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Italia.it: un paese di qualità

Tra ieri e oggi ho letto numerosi post sul nuovo portale Italia.it: devo dire che i commenti non sono stati dei più entusiasti per alcune ragioni che io condivido pienamente. Quella più grave è il costo di investimento per realizzare Italia.it: ben 45 MILIONI DI EURO! In particolare, leggo da ttgitalia, 21 milioni sono andati alle regioni per riempirlo di contenuti, 4 per contenuti centralizzati, 7,8 milioni per la piattaforma creata da Ibm (di cui 100.000 solo per il logo a quanto pare) e da altri soggetti tecnologici, mentre i restanti 12,2 milioni di euro, rimangono in cassa pronti a esser spesi per chiudere questo cantiere (previsto entro l’anno) e per promuoverlo sulla rete. Attualmente il portale è in quattro lingue ma a breve sarà in otto.

Le opinioni della blogosfera non sono per nulla lusinghiere e la bocciatura è totale: con una spesa del genere ci si aspettava almeno un sito che rispettasse alcune regole base.

Il bello è che Youtube è stato fondato con una spesa di investimento iniziale di soli 9 milioni di euro circa: pensate cosa avrebbero potuto fare Chad e Steve con ben 40 milioni!

Io l’ho testato pochi minuti ieri ma oggi verso le 13.30, il sito non era raggiungibile o se lo era, risultava essere estremamente lento. Andiamo bene! 45 milioni di euro e non hanno comprato neanche un server con sufficiente banda (pare inoltre che il sito risieda su dei server americani)!
Personalmente l’ho trovato poco compatibile con Firefox, molto confuso, troppo flash e video che rallentavano la navigazione (abituato con wordpress) e la scelta delle lingue non portava al risultato sperato.

Tutti d’accordo sull’inutile lentezza e lunghezza all’accesso al portale ufficiale del turismo italiano. Per esempio, Valdemarin ci dice che: “il sito ha una intro in flash di 15 secondi. Proprio quello che ci voleva. Superata la intro c’è un video. Superato il quale c’è un’animazione in Flash. Superata la quale si arriva alla home page. Per il resto, data una prima occhiata piuttosto superficiale, mi sembra un portale top-down con niente di niente di speciale”.

Qix.it, per esempio, fa notare che il posizionamento sui motori di ricerca sarà inficiato dall’uso troppo abbondandante di Flash e Video, senza molto testo intelligibile a corredo; inoltre URL molto lunghe (come questa) diminuiscono ulteriormente, se possibile, le speranze di un buon posizionamento e non sono per niente user friendly (provate a copiarla e mandarla per email ad un amico).

Di tutta risposta Napolux fa notare che vi sono “immagini sgranate e di bassa qualità nei file flash, mod_rewrite non sanno nemmeno cos’è, neanche uno straccio di feed RSS (non eravamo nell’era 2.0?)”.

Anche dal punto di vista dell’Accessibilità non ci siamo e non è conforme ai requisiti di legge (vedi Legge Stanca), è vulnerabile ad attacchi di tipo XSS, e anche la semplice la pagina del Chi siamo, contiene un ampio numero di errori grafici, dovuti ad un problema di font.

Intanto Kromeblog ci segnala l’apertura del primo portale alternativo ad italia.it dove, al momento, si stanno raccogliendo tutti i post di critica trovati sulla blogosfera.

Fortuna che Rutelli ha ammesso che quanto è ora online non è un traguardo: “Possiamo migliorare molto, abbiamo tanto da fare…

Speriamo che il mondo non ci giudichi dal nostro bel portale!

UPDATE: Oltre a segnalare la nascita di un altro blog nato per parlare del webmostro italico e promuovere anche una petizione contro italia.it, voglio anche dare spazio ad un commento di SkyTG24 che sul suo blog si sfoga in un modo che penso sia di molti:

Non ho davvero voglia di entrare nel merito del portale Italia.it e dei suoi 40+ milioni di euro di budget.
Non ne ho voglia perché una qualsiasi persona dotata di buon senso, che lavora onestamente sull’online e che ogni giorno sputa sangue sul web, in un paese ancora arretrato come l’Italia davvero non può prenderle bene queste notizie.
Davvero non la prende bene quando entra con Firefox e vede tutto bianco come nell’immagine sopra.
Davvero non la prende bene a vedersi calare dall’alto un progetto miliardario nell’era dei contenuti prodotti dal basso.
Davvero non la prende bene a pensare che con 40 milioni di euro finanzi altro che 100 start up italiane.

UPDATE 2: Vorrei citare altri due articoli apparsi il 27 Febbraio, che reputo interessanti: uno lo propone Punto Informatico e l’altro Webnews.
Buona lettura

UPDATE 3: Date un’occhiata a questo nuovo wiki: RItaliaCamp. RItaliaCamp nasce dall’idea di Rifare il portale italia.it creando un’alternativa che offra un servizio migliore e maggiormente generato/gestito dagli stessi cittadini italiani; il tutto ad un costo irrisorio grazie alla potenza dei servizi e delle tecnologie esistenti sul Web.
RItaliaCamp si propone come un incontro di una giornata dove utenti e professionisti del Web si confrontino con l’obiettivo di concepire e strutturare una proposta alternativa che verrà poi realizzata dai volonterosi che si presteranno all’iniziativa.