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Dal 2004 il blog di Antonio Troise

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set 12 2007

Ologrammi e giochi di specchio: dai Gorillaz a Kate Moss la tecnica di proiezione 3D si sta sempre più affinando sino ad arrivare all’incredibile Siggraph 2007

Posted by Antonio Troise
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Vi ricordate nel primo episodio di Star Wars quando il simpatico robottino C1P8 proietta l’ologramma della principessa Leila che chiede aiuto? Oppure ricordate lo scorso 4 novembre del 2005, durante gli MTV European Awards tenutisi a Lisbona, quando i Gorillaz hanno presentato una performance live molto particolare: due componenti del gruppo, 2D e Murdoc si sono esibiti sul palco suonando strumenti virtuali mentre … anche loro erano virtuali!

O ancora, più recentemente, quando, durante la sfilata di Alexander McQueen, sulla passerella è apparsa, a mo’ di ologramma, ma con una definizione senza eguali, la figura di Kate Moss. A realizzare questa sequenza olografica è stata la GlassWorks e qui potrete trovare alcune informazioni del progetto.

Ebbene questi sono solo qualche esempio di come la tecniche di proiezione 3D si stanno diffondendo nel mondo dello spettacolo. In particolare, le ultime due tecniche di proiezione, non sono veri e propri ologrammi, bensì usano una tecnica chiamata “Fantasma di Pepper“, tecnica che risale al periodo vittoriano e sfrutta un sistema di specchi e lenti per proiettare una immagine simile ad un fantasma.

Ebbene tutti questi metodi proiezioni saranno superati se messi a confronto con quello che si è ottenuto dalle ricerche compiute nei laboratori di ICT Graphics Lab, che hanno messo a punto il Siggraph 2007, uno schermo 3D olografico capace di riprodurre immagini visualizzabili da qualsiasi posizione intorno allo schermo stesso.

Sostanzialmente l’apparecchio è costituito da una serie di specchi con diffusori olografici che riflettono immagini prodotte da un videoproiettore ad altissima frequenza, in grado di rappresentare fino a 5000 immagini al secondo con una visuale di 1,25 gradi ciascuna e per 20 aggiornamenti al secondo. In questo modo si ottiene un’immagine a tre dimensioni. La fonte delle immagini è un segnale video DVI.

Insomma pensate se un giorno potessimo avere, accanto al nostro PC, un monitor 3D di questo genere, con cui poter vedere, in 3D, il volto della persona cui, magari, stiamo chattando!

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Tag:3d, gorillaz, kate-moss, ologramma, principessa_leila, specchi, star_wars

Comments (11)

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  1. Multimedia Player
    12 settembre 2007

    Ti faccio i miei complimenti per l’articolo, veramente ben fatto, e colgo l’occasione per dirti che seguo il tuo blog, proprio perchè si imparano sempre tecniche ed argomenti nuovi, che colgono in pieno i miei interessi.

    Tornando all’articolo, se ho capito bene, sia nell’ologramma di Kate Moss che per lo spettacolo dei Gorillaz si è usato sempre un proiettore ed uno specchio rotante? non ho capito questo, perchè la luce in qualche modo deve essere riflessa da qualcosa per poter essere vista dai nostri occhi…

  2. Antonio Troise
    12 settembre 2007

    @Multimedia Player: Innanzitutto grazie per i complimenti! :)
    Per quanto riguarda l’articolo, si entrambe le proiezioni sono frutto della stessa tecnica, più o meno sofisticata, che si basa sempre su degli specchi e lenti.

    In particolare, nel video di Kate Moss si vede una piramide come conferma anche la Glassworks:

    In this case four hidden projection screens were arranged to reflect from the faces of the pyramid, creating an optical illusion of a holographic display.

    Per quello dei Gorillaz si parla di:

    It is digital animation projected on special transparent foil in a way that appears holographic. [...] It is a “smoke and mirrors” illusion.

    Maggiori dettagli non vengono dati, probabilmente perché le società che producono questi effetti video, li terranno segreti!

  3. Juspolo
    12 settembre 2007

    Bell’articolo :)
    ma l’ultima tecnica mi sembra un po pericolosina : \
    non so voi ma io non vorrei mai provare a toccare quell’ologramma :P

  4. Antonio Troise
    13 settembre 2007

    @Juspolo: non capisco perché temi per la tua incolumità … è solo luce riflessa in maniera opportuna… un pò come quando ti guardi allo specchio… :)

  5. Peppozzobacarozzo
    13 settembre 2007

    magari, dato che lo specchio è rotante, tenderebbe vagamente a frullarti le falangi…

  6. Antonio Troise
    13 settembre 2007

    Eheh spero che vi sia una qualche forma di protezione… ma in effetti un remoto rischio esisterebbe :)

  7. Juspolo
    20 settembre 2007

    @antonio: si è spiegato tutto da solo :P

  8. Pingback: Il Mostro di Loch Ness arriva a Tokio 31 gennaio 2008

    [...] blog di Levysoft, tempo addietro, è stata affrontato l’argomento degli ologrammi 3D  realizzati partendo dall’utilizzo della tecnica di base conosciuta con il nome [...]

  9. luca
    21 maggio 2008

    salve ragazzi una cosa volovo chidervi ma sta macchina per fare gli ologrammi e in commercio..”?? quanto costa? mandate un imail a luca.dibattista@tiscali.it

  10. Soyer
    2 novembre 2010

    @Antonio Troise: scusa quella citazione della Glassworks su Kate Moss(In this case four hidden projection screens were arranged to reflect from the faces of the pyramid, creating an optical illusion of a holographic display. ) ti ricordi da dove l’hai presa? mi serve per la tesi

  11. Antonio Troise
    2 novembre 2010

    @Soyer: Precisamente no… era sul loro sito, ma risale al 2007 e magari nel frattempo hanno cambiato o cancellato qualcosa.. mi spiace

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