Ascoltare le onde radio naturali

Onde radio della natura Oggi passando davanti ad un parabola ho pensato: chissà cosa si sentirebbe se il nostro udito potesse sentire le onde radio, proprio come accade con le onde acustiche. In effetti la Natura produce ogni istante onde radio dalle frequenze più disparate: tutto sta nel sapere coglierle. Ovviamente il nostro timpano non è abbastanza sensibile per udirle (gli unici suoni che il nostro udito può percepire nell’aria sono vibrazioni meccaniche) ma abbiamo inventato i ricevitori radio per poter ascoltare le onde radio (e le onde elettromagnetiche in generale) che abbiano o meno un significato. E’ così che sono nate le radio che comunemente ascoltiamo, in grado di trasformiare le oscillazioni elettromagnetiche in oscillazioni elettriche e queste in oscillazioni meccaniche, in modo da trasformare le onde radio in suoni. Con lo stesso meccanismo ma con scopi diversi sono nati anche io radiotelescopi, in modo da poter ascoltare tutti quei segnali nascosti che il mondo vicino e lontano che ci circonda emette costantemente (dal rumore di un ruscello alla radiazione cosmica di fondo).
Ecco così, che, cercando su Google trovo un interessante sito di un radioamatore italiano che ci spiega come la Natura ci parla via radio.

“Il cosmo è permeato da una radiazione di fondo, la galassia, le stelle, i pianeti, l’atmosfera, il suolo, tutto l’universo “suona” una musica diafana oggi occultata dal frastuono delle radiocomunicazioni. Passeggiare sulla superficie terrestre produce già dei segnali radio!
Lo spettro acustico si estende da 15 Hz a 20 kHz circa (dipende dal soggetto e dall’età) e in questo range troviamo la banda radio delle ELF, la parte inferiore delle VLF e la parte superiore delle ULF. Cosa si può ascoltare su questa gamma, che per semplicità chiameremo “radioacustica”? Sicuramente sentiremmo il QRM (radiodisturbo) industriale prodotto soprattutto dai 50 Hz della corrente di rete ma anche dalle telefonate che scorrono nei cavi e perfino dall’orologio al quarzo.
Spostandoci in un luogo lontano dai centri urbani e dalle linee elettriche, in un giorno sereno, il rumore di fondo sarà molto diverso. Scricchiolii e ticchettii testimoniano l’esistenza di elettricità statica nell’ambiemte circostante. Cinguettii sporadici diverranno sempre più frequenti verso l’ora del tramonto dimostrando fin da subito che l’azione del Sole sulla ionosfera produce dei segnali tipici. I nostri stessi passi sul terreno produrranno un segnale sorprendente: sembrerà quasi di aver applicato un microfono sotto le scarpe! Gli insetti volanti attratti dal luccichio dell’antenna, danzandole intorno produrranno un suono identico al ronzio di un moscone ma anche questo captato dall’antenna, non da un microfono! Talvolta sembrerà di udire un mormorio, ma sarà solo l’insetto che si avvicina e si allontana ronzando. Altre volte si udrà con molta chiarezza una frase pronunciata da una voce umana in una lingua incomprensibile ma questa volta non sarà colpa delle mosche: anche con antenne opache (filo in tubo di PVC) e sotto stretto controllo visivo (nessun insetto nei paraggi) capita di ascoltare questo fenomeno sconcertante. Il timbro della voce è umano ma ciò che impressiona di più sono l’inflessione e l’enfasi della frase che appaiono decisamente espressivi. Il senso però è sempre inafferrabile perchè la frase, se pur ottimamente intellegibile, non assomiglia mai ad alcuna lingua conosciuta.
Ai radioamatori posso fare un’ulteriore descrizione: non è come il tipico “sblatero” della “27″, ne’ come ascoltare senza BFO una trasmissione SSB, ne’ come ascoltare in chiaro i messaggi criptati da uno scrambler… è praticamente come una frase in un’altra lingua. E’ un fenomeno naturale decisamente interessante.
Oltre a ciò, per la gioia degli astrofili, su questa banda è possibile studiare l’attività solare (fluttuazione del rumore di fondo ed attività ionosferica), le emissioni a bassa frequenza del pianeta Giove (30 Hz) ma soprattutto l’equivalente radio della scia luminosa delle meteore che, solcando la ionosfera, producono segnali caratteristici.
Non ultimi ci sono i fantomatici segnali sismici. Ormai è praticamente certo che le rocce, sottoposte a stress meccanico, possono produrre segnali radio a bassissima frequenza, ma alcuni ricercatori ritengono ancora impossibile che questi segnali possano giungere in superficie.
Questa è soltanto una breve ed incompleta panoramica di ciò che la banda radioacustica ha da offrire ai radioamatori, agli astrofili, ai geologi e perfino ai fisici. Tutti i segnali che ho potuto isolare sono descritti nella mia classificazione qualitativa.
Ma l’aspetto peculiare della radio naturale non finisce qui. Ho già accennato al QRM industriale, ebbene questo rende IMPOSSIBILE l’ascolto di questa banda da casa o comunque presso un centro abitato. Per poter ascoltare questi segnali è indispensabile recarsi in campagna, in montagna, insomma a contatto con la natura… del resto ciò che vogliamo ascoltare è la Natura!
I radioamatori troveranno questa pratica un po’ insolita e avventurosa ma per gli astrofili la ricerca di luoghi incontaminati è prassi comune. Probabilmente per loro andrà già bene il sito preferito per le osservazioni, purchè le linee elettriche siano più distanti di 1 km.
Questo contatto diretto con la natura aggiunge ulteriore fascino alla ricerca.”


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