi concetti nella lingua richiesta.

Se, per esempio, tale frase esprime una richiesta di aiuto di carattere medico, essa sarà tradotta sempre con un’unica frase predefinita che ne conservi il significato, senza ricorrere ad una traduzione letterale delle singole parole che la compongono. In tal modo, si potrà evitare l’utilizzo di corposi database, necessari per la traduzione, e rendere più agevole l’introduzione della nuova tecnologia IBM in dispositivi di ridotte dimensioni.

Tra le sue caratteristiche, abbiamo anche una notevole riduzione degli errori legati a differenze di accento, utilizzo di espressioni dialettali e interiezioni, e di diverse tonalità di voce.

Attualmente sono in fase di sviluppo i traduttori inglese-arabo standard, inglese-arabo iracheno e inglese-cinese: sembra, infatti, che il direttore del progetto Yuqing Gao abbia dichiarato che le lingue europee siano una sfida troppe semplice per loro! Io invece credo che quello delle lingue arabe e orientali sia un terreno fertile e molto remunerativo per via delle situazioni socio-politiche in cui versano gli Stati Uniti, il principale acquirente dell’IBM.
Infatti, anche se l’IBM ha precisato che la tecnologia Mastor è ancora in fase di sviluppo e che è ancora troppo presto per prevedere quando tale tecnologia potrà essere inclusa nei primi dispositivi hardware, nel frattempo, ha donato 1.000 dispositivi e 10.000 copie del software alle forze statunitensi in Iraq.

Qui potete trovare una dimostrazione video.