Ecco cosa fa Google con i nostri dati: creare un mondo utopico

Lo scopo di Google di creare una unica piattaforma di servizi online a cui accedere con la propria email google, ha lo scopo di raccogliere tutto lo scibile umano grazie ad una «fortezza» elettronica grande come due campi di calcio costruita nell’Oregon. Obiettivo: sconfiggere Yahoo e Microsoft.
E’ questo il nuovo e ambizioso progetto segreto che Google sta sviluppando in Oregon negli Usa, in una sua grande filiale costuita sulle sponde del fiume Columbia, dove gli scienziati del gruppo stanno costruendo questo supercalcolatore che potrebbe cambiare i destini della rete e del mondo.
Questo computer sarà così grande che permetterà ad ogni utente di non aver bisogno di un proprio personal computer, ma basterà collegarsi a questo grande processore per avere tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno. Infatti il supercomputer conterrà tutti i nostri dati e da ciò riuscirà a comprendere meglio quali sono gli scopi della nostra ricerca. La nuova connessione potrebbe avvenire su un piccolissimo ed estremamente economico apparecchio al quale potrebbe essere collegato sia il telefonino sia il televisore. Dunque un processore piccolo e senza fili, dal quale ci si collegherebbe al supercomputer e allo stesso tempo lo si potrebbe usare come telefono e come televisore.
Il supercomputer dovrebbe essere grande quanto due campi da calcio e dovrebbe contenere le informazioni di tutte le persone che usano la rete per svago ma anche per lavoro. Naturalmente i capi di Google hanno cercato di smentire la notizia di questo progetto definendo quest’idea come qualcosa di irrealizzabile. Eric Schmidt, capo esecutivo di Google, recentemente ha ribadito che per raggruppare tutte le informazioni sui cittadini e sul mondo qualsiasi azienda avrebbe bisogno di almeno 300 anni.
Ma queste dichiarazioni scettiche sono in contraddizione con ciò che sta accadendo nei territori dell’Oregon: qui sono stati raggruppati due grandissimi centri dati, migliaia di server di Google che cercheranno di raccogliere tutto lo scibile disponibile e immagazinarlo in un unico supercomputer. Se questo progetto si realizzasse ogni persona collegandosi al supercomputer potrebbe trovare qualsiasi informazioni sul supercomputer: ogni giornale, ogni libro ogni testo scolastico si potrebbe recuperare e scaricare.
Gli studenti di qualsiasi paese, essendo tutti collegati a Google, potrebbe studiare insieme partecipando ad un grande forum internazionale. Si realizzerebbe il sogno originario di Internet: una piattaforma democratica e accessibile a tutti dove è possibile trovare tutto ciò che si cerca. “Nel prossimo futuro io vedo una comunità globale che finalmente ha buttato giù tutte le frontiere – dice Urs Holzle, vicepresidente di Google – Tutti i confini, nazionali, ideologici e tecnologici saranno cancellati. Internet apporterà ulteriori cambiamenti favorevoli alla vita delle persone e al mondo”.

[via techtown]


4 Commenti to “Ecco cosa fa Google con i nostri dati: creare un mondo utopico”

  1. 1
    Tankmiche ha detto

    [..] grazie ad una «fortezza» elettronica grande come due campi di calcio costruita nell’Oregon [..]

    o.O

    [..] il supercomputer conterrà tutti i nostri dati [..]

    O.o

    [..] Obiettivo: sconfiggere Yahoo e Microsoft. [..]

    o.O

    Prima considerazione: mi torna in mente un articolo in cui si prendevano le distanze dalla politica di Google in rapida ascesa, che sembra avere dei tratti Microsot. Se davvero un fine di questo fantomatico progetto è quello di abbattere le altre due aziende, ciò non fa che aumentare le mie preoccupazioni.
    Si rischia davvero di passare dalla padella alla brace!

    Seconda considerazione: utopia (credo)(e spero).

    Ps: l’immagine di trencaspammers non si vede, ho dovuto splciare il sorgente e aprirla in un’altra finestra :-|

  2. 2
    Antonio Troise ha detto

    intendi sul mio sito che non si vede? Mi pare strano…usi firefox?

  3. 3
    Max ha detto

    Neanche Orwell in 1984 è riuscito a immaginare un mostro come quello che hai descritto tu.

    Stiamo pagando un prezzo altissimo alla tecnologia in termini di perdita progressiva della privacy. E’ un problema dilagante, e il progetto di cui parli mi sembra del tutto coerente con i tempi che stiamo vivendo. La cosa sorprendente in tutto questo è la generale ingenuità con cui il problema viene trattato (dovrei dire *non* viene trattato).

    Hitler per giustificare i pieni poteri assegnati alla Gestapo usava una formula molto semplice: “Chi non ha niente da nascondere non ha niente da temere”. Non molto tardi da oggi, progetti come quello che hai prospettato verranno realizzati usando più o meno gli stessi argomenti.

  4. 4
    Antonio ha detto

    Speriamo che rimangano solo ipotesi…anche se ho il sospetto che c’e’ qualcosa che ancora non vediamo…

Lascia un messaggio

Il tuo commento:


Chiudi
Invia e-mail