Cosa significa Killer Application?
La locuzione inglese Killer Application, spesso utilizzata nel gergo dell’informatica, dell’elettronica, dei videogiochi e in altri settori, significa letteralmente applicazione assassina, ma viene intesa nel senso metaforico di applicazione decisiva, vincente. Essa si riferisce a un prodotto di successo costruito su una determinata tecnologia, grazie al quale la tecnologia stessa penetra nel mercato, imponendosi rispetto alle tecnologie concorrenti e aprendo la strada alla commercializzazione di altre applicazioni secondarie. Uno dei contesti in cui questa espressione viene usata più frequentemente è quello delle console per videogiochi; in questo caso la killer application (o killer game) è un gioco di grande successo, disponibile in esclusiva su una certa console, e che quindi contribuisce al successo della console stessa rispetto alle concorrenti.
Più in generale, però, per applicazione killer si intende qualcosa che “si afferma in modo pervasivo e irresistibile distruggendo rapidamente i prodotti e servizi già affermati con i quali entra in concorrenza”.
Nel corso del progresso tecnologico sono accadute, talvolta, cose del genere.
Circa cent’anni fa si è messo in moto un prodotto “assassino”, l’automobile, che in una parte del mondo ha sostituito cavalli, asini, muli, buoi, cammelli ed elefanti come mezzo di trasporto. Gli animali non si sono estinti: si continuano a usare i cavalli per divertimento, sport, spettacolo e business (ippodromi e scommesse), si continuano ad allevare bovini – e se una specie è minacciata di estinzione si cerca di proteggerla. Ma nell’area “mezzi di trasporto” (e nei paesi più industrializzati) l’assassinio c’è stato.
Nella maggior parte dei casi, però, finora le nuove tecnologie si sono aggiunte alle vecchie senza sopprimerle. La stampa è cambiata ma non è stata eliminata dalla radio, né dalla televisione. La riproduzione della musica non ha provocato la chiusura delle sale da concerto o dei teatri d’opera.






Per rimanere all’ultimissima parte del tuo post, c’e’ da dire che pochi prodotti creati per essere dei sostituti di qualcosa, poi ce l’hanno fatta. Uno dei casi che piu’ mi torna in testa e’ l’ebook, accolto da alcuni come se fosse il sostituto del libro ma ancora fermo in una dimensione molto piu’ limitata. Avere un manuale HTML in formato ebook non e’ comodo come avere un manuale in carta da consultare. Figuriamo leggere un romanzo. Penso che in quetso caso la presenza dei fogli e’ insostituibile, al massimo eliminiamo la carta, ma il formato con dei fogli tutti ugualmente coperti da lettere e’ piu’ funzionale.
Ok finisco qua il commento
30 luglio 2007 alle 16:01 | Rispondi a Gianmario
@Gianmario: hai ragione! Io ho provato a leggere degli ebook sul mio palmare, ma, nonostante i primi entusiasmi, ho trovato inevitabilmente scomodo questa forma di lettura. Ciò non toglie che la lettura elettronica sia comoda, soprattutto per appunti e citazioni.
Ho il dubbio, però, che a noi risulti più ostico fruire dei nuovi mezzi di lettura elettronica, per il semplice fatto che fin da piccoli siamo stati abituati a sfogliare fogli di carta. Fortuna che hanno inventato l’e-ink!
31 luglio 2007 alle 09:09 | Rispondi a Antonio Troise
Sempre in merito all’ultima parte del post, ci sono diverse teorie dei media che affermano appunto che l’introduzione di un nuovo media (ad esempio Internet) non porta alla scomparsa di quelli precedenti, bensì ad una loro trasformazione. Un pò come avviene in un ecosistema, che si regge su un equilibrio instabile: quando viene perturbato, l’ecosistema cerca un punto di equilibrio, diverso dal precedente. Mi pare che questa analogia calzi a pennelli nel caso dei media.
31 luglio 2007 alle 09:10 | Rispondi a Pietro
@Pietro: interessante questa teoria del punto di equilibrio sui media. Ora provo a cercare maggiori informazioni. Grazie per il tuo contributo!
31 luglio 2007 alle 09:35 | Rispondi a Antonio Troise
Si mi son messo anche io il dubbio che la poca voglia di abbandonare i libri dipenda dal fatto che fin da piccoli li abbiamo usati. Pero’ c’e’ da dire che trovo utile una enciclopedia multimediale veramente completa (se ci fosse) oppure un vocabolario su un palmare, mentre non trovo molto utile il romanzo ebook, che non posso sbatacchiare senza preoccupazioni dove mi pare o portare al mare o altro. Preferirei dei fogli in materiale plastico o altro ancora, non sono un affezionato all’”odore della carta” insomma.
Piccoli documenti in pdf per esempio, invece li trovo molto utili, soprattutto per la diffusione di brevi articoli per il web.
1 agosto 2007 alle 16:45 | Rispondi a Gianmario
Eheh l’odore di un libro nuovo… a chi non piace! In alternativa, trovo anche molto comodi gli audiolibri… li metti su un comune lettore mp3, cellulare o stereo della macchina e puoi ascoltare decine di libri. Peccato che in Italia non siano diffusi come in America… certo non è mai come un libro … ma li trovo comodi soprattutto dove non puoi leggere ma puoi tenere un auricolare all’orecchio per ascoltare.
1 agosto 2007 alle 21:51 | Rispondi a Antonio Troise