Scenari di Futuracity – Schiavitù

Su Futuracity, all’editoriale della prima puntata:

L’umanità è schiava. Crede che la schiavitù sia quella di Spartacus, ma dalle catene di ferro ci si può liberare, da quelle invisibili del marketing scientifico e delle nostre follie è impossibile. Siamo schiavi delle nostre manie: collezionisti compulsivi, come dimostra l’esplosione del fenomeno e-bay, maniaci delle raccolte punti e delle gare a premi. Schiavi della bellezza: la nuova legge dell’avvenenza impone alle donne un modello standard, viso allungato, zigomi alti, occhioni grandi. Una bellezza omologata, schiava di Hollywood. Siamo schiavi persino dei nostri amici a quattro zampe. L’umanizzazione degli animali domestici è ormai completa: cani e gatti vanno dallo psicologo, hanno la beauty farm, prendono il taxi, e i giapponesi hanno perfino inventato il bow-lingual, il collare parlante che prova a tradurre le loro emozioni. Siamo schiavi del marketing che ci impone come votare, come vestirci, persino come giocare.

Oggi e sempre di più nel futuro i giocattoli saranno ideati e prodotti secondo logiche di mercato. Dimmi a cosa giochi e ti dirò chi sei. Gioca il bambino e gioca l’adulto, e poi ci sono anche i giochi che fanno crescere, come quelli di costruzione (Meccano, Lego, etc.). Giocare a costruire è una delle attività basilari di qualsiasi bambino, ma è anche vero il contrario: gli stessi giocattoli da costruzione formano e determinano una personalità specifica, trasformando i bambini in adulti.

Il marketing generazionale ci segue dai banchi delle elementari fino all’ospizio. Anche se c’è qualcuno che cerca di ribellarsi a questo Grande Fratello che ci guida nei nostri consumi: è la guerriglia marketing, un’ideologia anticonsumistica al servizio di un marchio. Il meccanismo fondamentale mira a dissipare la fiducia del consumatore nell’economia a vantaggio del marchio del committente.


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