La vacuità del termine web 2.0: basta un fumetto a forma di lampo e lo stato di beta per definire un sito all’avanguardia?

Ecco un interessante punto di vista di Marco Camisani Calzolari sul Web 2.0 che ho letto su Sole 24 ore Nòva sulla vacuità del termine web 2.0:

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In poco tempo il suffisso «duepuntozero» è stato aggiunto a tutto ed è diventato rappresentativo del “nuovo” in senso più ampio e soprattutto molto modaiolo.

Tanto geniale quanto semplice; è arrivato quando c’era bisogno di aria nuova. Dopo cinque lunghi anni di purgatorio post new economy si è candidato come pietra filosofale. Basta aggiungere 2.0 e anche il più statico e inusabile dei siti diventa innovativo. Se poi si dichiara, in un fumetto a forma di lampo, anche lo stato di «beta», ovvero non ancora rilasciato definitivamente, si può anche contare sull’attenzione dei media. Un turbinio che sta rendendo quel termine stucchevole e lo sta privando dei suoi veri significati, peraltro già in origine poco afferrabili intuitivamente. Un mondo complesso, ma troppo spesso definito con quella semplicità che se da una parte fa bene al settore, dall’altra rischia di ricreare le condizioni che hanno permesso la bolla del 2001.
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Un Commento to “La vacuità del termine web 2.0: basta un fumetto a forma di lampo e lo stato di beta per definire un sito all’avanguardia?”

  1. 1
    Gianmario ha detto

    Son piuttosto d’accordo su quanto dice Marco Camisani Calzolari, stiamo arrivando al ridicolo, basta una spruzzatina di AJAX qua e qualche iconcina “traslucida” ed ecco a voi il grande sito web 2.0. Certo si deve avere un termine utilizzabile per potersi capire quando si parla di un qualcosa, ma qua c’e’ l’utilizzo smodato e insensato del termine web 2.0. Io sono piu’ propenso ad “affibbiare” questa etichetta a dei servizi che davvero favoriscano un nuovo modo di interagire degli utenti di internet con gli altri utenti e col media stesso. Non che prima non fosse possibile.

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