Stallman e “La rivolta di Tycho”

The Road To TychoEcco un inquietante racconto “fanta-politico” di Richard Stallman sul diritto di leggere.
Il racconto è ambientato nel 2047, ma è stato scritto nel 1996: sembra, comunque, che narri una storia prossima a divenire realtà.

(Tratto da La strada verso Tycho, raccolta di articoli sugli eventi precedenti la Rivoluzione Lunaria, pubblicata a Luna City nel 2096)

Per Dan Halbert, la strada verso Tycho si rivelò all'epoca del college -- quando Lissa Lenz gli chiese in prestito il computer. Il suo si era rotto e, a meno di non poterne usare un altro, avrebbe mancato la scadenza per la presentazione del progetto di metà corso. Non osava chiederlo a nessun altro tranne Dan, ponendolo così di fronte a un grave dilemma. Dan aveva il dovere di aiutarla -- ma una volta prestatole il computer, Lissa avrebbe potuto leggerne ogni libro. A parte il rischio di finire in carcere per molti anni per aver consentito ad altri l'accesso a tali libri, inizialmente Dan rimase assai colpito dall'idea stessa di una simile eventualità. Come chiunque altro, fin dalle elementari gli era stato insegnato quanto fosse malvagio e sbagliato condividere i libri -- qualcosa che soltanto i pirati si azzardavano a fare. Ed era impossibile che la SPA -- la Software Protection Agency, l'Agenzia per la tutela del software -- avesse mancato di smascherarlo. Nel corso sul software Dan aveva imparato che ogni libro era dotato di un apposito sistema di monitoraggio sul copyright in grado di riportare all'Agenzia centrale per le licenze quando e dove ne fosse avvenuta la lettura, e da parte di chi. (Questi dati venivano poi utilizzati nelle indagini per la cattura dei pirati della lettura, ma anche per vendere ai grossisti i profili sugli interessi personali dei singoli). La prossima volta che il suo computer fosse stato collegato al network centrale, l'Agenzia l'avrebbe scoperto. In quanto proprietario del computer, sarebbe stato lui a subire la punizione più pesante -- per non aver fatto abbastanza nella prevenzione di quel crimine. Naturalmente non era affatto scontato che Lissa avesse intenzione di leggere i libri presenti sul computer. Forse lo avrebbe usato soltanto per finire la relazione di metà corso. Ma Dan sapeva che la sua condizione sociale non elevata le consentiva di pagare a malapena le tasse scolastiche, meno che mai le tariffe per l'accesso alla lettura dei testi. Una situazione che comprendeva bene; lui stesso era stato costretto a chiedere in prestito dei soldi per pagare le quote necessarie alla consultazione di tutte le ricerche disponibili. (Il dieci per cento di tali quote andava direttamente agli autori delle ricerche; poichè Dan puntava alla carriera accademica, poteva sperare di ripagare il prestito con la percentuale sulle proprie ricerche, nel caso venissero consultate con una certa frequenza.) Solo più tardi Dan avrebbe appreso dell'esistenza di un'epoca passata in cui chiunque poteva recarsi in biblioteca a leggere articoli e ricerche senza dover pagare nulla. E i ricercatori indipendenti avevano accesso a migliaia di pagine pur in assenza di contributi governativi alle biblioteche. Ma negli anni '90 sia gli editori nonprofit sia quelli commerciali iniziarono a imporre delle tariffe per la consultazione di quei materiali. A partire dal 2047 le biblioteche che offrivano accesso pubblico e gratuito alle opere dei ricercatori non erano altro che una memoria del passato. Naturalmente esistevano vari modi per ingannare la SPA e l'Agenzia centrale per le licenze. Modalità del tutto illegali. Uno degli studenti che aveva seguito il corso sul software con Dan, Frank Martucci, era entrato in possesso di un programma illecito per il debugging [l'attività di collaudo del software], e lo aveva utilizzato per disattivare il codice di monitoraggio del copyright per la lettura dei libri. Purtroppo era andato in giro a raccontarlo a troppi amici e uno di loro l'aveva denunciato alla SPA in cambio di una ricompensa in denaro (gli studenti fortemente indebitati erano assai proni al tradimento). Nel 2047 Frank era in prigione, non per lettura illegale bensì per il possesso di un debugger. In seguito Dan avrebbe saputo che tempo addietro a chiunque era consentito il possesso di simili programmi. Circolavano liberamente persino su CD o tramite download via internet. Ma i comuni utenti presero ad usarli per superare le restrizioni sul monitoraggio del copyright, e alla fine una sentenza giudiziaria stabilì come questa fosse divenuta pratica comune nell'impiego di tali programmi. Di conseguenza, questi vennero dichiarati illegali e gli sviluppatori di debugger [programma per l'attività di collaudo del software] condannati al carcere. Pur se i programmatori avevano comunque bisogno di programmi per il debugging, nel 2047 i produttori ne distribuivano soltanto copie numerate, e unicamente a programmatori provvisti di licenza e assicurazione ufficiali. Il debugger a disposizione di Dan nel corso sul software era dotato di uno speciale firewall [sistema a protezione di accessi non autorizzati], in modo da poter essere utilizzato soltanto per gli esercizi in classe. Onde superare le restrizioni sul monitoraggio del copyright era altresì possibile installare una versione modificata del kernel di sistema. Dan avrebbe poi scoperto l'esistenza di kernel liberi, perfino di interi sistemi operativi liberamente disponibili, negli anni a cavallo del secolo. Ma non soltanto questi erano illegali, al pari dei debugger -- non era comunque possibile installarli senza conoscere la password centrale del computer. Qualcosa che né l'FBI né il servizio-assistenza di Microsoft ti avrebbero mai rivelato. Dan concluse che non avrebbe potuto semplicemente prestare il computer a Lissa. Ma nemmeno poteva rifiutarsi di aiutarla, perché l'amava. Qualsiasi opportunità di parlare con lei lo riempiva di gioia. E il fatto che avesse chiesto aiuto proprio a lui poteva significare che anche lei gli voleva bene. Dan risolse il dilemma con una decisione perfino più impensabile -- le prestò il computer rivelandole la propria password. In tal modo se Lissa avesse letto i libri ivi contenuti, l'Agenzia centrale avrebbe ritenuto che fosse Dan a leggerli. Si trattava pur sempre di un crimine, ma la SPA non avrebbe potuto scoprirlo in maniera automatica. Ciò avrebbe potuto avvenire soltanto dietro un'esplicita denuncia di Lissa. Naturalmente se la scuola avesse scoperto che aveva rivelato la password personale a Lissa, entrambi avrebbero chiuso con la carriera scolastica, a prescindere dall'utilizzazione o meno di tale password. Qualsiasi interferenza con i dispositivi predisposti da un istituto accademico sul monitoraggio nell'impiego dei computer da parte degli studenti provocava delle sanzioni disciplinari. Non importava se si fossero arrecati o meno danni materiali -- il crimine consisteva nel rendere difficile il controllo sui singoli da parte degli amministratori locali. I quali potevano cioè presumere che tale comportamento nascondesse ulteriori attività illegali, e non avevano bisogno di sapere quali fossero. In circostanze simili generalmente gli studenti non venivano espulsi -- almeno non in maniera diretta. Se ne impediva piuttosto l'accesso ai sistemi informatici dell'istituto, provocandone così l'inevitabile voto insufficiente in ogni corso. Più tardi Dan avrebbe scoperto come una siffatta procedura fosse stata implementata nelle università a partire dagli anni '80, quando gli studenti iniziarono a fare ampio uso dei computer accademici. In precedenza le università seguivano una strategia diversa per le questioni disciplinari, punendo soltanto le attività che provocavano danni materiali, non quelle che potevano suscitare appena dei sospetti. Lissa non denunciò Dan alla SPA. La decisione di aiutarla condusse al loro matrimonio, e li spinse anzi a mettere in discussione quel che era stato insegnato loro fin da piccoli riguardo la pirateria. I due presero a documentarsi sulla storia del copyright, sulle restrizioni sulla copia in vigore in Unione Sovietica e perfino sul testo originale della Costituzione degli Stati Unti. Decisero poi di trasferirsi su Luna, per unirsi agli altri che in maniera analoga gravitavano lontano dalla lunga mano della SPA. Quando nel 2062 scoppiò la rivolta di Tycho, il diritto universale alla lettura ne costituì subito uno degli obiettivi prioritari.ione dall’inglese di Maria Chiara Pievatolo.

Tratto da http://internet.cybermesa.com/~berny/dirleggere.html oppure http://bfp.sp.unipi.it/rete/right2.html


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