Deconstructing keyboard
Nessuno aveva ancora pensato alla cosiddetta destrutturazione. In pratica, fornire al cliente un pad e tasti separati che, facilmente assemblabili, possono dar vita a centinaia di combinazioni diverse di tastiera. Ci ha pensato Ergodex che ha spinto, oltre ogni immaginazione, la possibilità di personalizzare la tastiera con DX1 Input System.
La confezione include 25 tasti, personalizzabili con adesivi, e volendo un altro pacchetto da 25 da acquistare separatamente. Il pad misura 24,1 x 16,5 cm, quindi gli ingombri sono piuttosto limitati.
Il pad con connessione USB è costituito da un primo strato plastico asportabile – e lavabile – che permette il posizionamento dei tasti, dotati a loro volta di una piccola striscia adesiva. In questo modo si possono creare configurazioni di ogni genere, ovviamente in base alle proprie preferenze. Lo strato plastico integrato sul pad, invece, dispone di una griglia di sensori che reagiscono alla pressione e grazie al software in dotazione permettono di correlare ogni porzione della sua superficie (identificata da un tasto) con un comando specifico o una macro.
Si possono così creare macro per ogni tipo di applicazione o videogioco, oppure semplicemente disporre di funzioni specifiche, a portata di singolo tasto, per ogni suite utilizzata.
La confezione include 25 tasti, personalizzabili con adesivi, e volendo un altro pacchetto da 25 da acquistare separatamente. Il pad misura 24,1 x 16,5 cm, quindi gli ingombri sono piuttosto limitati.
Ergodex DX1 è compatibile con Windows 2000 e Windows XP, ma in futuro è previsto un driver anche per le piattaforme Mac e Linux. Il prezzo di commercializzazione è di circa 149 dollari; 49 dollari per il pacchetto con altri 25 tasti.
Fonte: Punto Informatico

molto carino.. ma per scrivere come si fa?
bisogna appicciare tutti i tasti?
8 aprile 2006 alle 20:15 | Rispondi a baldo
Hmm c’è uno strato adesivo su ogni tasto che fa si che si possa “appiccicare” un tasto e poi magari staccarlo per riposizionarlo da un’altra parte e così via finché non si ottiene la propria migliore configurazione.
9 aprile 2006 alle 19:12 | Rispondi a Antonio Troise