I vantaggi dell’oblìo
Su Punto Informatico ho letto un’interessante opinione di Gilberto Mondi su perché è meglio non usare Gmail (visto che, inevitabilmente, precluderebbe l’uomo dei vantaggi dell’oblìo).
Sono punti di vista, più o meno opinabili, ma che fanno sempre pensare!
Eccola per intero.
Un servizio di posta elettronica con 2 gigabyte di spazio, con prospettive di spazio illimitato. Questo è quanto offre oggi Google, che vuole portare il suo Gmail, parole dei suoi esperti, a rappresentare per l'utente molto più di un sistema di gestione dell'email: <strong>un modo per tenere in ordine i propri pensieri senza darsi pena di cancellare quelli inutili</strong>.
Tutto bello. Se non fosse che non è un caso che i pensieri nel tempo cadano nell'oblìo, che certi ricordi sfumino in un passato di cui talvolta non si ricordano che pochi elementi, spesso solo quelli che si vogliono ricordare. Anzi, <strong>plasmare i propri ricordi</strong>, se non diventa un'abitudine patologica, è del tutto naturale, è anzi un modo benefico e vantaggioso di accettare il presente e organizzarsi per il futuro in serenità.
Gmail con i suoi stupefacenti effetti speciali invece mi spinge a fare a meno della selezione dei miei archivi. Se fin qui con il mio client di posta elettronica ho gestito in locale il grosso delle mie email, e parlo di anni di comunicazioni personali, newsletter e mailing list, ora con Gmail non devo neppure preoccuparmi di mantenere un archivio ordinato, posso <strong>delegare interamente tutte le comunicazioni ad un server remoto</strong>: sarà lui a gestirle, sarà lui a rendermele disponibili in qualsiasi momento. È un concetto appealing come solo le cose di Google riescono ad essere, che trasforma un servizio web in un setaccio hi-tech, capace di recuperare un messaggio, un volto, un nome, uno scambio o un'informazione seppellita in un messaggio ormai vecchio e sbattermeli in faccia in qualsiasi momento.
Ma così mi dimentico di selezionare, anzi non ho alcuno stimolo a farlo, e pongo sullo stesso piano in quell'archivio ogni ricordo, anche dettagli inutili, dolorosi, dannosi o complessi, <strong>allontanando l'oblìo</strong> nel quale la mia mente così spesso vorrebbe indulgere. Non è cosa da poco, in ballo ci sono fatti essenziali, intimi, di cui si compone l'identità personale. Questo è tanto più vero quanto più il vivere quotidiano, i rapporti personali e familiari si arricchiscono anche di comunicazione via Internet e via email.
Come se questo non bastasse, uno spazio in continua espansione nel quale riporre tanta parte dell'archivio delle proprie memorie costringe a sperare nell'affidabilità di quel sistema nel tempo, e pregare che rimanga disponibile sempre alle stesse condizioni, cosa che <strong>nessuno assicura</strong> per il semplice fatto che non si può garantire e certo non lo può garantire un servizio che ancora viene presentato in "beta".
Quello spazio gestito dalla corporation di Mountain View si traduce oggi in un formidabile <strong>accumulatore di pensiero</strong>, ambizioni, passioni e vita di ogni individuo che ne diviene utente, elementi della realtà e delle sue memorie, dei suoi rapporti, ed è materiale che ne definisce l'esistenza, se non in tutto almeno in parte. Nelle mani sbagliate, di un cracker o di qualcuno che si riteneva un amico, o in balìa di password non abbastanza efficaci, quelle informazioni possono persino diventare <strong>una quinta colonna per l'identità stessa dell'individuo</strong>, ed offrire la sponda a frodi, furti di identità o a ferite del passato che in altra sede sarebbero state triturate col tasto "canc" a tutto beneficio dell'oggi e del domani.
Tratto da Punto Informatico






“Quinta colonna” = (stor.) l’insieme delle persone che parteggiano per una potenza o per una fazione nemica e operano clandestinamente in suo favore, per lo più svolgendo una propaganda subdola, con attività spionistiche o anche con sabotaggi (l’espressione fu coniata dai franchisti durante la guerra civile s******a).
http://www.demauroparavia.it/89772
5 aprile 2005 alle 23:57 | Rispondi a Antonio
Più che con Gmail, a mio avviso questo processo sta avvenendo con i blog. Gli specchi delle nostre cyber-anime.
6 aprile 2005 alle 08:35 | Rispondi a X-Slayer
Che poeta X-Slayer!
6 aprile 2005 alle 11:19 | Rispondi a Antonio