Dal cinema al DVD in soli 45 giorni

I colossi mondiali del mercato cinematografico hanno raggiunto un accordo storico: tutte le pellicole in uscita nelle sale, dopo un tempo brevissimo – 45 giorni – saranno disponibili, in contemporanea, sulla Rete o in dvd. In altre parole: Hollywood s’arrende, e scommette decisamente sul mondo dei new media.
Per comprendere la portata dell’intesa, basta vedere i giganti che l’hanno sottoscritta: Warner Bros, Universal, Sony, Paramount, Mgm, 20th Century Fox. Assente almeno per ora Disney, unico tra gli studios a non apporre la sua firma. Ma non è affatto detto che il suo “no” sia definitivo: secondo gli esperti, il suo “sì” potrebe arrivare nei prossimi giorni – o settimane.
Anche se le major rimangono comunque preoccupate dalla piaga della pirateria alla perdita di incassi nelle sale, ha prevalso un principio di realtà: il cinema al cinema langue, non cresce o cala, mentre la domanda di dvd e di fruizione via internet aumenta in modo esponenziale. E allora, invece di combattere contro i mulini a vento, forse è meglio farsene una ragione. E provare a cavalcare la tigre, regolamentando il settore. Un po’ come è avvenuto sul fronte musicale.
Finora gli studios avevano accettato di mettere a disposizione online solo un numero limitato di film e solo per noleggio, pagando circa cinque dollari. Adesso sarà invece possibile diventare proprietari dei film scaricati legalmente, anche se con una serie di limitazioni che mostrano come la diffidenza di Hollywood verso la vendite online continui.
I film scaricati sulla memoria del computer (circa 1 gigabyte di spazio), attraverso il sito Movielink di cui le major sono proprietarie congiunte, potranno essere copiati su dvd. Ma i dischetti, a causa di un codice di protezione voluto dagli studios, non potranno essere inseriti nei lettori dvd collegati alle tv. Potranno, insomma, essere visti solo sullo schermo del computer. Quanto ai costi, ufficialmente i film avranno lo stesso prezzo, online e nei negozi. Ma mentre i dvd sono venduti poi a prezzi ridottissimi dalle grandi catene, su internet non ci saranno sconti.
“Discriminazioni” anche sul piano dei contenuti. I titoli acquistati sulla Rete, infatti, non avranno gli extra, cioè i contenuti speciali che hanno contribuito a fare la fortuna del mercato dei dvd. Per scaricare i film online ci vorrà, anche nel caso di collegamenti superveloci, almeno un’ora di tempo. Ma i consumatori potranno cominciare a vedere il film sul computer pochi minuti dopo l’inizio del downloading (senza dover aspettare la conclusione della operazione). Sarà possibile trovare su internet anche film classici, a prezzi molto inferiori.
[via Repubblica.it]


3 Commenti to “Dal cinema al DVD in soli 45 giorni”

  1. 1
    LG ha detto

    L’intera questione di accordi che girano attorno a Movielink è interessante (c’e’ un modo per almeno vedere il sito?) ma come al solito le note stampa stuzzicano solo la curiosità, se non l’hai notato c’e’ un pezzo abbastanza interessante (e con altri link) su CinemaTech. La sola questione che costino più cari dei dvd mi sembra di un alro mondo, però.

  2. 2
    Antonio Troise ha detto

    Io cmq non credo che il metodo di Movielink (il cui sito risulta essere molto scarno tutt’ora) avrà mai molto successo. L’unico vantaggio personale che ne traggo è che ora potrò affittare i dvd di un film appena 45 giorni dopo l’uscita degli stessi al cinema. Il che lo trovo molto utile anche per abbattere la pirateria di frontiera.

  3. 3
    LG ha detto

    Ma per abbattere la pirateria è necessario un crollo dei prezzi ed una maggiore duttilità del prodotto offerto. E dovrebbe essere world-wide (io non riesco ad entrare nel sito, come nascondo la mia europeitudine?). Aggiungerei che gli esperimenti fatti fin qui con distribuzioni molto vicine di teatri ed edizione in dvd (penso a Bubble di Soderbergh, ad esmepio) non ha fruttato molto, anzi, è stata percepita come una svendita di un prodotto di cui non fidarsi. La pirateria (in certe forme e paradossalmente) e la distanza dei formati di distribuzione invece _creano_ un pubblico, delle aspettative, etc. poi io sto su un 56k quindi..ahem.. è come l’uva aberba.

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