Google Desktop 3: contro la privacy
Era naturale che le cose evolvessero in questo modo: per regalare ai propri utenti una maggiore indipendenza dal mezzo fisico (il pc) per trasferirla nell’informazione, ecco che Google commette un errore che la EFF non ha mancato di far notare: la nuova versione di Google Desktop Search (giunto alla terza versione) offre una funzione di ricerca (la Search Across Computers) che se attivata è in grado di indicizzare i file locali e di inviarne una lista ai server di Google: in pratica è in grado di archiviare ogni tipo di documento testuale (Word, Excel, PDF) oltre che alla cronologia delle visite sul web. Il tutto però, garantiscono quelli di Google, per un periodo massimo di 30 giorni. Lo scopo principale degli autori è quello di rendere possibile la ricerca anche da un altro computer quando si è fuori casa.
Ma il problema maggiore sta nel fatto che tutta questa mole enorme di dati personali possono finire nelle mani delle autorità locali anche senza mandato di perquisizione, ma semplicemente con un’ingiunzione del tribunale.
Abbiamo di nuovo perso, abbagliati dai luccicanti software di Google, un altro pezzo di libertà?






mmmhhh….
sto cercando di cnvincermi che Google sia diversa da Microsoft o qualsiasi grande azienda mondiale… ma vengo smentito ogni giorno…
14 febbraio 2006 alle 09:27 | Rispondi a capemaster
Il prezzo della nostra libertà è l’eterna vigilanza. Non sbaglia Google o Microsoft a cercare di violare la nostra privacy, ma sbaglieremmo noi a usare un software senza renderci conto di quello che fa veramente, senza indagare, senza visitare http://www.eff.org . Finché saremo attenti, nessuno potrà fregarci. E forse Google, Microsoft e gli altri, un giorno la smetteranno di provarci.
14 febbraio 2006 alle 13:53 | Rispondi a Davide