Il P2P e i Telefilm contro il monopolio televisivo

P2p Mark Pesce (creatore del linguaggio per realtà virtuale VRML) ha scritto un ottimo articolo in cui propone una soluzione che consente all’industria del telefilm di arricchirsi col peer-to-peer. Una soluzione in cui più il telefilm circola su Internet, più è contento chi l’ha finanziato.

Anche se si vocifera di un “iTunes dei telefilm”, sulla falsariga del popolarissimo servizio di download musicale legale di Apple, esiste un problema tecnologico di distribuzione. Mentre iTunes comporta lo scaricamento dai server di quattro-cinque megabyte per brano, scaricare un telefilm comporta un carico sul server quasi cento volte maggiore (una puntata di telefilm digitalizzata in buona qualità è un file da 3-400 megabyte). I costi per chi gestisce il servizio, quindi, sono proporzionalmente più alti.

E’ qui che entra in gioco Bittorrent: i costi di distribuzione sono suddivisi fra gli utenti. Semplificando, infatti, con Bittorrent sarebbero pochissimi gli utenti che scaricherebbero direttamente dai server della casa di produzione del telefilm; tutti gli altri scaricherebbero da chi sta scaricando. Il consumo di banda a carico del produttore sarebbe praticamente zero.

Tuttavia un iTunes per i telefilm presuppone un concetto ancora da dimostrare: i telespettatori siano disposti a pagare per vedere un telefilm? Il successo di iTunes dimostra che gli utenti sono ben lieti di pagare per comperare una canzone, ma si tratta di un prodotto fruito in modo molto diverso: mentre riascoltiamo molte volte un brano che ci piace, non capita spesso di rivedere un telefilm che ci è piaciuto. Salvo poche eccezioni, il telefilm è un prodotto più “usa e getta”. Il valore percepito di un telefilm potrebbe essere quindi ben diverso da quello di una canzone.

Così Mark Pesce propone un’idea molto semplice: le case di produzione distribuiscano tramite Bittorrent i propri telefilm gratuitamente, mettendo al posto del logo dell’emittente un piccolo banner pubblicitario. I costi del telefilm sono pagati dagli sponsor. Immaginate di poter scaricare il vostro telefilm preferito in perfetta legalità a patto di accettare un piccolo marchio Coca-Cola o Ford al posto del marchietto Raiuno o di Italia Uno.

Certo gli smanettoni sanno come eliminare il marchietto, ma quanti si prenderebbero la briga di farlo? Nascerebbe così un nuovo canale di produzione e distribuzione, nel quale si elimina un intermediario costoso, ossia la rete televisiva, e si mettono in contatto diretto produttore e consumatore, con tutti i risparmi e le efficienze che ne derivano. Un canale che sarebbe adottato principalmente dai giovani, che costituiscono il mercato pubblicitario più goloso.

A parte le considerazioni puramente economiche, questo metodo eliminerebbe il rischio di monopolio culturale insito nell’attuale modello. Oggi possiamo vedere in televisione soltanto ciò che ci viene proposto da un pugno di emittenti, più o meno accentrate nelle mani di pochi magnati non necessariamente illuminati. Il P2P elimina tutto questo (con l’unica eccezione, per il momento, delle trasmissioni di eventi dal vivo, e anche lì progetti come Coolstreaming sembrano promettere bene).

Articolo tratto da Zeus News


2 Commenti to “Il P2P e i Telefilm contro il monopolio televisivo”

  1. 1
    luca ha detto

    fantastico !

  2. 2
    Domande ha detto

    Molto Utile!
    Complimenti :)

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