Il Fenomeno Qwerty: il sistema vincente non sempre è il migliore

Vi siete mai chiesti perché le tastiere dei computer (e, prima di loro, delle macchine per scrivere), a parte alcuni dettagli, hanno tutte i caratteri disposti nello stesso modo? In teoria tale configurazione non dovrebbe essere arbitraria: infatti bisogna tener conto di quali sono i caratteri (e soprattutto i gruppi di caratteri) più frequentemente usati e disporli in modo tale da facilitarne la battitura. Tuttavia possiamo dire che la tastiera Qwerty (così chiamata dalle prime sei lettere della prima riga), oggi universalmente diffusa, non è in realtà la migliore configurazione possibile: infatti non ha alcuna basi scientifica, non aggiunge velocità alla scrittura nè efficienza!
Non solo, ma addirittura sappiamo che essa fu progettata (da Christopher Scholes nel 1873) col preciso scopo di rallentare
i dattilografi troppo veloci
(in quanto nelle macchine di allora se si batteva troppo velocemente i martelletti tendevano ad incastrarsi nella
piastrina). Perché allora essa si è diffusa fino a questo punto?
Semplicemente perché all’epoca la Remington Sewing Machine Company lanciò una produzione in grande stile di macchine per scrivere dotate di tastiera Qwerty, sicché moltissimi dattilografi vi si abituarono (alle scuole di dattilografia si insegnava a battere su queste) e per questo anche altre ditte concorrenti la adottarono, innescando così un feedback positivo che finì per condurre alla sua pressoché universale adozione che perdura tutt’oggi anche se non esiste più il problema dell’accavallamento dei martelletti.
Si tentò di cambiare la disposizione dei tasti, ma inutilmente, dato che nessuno lo volle (case produttrici, utenti…). Da qui nasce Il Fenomeno Qwerty: il sistema vincente non sempre è il migliore. Hanno ideato disposizioni ergonomiche che permettono una scrittura più veloce ma ormai questo standard è insito in noi… D’altro canto però se non vi fossero degli standard, il processo di evoluzione tecnologica rallenterebbe… Il mondo va così, il più forte (economicamente e/o politicamente) sopraffa gli altri, ma non è detto che il suo monopolio duri per sempre… Il primo prodotto disponibile di una tecnologia nuova, per quanto primitivo esso sia, tende ad imporsi.

Questo meccanismo (detto anche “a rendimenti crescenti” o “lockin”) in realtà è molto diffuso in economia, ma la sua esistenza è stata riconosciuta solo di recente (grazie, tra l’altro, all’opera di Brian Arthur, un economista legato al mitico Istituto di Santa Fe per lo studio dei sistemi complessi: vedi M. M. Waldrop, “Complessità”, Instar Libri) perché turbava la tradizionale e rassicurante visione del mercato come inevitabilmente propenso a selezionare le tecnologie migliori. Ma esso esiste anche in natura. La storia della tastiera Qwerty, per esempio, è stata raccontata (in “Bravo brontosauro”, Feltrinelli) da Stephen Jay Gould, il teorico dei
cosiddetti “equilibri punteggiati”, come un esempio della sua teoria per cui non sempre l’affermarsi di un determinato carattere implica necessariamente un migliore adattamento all’ambiente: a volte ciò può anche essere determinato da una prevalenza iniziale dovuta ad eventi casuali che poi le circostanze tendono ad amplificare.
Tutto ciò ci insegna due importanti lezioni. Primo: dimostra come anche nelle vicende umane possono avere un gran peso dinamiche autogenerate
indipendenti dai comportamenti dei singoli. Quando un sistema funziona male, eppure non si riesce a correggerlo, noi tendiamo sempre a pensare che sia per colpa di qualcuno. Spesso è così, ma a volte è solo un fenomeno di lockin. Secondo: poiché nei casi di tipo Qwerty una volta presa una strada è difficilissimo tornare indietro, l’unica soluzione è pensarci prima, quando le alternative sono ancora equivalenti.

Per finire vorrei citare la considerazione di un certo Papert che considerò il BASIC dannoso come l’effetto QWERTY: Il primo prodotto disponibile di una tecnologia nuova, per quanto primitivo esso sia, tende ad imporsi.
Il Basic nasce per esigenze che nulla hanno a che fare con l’apprendimento, la sua semplicità fu dettata da scelte tecnologiche che esprimevano scarse potenze elaborative. Il BASIC non è datto a formare utili procedure per apprendere, soprattutto per potenziare quella che è la capacità di risolvere problemi. Ma allora perché si continua ad insegnarlo nelle scuole?
Troppe volte ho letto in testi elementari che per risolvere i problemi si deve tracciare il diagramma di flusso. Il diagramma di flusso è però utile solo sviluppare una programmazione “lineare” non strutturata come lo era nel primo BASIC (linguaggio semplice nato per computer poco evoluti). Purtroppo il diagramma di flusso è solo uno dei modelli per descrivere l’algoritmo.

[Fonti: Trascritto da Andrea salomone@mediacomm.it; Triny; Graffinrete]


5 Commenti to “Il Fenomeno Qwerty: il sistema vincente non sempre è il migliore”

  1. 1
    maurizio ha detto

    bello :)
    molto ma molto interessante, questa proprio non la sapevo…

  2. 2
    riccardo ha detto

    Ero assolutamente convinto che avessero scelto la disposizione dei tasti per rendere più veloce la scrittura! Effettivamente certe sequenze funzionano bene. “ert” è in molte parole, ad esempio; “iop” sono spesso vicini.

  3. 3

    [...] In un post di qualche settimana fa, avevo espresso i miei dubbi, di certo non molto originali ma non per questo meno importanti, sul famoso software di telefonia Skype. Ero preoccupato per la segretezza del protocollo utilizzato per effettuare le telefonate, ed anche per la segretezza del software stesso, spesso accusato di eseguire operazioni «non del tutto chiare» sul computer di chi lo utilizzava. Mi preoccupava inoltre la posizione di lock-in che il software sta assumendo nel campo della telefonia over IP. Bene, i miei dubbi erano più che legittimi, visto quello che si è scoperto in questi giorni. [...]

  4. 4

    [...] In ogni caso la dsposizione QWERTY non è quella più adeguata anzi è stata progettata proprio per rallentare la velocità di battitura. Perchè allora utilizziamo questo sistema? La riposta è in questo articolo da cui cito il [...]

  5. 5
    PAsquale ha detto

    ARTICOLO STRUTTURATO PERFETTAMENTE, DAVVERO BELLO..COMPLIMENTI….VOTO DIECI!!!!:)

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